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Lezione 1

Tra le Sorelle Materassi e La Spartizione passano circa 30 anni ma nel frattempo ci sono altri romanzi che li legano (opere che accentuano il grottesco di Palazzeschi).

  • Don Giovanni in Sicilia di Brancati (scrittore siciliano): tre sorelle zitelle e un fratello maschio che viene accudito da loro. Il fratello Giovanni si innamora di una marchesina del continente (come Peggy) e tutto gli sembra indegno della donna amata. Abbandona le sorelle, si sposa e si trasferisce a Milano da Catania. Nel finale torna dalle tre sorelle, fa un riposino pomeridiano e perde la cognizione del tempo (si chiude così il romanzo).
  • Due Zittelle di Landolfi, 1946: nate in provincia, trasferitesi in periferia. Due sorelle e una scimmia di nome Tombo, dono del fratello lontano. Chiusa in gabbia, una notte scappa e profana la cappella di un vicino convento. Scimmia condannata a morte dalle sorelle quando la scoprono, la uccidono con uno spillo.

Inizio del '900:

  • Pirandello: diverse novelle sul tema. Osservazione realtà + parodia di opere celebri (Le Vergini delle Rocce) "senza malizia": impiegato che sposa la minore di quattro sorelle, tutte attratte da lui. Quando la sposa muore di parto, le sorelle si fanno avanti e lui deve scegliere.
  • Svevo, la Coscienza di Zeno: si trova di fronte alla scelta tra tre sorelle e sceglie quella che gli piace meno (intenzionalità parodica). Adatta il "topos" alla società, l'ideologia borghese in cui si trovava.

Piero Chiara

Piero Chiara grande successo negli anni '70/'80. Coglie la noia, il grottesco della quotidianità provinciale, in particolare tra le due guerre. Nato a Luino nel 1913 da un doganiere di origine siciliana e una donna dell'altra sponda del lago, coetaneo e conterraneo di Vittorio Sereni, poeta. Bocciato più volte, venne promosso a patto che si ritirasse dalla scuola pubblica. Lavorò come garzone di un fotografo a Luino, provò a riprendere gli studi ma li abbandonò per andare a lavorare. Autodidatta: frequentava la biblioteca parrocchiale. Nel 1929 prese licenza complementare (media) da privatista, ottenne il passaporto (anche se minorenne) e si trasferì in Francia. Nel 1931 tornò a Luino e diventò una sorta di gaga (bellimbusto), vinse un concorso come aiutante di cancelleria (19 anni) e venne mandato prima in Friuli poi ad Audissina (ora in Slovenia). Comincia ora a meditare sulle proprie convinzioni politiche.

Sospeso dal lavoro si prese anno d'aspettativa, poi si trasferì a Varese fino alla pensione. Antifascismo prettamente ideologico. Anni '30: si sposò con la figlia di un medico svizzero da cui ebbe un figlio. Fine degli anni '30 voleva emigrare in Sudamerica ma non riuscì per l'inizio della guerra. Gli anni '30 vengono messi in scena nelle sue opere. Si accostò ad ambienti antifascisti e venne condannato più volte al confino, riuscendo sempre ad evitarlo. All'ennesimo ordine di cattura si rifugiò in Svizzera, ma venne internato in un campo lavoro. Riuscì ad uscirne e divenne insegnante di italiano, storia e filosofia in un liceo di Zurigo. In Svizzera riuscì anche a rivedere il figlio che viveva lì. In Svizzera venne pubblicata la sua prima opera, una raccolta di poesia chiamata "Incantavi".

Nell'estate del '45 tornò in Italia e si avvicinò al partito liberale, collaborò con riviste e si interessò di poesia (cura l'antologia di poesie "Quarta generazione"). Si occupò e divenne uno dei massimi esperti di Casanova. Si occupò anche di reportage (viaggi in Spagna, Parigi ecc…). Primi racconti: stile non moderno, elegia. È del 1959 "Dolore del tempo", in cui ha molto spazio la figura del padre; e del 1965 "Con la faccia per terra", che racconta di viaggi per l'Italia per andare nel paese del padre.

Fine anni '50: svolta. Chiara era un narratore orale di fascino straordinario: una sera raccontò una storia a cena con gli amici, tra cui anche Sereni (Mondadori), che gli suggerì di mettere il suo vissuto per iscritto. Nacque così il suo primo romanzo, "Il Piatto Piange", che si concentra soprattutto sulla vita nei caffè di paese. Ebbe molto successo, riconfermato con "La Spartizione" (1964), dovuto anche al fatto che i libri Oscar Mondadori venivano venduti anche nelle edicole negli anni '60. Serie di successi: autore popolarissimo, anche film tratti dalle sue opere. Una volta in pensione la letteratura divenne il suo lavoro; scrisse anche per giornali come il Corriere della Sera. Nel 1978 pubblicò una "Vita di Gabriele D'Annunzio" che ebbe un successo enorme (300000 copie). Morì nel 1986 di tumore, funerale a Luino.

Lezione 2

Piero Chiara prima che scrittore fu narratore orale, esordì nella letteratura verso i 50 anni (come Camilleri). Grande successo maturato soprattutto negli anni '70/'80 ma che dura anche oggi. Alla sua popolarità contribuirono anche i film che venivano regolarmente tratti dai suoi romanzi: al tempo il cinema aveva molto più successo e impatto sociale. Il successo di Chiara ha avuto due tempi: uno verso gli anni '60 in cui ottenne il favore della critica più raffinata; uno negli anni '70 in cui mentre il successo di pubblico continuava ad aumentare la critica si raffreddò: sia per la qualità mediocre di molte delle pellicole che vennero tratte dai libri di Chiara sia per il grande successo di pubblico. Egli unificò e interessò diverse categorie di pubblico: i grandi successi sono quelli che hanno un appeal trasversalmente sul pubblico.

Egli tenne in considerazione le esigenze del pubblico senza perdere di vista la qualità; inoltre aprì la via per l'esportazione della letteratura italiana che è un fenomeno prevalentemente moderno (Italia soprattutto importatrice, in particolare negli anni '70). Negli ultimi 10 anni si è assistito ad una riscoperta del valore dell'opera di Chiara: se all'epoca veniva discusso per mettere in piazza il malcostume celato nella provincia italiana, oggi libri simili (come quelli di Vitali) hanno un enorme successo.

La Luino di Chiara ha impresso nelle menti italiane un'immagine molto viva della provincia; senza usare la scorciatoia della nostalgia (i buoni vecchi tempi) assolutamente evitata da Chiara, e nemmeno quella del populismo (non mette in scena i lavoratori dai sani valori - anche perché scrive dell'epoca fascista che faceva esattamente questo). Non usa il dialetto. È stato uno dei maggiori narratori di costume di una certa Italia. È tipica dei libri di Chiara una certa sensazione di familiarità.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.castel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Novelli Mauro.
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