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stesure dattiloscritte vediamo diverse varianti: in una versione il finale traeva

diretta ispirazione dalle Sorelle Materassi; immaginando che nel finale le

Tettamanzi si ritirassero in casa sdegnate dalla maldicenza del paese.

LEZIONE 3

Il protagonista della Spartizione è Emerenziano Paronzini, oscuro archivista di

mezza età, che da Cantevria finisce a Luino. All'inizio è Emerenziano ad essere

osservato, in seguito è lui che osserva: va alla caccia di una donna da sposare.

Il padre delle tre sorelle Tettamanzi che Emerenziano nota un giorno in chiesa,

Mansueto; aveva una perversione per la bruttezza e la coltivava con amore

nell'orto sperimentando sui vegetali. Le tre sorelle sono tutte orribili, ma

ognuna di loro ha un particolare che la salva: Tarsilla le gambe, Fortunata i

capelli e Camilla le mani.

Tarsilla è la sorella più "sensibile ai richiami dei sensi", tanto da fare l'occhiolino

al fannullone Paolino. Emerenziano, invitato dalle sorelle a bere il caffè la

domenica, si presenta a casa Tettamanzi e si presenta abbastanza enigmatico.

Non dice nulla di sé oltre a ciò che sappiamo già tramite il narratore. Torna più

volte a "visitare" la proprietà, poi incontra Fortunata per strada e le dà

appuntamento nella biblioteca in cui lavora. Si racconta poi del rendez-vous

con il "demonico" Paolino. Emerenziano chiede la mano di Fortunata, continua

a frequentare la casa e durante un pranzo si verifica l'emblematica scena del

"taglio della mela". Tarsilla prende il posto di Fortunata alla biblioteca e

comincia a utilizzare il convento retrostante la biblioteca per i suoi incontri

erotici con Paolino. Siamo al centro del romanzo, capitolo XIII che da la svolta

"romantico-erotica" al romanzo, in cui c'è la descrizione del convento

abbandonato e l'annuncio del matrimonio alle altre due sorelle. Viene celebrato

il matrimonio, e al ritorno dal viaggio di nozze Fortunata è talmente indisposta

da dover chiedere al marito di dormire sul divano. Paolino, desideroso di

sposare Tarsilla per motivi economici, la vede sfuggirgli perché insidiata dal

cognato e scrive una lettera per denunciare al parroco i loro incontri segreti e

costringerla a procedere a un matrimonio riparatore. Il capitolo in cui il parroco

nascosto nel confessionale assiste all'accoppiamento tra i due è il più lungo e

boccaccesco del romanzo. Tarsilla si rifiuta di sposare Paolino e comincia ad

accogliere il cognato nel proprio letto. Emerenziano insidia anche Camilla, e le

sue notti sono scandite con estrema precisione tra le tre sorelle; tutto ciò

osservato dall'inorridita serva Teresa.

Siamo negli anni del fascismo, e nel paese cominciano a trapelare voci sul

ménage à quatre di casa Tettamanzi. Una notte Emerenziano le visita tutte e

tre e viene trovato moribondo; le sue ultime parole sono "la camicia!" (invito a

spogliarsi che soleva rivolgere alle tre sorelle nell'entrare nelle loro rispettive

stanze) ma che vengono interpretate come "voglio essere sepolto con la

camicia nera" --> Emerenziano si trasforma in una specie di grottesco

martire/eroe del fascismo: Chiara passa dalla satira di costume alla satira

politica.

Emerenziano come Remo ha portato la vita nel cuore spento del paese e delle

sorelle zitelle.

Tema importante è quello della caccia (abbondano le metafore legate al

mondo venatorio): Emerenziano non è particolarmente ricco né avvenente, le

sue doti per raggiungere i suoi turpi scopi sono calcolo, furbizia, discrezione;

capacità di "discernere" la persona, il luogo e il tempo giusto per poter porre in

atto i propri piani.

Costruendo un eroe di questo tipo, senza doti apparenti, Chiara fa sì che nei

lettori maschi non scatti l'invidia o la competizione ma una sorta di sorridente

ammirazione nei confronti di questo oscuro impiegato di Cantevria che

raggiunge il suo trionfo.

Per quanto riguarda le donne, c'è il tema della liberazione dalla gabbia

ristretta della propria moralità.

Nei libri di Chiara questo "risveglio dei sensi" e del desiderio sembra colpire un

po' tutti i personaggi; ma chi si abbandona ad esso viene colpito solitamente

da una punizione, con una sorta di dualismo ερος/τθανατoς dai risvolti

freudiani.

[Chiara tradusse in lingua corrente un po' di novelle del Boccaccio]. Il romanzo

ha un'epigrafe tratta da Boccaccio.

La scena della mela è fortemente significativa: la mela richiama alla scelta di

Paride tra tre dee, ed è legata alla dimensione dell'erotismo e del peccato dal

simbolismo biblico. Verso la fine del romanzo ci viene data dal narratore

un'altra chiave di lettura: ad attrarre il Paronzini sarebbero state in realtà le

parti marce delle mele. Anche lui gusto dell'orrido come Mansueto (paragone

tra gli orridi vegetali che coltivava e le figlie: "ottenere una cosa davvero brutta

è difficile come ottenere una cosa davvero bella"). Il "maleficio dell'orrido"

colpisce tutti, anche Paolino; che all'inizio mira a Tarsilla per i suoi beni, ma poi

cambia idea e si rende conto di essere stato stregato da lei e dalla sua

mancanza di grazia.

Troviamo il grottesco nella Spartizione nei nomi, nei personaggi e anche

nell'ambito politico. Si dice all'inizio della Spartizione che il fascismo non era

riuscito a influenzare veramente la vita e i costumi della provincia; ma nella

seconda parte del libro quando le tre sorelle abbandonano un po' l'ambiente

clericale si avvicinano alla cultura fascista, spesso in diretta concorrenza con

quella religiosa (ambiti di organizzazione del tempo libero, dell'educazione…). Il

grottesco politico arriva soprattutto nel finale con la storia della camicia, in

chiave buffa e non cupa. Emerenziano diventa simbolo della fede fascista:

personaggio grottesco diventa simbolo di questa ideologia grottesca e legata

spesso al "travestimento".

In precedenza Gadda in "Eros e Priapo" aveva dato una specie di

interpretazione psicanalitica del fascismo, come incarnazione mitica della

virilità.

Nella comicità di Piero Chiara non c'è solo il grottesco: c'è anche il comico di

situazione (equivoci, incomprensioni, incidenti…) che denotano una sorta di

concezione teatrale della vita. Presenza importante qui come nelle Sorelle

Materassi del coro del paese.

LEZIONE 4

Il narratore non è interno: osserva il mondo in modo disincantato e lo conosce

bene, nei particolari. Commenta la vicenda senza dare giudizi diretti, ma

guardando gli effetti delle scelte dei personaggi: sua caratteristica è la

discrezione. Non tratta il peccato sotto forma di scandalo perché per lui non lo

è: lo è solo agli occhi della comunità. Non si comporta da giudice e non insiste

sul patetismo. Fondamentale è il comico: ciononostante, non c'è il lieto fine

(morte di Emerenziano). [Il comico era una scelta abbastanza forte ai tempi di

Chiara.] Narratore: può essere definito "uomo di esperienza", capisce come

vanno le cose e insistenza con espressioni generalizzanti: "sempre", "come

sempre accade", ecc…

Ci sono anche dei "narratori nascosti": coro di voci che corrono in paese (tipico

della narrativa di Chiara). Il lettore diventa quasi parte del coro di voci, un

esempio è all'inizio: la serie di domande del primo paragrafo generano

l'interesse per il nuovo arrivato anche in chi legge.

Il narratore mescola onniscienza e "mistero": in alcuni casi, tra le due opzioni,

preferisce affidarsi alle voci e alle interpretazioni della gente. Il pubblico ha una

cattiveria di fondo: c'è una prevalenza di voci maligne riguardo ai personaggi.

Ma le sorelle sono fondamentalmente indifferenti ai pensieri della gente (pag.

66): esse hanno un'evoluzione nel tempo.

A pag. 144 c'è un esempio del contrasto tra "ciò che è ufficiale" e "ciò che è

vero".

Nel finale prendiamo coscienza della "morale" di questo romanzo, molto

moderna (diversa da quelle della letteratura antica): ci può essere un eroe

anche in un piccolo paese; e questo permette al lettore di riconoscersi nel

personaggio principale del romanzo.

Personaggi: sistema simile a quello delle Sorelle Materassi. Ci sono tre sorelle

la cui vita è sconvolta da un personaggio, che qui viene sdoppiato in

Emerenziano e Paolino; c'è una serva, un padre presente all'inizio; dei

personaggi buffi e né giovani né anziani che però sono quasi reclusi rispetto

alla comunità, nella quali tutti le conoscono.

Spesso nei romanzi di Chiara tutto nasce dal ritratto fisico a cui spesso

corrisponde un ritratto morale (lunghe descrizioni). La vicenda nasce dal

ritratto e coincide con la parabola del personaggio (la vita di Emerenziano).

Non ci sono personaggi inetti o malinconici: Chiara era attratto dal vitalismo.

Emerenziano sa scegliere meglio di Paolino, e per questo trionfa: dote

fondamentale della discrezione.

Nel caso delle donne, le descrizioni vanno quasi a finire nell'orrido (sono rare le

bellezze classiche in Chiara).

Personaggi e nomi buffi che ripetono la dinamica del personaggio: ad esempio

il nome Emerenziano, come il personaggio che lo porta, è normale ma appare

buffo al lettore. Alcuni nomi inducono all'equivoco (tipico in Chiara): Mansueto

è un personaggio rabbioso. Chiara scherza anche sulla toponomastica, con

allusioni (Due Cogliani); nomi però realmente esistenti. Mansueto: padre delle

sorelle. Una delle sue passioni è la caccia (patrocinatore legale dei bracconieri):

nella casa del cacciatore, entra un "cacciatore", Emerenziano, come una volpe.

Ma i ruoli vengono rovesciati: le sorelle tengono in balia e "uccidono" il loro

cacciatore.

Determinismo biologico: passioni per i frutti orridi trasformata e tramandata

geneticamente nella bruttezza delle figlie (solo un particolare le salva).

Mansueto fa loro da tutore fino a un momento prima dell'inizio della vicenda e

dell'arrivo di Emerenziano. Tarsilla: sorella più presente e più psicologizzata. Il

suo "peccato" è il coraggio di prendersi la responsabilità delle proprie azioni e

la decisione nelle proprie scelte. Fortunata: protagonista praticamente solo

della scena in cui Emerenziano la chiede in sposa (cap. 11). Camilla:

temperamento più romantico (pag. 109). Sono tutte in competizione tra loro:

lato patetico. Le psicologie femminili non sono analizzate: vengono osservati

solo i loro istinti. Emerenziano: incarna il tema del doppio (mistero). La sua

doppia faccia è la stessa del paese (in apparenza bonario, in realtà non lo è).

Viene descritto nei minimi particolari dal narratore; ma il mistero si genera

evitando di dare il suo punto di vista nei momenti più cruciali (come per Remo).

Sempre come Remo, Emerenziano guarda (tema dello sguardo, che scruta le


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m.castel

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e culturale applicata all'ambito economico, giuridico e sociale (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.castel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Novelli Mauro.

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