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Pinocchio, Collodi - Riassunto commentato, prof. Novelli Appunti scolastici Premium

Riassunto approfondito e commentato (personaggi, tematiche, luoghi ecc.) del romanzo "Pinocchio" di Collodi che viene preso in considerazione dal professor Novelli nel suo insegnamento di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea a Medialin (Unimi).

Esame di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea docente Prof. M. Novelli

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popolazione era registrata come istruita (ma non è detto che si presentasse

effettivamente a scuola). Idea che l'istruzione fosse da rifiutare perché sovversiva;

avrebbe reso le popolazioni difficili da controllare.

Anni '70 -> scuole elementari 5 anni; anni '10 del '900 scuole non nazionali ma

comunali (costruite tramite le spese locali di chi voleva istruire i propri figli).

Precoce femminilizzazione dell'attività dell'insegnante (maestri pagati come servi,

difficile trovare maestri preparati) che parlavano dialetto o un italiano stentato. Si

trattava come prima cosa di insegnare l'italiano a un italiano: difficoltà dei termini

astratti (deputato, indigeno) che non esistono nei dialetti. Al di fuori della toscana

al momento dell'unità il toscano era pressoché incomprensibile: importante la leva

militare per la scolarizzazione. Su questo sfondo si creano i "bestsellers scolastici"

di fine 800 come Cuore: si racconta un anno scolastico di un ragazzino

piemontese, con tutti i valori della borghesia umbertina del tempo (onestà, patria

ecc…). De Amiciis tentò un progetto didattico nuovo, in contrasto con il progetto

ecclesiastico [in Cuore i ragazzi non festeggiano le festività religiose, libro non

previsto nei collegi]. Allo stesso modo in Pinocchio, altro grande libro che ha fatto i

ragazzini italiani, non c'è alcun riferimento alla religione: tratto per nulla scontato,

scelta molto specifica.

Entrambi impostano la vicenda con un protagonista bambini e rivolta a coetanei

del protagonista: narrativa per ragazzi racconta i ragazzi. Non siamo noi i lettori

ideali di Pinocchio: possiamo abbandonarci a una lettura disponibile, ma non

siamo i destinatari di questo tipo di libro; la nostra è una lettura critica. Questo

porta a delle conseguenze: libro scritto per bambini di dieci anni ha criteri stilistici

e tematici molto semplici.

Rari o assenti in Italia libri su ragazzi di una certa estrazione sociale (piccolo Lord):

solo infanzie particolari. Prima dell'unità non si vedeva come necessario. Fatta

l'unità nasce un grande filone, di letteratura per ragazzi di cui Cuore e Pinocchio

sono i "protagonisti": necessario rinsanguare il romanzo di formazione. Piccoli

bildungsromane, con protagonisti bambini e destinati a bambini (non ragazzi).

Romanzi di formazione che traggono spunto dal modello della fiaba: come nelle

fiabe abbiamo le "prove di accesso" di un ragazzo nella comunità di adulti. Nelle

altre culture i romanzi per ragazzi non sono romanzi di formazione in cui i ragazzi

si confrontano con il mondo degli adulti: Alice in Wonderland e Peter Pan sono

romanzi di un'infanzia assoluta; mentre Pinocchio alla fine cambia di stato.

Romanzi oggi guardati con occhio critico perché presentano un modello borghese

di fine ottocento oggi superato: in questi libri ogni colpa viene punita, e che la vita

impone delle prove molto dure ed è necessario crescere in fretta. Cuore termine

tematico importante, insieme a carattere: a decidere il destino delle nuove

generazioni dell'Italia di allora è il cuore buono e il rafforzamento del carattere,

per sconfiggere gli stereotipi dell'italiano di allora: pigro, appassionato,

indulgente. Programma di educazione nazionale: self-help, possibilità di

migliorarsi, arricchirsi; trasposizione in ambito sociale del darwinismo; tramite le

tue doti puoi affermarti. Uscire dalla condizione dell'infanzia significa affermare

questo tipo di doti: con queste doti potranno da adulti far parte di una comunità

organica, condividerne i diritti e i doveri. Questo può riguardare la scuola (Cuore)

o il lavoro (Pinocchio).

LEZIONE 2

Libri che compaiono in un momento in cui la letteratura italiana viveva un

momento di tensione: da una parte il naturalismo verghiano, dall'altra le

esperienze dell'estetismo dannunziano. Pinocchio è un libro per ragazzi quindi non

viene accomunato propriamente a nessuna delle due correnti, tuttavia è più vicino

alla vita "umile" (non per questo possiamo definirlo un romanzo verista). Cuore

invece mette in scena la borghesia torinese, quindi lontano da queste atmosfere.

Libri fatti per preparare la società del domani. Con De Amicis abbiamo l'ambiente

urbano, con Pinocchio abbiamo la società paesana e agraria su cui aleggia

l'elemento fiabesco.

Difficile mettere a fuoco la figura di Pinocchio per vari motivi. Innanzitutto ciò è

dovuto alla "barriera" delle molte riscritture e interpretazioni diverse che della sua

storia ci vengono sottoposte fin dalla nostra infanzia. E' stato molte volte

interpretato, può essere considerato un ipertesto e allo stesso tempo un pretesto

per motivi fumosi e incerti lontani dagli avvenimenti del testo ed estranei alla

situazione in cui venne scritto (motivi antropologici, religiosi ecc…). La vera

difficoltà è che noi lo conosciamo già, abbiamo un idea più o meno vaga della sua

figura: questo rende difficile distaccarsene e osservarlo con occhio critico.

Interpretato molte volte: come un ribelle laico, come una figura christi… Figura

ambigua: dovrebbe essere un burattino, ma non ha i fili e si muove secondo la

propria volontà. Come tutti i personaggi celebri della letteratura in cui ci si può

immedesimare, "Pinocchio siamo noi". Pinocchio è un personaggio fortemente

italiano, e per capirlo bisogna anche contestualizzare l'autore.

Carlo Lorenzini, scelse Collodi in omaggio al paese dove era nata la madre.

Nacque nel 1826 a Firenze da una famiglia non molto altolocata: figlio di un cuoco

che lavorava per un marchese, che gli permise di studiare e gli pagò gli studi in un

collegio ecclesiastico (predestinato alla carriera ecclesiastica, ebbe una massiccia

educazione cattolica). Ciò lo portò al contrario sulla strada della ribellione, era un

patriota e un mazziniano. Fu tra i militari toscani che combatterono gli austriaci

per l'indipendenza. Soprattutto carriera di giornalista e scrittore: come giornalista

collaborò a diverse riviste di area fiorentina (alcuni suoi libri sono insiemi di

articoli). Si era fatto una fama negli anni '50 con i romanzi "Un romanzo in vagone

da Firenze a Livorno" (racconto umoristico di un viaggio ferroviario) e "I misteri di

Firenze" (uno dei molti romanzi nati sull'onda dei Misteri di Parigi di Sue). Lavorò

anche a teatro, compose diversi drammi e fece il critico. Dopo l'Unità andrò

accentuandosi la delusione per i modi in cui l'Unità era avvenuta (come per molti

che combatterono per essa) e si allontanò dalla vita pubblica. Bambino cresciuto,

non ebbe figli né famiglia, donnaiolo, giocatore e bevitore.

Siamo in una fase precedente alla fase di specializzazione: scrittori e giornalisti

normali a un certo punto si danno anche alla letteratura per ragazzi (nel '900

troviamo più specialisti, come Rodari e Vamba). Decise di avvicinarsi alla

letteratura per ragazzi perché essa offriva libero sfogo alla fantasia e dava la

possibilità di riversare sulle nuove generazioni i progetti in cui aveva creduto; oltre

che offrire possibilità di guadagno. Si da intensamente alla letteratura per ragazzi

quando un editore gli propone di tradurre dal francese dei racconti per ragazzi.

L'attività di scrittore si fa preponderante adesso su quella di giornalista e critico. Il

primo per ragazzi fu il Giannettino del 76, che riprendeva il Giannetto (libro per

ragazzi di successo di primo 800); poi il Minuzzolo del 78. Ebbe successo e scrisse

moltissimi altri libri di Giannettino usati a scopo didattico nelle scuole.

L'esplosione di Pinocchio (1883) mise in ombra il resto della carierà letteraria di

Collodi. Morì nel 1890, a poco più di '60: non fece in tempo a godere dell'enorme

successo mondiale di Pinocchio.

Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino. Libro nato su insistenza di

un amico, giornalista del "Giornale per i bambini", che voleva trovare opere scritte

in un buon toscano (raro all'epoca). Gli scrisse anche una lettera poi famosa in cui

fa capire di non essere particolarmente motivato: capolavoro scritto per caso.

Capitoli pubblicati su questo giornale nell'81, si conclude nell'autunno con la

scena dell'impiccagione di Pinocchio (cap. 15); ma dopo molte insistenze e molti

soldi Collodi proseguì la narrazione dopo molti mesi. La pubblicazione proseguì a

ritmo irregolare e si concluse nel gennaio del 1883. Finito, fu immediata la

pubblicazione in volume (febbraio 1883) in versione illustrata. Ci sono alcune

incongruenze nei titoli dei capitoli, nella trama e nella continuità (Pinocchio

all'inizio non sa leggere, poi all'improvviso in una scena legge).

Classico della letteratura per l'infanzia in tutto il mondo: libro italiano più

pubblicato e tradotto (oltre 250 tra lingue e dialetti: latino, esperanto ecc…).

Impossibile contare il numero di copie vendute: nel 1940 terminarono i diritti

d'autore. Collodi tentò di replicare con "Pipì, lo scimmiottino color di rosa" che

riprende evidentemente alcune scene di Pinocchio. Successo immediato (ma

meno di Cuore, che Pinocchio raggiunse nel 1910 e che staccò definitivamente nel

1950). Nel tempo si sviluppò un genere di vere e proprie "Pinocchiate": la

promessa sposa di Pinocchio, il cugino di Pinocchio ecc… Paolo Lorenzini (nipote di

Collodi) pubblicò nel 1917 "Il Cuore di Pinocchio", un po' impressionante per

questo burattino di cui si possono sostituìre tutti i pezzi (per infondere coraggio

nei bambini mutilati dalla guerra). Riscritto in chiave bolscevica in Russia,

chiamato con i nomi delle maschere famose nei paesi in cui venne tradotto;

Pinocchio venne asservito a mille cause: venne usato durante il fascismo nella

propaganda culturale (libri in cui vediamo Pinocchio come squadrista col

manganello). Uscì anche un "Pinocchio istruttore del negus" (a suon di calci e

bastonate) negli anni dell'Etiopia. Sotto il fascismo per l'autarchia il film di Walt

Disney venne vietato, ma un editore di Firenze espose le immagini del film:

scoppiò una rissa per la "profanazione" americana di un mito italiano (al tempo

Pinocchio veniva spesso comparato a Topolino, "mito plutocratico americano", già

famoso negli anni '30 in Italia). Film di Walt Disney molto discusso, considerato

violento, con messaggi antisemiti (Mangiafuoco ritratto con gli stereotipi

dell'ebreo). Il Pinocchio di Walt Disney è del tutto diverso da quello immaginato da

Collodi: vestito alla tirolese (?) con il cappello con la piuma, le brachette, le

bretelle ecc… La trama del film tagliò moltissime scene, come l'incontro con il

gatto e la volpe (simili a impresari per un Pinocchio che vuole la fama) e il giudice,

l'impiccagione; cambiò il ruolo del grillo e altri. L'omino di burro è alleato del gatto

e la volpe, sono loro a condurlo nel Paese dei Balocchi e non Lucignolo, Mastro

Ciliegia non c'è; Pinocchio diventa un bambino vero dopo una breve morte, padre

e figlio si salvano su una zattera come nella tradizione anglosassone e non

tramite il tonno, il pesce è una balena e non un pescecane e molte altre cose. C'è

di tutto: personaggio in Shreck, romanzi erotici (Pinocchia), manga… Questo ha

del tutto nascosto Collodi: Pinocchio è un personaggio uscito dalle pagine del suo

libro, è diventato "un archetipo; tanto che molti non sanno che Pinocchio è

un'invenzione italiana di inizio 800.

Geppetto fa nascere Pinocchio per "ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali".

Pinocchio viene derubato e va in prigione: critica alla società di Collodi. La Fata

sfugge sempre, non è la mamma tradizionale della tradizione italiana. Il fatto di

diventare un ragazzo vero alla fine è un'aspirazione che compare nella seconda

metà del libro (Geppetto non c'entra). Il punto d'arrivo viene però costantemente

ritardato per il comportamento di Pinocchio.

Due Pinocchi:

-Pinocchio1: racconto più serrato, senza trasformazioni, finisce al capitolo 15 in cui

Pinocchio muore.

-Pinocchio 2: dilata la storia di Pinocchio 1 e la trasforma in un romanzo

pedagogico.

Pinocchio muore apparentemente in un sacco di situazioni in cui noi moriremmo:

viene salvato solo dall'avvento del soprannaturale. Solo a un certo punto subentra

l'idea del premio, la promessa della fata: trasformazione in ragazzo, senso forte,

romanzo di formazione. Pinocchio1 non è un romanzo di formazione. La

trasformazione come premio presuppone che la condizione di burattino sia

socialmente inferiore: burattino è qualsiasi ragazzo svogliato che si rifiuta di

crescere e diventare uomo. Pinocchio per diventare bambino vero deve superare e

vincere il bambino che c'è in lui (contraddizione): il bambino è ciò che va

superato, è la crisalide da cui sboccia l'uomo. Pinocchio ha molti desideri, alcuni

riguardano il ritrovare la Fata e suo padre, poi anche di studiare lavorare e

trasformarsi; ma ci sono altri desideri che stanno alla base del movimento di

Pinocchio: primo fra questi è la fame. Percorso di continua deviazione dalla norma

e dai consigli degli adulti. Le deviazioni avvengono per tentazioni, distrazioni

ecc… tutta la storia è costruita così: costruzione semplice, per ragazzi; alternanza

di sollevamenti e ricadute, di buoni propositi e di distrazioni, perché

"disgraziatamente nella vita dei burattini c'è sempre un ma". Seduzione => colpa

=> punizione => pentimento e salvazione. Ci sono dei tentatori, che permettono

a Pinocchio di "non fare" qualcosa che deve fare, e Pinocchio cede pur di rimanere

nella condizione in cui è (pur non essendo in una condizione idilliaca). Le punizioni

sono sproporzionate alle colpe, ma spesso tramite gli alleati e al proprio

pentimento sfugge ad esse.

Schema sostanzialmente fiabesco della prova: Collodi non ha inventato nulla in

questo ambito. Serie di esercizi che il personaggio deve compiere per raggiungere

lo stato cui ambisce, ma di cui deve dimostrarsi degno. Per Pinocchio significa

aver acquisito il senso della famiglia, della laboriosità, della parsimonia:

caratteristiche che devono connotare la sua vita da adulta. Tutto ciò compare

nella seconda parte (in Walt Disney non c'è per nulla).

In ogni episodio troviamo degli effetti di sorpresa, e Collodi si diverte a rovesciare

continuamente le attese del lettore: lo vediamo fin dalle prime righe, in cui Collodi

spiazza i lettori. Pinocchio comincia con la formula "C'era una volta": siamo

all'interno di un genere, si è stabilito un patto narrativo, i lettori fin da subito nel

loro piccolo si aspettano qualcosa e Collodi fa sfoggio di deludere queste

aspettative: "non un re, ma un pezzo di legno". Un pezzo comune, da catasta:

protagonista è la realtà quotidiana.

Oltre che romanzo di formazione Pinocchio è romanzo picaresco che si svolge

quasi tutto fuori dall'orizzonte familiare, fuori dal nido, nel mondo malvagio dei

furfanti, come nei romanzi picareschi fin dal '600. Infatti è un libro composto da

una serie infinita di guai: tutte le avventure nascono dalla fuoriuscita dall'ambito

protettivo della casa. Insidie fuori dall'uscio a cui prestare attenzione: violenza,

inganno. Ogni rapporto umano è improntato alla violenza, i rapporti degli adulti

nei confronti dei ragazzi, che le trasformazioni in animale coprono appena. Tutto

ciò assume però la forma del percorso iniziatico: ci sono, come in antropologia e in

ogni cultura, prove di accesso del ragazzo alla comunità adulta. Tutto ciò secondo

un impianto tripartito tipico della fiaba: separazione (dalla casa, dalla famiglia, dal

villaggio), attestazione delle proprie capacità tramite la sconfitta degli avversari,

rientro nella comunità che a questo punto gli riconosce lo status di membro

adulto, con i diritti&doveri che ne conseguono. Separazione=> avventura=>

ritorno, tipicamente fiabesco ma anche delle Sacre Scritture (Figliol Prodigo). Da

questo punto di vista Pinocchio è stato interpretato come una riscrittura della

vicenda dell'uomo in chiave cristiana: riscrittura per certi versi forzata ma che ha

qualche elemento credibile. Allontanamento dal Padre, scoperta del libero arbitrio,

ritorno al Padre. [Pinocchio nasce dall'anziano falegname Giuseppe].

LEZIONE 3

Ciò sicuramente non per iniziativa di Collodi - era un miscredente; ma la sua

educazione cattolica lo rendeva in grado di inserire più o meno consciamente di

questi simboli.

Narratore: esterno, non fa parte del mondo rappresentato (scarto rispetto al

diario di Cuore, scelta più fraterna), scelta più tradizionale. Agisce un po' come il

burattinaio di questa storia, continuamente interviene nel racconto. Narratore

onnisciente, che più volte si rivolge al lettore per creare suspense o attesa.

Collodi dissemina la pagina anche di facili indizi (ovvie per noi, meno ovvie per i

bambini). Più volte Collodi si rivolge a Pinocchio chiamandolo "povero", ma in

realtà il libro cede poche volte alla pietà e ai sentimentalismi: il burattino è un

mascalzone che subisce cattiverie. Uno dei temi a cui Collodi si rivolge con

maggiore serietà è la miseria, visibile nel capitolo 8 (Pinocchio si intristisce nel

realizzare della povertà in cui vivono lui e Geppetto - la vera miseria è

riconoscibile da tutti, anche dai ragazzi). Oggi la capacità di distinzione tra ricchi e

poveri è molto più difficile, ma in quegli anni bastavano semplici confronti. Il libro

insegna che non c'è compassione (non è un libro patetico a differenza di Cuore)

per chi vuol fare di testa propria, ma anzi c'è ilarità nei loro confronti; e che nella

vita nessuno regala niente, ma che chi sbaglia paga. Ma non è mai il narratore a

rimproverare Pinocchio: ci sono dei personaggi delegati a farlo, uno di questi è il

Grillo Parlante, o la Fata, o altri minori come il Merlo. Schiera di personaggi

delegati a questa funzione ammonitoria. Se fosse il narratore a rimproverarlo

continuamente, i piccoli lettori non apprezzerebbero il libro perché si identificano

nel personaggio. Il narratore inoltre evita di indignarsi sia di fronte alle azioni di

Pinocchio che di fronte alle punizioni e alle violenze che Pinocchio subisce: mondo

in cui viene dato per scontato che il forte tronca sul debole e l'ingegnoso sullo

stolto. Testo pervaso di ironia amara, che esula dal percorso pedagogico e della

formazione del burattino: Fata e altri personaggi continuamente dicono a

Pinocchio che gli oziosi e i vagabondi finiscono in prigione o all'ospedale (al tempo


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m.castel

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e culturale applicata all'ambito economico, giuridico e sociale (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.castel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Novelli Mauro.

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