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La Presa di Macallè, Camilleri - Commento, prof. Novelli Appunti scolastici Premium

Riassunto commentato e approfondito (tematiche, personaggi, luoghi ecc.) del romanzo "La Presa di Macallé" di Andrea Camilleri; preso in considerazione dal professor Novelli per il suo corso Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea a Medialin (Unimi).

Esame di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea docente Prof. M. Novelli

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dare nuove braccia al futuro procreando. Bambini sono "banco di prova" della

comunicazione di massa.

LEZIONE 2

Anni '20/'30, vera e propria esplosione del fumetto: Il Balilla, il Giornalino

(cattolico), il Corriere dei Piccoli. Mussolini come personaggio aveva un ruolo

fondamentale: flessibile dal punto di vista mediatico, da solenne a impegnato

in lavori manuali. Era ovunque, dalle gigantografie alle scatole dei fiammiferi.

Spesso rappresentato come maestro (lo era) dell'Italia: maestro severo che

italianizzi le masse. Popolo italiano ridotto a bambino. Necessario colpire la

fantasia: bambini pubblico ideale, suscettibili alle rigide semplificazioni del

genere buono vs. malvagio. Richiami continui all'antica romanità, esempio di

perfetta unione di sobrietà e straordinarietà: contadini armati, come l'Italia

sarebbe dovuta diventare. Si voleva legare il presente a una certa idea di

passato.

Anche le conquiste erano legate alla romanità: ricerca di un "posto al sole",

soldato italiano dipinto come benefattore nei confronti di selvaggi, mito

sempiterno dell'italiano "buona gente". Fascismo perfetto mix tra avanguardia

e richiamo al passato: il duce viene a volte rappresentato su aeroplani e

automobili e altre volte armato a cavallo. La sua storia entrava nei libri di

scuola: origini popolari, figlio di un fabbro e di una maestra, assoluta novità:

costruzione del mito, con la forza di volontà si può arrivare ovunque. In Italia

all'epoca c'erano milioni di orfani a cui l'Italia faceva da "padre" con una serie

di compiti che lo stato liberale non si era mai accollato: colonie ecc…

Provvedimenti utili per creare consenso. Decine di migliaia di lettere dei

bambini al duce accolte da una segreteria apposita: duce padre che quei

bambini non avevano più. Stato come famiglia: tipico delle dittature,

eliminazione dei partiti è eliminazione dei contrasti. Bambini che fuggivano di

casa per incontrare il duce o arruolarsi soprattutto nel periodo delle conquiste.

Ogni fanciullo può diventare un eroe: infanzia veniva militarizzata e arruolata.

Anedottica del gesto eroico, che poteva prevedere la morte come estremo

sacrificio per la Patria. Estetica della bella morte, ancora nel periodo di Salò.

Nel '900 il tema della guerra tocca i civili, che verranno direttamente coinvolte

nella IIGM. A partire dagli anni '30/'40 tocca anche i bambini. La prima guerra

che viene proposta dal fascismo al popolo è la guerra d'Africa. Tema del

colonialismo italiano. L'Italia possedeva Eritrea, Somalia e Libia già dagli anni

'20 ma il fascismo voleva creare un Impero (come quello romano). Guerra

all'Etiopia per creare colonie di popolamento per esportare la manodopera in

eccesso (non si volevano ridistribuire i terreni dei grandi latifondisti e della

chiesa). Guerra sostenuta dal settore secondario, che avrebbe guadagnato

dalla produzione di prodotti bellici. Etiopia uno dei pochi stati liberi in Africa, tra

Eritrea e Somalia (avrebbe creato un "corridoio italiano"), armamenti non

sviluppati, "vendetta" per sconfitte subite in quell'area in precedenza. 1935,

guerra rapida, 100.000 tra italiani e ascari (soldati stranieri arruolati nelle

truppe italiane, anche Eritrei - si sfrutta l'ostilità locale). Ras Tafari, il negus

Etiope, fece un memorabile discorso alla Società delle Nazioni che fece imporre

embargo all'Italia per l'aggressione ingiusta. Questo non fermò Mussolini che

continuò la guerra, sostituendo De Bono con Badoglio che condusse la guerra

in modo riprovevole, utilizzando gas nonostante la Convenzione di Ginevra che

proibiva armi chimiche. '36 Ras Tafari fuggì e Addis Abeba venne presa:

Mussolini Imperatore d'Etiopia.

Guerra breve ma sanguinosa svoltasi nel '35/'36, anni del libro di Camilleri,

apertasi e conclusasi con i bagni di folla in Piazza Venezia e la proclamazione

dell'Impero. AOI, Africa Orientale Italiana. Quando gli inglesi ripresero nella

IIGM questi territori, rimisero sul trono il negus. Facile conquistare ma difficile

mantenere questa colonia.

Autarchia è la risposta italiana alle sanzioni. Questo significò per l'Italia perdere

da un certo punto di vista i contatti con il mondo moderno: forma di

provincialismo. Italia paese laborioso, rappresentato dai buoni contadini di una

volta: agiva la censura e la parodia per inibire la conoscenza delle altre culture.

Prima guerra importante dopo la Grande Guerra, ma dai tempi della IGM c'era

stato uno sviluppo di radio e cinema: guerra seguita a casa e scuola quasi in

presa diretta. Bambini bersaglio di messaggi propagandistici, ma c'erano anche

bambini usati per sdrammatizzare la cosa: raccontata come una fiaba, con

etiopi grotteschi, lontani e selvaggi. Al di là del razzismo latente, si vede come

questo stile di vita quasi "bestiale" e vicino alla natura affascinasse. Figurine

della Perugina, con l'introvabile "feroce Saladino".

Raccontare questa Guerra significava entrare nella fantasia dei fanciulli, con un

lieto fine assicurato. Ruolo importante dello sguardo aviatorio, tipico

dell'aggressore che sovrasta, è lo sguardo dei bambini sui propri soldatini.

Radio che dà una realtà tecnologica: dote del fascismo nell'individuare e

riprendere miti atavici, e farne una commistione con le novità tecnologiche.

Cultura e Letteratura Siciliana. Pochissime regioni italiane hanno dato un

contributo alla letteratura italiana grande come quello della Sicilia. Si parla per

quanto riguarda questi scrittori di "similitudine", come fosse una condizione

d'animo intrinseca. E' vero però che in molti di questi scrittori possiamo trovare

un senso di insicurezza, fatalità, senso tragico della vita: questo ha a che fare

con la storia particolarmente travagliata della Sicilia, al centro nel

mediterraneo, posizione strategica da cui passarono tutti: greci, arabi,

normanni, spagnoli, austriaci, per finire i piemontesi. Queste continue invasioni

dal mare hanno contribuito a questa particolare condizione d'animo, che ha a

che fare con l'evoluzione storica. Scetticismo e immobilismo nel Gattopardo,

fatalità in Verga: per molti di loro Leopardi è di culto, pessimismo della vita. In

molti di loro ci sono temi ricorrenti: erotismo, concezione della donna e della

famiglia, questione della "roba". Senso di diffidenza diffusa verso gli organismi

statali: questa diffidenza dell'animo siciliano ha a che fare con l'evoluzione

storica. Senso di rabbia e agonismo nei confronti del proprio tempo (Brancati,

Tomasi di Lampedusa, e infine Camilleri). Camilleri in questo libro mette in

scena un periodo da lui stesso vissuto nell'infanzia, in cui il fascismo dopo anni

di dominazione si fece veramente sentire in Sicilia. Molti credettero

inizialmente che il fascismo avrebbe fatto veramente la differenza in Sicilia:

stato che avrebbe messo radici, non avrebbe più lasciato il potere in mano a

determinate famiglie. Prima il fascismo usò la mafia per mettere radici, poi i

servizi segreti americani usarono le famiglie mafiose per favorire lo sbarco.

Camilleri caso dell'ultimo decennio, con il successo delle inchieste di

Montalbano. Corsa che ancora oggi non mostra segni di stanchezza: successo

strano in Italia, dove di solito trionfa un libro solo; successo più assimilabile ai

modelli americani (abitualmente in classifica). Autore italiano più letto nel

mondo, con oltre 150 traduzioni. Nacque nel '25 a Porto Empedocle (Agrigento)

da una famiglia di origine maltese. Figlio unico, cosa non frequente nella Sicilia

di allora; appartiene alla straordinaria generazione di scrittori siciliani come

Sciascia. Famiglia non molto ricca, padre grande lettore di gialli. A 10 anni

scrisse a Mussolini per essere mandato a combattere in Etiopia. Infanzia felice,

ma anni in collegio con divieto di parlare in dialetto. Infanzia nella zona

monopolizzata culturalmente da Pirandello che Camilleri fece in tempo a

conoscere (lontano parente). Autore di riferimento. '43 sbarco in Sicilia colse

Camilleri diciottenne: prese la maturità senza sostenere l'esame. Si iscrisse a

lettere a Palermo e quando ancora gli americani erano in Sicilia decise di

aderire al PCI (scelta progressista cui rimase fedele). Esordisce come poeta, ma

comincia a guardare con particolare interesse il teatro. Anni travagliati per la

Sicilia, fortissimo movimento separatista. Borsa di studio, va a Roma; regista di

opere teatrali (Beckett) e lavorò per la Rai.

Fece fatica a trovare editori, scriveva in un modo ritenuto troppo sperimentale.

Il "Corso delle Cose", primo romanzo, pubblicato da un editore minore solo 10

anni dopo. Lascia la Rai alla fine degli anni '80 e grazie al tempo libero si

intensifica la produzione di romanzi e racconti: escono nella terza età i romanzi

più belli e celebri (primo Montalbano '94).

Presa di Macallé esce nel 2003. Attività frenetica, ogni anno ne escono anche

3/4.

LEZIONE 3

Camilleri occupa uno spazio che è per molto tempo rimasto sguarnito nella

nostra letteratura, ossia quello dell'intrattenimento di qualità. E' riuscito a

intercettare lettori molto colti e anche lettori "deboli", successo trasversale non

solo dal punto di vista geografico ma anche di genere (uomini e donne).

Il suo primo romanzo, pubblicato 10 anni dopo la stesura, è una storia di mafia:

Vito viene coinvolto in un delitto e un maresciallo indaga su di lui;

rovesciamento del "Giorno della Civetta" di Sciascia. Caratteristica di mafia:

gusto di parodiare, riscrivere e confrontarsi con modelli noti (Sciascia amico

personale di Camilleri).

Produzione di una certa consistenza a partire dagli anni '90, con l'addio alle

regie e al lavoro per la RAI. Desiderio di darsi particolarmente al giallo nasce

ancora una volta dal confronto con Sciascia, scrittore che ha nobilitato il genere

giallo. Idea di Sciascia era che il giallo è la forma più onesta di letteratura,

perché mette a confronto ad armi pari lettore e narratore: se un giallo non tiene

e il lettore scopre subito il colpevole, abbandona subito la lettura. Genere che

mette davvero alla prova il narratore. Lo scenario siciliano è noto in tutto il

mondo, così come i personaggi in gioco: questo rende le opere più facili da

tradurre e proporre. Due grandi filoni: gialli e romanzi storici, che presentano

anch'essi però una struttura giallistica, di detection. [In senso lato, tutti i libri

presentano una specie di ricerca, e in moltissimi libri c'è una sorta di

"crimine"]. Ci sono degli elementi che accomunano i due filoni:

• Ambientazione siciliana (Vigata, paese di fantasia; Porto Empedocle qualche

anno fa ha espresso la volontà di cambiare il proprio nome in Vigata, anche se

ora è molto diverso dalla Vigata di Camilleri). Paese che è tutti i paesi,

accomuna l'ambiente siciliano.

• In quasi tutti (nella Presa no, eccezione), la presenza di un investigatore.

Salvo Montalbano fa il suo esordio nel romanzo "La Forma dell'Acqua". Vicenda

che significativamente prende avvio nel momento di Tangentopoli, '93:

scoperta di un cadavere di un politico democristiano corrotto. Tutti i romanzi di

Montalbano (continuano ancora oggi) affrontano questioni estremamente

moderne e contemporanee: terrorismo, corruzione, traffico d'organi ecc…

Montalbano ha la sensibilità di cogliere dallo sguardo e dai comportamenti i

caratteri e si aiuta di questo dono per risolvere i crimini. Montalbano

visibilmente invecchia di libro in libro, e fa sempre più fatica a relazionarsi con

la sua contemporaneità.

Tra i romanzi storici ci sono i suoi capolavori. Sono quasi tutte opere

ambientate dopo l'Unità, secondo ottocento, nel momento delle delusioni dopo

la nascita della nazione (anche qui, la Presa è un'eccezione). Vero e proprio

filone nella letteratura italiana di "romanzi del disinganno". Nei suoi romanzi la

mafia ha un ruolo del tutto secondario (nella Presa non c'è nemmeno):

Camilleri convinto che l'unica letteratura che parla di mafia dev'essere quella

dei documenti giudiziari, perché c'è il velato rischio dell'esaltazione, della

creazione di "eroi" in negativo. Unico libro dedicato alla mafia, su Provenzano e

i suoi pizzini, è "Voi non sapete", che non è però un libro di fiction. La Presa è

anch'esso un romanzo di disinganno, ma non politico dovuto all'Unità: è il

disinganno di un bambino rispetto alle promesse e alle realtà degli adulti.

Probabilmente i libri migliori di Camilleri sono quelli ambientati nel secondo

ottocento: "Il Birraio di Preston", romanzo teatrale/lirico; "La Concessione del

Telefono", dalla costruzione originale (capitoli fatti di lettere, ritagli, documenti;

che si alternano a capitoli composti di semplici dialoghi: non c'è il narratore,

come accade a teatro); e "La Scomparsa di Patò", durante una recita in cui Patò

interpreta Giuda, anche questo è un "romanzo dossier" senza narratore.:

Camilleri rifonda il romanzo epistolare.

Sul fascismo si è concentrato negli ultimi anni: il primo è la Presa (romanzo più

discusso, ha scatenato molte polemiche); poi "Privo di Titolo" sulla storia di

Mussolini ambientato a Mussolinia, paese ligure che doveva essere fondato dal

fascismo e poi è stato abbandonato. Anche questo imbottito di finti articoli,

verbali di interrogatorio, avvisi di lutto ecc… Anche qui Camilleri si concentra

sul credere, sulla propaganda: romanzi scritti a partire dal 2000 sulle "fabbriche

del credere" non per caso. Poi "La Pensione Eva", un bordello, legale fino al

1958 in Italia e normale luogo di frequentazione. Libro boccaccesco, che

racconta in modo scopertamente autobiografico, l'educazione di un ragazzo in

epoca fascista ma meno violento della Presa. Ultimo, scritto nel 2010 è "Il

nipote del Negus", che tratta il fascismo in chiave diversa rispetto alla Presa:

libro più leggero e beffardo. Storia liberamente ricostruita di un nipote di Ras

Tafari che si recò in Sicilia negli anni '30 a studiare: commedia degli equivoci,

tutti si mobilitano; nipote di importante imperatore straniero, che però nel

romanzo non appare mai, e forse alla fine ammette di non essere in realtà il

nipote di nessuno e viene in Italia solo a portare scompiglio: storia di un furbo,

di una pagliacciata all'interno di una pagliacciata più grande; libro sul razzismo

misto al servilismo nei confronti di un personaggio importante "ma" negro.

La Presa di Macallé, pubblicato nel 2003: 70 anni dopo gli eventi narrati. Al

tempo della guerra di Etiopia Camilleri aveva 10 anni: non può essere

direttamente autobiografico. Libro di successo che però a scatenato discussioni

feroci: ha attratto un pubblico diverso, gli abituali lettori di Camilleri sono

rimasti sconcertati dalla mancanza di umorismo e dalla grande amarezza del

libro.

In Italia il campo dei dialetti si distingue per continuità da tutto il resto

dell'Europa: sono pochi i paesi in cui sono ancora così radicati i dialetti (dovuto

alla tardiva unificazione del nostro paese). Per secoli c'è stato un filone

importante di letteratura dialettale, di solito si parla di poesia e teatro (pochi i

romanzi in dialetto). Dialettale e popolare non sono stati sinonimi fino al

momento in cui il dialetto viene abbandonato dalle classi nobili: nell'800 era la

lingua del quarto stato. La svolta viene con Manzoni, che scrisse in un primo

momento il romanzo in un toscano letto nei libri e sentito da altre persone: lui

parlava in milanese o in francese, il toscano gli riusciva difficile; solo con la

seconda stesura andò a fare un soggiorno toscano (sciacquare i panni in Arno).

Il romanzo spinge al realismo da sempre, ma nel reale quella lingua non veniva

utilizzata: difficilissimo creare dialoghi realistici; Manzoni fu una tappa

importante. Nel '900 non ci fu più il "misto": la produzione era o in italiano

"lindo" o in dialetto puro (Pirandello).

Ci sono due linee nella produzione letteraria italiana: linea del monolinguismo e

linea del plurilinguismo => Petrarca monolinguismo, stile molto particolare,

solo un certo toscano, solo certi termini, tutto il resto viene escluso; Dante

plurilinguismo, diversi livelli, diversi accenti. Manzoni monolinguismo, nei

Promessi usa un toscano vivo senza inserti dialettali; Gadda plurilinguismo.

Camilleri plurilinguismo, anche se è un caso particolare. Plurilinguismo e

espressionismo non sono la stessa cosa: per parlare di espressionismo occorre

che ci sia qualche riferimento alla categoria del tragico, dell'"intenso". La Presa

è sia plurilinguista (strana miscela di italiano e siciliano, anche "monolinguismo

camilleriano") ma anche espressionista; libro più espressionista tra quelli di

Camilleri.

Molto importante per Camilleri il neorealismo.

A un certo punto negli anni '50/'60 si credeva che i dialetti sarebbero scomparsi

in poco tempo: con la comparsa della televisione moltissimi hanno iniziato a

frequentare l'italiano; ma ancora oggi molti parlano con alcuni familiari in

dialetto e subito dopo con altri in italiano - cosa che negli altri paesi non c'è più

da tempo. Italiano percepito nel primo novecento come veicolo di promozione

sociale, qui in Lombardia la cosa è quasi compiuta e addirittura ci si guarda

indietro al dialetto con nostalgia. Per decenni non c'è mai stato un best-seller

italiano che desse grande importanza ai dialetti (Eco, De Carlo, Tamaro): si

diceva a Camilleri "lascia perdere", non si credeva fosse possibile. I tempi

erano cambiati: onda di successo con gli anni '90 che lasciò tutti senza parole.

Grande spazio al dialetto secondo modalità originali: operazione creolizzante,

crea una lingua creola in ambito italiano sfruttando una sostanziale diglossia (si

usa un codice o un altro in base al contesto) degli italiani. Tratto che ha

affascinato milioni di lettori e che veniva considerato troppo difficile.

Camilleri non scrive in dialetto: il dialetto siciliano si fonda su un vocalismo

formato solo di i e di u: ibrido siculo-italiano, non cerca la purezza di dialetto.

Adotta varie tecniche che servono a dare comprensibilità a quello che scrive, e

conta sul fatto che nell'Italia di oggi le competenze di comprensione di altri

dialetti sono paradossalmente cresciute: non c'era all'inizio del novecento la

mobilità di oggi, che ci permette di renderci conto di come suonano gli altri

dialetti.

LEZIONE 4

La comprensione di questo stile particolare dà soddisfazione al lettore a cui

pare di aver assunto un'aggiuntiva competenza, e di essersi avvicinato alla

vera natura di quel mondo lontano, diverso e quasi incomprensibile. Solo con

alcuni personaggi viene usato il dialetto agrigentino puro: contadini, la

domestica… L'altro polo, quello dell'italiano corretto, viene usato da funzionari

corrotti o rappresentanti dello stato mediocri: è connotato (italiano usato per

manifestare senso di superiorità sociale, come Azzeccagarbugli faceva con il

latinorum). Camilleri plasma questa lingua ricordando il lessico e il dialetto che


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m.castel

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e culturale applicata all'ambito economico, giuridico e sociale (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.castel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Novelli Mauro.

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