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Lezione 1

Camilleri è noto per essere uno scrittore in qualche modo divertente, ma La Presa di Macallè è il suo libro più cupo. Educazione di un bambino nell'età fascista, che diventa in un certo qual modo un "burattino" della dittatura. Fascismo ha fatto (e fa) da moderno a molte dittature nel mondo. Dittatura "moderna", fondata sul consenso di massa: masse al centro del palcoscenico.

Mussolini dopo il '26 opera una vera e propria fascistizzazione della società. L'"organizzazione del consenso" fu una delle opere fondamentali della costruzione della dittatura. Si trattava di controllare tutti i settori della vita comune. Lo stesso termine totalitarismo allude alla presenza di uno stato in qualche modo onnipotente o che vorrebbe essere tale, arbitro assoluto in ogni tipo di rapporto, culturale, sociale, economico, politico e perfino sportivo.

L'organizzazione del consenso

Le "novità" delle dittature moderne sono questi apparati vastissimi per i quali è necessaria una partecipazione. Rare al tempo le masse operaie consistenti, l'Italia era ancora più contadina. Bisognava confrontarsi con la coscienza di queste persone per garantirsene il consenso, e questo riguardava anche le classi intellettuali. Era necessario istruire e dare una coscienza comune alle masse: grande battaglia per l'istruzione.

Per fare tutto ciò era necessario monopolizzare due grandi settori: mezzi di comunicazione di massa e scuole; il primo agisce a lungo termine e il secondo immediatamente. Queste cose vengono riscontrate ancora oggi (il nostro Presidente ha avuto questo tipo di educazione, anche se poi ha avuto un percorso del tutto diverso).

I mezzi di comunicazione

Per mezzi di comunicazione si intendeva cinema e radio: i suoi slogan si imprimevano nella memoria attraverso i murales, grandi scritte sui muri all'ingresso e all'interno di città e paesi, cosa innovativa. Importanti le parole d'ordine, comprensibili e riutilizzabili, con cui i nemici venivano demonizzati. Veline giunte dal Ministero monopolizzavano la stampa. La nascita delle trasmissioni radiofoniche è del 1924, e presto nacque il giornale radio. Radio fondamentale per diffondere l'uso dell'italiano (trasmissioni non in dialetto).

Radio diffuse presto anche nelle campagne per i prezzi non economici ma più o meno accessibili (spesso comprate in comune da un gruppo di contadini, che quando faceva caldo si riunivano nelle stalle: ora irrompe la musica, che porta l'opera direttamente nelle loro case con impatto straordinario). Diversi programmi di istruzione e di igiene importanti per la modernizzazione del paese.

Molte istituzioni servivano a organizzare e controllare la cultura. Il cinema "è l'arma più potente": nascono i cinegiornali (boom dei cinema, molto più diffusi di adesso, spesso ambulanti). Nascono ora Eni, Ams e molte altre. Scultura monumentale, Arengario, Palazzo di Giustizia… Molti movimenti culturali importanti del primo '900 vennero rifiutati e non riconosciuti dall'Italia fascista (psicanalisi, Jazz).

La scuola e l'educazione fascista

Scuola: controllo dell'apparato scolastico e dell'educazione, con un'esaltazione dell'istituzione familiare e della "famiglia tradizionale". Grande spazio dato all'attività fisica all'aria aperta, propria di un popolo che doveva essere vigoroso (nascono le colonie estive). Si trattava di forgiare l'uomo in tutti gli aspetti e di rispondere a tutte le sue esigenze. Nelle scuole si prevedeva un libro di testo unico per tutti, preparato e approvato dal partito. I testi stessi di Mussolini divennero studiati nelle scuole.

Venne introdotto l'insegnamento della cultura militare, materie ora scomparse come la mistica fascista, la religione obbligatoria ecc… Riforma Gentile, che diede un grandissimo spazio all'educazione umanistica. Occhio di riguardo per liceo classico e università, che aveva corsi di 10 persone circa ed era la fucina delle classi dirigenti: obbligatorio il giuramento di fedeltà al fascismo e tessera del partito per tutti gli insegnanti. (Accademia d'Italia).

Educazione fascista che riguardava ragazzi e ragazze: bambino diventava prototipo del fascista perfetto, si voleva instillare il senso di appartenenza a una nazione nelle masse. In questo la guerra ebbe un ruolo cruciale. Si militarizzò l'educazione (guerra fino alla IGM era rimasta fuori dalle classi: per la prima volta l'infanzia venne resa partecipe, anche se solo con la IIGM i civili furono coinvolti e si ebbero casi di ragazzi soldato). L'insieme più grande per i giovani era il GIL (Gioventù Italiana del Littorio) alle dipendenze del PNF, e aveva come motto "credere, obbedire, combattere". Comprendeva Figli della Lupa, ONB, Piccole Italiane, GUF… C'erano ogni anno i Littoriali, concorsi intellettuali. Al tempo di guerra la gioventù italiana era al 99% iscritta alla GIL.

L'OND (Opera Nazionale Dopolavoro) organizzava invece il tempo libero dei lavoratori. Uniche organizzazioni al di là del fascismo consentite erano quelle Cattoliche. OND importante soprattutto negli anni '30 con l'istituzione del Sabato Fascista (fino ad allora si lavorava anche il sabato) e la settimana di 40 ore. Nasce ora il turismo di massa italiano e il CONI. Vi erano anche organizzazioni prettamente femminili come quella delle Massaie Rurali per preservare il ruolo tradizionale della donna: regime del focolare, moglie e madre. Scoraggiato il lavoro femminile fuori di casa contro cui si scagliò in questi anni un'enciclica del Papa (dal reddito femminile scaturiva l'emancipazione delle donne e smontava le basi dell'ordine familiare tradizionale).

Rapporti tra fascismo e chiesa

Rapporti tra fascismo e chiesa vanno distinti tra alti ranghi e vita parrocchiale popolare. All'inizio il fascismo era anticlericale e la chiesa aveva preso le distanze perché temeva la volontà di monopolio sull'istruzione del fascismo. Ci fu poi una progressiva convergenza di ideali che arrivò al culmine nel '29 con i Patti Lateranensi (già la Chiesa aveva mostrato favore per lo smantellamento dello stato liberale e per le Leggi Fascistissime): cattolicesimo religione di stato, indennizzo alla chiesa per la ferita della presa di Roma, conferimento di valore civile al matrimonio religioso ecc… "Ricristianizzazione" della società dopo il lungo periodo di ostilità sotto lo stato liberale. In particolare Chiesa e fascismo furono vicinissimi negli anni della guerra d'Africa, della rivoluzione franchista ecc… E nemmeno le leggi razziali portarono a una rottura. L'antagonismo era solo nel campo dell'educazione giovanile popolare, uno dei punti con maggiori contrasti a livello ufficiale dei rapporti stato-chiesa.

Il fascismo doveva funzionare come una "religione laica", aveva un suo proprio apparato rituale e "catechismo". Estetizzazione della politica, esaltazione (per forgiare le coscienze dei ragazzi) della "bella morte". Giuramento, descrizione dell'uniforme, e decalogo del balilla: se si sostituisce "Dio" a "Duce" sembra un Vangelo. Già un bambino piccolo aveva delle nozioni paramilitari importanti: di igiene e pronto soccorso, di meccanica delle armi ecc…

Il "Gioco della guerra" da sempre amato dai bambini e autorizzato e promosso dallo stato, che fornisce divise, fucili ecc… Tutti i ragazzi avevano la stessa divisa, segno di uguaglianza. Il moschetto era un oggetto di culto, che non doveva assolutamente essere smarrito.

Per le ragazze le cose erano parzialmente diverse. Negli anni '30 ci fu una vera e propria offensiva mediatica nei confronti dei ragazzi per rendere chiara l'idea di Patria e il culto dei martiri (preso dalla religione); e colpevolizzazione nei confronti delle ragazze che non possono versare il sangue sul fronte ma solo dare nuove braccia al futuro procreando. Bambini sono "banco di prova" della comunicazione di massa.

Lezione 2

Anni '20/'30, vera e propria esplosione del fumetto: Il Balilla, il Giornalino (cattolico), il Corriere dei Piccoli. Mussolini come personaggio aveva un ruolo fondamentale: flessibile dal punto di vista mediatico, da solenne a impegnato in lavori manuali. Era ovunque, dalle gigantografie alle scatole dei fiammiferi. Spesso rappresentato come maestro (lo era) dell'Italia: maestro severo che italianizzi le masse. Popolo italiano ridotto a bambino.

Necessario colpire la fantasia: bambini pubblico ideale, suscettibili alle rigide semplificazioni del genere buono vs. malvagio. Richiami continui all'antica Romanità, esempio di perfetta unione di sobrietà e straordinarietà: contadini armati, come l'Italia sarebbe dovuta diventare. Si voleva legare il presente a una certa idea di passato.

Anche le conquiste erano legate alla romanità: ricerca di un "posto al sole", soldato italiano dipinto come benefattore nei confronti di selvaggi, mito sempiterno dell'italiano "buona gente". Fascismo perfetto mix tra avanguardia e richiamo al passato: il duce viene a volte rappresentato su aeroplani e automobili e altre volte armato a cavallo.

La sua storia entrava nei libri di scuola: origini popolari, figlio di un fabbro e di una maestra, assoluta novità: costruzione del mito, con la forza di volontà si può arrivare ovunque. In Italia all'epoca c'erano milioni di orfani a cui l'Italia faceva da "padre" con una serie di compiti che lo stato liberale non si era mai accollato: colonie ecc… Provvedimenti utili per creare consenso.

Decine di migliaia di lettere dei bambini al duce accolte da una segreteria apposita: duce padre che quei bambini non avevano più. Stato come famiglia: tipico delle dittature, eliminazione dei partiti è eliminazione dei contrasti. Bambini che fuggivano di casa per incontrare il duce o arruolarsi soprattutto nel periodo delle conquiste.

Ogni fanciullo può diventare un eroe: infanzia veniva militarizzata e arruolata. Aneddotica del gesto eroico, che poteva prevedere la morte come estremo sacrificio per la Patria. Estetica della bella morte, ancora nel periodo di Salò. Nel '900 il tema della guerra tocca i civili, che verranno direttamente coinvolti nella IIGM. A partire dagli anni '30/'40 tocca anche i bambini. La prima guerra che viene proposta dal fascismo al popolo è la guerra d'Africa. Tema del colonialismo italiano. L'Italia possedeva Eritrea, Somalia e Libia già dagli anni '20 ma il fascismo voleva creare un Impero (come quello romano). Guerra all'Etiopia per creare colonie di popolamento per esportare la manodopera in eccesso (non si volevano ridistribuire i terreni dei grandi latifondisti e della chiesa). Guerra sostenuta dal settore secondario, che avrebbe guadagnato dalla produzione di p

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/11 Letteratura italiana contemporanea

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