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INFORMAZIONI

INGANNI E TRADIMENTI FAMIGLIARI NELLA NARRATIVA DELL'ITALIA UNITA

• UNITA DIDATTICA I: Sorelle Zitelle: Tra Elegia e Satira di Costume. Sorelle

Materassi di Palazzeschi [Sorelle Materassi, edizione 1934 a cura di Francesca

Serra] e La Spartizione di Piero Chiara [Edizione Oscar Mondadori]

• UNITA' DIDATTICA II: Compra Critica Letteratura e Società di Gianni

Turchetta! Utile all'esame presentare un foglio con i 6 autori scelti (tra i 12).

• UNITA' DIDATTICA III: Burattini Traviati: Due Infanzie Esemplari. Pinocchio di

Collodi, qualsiasi edizione purché completa & La Presa di Macallè di

Camilleri.

I testi critici intorno verso novembre saranno disponibili in una dispensa alla

Lumi.

LEZIONE 1

Libri non di nicchia, ma che hanno avuto un impatto forte sulla formazione

culturale degli italiani.

Sorelle Materassi 1934, La spartizione 1964: contesti molto diversi.

Perché Sorelle Zitelle? Tema che è quasi un topos, rivisitazione parodica del

tema delle "Tre Sorelle" (numero fondamentale nella cultura italiana e in tutte

le culture occidentali, a partire dalla Bibbia "Omne bonus est trinus") e della

Scelta.

Freud ne scrisse ne "Il motivo della scelta degli scrigni" riguardo al Lear: cita

molti richiami (Paride, le 3 Parche; a noi viene in mente Cenerentola,

Cechov…). Secondo Freud la scelta di una sorella su tre nei miti e nelle favole

rappresenta la scelta della morte. Scelta in ogni caso rimanda alla perdita

della verginità e alla morte. Nella cultura italiana in particolare troviamo le 3

donne a partire da Dante (3 donne si sono accordate per favorire la sua

catabasi) e Boccaccio.

Caso particolare di interesse: 3 sorelle che vivono sole un'esistenza grigia. In

alcuni casi queste 3 sorelle sono arpie, in altri simpatiche ficcanaso ecc… Vasto

terreno, da una parte delimitato dal versante dell'elegia e dalla tristezza dello

sfiorire in solitudine e del sacrificio della femminilità, dall'altro dal versante del

grottesco. L'esistenza delle sorelle in ogni caso viene sconvolta dalla presenza

di un uomo (parente, innamorato, nipote…). Alla fine dell'800 l'Italia era più

rurale ed erano molte meno le persone che vivevano in agglomerati urbani di

più di 20 000 persone e che non svolgevano attività manuali. Nel giro di 1

secolo l'Italia ha cambiato pelle: il lavoro manuale è quasi scomparso.

Caso particolare in un racconto di Federico De Roberto, scrittore verista.

Racconti particolarmente fulminei chiamati Processi Verbali: ne "Il Rosario" si

parla appunto di sorelle che si stringono attorno a una madre; ma una decide di

tradire il nucleo famigliare per sposarsi e viene allontanata, per poi rimanere

vedova. Le altre sorelle tentano allora di riconciliarla con la madre durante la

recita del rosario, invano. Sorelle "zitelle" sfiorite e in età avanzata, 3; e una

quarta che si è allontanata.

Troviamo poi il romanzo "Le Vergini delle Rocce" di D'Annunzio, storia di un

nobile che vuole generare un erede degno di questo nome con una nobile. Si

reca nel Regno delle Due Sicilie dove trova dei principi borbonici decaduti, e

sceglie di maritare una delle 3 figlie del principe: Massimilia, Anatolia e

Violante. Molto indeciso, non sa chi potrebbe essere la madre migliore.

Romanzo irrisolto che ebbe un grande successo e mette in scena su un piano

più elevato la medesima situazione presente in romanzi popolari e per ragazzi.

Situazione praticamente identica nella "Coscienza di Zeno". Esattamente un

secolo veniva scritto fa "Canne al Vento" di Grazia Deledda, ambientato in una

Sicilia rurale con 3 sorelle mature abbandonate da una quarta, il cui figlio

Giacinto giunge dopo la morte della madre dalle 3 zie. Canne al Vento è un

punto di partenza fondamentale per le Sorelle Materassi, di cui è una sorta di

riscrittura parodica. Questo tema viene lungamente ripreso perché è una sorta

di Cavallo di Troia = la modernità che sfonda l'antico. Giacinto giunge in sella

ad una bicicletta: "cavallo meccanico", che viene però infine sconfitto perché

incapace di ambientarsi in questa antica Italia. (Di Giacinto si innamora una

delle 3 zie, ma entrambi poi si sposano con altri, finale infelice). Le sorelle

hanno sviluppato una sorta di claustrofilia: questa intimità viene rotta dallo

sguardo "straniero" di Giacinto che mostra alle zie il proprio aspetto vetusto e

provoca in loro al contempo paura e euforia.

LEZIONE 2

Mentre in Canne al Vento il nipote è oggetto dell'amore della zia più giovane,

ciò non accade assolutamente nelle Sorelle Materassi. Quando uscì Sorelle

Materassi Grazia Deledda era ancora viva e all'apice della sua fama: scrisse

una lettera a Palazzeschi con cui si congratulava per il successo del romanzo.

Non è solo una riscrittura parodica; non c'è solo un abbassamento da tragedia

a commedia. Al centro rimane il conflitto tra le convenzioni sociali e gli istinti.

Abbiamo due sorelle ricamatrici (cucitrici di bianco) --> mestiere non casuale

(coprire, nascondere). C'è anche il modello della Coscienza di Zeno, che

influenzò non molto Palazzeschi (contò di più nel libro di Piero Chiara). Libro che

ci mise un po' ad avere successo.

ALDO PALAZZESCHI scrittore riservato che non mise mai in mostra i propri fatti

biografici. Scrittore particolare: di avanguardia, ma di enorme successo

popolare. Riuscì a costruire un rapporto cordiale con il pubblico.

Nacque nel 1885 (Aldo Giurlani). Storia molto legata alla toscana, e in

particolare a Firenze. Sviluppò fin da ragazzo una passione molto forte per il

teatro, e decise di frequentare la scuola di recitazione. Il suo esordio letterario è

molto precoce: quando aveva una ventina d'anni fece stampare da un tipografo

in un centinaio di copie una raccolta di poesie dal titolo I Cavalli Bianchi (in

maniera abbastanza riservata, temeva la reazione del padre). Rinuncia alla

carriera teatrale e nel 1907 pubblica Lanterna, altra raccolta di poesie,

dall'editore Cesare Blanc (inesistente, nome del suo gatto, ma non era carino

scrivere 'pubblicato a proprie spese'). Poesie di taglio crepuscolare: punta sulla

provincia e sulle atmosfere dimesse, sulle piccole cose, a volte di cattivo gusto;

si oppone alla linea forte di D'Annunzio. Temi sono cipressi, morti, gatti,

beghine, ville abbandonate… Scrisse anche un romanzo in questi anni,

particolare, intitolato ": Riflessi". Ma ciò che lo rese celebre furono le poesie

(tramandato come poeta). Nel 1909 uscirono i POEMI, sempre da Cesare

Blanc. Compare qui un elemento fondamentale: l'ironia (qui abbracciata con la

malinconia): grande opposizione con D'Annunzio, percepite come molto

provocatorie. Egli esaltò Filippo Tommaso Marinetti, che lo considerò già

futurista. Momento di esaltazione per tutto ciò che era nuovo: era delle

Avanguardie, che si diffondono in tutta Europa (Marinetti fece addirittura dei

tour: Caffeina d'Europa, che porta scompiglio). Esaltazione di istinto e

aggressività e trionfo tecnologico dell'uomo sulla natura: al bando tutto ciò che

è vecchio (A morte il chiaro di luna!). Radio e cinema ebbero un impatto

fondamentale nell'instaurarsi delle dittature. Idea che le scoperte scientifiche

dovessero modificare la sensibilità umana e di conseguenza i suoi ideali

estetici; idea della bellezza meccanica. Idea di distruggere l'Io:

irrazionalismo, basta con i ragionamenti, torniamo al lampo di genio. I Futuristi

bollavano i loro rivali come Passatisti, e ciò si rifletteva anche nelle Serate

Futuriste, in cui i Futuristi declamavano le loro poesie al pubblico (che reagiva

in maniera non propriamente positiva, sentendosi preso in giro). Serate in cui

era molto importante il nazionalismo (al tempo Trieste, dove si svolse una

serata famosa, non faceva parte dell'Italia ma del Regno Austro-Ungarico). Nel

luglio del 1910 si svolse a Venezia un'altra serata: Marinetti fece piovere

dappertutto volantini "Contro la Venezia Passatista" e quella sera propose

l'abolimento dei canali di Venezia per renderla finalmente una città moderna e

non malinconica. Movimento culturale estremamente nuovo, d'avanguardia

appunto: nessuno aveva mai lanciato volantini sul pubblico o provocato

l'intervento della polizia. Movimento non elitario: i Futuristi vanno a stuzzicare

la folla. Palazzeschi ha una sua via per il Futurismo (non fa parte del gruppo di

Milano, è di Firenze, è stato "arruolato" da Marinetti). Nel 1910 pubblica un libro

puramente futurista - momento di maggior vicinanza (dedica "A Filippo

Tommaso Marinetti, Anima della Nostra Fiamma") chiamato L'Incendiario

(sono di Palazzeschi le uniche opere di narrativa futuriste degne di questo

nome, come il Codice di Perelà).

In questi anni Palazzeschi pubblica un manifesto letterario proprio, un saggio in

cui difende il diritto al grottesco e alla caricatura, chiamato Il Controdolore;

sostiene che ciò che distingue l'uomo dalla bestia è che l'uomo sa ridere, anzi

delle cose tristi. Va per un po' a Parigi (grande fermento culturale in quel

periodo) e torna a Firenze in prossimità della Grande Guerra. La maggior parte

degli italiani al tempo era interventista, anche sul lato democratico. Possiamo

dire che tutti i letterati italiani furono a favore e molti si arruolarono (tutti i

futuristi con i Volontari Ciclisti). L'unico che si disse neutralista fu Palazzeschi,

scacciato quindi dall'ambiente con ignominia. Venne chiamato alle armi ma non

fece la guerra in trincea ma come telegrafista e scrivano (compito spesso di

comunicare i decessi). Dopo la guerra tornò a vivere a Firenze e scrisse un

libro/pamphlet coraggiosissimo --> Due Imperi… Mancati, atto d'accusa

contro la guerra ed esame di coscienza, controcorrente in un momento di

esaltazione come quello della vittoria. Negli anni '20 scrisse un romanzo che

rimase manoscritto perché da lui ritenuto troppo provocatorio, L'Interrogatorio

della Contessa Maria (erotismo sfrenato, pubblicato postumo). Nelle Sorelle c'è

una figura molto simile: una contessa russa che tenta di sedurre Remo. Evita di

pubblicarlo in un'epoca fascista di grande moralità pubblica. Scrisse poi

Stampe dell'800, mentre nel 1934 giungono infine le Sorelle Materassi; prima

a puntate su una rivista e poi in un volume ottenendo un grande successo.

Verso la fine degli anni '30 alla morte dei genitori si sposta a Roma in un

appartamento da cui non si spostò più. A Roma frequenta letterati e artisti,

continua a godere di grande fama (dalle Sorelle venne tratto un film in tempo

di guerra con le attrici più celebri dell'epoca). Altre opere importanti (poche

delle molte scritte nell'arco di 90 anni) sono Bestie del Novecento e Il Palio dei

Buf. Negli anni '50 e '60 continua a scrivere, fino ai suoi 80/90 anni, tornando

nei primi anni '70 alla poesia. Muore nel 1974.

FASE SPERIMENTAL-FUTURISTA

• : Riflessi è la storia di un giovane che si aggira continuamente nelle stanze di

una grande villa chiuse da tempo dopo la morte della madre. Infine in preda

alla nevrosi decide di dare alle fiamme la villa e scomparire. Romanzo

particolare a partire dalla forma: romanzo epistolare. Nella storia della

letteratura italiana i romanzi epistolare non hanno avuto la diffusione e

l'importanza che hanno avuto nel resto dell'Europa. Balenano accenni

omoerotici che poi troveremo anche in Sorelle Materassi.

• Il Codice di Perelà è invece un romanzo futurista, con un'epigrafe molto

provocatoria, dedicato al suo pubblico scaglia-ortaggi. Perelà è un essere di

fumo che è stato 33 anni in un camino, tenuto sempre acceso da 3 vecchissime

sorelle. Perelà ne ascoltava i discorsi: tutto ciò che sa del mondo lo sa da Pena,

Rete e Lama. Un giorno esce, si mette gli stivali, va in città e tutti lo osservano

(essere buffo); va dal Re che gli chiede di fare il nuovo ordine di leggi. Perde il

favore del pubblico, viene messo in carcere e un giorno scompare. Quasi favola

allegorica più che romanzo con fortissima matrice cristologica (33 anni,

seguaci, condannato, sale in cielo… Parodia non esplicita della religione). Di lui

rimangono solo gli stivali (finale simile a quello delle Sorelle).

ROMANZI E NOVELLE TRA LE DUE GUERRE

[Anni in cui ci fu una grande disputa tra Strapaese e Stracittà.]

• Stampe dell'800 è un "cartone preparatorio" in cui troviamo figure della sua

infanzia fiorentina che ci ricordano le Sorelle.

• Sorelle Materassi: Palazzeschi si sforza di sorridere di quel mondo che da

ragazzo aveva deriso.

• I Fratelli Cuccoli: romanzo del '48 che tentò di riprendere il successo delle

Materassi senza pienamente riuscirci. Tende più al patetico e al moralista.

ROMANZI DOPO LA GUERRA

• Roma: '53, romanzo dedicato alla città, celebrazione di Roma.

• Il Doge: '67 dedicato a Venezia.

• Stefanino, nel '69, storia bizzarra di un uomo che al posto della testa ha un

membro; ultimo sberleffo narrativo, favola messa in scena sulla paura del

diverso (sessuale ecc…).

Vicende di composizione

Si ritira a Settignano nei primi anni '30, butta giù, sospende, riprende nel '33 e

'34; nella primavera del '34 consegna alla redazione di Nuova Antologia la

prima puntata: la storia continuò fino ad ottobre. Escono quindi "In Appendice"

ai periodici (feullietone): questo significa dover tener vivo l'interesse dei lettori

delle 5 puntate. Dal carteggio con la rivista emerge anche che ci furono alcune

censure su tematiche sessuali che Palazzeschi dovette accettare.

LEZIONE 3

Si evince già dal carteggio col direttore di Nuova Antologia che Palazzeschi

intendeva scrivere un romanzo molto più leggibile e popolare dei suoi

precedenti come Il Codice di Perelà --> e infatti, grande successo.

Romanzo più venduto degli anni '30 (200.000 copie dopo la IIGM, grande

successo anche per i canoni dei giorni d'oggi). Ristampato più volte, negli anni

'60 passò a Mondadori (da Vallecchi). Inalterato fino all'edizione del '42; venne

poi modificato negli anni '40 da Palazzeschi che apportò alcune varianti

stilistiche: con il passare del tempo Palazzeschi si rende conto che una certa

"patina" toscana si faceva sempre più regionale (per secoli si era parlato il

dialetto). A partire dagli anni '50 con la TV il toscano, prima considerata quanto

più c'era di simile a una lingua nazionale, è sempre più stato respinto come una

varietà regionale, con alcuni termini che "uscirono di scena". [Lo stesso vale,

anche in misura maggiore, per Pinocchio]. Palazzeschi relativamente sobrio a

riguardo, fece solo alcune limature. Successo testimoniato anche da alcune

riduzioni tele/cinematografiche.

Sul titolo: mandò una lettera all'editore della rivista in cui lo rassicurava che

"Sorelle Materassi" non era un bordello. Altro titolo che decise di scartare era

"Le Zie": pone l'accento sul motore della storia, il nipote Remo. Sempre nella

lettera al direttore della rivista definisce questo libro un "romanzetto piccante,

nulla però che possa urtare la sensibilità di qualcuno, pur non essendo un

romanzo per educande": non voleva quindi tornare all'ordine e scrivere un

romanzo del tutto innocuo, ma mettere il provocatorio nel sostrato, ibrido tra

patetico e grottesco, ironia e comprensione. Sembra all'inizio una commedia

buffa per famiglie, e come tale venne letta e viene letta tutt'ora (ciò spiega il

successo), ma nasconde significati profondi su amore e sessualità, e una forte

drammaticità. Palazzeschi riscrive a modo suo una storia raccontata già molte

volte (prima lezione), ma con un tono particolare, non quello drammatico della

Deledda (che pur giunse al successo e addirittura al Nobel) ma con una

fortissima componente vitalistica, grottesca e carnevalesca. Molto spazio dato

ai colpi di scena e alle scene madri: forte per Palazzeschi l'influsso del teatro,

dato che le stesse protagoniste in molti luoghi del testo hanno l'impressione di

vivere in una rappresentazione scenica (fine del capitolo Giselda! Niobe!). Vita

e commedia, e lo vediamo nella parabola delle Sorelle: benessere, caduta,

benessere, caduta, nuovo tentativo di benessere/dignità: schema tipico della

narrativa naturalistica italiana di otto-novecento, declinato da Palazzeschi in

maniera personale; idea dell'eroe che deve creare il proprio destino tipica della

modernità (nelle lettere classiche ciò non c'è: tutto inscritto in un ordine più

grande), arriva con Faust, con Amleto, con Don Giovanni. Seconda tematica

fondamentale è sempre sottopelle, quella della sensualità. Sessualizzato anche

il paesaggio (incipit).

[Romanzo suddiviso in 8 grandi capitoli - Santa Maria a Coverciano - Sorelle

Materassi - Remo - Palle - Teresa e Carolina stanno a vedere, Giselda canta,

Niobe va a vendemmiare - Giselda! Niobe! - Peggy - Sepolte vive]

Santa Maria a Coverciano

Incipit è il capitolo musicale , che tratta la

campagna culla di tanta della nostra letteratura; e in particolare il circondario

di Coverciano. Descritto come un agglomerato di case, un paese non paese,

descritto sempre con metafore al femminile. Sessualizzazione del paesaggio

interessante perché prefigura ciò che avverrà nella storia. Collina regina,

principessa; e pianura che fa da serva (origine dantesca: il purgatorio è un

monte con ai piedi una valle di lacrime, la vita terrena). Moltissime

umanizzazioni, ma inizio tutto sommato tradizionale (visione di insieme, ci

ricorda Il Ramo del Lago). Con numerose "zoommate" poi ci si avvicina alla

casa delle Sorelle. Molti riferimenti nell'introduzione a Boccaccio, con cui

Palazzeschi vuole costruire una parentela (lunga citazione pg.11-12)

soprattutto nei suoi contenuti erotici. Boccaccio grande maestro di scrittori, non

solo di Palazzeschi e Chiara, che "novellando si danno buon tempo".

Nell'intreccio di Palazzeschi si incrociano tante tematiche di matrice

boccaccesca, tante storie parallele che paiono degli indugi descrittivi ma che

poi si ricollegano sempre al filone iniziale (episodio della direttrice).

Sorelle Materassi

L'azione non comincia né nell'incipit né nel capitolo ;

l'azione comincia dopo. Nel capitolo 2 si passa dall'esterno all'interno della

casa, seguendo i clienti che vanno a trovarle. Nel secondo paragrafo si parla

delle sorelle Teresa e Carolina zitelle intorno alla cinquantina che

appartenevano a una buona famiglia mandata in rovina dagli sperperi del

padre. Loro si risollevano grazie a una ferrea religione del lavoro. Sono cucitrici

di bianco, (coprono, nascondono) e abilissime nella loro arte si sostengono a

vicenda e hanno compiti diversi. Mettono in piedi un buon avviato laboratorio

con una clientela distinta, che le eleva un po' dai paesanotti della zona. In casa

loro c'erano altre due donne: la sorella minore, Giselda, che ha sperimentato la

vita ed era stata delusa dal marito e odia l'universo maschile; e Niobe, la serva,

agli antipodi rispetto alle sorelle, una specie di archetipo letterario fin dall'800,

un cuore semplice delusa anche lei dagli uomini che l'hanno messa incinta più

volte. Rito della vestizione in cui comico e patetico si intrecciano.

Remo

E' nel capitolo che incomincia l'azione. Veniamo a sapere che un tempo

le sorelle erano 4, Augusta era la terza (schema: tre sorelle + una lontana).

Arriva lui, l'elemento perturbante, da cui sono tutte affascinate (tranne

Giselda). Si parte quindi da una situazione di autarchia e staticità; per poi

arrivare all'ingresso dell'uomo-sterminatore, che non uccide le zie ma uccide le

loro vecchie personalità. Schema di creazione di un luogo chiuso, isolato,

ordinato, contesto realistico in cui l'imprevisto esplode con maggior forza

(anche nell'horror imponderabile esplode con la stessa strategia). Viaggio in

treno e ritorno, raccontato nei minimi particolari: viaggio in cui loro turbate da

questo elemento estraneo studiano il nipote e sono affascinate dalla sua

straordinaria avvenenza. Noi non abbiamo mai il punto di vista di Remo, non

conosciamo i suoi pensieri riguardo alla situazione. Paradigmatico il viaggio:

loro sono prese dall'esigenza di dare e Remo si dimostra vorace. Turbamento

anche tra coloro che visitano la casa delle donne: porta scompiglio tra i telai, e

iniziano le sue assenze da casa (non sappiamo dove va). Scena della visita

della signora Squilloni, direttrice, che arriva agghindata a far visita alle Sorelle

e rimane coinvolta dal fascino di Remo, che riesce piano piano a farsi benvolere

Palle

e a farsi fare regali come la bicicletta. Stringe una grande amicizia con , a

cui viene dedicato il capitolo più corto del romanzo, quasi una scheggia

staccata dal capitolo Remo. Questa amicizia nasce da una scazzottata; lui ha

un'altra estrazione sociale, è poverissimo, vive solo con la madre proletaria che

ama molto. Teresa e

Il capitolo successivo ha un titolo lungo ed è il più lungo del romanzo:

Carolina stanno a vedere, Giselda canta, Niobe va a vendemmiare :

Remo continua a non combinare niente e a sperperare i soldi delle zie. Ha

un'unica grande passione, la meccanica; dalla bicicletta passa alla moto,

spesso torna a casa con amici e chiede a Niobe di imbandire grandi tavolate. Le

due sorelle grandi fingono di dormire e Giselda lo odia sempre di più. Palle,

odiato dalle zie, gli fa da cavaliere; a un certo punto Remo si presenta con una

bella auto (probabilmente dono di una contessa russa ricchissima che lo aveva

adocchiato). Le sorelle si lasciano trasportare in macchina per il paese, come

"scimmie ammaestrate". La malefatta maggiore di Remo è la necessità di

sposarsi con una poveraccia, con un'ortolana, la bellissima Laurina; che lui

mette incinta. Niobe va "a vendemmiare" un giovane delle colline che per

moltissimi soldi sborsati dalle zie si decida a sposare Laurina. Nel capitolo

"Giselda! Niobe!" Remo costringe le zie a firmare una cambiale per saldare i

suoi debiti: si ritrovano a fronteggiare i debiti come il padre nonostante la loro

fortissima religione del lavoro. Remo le chiude in dispensa per far loro cambiare


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Corso di laurea: Corso di laurea in mediazione linguistica e culturale applicata all'ambito economico, giuridico e sociale (Facoltà di Lettere e Filosofia e di Scienze Politiche)
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher m.castel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e Cultura nell'Italia Contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Novelli Mauro.

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