TERZO VOLUME LA PRIMA ETÁ IMPERIALE
La seconda generazione augustea nutriva una minore stima e gratitudine nei confronti del principe e
aveva già lanciato i primi segni di insofferenza nei confronti della letteratura che aveva tanto celebrato
il regime augusteo nella prima parte del principato augusteo. La morte di Mecenate provocò un vero e
proprio distacco, infatti la crisi del mecenatismo si era già palesata con l’imperatore Tiberio, che non si
era proprio posto il problema di una nuova organizzazione culturale. La situazione non migliora con
Claudio, anche se egli godeva di un’ottima fama di erudito e sappiamo essere autore di numerose
opere. Solo con Nerone assistiamo ad un recupero del consenso del senato e una ripresa del
mecenatismo: in questo ambito si inserisce una breve stagione classicistica, di cui ci restano
pochissime opere, come:
ILIADE LATINA;
! La poesia bucolica di Calpurnio Siculo e altri.
!
Nerone stesso fu un poeta e promosso in vario modo le attività artistiche; istituì, infatti:
Un certame poetico pubblico;
! Una gara quinquennale di canto, musica, poesia e oratoria.
!
La moda degli agoni poetici, in occasione delle feste, si diffonde maggiormente nell’epoca dei Flavi,
anche se questa dinastia assume un comportamento molto diverso rispetto all’orientamento culturale
neroniano. Sul piano letterario, ecco spiccare due fenomeni:
La ripresa della poesia epica;
! L’assurgere di Cicerone a modello di un’educazione fondata sulla retorica.
!
Al di là della nuova volontà restauratrice della nuova dinastia, restano comunque forti le tracce del
gusto letterario, impostosi all’inizio di quest’epoca.
Nella storia della poesia latina, il periodo tra il principato di Tiberio e l’avvento di Nerone, è molto
complesso da analizzare per una serie di motivi:
Da una parte, è forte l’influsso di personalità come Virgilio, Orazio e Ovidio;
! Dall’altra mancano nuove figure di letterati che si impongano nella scena culturale.
!
È interessante, per questo motivo, fare una carrellata dei generi letterari e di come si presentano in
questo periodo.
Poesia minore (generazione ovidiana)
Abbiamo alcune figure di poeti, contemporanei ad Ovidio. Essi sono:
VALGIO RUFO: fu autore di epigrammi, compose elegie ed esametri a tema bucolico;
! DOMIZIO MARSO: fu autore di epigrammi, fra cui uno famoso sulla morte di Tibullo.
!
Più legato a Ovidio, era probabilmente EMILIO MACRO, che praticò una poesia di tipo didascalico
ellenistico, componendo poemetti in esametri sugli uccelli, sui serpenti e sulle erbe. A lui possiamo
ricollegare GRATTIO, autore di un poemetto didascalico sulla caccia, pervenutoci incompiuto. In
questa piccola opera convivono influssi virgiliani e un gusto per la digressione mitologica. La datazione
dell’opera è anteriore all’esilio di Ovidio.
Poesia astronomica
A questo ambito possiamo ricollegare le figure di:
1. GERMANICO;
2. MANILIO.
1
Essi scelgono come modello la poesia di Arato, di tipo didascalico. L’interesse per l’astronomia e
l’astrologia è una componente piuttosto influente della società romana, soprattutto a partire dall’epoca
di Cesare. Non è un puro interesse scientifico, perché la fede negli astri assume anche una dimensione
filosofica e religiosa. Gli stoici attribuiscono molta importanza al rapporto dell’uomo con il cosmo e al
legame tra il destino umano e le leggi naturali.
GERMANICO: è il figlio adottivo dell’imperatore Tiberio e il successore designato. Fu noto sin da subito
per le sue doti di generale, nella battaglia contro i Germani. La morte improvvisa fu attribuita ad un
complotto politico. Di ciò che ha scritto ci rimangono un migliaio di esametri:
Un poemetto incompleto ARATEA;
! Estratti frammentari dal titolo PROGNOSTICA.
!
Si tratta di due rifacimenti dell’opera di Arato. Sono sicuramente da ammirare la cura formale e la
scorrevolezza dell’opera, anche se è poco accentuata la trama di riferimenti filosofici, almeno rispetto a
Manilio.
MANILIO: è un personaggio piuttosto enigmatico, pochi autori latini riescono ad avere nella loro
biografia un alone di mistero. Tutto ciò che sappiamo di lui proviene da un testo, che è davvero privo di
riferimenti biografici: 5 libri in esametri del poema didascalico ASTRONOMICA.
Andiamo ad analizzare i diversi libri dell’opera:
LIBRO I: è dedicato all’astronomia, con una descrizione del cosmo che comprende le ipotesi
" sull’origine, le stelle, i pianeti, i circoli celesti,etc.
LIBRO II: analizza i segni dello zodiaco e le possibilità offerte dalle loro congiunzioni.
" LIBRO III: descrive le dodici sorti, il LOCUS FORTUNAE e il modo di determinare l’oroscopo.
" LIBRO IV: analizza i decani dei segni zodiacali.
" LIBRO V: esamina i segni extrazodiacali che accompagnano il moto dello zodiaco e le
" grandezze stellari.
Il suo poema dimostra il tentativo di dare una sorta di dignità poetica a questo filone di pensiero. La
struttura del poema è sostenuta dalla ricerca di un ordine universale, una ratio cosmica che muove la
macchina dell’universo e determina la storia umana. Egli è dichiaratamente uno stoico. La sua poesia
di Manilio ha uno spessore didattico molto più forte rispetto alla poesia neoalessandrina. L’unico
modello plausibile per questo tipo di scritto è Lucrezio, di cui riconosciamo la struttura espositiva e il
modo di disporre la materia per libri. Il suo esametro rivela il forte influsso di Ovidio. L’opera
probabilmente è stata composta verso la fine del regno di Augusto, anche se qualche studioso lascia
intravedere un riferimento alla successione tiberiana.
Epos storico
La poesia epica conosce a Roma una fortuna senza interruzioni, nonostante risulti a noi piuttosto
lacunosa. La scomparsa di queste opere potrebbe suggerirci uno scarso valore letterario o piuttosto un
mutamento del gusto. Contro questo tipo di epica si schierano numerosi personaggi illustri della
letteratura:
Catullo;
" Orazio;
" Properzio.
"
Nel periodo che separa Ennio da Virgilio, questo genere letterario era sempre stato soggetto
all’influenza di Ennio, anche se non mancano alcune tendenze artistiche sicuramente meno
conservatrici. La nuova stagione che si apre in quest’epoca vede come autori principali:
1. Virgilio;
2
2. Ovidio.
Oltre agli importanti riferimenti, ricordiamo due autori minori che si sono distinti nel genere:
Vario Rufo: è un poeta di spicco del circolo di Mecenate, autore di TIESTE (tragedia); DE MORTE
" (poema didascalico?); PANEGIRICO di AUGUSTO.
Albinovano Pedone: emula Virgilio e Ovidio. Il suo poema trattava la spedizione di Germanico
" nei mari del Nord. Ne possediamo un notevole frammento, che svolge in uno stile enfatico e
immaginoso un tema caro ai retori e alle scuole di declamazione.
Appendix vergiliana
È una collezione di testi poetici, abbastanza eterogenei. I poemetti che ne fanno parte hanno da
sempre suscitato l’attenzione degli studiosi, che hanno risolto in senso negativo il problema della
paternità. L’appellativo usato è stato attribuito in epoca moderna e si riferisce all’abitudine di
stampare questi testi assieme, in calce alle opere di Virgilio. Nessun’opera, tuttavia, ha la minima
probabilità di essere virgiliana, tranne un paio di componimenti, che potrebbero destare qualche
sospetto. I componimenti non sono databili tutti allo stesso periodo e sono sicuramente stati realizzati
da mani diverse. Vanno esaminati separatamente:
1. DIRAE: sono poesia di invettiva in esametri e sembrano costituire una variazione sul tema
delle confische dei campi, tema noto grazie a Virgilio. A quest’opera, viene spesso collegato un
lamento d’amore pastorale, LYDIA, dedicato ad una donna.
2. CATALÊPTON: è un contenitori di piccoli testi, a soggetti e metri variabili. Il titolo è attestato
già nella poesia di età alessandrina. I 15 componimenti della raccolta sono di origine diversa, di
tema vario e di metro diverso. Alcuni si presentano chiaramente come opere virgiliane. Si
tratta comunque di testi dallo scarso valore poetico.
3. CULEX: è un piccolo epos, un epillio. Racconta in esametri un episodio che ha come
protagonista un pastore, che stava per essere ucciso nel sonno, ma la puntura di una
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