Il prestigio della letteratura in età augustea
Il grande prestigio riconosciuto alla letteratura e alla poesia in età augustea incentivò una grande produzione letteraria anche dilettantesca. Consideriamo qui alcune figure vicine agli autori della "prima generazione augustea".
Fedeltà alla tradizione e produzione di nuova letteratura
- Fedeltà alla tradizione neoterica o lucreziana
- Coinvolgimento nella produzione di nuova letteratura secondo gli orientamenti dei poeti maggiori
Vario Rufo
Vario Rufo fu uno dei più importanti della cerchia di Mecenate. Amico di Virgilio e Orazio. Nell'egloga IX Virgilio lo pone accanto a Cinna, come poeta eccellente. Curò l'edizione dell'Eneide dopo la morte di Virgilio. Poema in esametri: De Morte. Una tragedia Thyestes: rinnovato interesse per il teatro in età augustea. Tragedia assai lodata, fu rappresentata nel 29 a.C. ai giochi celebrativi per la battaglia di Azio e procurò all'autore un premio di 1 milione di sesterzi, dal principe.
Domizio Marso
Domizio Marso è considerato da Marziale il suo massimo predecessore dopo Catullo nel genere epigrammatico, fu sotto Mecenate. Attivo dal 43 a.C. e già vicino al giovane Ottaviano. Una sua raccolta di epigrammi era intitolata "Cicuta", caustico, velenoso. Spiritosa asprezza catulliana. Partecipa con i suoi epigrammi alle discussioni letterarie del tempo. Trattato in prosa de Urbanitate "sull'arguzia", conosciuto da Quintiliano. Classificazione dei vari tipi di urbanitas (seria, iocosa, media), con esempi relativi.
Valgio Rufo
Valgio Rufo, console nel 12 a.C., era già letterato affermato nel 35 a.C. Ne abbiamo 3 frammenti in distici, forse era un poeta elegiaco, forse anche bucolico. Medicina, grammatica e retorica sono ambiti in cui si è distinto.
Emilio Macro
Emilio Macro morì nel 16 a.C. Autore di poesia didascalica, sul modello di quella ellenistica forse, compose poemi su temi tecnici e specialistici. Due poemi: su animali velenosi (Theriakà) e contravveleni (Alexiphàrmaca), che sembrano ripresi da Nicandro di Colofone, III o II sec a.C., e al quale sembra ispirarsi Lucano, in una sezione del suo poema che tratta i rettili della Libia (così dicono commenti antichi) e che ha punti di contatto con Nicandro. Ornithogonia, "origine degli uccelli", trasformazioni di esseri umani in uccelli, da un modello ellenistico. Condivide con l'amico Ovidio l'interesse, vivo nella poesia ellenistica, per il tema delle metamorfosi; tema sviluppato dallo stesso Nicandro, fonte importante per Ovidio.
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