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L'età augustea

Il contesto storico

L'età augustea comprende convenzionalmente l'intervallo di tempo che va dalla morte di Cesare, avvenuta nel 44 a.C., alla morte di Augusto, accaduta nel 14 d.C. Dopo l'uccisione di Cesare nella congiura realizzata da Bruto e Cassio, si imposero sulla scena politica romana Marco Antonio, uno dei suoi più abili luogotenenti, e il giovane Ottavio, da lui adottato con il nome di Ottaviano e quindi suo legittimo erede.

Marco Antonio e Ottaviano

Marco Antonio e Ottaviano inizialmente si allearono nel cosiddetto secondo triumvirato del 43 a.C., dividendosi l'immenso impero di Roma: il primo ebbe tutte le province orientali, mentre il secondo quelle occidentali. Ma, dopo aver sposato la regina d'Egitto Cleopatra, Marco Antonio sembrò volere creare un potere tale da opporsi alla stessa Roma e indica in Ottaviano il nemico della patria. L'inevitabile conflitto fra i due che ne seguì si concluse con la battaglia navale di Azio in Epiro nel 31 a.C., in cui Ottaviano ottenne la vittoria, mentre Marco Antonio e Cleopatra, tornati in Egitto, si diedero la morte per non cadere nelle mani del vincitore.

Ottaviano diviene Augusto

Rimasto solo al potere, Ottaviano affermò di voler finalmente realizzare dopo decenni di conflitti quella pace che tutti desideravano. Una serie di riforme gli procurarono il consenso generale, anche se in realtà queste miravano a concentrare ogni potere nella sua persona: apparentemente egli conservò l'ordinamento repubblicano, ma in sostanza trasformò lo stato in una monarchia riunendo in sé tutti i titoli e le cariche repubblicane che, attribuite alla stessa persona, costituivano un potere enorme:

  • Fu nominato Augustus, "sacro, inviolabile", in quanto assoluto capo dell'esercito e del popolo;
  • Fu battezzato princeps, "primo" del senato;
  • Gli fu attribuita la tribunicia potestas a vita, che comportava l'inviolabilità della persona e il diritto di veto in grado di bloccare, temporaneamente o definitivamente, una deliberazione amministrativa, legislativa o politica emessa da un altro potere;
  • Divenne pontefice massimo;
  • Divenne pater patriae, "padre della patria";
  • Si autodefinì col consenso generale "potente su tutte le cose" e "grande restauratore di culti": infatti, ripristinò i nobili decaduti, consolidò il ruolo dei maggiori collegi sacerdotali dell’epoca e ridiede all'Urbe un'architettura religiosa mai vista prima, con nuove costruzioni di luoghi di culto e il restauro di tutti i santuari che ne avevano bisogno.

In tal modo si costituì una nuova forma di governo nota come "principato", ovvero una sorta di repubblica monarchica che consentì ad Augusto e ai suoi successori di governare Roma fino al 476 d.C., anno del crollo dell'Impero romano d'Occidente.

Assicuratosi il potere, Augusto:

  • Riorganizzò l'impero, affidando le province più sicure all'amministrazione del senato (province senatorie) e quelle più bisognose di protezione militare all'imperatore (province imperiali);
  • Rafforzò i confini settentrionali dell'impero con nuove province, iniziando poi inutilmente la conquista della Germania;
  • Introdusse una regolare carriera militare con una buona paga e un premio di congedo;
  • Istituì le cariche del praefectus Urbis che si dedicava a mantenere all'ordine in città, del praefectus annonae che si adoperava per l'approvvigionamento di grano per Roma, e del praefectus vigilum che salvaguardava la sicurezza;
  • Restaurò gli antichi culti della religione romana e i costumi e le tradizioni degli avi (mos maiorum), appoggiandosi a un gruppo di intellettuali, come Virgilio, Orazio, Livio e Mecenate.

Morto nel 14 d.C. senza eredi diretti, Augusto adottò e designò come successore Tiberio, figlio di un precedente matrimonio della sua terza moglie Livia, dando così inizio alla dinastia Giulio-Claudia, alla quale appartenevano Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone.

Il clima culturale

Il periodo augusteo viene considerato uno dei più splendidi della letteratura latina, in quando offre un panorama letterario articolato, nel quale si possono individuare alcuni elementi caratterizzanti:

  • La funzione politica della produzione letteraria: la nuova letteratura era tesa a orientare l'opinione pubblica a favore del regime, anche attraverso la fondazione di particolari circoli culturali, come per esempio quello di Mecenate che costituì un supporto all'ideologia augustea;
  • Il classicismo: si manifestava nella limpidezza delle soluzioni formali, nell'intensità dei contenuti e nel perfetto equilibrio tra di essi, per cui il decoro stilistico andava di pari passo con l'importanza dell'argomento; la letteratura non era più fine a sé stessa, ma intendeva trasmettere nuovi valori positivi;
  • Nuovi generi letterari: i più coltivati furono l'epica e il poema didascalico (Virgilio), la lirica (Orazio), l'elegia che vede protagonista il poeta con la sua storia d'amore (Properzio, Tibullo e Ovidio) e la storiografia (Livio).

Ecloghe, poema didascalico ed epica di Virgilio

Virgilio nacque nel 70 a.C. ad Andes, un piccolo villaggio nei pressi di Mantova, da una famiglia di piccoli proprietari terrieri; compì i primi studi a Cremona, poi si trasferì a Milano e di lì a Roma, dove completò la sua formazione retorica; trasferitosi successivamente a Napoli, frequentò la scuola dell'epicureo Sirone e iniziò così ad accostarsi alla corrente filosofica dell'epicureismo.

Il 41 a.C. fu per Virgilio l'anno di un evento che segnò il traumatico confronto con le tumultuose vicende storiche del suo tempo: coinvolto nella ridistribuzione delle terre del Cremonese e del Mantovano a favore dei veterani stabilita da Ottaviano, l'indomani della vittoria sui cesaricidi avvenuta a Filippi, il poeta perse il podere paterno, salvo poi recuperarlo grazie all'intercessione presso Ottaviano dell'amico, politico e letterato Pollione.

Questi eventi si intravedono nella sua prima opera, le Bucoliche, la quale attirò le attenzioni di Mecenate che lo fece entrare nel suo circolo. Da quel momento in poi la vita del poeta si concentrò tutta nell'impegno letterario.

A 52 anni Virgilio intraprese un viaggio in Grecia, che tuttavia fu fatale alla sua salute: infatti, forse in seguito a un'insolazione, si ammalò gravemente e, riaccompagnato in patria da Augusto stesso di ritorno dall'Oriente, morì pochi giorni dopo lo sbarco a Brindisi nel 19 a.C.

La sua vita è tutta concentrata nella stesura delle sue opere letterarie che, se da un lato seguono il cambiamento dei tempi (dalle guerre civili alla caduta della repubblica e dal successivo passaggio al principato alla pax Augusta), dall'altro lato risentono di vicende e stati d'animo del tutto personali. In particolare si ricordano:

  • Le Bucoliche (42-39 a.C.): si tratta di 10 brevi componimenti di argomento pastorale in esametri, detti "ecloghe", ovvero "poesie scelte, a sé stanti", in cui il poeta partecipa in modo soggettivo alla materia trattata: il mondo rappresentato è l'Arcadia, che simboleggia il luogo pacifico dello spirito contadino, contrapposto all'inquietudine della vita; quella contadina è certamente una vita ideale, ma tuttavia non priva di ansie e dolori. In particolare:
    • È un dialogo fra due pastori, che hanno subito la confisca delle loro terre; tuttavia, Titiro riesce a recuperare le sue terre grazie all'intervento a Roma di un giovane, mentre Milibeo è costretto all'esilio. Lo sfondo dell'egloga è autobiografico: anche Virgilio, infatti, dopo la battaglia di Filippi del 42 a.C., avrebbe perso e poi recuperato i suoi terreni nel Mantovano grazie all'intervento del giovane Ottaviano;
    • Il pastore Coridone canta il suo amore sfortunato per il giovane Alessi; Coridone è rozzo, ma possiede molte greggi, sa cantare con abilità ed è disposto a seguire l'amato a caccia; Alessi, però, non si lascia persuadere e Coridone può consolarsi solo con la speranza di trovare un amante più disponibile;
    • È una gara poetica tra due pastori che procede come un "botta e risposta"; l'arbitro dichiara la contesa senza vincitori né vinti e celebra l'abilità di entrambi i cantori;
    • È l'unica egloga priva di cornice bucolica, in quanto è l'annuncio profetico dell'avvento di una nuova età dell'oro: la porterà un puer, la cui nascita è nel 40 a.C., anno del consolato di Pollione, protettore di Virgilio (e amico di Catullo). In un primo tempo rimarranno ancora alcune tracce dell'antica età del ferro, ma col crescere del fanciullo si attuerà una nuova era di pace e ogni malvagità sarà progressivamente cancellata dal mondo. Virgilio si augura così di essere testimone della piena maturità della nuova era.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Tonnina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Cavarzere Alberto.
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