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Asinaria

COMMEDIA DELLA BEFFA organizzazione della beffa = vittima della beffa

 

è un anziano pater familias, che contende al figlio l’amore di una giovane senza avere

1. Personaggi in azione sono: servo astuto, vecchio, giovane amatore, lenone,

Casina

successo; = fanciulla contesa, vinta dal ragazzo e il padre troverà a letto un

senex,

parassita, soldato vantone si insiste su termini psicologici come

Persa

giovane travestito da donna; = protagonisti sono due schiavi, Tòssilo e

adulescens );

Sagaristiòne, impegnati a sottrarre a un lenone, ruffiano, la ragazza amata da Tossilo. I

2. Prevedibilità degli intrecci lotta fra due antagonisti per il possesso di un ‘bene’:

due non riescono nell’intento ma ingannano lenone convincendolo ad acquistare una

schiava

generalmente

che si rivelerà

donna

essere

e/o somma

una donna

di denaro

di libera

per condizione.

accaparrarsela. Vincitore è giovane,

Mercator

COMMEDIA

e perdente

DEL

ha

ROMANZESCO

giustificazioni (vecchio,

temi avventura

sposato,

e

o

viaggio

un lenone, un ricco

=

trafficante

giovane di

 

schiave) la vittoria finale trova piena rispondenze nei codici culturali che il

mercante torna da viaggio con una bella schiava di cui si innamora anche il padre, che

Stichus

pubblico possiede.

perderà donna e anche reputazione di uomo serio e perbene; = protagoniste

Non vuole porre interrogativi problematici sul carattere dei personaggi o interesse per

due sorelle, maritate a due fratelli assenti da casa per motivi di lavoro, il padre

Mostellaria

etica e psicologia.

vorrebbe che si risposassero ma loro aspettano fedelmente il loro ritorno;

“COMMEDIA DEL SERVO” azione di conquista del bene è delegata dal

= giovane approfitta del viaggio del padre e dissipa il suo patrimonio. Il ritorno

 

improvviso del padre costringe il servo del giovane a escogitare inganni per

giovane a un servo ingegnoso servi creano inganni e persino li teorizzano. Al

nascondere la dissolutezza del figlio. Sarà con l’intervento di un amico del padroncino

centro dell’azione, nelle opere più mature, sta un vero demiurgo: artista della

Trinummus

a sottrarlo alle ire del padre; = giovane in assenza del padre sperpera il

frode, poeta che sotto gli occhi di tutti sceneggia la vicenda: Epidico; Crìsalo

patrimonio familiare, privando la sorella della dote. Risolta situazione da amico del

Bacchides; Miles; Mostellaria

nelle Palestrione nel Psèudolo o Tranione nella

padre. (sorta di gusto dell’assurdo). COPPIA ‘GIOVANE DESIDERANTE – SERVO

COMMEDIA DELL’AGNIZIONE riconoscimento finale di personaggi, garanzia di lieto

 Curculio

RAGGIRATORE’. Raggiratore -> parassita ( ) o servo è giovane amoroso

Cistellaria

fine = cesta permette riconoscimento come una libera cittadina della

(Persa). (Epidicus, Miles (Bacchides

2 servi ) o 3 ). Servo medita inganno, agisce e

Curculio; Poenulus

alla fine trionfa.

ragazza amata da protagonista e creduta schiava; idem nel 

Tyche

FORTUNA forza onnipresente, la che è regina incontrastata nel teatro

 

riconoscimento del protagonista, giovane cartaginese, della sua amata e sorella;

Epidicus

ellenistico.

= raggiri Servo

del servo

ha bisogno

portano

di

a alleato

scoprire

e che

di un

delle

antagonista

due amanti

alla

del

sua

padrone,

altezza. la

seconda

Trama

è la sorella.

comica ha bisogno di uno scatto irrazionale, quoziente imprevedibile che

Amphitruo

COMMEDIA

contrasta

DEL SOSIA

messinscena

costruite

e realtà.

sul gioco

Grazie

delle

alla somiglianze

Fortuna scopriamo che esiste

= una

 

realtà più autentica e sincera della realtà ‘iniziale’ centro di equilibrio per

“tragicommedia” = protagonisti eroi e divinità: il dio Giove, invaghitosi di Alcmena,

“commedie del servo” e “commedie della Tyche”;

sposa del condottiero tebano Anfitrione, assume le sembianze del marito e Mercurio

“COMMEDIA DEL RICONOSCIMENTO” ruotano attorno riconoscimento,

quelle del servo Sosia. Quanto tornano i veri Anfitrione e Sosia, ritornati da guerra,

 

Giove si manifesta per giustificare l’involontario adulterio di Alcmena, la quale avrà

identità prima nascosta o mentita, o perduta, e poi rivelata a tutti che scioglie

Bacchides

due figli, uno concepito da Anfitrione e uno da Giove (Ercole); =

difficoltà fasi di errori e confusioni di persona = “COMMEDIA DEGLI

protagoniste due gemelle, cortigiane, la cui conquista da parte di due innamorati dà

EQUIVOCI”; oppure identità salta fuori nel finale.

vita a trama raddoppiata e movimentata da dubbi su identità delle due donne;

Maestria ritmica, i numeri innumeri di Plauto (“gl’infiniti metri” secondo definizione di

Menaechmi = intrighi legati a coppia di gemelli che ignorano esistenza dell’altra.

Varrone e Gellio) sono parte integrante della sua arte anche se noi ne ricaviamo una

COMMEDIA DELLA CARICATURA caratterizzazione caricaturale dei personaggi

traccia inaridita distacco da modelli greci predilezione per forme ‘cantate’

 

Miles gloriosus

prevale su intreccio = rapimento di giovane cortigiana per opera di

(“pezzo pronunciato con accompagnamento musicale, come parlato ritmico”) 

Pirgopolinìce, soldato vanesio e fanfarone, nelle cui mani cade anche Palestrione, il

vertere,

regolano il la ricreazione in latino dei modelli greci. ‘Riscrivere’ il contenuto di

Pseudolus

fedele servo dell’amante della giovane. Il servo li raggiunge e li libera; =

una scena passando dal codice piano e prosaico dei trimetri greci alle armonie dei

protagonista è schiavo Pseudolo, che aiuta padroncino per sottrarre la giovane amante

cantica operazione di elevata autonomia artistica.

ad un lenone che minaccia di venderla se non riceverà somma di denaro. Pseudolo

Plauto si preoccupa molto poco di comunicare il nome e la paternità della commedia

Truculentus

architetta un piano per liberare fanciulla e riprendere soldi; = servo

greca su cui si è orientato. Il suo teatro non presuppone un pubblico così ellenizzato da

misogino che finisce per cadere vittima di una bella cortigiana.

gustare minutamente il riferimento a certi famosi modelli. I titoli non sono quasi in

COMMEDIA COMPOSITA ricorrono contemporaneamente motivi già considerati

 

nessun caso traduzioni di titoli greci, anche l’uso dei nomi degli schiavi come titolo ha

Aulularia = Euclione è vecchio avaro che ha ritrovato pentola piena d’oro che

ben poco a che fare con la prassi greca.

nasconde in giardino. Il segreto è casualmente scoperto dal servo dell’amante della

Cistellaria, Stichus, Bacchides Poenulus

3 da Alessi

 

figlia che la ruba per potersi pagare la libertà. Ma quando il giovane rivela al padre

Asinaria Onagos

commedie di Menandro (“Asinaio”) di

della fanciulla il suo amore per lei, viene dal vecchio ritenuto responsabile del furto.

Rudens, Casina, Vidularia da Difilo

 Demofilo

Captivi

Commedie giunta mutila del lieto fine; = dolore di un uomo che ha perso due

Lo stile di Plauto è intrinsecamente vario e polifonico, ma cambia poco da commedia a

figli, il primo in seguito a un rapimento, il secondo prigioniero in guerra, dopo

commedia, e accostando le sue opere la coerenza di stile e maniera è pronunciata.

Rudens

avventure si ricongiungeranno; = baule permette riconoscimento come libera

Tratti costanti e dominanti dello stile hanno ben poco di ellenistico: non riguardano

cittadine di una fanciulla rapita da lenone.

l’intreccio delle singole commedie, ma le attraversano tutte quante: sono giochi di

parole, bisticci, metafore, similitudini, paragoni mitologici, enigmi, doppi sensi,

toponimi fantastici e neologismi… iniziativa originale di Plauto.

Trasformazioni strutturali 4

Completa trasformazione del sistema onomastico Ristrutturazione

metrica e no divisione in atti

Non dà mai a un personaggio nome dell’originale + introduce nomi di persona non

attestati sulla scena greca. Voleva proporre suo autonomo ‘stato civile’: nomi greci ma

non gli stessi dei modelli; e nomi nuovi, non fissi che portavano le ‘maschere’ della

farsa italica.

Distrugge molte qualità fondamentali dei modelli che si era scelto: coerenza

drammatica, sviluppo psicologico, realismo linguistico, motivazione,

caratterizzazione… = qualità che determinavano originalità e valore della Commedia

Nuova sposta accento su altri interessi.

Analisi comparative dimostrano che P trasforma i suoi modelli secondo tendenze e

preferenze coerenti, tende a trascurare la severa coerenza dell’azione drammatica e le

sfumature nel carattere dei personaggi.

Personaggio della Commedia Nuova che riprende è il servo, ribaldo, amorale, creatore

di inganni e risolutore di situazioni che in P prende uno spazio del tutto eccezionale 

è lo schiavo furbo a gestire lo sviluppo dell’intreccio e controlla, influenza, commenta

con ironia e lucidità lo sviluppo degli avvenimenti.

“METATEATRO” = servo con battute, metafore, doppi sensi è il più vero portavoce

dell’originale creatività verbale di P. ed è la figura centrale.

Nei suoi momenti migliori usa intrecci dei suoi modelli come materia, già dotata di

significato, ma disponibile a significati nuovi e imprevedibili. Innamorati dichiarano

amore con poca ragione e molto sentimento, tipico dell’intreccio greco. Svolgono un

ruolo previsto e imbastiscono variazioni su sé stessi -> quasi scollati da sé stessi ->

ironici e autoironici equilibrio senza nette fratture.

Comico originale di Plauto contatto tra materia dell’intreccio (ripresa da Greci) e

l’aprirsi di ‘occasioni’ in cui azione si fa libero gioco creativo = “lirismo comico”

Nelle strutture tipiche dell’intreccio si possono cogliere intenzioni autentiche e

storicamente determinate, commedie minacciano una sovversione di tutto ciò che il

pubblico accetta come normale e naturale tratta questi conflitti entro il piano

comico dell’intreccio, senza mai assumere direttamente, come in Terenzio, un valore di

riflessione critica e di rinnovamento della mentalità tradizionali crisi rimescola e

confonde valori ancora più generali e fondamentali, come l’id personale e distinzione

(Amphitruo).

tra uomini e dei

Scioglimento tipico della commedia ‘rimettere a posto le cose’ pubblico trova in

 

questo movimento dal disordine all’ordine un particolare piacere: il quadro sociale e

materiale della commedia è compatibile con esperienza del pubblico romano corpo

dell’intreccio tocca problemi reali e quotidiani.

Greci sono dettagli e garantiscono che il genere comico ha sede ‘altrove’, per

consentirsi solo occasionali puntate anacronistiche verso la realtà romana. Questi

dettagli favoriscono situa in cui è facile ambientarsi.

Il pubblico romano partecipa molto concretamente al precipitare delle crisi e al

comporsi finale di un ordine ragionevole e rassicurante. Nessuna pretesa didattica e

moraleggiante governa queste vicende tipiche anche per personaggio centrale =

servo creativo e antirealistico.

1. Commedie ricopiate per tutto il Medioevo, ma lettura diretta di P rimane un fatto

eccezionale. Dante e contemporanei -> Terenzio

2. Amphitruo Epidicus)

Da generazione di Petrarca, le prime 8 commedie (da a buona

diffusione.

3. Dal 1429, presso umanisti italiani altre 12 commedie varroniane comincia lavorio

 

filologico sul testo e rinasce la passione per autore come fatto teatrale. La commedia

umanistica vive di adattamenti e libere trasformazione dei modelli plautini = si sviluppa

5

Chrysis

un teatro in latino (la di Piccolomini) e nel 1500 = teatro comico di Ariosto e

Mandragola di Machiavelli

4. Tra 500-600 sviluppo del teatro comico europeo: Shakespeare, Calderòn, Corneille,

Molière… sono collegati da traccia di tradizione plautina, variamente rivissuta.

5. Nell’età moderna e contemporanea le rappresentazioni di P continuano a essere una

viva presenza scenica: È IL PIÙ RAPPRESENTATO DI TUTTI I POETI SCENICI LATINI.

Plauto rimase estraneo alla tradizione dell’insegnamento lingua, stile e metrica

troppo difficili e richiedono strumenti di comprensione + insegnamento normativo

grammatica e stile latino si basava su Cicerone e Terenzio + temi e trame si

prestavano male a insegnamento rivolto a fornire esempi di moralità e serietà.

PUBLIO TERENZIO AFRO

Viene inserito da vicende biografiche al centro di quella che gli storici moderni

chiamano “età degli Scipioni”.

PLAUTO TERENZIO

Genere comico con Plauto era stato un Dominante di Terenzio è l’interesse per i

grande momento di intrattenimento significati: per la sostanza umana messa in

popolare, divertiva e non sottoponeva il gioco dagli intrecci della commedia. Genere

pubblico a sforzi di apprendimento e fondamentalmente popolare che comunica

meditazione. sensibilità e interessi nuovi, maturati in

un’élite sociale e culturale.

Vicende delle commedie terenziane sono sintomatiche del DECLINO DEL TEATRO

POPOLARE LATINO e del PROGRESSIVO DIVARICARSI DEI GUSTI DEL PUBBLICO DI

MASSA ED ELITE COLTA, NUTRITA DI CULTURA GRECA teatro mette in scena gli ideali

di rinnovamento culturale dell’aristocrazia scipionica interesse per approfondimento

psicologico dei personaggi, soprattutto del ‘tipo’ riduzione comicità scarso

 

successo presso pubblico di massa.

Cronologia delle opere è attestata con precisione nelle didascalie anteposte, nei

manoscritti, alle singole commedie:

Andria(“la ragazza di Andro”) = giovane Panfilo ♥ Glicerio, ragazza giunta da Andro

(isola Egeo), ma il padre vuole dargli in sposa Filumena, figlia di Creméte. Gli sforzi

dello schiavo di P, Davo, non riescono a guastare i progetti del matrimonio finchè non

si scopre che Glicerio è figlia di Creméte, salvata in un naufragio presso Andro. Messa

in scena nel 166 a.C.

Heautontimorumenos (“Il punitore di sé stesso”) = vecchio Menedémo si autopunisce

per aver ostacolato matrimonio del figlio Clinia con Antifila, ragazza di umili condizioni,

costringendolo ad arruolarsi. Alla fine la ragazza si rivela essere figlia di un amico del

vecchio e i due potranno sposarsi. Del 163.

Eunuchus (“L’eunuco”) = la cortigiana Taide riceve in dono dal suo amante la schiava

Pànfila, ♥ Cherea, giovane fratello di Fedria, altro amante di Taide. Cherea, travestito

da eunuco seduce Panfila. Alla fine si scopre che la donna è nata libera e C può

sposarla. Fedria ♥ Taide. Del 161

Phormio (“Formione”) = il parassita Formione riesce a combinare il matrimonio tra i

due cugini Fedria e Antifòne e le ragazze di cui sono innamorati: una suonatrice di

cetra e una ragazza povera. Quest’ultima si scopre essere cugina di Antifòne e per la

citarista il parassita riesce a ottenere denaro per riscattarla. Del 161.

Adelphoes (“I due fratelli”) = titolo si riferisce a due coppie di fratelli: due senes

Micione e Dèmea & due adulescens Ctesifòne ed Èschino, entrambi figli di Demea ma

allevati uno dal padre legittimo e altro dallo zio. Eschino rapì a un lenone la giovane

suonatrice Bacchide, in realtà per conto del fratello C., lui aveva già una ragazza,

Panfila. I due senes terminano i battibecchi sui due fratelli e convincono i due

adulescens a sposare Eschilo ♥ Panfila e Ctesifone ♥ Bacchide. Del 160.

Hecyra (“La suocera”) = Panfilo ♥ cortigiana Bacchide , ma obbedisce al padre

sposando Filumena che a poco a poco riesce a conquistare il cuore del giovane.

Durante un viaggio di affari del giovane Filumena torna a casa della madre: si crede 6

che la causa di questo abbandono sia la suocera Sòstrata, ma in realtà la giovane

sposa è incinta, ma il bambino non può essere di P perché le nozze avvennero da

poco. L’intrigo si scioglie grazie a Bacchide che riesce a dimostrare, con un anello

regalatogli da Panfilo, che è stato l’uomo in presa all’ebbrezza d violentare F. Pertanto

è il padre del bambino. Rappresentata nel 165 senza iniziare successo.

Commedie comprendono circa 6000 versi (Hecyra – 880 & Eunuchus – 1094)

Modelli greci appartengono tutti alla Commedia Nuova Menandro, Difilo e

Apollodoro di Caristo.

Stile espressivo di Terenzio è stato l’aspetto più trascurato dalla critica e dai lettori.

Restrizione e censura dei linguaggi serve ad assicurare il predominio di certi contenuti

stile medio e pacato più quotidiano di quello plautino costante e controllata

 

preoccupazione per il verosimile.

Usa una lingua settoriale, parlata da classi urbane di buona educazione e cultura 

effetto idealizzato rispetto ai gusti del pubblico romano. Giulio Cesare lo definì “puri

sermonis amator”.

TERENZIO È UNO DEI LETTERATI LATINI PIÙ PROFESSIONALI, PIÙ CONSAPEVOLI DEGLI

ASPETTI TECNICI DEL PROPRIO LAVORO Interesse per la Commedia Nuova e

Menandro humanitas Offriva modello culturale & modello

letterario raffinato esempio di stile e tecnica drammatica

Lavorando a fondo su modelli greci Terenzio trova modo di esprimere la propria

impostazione ideale e propria vocazione letteraria.

PLAUTO TERENZIO

Commedie di Menandro furono modello Elimina battute di personaggi che non

importante anche per Plauto, ma non era abbiano motivazione interna allo

particolarmente vicino alla poetica di Menandro: svolgimento drammatico, la palliata non apre

per lui la verosimiglianza, cardine della poetica al suo interno alcuno spazio di

menandrea, non è un valore assoluto. Mette in autocoscienza. Momenti di riflessioni

crisi la realtà dell’intreccio scenico (metateatro). concentrati nel prologo.

Importanza data al prologo come istituzione letteraria è la principale innovazione

tecnica rispetto tradiz plautina.

Nella tradizione risalente alla Commedia Nuova il prologo era uno spazio espositivo, di

info preliminare alla comprensione della trama.

Prologhi di Terenzio sono prese personali di posizione dell’autore: chiarisce il rapporto

con i modelli greci utilizzati, e risponde a critiche degli avversari su questioni politiche

presupposto un pubblico più avanzato, attento a problemi di gusto e di tecnica, più

ristretto e selezionato.

Terenzio tende a sottolineare il suo distacco dalla ‘vecchia’ generazione letteraria

(Plauto e Cecilio Stazio).

dell’Andria contaminare fabulas

Nel prologo ribatte l’accusa di = rovinare i modelli

greci creando inopportune mescolanze, ibridi di testi diversi e sottolinea che anche i

rispettati Nevio, Plauto, Ennio non fecero diversamente con i loro modelli greci. Il

dell’Heautontimorùmenos,

concetto ritorna nel prologo dove Terenzio contrappone un

tipo di commedia “statica”(stataria) a una commedia piena di azione movimentata

(motoria), tipica plautina. Terenzio opponeva a questo stile un ideale di arte più

riflessiva e attenta alle sfumature, anche più verosimile: tale che fondasse l’azione

drammatica sul dialogo non sul movimento scenico e clamore.

Heautontimorùmenos “homo sum: humani nihil a me alienum puto ” emblema

 

dell’ideale classico della humanitas.

La palliata latina era stata ancorata alle situazioni familiari, ma in Terenzio questi

rapporti diventano umani, sentiti con maggiore serietà problematica adesione al

modello di Menandro + circolazione di ideali ‘umanistici’ di origine greca nelle cerchie 7

più evolute della Roma contemporanea apparizione del concetto-chiave

dell’humanitas (contrapposto a philantropia) in piena sintonia con la cultura dell’età

scipionica. Eunuchus,

Commedia di maggior successo fu dove meno si affacciano temi psicologici

e umanistici più riuscito tentativo di T in direzione della comicità plautina, ha

attitudini comiche e drammaturgiche.

GAIO VALERIO CATULLO

116 carmi (2300 versi) i singoli componimenti non seguono ordine cronologico ma

Liber

ordine metrico in 3 sezioni:

NUGAE CARMINA DOCTA

EPIGRAMMATA

1- 60= componimenti brevi 61-68 = forte impegno letterario 69 -116 =

carmi brevi in distici elegiaci

e di carattere leggero di metro in metri vari, complesse tematiche ripropongono le

situaz delle nugae

vario endecasillabi faleci (storia

d’amore con Lesbia e

compianto morte del fratello)

amore per Lesbia (Clodia) +

rapporto con cerchia di conoscenti

CARMINA DOCTA:

1. Due epitalami = componimento nuziale (c 61) e contrasto tra giovani e fanciulle su

tema del matrimonio (c 62)

2. Due epilli (carmi epico- narrativi) = uno sul giovane frigio Attis che si evira per farsi

sacerdote di Cibele (c 63) e l’altro sulle nozze di Peleo e Teti in cui si trova incastonato

il mito di Teseo e Arianna (c 64)

3. la dedica a Ortalo (c 65) di una traduzione della Chioma di Berenice di Callimaco (c

66)

4. un dialogo con una porta di una casa veronese che custodisce i segreti di chi l’ha

paraklausithyon

abitata (c 67) =

5. CARME 68 la prima grande elegia a noi giunta, in cui Catullo rivisita le principali

situazioni poetiche del canzoniere collegando l’accorato compianto in morte del

fratello con la storia d’amore con Lesbia

Libellus Liber

fu dedicato da Catone a Cornelio Nepote e non corrispondesse al

rimastoci, ma ne costituisse solo una parte.

Il nome e la poesia di Catullo sono tradizionalmente associati alla RIVOLUZIONE

NEOTERICA

Poetae novi (o neòteroi, greco) è la sprezzante definizione usata da Cicerone per

indicare le tendenze innovatrici, il moderno gusto poetico di una corrente che si

sviluppa e si afferma durante I a.C. segnando una svolta nella storia della letteratura

latina rifiuto della tradizione nazionale (Ennio) rinnovamento del gusto letterario

 

è un aspetto del generale fenomeno di ellenizzazione dei costumi civilizzazione

anche letteraria

Indebolimento dei valori e forme della tradizione, ed emergere di esigenze nuove

dettate dall’affinarsi del gusto e della sensibilità

Predilezione per una letteratura greca più recente & imitazione di aspetti eruditi e

preziosi della stessa

Preludio della rivoluzione neoterica è la comparsa negli ultimi decenni del II fra l’élite

OTIUM

romana colta di una poesia scherzosa e disimpegnata, come frutto dell’ , dello

spazio sottratto agli impegni civili e dedicato alla lettura e conversazione dotta,

interesse anche per sentimenti privati. 8

Si sgretolano gli antichi valori morali e politici della civitas otium individuale diventa

alternativa seducente alla vita collettiva; il piccolo universo privato si identifica con

orizzonte dell’esistenza e attività letteraria si rivolge a lirica, poesia individuale,

introversa che accoglie ed esprime le piccole vicende della vita personale.

1. Recupero della dimensione intima CARMI BREVI = insieme polimetri ed

epigrammi in cui l’esiguità dell’estensione rivela la modestia dei contenuti,

occasioni e avvenimenti vita quotidiana. Destinatario di ogni carme è

rappresentante di una cerchia raffinata e colta, quindi componimenti sono

prodotti letterari con veste stilistica e fattura formale di livello adeguato, anche

con risonanze letterarie non è biografismo.

Gioie, sofferenze, tradimenti, abbandoni, disinganni, rimpianti… scandiscono le

vicende di questo amore vissuto da Catullo come esperienza capitale della vita,

capace di riempirla e darle un senso. Eros diventa centro dell’esistenza e valore

primario, il solo in grado di risarcire la fugacità della vita umana.

All’amore e alla vita sentimentale C trasferisce tutto il suo impegno, sottraendosi ai

doveri e agli interessi del civis romano, genera anche un generico sprezzante disgusto

per i nuovi protagonisti della scena politica, arroganti e corrotti. Le recriminazioni per il

(foedus)

patto d’amore violato da Lesbia sono un motivo insistente sulla bocca del

poeta che ne accentua il carattere sacrale appellandosi a due valori dell’ideologia

fides pietas

romana: la (garanzia del patto) e la (virtù di chi assolve i propri doveri)

Offesa del tradimento produce in lui una dissociazione tra la componente sensuale e

quella affettiva

Carme 72 analizza scomparsa di ogni stima e affetto carme 85 dissidio

 

(odi et amo)

Carme 76 espressione di consolazione della propria coscienza, di una voluptas del

ricordo garantita dalla consapevolezza di aver tenuto fede a un impegno morale.

2. Nuova poetica ispirata a brillantezza di spirito e raffinatezza formale, rivela

apertamente la sua ascendenza callimachea, soprattutto nel ‘manifesto’ del

nuovo gusto letterario = carme 95.

Brevità, eleganza e dottrina.

Nuova epica dei neoterici è l’epillio = poema breve con dottrina e impegno stilistico

= carmi “dotti” CARMINA DOCTA. Modello dell’epillio per la cultura latina è il carme

64 ma anche numero 63 (Attis).

Celebre poemetto di 408 esametri narra il mito delle nozze di Peleo e Teti, ma nella

vicenda principale contiene, come digressione, un’altra storia, che figura ricamata

sulla coperta nuziale: abbandono di Arianna a Nasso da Teseo intreccio due vicende

d’amore: amore infelice di Arianna e amore felice di Peleo e Teti istituisce serie di

relazioni con il nucleo nel tema della fides.

Epitalami = canti nuziali nel carme 61 (scritto in occasione delle nozze di due nobili

romani) e il carme 62 (non fu composto per occasione regale) = genere letterario di

origine greca, praticato da Saffo all’età alessandrina che C romanizza con elementi

italico-romani, per il rito nuziale e sul piano etico-sociale.

Il carme 66 è un omaggio al poeta principe dell’alessandrino, Callimaco. È una

traduzione in versi latini di un’elegia famosa del poeta greco, nota come Chioma di

Berenice in cui celebrava in versi la cortigiana escogitazione di Conone, l’astronomo

alla corte di Tolomeo III Evèrgete, re d’Egitto, che aveva identificato una nuova

costellazione da lui scoperta con il ricciolo offerto come ex voto dalla regina Berenice

per il ritorno dalla guerra e successivamente scomparso esaltazione della fides,

pietas e condanna dell’adulterio + celebrazione delle virtù eroiche, valori tradizionali. 9

Complesso è il carme 68 questione irrisolta della sua unità, se distinto in due

componimenti riassume i temi principali della poesia di Catullo con ricordo dei primi

amori con Lesbia che sfuma nel mito, nella vicenda di Protesilao e Laodamìa, archetipo

esemplare della vicenda di Catullo e Lesbia. Largo spazio concesso al ricordo e alla

vita vissuta, proiettata in un componimento che va oltre dimensioni epigramma 

progenitore della futura elegia soggettiva latina.

TITO LUCREZIO CARO

 De rerum natura,

Autore di un poema in esametri, in 6 libri (7415 esametri) forse non

finito o mancante dell’ultima revisione. Il titolo traduce fedelmente quello dell’opera

più importante di Epicuro, il perduto Perì physeos (“Sulla natura”) in 37 libri. Il De

rerum natura è dedicato all’aristocratico Memmio, amico e patrono di Catullo e Cinna,

realizzato dopo il 59 a.C e rivisto e pubblicato da Cicerone.

Il testo è conservato integralmente da due codici del 9 secolo (Oblungus e Quadratus)

a Leida; alcune parti si leggono in schedae (fogli di codice) conservate a Copenaghen

e a Vienna; codici umanistici riproducono testo tratto dal codice trovato da Poggio

Bracciolini nel 1418 in Germania.

Filtraggio attento da parte della classe dirigente romana del pensiero greco, per

eliminare elementi potenzialmente pericolosi x assetto istituzionale della res publica e

corrosivi x mos maiorum EPICUREISMO (vs Cicerone) visto come dissolutore della

morale tradizione predicando piacere come bene e suggerendo ricerca della

tranquillità = distoglie cittadini da impegno politico.

Lucrezio per divulgare a Roma l’epicureismo scelse la forma del poema epico-

didascalico (Epicuro aveva condannato la poesia, legata troppo al mito e allontanava

da comprensione razionale della realtà).

Poema comprende 6 libri, riuniti a coppie (diadi)

1-2 principi dottrina atomistica (fisica) 3-4 antropologia 5-6 cosmologia

  

e fenomeni naturali

Libro 1 invocazione a Venere (personificazione forza generatrice della natura) e

 

dedica a Gaio Memmio, dopo elogio di Epicuro illustra la fisica con la teoria degli

atomi = principi primi indistruttibili e indivisibili, dal cui incontro nascono tutte le

cose, anche se il loro movimento presuppone un altro principio: il vuoto. Nascita e

morte sono costituite da una continua aggregazione e disgregazione. Infine critica

dottrine di altri naturalisti: Eraclito, Empedocle e Anassagora.

Libro 2 illustrata la teoria del clinamen, “Inclinazione” che interviene nel moto

 

degli atomi e permette aggregazioni. Vi sono infinità di forme degli atomi e varietà

delle loro combinazioni in una quantità infinita di mondi, tutti soggetti a ciclo di

nascita e morte.

Libro 3 come corpo (animus con sede nel petto) e anima (principio vitale) siano

 

entrambi costituiti da atomi, ma di forma diversa anima muore con il corpo e

non c’è destino ultraterreno.

Libro 4 teoria della conoscenza, fondata sui sensi e sui simulacra rerum (tenui

 

immagini delle cose composte da atomi che si staccano dai corpi e colpiscono gli

organi di senso). I simulacra producono una sensazione, e Lucrezio ne argomenta la

veridicità in quanto è base di ogni conoscenza. Il libro si conclude con una

digressione sulla passione d’amore e in versi sarcastici indica la causa di questa

passione nell’attrazione fisica tenersi lontano da passione irrazionale che non ha

giustificazione nei dettami della natura (opposto all’ideologia erotica dei neòteroi -

Catullo)

Libro 5 dimostra la mortalità del mondo analizzandone il processo di formazione;

 

viene trattato il problema del moto degli astri e delle sue cause. Sezione tratta

dell’origine ferina dell’umanità. 10

Libro 6 fornisce spiegazioni naturali di vari fenomeni fisici, come fulmini o

 

terremoti, estromettendone la volontà divina. L’opera si conclude bruscamente con

la narrazione della terribile peste di Atene del 430.

Problemi destati dal finale del poema ma Lucrezio avrebbe voluto contrappore

l’apertura con invocazione a Venere e il finale come una sorta di ‘trionfo della vita’ e

‘trionfo della morte’, per mostrare come non esista alcuna conciliazione del contrasto

eterno di queste due potenze.

Prima del De rerum natura la lett latina non aveva prodotto opere di poesia didascalica

di grande impegno: Ennio scrisse in settenari l’Epicharmus (Euhemerus in prosa);

letter ellenistica impiegato l’esametro.

POESIA DIDASCALICA LUCREZIO

ELLENISTICA

Ricerca ispirazione in argomenti Ambisce a descrivere, a spiegare ogni aspetto

tecnici, quasi idealizzati e sprovvisti importante della vita del mondo e dell’uomo e a

di implicazioni filosofiche convincere il lettore della validità della dottrina

(Georgiche di Virgilio). epicurea.

Descrizione di fenomeni. Indaga le cause dei fenomeni e propone al lettore una

ratio

verità, una sulla quale è obbligato a esprimere un

chiaro giudizio di consenso o rifiuto.

Lettore – discepolo viene continuamente esortato, minacciato, affinché segua con

diligenza il percorso educativo che autore gli propone.

Toni grandiosi, scenari sublimi sono pensati per spronare ed esortare il lettore: scelga

anch’egli un modello di vita alta e forte. La mente del lettore deve diventare specchio

della sublimità universale entrata nel poema; il lettore deve trasformarsi in ‘eroe’, a

emozionarsi per natura e trovare in sé la forza dell’adeguamento appelli e

invocazioni al lettore destinatario deve saper adeguarsi alla forza sublime di

un’esperienza sconvolgente Lucrezio si rivolge al lettore invitandolo a non

considerare empia la dottrina che tratta, ma a riflettere su quanto crudele ed empia

fosse la religio tradizionale, che aveva imposto ad Agamennone il sacrificio della figlia

Ifigenia per assicurare la partenza della flotta greca x Troia se uomini pensassero

che dopo morte non c’è nulla, smetterebbero di essere succubi della superstizione

religiosa e dei timori che essa comporta.

Libro che dimostra la perizia argomentativa di Lucrezio è il III, dedicato alla

confutazione del timore della morte parte centrale della trattazione, suddivisa in 2

sezioni

Dimostrazione che anima è materiale e quindi composta problema-chiave: se

materiale l’anima

di atomi e vuoto deve essere

anche mortale

Per convincere l’uomo a distoglierlo dal dolore di dover abbandonare la vita, dà la

parola alla Natura che si rivolge direttamente all’uomo.

Organizzazione complessiva della materia e lo stile devono piegarsi al fine di

persuadere il lettore:

Frequenti ripetizioni;

 Formule di passaggio per invitare l’attenzione, uso termini tecnici della fisica

 epicurea e nessi logici di grande uso (adde quod, denique) e fissi per

familiarizzare il lettore con un linguaggio non facile;

Tecnicismi = perifrasi nuove, anche coniazioni da greco x esprimere certi

 concetti filosofici;

Arcaismi = vocaboli poetici che tradizione arcaica (enniana) gli fornisce nel

 campo degli aggettivi composti, molti ne crea soprattutto nuovi avverbi e

perifrasi uso di assonanze, allitterazioni, costrutti arcaici, effetti di suono

 11

espressivo-patetico dei più antichi poeti di Roma infiniti passivi in -ier +

prevalere della desinenza bisillabica -ai nel genitivo singolare 1 declinazione;

Sillogismo = strumento principe dell’argomentazione fisica x dimostrare per

 assurdo le falsità di tesi o possibili obiezioni avversarie;

Analogia, grazie alla quale si tenta di ricondurre al noto, al visibile, ciò che è

 troppo lontano o piccolo per essere osservato attentamente;

Verso composto di due parti equivalenti, uso enjambement (pathos);

 Vasta conoscenza della letteratura greca (Omero, Platone, Eschilo, Euripide) e

 dei poeti ellenistici più raffinati (Callimaco, Antipatro)

Concretezza dell’espressione vivacità descrittiva e percettibilità degli oggetti

 

ragionati derivano da mancanza di un linguaggio astratto già pronto, disponibile

a significare idee e a dare forma filosofica al discorso;

Contrapporsi di cose umili e grandi, di statico e dinamico, corrisponde

 nell’espressione il contrasto tra le movenze della lingua viva e colloquiale e la

scelta di uno stile grande e sublime, unificati dal registro del enthousiasmòs

poetico legato a missione didattica stile severo, capace di durezze ed

eleganze, commozione e meraviglia e invettiva profetica.

PROSA GRECA PROSA ROMANA

Nacque come riflessione filosofica- Oratoria + storiografia e trattatistica

scientifica e come riflessione sull’agricoltura raggiunsero dignità

storiografica letteraria

MARCO PORCIO CATONE

La prima storiografia romana era elaborata da uomini politici appartenenti all’élite

senatoria, mai in primo piano. Catone era invece un personaggio politico tra i più

eminenti che decise di dedicarsi anche alla composizione di opere storiche (caso

isolato nella cultura latina).

Catone è il VERO FONDATORE DELLA PROSA LATINA. Origines o De origine et

Iniziò a scrivere di storia in vecchiaia la sua opera storica =

situ urbium italicarum

In 7 libri la storia di Roma dalle origini fino al 149 a.C.

Libro 1 fondazione città di Roma e periodo monarchico

 

Libro 2 e 3 periodo repubblicano ed origini delle città italiche (da qui il titolo)

 

Libro 4 e 5 guerre puniche

 

Libro 6 e 7 più recente storia di Roma, fino al 149 a.C. / 152 a.C. con pretura

 

di Servio Galba

La trattazione si faceva sempre più dettagliata man mano che ci si avvicinava

all’epoca dell’autore (morì nel 149 a.C.).

Le Origines ci sono giunte solo in frammenti e sono la prima opera storica della

letteratura romana scritta in latino. Esse costituivano una reazione alla storiografia dei

primi annalisti (Annales = libri in cui i pontefici registravano anno per anno guerre,

paci, patti, catastrofi… per cura dello stato primo fu Fabio Pittore) che avevano

utilizzato la lingua greca per dare vita a una storiografia ‘individualista’, volta all’elogio

di esponenti di una gens aristocratica esigenza aristocratica di conservare il passato

tradizionale. In opposizione Catone Il Censore volle fondare una storiografia ‘collettiva’

in cui la storia di Roma fosse vista come l’opera dell’intero popolo romano e di tutti i

popoli italici

Personaggi indicati con il loro RUOLO;

 Interesse etnografico della più antica storiografia greca con spazio a fatti e

 ambienti meravigliosi;

Grande rilievo ad aspetti e problemi morali;

 12

Riportò alcune delle sue orazioni autobiografismo;

 

Uso di coordinazione (atque) e ricorso a figure foniche e legate su ripetizione

 delle parole (anafore, epifore, poliptoti).

De agri cultura

Il è la più antica opera in prosa della letteratura latina a noi pervenuta,

con essa Catone fondò il genere del trattato tecnico. È un manuale, articolato da

prefazione e circa 170 brevi capitoli, sulla gestione di una tenuta agricola (villa

rustica), affidata dal proprietario (pater familias) a un fattore (vilicus). L’autore intende

insegnare come trarne il max profitto attraverso lo sfruttamento intensivo della

manodopera servile e delle attrezzature e l’integrazione dell’agricoltura vera e propria

con una serie di attività complementari come allevamento e trasformazione di prodotti

rivalorizzazione dell’agricoltura italica e dell’eccellenza del lavoro agricolo sul piano

etico. Praecepta ad filium

Tono precettistico e sentenzioso anche nella = prima enciclopedia

latina dei saperi (medicina, retorica…), come ne comporranno più tardi Varrone e Plinio

il Vecchio, destinata all’educazione del figlio Marco Liciniano. Rimasti alcuni frammenti

notevoli, in cui vengono formulati ideali del mos maiorum = definizione di due figure

agricola e orator.

fondamentali della società romana = Carmen de moribus,

Molto forte doveva essere anche il tono sentenzioso nel scritto in

una prosa che si suppone scandita e ritmata conteneva una raccolta di pensieri di

argomento morale, legati all’etica del mos maiorum.

Impegno di Catone fu caratterizzato dall’opposizione alla linea politica dominante,

imperialista in politica estera e culturalmente filellenica, sostenuta dal circolo degli

Scipioni.

Sua figura fu idealizzata da Cicerone nel De re publica e poi nel dialogo Cato Maior de

senectute, come figura che assommava le virtù fondamentali del passato; varie

biografie da Cornelio Nepote (età di Cesare) e Plutarco e nell’anonima opera De viris

illustribus.

GAIO GIULIO CESARE

 Commentarii de bello Gallico

Di Cesare sono conservati i (o Bellum Gallicum)

Commentarii de bello civili (Bellum civile)

Bellum Alexandrinum (spurio)

CORPUS

Bellum Africum (spurio) composti da ignoti ufficiali di Cesare

CAESARIANUM

Bellum Hispaniense (spurio)

anche un epigramma in versi su Terenzio.

Il termine ‘commentarius’ ricalcava il greco hypòmnema, e indicava un tipo di

narrazione a mezzo fra la raccolta di materiali grezzi e la loro elaborazione nella forma

artistica, arricchita da ornamenti stilistici e retorici, tipici della storiografia.

Commentarii anche da parte di Scauro, Silla e Cicerone, in latino e in greco.

Opere di Cesare come composte per offrire ad altri storici il materiale su cui

impiantare la propria narrazione, ma secondo Cicerone e Irzio nessuno avrebbe osato

riscrivere quanto Cesare aveva già detto con semplicità:

Drammatizzazione delle scene e discorsi diretti

 Efficacia drammatica evitando effetti plateali e ricorsi retorici uso 3 persona

 

= protagonista come personaggio autonomo nella storia

i Commentarii de bello gallico

1. = opera raccolta in 7 libri, 8° aggiunto dal

luogotenente di Cesare Aulo Irzio per legarlo al De bello civili. Sono narrati eventi dal

58 al 52 a.C.

Probabilmente si chiamava in origine C. Iulii Caesaris commentarii rerum gestarum ≠

da altri commentarii.

Libro 1 descrive territorio Gallia Transalpina + avvenimenti del 58 con

 

campagna vs Elvezi e quella vs capo germanico Ariovisto; 13

Libro 2 rivolta tribù galliche (vs Belgi);

 

Libro 3 campagna vs popolazioni galliche della costa atlantica;

 

Libro 4 operazioni vs infiltrazioni popoli germanici che avevano oltrepassato il

 

Reno e vs capi gallici ribelli, Induziomaro e Ambiorige + primo sbarco di Cesare

in Britannia;

Libro 5 seconda spedizione in Britannia e repressione di rivolte nella Gallia

 

Celtica e Belgica;

Libro 6 digressione su cultura dei Galli;

 

Libro 7 insurrezione del 52 guidata dal re degli Arverni, Vercingetorige,

 

repressa e culmina con espugnazione di Alesia e cattura del capo gallico;

Libro 8 spegnimento degli ultimi focolai di resistenza della Gallia.

 

Secondo alcuni è stato scritto di getto nell’inverno 52-51, altri pensano a una

composizione anno per anno, durante gli inverni nei periodi in cui erano sospese le

operazioni militari. Questa seconda ipotesi ha a suo favore l’esistenza di alcune

contraddizioni interne all’opera e sembra dare ragione della sensibile evoluzione

stilistica che si è riscontrato nei Commentarii dallo stile scarno e disadorno del

commentarius vero e proprio in direzione di concessioni maggiori a ornamenti tipici

della historia nella II parte uso del discorso diretto e varietà di sinonimi.

Forse aveva redatto separatamente in forma abbozzata, i resoconti delle varie

campagne e successivamente riordinati e coordinati. In rilievo poste le esigenze

difensive che lo hanno spinto a intraprendere la guerra, necessarie a proteggere stato

romano ed alleati da pericoli oltre confine.

i Commentarii de bello civili

2. = in 3 libri narra la guerra contro Pompeo (49 – 48 a.C.).

L’opera appare incompiuta: narrazione lascia sospeso l’esito della guerra di

Alessandria. Composto 47-46 a.C.

Libro 1 inizio con sedute di senato svoltesi nel 49 a.C.: fallite le ultime

 

trattative tra Cesare e Pompe, viene proclamato lo stato d’emergenza, a cui C

reagisce cominciando una marcia verso sud (oltrepassa il Rubicone); il senato,

con Pompeo, lasciano Roma e da Brindisi salpano per l’Epiro. Cesare affida a

Trebonio il compito di soffocare la rivolta di Marsiglia, che parteggiava per

Pompeo e muove personalmente vs Spagna (7 legioni pompeiane);

Libro 2 resa di Marsiglia e completamento campagna spagnola + sconfitta del

 

cesariano Curione in Africa, dove i pompeiani fruivano dell’appoggio di Giuba;

Libro 3 eventi anno 48 Cesare rieletto console, assedia esercito pompeiano

  

di Epiro a Durazzo Pompeo si sposta in Tessaglia a Farsàlo si ha la battaglia

 

campale, sconfitta Pompeo, che si rifugia in Egitto, dove viene fatto uccidere dal

re Tolomeo 14 (x ingraziarsi C). Cesare, sbarcato ad Alessandria e appreso

dell’uccisione di Pompeo, nel conflitto dinastico tra Tolomeo e sorella Cleopatra,

sostiene quest’ultima inizio guerra alessandrina.

Dall’opera affiorano le tendenze politiche di Cesare, ricorre alla satira sobria per

svelare basse ambizioni e meschini intrighi dei suoi avversari + vuole dissolvere

all’opinione pubblica l’immagine che di lui dava la propaganda aristocratica = vuole

mostrarsi come colui che si è sempre mantenuto nell’ambito delle leggi, che le ha

difese vs arbitri dei suoi nemici presenta fatti sotto particolare angolazione a lui

favorevole. Il destinatario è lo strato ‘medio’ e ‘benpensante’ dell’opinione pubblica

romana e italica.

Insiste sulla propria volontà di pace, clemenza verso i vinti contrapposta alla crudeltà

degli avversari.

Stile scarno

 tono apparentemente

Rifiuto abbellimenti retorici della historia vera e propria

 oggettivo e impassibile

Riduzione linguaggio valutativo

 14

In entrambe le opere ci sono deformazioni, ma non sono falsificazioni vistose, ma

omissioni più o meno rilevanti uso di artifici abilissimi, dissimulati: dispone

argomentazioni x giustificare insuccessi.

Cesare spiega avvenimenti secondo cause naturali e umane, mai ricorso a intervento

divino.

Luogotenente di Cesare, AULO IRZIO, compose l’8°libro del De bello Gallico x

congiungere la narrazione con quella del De bello civili tramite il racconto degli

Bellum

avvenimenti degli anni 51-50. Sempre a Irzio si deve probabilmente il

Alexandrinum.

Bellum Africum Bellum Hispaniense

patina arcaizzante; squilibri e discrepanze di

 

tono, ricercatezze di stile su fondo linguistico popolareggiante e colloquiale, autore

forse è homo militaris.

Altre opere minori di Cesare:

orazioni

Le 14 in totale ma scarsissimi frammenti, loro perdita è uno dei drammi più

gravi subiti da lett latina.

De analogia 2 libri (54 a.C.) in cui espone proprie teorie linguistiche. Pochi

frammenti mostrano come ponessi a base dell’eloquenza l’accorta scelta delle parole

l’analogia

criterio fondamentale è = selezione razionale e sistematica ≠ ad

anomalia = accettazione delle consuetudini nel sermo cotidianus. La selezione deve

verba usitata

però limitarsi ai (parole in uso), fuggire le parole strane e inusitate.

L’Anticato genere libellistico-biografico in 2 libri x ribattere all’esaltazione di Catone

l’Uticense fatta da Cicerone nel Cato. Ma tentativo di demolire la sua figura non ebbe

successo.

I tentativi poetici = secondo testimonianza di Svetonio, in età giovanile si era

(Oedipus) (Laudes

cimentato nella poesia tragedia coturnata e un poemetto

Herculis). Iter.

Altro poemetto è

6 esametri

Pervenuti su giudizio sul poeta comico Terenzio.

GAIO SALLUSTIO CRISPO

Autore di due monografie storiche e di un’opera storica più vasta. Alle monografie

antepone proemi di una certa estensione, nei quali si sforza di giustificare il fatto di

essersi ritirato dalla vita politica, dedicandosi alla composizione di opere storiche: per

Sallustio la storiografia resta strettamente legata alla prassi politica, e la sua maggiore

funzione è individuata nel contributo alla formazione dell’uomo politico.

I pochi cenni autobiografici contenuti nei poemi sono volti a spiegare l’abbandono

della vita politica con la crisi che ha corrotto le istituzioni e la società, denuncia

l’avidità di ricchezza e del potere come mali che avvelenano la vita politica romana. La

stessa storiografia sallustiana si configura come indagine sulla crisi impianto

monografico delle prime due opere storiche novità nella storiografia romana.

Scelta della monografia nuovo stile storiografico.

Bellum Catilinae (De Catilinae coniuratione) = monografia storica, la cui stesura fu nel

43-40 a.C.

Illumina il punto più acuto della crisi e delinearsi di un pericolo sovversivo ignoto da

stato romano.

Libro 1-4 proemio in cui tratta dell’”archeologia”, che, con ispirazione

 

tucididea, traccia una rapida storia dell’ascesa e decadenza di Roma causa

da distruzione di Cartagine.

Libro 5 -18 ritratto di Catilina: la personalità corrotta è messa a fuoco sullo

 

sfondo generale della decadenza dei costumi romani, dovuta all’accrescersi

della potenza dell’impero e al dilagare del lusso e delle ricchezze. Approfittando

della degradazione morale, Catilina raggruppa intorno a sé personaggi che, x

sfuggire alla miseria o ai tribunali, auspicano un cambiamento di regime.

Libro 19-25 la nobilitas affida il consolato ad Antonio e a Cicerone. Catilina

 

continua i suoi preparativi, estendendoli a tutta Italia. Grazie ad un suo accolito,

15

Manlio, raduna a Fiesole un esercito composto da disperati e gente nella

miseria.

Libro 26-36 Catilina, sconfitto nelle elezioni consolari, compie alcuni attentati

 

alla vita di Cicerone, che vanno a vuoto. Cicerone, l’8 novembre 63 accusa

Catilina in senato (I Catilinaria). Egli fugge da Roma e va da Manlio e il suo

esercito = entrambi giudicati nemici pubblici dal senato.

Libro 37-39 Sallustio denuncia la degenerazione della vita politica romana nel

 

periodo che va dalla dominazione di Silla alla guerra civile tra Cesare e Pompeo,

la condanna coinvolge in modo pari le due parti in lotta (populares e i fautori del

senato) la condanna del “regime dei partiti” è coerente con le aspettative che

Sallustio ripone in Cesare, il quale ristabilirà l’ordine della res publica e

rinsalderà la concordia tra i ceti possidenti. Il personaggio di Cesare, viene

parzialmente deformato da Sallustio, purificato da ogni contatto e legame con i

catilinari (era capo dei populares).

Libro 40-52 Cicerone ottiene prove tangibili del complotto, fa incarcerare i

 

complici di Catilina rimasti in città dopo che Decimo Giunio Silano si è

pronunciato per la condanna a morte, si contrappongono i discorsi di Cesare

(chiede una pena più mite) e Catone il Giovane (necessità condanna a morte).

Libro 53-54 averne riportato i discorsi, Sallustio introduce un parallelo

 dopo

tra Cesare e Catone, due personaggi dalle virtù opposte e complementari, i soli

grandi uomini del tempo. L’idea del confronto nata da polemica su Catone che si

era sviluppata dopo il suo suicidio in Utica, Sallustio sembra essere stato il

primo a tentare una riflessione serena, che approda a una sorta di ideale

‘conciliazione’ tra i due personaggi = entrambi positivi per lo stato romano.

Cesare liberalità, munificentia, misericordia + infaticabile energia che sorregge

brama di gloria;

Catone virtù radicate nella tradizione, integras, severitas, innocentia.

Libro 55-61 complici vengono giustiziati, Catilina tenta di rifugiarsi nella Gallia

 

Transalpina, ma intercettato dall’esercito combattimento presso Pistoia

(gennaio 62) morte Catilina.

Bellum Iugurthinum = II monografia storica (114 capitoli) in cui vuole mettere in luce

le responsabilità della classe dirigente aristocratica, corrotta, nella crisi dello stato

romano guerra vs Giugurta (tra 111 e 105) prima resistenza vittoriosa dei

 

populares.

Giugurta, dopo essersi impadronito col crimine del regno di Numidia, aveva corrotto

col denaro gli esponenti dell’aristocrazia romana inviati a combatterlo in Africa, ed era

riuscito a concludere una pace vantaggiosa.

Metello, inviato in Africa, ottiene successi notevoli, ma non decisivi: Mario,

luogotenente di M, ottiene il permesso di recarsi a Roma per presentare la candidatura

al consolato eletto console nel 107 portare a termine la guerra in Africa arruola

  

i capite censi (proletari privi di averi).

Fine guerra re di Mauritania, Bocco, tradisce Giugurta, suo precedente alleato, e lo

consegna ai romani.

Guerra vs usurpatore numida sullo sfondo della rappresentazione della degenerazione

della vita politica: l’opposizione antinobiliare rivendicava, vs nobiltà corrotta, il merito

della politica di espansione, difesa del prestigio di Roma.

Al centro dell’opera excursus che indica il “regime dei partiti” (mos partium et

factionum) la causa prima della dilacerazione e della rovina della res publica,

condanna più sfumata che nel Bellum Catilinae.

Bersaglio principale è la nobiltà condanna solo gli eccessi nella politica dei Gracchi e

trascura l’ala dell’aristocrazia favorevole a un impegno attivo nella guerra e incline alla

politica di imperialismo espansionistico.

Linee della politica dei populares nei protestare vs politica inconcludente del

discorsi del tribuno Memmio x senato popolo vs arroganza

 16

dell’oligarchia dominante; enumera una nuova aristocrazia (della virtus),

mali del regime aristocratico: che si fonda sui talenti naturali si

tradimento degli interessi della res richiama ai valori antichi che hanno

publica e dilapidazione denaro pubblico; fatto la grandezza di Roma + esprime

da Mario quando convince la plebe ad l’aspirazione della élite italica a

arruolarsi in massa affermazione di

 maggiore partecipazione del potere

giudizio negativo di S x arruolamento dei capite censi

Per Sallustio i due discorsi sono rappresentativi dei migliori valori etico-politici espressi

dalla ‘democrazia’ romana nella lotta vs nobiltà.

Giugurta ammirazione x energia indomabile, segno della virtus anche se corrotta.

Sua personalità è rappresentata in evoluzione: la sua natura non è corrotta dall’inizio,

ma diventa tale durante assedio di Numazia, da nobili romani. È solo un tiranno

perfido, ambizioso e privo di scrupoli.

Historie

Le indicano il passaggio dalla forma ristretta della monografia alla narrazione

storica di ampio respiro, trattava in 5 libri gli avvenimenti dalla morte di Silla (78) al

67, continuando l’opera omonima di Cornelio Sisenna. Opera rimasta incompiuta per la

morte dell’autore, a noi sono giunti solo 4 discorsi e

2 lettere

di Mitridate di Pompeo

dalle parole del sovrano orientale che combatté lungamente vs i Romani, affiorano i

motivi delle lagnanze dei popoli soggiogati e dominati da Roma Roma porta guerra

alle nazioni solo x inestinguibile sete di ricchezze e potere.

Nelle Historie la corruzione dei costumi dilaga senza rimedio; a parte poche nobili

eccezioni (Sertorio); sulla scena politica si affacciano avventurieri, demagoghi e nobili

corrotti. Pessimismo sallustiano dopo uccisione di Cesare lo storico non ha più parte

dalla quale schierarsi e non aspetta salvatore.

Influenzerà molto la cultura di età augustea.

Epistulae ad Caesarem senem de re publica

Opere spurie sono considerate le due

(opere trasmette anonimamente in un codice che contiene lettere e discorsi trasmessi

dalle opere antiche di Sallustio, stile eccessivamente arcaizzante: irrisione violenta di

l’Invectiva in

Cicerone e suggerimenti a Cesare per restituire pace e libertà), e

Ciceronem (autore probabile sia un retore di età augustea).

Sallustio si nutrì di Tucidide e di Catone il Censore, elaborò uno stile fondato

sull’inconcinnitas (contrario della ricerca ciceroniana di simmetria, rifiuto discorso

ampio e regolare).

Uso frequente di antitesi, asimmetrie e variationes di costrutto dinamismo

 

inquieto e vigoroso controllo effetto di gravitas austera, meditata essenzialità

di pensiero;

Ricca patina arcaizzante, non solo x scelta parole desuete, ma anche ricerca di

 concatenazione delle frasi che è di tipo paratattico pensieri si

giustappongono l’uno all’altro come blocchi autonomi di una costruzione

Asindeti, omissione di legami sintattici, allitterazione

 Condensazione del discorso, reso essenziale, parole quasi ridondanti con effetto

 di intensità

Andamento spezzato è anticonvenzionale, lessico e sintassi contrastano con

 processo di standardizzazione che stava verificandosi nel linguaggio letterario.

Rinuncia degli effetti drammatici tipici della storiografia ‘tragica’.

 TITO LIVIO

 (cognomen ignoto)

Da giovane Livio aveva composto dialoghi storici-filosofici e altre opere filosofiche, ma

sono andati perduti. La fama di Livio è legata alla parte sopravvissuta della sua opera

Ab Urbe Condita libri

storica: i 142 libri di (27/25 a.C-17 d.C.) sono una grande storia di

17

Roma dalla sua fondazione all’epoca contemporanea, sono conservati i libri 1-10 e 21-

45 + scarsi frammenti degli altri libri, celebri quelli relativi alla morte di Cicerone.

Narrazione iniziava dalle origini mitiche di Roma con la fuga di Enea da Troia e arrivava

alla morte di Druso, figliastro di Augusto, oppure fino alla disfatta di Varo a Teutoburgo,

avvenuti entrambi nel 9 d.C.

Libro 1-10 = “prima decade” = avvenimenti più antichi fino III guerra sannitica

 (293 a.C.). Fonti prese dagli annalisti (Valerio Anziate, Licino Macro, Claudio

Quadrigario)

Libro 21-45 = “terza e quarta decade e metà della quinta” = da II guerra punica

 (218 a.C.) fino al termine con la guerra vs Macedonia (167 a.C.). Per espansione

di Roma in Oriente: annalisti + storico greco Polibio.

Perìochae

Dei libri perduti si sono conservate le cosiddette = brevi riassunti

 composti tra III e IV d.C., forse sulla base di precedenti epitomi, o ‘compendi’

dell’opera liviana.

Ritorno alla struttura annalistica che aveva caratterizzato fin dall’inizio la storiografia

romana, rifiutando l’impianto monografico delle prime opere di Sallustio: la narrazione

di un’impresa si estende per l’arco di un anno, al compiersi del quale viene sospesa

mentre ha inizio la narrazione di altri avvenimenti contemporanei.

Livio pubblicò la propria opera per gruppi di libri comprendenti periodi distinti,

premettendo dichiarazioni introduttive ad alcuni libri con i quali si apriva un nuovo

ciclo. Celebre è il proemio che apre la terza decade che contiene la narrazione della II

guerra punica.

Lettori mostravano più interesse per le vicende più recenti, soprattutto per la

narrazione della crisi politico-sociale dalla quale era emerso il principato augusteo.

Mancata consultazione di documenti di prima mano + assenza di vera critica delle

fonti + scarso interesse x problemi economici e sociali + incapacità di tracciare una

chiara linea dell’evoluzione costituzionale dello stato romano + deformazioni

intenzionali della realtà storica

idealizzazione del popolo romano caratterizzazione negativa nemici di

Roma

Dalla praefatio traspare una consapevolezza acuta della crisi di Roma, ma che lo

storico considera risolta felicemente Livio era estraneo a tutta quella parte

dell’ideologia augustea che insiste sul valore ‘carismatico’ del principato,

presentandolo come la realizzazione di una nuova età dell’oro, ma nella vittoria di

Augusto non riusciva a scorgere il rimedio miracoloso che aveva estinto i germi della

corruzione per sempre la corruzione e decadenza dei costumi erano arrivate anche

in Roma ma più tardi.

All’edificazione dell’impero di Roma hanno validamente cooperato sia la fortuna non

diversa dalla provvidenza divina, sia la virtus del popolo romano (forza morale).

Forse epoche più recenti segnate da un maggiore pessimismo ciò che in Livio

appare come orgoglio nazionalistico, costante esaltazione e abbellimento delle gesta

romane = dovuto alla generale tendenza di idealizzare il passato.

La narrazione risulta scorrevole e variata = lactea ubertas = scorrevole e pastosa

fluidità della sua prosa, che reagisce alla brevitas e all’inconcinnitas sallustiane

recuperando un periodare ampio e armonico.

Livio sa variare i registri stilistici in base alla materia e alla narrazione: nella prima

decade solenne antichità degli eventi gusto arcaizzante e uso parole e struttura

 

linguistiche poetica; nelle parti successive canoni del nuovo classicismo.

Uso della tecnica oratoria inserendo discorsi diretti (pensieri di singoli individui) e

indiretti (forma espressiva capace di evocare stati d’animo segreti di folle e gruppi di

persone).

Largo spazio alla drammatizzazione del racconto = famosi i drammi scene ricche di

pathos, di Lucrezia, leggendaria eroina della Roma arcaica, e di Sofonisba, nobildonna

18

cartaginese figlia di Asdrubale e sposa di Massinissa che preferì bere il veleno

piuttosto che cadere preda dei Romani mostrare qualità morali e mentali che hanno

impatto decisivo sugli avvenimenti: sentimenti di popolo o di folla, pensieri e desideri

di personaggio, sue incertezze psicologiche e i suoi calcoli… scrivere la storia è far

vivere gli uomini che la fanno.

Drammatizzazione anche nei racconti delle battaglie e resoconti dei dibattiti nel

senato.

PUBLIO/GAIO CORNELIO TACITO

Nel 100 d.C. sostenne con Plinio il Giovane l’accusa di malversazione vs il proconsole

d’Asia Mario Prisco. Agricola

Il primo opuscolo storico è (De Vita et moribus Iulii Agricolae), composto nel

98, alla fine della tirannide di Domiziano: si tratta di una monografia dedicata alla

figura del suocero Giulio Agricola, morto nel 93, principale artefice della conquista di

gran parte della Britannia sotto il regno di Domiziano. Per il tono encomiastico si

richiama allo stile delle laudationes funebri, vi sono anche digressioni geografiche ed

etnografiche sulla Britannia. È anche un panegirico. Tacito mette in rilievo come egli

avesse saputo servire lo stato con fedeltà, onestà e competenza anche sotto un

pessimo principe come Domiziano = anche sotto la tirannide è possibile seguire la via

mediana. Germania

Gli interessi etnografici sono al centro della (De origine et situ

Germanorum), scritto nel 98 quando Traiano, già succeduto a Nerva, si trovava sul

fronte germanico. È l’unica testimonianza di una letteratura etnografica, le cui notizie

derivino da fonti scritte, non da osservazione diretta. L’intento è l’esaltazione di una

civiltà ingenua e primordiale, non ancora corrotta dai vizi raffinati di una civiltà

decadente contrapposizione dei Barbari, ricchi di energie, e i Romani.

Indomita forza e valore guerriero x sottolinearne la pericolosità per l’impero

servilismo e corruzione

enumerazione di difetti di popolo barbarico = indolenza, passione per il gioco,

ubriachezza, risse e crudeltà.

Capitoli 1-27 usi e costumi dei Germani in generale;

 

Capitoli 28-46 singole popolazioni.

 

Con le sue opere storiche, Tacito ci ha lasciato una narrazione del principato che va

dalla morte di Augusto nel 14 d.C. fino alla morte di Domiziano nel 96: voleva narrare

gli anni dalla tirannide di Domiziano, fino alla libertà recuperata sotti i regimi di Nerva

e Traiano. La materia è ripartita in due opere:

Historiae, in 12/14 libri, composte tra 100-110 la prima parte che ci è rimasta

contiene la narrazione degli eventi degli anni 69-70, periodo cupo: dal regno di Galba

fino alla rivolta giudaica, l’opera nel suo complesso doveva estendersi fino al 96. Nel

proemio Tacito afferma di riservare per la vecchiaia la trattazione dei principati di

Nerva e Traiano.

Libro 1 narrazione del breve regno di Galba, uccisione di quest’ultimo e

 

l’elezione all’impero di Otone. In Germania le legioni acclamano imperatore

Vitellio.

Libro 2-3 lotta fra Otone e Vitellio (sconfitta e suicidio del primo) e lotta di

 

Vitellio e Vespasiano. Acclamato imperatore Vespasiano lascia in Oriente il figlio

Tito ad affrontare i giudei e, cattura e uccide Vitellio a Roma.

Libro 4 sacco di Roma da parte dei soldati flaviani e dei tumulti vs Vespasiano

 

in Gallia e in Germania.

Libro 5 mutilo, si arresta al cap.26, dopo excursus sulla Giudea dove si trova

 

Tito, tratta degli avvenimenti in Germania. 19

69 4 imperatori in un anno principe eletto altrove che a Roma, poiché la sua forza

 

si basava sull’appoggio delle legioni di stanza = Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano

Si era scelto come successore Pisone Roma Germania Oriente

Nerva si era associato nel governo Traiano.

Lo stile narrativo ha un ritmo vario e veloce, Tacito è maestro nella descrizione delle

masse e dei componenti del senato, caratterizzati da malizia sottile. Natura umana

dipinta in toni cupi.

La tecnica tacitiana del ritratto mostra affinità con Sallustio: Tacito si affida alla

inconcinnitas, sintassi disarticolata, strutture stilistiche slegate x incidere nel profondo

dei personaggi; ama le ellissi dei verbi e congiunzioni, costrutti irregolari e cambi di

soggetto x conferire varietà e movimento alla narrazione. Annales

Terminate le Historiae, la sua indagine si rivolse più addietro, ed egli, negli

raccontò della più antica storia del principato, dalla morte di Augusto (14 d.C.) a quella

di Nerone (68). La data scelta da Tacito per l’inizio degli Annales ha fatto supporre che

egli intendesse la sua opera come prosecuzione di quella liviana (Ab Urbe condita) che

richiama il titolo presente nei manoscritti tacitiani (Ab excessu divi Augusti).

Degli Annales si sono conservati i libri 1-4, un frammento del 5 e parte del 6 da

morte di Augusto (14 d.C.) a quella di Tiberio (37 d.C.); i libri 11-16 regni di Claudio

(da anno 47) e di Nerone. Si arresta per noi all’anno 66.

Libro 1-4 vicende interne ed esterne di Roma (ascesa e caduta di Seiano, fino

 morte Tiberio + successi di Germanico in Germania, i suoi contrasti con Pisone);

Libri 11-12 anni 47-54, seconda metà principato di Claudio e ascesa di

 Nerone;

Libri 13-16 regno di Nerone

Mantiene la tesi della necessità del principato, ma l’orizzonte sembra essersi incupito.

Storia del principato è anche la storia del tramonto della libertà politica

dell’aristocrazia senatoria, coinvolta in un processo di decadenza morale e di

corruzione.

Uso lessico arcaico e solenne, ricco di potenza, sono meno eloquenti e scorrevoli, più

concisi e austeri. Si accentua il gusto della inconcinnitas, ottenuta attraverso la

variatio = allineando espressioni che ci si attenderebbe parallela, ed è diversamente

strutturata. Le disarmonie verbali riflettono la disarmonia degli eventi e le ambiguità

nel comportamento umano.

Abbondano le metafore violente e l’uso audace delle personificazioni.

Il Dialogus de oratoribus, di poco successivo al 100, si pensa sia stato scritto dopo

Agricola e la Germania.

Il periodare ricorda il modello neociceroniano, forbito ma non prolisso, cui si ispirava

l’insegnamento della scuola di Quintiliano, che non la severa e asimmetrica

inconcinnitas delle maggiori opere storiografiche di Tacito. Forse è il prodotto giovanile

di un Tacito legato alle predilezioni classicheggianti.

Esso riferisce una discussione, che si immagina avvenuta nel 75 o 77, e a cui Tacito

afferma di aver assistito, tra 4 oratori dell’epoca: Curiazio Materno, Marco Apro,

Vipstano Mesalla e Giulio Secondo.

Marco Apro rimprovera a Materno di tralasciare l’eloquenza x dedicarsi alla

 poesia drammatica

Discussione Materno sostiene il primato della poesia e Apro dell’eloquenza

Dibattito sulla decadenza dell’oratoria, attribuita da Mesalla all’educazione

 moderna e da Materno alla fine della repubblica e di quell’anarchia che offriva

libero campo ai conflitti non verbali

Tacito non esprime direttamente il proprio punto di vista, ma sembra d’accordo con le

opinioni espressa da Materno ma il riconoscimento della necessità del principato non

esclude espressioni rassegnate e la sfiducia in un recupero della grande eloquenza

repubblicana. 20


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto autori per l'esame di letteratura latina.
La poesia arcaica: Livio Andronico, Ennio, Nevio
La commedia: Plauto e Terenzio La poesia nell'età di Cesare: Catullo e Lucrezio
La storiografia: Catone, Cesare, Sallustio, Tito Livio, Tacito Cicerone
La poesia nell'età augustea: Orazio, Virgilio, Ovidio
I saperi eruditi e tecnici: Varrone, Vitruvio, Plinio il Vecchio
La letteratura dell'età neroniana: Seneca e Lucano Plinio il Giovane Il romanzo: Petronio e Apuleio


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei beni culturali
SSD:

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