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Letteratura latina medievale

Isidoro di Siviglia

† 636: Figura più rilevante della Spagna visigotica, succede al fratello sulla cattedra episcopale e del fratello prosegue il vigoroso impegno nella conversione definitiva al cattolicesimo e l'azione normativa, curando la raccolta dei Canona Hispana, vera fonte del diritto visigotico.

Isidoro compone opere di tipo grammaticale (De differentiis verborum, Synonymorum libri duo); esegetico (Quaestiones in Vetus Testamentum, Allegoriae quaedam Sacrae Scripturae); teologico (Sententiarum libri tres, De ecclesiasticis officiis, De fide catholica contra Iudaeos); storico (Historia Gothorum, Vandalorum, Sueborum, con questo testo capiamo come Isidoro abbia superato la contrapposizione fra romano e goto); erudito (De viris illustribus, De natura rerum).

Ma l'opera di gran lunga più importante sono i venti libri delle Etymologiae (o Origines), una vera e propria summa dello scibile umano, che ha svariate fonti, antiche e tarde, pagane e cristiane, poetiche e in prosa, letterarie e scientifiche.

Si tratta di una proposta organica e funzionale alla formazione delle nuove generazioni e dei nuovi ceti dirigenti. Gli argomenti sono introdotti e trattati partendo da definizione e etimologia: stabilisce quindi un legame forte fra nomen e res.

Isidoro vuole così conservare e trasmettere conoscenze concrete, senza alcun spirito polemico, con una trattazione semplice e chiara, narrando i fatti scevri da critiche e passioni. Insieme a Boezio e Cassiodoro, egli fonda la cultura medievale, fusione di latinità, cristianesimo e germanesimo.

Gregorio di Tours

(Clermont-Ferrand 538): Vescovo dal 573 al 594, è ritenuto il padre della storiografia francese.

  • Historia Francorum: Fonte ricchissima per la storia della Gallia altomedievale ma che mostra una padronanza scarsa della lingua latina. In dieci libri, tratta le vicende che vanno da Adamo al 591. La storia, per Gregorio, è un succedersi ininterrotto di crudeltà, ferocia, assassini, usurpazioni, misfatti, e al tempo stesso di azioni eroiche, martiri, opere di bontà e amore del prossimo. Non sono però assenti gli episodi marginali, beghe di cortile, che denotano un restringimento degli orizzonti storiografici: non più l'Impero, ma la Gallia o la sola Tours.
  • Liber de cursibus ecclesiasticis: È un curioso trattato relativo agli obblighi liturgici dei religiosi per quanto riguarda la recita delle preghiere notturne, che vanno cadenzate secondo il sorgere delle stelle e il loro corso. La sua finalità non è scientifica: vuole legare sempre più la giornata dell’uomo di Chiesa con la contemplazione continua del mistero divino.
  • Miraculorum libri octo: Il primo libro, sui miracoli di Cristo, degli apostoli e di alcuni martiri, fa emergere una forma di cristianesimo superstizioso e popolare; il nucleo centrale (III-VI) narra le virtù di San Martino, senza un elevato livello retorico (d’altronde anche Gesù era circondato di persone umili); l’VIII libro, le Vitae patrum, sono delle biografie di santi contemporanei e conterranei di Gregorio. L’opera si chiude con una severa autocritica sulle proprie capacità di scrittore.

Severino Boezio

(480-525): Di famiglia nobile (gens Anicia), il suo brillante cursus honorum lo porta a essere console nel 510 e magister officiorum di Teodorico nel 523. Accusato poco dopo di tramare contro il regno goto, viene giustiziato, a testimonianza del fallimento della politica di avvicinamento e convivenza pacifica tra romani e goti.

Boezio progetta un grandioso programma culturale: rendere latina la filosofia, traducendo Aristotele e Platone. Nonostante fallisca nel suo intento, ci lascia un grande corpus:

  • Traduzioni: Molti testi di logica aristotelica, come le Categoriae, De interpretatione, Topica, Analytica priora e posteriora, Sophistici elenchi.
  • Commenti: All’Isagoge di Porfirio, Categoriae e De interpretatione di Aristotele, Topica di Cicerone.
  • Opere originali: De institutione arithmetica, De institutione musica, Ars geometriae et arithmeticae; De divisione, De differentiis topicis; De trinitate, De fide catholica, Liber contra Eutychen et Nestorium.

Il progetto Boeziano riguarda dunque il “traghettamento” di tutta la sapientia antica nel nuovo mondo, latino, cristiano e germanico. Egli dota la filosofia medievale degli elementi di base della sua componente razionale: da un lato, l’utilizzo, nella prosa scientifica e filosofica, di un linguaggio molto tecnico, sia nel lessico che nella sintassi; dall’altro una presenza del razionalismo e della dialettica molto forte. Boezio è anche l’inventore del termine “quadrivio”, che indica le quattro discipline scientifiche del secondo ciclo di istruzione.

L’opera di gran lunga più famosa e fortunata, redatta in carcere a Pavia, è il De consolatione philosophiae, un dialogo platonico in prosimetro diviso in cinque libri. La prosa ha la funzione di raccontare i fatti (la sua vicenda umana e intellettuale), la poesia funge da commento lirico commosso ed esaltato. A Boezio, che si lamenta della perdita dei beni terreni, compare, sotto le sembianze di una solenne matrona, la Filosofia. Ella ricorda al prigioniero che i beni terreni sono fortunosi e volatili, che il vero unico bene è Dio. Si tratta quindi di un testamento spirituale redatto in un latino semplice e al contempo dotto e ricco di reminiscenze classiche.

Cassiodoro

(485-580): Di illustre famiglia calabrese, ha una carriera politica altalenante, ma ricopre il ruolo di magister officiorum per Teodorico dal 523 e cariche rilevanti nel 533 con la regina Amalasunta. Si ritira nel 538 e, presi i voti religiosi, fonda in Calabria il monastero Vivario, in cui si dedica ad un importante programma culturale.

Egli è, insieme a Boezio e Isidoro di Siviglia, l'intellettuale che più di tutti promuove e rende possibile concretamente la trasmissione del sapere antico al Medioevo. La biblioteca di Vivario è una vera arca del tesoro: vi vengono copiati e conservati, riassunti e divulgati, testi antichi greci e latini, sia sacri che profani.

Nel 538, Cassiodoro pubblica le Variae, raccolta di 468 lettere redatte, in qualità di cancelliere regio, in un latino elegante e ricercato, con struttura altamente ufficiale e formalizzata. Un modello, con le sue formulae, di stile cancelleresco insuperato. Perduta è l’Historia Gothorum, in cui viene espresso l’utopistico ideale politico di fusione fra goti e romani. Scrive poi una Historia ecclesiastica tripartita, i Chronica e il De anima (per quanto riguarda chiesa e teologia). Nell’Expositio Psalmorum, commenta i Salmi verso per verso, con annotazioni grammaticali e retoriche, mantenendo un ordine proprio della didattica.

Ritiratosi a Vivario, è come se Cassiodoro tentasse di dar vita a quel progetto di “università cristiana” che avrebbe voluto creare in Roma. In Cassiodoro si realizza la simbiosi fra monachesimo e cultura romano-cristiana. Nascono così le Institutiones, manuale indirizzato ai suoi monaci per l’istruzione di base. Il primo libro riguarda l’apprendimento e l’insegnamento delle divinae litterae, il secondo quello delle saeculares litterae. Su questa linea si inserisce anche il De orthographia, opera grammaticale contenente una serie di norme a uso soprattutto dei monaci, affinché trascrivessero correttamente i testi degli autori antichi (il testo risulta così importante anche per capire gli errori più frequenti degli scribi del secolo VI).

Gregorio I Magno

(535-604): Nato da nobilissima famiglia romana, diventa prefetto di Roma nel 570 ma si ritira presto nel monastero a sant’Andrea sul Celio. Torna a Roma nel 585, e nel 590, alla morte di Pelagio II, viene eletto pontefice a furor di popolo. La situazione politica è complicata: Gregorio non può appoggiarsi né a un re germanico, né all’imperatore bizantino. Così riorganizza le strutture amministrative della Chiesa, gettando le basi del futuro potere temporale e della capacità amministrativa e gestionale eccellente della Chiesa. Una sua grande vittoria fu la conversione dei longobardi al cattolicesimo, frutto della sua incessante azione evangelizzatrice verso i...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/08 Letteratura latina medievale e umanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gerson Maceri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina medievale e umanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Pittaluga Stefano.
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