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L'età delle origini: 753 a.C. - 241-240 a.C.

Il contesto storico

Il periodo delle origini della letteratura latina comprende convenzionalmente l'intervallo di tempo che va dalla fondazione di Roma, tradizionalmente fissata nel 753 a.C. da parte di Romolo, fino al 241-240 a.C., anni in cui termina la I guerra punica, con cui Roma assunse il dominio dell'intera penisola italica. In questo periodo nasce la letteratura propriamente detta: nel 240 a.C., infatti, Livio Andronico, liberto di stirpe greca, fece rappresentare il primo dramma teatrale della latinità.

Subito dopo Romolo, la memoria tardo-repubblicana indicava altri sei re:

  • Numa Pompilio, al quale la tradizione attribuisce l'origine dei più antichi sacerdozi della città, come quelli dei flamines specializzati nel culto delle divinità maggiori.
  • Tullo Ostilio, al quale è attribuita la conquista di Alba Longa nel VII secolo.
  • Anco Marcio, nipote di Numa Pompilio, che viene ricordato per aver stabilito i compiti dei Feriali, collegio di sacerdoti che celebravano i riti preparatori della guerra in modo che di fronte agli dèi essa si configurasse come un evento giusto.
  • Tarquinio Prisco, sotto il quale fu costruito sul Campidoglio il tempio di Giove Capitolino, uno dei più grandi templi dell'epoca, e il Comizio, luogo delle assemblee politiche del popolo.
  • Servio Tullio, uno schiavo che è passato alla storia per aver introdotto a Roma la falange oplitica a ranghi compatti e con armamenti pesanti e il censo, il quale attribuiva ai cittadini diritti e doveri in base alla loro ricchezza.
  • Tarquinio il Superbo, al quale la tradizione attribuisce un comportamento tirannico, ostile sia al Senato che alla plebe. In realtà egli voleva solo una forma più moderna dello stato, nonché una monarchia tirannica.

La tradizione prevede, quindi, da un lato quattro re alternativamente latini e sabini e dall'altro una successione di tre re di origine etrusca, sui quali essa è storicamente più attendibile, visto che alcune cronache avevano registrato i loro avvenimenti.

Dopo la cacciata dei Tarquini, nota come "regifugium", ebbe inizio l'era repubblicana, della cui costituzione fu artefice Lucio Giunio Bruto (510-509 a.C.): l'originario regnum ereditario e personale fu sostituito dalla "res publica", parola con cui erano designati tutti i fattori pubblici che creavano l'aggregazione sociale, come per esempio i magistrati (due consoli e due questori), i sacerdoti, i comizi, i templi, gli spazi per l'attività politica (Foro) e per le esercitazioni militari (Campo Marzio), l'ager publicus (terre pubbliche che potevano essere assegnate in usufrutto ai privati), ecc.

L'istituzione della Repubblica produsse la nascita di un complesso sistema costituzionale e magistratuale, che aveva i suoi cardini nella annualità e nella collegialità delle cariche per evitare l'accumulo di troppi poteri in un'unica persona:

  • La massima autorità dello Stato erano i due consoli, i cui poteri in casi di emergenza erano sospesi e affidati a un dittatore che rimaneva in carica per una durata massima di sei mesi.
  • I pretori erano addetti all'amministrazione della giustizia.
  • Gli edili avevano la supervisione sulle strade, sugli edifici e sui mercati.
  • I questori provvedevano all'amministrazione finanziaria.
  • Il Senato era l'organo deliberativo e legislativo che controllava la politica estera e le finanze dello Stato.
  • I tribuni della plebe erano una magistratura di carica annuale creata per attenuare la contrapposizione fra patrizi e plebei.

Mentre alle altre magistrature spettava solo la "potestas", ovvero il potere civile, consoli, dittatore e pretori erano magistrati forniti anche di "imperium", cioè del potere di imporre la volontà formulata a nome dello stato entro i limiti segnati dalle leggi, di comandare l'esercito e di decidere sulla vita o sulla morte dei soldati ovviamente al di fuori del Pomerio (confine sacro di Roma).

Il clima culturale

L'influsso greco-ellenistico

Il motivo principale per cui la letteratura latina nacque ben cinquecento anni dopo la fondazione della città risiederebbe nel fatto che Roma rimase per molti secoli uno stato agricolo fondato su un'aristocrazia di piccoli proprietari terrieri in una società altamente militarizzata, e quindi di certo lontana dal desiderio di fare letteratura. Inoltre, il fatto che la città abbia avuto un periodo di relativo splendore sotto i Tarquini non favorì di certo una cultura latina originale, visto che essi erano sovrani etruschi. Pertanto, la letteratura latina poté nascere solo quando Roma ebbe il sopravvento sull'intera Italia peninsulare e quindi su molte città della Magna Grecia, che furono inglobate insieme alla loro cultura ellenistica.

I legami fra la cultura latina e quella ellenistica diedero vita in diversi ambiti a forme di contaminazione positiva: a Roma, per esempio, furono erette statue di Alcibiade e Pitagora; furono costruiti templi dedicati a divinità salutifere come Ercole, divinità protettrice dei traffici, dei mercati e degli incontri di popolazioni diverse, ed Esculapio o Asclepio, dio della medicina. Fu introdotto il culto di Dite e Proserpina con i Ludi Saeculares: secondo la tradizione, i Ludi Saeculares ebbero origine con un sabino chiamato Valesius. Quando i suoi bambini si ammalarono seriamente, lui pregò i propri dèi di curarli e una voce gli disse di portarli a Tarentum e di dare loro da bere l'acqua del fiume Tevere, scaldata su un altare di Dite e di Proserpina, divinità.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

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