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LETTERATURA LATINA (I- Raccanelli)

LEZIONE 1

Virtus: (falso amico) ha avuto un significato diverso, in passato molto più legato alla guerra e alla

figura maschile (combattere valorosamente in guerra)

Le parole non sono mai neutre, ma portatrici di sistemi culturali diversi.

Dal latino abbiamo ereditato molto. Importante sono quindi la continuità e la discontinuità (questo fa

riflettere anche sulla nostra cultura) e i testi danno la possibilità di studiarle.

Dai testi devi capire la lingua, la cultura e la letteratura (prodotto di una cultura).

Devi comprare il volume dei capitoli dall’1 al 4, perchè poi l’altra parte dovrai farli in (p)

● Devi sapere ALMENO morfologia e sintassi di base (ripassare bene giornalmente), devi

● assimilare.

Attraverso i testi si impara a riconoscere la grammatica, a comprendere i testi e a tradurli.

Ci sono esercitazioni: ore settimanali non obbligatorie, dove viene fatto un esercizio di lettura,

comprensione e traduzione del testo che lei poi chiede all’esame “Le Catilinarie”; ci saranno delle

studentesse che ci aiuteranno a lavorare su questo tema. Dobbiamo passare a un autonomia dello

studio sul lavorare nel testo. Ci saranno 2 incontri settimanali nel pomeriggio vivamente consigliate

(perchè è sostegno poi per l’esame)

Ci sarà un'antologia (5 testi) messi poi su moodle in un particolare genere letterario, che verranno

poi spiegati durante la lezione. Sono esempi di un metodo di studio.

TESTI:

- un manuale di letteratura latina, ad es. “una sintesi !vedi tu! storica/Alberto Cavarzere..”

(2015, 2ed., editori Carocci) oppure anche quello di Gian Biagio Conte o di Bettini..

Metterà su moodle un'indicazione generale che ci permetta di selezionare i temi del manuale,

dato che sono tutti diversi. Lei chiederà gli autori (nel senso delle opere); il genere letterario

(che è utile) e la periodizzazione (inquadramento storico generale: bisogna capire le

dinamiche di fondo).

Lei ci indicherà gli autori fondamentali, imprescindibili nel momento in cui si va ad

insegnare a scuola e anche dei generi letterari.

- propedeutica al latino universitario: studiare solo i primi 4 capitoli. Questo libro affronta

approfondimenti riguardanti accento, pronuncia,.. etimologia (la metrica la studi nella parte

p)

- testi in moodle: brani solitamente di poesia, sia testo che commenti

- Le Catilinarie di Cicerone, contemporaneo o più vecchi Rizzoli a cura di Antonella..: orazioni

che Cicerone pronunciò contro il nemico pubblico/giovane della classe senatoria che stava

organizzando un colpo di stato. Lei ci chiede la traduzione di 3 di queste (affrontato nelle

esercitazioni)

Fra identità e alterità

“ ”: c’è un rapporto di continuità e di discontinuità.

possiamo partire da una parola: PIETAS, pietatis, parola che ha una valenza forte.

E’ derivato da Pius,a,um: pio, devoto; c’è anche il verbo Pio,as, avi,atum,are (in italiano si ha

espiare: ex-pio).

E’ un termine che ha significati diversi rispetto all’italiano. In antico “pietate o pietade”. In italiano

significa 1a (= come primo significato) sentimento di dolore, di compassione..è il sentirsi solidali con

chi soffre. Nel significato 2a significa rispetto verso il sacro, verso Dio, verso i genitori; 2b è una

devozione religiosa; 3 è l’immagine scolpita (es. Pietà di Michelangelo). 1

In latino Pius significa rispetto, devozione verso Dio, ma anche i genitori, quindi unisce entrambe le

sfere (definizione proveniente dalla voce pio in un dizionario)

Per Cicerone è l’amore doveroso nei confronti dei propri genitori, degli dei o verso la patria.

I Romani hanno una religione che è degli antenati, un culto degli antenati; quindi la pietas è un

sentimento che vincola a pratiche e rispetto verso sia i genitori viventi che gli antenati che sono

diventati dei familiari. La patria infatti è l’insieme dei patres: la repubblica romana infatti è fatta di

patres (titolo di rispetto per i senatori).

Quindi storicamente questa parola e questo concetto aveva significati specifici.

Non esiste un termine corrispondente italiano della parola pietas, generalmente viene tradotto come

“devozione”, ma ha molte sfumature…

Ad es. in latino per dire compassione si dice misericordia e non pietà (che significa saper

commiserare, capire l'infelicità degli altri).

Per memorizzare meglio dobbiamo ricordarci le famiglie di parole (es. miser, era, erum: misero…. se

mettiamo il suffisso “bilis,e” diventa miserevole…)

LEZIONE 2

Tra le lingue vi sono delle differenze.

Es. Debito e should vi sono delle differenze: da una parte visto in termini neutri (italiano) e dall’altra

parte in termini moralistici (tedesco).

Bisogna mettersi nella testa della persona di 2000 anni fa, dove le parole avevano significati

● diversi (es. “amicitia” nel mondo romano non è solo legame personale, ma è prima di tutto

una struttura di tipo istituzionale, come nel rapporto tra clienti e patroni). Non dobbiamo

mai dare per scontato nulla.

Osservazioni del lessico della famiglia

familia, -ae = famiglia, servitù

● pater familias, patria potestas

● familiaris, -e = familiare

● famula, -ae; famulus, -i serva; servo

● domus, -i = casa con tutto ciò che le appartiene, cose e persone (non la casa come edificio aedes,

● -is) casa, famiglia, patria

dominus, -i = patrone

● domina, -ae = padrona

● dominor, -aris, -atus sum, -ari = dominare, essere padrone di

● domesticus, -i = della casa, domestico, privato, nazionale (vs. estero)

Anche qui le parole sono dei falsi amici.

Familia, ae: famiglia, servitù. In Latino la famiglia comprende anche i servi oltre alla madre, padre e

figli come in italiano.

I familiari con i servi hanno in comune che sono tutti sotto il potere giuridico del pater familias (una

sorta di rex nella sua famiglia), dove il padrone ha la patria potestas, quindi ha il dominio su tutti i

membri della famiglia.

I Greci erano molto stupiti del fatto che i romani avessero diritto di vita o morte sui figli e anche il

diritto di vendere i figli. Soprattutto ciò che turbava i greci era che la patria potestas durava tutta la

vita del pater; il figlio era sempre sotto la potestà del pater (che alleanze politiche attivare, chi

sposare erano decisioni che dovevano far riferimento sempre al padre… quindi vi erano tensioni). Il

pater familias ha potere anche sui nipoti; i maschi della famiglia diventano padroni solo alla morte

del pater familias e vanno a sua volta a formare una loro domus. 2

Domus è la casa con tutto il dominio di cose e persone. La casa come luogo fisico è l’aedes,is.

Slide: vecchia moneta del II sec. dove si vede la dea Pietas e dall'altra parte un nome di un console e

una figura composta da Enea che porta il padre Anchise e forse dei lari

Altra slide: vi è sempre quest’immagine, con Cesare che era il diretto discendente di Enea secondo la

tradizione.

Altra immagine dettagli: affresco di Pompei dove si vede Enea che porta

Anchise, che ha una scatola in mano (il contenuto sono i Penati, gli dei della

casa), c’è il figlio di Enea.

Pietas è la devozione che ci porta a farci carico della nostra famiglia, è

l’amore per la propria stirpe: immagine di Bernini nella Galleria Borghese di

Roma dove si vedono Enea, Anchise e Ascanio.

La stirpe romana è patrilineare, quindi le donne hanno il compito di

riprodurre l’identità maschile poi basta.

Altra immagine: di Michelangelo Tondo Doni dove voi è una madonna che prende il bambino da san

Giuseppe

Altra immagine di Michelangelo

Slide di Tommaso “Sacra famiglia” con Madonna con bambino e San Giovannino e gli angeli.

Slide: Pietà di Michelangelo: ha un senso cristiano che non ha a che fare con l’esibizione della

sofferenza (pietas alla latina). E’ un'immagine di dolore.

Per il mondo romano è strano perchè c’è una donna che si fa “carico” del dolore e della sofferenza; a

Roma invece è il maschio a farsi carico… la madre rimane al di fuori. Vi sono culture diverse che

interpretano immagini in modo diverso.

LETTERATURA LATINA: ASPETTI PRELIMINARI/NODI PROBLEMATICI

Cicerone “Tusculanae disputationes”: testo latino e traduzione a fronte

.

siamo a metà del I sec. a.c. lui si interroga sulla storia della cultura e della letteratura latina. E’ un

grande avvocato e uomo politico ed è convinto che per esercitare tali ruoli bisogna essere colti.

Siamo nei dialoghi nelle Tuscolane (dialoghi svolti nella villa di Tuscolo??).

Per i Greci in passato era facile vincere i romani per cultura e letteratura perché i romani non si

impegnava e non si interessavano in questo.

- “Doctrina” è l’essere dotti, essere eruditi.. qui tradotta come cultura.

Si fa una cronologia sinottica:dal 753 i greci avevano avuto sia Omero che Esiodo, quindi la

fondazione della cultura e letteratura era precedente. I romani l’hanno appresa più tardi.

I Romani calcolavano gli anni a partire dalla fondazione di Roma e quindi si deve fare il calcolo:

753-510 e si arriva al 240/1 a.c.= sotto il consolato di (la carica è annuale e quindi nelle cronologie si

dice “nell’anno di …”.

Il Nucleo è: la letteratura latina ha una data di nascita ovvero il 241 con la rappresentazione di

● Livio Andronico.

In questo testo si vede l'atteggiamento di distacco dei romani nei confronti della cultura che viene

accolta più tardi. Quindi c’è la storia della cultura romana che si sviluppa attraverso forme

preletterarie.

Quindi per parlare di letteratura latina si inizia dalla Grecia (aspetto frustrante), ha una natura

derivativa da quella greca. voi è un rapporto molto vitale, ma c’è anche un attrito… i Greci sono stati

sconfitti, sono più deboli ma anche più forti nell’ambito culturale. 3

Testo di Tito Livio

Livio= (storico importante) che ha scritto una storia di Roma (dalla fondazione..) in epoca

augustea/tardo repubblicana.

Questo testo fa vedere qual'era la tradizione in cui si è innestato Livio Andronico (in età arcaica).

Siamo nel 364 a.c. ( a metà del 4 sec. a.c. in epoca arcaica), dove si parla di pestilenza (si cercano

tante soluzioni per farla finire).

Una di queste soluzioni era il “lettisternio”,quella di invitare a banchetto gli dei (allestire dei letti

per banchetto al quale venivano invitate le statue degli dei). Le occasioni pubbliche ovviamente non

finisce la fine della pandemia..

Tra gli altri mezzi per placare l’ira degli dei si istituiscono delle forme di spettacolo teatrale: “ludi

quoque scenici”.

Nel Circo massimo si tenevano i ludi circensi che per i romani sono degli spettacoli di tipo atletico

(corsa con i cavalli..) che sono forme di esercitazione e di una serie di abilità che servono ai guerrieri.

Quindi è strano perché loro erano abituati a fare spettacolo solo delle abilità della guerra.

Livio scriveva nel I sec. a.c. e quindi ha 3 secoli di distanza da qui: le sue testimonianze sono

generiche.

I primi ludi scenici, che arrivano nel 364, sono danze di ballerini etruschi al suono del flauto, dove

non vi è alcun testo, ma solo musica e danza.. questo è percepito come straniero, in quanto la cultura

romana è estremamente composita.

Poi abbiamo un'evoluzione, in quanto anche i giovani romani iniziano ad imitarli mettendo però la

voce e in questi testi ci sono “iocularia”, ovvero scherzi verbali molto piccanti in versi rozzi. In

seguito agli artisti indigeni venne dato il nome di “istrione”, interessante in quanto è un prestito

dall’etrusco.

Gli histriones non si scambiano più versi rozzolani con il passare del tempo. Ci sono forme di

spettacolo che si evolvono e iniziano a includere varie forme e tutto questo contribuisce alla satira

preletteraria.

Questo è il sistema degli spettacoli, inserito però all'interno del sistema cultuale (con le divinità).

A questa tradizione molti anni dopo arriva Livio Andronico che osò elaborare un dramma a soggetto

(indipendentemente che sia comica o satira), questo crea discontinuità. Crea un testo non

improvvisato, un dramma (trasposizione/traduzione di un dramma greco), una “fabula”.

Nel teatro romano delle origini i poeti scenici sono anche attori. Quindi gli autori sono

drammaturghi.

Livio Andronico era un uomo di teatro a tutto tondo, ha scritto la fabula e l'ha anche recitata (quindi

sia cantarla che danzarla). Quando gli manca la voce affida la parte vocale a un personaggio

secondario, un giovinetto, sostenuto da un flautista (il flauto era doppio).

Dopo Livio inizia ad esserci sia canto che dialoghi…

Concetto importante: ci sono delle forme di teatro professionistico che si sviluppano assieme o

contemporaneamente alle forme di spettacolo di dilettanti.

Quindi i romani sempre più si isolano in forme di dilettantismo dove tornano forme popolari, di

contrasti. Dall'altra parte ci sono i professionisti che si dedicano a forme di teatro alla “Livio

Andronico” con testo preordinato da imparare a memoria.

Quindi le dinamiche diventano anche sociali. I professionisti sono stranieri, greci o etruschi.

I cittadini romani sono dilettanti e quindi diventa vergogna esibirsi come professionisti, chi non

presta servizio a roma (es. esercito) diventa attore per professione. Quindi questo è un mondo

particolare, a parte, molto marginale, con “infames”: con persone squalificate moralmente che non

sono cittadini romani. Diventa un meccanismo di inclusione o esclusione sociale.

Si istituiscono poi delle forme di condanna moralistica nel mondo del teatro che troviamo poi anche

in seguito.

Questo testo è molto discusso. 4

Idee fondamentali per ragionare sulla storia della letteratura latina:

dislocazione temporale

1. : ci sono cinquecento anni in cui i romani non hanno letteratura

nasce

2. la letteratura latina all’interno del mondo dello spettacolo, dei ludi, che ha a che fare con

lo spettacolo, con la città e con il culto degli dei (per venerarli)

professionisti sono stranieri

3. è un mondo in cui i e hanno fama dubbia: sono molto

applauditi, ma nonostante tutto sono esclusi, non sono cittadini

4. i greci non sono all’altezza dei romani, ma culturalmente più forti

5. Livio Andronico era il primo autore/attore.

Ha un nome latino “Livius” (da cui viene anche la moglie di Augusto), ma ha anche un altro

nome: Andronico è un nome greco.

Quindi in realtà il nostro primo autore non è romano, ma viene dal mondo romanizzato che è

la Magna Grecia. Veniva da Taranto, conquistata nel 272, quindi probabilmente fu portato a

Roma.

Quindi lui è entrato nella gens Livia, è stato fatto schiavo da uno della gens Livia e

probabilmente viste le sue qualità avrà fatto il precettore dei figli di questa famiglia. Per i suoi

meriti sarà stato liberato e quindi divenne un liberto della gens livia. Lui non aveva i 3 nomi

come i romani, ma solo 2.

Quindi ha origine greca.

6. gli autori erano anche attori

7. nel mondo delle origini ci sono molti spettacoli popolari di origine italica legati

all’improvvisazione.

8. si nominano nel testo moltissimi popoli (greci, etruschi, osti..), vengono messe insieme cose

diverse

LEZIONE 3

Dobbiamo prendere appunti in cui sappiamo dare esempi, non dobbiamo ripetere ciò che ha detto la prof.

Dobbiamo studiare criticamente.

E’ un testo pieno di dati contraddittori, sfocati, ma da suggestioni.

- Valore denotativo: quando do la definizione di base di una parola

La pantomima è un genere che si sviluppa anche in roma arcaica, ma ha grande successo in età tardo

imperiale.

- Il termine “Histriones” ha anche un significato connotativo: fannullone

- “Fabula”: racconto, mito, fabula in senso tecnico-teatrale (dramma). Fabula non è

connotata, la posso usare sia per tragedia che commedia. Qui nel testo ha un senso specifico

teatrale.

Altri termini utili sono:

ludi scenici

● “ ”

Durante la pestilenza per placare gli dei per la prima volta nel 4 sec. si inseriscono all'interno della

tradizione dei ludi circenses, i ludi teatrali. “Scenici”: la scena è il palcoscenico dei giochi teatrali.

“Ludus”: nel dizionario c’è il sostantivo ludus e il verbo ludo.

Sostantivo “ludus”:

Nel significato primo di “ludus” c’è gioco divertimento e svago, gioco come piccolezza, nel contesto

erotico si intende gioco d’amore…

Nel secondo significato il gioco diventa scherzo, come scherzo in quanto azione o situazione

(quando parlo di gioco di parole dico “iocularia”: giochi di parole che i romani intrecciano durante

questi ludi). 5

I “ludis” li troviamo senza aggettivi successivi perchè sono gli spettacoli dei gladiatori, quindi

spettacoli pubblici.

Nel terzo significato indica dei modi di dire.

Nel quarto indica la scuola elementare.

I latini ritagliano il campo del “gioco” in modo diverso dal nostro.

La scuola cosa c'entra con il gioco? O i gladiatori cosa c'entrano?

"Ludo" vuol dire anche imitare, fare un'azione non sul serio ma imitandola, addestrarsi a fare

qualcosa per imitazione (es. l’attività del guerriero: l'allenamento é la forma non vera, si imita

l’azione quindi si parla di ludus).

Anche a scuola si imitano delle attività che saranno poi quelle che il giovane svolgerà. Nella scuola

romana si imitano i discorsi oratori, si fanno simulazioni di prova e questa può diventare di tipo

scherzoso, spettacolare, oggetto di divertimento.

Da Ludus

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher noemi.franchetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Raccanelli Renata.
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