Estratto del documento

Pacuvio (220 – 130 a.C.)

Marco Pacuvio nacque a Brindisi, città messapica di cultura osco-umbra. Visse prevalentemente a Roma dove, nel 204, si era trasferito suo zio, fratello di sua madre, Ennio. Novità: era cittadino di nascita libera, con una posizione sociale rispettabile. Fu in rapporto con personaggi collegati agli Scipioni, tra la generazione dell'Africano maggiore e Scipione Emiliano. Si sentiva continuatore dell'arte di Ennio.

Tragedie

Fu il primo a specializzarsi nella tragedia. Si conoscono una dozzina di titoli e frammenti per 450 versi. Ennio aveva preferito Euripide, mentre Pacuvio sembra aver preferito attingere a una gamma più articolata di modelli: Eschilo, Sofocle, Euripide.

Seleziona modelli greci e esplora vie nuove per affermare la propria personalità patetica e sensazionale:

  • Trame di storie meno note del mito greco
  • Azioni complesse e patetiche, movimentate
  • Grande capacità di sorprendere il pubblico con trovate sceniche spettacolari

Ricerca del patetico temperata dalla gravitas, quel senso di dignità e compostezza virile; virtù romana dell'autocontrollo. Grande spazio ai ruoli femminili. Una femminilità infelice, fragile o perseguitata. Interesse per questioni di carattere scientifico, filosofico e giuridico. Problemi di morale.

Nell' Armorum iudicium si mettono a confronto due possibilità di virtus, ciascuna con caratteristiche positive:

  • Valori antichi del guerriero forte e coraggioso
  • Valori moderni di prudentia, patientia, agilità intellettuale, capacità oratoria

Aiace vs. Ulisse. Interesse per la riflessione morale e gusto per le formulazioni pregnanti, cospargendo il dialogo di memorabili sentenze. Compattezza dell'azione drammatica messa in secondo piano rispetto a ampie pause narrative, che potevano avvincere il pubblico con colori e fascino di storie avventurose.

Ne restò l'immagine del doctus, forse per la conoscenza del mito più riposto. E per la forma espressiva assai elaborata insieme alla scarsa prolificità. Espressività arcaica:

  • Figure di suono
  • Abbondanza di sinonimi e attributi
  • Neologismi audaci

Cecilio Stazio (230/220-168 a.C)

Gallia Cisalpina. Periodo di fioritura 179 a.C. Terenzio è considerato suo grande erede.

Commedie

Abbiamo una trentina di titoli e 300 versi circa. Almeno una quindicina rimandano a originali di Menandro. Trasforma il canticum polimetrico in passo dialogato, ciò che era in Menandro.

Impegnata riflessività sui problemi umani, capace di farsi studio psicologico o sentenza memorabile, capace di commuovere. Arguzia dolce ed elegante, finezza psicologica, ironia, gusto di smentire l'elemento stereotipo nella caratterizzazione dei personaggi. Curiosità sui problemi educativi, possibili modelli contrapposti nel rapporto padre-figlio.

Lucio Accio (170-86 ca)

Lucio Accio, da genitori liberti. Dal 140, 139, comincia la sua fortuna di autore tragico a Roma dovendosi misurare con l'anziano Pacuvio. Fece un viaggio in Grecia e Asia, uso lanciato da Terenzio. Posizione di preminenza nel collegium poetarum: inizio II secolo una associazione di soli poeti probabilmente si era resa autonoma dal collegium scribarum histrionusque, riunendosi in una sede propria: il nuovo tempio di Ercole o delle Muse. Morì nell'86 ca, in tarda età: fu conosciuto dal giovane Cicerone.

Dalla tradizione ne abbiamo l'immagine di poeta sdegnoso, convinto dei propri pregi fino alla superbia. Forse anche a causa della sistematica avversione di Lucilio, polemico in generale con i contenuti e il linguaggio tragico. Critica dall'ambiente scipionico, i cui ideali illuminati di Humanitas non erano probabilmente condivisi dagli ambienti frequentati da Accio.

Ebbe comunque successo e entrò nella triade dei tragediografi classici: Ennio, Pacuvio, Accio. Dopo la fase aurea di Accio come la commedia, anche la tragedia si esaurirà rapidamente e resterà appannaggio di nobili dilettanti. Grande libertà nel trasporre gli originali che perciò a volte sono difficili da reperire.

Personaggi vigorosi, capaci di dominare la scena drammatica da soli. Il protagonista è il vero fulcro dell'opera. Ricorre spesso l'eroe caduto in disgrazia (“motivo di Telefo”) con l'accentuazione del confronto tra fasti passati e recente abiezione. Situazione estrema a lui cara.

Temi e personaggi che portano in auge la riflessione sul potere e sulle sue forme di esercizio. Nei suoi dialoghi serrata retorica che susciterà l'ammirazione di Quintiliano; stile che dimostra padronanza della strumentazione arcaica: allitterazioni, anafore, omoteleuti, accumulo di sinonimi in asindeto, paronomasie, figure etimologiche, ridondanze.

Neoformazioni che staccandosi dalla lingua parlata davano ai versi un tono sublime. Poeta-grammatico: dottrine e insegnamento. Studio di lingua e letteratura. C'era a Roma un corpus di antichi documenti e testi linguisticamente obsoleti bisognosi di essere interpretati e c'era da dare stabilità alla lingua letteraria latina in rapido mutamento. Esigenza di adeguare il latino al modello greco.

Adesso a Roma si disponeva di un primo corpus di opere e autori e Accio tentò di introdurre i primi principi di classificazione e studio della lingua letteraria. E sembra rivolgersi a un pubblico più vasto della stretta cerchia di specialisti mescolando discussioni di natura tecnico-erudita con esperienze, giudizi e polemiche personali.

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 8
Letteratura latina - Età Arcaica Pag. 1 Letteratura latina - Età Arcaica Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 8.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura latina - Età Arcaica Pag. 6
1 su 8
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/04 Lingua e letteratura latina

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ErikaErika di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Caldini Roberta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community