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Riassunto esame Letteratura Latina, prof. De Nonno, libro consigliato Il Punto su Virgilio, Serpa

Riassunto per l'esame di Letteratura Latina, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Punto su Virgilio, Serpa. Si descrive le principali caratteristiche stilistiche di Virgilio, gli elementi peculiari presenti nelle sue opere (economia dei personaggi, concentrazione degli eventi nel tempo, riduzione del già noto al minimo), le trasformazioni... Vedi di più

Esame di Letteratura latina docente Prof. M. De Nonno

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Per K. Le Bucoliche sono l'idealizzazione della vita estetica, l'immagine della pace dell'anima. La

felice solitudine pastorale e la musica appaiono l'unica salvezza dalle fatiche e dal dolore del

mondo.

Il processo di trasformazione dei valori dell'arte in valori della vita è più deciso e maturo nelle

Georgiche. Il soggetto del poema non sta nei pratici insegnamenti di agricoltura, si scopre

un'immagine del mondo e dell'esistenza.

Nelle Georgiche l'antitesi fra sventura e salvezza che era nelle B. è trasferita in una più vasta

considerazione della vicenda cosmica di morte e di vita, di distruzione e fecondità.

Per K. L'Eneide è il culmine della creatività di Virgilio perchè in essa il rapporto con la storia tanto

problematico nelle B. è padroneggiato.

Senza rinunciare a nulla dell'epica romana l'ha mutata nell'intimo.

Broch → La morte di Virgilio → tentativo di esplorare la coscienza di un genio morente. V. sente di

morire perchè il suo genio ha esaltato un presente effimero.

V. è qui un eroe dell'attesa, un profeta che ignora il futuro ma religiosamente lo attende e ad

esso sacrifica sé e la sua opera.

Vrucuare l'Eneide! → il comando che viene a Virgilio dal futuro, non perchè è imperfetto o

incompiuto, ma perchè è senza amore e senza religione della morte.Resta al di qua del mondo

illusorio delle parole parziali.

La scissione fra poetica e verità è sentita come colpa e dolore.

L'INTERPRETAZIONE SIMBOLISTA E STRUTTURALE

Alla fine della guerra le coscienze turbate vollero leggervi le loro stesse convinzioni sui tragici

contrasti della storia e sul male del mondo.

Non sono pensieri certamente espliciti nelle oprere ci V e per questo la filosofia negatifa fu letta per

simboli.

La tendenza fu avviata da Poschl nel 1950soprattutto dopo la traduzione americana del '62. In Italia

ciò fu ricevuto con diffidenza e ostilità.

Intorno al Virgilio di Broch tutto parla, ogni oggetto, ogni gesto dice se stesso e altro, avverte,

evoca, minaccia.

Il lavoro di Poschl si divide in 3 parti, Motivi fondamentali, Le figure principali e Principi artistici.

E' l'effige simbolica di una convinzione politica nazionale e filosofica: l'impero romano e la pace

instaurata da Augusto sono la conclusione di uno scontro fra le forze cosmiche e in terra fra opposte

volontà umane.

I suoi pensieri non sono espliciti ma si manifestano per simboli.

X P il giudizio che V dà alla storia del mondo romano è positivo e si riconosce nei simboli mitici

eroici.

Per P. il carattere narrativo di Turno è quello di figura tragica, è un nobile valoroso spinto in rovina

da forze superiori a lui, E' giovane bello e prode, un eroe, ma tradisce se stesso. E' una colpa, ma per

P. Virgilio lo considera un colpevole innocente.

Nell'analisi strutturale il carattere individuale è privo d'importanza perchè il significato non è in sé

ma si ottiene dalla posizione del significante e dalla combinazione dei significti. Il modello sociale

inconscio è fondamentale rispetto al dato, il posto occupato è fondamentale rispetto a ciò che

occupa.

Strutturale è l'esegesi che presuppone come antecedente primario dell'opera non un soggetto, ma

una contestualità oggettiva.

I 2 lavori di Buchheit su V studiano le idee del nazionalismo romano e le forme generali della

cultura nell'età cesariana-augustea e con esse intepretano le Georgiche e L'Eneide.

Per lui Giunone è un elemento narrativo e ideologico principale, perchè nel suo odio e la

riappacificazione si vedono la tenacia di Roma.

Nel primo libro si accenna al perdono di Giunone e quindi anticipa il poema, lavora quindi come un

tragediografo attico che anticipa, interessato al fatto che il pubblico, conoscendo la storia, si

interessi al modo in cui viene raccontata.

Sostiene che V insistendo sull'origine italica del progenitore dei troiani → Dardano, vuole

consolidare il mito della coscienza nazionale; è un ritorno a casa non un esilio. L'opposizione fra

Cartagine e Roma è l'altro tema con il quale V ha esaltato Roma e la sua missione.

Otis → il problema dei critici V è quello di essere nella via media tra il solo attaccamento al

significato letterale e la tendenza a trovare significati nascosti e corrispondenze numeriche.

Il problema è trovare quel che è lì, trovare simboli autentici. Per Otis tutta la poesia di V. è augustea

dalle B. all'Eneide e addirittura per lui sembrano i suoi convincimenti più sicuri nelle Bucoliche che

nell'Eneide, il cui contenuto tenderebbe pù a un'immagine generale dell'esistenza.

Otis dice che V non ebbe modelli x il suo lavoro, comprese che i caratteri omerici non erano più

utilizzabili. Aveva rinnovato il contenuto e insieme lo stile per non risultare goffo.

Troviamo 2 aspetti principali: la simpathy → la partecipazione e L'empathy → l'empatia,

l'immedesimazione.

Nel suo lavoro fa difetto il vero senso storico cioè proprio quell'elemento che nelle ntenzioni

dell'autore doveva costituire il nuovo punto di vista per definire i caratteri originali

e moderni dell'arte di V. LA SCUOLA DI HARVARD

La sua esegesi è amara e pessimistica.

Vi sarebbe il dualismo fra un'apparenza → tono romano e augusteo e una sostanza → la coscienza

del dolore umano.

Il sacrificio di spirito e di vite che il processo politico richiede non troverebbe mai una

giustificazione, non sono quindi le sue opere della speranza, ma del dubbio assoluto, non

ripensamenti della storia ma accuse.

Una sconfitta dell'individuo di fronte alla storia. Il più eloquente dei segni di questo contrasto è

nella morte di Turno; cancella la speranza.

Brooks → è strano è commuovente che Enea non riesca mai a capire in pieno l'ordine divino di cui

è portavoce.

L'uomo non è adatto alla stria.

Anche per Parry il nucleo concettuale dell'Eneide sta nell'idea del sacrificio dell'individualità e del

tremendo giogo che la storia impone all'individuo. I due elementi per lui, vox privata e vox pubblica

coesistono e sostengono la narrazione.

Non fu antiaugusteo, ma prova compassione per le vittime di quell'enorme e feconda affermazione

di potere.

Il processo storico è dato come inevitabile, ma il valore di ciò che si raggiunge è posto in dubbio.

Putman → inquieta e dubbia posizione dell'h libero per dignità e condizionato per necessità storica.

GLI STUDI ITALIANI

Per gli studi virgiliani in particolar modo si è formato un gruppo a Gian Biagio Conte

nell'Università di pisa. Le due vie di indagine della semiologia, quella della cd intertestualità e

quella della struttura testuale e narrativa, sono state percorse subito.

Il terzo interesse che potremmo definire semio-sociologico è il campo preferito di indagine di G.B

Conte.

Per Conte ciò che appartiene o dovrebbe riferirsi a un soggetto è inconoscibile: anzi, l'idea stessa di

soggetto, letterario, psicologico, morale (il poeta) è sfuggente e vana, è unità illusoria.

Quindi dalle sue pagine ci si attende non un'interpretazione di ciò che il poeta V ha scritto (un

soggetto). La letteratura “parla” letteratura.

Conte analizza i fenomeni di obbedienza e di infrazione alle norme del codice epico e le relazioni

dinamiche in cui i diversi elementi del contenuto si pongono fra loro nel poema assecondando o

trasferendo le attese del destinatario.

Le spiegazioni relative ai sentimenti del poeta sono deboli perchè mancherebbero di oggettività.

Per lui il cammino dal testo alla soggettività creante non è percorribile.

E' SUPERFLUO CERCARE LE RADICI UMANE DELL'INVENZIONE POETICA.

La Penna →

LE INTERPRETAZIONI

La tecinica epica di Virgilio

Heinze

Didone

Virgilio ha desunto l'esito tragico dell'amore di Didone dal suo predecessore → Nevio, ma ne ha

desunto la semplice ossatura; lo svolgimento è opera sua. In nessun'altra parte della sua epopea egli

si è allontanato da Omero più di questa → descrizione dell'amore capace riempire di sé e di

distruggere la vita.

Il poema di didone è certamente imparentato con l'epillio.

Innumerevoli volte in tutti i generti di poesia e di stile i poeti greci avevano cantato la storia di una

donna abbandonata → ma → fu la tragedia a dargli il prototipo del personaggio → Medea.

Il poeta non narra sentimenti, ma lascia che sia l'eroina stessa ad esprimerli.

Quando capisce che tutto è finito lo congeda con odio sprezzante; questo schermo non resiste a

lungo, quando si iniziano i preparativi della partenza il suo orgoglio crolla. Si abbassa all'umiltà e

implora un breve rinvio per non dover soccombere al dolore della separazione.

La morte è l'unica via di uscita dalla sofferenza.

Alla vista dei muti testimoni della sua breve felicità ritrova la calma sublime della rinuncia e fa i

suoi conti con la vita: nella piena coscienza della propria grandezza e della sua profonda caduta esce

dalla vita, irriconciliata con il suo uccisore, ma conciliata con la morte.

V ha cercato di evitare o di mascherare la monotonia del monologo; la confessione del suo amore è

fatta da Didone alla sorella. Le considerazioni che portano all'irrevocabile decisione non vengono

introdotte con monologo, ma riferiscono i suoi pensieri.

Didone è l'immagine ideale di una donna eroica come le concepiva V, perciò andava caratterizzata

soprattutto in forma negativa, dalla sua persona è tenuto lontano ogni tratto fanciullesco, ingenuo,

timido, ogni meschinità, ogni astuzia, odiosità e rozzezza barbarica.

Una sola volta abbiamo visto Didone dimenticare il suo orgoglio, di fronte a tali caratteristiche

negative sta quello che a V appare proprio di un vero animo regale: la più alta humanitas unita alla

magnanimitas, che trova la sua manifestazione più splendida nelle ultime parole.

L'idea di fato

In Omero gli dei che governano i destini degli h sono immersi nell'azione; sono personaggi.

Nell'Eneide invece è proprio il fato o la volontà di Giove, che in ultima istanza governa l'intera

azione e questo fato è collocato completamente al di fuori dell'azione.

L'uomo percorre il suo cammino seguendo il proprio desiderio e la propria decisione: da parte degli

dei troverà impedimento o aiuto, a seconda che li si sia resi amici o nemici.

Enea non intraprende il suo cammino di propria iniziativa liberamente: è uno strumento in mano del


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Moses

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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Letteratura Latina, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Punto su Virgilio, Serpa. Si descrive le principali caratteristiche stilistiche di Virgilio, gli elementi peculiari presenti nelle sue opere (economia dei personaggi, concentrazione degli eventi nel tempo, riduzione del già noto al minimo), le trasformazioni psicologiche dei suoi personaggi, descrizione di alcuni dei suoi contibuti, la ricerca matematico-formale, il Vergil di Klingner, le Bucoliche, l’interpretazione simbolista e strutturale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura latina e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Roma Tre - Uniroma3 o del prof De Nonno Mario.

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