Saturno
da
e la melanconia
di Raymond Klibansky, Erwin Panofsky e
Fritz Saxl Storia dell’arte Einaudi 1
Edizione di riferimento:
Raymond Klibansky, Erwin Panofsky e Fritz Saxl,
Saturno e la melanconia. Studi di storia della filosofia
naturale, religione e arte, trad. it. di Renzo Federici,
Einaudi, Torino 1983
Titolo originale:
Saturn and Melancholy. Studies in the History of Natu-
ral Philosophy Religion and Art
Thomas Nelson & Sons Ltd, London
© Raymond Klibansky, Erwin Panofsky, Fritz Saxl
Storia dell’arte Einaudi 2
Indice
parte seconda
Saturno, astro della melanconia
II. Saturno nella tradizione figurativa
1. saturno nell’arte antica e la sopravviven-
za della rappresentazione tradizionale nel- 6
l’arte del medioevo
2. illustrazione del testo e influenza orien- 10
tale
3. 15
l’immagine di saturno e dei suoi figli
4. saturno nelle illustrazioni mitografiche 19
del tardo medioevo
5. 20
saturno nell’umanesimo
parte quarta
Dürer
La melanconia in Conrad Celtis
i.
La xilografia di Dürer sul frontespizio dei «Quat-
tuor libri amorum» di Celtis.
La dottrina dei temperamenti negli scritti di Dürer 32 3
Storia dell’arte Einaudi
Indice
L’incisione Melencolia I
ii.
.
1 gli antefatti storici della «melencolia i»
a) Motivi tradizionali 42
La borsa e le chiavi
i) 45
Il motivo della testa reclina
ii) 47
pugno chiuso e la faccia nera
iii)Il
b) Immagini tradizionali nella composizione
dell’incisione 48
Illustrazioni della malattia
i) Cicli figurativi dei quattro temperamen-
ii) ti. I: figure singole a carattere descritti-
vo (i quattro temperamenti e le quattro
età dell’uomo). II: gruppi drammatici: 49
temperamenti e vizi 64
delle arti liberali
iii)Rappresentazioni
2. il nuovo significato della «melencolia i» 73
a) La nuova forma d’espressione 78
b) Il nuovo contenuto concettuale 79
Simboli di Saturno e della Melanconia
i) 83
Simboli geometrici
ii) di Saturno o della Melanconia
iii)Simboli
combinati con simboli geometrici: in rap-
porto alla mitologia e all’astrologia, in rap- 85
porto all’epistemologia e alla psicologia 93
Arte e pratica
iv) 99
c) Il significato della Melencolia I 117
d) I Quattro apostoli Storia dell’arte Einaudi 4
Indice 171
Il retaggio artistico della Melencolia I
iii.
1. rappresentazioni della melanconia in forma 173
di figura femminile sola al modo di dürer
2. rappresentazioni tipiche della melanconia 189
negli almanacchi tardo medievali
3. la melanconia nelle rappresentazioni di 193
saturno o dei suoi figli 5
Storia dell’arte Einaudi
Saturno, astro della melanconia
parte seconda
Capitolo secondo
Saturno nella tradizione figurativa
L’evolversi della concezione di Saturno, come l’ab-
biamo ripercorso sopra, si riflette non solo nella lette-
ratura, ma anche nelle arti figurative. La tradizione pit-
torica, per altro, come avviene in tutti i casi del genere,
segue sue proprie regole.
1. saturno nell’arte antica e la sopravvivenza
della rappresentazione tradizionale nell’ar-
te del medioevo.
Il tipo tardo dell’Aion-Crono mitraico, sviluppatosi
per influenza orientale, che con le ali e altri attributi
rispondeva a una generica significazione cosmica, in
particolare come dio del Tempo, fu conosciuto dai seco-
li anteriori al Rinascimento solo attraverso la letteratu-
. Il «Crono fenicio», dall’a-
ra, non attraverso l’arte 1
spetto di un cherubino con due ali sulla testa e quattro
sulle spalle, e due occhi aperti e due chiusi, sopravvisse
. A parte que-
su monete e in una descrizione di Eusebio
2
sto, le raffigurazioni antiche di Saturno, almeno quelle
che ci riguardano, si dividono in due classi, che mostra-
no entrambe il dio con l’aspetto di un vecchio e gli asse-
e un mantello sulla testa:
gnano come attributi una falce
3
elemento questo che Saturno ha in comune solo con
Asclepio e che gli dà fin dall’inizio un aspetto strano e
un po’ sinistro. Il primo tipo mostra il dio in un aspet-
Storia dell’arte Einaudi 6
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
to in genere ieratico, sia che si tratti di un busto, di soli-
to sovrastante i suoi simboli zodiacali (come si vede
, sia che si tratti di immagini a
nelle monete antonine)
4
figura intera, in piedi; però in entrambi i casi la conce-
zione è molto simile. Il secondo tipo mostra il dio nel-
l’atteggiamento di un pensatore, seduto, con la testa
appoggiata alla mano.
Il primo tipo si trova esemplificato in un suggesti-
.
vo dipinto murale nella Casa dei Dioscuri a Pompei 5
Gli occhi del dio sono minacciosi. La toga nasconde
tutto tranne il viso, i piedi e una mano che tiene
alquanto goffamente una falce ritta al fianco. Questa
goffaggine è certamente voluta, dato che l’affresco è
opera di un grande artista. L’arnese che egli tiene non
è un arnese comune, è il simbolo della potenza di que-
sto dio severo e sembra minacciare il fedele. L’insoli-
ta rigidità e il carattere un po’ spiritato della raffigu-
razione possono quindi considerarsi espressione della
personale concezione di un pittore dell’epoca d’oro
della pittura pompeiana. Per lui Saturno era il temibi-
le dio della terra.
Il secondo tipo, come si è detto, è caratterizzato dal
fatto che il dio appare seduto, col braccio appoggiato a
qualche oggetto, una caratteristica che è sembrata cosí
tipica del dio che echi ne sopravvivono anche in figura-
zioni in cui è quasi del tutto fuori luogo. Ad esempio,
la mano sinistra di Saturno è sollevata al capo in una rap-
presentazione della scena in cui gli viene data la pietra
. La tomba di Cornu-
da divorare in luogo del bambino
6
to in Vaticano è l’esempio piú importante di questo
tipo, insieme a un piccolo bronzo del Museo Gregoria-
e a qualche frammento di statuaria monumentale.
no
7
Saturno vi appare in atto di riflettere tristemente, come
Attis su altre tombe. La mano destra non tiene ritta la
falce, come nell’affresco di Pompei, ma è posata stan-
camente sul ginocchio. La testa è china e poggia sul 7
Storia dell’arte Einaudi
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
braccio. Per Cornuto, che dispose che questa immagine
fosse collocata sulla tomba sua e dei suoi figli, Saturno
era simbolo della triste quiete della morte. L’arte anti-
ca quindi ha dato espressione ai due aspetti della natu-
ra di Saturno, da un lato sotto la forma dell’imponente
e benefico dio della terra, dall’altro sotto quella del
distruttivo, ma insieme pacificatore, sovrano degli infe-
ri. Nell’arte del primo Medioevo, in Occidente, il
secondo tipo scomparve; il tipo del pensatore fu in un
primo tempo riservato, nell’arte cristiana, agli evange-
listi, agli apostoli e ai profeti. Insieme ai busti tipici della
serie consueta dei cinque pianeti, Saturno, Giove,
, nei manoscritti degli Ara-
Marte, Mercurio e Venere 8
tea sopravvisse lo schema solenne ma non specifico che
abbiamo visto a Pompei. In una raffigurazione carolin-
troviamo una riproduzione esatta di
gia dei pianeti 9
Saturno a figura intera, con la falce e la toga tirata sulla
testa. Siamo in grado di dimostrare come questo tipo sia
stato trasmesso, dato che manoscritti antichi avevano
già adattato la forma monumentale all’illustrazione di
libri. L’immagine di Saturno nel Calendario dell’anno
354 d. C. mostra il dio in atto di camminare, come a
; la toga lascia scoperta la parte superiore del
Pompei 10
corpo, la mano destra tiene l’arma. L’illustratore del
manoscritto carolingio deve avere avuto sott’occhio un
esempio della tarda antichità che per certi versi era piú
somigliante all’affresco classico di quanto non lo sia
l’immagine del Calendario. Il braccio allungato di Satur-
no con l’arma è una variante che l’immagine carolingia
ha in comune con il Calendario, però, come nell’affre-
sco antico, la figura volge la testa di lato come se guar-
.
dasse l’avversario che minaccia con la sua arma
11
Le illustrazioni dell’enciclopedia di Rabano Mauro si
basano anch’esse, largamente, sulla tradizione pittorica
. In esse Saturno appare in una forma per nulla
antica
12
medievale, seminudo e in abito antico, e anche il suo
Storia dell’arte Einaudi 8
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
atteggiamento in atto di incedere risale a un modello
antico. Ciò che però è nuovo e sorprendente è il fatto
che il dio tenga non una comune falce ma la piú moder-
na falce fienaia: fatto che si spiega solo con una parti-
.
colare interpretazione del copista dell’xi secolo
13
Se si escludono le immagini di pianeti del genere di
, immagini di Satur-
quelle che abbiamo ricordato sopra
14
no nell’arte bizantina si hanno solo in illustrazioni delle
Omelie di san Gregorio di Nazianzo.
La piú antica raffigurazione di Saturno si trova in un
. Essa
manoscritto del secolo conservato a Milano
15
ix
illustra la prima omelia Contra Julianum ed è concepita
in cosí stretta aderenza al testo, il quale è un’accesa
invettiva contro gli dèi pagani, che l’artista è caduto in
un comico equivoco. San Gregorio dice ironicamente
che certo è un modo ammirevole di indurre i figli ad
amare i loro genitori il raccontare loro come Crono
abbia castrato Urano e come poi suo figlio Zeus gli
. Ma
abbia teso un agguato rendendogli pan per focaccia
16
l’illustratore che ha creduto che la parola O‹ran’j indi-
chi non il dio Urano ma il cielo stesso, e che ha inter-
pretato il verbo tûmnein non come «castrare» ma come
«tagliare» o «spaccare», ci mostra Saturno che castra
Urano (” Kr’noj tÿn O‹(ra)nÿn tûmno(n)) con una
poderosa ascia che spacca le volte del cielo, mentre
Zeus, che si ribella contro Crono (” Dàaj kat™ to„
Kr’n(ou) ùpanistßmenoj) lo minaccia alle spalle con
un’ascia analoga.
Però un gruppo posteriore di manoscritti di san Gre-
gorio, che risalgono all’xi e secolo (cioè al momento
xii
piú alto del movimento umanistico che inizia nel seco-
x
lo), ci mostra un’immagine sostanzialmente diversa. In
le illustrazioni degli dèi pagani sono
questi manoscritti 17
state tolte dall’omelia Contra Julianum e aggiunte a quel-
le dell’omelia In sancta lumina. Però il ciclo è ora molto
piú ricco e, cosa piú importante, le rappresentazioni 9
Storia dell’arte Einaudi
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
fondate sulla tradizione letteraria (ad esempio, la
«Nascita di Venere» dai genitali di Saturno gettati nel
mare, che solo piú tardi si ritrova nell’arte occidentale)
sono ora rafforzate da altre che invece erano estranee
all’arte occidentale e presuppongono una tradizione pit-
torica derivata dall’antichità classica. Di questo genere
è «L’astuzia di Rea» che ha dato da divorare al marito
una pietra avvolta in fasce, e la scena dei cureti e dei
coribanti che suonano intorno alla culla di Zeus infan-
te, coprendone gli strilli e salvandolo cosí dall’essere sco-
perto. Nell’illustrazione in cui si vede Rea che mette in
opera lo stratagemma per ingannare Saturno incontria-
mo ancora un tipo di Saturno seduto, simile al rilievo
. Si può quindi affermare
capitolino di cui si è parlato
18
che le illustrazioni di questi piú tardi manoscritti gre-
goriani solo in parte sono nate come traduzioni del testo
in immagini, e che in altri casi hanno seguito una tradi-
zione puramente pittorica, derivata da testi illustrati di
carattere secolare che non hanno esercitato una loro
influenza sul ciclo teologico fino alla rinascita del seco-
x
lo. Questo vale non solo per la scena di Saturno e Rea
e per quella dei Coribanti, ma anche per quelle che illu-
strano la nascita di Atena, di Cibele e di Orfeo. Questo
sospetto diviene quasi certezza quando si osserva che le
miniature dei Coribanti, nei manoscritti tardogregoria-
ni, chiaramente derivano dallo stesso modello che è
stato trasmesso, per le rappresentazioni di questa scena,
.
nei manoscritti oppiani 19
2. illustrazione del testo e influenza orientale.
Le illustrazioni dell’opera di Rabano Mauro hanno
costituito uno spartiacque tra le raffigurazioni basate
sulla tradizione puramente pittorica, ad esempio quelle
del manoscritto Vossiano, e un nuovo gruppo di opere
Storia dell’arte Einaudi 10
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
medievali occidentali destinate ad avere un’importanza
molto maggiore per l’evoluzione generale, in quanto non
fondate su una tradizione maturata nell’arte classica. In
queste opere compaiono nuovi tipi, in parte perché gli
artisti partono da testi contenenti descrizioni degli dèi
antichi, che gli illustratori medievali potevano arricchi-
re seguendo la propria fantasia, in parte perché si atte-
nevano a modelli provenienti da una cultura diversa,
cioè da quella dell’Oriente. Per l’una ragione e per l’al-
tra la fantasia dell’artista medievale era libera di creare
tipi realmente nuovi, piú vicini allo spirito del tempo.
Il migliore esempio di un Saturno altomedievale del
.
genere si trova in un manoscritto miniato a Ratisbona
20
La figura non ha nulla in comune coi modelli classici; è
invece una di quelle illustrazioni autonome che si tro-
vano nei testi dotti di cui abbiamo parlato nel capitolo
precedente (testi che il Medioevo derivò dalla tarda
antichità), nei quali le descrizioni degli dèi antichi erano
interpretate allegoricamente a scopi filosofici e morali-
stici. In questa illustrazione a Saturno viene assegnato
un gran numero di attributi. Ha il capo coperto; nella
mano sinistra tiene il falcetto e, come già abbiamo visto
nell’enciclopedia di Rabano, la falce fienaia; nella destra
tiene il «Drago del Tempo», che si morde la coda e indi-
ca che Kr’noj deve essere interpretato anche come
Cr’noj. L’immaginazione dell’artista ha impresso alla
vecchia descrizione una nuova, e tipicamente medieva-
.
le, vitalità 21
Una raffigurazione come quella del manoscritto di
Ratisbona è però rimasta a lungo un unicum, in quan-
to il Saturno qui effigiato è anzitutto solo un inventa-
rio grafico delle caratteristiche attribuite nel testo, al
quale viene assicurata una generica somiglianza con tipi
contemporanei. Ancora non presenta alcun rapporto o
possibilità di rapporto né con una persona reale né con
ciò che realmente circondava l’uomo medievale, in 11
Storia dell’arte Einaudi
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
quanto una tale immagine, fondata sulla pura «traslit-
terazione», manca sia del vigore figurativo di una tra-
dizione pittorica, sia della vitalità di una rappresenta-
zione realistica. Si comprende quindi come una vera
rinascita pittorica degli dèi antichi potesse avvenire
solo quando la tradizione obsoleta dell’antichità fosse
stata sostituita da una tradizione viva, che permettes-
se di procedere a una interpretazione nuova, realistica,
degli dèi, che qui erano ancora rappresentati in una
forma puramente «letteraria». Questo si verificò quan-
do l’Occidente venne in contatto con modelli orienta-
li, che raffiguravano gli dei pagani certo in un costume
alquanto esotico, però in una forma piú contemporanea,
o almeno in una forma che meglio si prestava ad esse-
re assimilata. In Oriente, forse grazie a una certa
sopravvivenza latente della vecchia concezione orien-
tale dei pianeti, si era sviluppata una serie di tipi pit-
torici le cui caratteristiche specifiche erano state fino-
ra estranee all’Occidente, ma che potevano facilmente
essere tradotte in termini dell’epoca. Giove e Mercu-
rio vi erano rappresentati con un libro, Venere con un
liuto, Marte con una spada e una testa senza il corpo e
infine Saturno con una vanga e una gravina. A partire
cominciarono a
almeno dal secolo questi tipi 22
xiii
influenzare le rappresentazioni occidentali, e in certi
casi possiamo addirittura seguire il processo passo
passo. Per questa ricerca i manoscritti piú importanti
sono quelli con le illustrazioni a un testo di Abû Ma‘∫ar,
.
che ci sono pervenuti in numero relativamente grande
23
Il manoscritto piú antico di questo gruppo contiene
24
rappresentazioni dei pianeti chiaramente derivate da
fonti orientali. Come in Oriente, Mercurio è raffigura-
to con un libro, Venere con uno strumento musicale e
Marte con un uomo decapitato, mentre i Gemelli sono
uniti l’uno all’altro, come li troviamo anche in copie
orientali. Anche qui troviamo le curiose raffigurazioni
Storia dell’arte Einaudi 12
R. Klibansky - E. Panofsky - F. Saxl - Saturno e la melanconia
dei pianeti che cadono a capo in giú ; però è una carat-
25
teristica o
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