MENSONAGE ROMANTIQUE E VE’RITE’ ROMANESQUE: FOSCOLO E IL ROMANZO
EPISTOLARE
Foscolo s’interessa di scoprire cosa distingue il suo romanzo da tutti gli altri prodotti italiani del
tempo oppure cosa lo allontani dal resto dell’europa contemporanea.
Foscolo scrive il “Saggio di novelle di Luigi Sancitale” che ha come scopo la sistemazione del
romanzo nella costellazione delle forme dei linguaggi letterari.
Al romanzo è data una funzione di mimesi storica ossia di restituzione di un’epoca; il romanzo deve
riguardare direttamente la contemporaneità. Per questo motivo Foscolo rifiuta il romanzo storico ed
afferma che il romanzo moderno è uno specchio della società che riflette. Anche la lingua porta con
sé il segno della contemporaneità.
Foscolo, con la stesura delle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” può vantare di aver scritto il primo
libro che ha richiamato l’attenzione delle donne e del grande pubblico verso le tematiche politiche.
Una delle parole chiavi dell’opera è sicuramente “passione” poiché il romanzo si fonda sulle
oscillazione di un’anima esposta alla storia che è totalmente disarmonica.
Nella “Notizia bibliografica”, Foscolo stesso ci parla delle differenze che intercorrono fra “I dolori
del giovane Werter” di Goethe e “La nouvelle Heloise” di Rousseau.
Con Goethe ha in comune la tematica del personaggio sradicato che non si trova in nessuna classe
sociale; Lorenzo Alderani interviene spesso soprattutto nella seconda parte dell’opera, a differenza
di Goethe che fa parlare solo il protagonista al quale il destinatario non risponde e non scrive mai;
Goethe inoltre privilegia le passioni d’amore, nell’”Ortis” invece è inserito anche il tema patriottico
che rende ancor più acuto il dolore.
Rispetto all’opera di Rousseau è ripresa l’intensificazione del dolore.
Ne “La nouvelle Heloise” si parla di una giovinetta che s’innamora del suo precettore che viene
mandato via, lei si sposa e quando lui torna diventano amici e formano insieme una piccola società.
Foscolo scrive una monodia epistolare con esito finale tragico, Rousseau invece, più lettere scritte
da diversi corrispondenti e con un finale di passaggio, dal disordine all’ordine.
I PROMESSI SPOSI O IL ROMANZO ETICO
Il paragone obbligato che si crea pensando a Manzoni è con la quantità delle opere prodotte
dall’inglese Walter Scott, padre del romanzo storico. La differenza tra la ricchezza creativa di Scott
e l’unicità dell’invenzione manzoniana trovava una spiegazione ineccepibile nell’evoluzione
disuguale fra Italia e Regno Unito.
Alle spalle di Scott c’era l’Inghilterra, piena di eventi, mentre dietro manzoni la storia di una
nazione ancora tutta da formare ed il suo romanzo doveva appunto spingere a questa formazione.
Manzoni scrive un solo romanzo perché non indulge al romanzesco come invece Scott, ma è per il
romanzo poiché punta sostanzialmente al vero.
A manzoni interessa creare personaggi tipici, non per forza realmente esistiti, ma che sono emblemi
del modo di comportarsi dell’epoca.
Il romanzo fa sì che storia ed etica non s’incontrino mai. Questo si può affermare focalizzando
l’attenzione sulle tre conversioni che avvengono all’interno dei “Promessi sposi”:
- conversione di Fra Cristoforo: da giovane era molto impavido, si chiamava Ludovico ed
aveva problemi a passare su un marciapiedi con un nobile; quest’ultimo uccide un suo servo
e Ludovico lo vendica uccidendo il nobile, ma poi, pentito, va a casa del suo servo a scusarsi
con la famiglia, poi si reca in convento dove prende i voti con il nome del suo servo.
- - conversione di renzo: lui non sopportava Don Rodrigo poiché aveva impedito il
matrimonio c
-
Riassunto esame Letteratura italiana, Prof. Gentili Sandro, libro consigliato Foscolo, Palumbo
-
Riassunto esame Letteratura italiana, Prof. Villoresi Marco, libro consigliato Storia del romanzo italiano, Tellini…
-
Riassunto esame Letteratura Italiana, Prof. Gentili Sonia, libro consigliato Foscolo , Nicoletti
-
Riassunto esame Letteratura Italiana, prof Scianatico, libro consigliato Introduzione a Foscolo, Cerruti