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Foscolo – Nicoletti

Tra innovazione e tradizione

Foscolo e il sentimento dei tempi nuovi. Gli orientamenti e le idealità di Foscolo sono da lui stesso palesati in due punti cardine: il proprio impegno di civis e la propria consapevolezza patria. È esplicita nell’opera foscoliana la sua impostazione politica: nell’Ortis come nei Sepolcri. La sua personalità complessa, fatta di sentimenti e convinzioni contraddittorie, lo spinge a superare l’inviolabile separatezza dell’io lirico. Foscolo pone le basi per l’idea di patria e di nazione che andranno poi a configurarsi nell’Ottocento.

Un classicismo impegnato. Il poeta si formò sui modelli greci e fu anche greco di nascita, nacque infatti nelle isole Ionie. Il suo classicismo è, però, particolare: egli cerca la definizione di un modello di lirica tesa al sublime e capace di attivare alte idealità civili, quindi la necessità di una teorizzazione di poetica impegnata. Foscolo si propone di indagare la radice religiosa della grande poesia delle origini e di ritrovare nella struttura mitica della favola quel valore perenne di testimonianza etico-civile. La sua poesia ha come scopo quello di attivare un sentimento religioso laico, civile, militante, fondato su valori quali il vero, il bello, la civiltà e l’indipendenza.

Dalla Grecia all’Inghilterra: le opere e i giorni di Ugo Foscolo

La formazione letteraria e il sogno rivoluzionario da Zante a Venezia. Nicolò Ugo Foscolo nacque a Zante il 6 febbraio 1778 da Andrea (medico) e Diamantina prima di altri tre fratelli (Rubina, Gian Dionisio/Giovanni, Costantino Angelo/Giulio). Nel 1785 la famiglia raggiunge il padre a Spalato e Ugo inizia a studiare lingue classiche (sacerdote Gianuizzi). Nel 1788 Andrea Foscolo muore e la famiglia si divide: Ugo e Giovanni a Zante dai parenti materni e Rubina e Giulio a Corfù con parenti paterni, Diamantina va a Venezia. Nel 1793 tutta la famiglia si riunisce a Venezia (Ugo c’era già stato nel 1788 e poi nel 1792). Studia alla scuola di San Cipriano (Gozzi, abate Dalmistro) poi pubbliche scuole degli ex Gesuiti (Galliccioli). L’ambiente culturale e politico è in grande fermento e la Repubblica è in crisi dopo la Rivoluzione francese e il giacobinismo. Scrive qualche componimento giovanile che poi verrà pubblicato postumo nel 1831. Attirato dal maestro Cesarotti, si reca a Padova nel 1796 e compila il Piano di studi (idee, progetti e opere) e attua un intenso lavoro di traduzione. Aderisce ai nuovi ideali di libertà e democrazia durante l’invasione napoleonica e quindi viene allontanato presso Ceriole di Teolo sui Colli Euganei, dove scrive Laura, lettere (nessuna notizia). Nel 1797 viene rappresentata Tieste (prima tragedia). Poi lascia Venezia per arruolarsi con la Repubblica cispadana e nel frattempo a Venezia si instaura la Municipalità democratica e Foscolo diventa segretario della Società d’istruzione pubblica. Il 17 ottobre del 1797 con il Trattato di Campoformio Napoleone decide di smembrare lo stato veneziano tra Francia, Austria e Cisalpina. Foscolo deluso se ne va a Milano (dove incontrerà Parini e Monti).

Il soldato e il giornalista: il romanzo dell’Ortis e le Poesie (1797-1803). Foscolo inizia a collaborare al «Monitore Italiano» (giornale patriottico-rivoluzionario) e si interessa di questioni di urgente attualità. Questo giornale viene soppresso dalla censura napoleonica, quindi nel 1798 Foscolo va a Bologna, dove scrive per altre testate (ricordiamo le sue Istituzioni popolari politico-morali che racchiudono il suo pensiero politico nel triennio ‘96-‘99). Nel 1798 dà alla stampa il “primo Ortis” poi interrompe l’edizione per combattere nella seconda coalizione antifrancese. L’editore però affida la stesura della seconda parte ad Angelo Sassoli e lo pubblica con il titolo: Vera storia di due amanti infelici ossia le ultime lettere di Jacopo Ortis (agosto 1799). Foscolo partecipa a diversi episodi bellici e mentre è in assedio a Genova riesce a pubblicare il Discorso sulla Italia e una ristampa dell’Ode a Bonaparte liberatore (+ Dedicatoria a Bonaparte) e l’Ode a Lucia Pallavicini caduta da cavallo. Fa poi ritorno a Milano (riconquistata da Napoleone). Compie in seguito varie missioni nell’Italia settentrionale e nel 1800 a Firenze conosce Isabella Roncioni, la sua musa ispiratrice. Nel 1801 ritorna definitivamente a Milano e inizia intensa attività letteraria. Quindi rifiuta la precedente edizione del romanzo, lo completa e lo riscrive: 1802 prima edizione completa pubblicata a Milano per il Genio Tipografico (intrecci biografici). Sempre nel 1802 pubblica l’Orazione a Bonaparte pel Congresso di Lione, escono inoltre otto sonetti oltre a questi e l’Ode a Lucia Pallavicini scriverà anche altri tre sonetti e l’ode Alla amica risanata = canone delle Poesie di Ugo Foscolo uscite nel 1803, poi ristampate con l’aggiunta di un altro sonetto. Nello stesso anno pubblica la traduzione e il commento della traduzione catulliana della Chioma di Berenice di Callimaco insieme a quattro Discorsi.

La composizione dei Sepolcri, la cattedra di Pavia, le battaglie letterarie (1804-1812). Foscolo partecipa al tentativo di invasione dell’Inghilterra e si trattiene per due anni (1804-1806) nelle Fiandre: lavora alla traduzione del Sentimental Journey di Stern e dell’Iliade. Conosce Fanny, una giovane inglese internata, e ha una figlia da lei: Floriana. Nel 1806 va in licenza e torna in patria per ritrovarsi con la famiglia. Poi compie varie missioni militari fino all’anno seguente e nel frattempo pubblica le Osservazioni sul poema del “Bardo” (1806) e traduce il Commentario della battaglia di Marengo di Berthier. Nel 1807 pubblica il carme Dei Sepolcri insieme all’Esperimento di traduzione dell’“Iliade” di Omero. Nel 1808 viene nominato professore di eloquenza italiana e latina all’Università di Pavia, quindi pronuncia vari testi scritti per l’insegnamento universitario. Torna a Milano ma non è ben accettato dall’entourage culturale che gravita intorno al potere regio. Scrive un’opera parodica: Ragguaglio d’un’adunanza dell’Accademia de’ Pitagorici (1810) e nel 1811 va in scena l’Ajace (Agamennone=Napoleone). Nel 1812 va a Venezia e poi a Padova, Brescia, Milano, Belgioioso e Firenze.

Da Firenze a Milano: le Grazie e l’abbandono dell’Italia (1812-1815). Riprende a lavorare al Sentimental Journey e verrà poi pubblicata nel 1813. Nel frattempo riprende l’inno Alle Grazie. Nel 1813 torna nel Regno Italico e rappresenta Ricciarda (tragedia), poi torna a Firenze. Con la sconfitta napoleonica di Lipsia nel 1813 Foscolo torna a Milano, ma sfruttando i disordini gli austriaci invadono la Lombardia e l’annettono all’Impero. Foscolo prima vuole indipendenza italiana, poi vede che è impossibile e allora cerca appoggio degli austriaci, infatti il nuovo Impero gli aveva assicurato lavoro in una rivista filogovernativa: Foscolo non accetta di prestare giuramento all’Austria e quindi scappa, costretto all’esilio nel 1815 e si rifugia a Lugano.

Dalla Svizzera all’Inghilterra (1815-1827). In Svizzera scrive i Discorsi sulla servitù dell’Italia (pubblicati postumi). Si sposta in vari paesi per poi restare permanentemente a Hottingen e pubblica Vessilli della storia del sonetto italiano. Con false indicazioni pubblica nel 1816 l’edizione definitiva delle Ultime lettere di Jacopo Ortis (con lettera del 17 marzo e Notizia bibliografica). Foscolo raggiunge l’Inghilterra sempre nel ’16 e viene ben accolto. Nel 1817 ristampa il romanzo con in appendice alcuni capitoli del Viaggio sentimentale. Si dedica alle Lettere scritte dall’Inghilterra e riprende a occuparsi di politica (protettorato inglese sulle isole Ionie). Scrive inoltre il Saggio sulla letteratura contemporanea in Italia pubblicato nel 1818 e Poemi narrativi (1819), Epoche della lingua italiana e Letteratura periodica italiana (1824). Lettera apologetica rimane incompiuta. Ultimi anni di vita son

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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