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Il 1400 e l'umanesimo

L'umanesimo è il periodo che va dal 1375 al 1494. Il 1375 è l'anno della morte di B. Un anno prima era morto P. Si chiude così il '300 e inizia il secolo che venne definito "senza poesia". Il 1494 è l'anno in cui il re di Francia Carlo VIII scende in Italia alla conquista del Regno di Napoli. L'Italia diventa terreno di scontri. L'umanesimo nasce in Italia, ma vive in tutta Europa. All'origine del termine c'è l'espressione ciceroniana "Studia Humanitatis", cioè "Studi relativi all'uomo", ma più precisamente "Studi intesi al perfezionamento integrale dello spirito umano". Secondo gli umanisti, infatti, lo scopo della letteratura è la formazione dell'uomo nella sua interezza.

I volti dell'umanesimo

  • Umanesimo come studio delle lingue classiche
  • Umanesimo come riscoperta delle opere della classicità greco-latina
  • Come filologia
  • Umanesimo civile
  • Come moda

a. Alla base del culto per l'antico sta l'esaltazione delle lingue latina e greca. Il latino ha portato gli uomini dalle barbarie alla civiltà elevando i loro spiriti. Ben presto iniziarono a studiare anche il greco.

b. Il culto del greco e del latino si associava al bisogno di conoscere i testi che in quelle lingue erano stati scritti.

c. Dopo la riscoperta delle opere, iniziarono a chiedersi se erano attendibili e se erano state modificate troppo o manomesse dai copisti nel corso del tempo. Nasce così la filologia, ossia la disciplina che si occupa della ricostruzione di un testo originale di un'opera.

d. Umanesimo civile indica l'operato di molti umanisti in ambito civile (Valla). Le autorità politiche capirono che gli umanisti con il loro bagaglio culturale possedevano le armi per difendere il potere politico, mantenere gli equilibri e aggregare il consenso.

e. Il culto dell'antico divenne anche una moda: c'è chi conduce una vita raffinata circondato da oggetti preziosi, libri rari, pezzi archeologici di grande valore, imitando i costumi degli antichi anche nella vita quotidiana.

f. L'essere umano viene posto al centro con il suo libero arbitrio, l'uomo è faber ipsus fortunae e artefice del proprio destino -> l'umanesimo è tendenzialmente laico e antropocentrico (il Medioevo era teocentrico) e viene più volte sancito il detto di felicità nella vita terrena.

Situazione storico-politica

L'Italia è uno Stato Signorile, dove c'è un sistema politico di conservazione sociale. A governare c'è il patriziato, cioè gli antichi appartenenti alla borghesia mercantile che si sono nobilitati attraverso l'esercizio delle cariche pubbliche nella realtà comunale. Il patriziato si configura come classe chiusa ed ereditaria. Due furono importanti conseguenze: nelle città aumentano i dislivelli di classe e nelle campagne peggiorano le condizioni di vita dei cittadini. Al ceto dominante non sfugge l'importanza della cultura e così si crea un legame diretto tra cultura e potere politico. In questo contesto avvenne la creazione di nuove corti. La corte è il luogo dove il signore raduna i suoi fedeli: servi, funzionari ma anche artisti. Funzione specifica degli artisti era quella di nobilitare le origini dei signori, creando genealogie più o meno false, creando opere encomiastiche. Nel 1400 la corte è centro politico (perché gli artisti aiutavano in funzioni diplomatiche) e culturale (i signori cercavano di nobilitare la propria immagine). Nasce il mecenatismo, cioè la disponibilità da parte dei signori a proteggere e sostenere gli artisti nelle loro creazioni. Viene rivalutata la posizione dell'artista perché viene scardinata la separazione tra arti liberali e manuali (artistiche) e in generale in questo periodo gli intellettuali esercitano spesso attività in settori diversi (Da Vinci). Il sistema delle corti favorisce gli scambi: artisti di varie corti si confrontano tra loro e mirano anche grazie all'emulazione a raggiungere l'eccellenza.

La stampa

Viene inventata la stampa a caratteri mobili da Gutenberg. I caratteri mobili sono lettere di metallo che erano accostate una ad una fino a formare la pagina. Cambiarono i tempi di produzione e le botteghe dei copisti subirono un crollo e andarono via via scomparendo.

Filosofia

È il periodo della riscoperta del Platonismo e del neoplatonismo e Ficino scrive "Theologia Platonica". Espone una complessa teoria dell'universo. Al vertice c'è Dio che emana tutte le cose esistenti e tutte queste cose tendono alla sua perfezione. Secondo Ficino il mondo delle idee è quello vero perché l'uomo attraverso la competizione e l'interiorità raggiunge la virtù rende pure le proprie azioni. Solo andando oltre il velo dell'apparenza si raggiunge Dio.

I luoghi dell'intellettuale sono le corti, le accademie, le università e le biblioteche.

Parole

Imitazione è fondamentale per la cultura umanistica. Poliziano parla di "Varietà dotta"; prende spunto da vari autori e li combina insieme come i tasselli di un mosaico. Ma si afferma una meno "libera" idea di imitazione che prevede l'uso di un solo modello: Cicerone per la prosa e Virgilio per la poesia. Questa scelta divenne dominante nel 1500 dopo che lo teorizzò Bembo in "Prose della volgar lingua".

Mecenatismo: Prende origine dal nome Mecenate, braccio destro di Augusto. Il mecenatismo è quello per cui gli artisti si spingono sotto la tutela di un signore ed è grazie a questo fenomeno che vennero realizzate fra le più grandi opere del secolo.

La letteratura italiana

Emerge da un lato la tendenza a sperimentare nuovi generi o dall'altro quella a riscoprire e rinnovare quelli esistenti. Il 400 è un secolo di bilinguismo. La lingua d'uso è il volgare, ma per il resto si predilige il latino. Vi sono scrittori e poeti bilingui e "esclusivi". Il latino domina quindi indiscusso fino al 1440, fino a quando Alberti organizza il Certame coronario: concorso di poesia in volgare e Lorenzo De Medici fa allestire la "raccolta aragonese", antologia di 499 rime volgari.

La poesia

Vengono fatte le prime imitazioni di Petrarca, poi viene fatta poesia pastorale, poemi cavallereschi. Da ricordare è Burchiello che fa una poesia particolare; inviolabile dal punto di vista della sintassi ma violabile dal punto di vista dei nessi logici. Suo brillante allievo fu Luigi Pulci. Anche Lorenzo il Magnifico, oltre che mecenate, fu sperimentatore. In latino restano molte elegie ed epigrammi.

La prosa

Molto praticato è il genere della novella. Importante è il novellino di Guardati. Importanti sono anche le forme di letteratura legate alla religione cristiana. Altre forme: l'epistolario in forma di orazione, disputa o prolusione universitaria; il trattato con la scrittura del dialogo, la storiografia (caratterizzata da un latino dotto); la novellistica.

Il teatro

I due centri di rinnovamento furono Firenze e Ferrara. Si cominciò a rappresentare le commedie di Plauto e Terenzio e venivano messe in scena anche rappresentazioni sacre. Spetta ad Angelo Poliziano il merito del passaggio da una letteratura teatrale religiosa ad una profana. Il testo che segna la nascita del teatro profano è la "favola di Orfeo".

Leon Battista Alberti

Alla morte del padre, in quanto ritenuto figlio illegittimo, viene escluso dai privilegi riconosciuti di fratelli. Riesce a laurearsi in diritto canonico (disciplina che studia le norme che regolano l'organizzazione della Chiesa) e intraprende studi di matematica e fisica. Entra in contatto con la curia papale e in seguito prenderà gli ordini liberandosi per sempre dei problemi economici. A Firenze si fa promotore del "Certame coronario", gara di poesia in volgare. Seguono gli anni dell'Alberti architetto (1404-1472 a Roma).

Opera più importante: "I libri della famiglia". Sono un trattato in forma di dialogo. Vengono ospitati dialoghi tra i rappresentanti della famiglia Albert: si svolgono a Padova nel 1421, intorno al letto di morte del padre Lorenzo. "I libri della famiglia" sono stati definiti un "monumento al volgare", in quanto l'autore fa una strenua difesa del volgare come lingua adatta per esprimere contenuti importanti.

Altre opere

Alberti fu scrittore bilingue. Scrive "La grammatica della lingua toscana", così la prima grammatica in volgare. Volle dimostrare che il volgare, come il latino, ha una propria struttura grammaticale; gli umanisti ritenevano che fosse una lingua regolata solo dall'uso, priva di strutture e regole. Alberti chiude il suo lavoro di architetto con il "De re aedificatoria" dove fornisce le coordinate tecnico-scientifiche per la costruzione di un edificio, dalla messa in opera delle fondamenta alla sua decorazione. Afferma inoltre la formazione sociale dell'architetto.

Luigi Pulci

(Firenze 1432-1484 Padova)

Nel 1461 è già frequentatore della casa dei Medici e su loro richiesta inizia a scrivere il "Morgante". 1473 è l'anno della svolta. Vive una vera e propria emarginazione nella casa dei Medici, dove non c'era più il gusto del popolare, e non trovava più posto la sua miscredenza e il suo interesse per la magia. Decide così di entrare al servizio di San Severino.

Il "Morgante"

Il Morgante è un poema cavalleresco, dalla struttura solo apparentemente unitaria, in quanto risulta essere l'unione di due opere diverse. Prende il titolo dal personaggio più rappresentativo della prima parte dell'opera: Morgante, un gigante pagano che sconfitto dal paladino di Carlo Magno, Orlando, si converte. Il nome si è determinato con il tempo, non per scelta dell'autore. È stato definito il "poema della dismisura", perché:

  • La materia degli scontri tra cristiani è disomogenea ed è impossibile seguire il filo logico degli eventi.
  • Dismisura del personaggio Morgante: salva i paladini da un naufragio, uccide una balena e poi, paradossalmente, muore per il morso di un granchio.
  • Dismisura della lingua: lingua esuberante e popolareggiante, a tratti colta e esotica.

Altre opere

Impiegherà più di 20 anni a scrivere il Morgante, ma si dedicherà ad altre opere come: "Vocabolarietto della lingua furbesca": vocabolario di termini gergali, che potevano essere capiti solo alla corte della famiglia dei Medici: importanti sono anche le lettere a Lorenzo.

Angelo Poliziano

Il cognome non è quello di nascita, ma è derivato dal nome latino di nascita. Lorenzo il Magnifico lo ammette nella sua casa e lo nomina priore di S.Paolo, sebbene non avesse preso ancora gli ordini. Il 1426 è l'anno della congiura dei Pazzi, famiglia avversa ai Medici, che vuole fare in modo di rovesciarne il potere a Firenze. Lorenzo e Giuliano vengono assaliti al Duomo: Lorenzo è ferito e Giuliano muore. Poliziano è testimone diretto e salva la vita al Magnifico. Avviene la rottura tra Lorenzo e Poliziano e in seguito Poliziano gli chiede di poter tornare a Firenze. Lorenzo gli fa attendere a lungo il suo consenso e poi lo nomina professore di arte poetica e oratoria, conferendogli un incarico prestigioso. Poi rientra in casa Medici come custode della biblioteca di palazzo. Muore a Firenze a 40 anni, in circostanze misteriose.

Le "Stanze"

Si tenne a Firenze una giostra militare (una sorta di torneo a cavallo). Vi parteciparono 12 uomini. Vinse Giuliano de' Medici, fratello minore di Lorenzo e Poliziano iniziò per questo motivo a comporre l'opera in celebrazione della vittoria. Le "Stanze" sono quindi poesia d'occasione. L'opera dei prodotti artistici più importanti del 1400. Fonti: volgari (Dante, Petrarca e Boccaccio) e classiche (Omero, Esiodo, Virgilio ecc..). Questo venne definito "dotta varietas" o sorta di mosaico. Dà l'impressione di semplicità ed immediatezza, ma è risultato di uno studio molto accurato della potenza e dell'espressività della parola. Poliziano è un "umanista della parola" per il culto che verso di esso manifestò sempre.

Altre opere

La prima opera di Poliziano è la traduzione dell'"Iliade" di Omero (Incompiuta). Scrive, in contemporanea alle "Stanze", odi e epigrammi in greco, elogi e in latino, rime toscane e un poemetto in esametri dove parla della sabbia. Importante è la "Favola di Orfeo", testo destinato alla rappresentazione ed è il testo di base del teatro profano. Scrive infine "Miscellanea", raccolta di osservazioni filologiche.

Matteo Maria Boiardo

1441

Trascorre tutta la vita occupandosi del proprio feudo svolgendo attività di funzionario presso i Duchi di Ferrara.

"Amorum libri"

È il più bel canzoniere di rime in volgare. Hanno un intreccio narrativo. Iniziano con la gioia dell'appagamento amoroso, segue l'inappagamento e il tradimento della donna amata. Il poeta afflitto si rifugia sui monti a sfuggire le pene d'amore. Quando torna in città la storia d'amore ricomincia, ma, poi, preso dal pentimento pone fine alla storia d'amore. Si chiudono con un testo di pentimento dove l'autore chiede perdono a Dio, così come nel finale del "Canzoniere" petrarchesco si invoca la Vergine perché Dio perdoni i suoi errori.

"Orlando innamorato"

Poema cavalleresco, rimasto incompiuto per la morte dell'autore. Il nucleo narrativo è quello della guerra tra cristiani e musulmani e a questo filone si intreccia quello romanzesco dell'amore dei paladini per Angelica. L'integerrimo paladino Orlando è anche lui vittima dell'amore. L'azione inizia a Parigi, dove si svolge una giostra alla corte di Carlo Magno. Durante l'evento compare Angelica e tutti si innamorarono. Iniziano quindi le diverse avventure dei paladini per la conquista della fanciulla. Il poema resta interrotto (molti furono i "continuatori" fra cui Ariosto). È stato detto che il processo narrativo di Boiardo è troppo meccanico e poco raffinato. Questo giudizio ha pesato sulla fortuna di Boiardo.

Sannazaro

(Napoli 1438 - 1530 Napoli)

"Arcadia"

È un prosimetro che tratta della vita dei pastori. La stesura impegnò l'autore per oltre 20 anni. La trama è piuttosto esile: inizia la storia di Sincero (protagonista e alter ego dell'autore). Lascia Napoli a causa di una delusione amorosa e si rifugia in Arcadia (regione della Grecia che la traduzione letteraria descrive come terra fertile e popolata da pastori dediti al gregge e al canto). Una notte un sogno pieno di immagini funeree induce Sincero a tornare a Napoli. Sotto la guida di una ninfa fa un viaggio nelle viscere della terra. Al momento del congedo la ninfa gli annuncia la notizia della morte della donna amata. L'opera si chiude con una dichiarazione programmatica da parte del poeta di abbandonare la poesia bucolica. Dentro la cornice arcadica l'autore inserisce i fatti della storia contemporanea. L'arcadia rappresenta il luogo alternativo dove rifugiarsi quando il mondo reale non lascia via di salvezza. Da un lato sembra che l'autore voglia dire che la morte arriva ovunque, anche nei luoghi apparentemente perfetti, dall'altro, il sepolcro è luogo eletto di amore e di affetti in quanto traccia di una vita.

Il rinascimento: coordinate storico-culturali

Il Rinascimento copre il periodo storico che va dal 1494 alla fine del 1600; è l'epoca ritenuta più feconda dell'arte e della cultura italiana. La seconda parte del 1500, nello specifico, prende il nome di Manierismo ed è un'evoluzione del Rinascimento. L'Italia diventa il centro europeo di arte, scienza e cultura. È un periodo di grande fervore intellettuale che inizia ad affievolirsi nel Manierismo. Non per questo il Manierismo è un periodo di decadenza, anzi, molti dei maggiori ingegni del secolo raggiunsero in questo periodo la loro maturazione. Il termine "Rinascimento" indica un periodo di rinascita, dopo il periodo buio del Medioevo. Il "Rinascimento" è un periodo di rivendicazione dell'individuo e dell'aspirazione alla felicità terrena rispetto alla mortificazione di queste che caratterizzava l'età precedente, a causa delle convinzioni religiose. Da tempo però la storiografia ha superato la distinzione "Buio"/ "Rinascita" rispettivamente di Medioevo e Rinascimento. Tra le due epoche esiste continuità, poiché il Medioevo aveva gettato i presupposti per lo sviluppo avvenuto in epoca successiva. Tuttavia però il Rinascimento dà attenzione alla sfera terrena piuttosto che a quella ultraterrena. Il Rinascimento è considerato in modo positivo da Alambert, che individua in tale periodo la radice storica dell'Illuminismo, che mirava a liberare l'uomo e la società dalle tenebre dell'ignoranza e della superstizione attraverso il lume della ragione. Nella seconda metà del 1700 Russeau conduce una critica al Rinascimento, in quanto questo gettava un velo di bellezza su un duro periodo storico caratterizzato dalla perdita della libertà dell'uomo (causa: il maggior potere dei sovrani). Secondo Russeau lo sviluppo delle arti aveva soffocato il desiderio della libertà ed alimentato il gusto dell'apparenza. Nel 1800 il "Rinascimento" è considerato come epoca autonoma, fase storica precisa nella storia dell'umanità. Burckhardt contrappose poi nettamente i due periodi e sostenne come il "Rinascimento" rappresenta la nascita del mondo moderno. Nel 1900 importante è il pensiero di Garin, che credeva che...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher atironagap@gmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Gentili Sandro.
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