GABRIELE D’ANNUNZIO
I personaggi femminili in D’Annunzio.
Nei romanzi di D’Annunzio la donna assume un ruolo fondamentale, che si evolve e modifica
con lo svilupparsi del pensiero dell’autore. Sono soprattutto i tratti della donna fatale a
comparire nei suoi scritti: a partire da “Il Piacere”, D’Annunzio presenta una donna esteta,
Elena Muti, che conquista e quasi annulla il personaggio maschile, Andrea Sperelli, portandolo
al colmo della raffinatezza e poi separandosi da lui. Distrutto da questa separazione, Andrea si
rifugia nella semplicità e nella religiosità di Maria Ferres, fino ad arrivare ad una
sovrapposizione tra le due donne, diversissime tra loro, ma accomunate da alcuni particolari,
come la voce o la raffinatezza. Mentre Elena, quindi, è presentata come donna fatale che
inganna e seduce inevitabilmente il protagonista, Maria, in contrapposizione, è vista come
donna fragile, trasparente e spirituale, l’unica che crede veramente nella forza del suo amore e
l’unica che alla fine pagherà per la sua ingenua fiducia.
In “Il trionfo della morte” Ippolita appare come donna che assorbe le energie, che fa prevalere
le forze della morte e quindi come donna che impedisce la piena realizzazione del protagonista
maschile. Essa si pone perciò come antagonista e come ostacolo ad esso.
Ne’ “Le vergini delle rocce” vi è il superamento dell’esteta, poiché D’Annunzio si rende conto
che questo modo per ovviare alla “perdita d’aureola” dell’intellettuale nella società non è più
funzionale, perciò abbraccia le teorie di Nietzsche, facendole proprie e presentando il super-
uomo. Quest’evoluzione del suo pensiero si riflette anche nella protagonista femminile, che non
deve più essere solamente simbolo di donna fatale, ma che diventa anch’essa super-donna,
degna compagna del personaggio maschile.
-
Letteratura italiana
-
Appunti letteratura italiana contemporanea
-
Letteratura italiana - D'Annunzio
-
Tendenze superomistiche, Letteratura italiana