Unict. Appunti di lezioni di letteratura italiana (2011)
Generi letterari, periodizzazione, Scuola Siciliana.
Con Boccaccio si ha un nuovo genere letterario: la novella (dal lat. novo nuovo).
Prima del ‘500 c’era solo un teatro di tipo religioso, dal ‘500 si ha la nascita del teatro laico
(ad es. “la Mandragola” di Machiavelli). La scultura italiana influenza moltissimo le
letterature europee durante il ‘500. Il dramma è scritto in prosa. Il drammaturgo più
importante nella nostra letteratura è Pirandello. Il dramma ha origini tedesche, nordiche.
Durante l’800 la nazione-guida della letteratura europea è la Francia. La tragedia è un
genere letterario più antico rispetto al dramma in quanto è originaria nell’antica Grecia. La
tragedia non è continua, ha momenti di cedimento. Scritti greci tradotti in arabo
tradotti in latino e nelle altre lingue. Nel ‘500 si ricomincia a studiare il greco antico. Le
“regole” di Aristotele riguardo la tragedia vengono osservate rigidamente soprattutto dalla
Francia (Poileau).
“La tragédie classique” :
• Cinque atti
• Svolgimento tragico
• Regole di Aristotele
La tragedia doveva seguire le norme letterarie, ma si estingue a partire dall’ 800 proprio
per la sua rigidità.
La lingua letteraria è diversa da quella utilizzata correntemente tutti i giorni, ha bisogno di
connotazioni, non serve per dare delle informazioni. Jakobson la definisce “messaggio”,
cioè il testo è autonomo, non vuole darci informazioni. Di solito Dante e Petrarca vengono
studiati insieme e collocati insieme per motivi cronologici poiché erano quasi
contemporanei (avevano circa trent’anni di differenza) ma sono due generi diversi.
Petrarca: monolinguismo, monostilismo.
Dante: plurilinguismo, pluristilismo, sperimentalismo linguistico.
Tutto ciò non segna solo la poesia, ma tutta la letteratura italiana. Dante scrive in un
contesto di società comunale. Petrarca in un contesto di “signoria”.
Il plurilinguismo di Dante
Dante “De vulgari eloquentia” parla di una lingua astratta che non esiste in Italia. Essa
deve essere ad esempio illustre. Nella “Divina Commedia” adopera un lessico che viene
da tutte le parti d’ Italia. Usa un lessico che proviene dagli ambienti più disparati, attinge le
parole anche dai mestieri( ad es. in un verso dell’ Inferno utilizza un lessico che viene dai
mastri d’ascia umbri.) Questi vocaboli che utilizza derivano anche dal francese, all’arabo e
attinge termini dalla teologia e dai mestieri. Questo viene definito plurilinguismo.
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