IL ROMANZO FAMILIARE DEL PASCOLI delitto, “passione” e delirio
Nell‟universo pascoliano vi è l‟unità della vita e della poesia dell‟autore, mettendo, in primo piano, il fantasma
delle due sorelle. L‟esplorazione dell‟immaginario contribuisce a ricostruire il “nido”, e a comprendere
l‟interazione tra la personalità del pascoli e la fenomenologia dell‟ambiente familiare. Il piacere estetico è
soprattutto nel fanciullino, perché “ogni bambino impegnato nel gioco si comporta come un poeta: si costruisce
un suo proprio mondo. Ogni fantasia si ricollega ai ricordi dell‟infanzia e diventa, appagamento di un desiderio
insoddisfatto. Il poeta-puer del pascoli mette sullo stesso piano il reale e l‟irreale. L‟antologia poetica comprende
le liriche che hanno un riscontro psicologico con il “romanzo familiare” del poeta e una puntuale ricostruzione
dei fatti che portarono all‟assassinio del padre, nel Saggio “Ruggero Pascoli: un delitto impunito”. Questo dolore
profondo colpirà l‟intera famiglia e segnerà per sempre la vita e la poesia di Pascoli. Il clima di omertà,che si
venne a creare intorno a questo delitto, non consentì alla magistratura indagini accurate. Non esiste oggi alcuna
documentazione per una verifica degli atti processuali, che un tempo facevano parte dell‟archivio del Tribunale di
Forlì, perché sono stati distrutti nel 1916, durante la prima guerra mondiale, in forza di un decreto
luogotenenziale, riguardante l‟alienazione delle carte fuori uso delle amministrazioni dello Stato.
I Cap “Il fanciullino” o dell’alterità (1855-1912…muore all‟età di 57 anni)
Giovanni Pascoli ebbe in Gabriele D‟Annunzio il solo grande difensore. Egli opera una “rivoluzione
inconsapevole”, determinando una confluenza tra verismo e tradizione classica, tra sperimentalismo e
avanguardia. La continua fedeltà alle memorie familiari è un elemento caratterizzante della poesia pasco liana. Nel
1895 la sua vita è sconvolta dal matrimonio della sorella Ida; questo evento fu vissuto come un imperdonabile
tradimento e come una violazione del “nido”. Lo stesso comportamento gi sarà riservato dalla sorella Maria.
Quando tenderà di fidanzarsi con la cugina, Imelde: Maria però riuscì a far fallire il progetto. Giovanni e Maria
vivranno una vita di intensi e ambigui affetti . Il richiamo persistente è per “le metafore ossessive” della “casa-
nido”, la “siepe”, la “presenza dei morti”. Il non vedere volumizza il sentire e un vago altro da sé convive con il
disadattamento. Il fanciullo è per lui geneticamente innocente perché il suo discorso è ingenuo e senza malizia ed
è di “colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detto. Il fanciullino, prima
di diventare un termine della poetica pasco liana, fu qualcosa che ebbe realtà e vita nel regime psicologico e
affettivo. Per Freud l‟analisi della personalità di un‟artista può chiarire molti aspetti della sua produzione; il
comportamento creativo è associato alle esperienze del vissuto, soprattutto a quelle infantili e all‟ambiente
familiare. Ogni fantasia si ricollega al ricordo che risale all‟infanzia e le fantasie interagiscono con i sogni. Il
fanciullino non conosce la realtà così com‟è, ma come la sente. La vecchiaia sa dire e la fanciullezza sa vedere. La
“siepe” delimita la propria inadeguatezza. Un‟altra fonte d‟ispirazione è il Leopardi, egli rileva parallelamente al
Leopardi il suo vissuto di dolore: Sully è una delle fonti principali di Pascoli. La sua opera principale è Etudes sur
l‟enfance è un trattato di psicologia infantile, che affronta la conoscenza dell‟universo psichico del bambino e
delle sue dinamiche. Per tutto l‟ „800 la cultura europea aveva riservato un particolare interesse per il mondo
dell‟infanzia, in senso pedagogico e culturale e, poi, in una prospettiva psicologica. I romantici avevano
paragonato la condizione infantile allo stato primordiale “di natura” dell‟umanità. Dopo gli anni ‟80
dell‟Ottocento, si comincia ad analizzare in modo più scientifico la psicologia dell‟infanzia focalizzando
l‟attenzione sul fanciullo come un‟autonoma realtà di riferimento. Un punto rilevante del pensiero platonico è la
valutazione positiva della mania o delirio, il momento irrazionale, che ispira i poeti. Per lui, la reinfetazione è
rappresentata dall‟incesto, dal mondo dell‟infanzia e dalla “regressione infantile”. Queste pulsioni convergono
verso un unico esito:lo sdoppiamento della personalità e il suo annullamento nella disidentità. Per Pascoli
l‟elaborazione del lutto è una condizione necessaria per uscire definitivamente da un universo dominato da
angosce psicotiche, che determinano disagi e squilibri. Negando il dolore la perdita dell‟oggetto d‟amore, egli
regredisce alla fase infantile. La spinta alla riparazione è data dalla sua espressione creativa e dalla formazione dei
simboli. L‟identità del Pascoli è scissa in due; il nemico interiore non ha solo paure immotivate, ma anche gioie
innocenti. La poesia del Pascoli è in linea diretta con il suo “romanzo familiare”: perfino la simbologia ha una
stretta interdipendenza con la sua storia familiare. La famiglia è per il Pascoli la causa di tutti i disagi; la famiglia-
nido diventa così una famiglia-prigione. L‟atteggiamento di disagio verso l‟sterno prova il rifiuto del poeta verso
la vita adulta e una propensione alla non-vita,