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Letteratura italiana - Pascoli Appunti scolastici Premium

Appunti di Letteratura italiana su Pascoli. Nello specifico gli argomenti trattati sono: Pascoli e il decadentismo, la vita, il genere letterario, il decadentismo in Italia, la poetica del Pascoli, le opere del Pascoli, la meteorologia ed il Pascoli, "Lavandare", "Nella nebbia".

Esame di Letteratura Italiana docente Prof. P. Scienze letterarie

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aristocrazia separata da chiunque e che della frase "Non vogliamo più la realtà: ridateci il sogno, il

riposo nell'ombra dell'ignoto" ne fanno il motto. Hanno perso fiducia nella scienza e quindi in ciò

che è razionale e per questo esaltano l'irrazionalità, perdendosi anche nel mistero. Viene, da parte

dei poeti, la sfiducia di poter agire sulla realtà, allontanandosi quindi dalla figura di poeta vate (cioè

poeta con una funzione educatrice in senso morale o politico), trasformandosi in poeti veggenti

(cioè il poeta che riesce ad esplorare il mistero e l'ignoto).

Più in particolare, questi poeti prendono due direzioni: quella del superuomo (D'Annunzio) e quella

del ripiegamento sul proprio Io interiore, sulle piccole cose…(Pascoli). Il "maestro" della prima

direzione è certamente Nietzsche, il quale tra le proprie idee teorizzò il mito del "superuomo", il

quale è una figura al di là del Bene e del Male, che vive in assoluta libertà, fuori dalle regole della

società che ripudia, che contrasta tutti i valori politici, religiosi e civili, cercando ogni piacere in un

atteggiamento edonistico e di potere, per potersi distinguere ed elevarsi dalla mediocrità dei barbari

(il popolo comune). Queste idee certamente favorirono l'attecchirsi delle idee fasciste e naziste. I

primi poeti di questa corrente (soprattutto Verlaine, Mallarmé e Rimbaud) vennero chiamati "poeti

maledetti", per il loro atteggiamento oltre le regole della società.

Atteggiamento più pacato, invece, fu adottato dai poeti che seguirono la seconda direzione. Infatti

questi sentirono l'esigenza di ripiegarsi nel proprio Io personale, per scrutarlo, capirlo, sondare il

mistero intrinseco e per cercare una vita interiore autentica, a differenza della falsità della loro

società.

I decadenti consideravano la poesia come l'unica forma di espressione simbolica del mistero del

mondo e dell'Universo intero, che viene colta con frammenti rapidi e densi di significati misteriosi e

simbolici, che solo spiriti sensibili, come i poeti decadenti, riescono a decifrare. La parola quindi

diventa molto importante e assume un doppio significato: quello vero e proprio e quello simbolico,

riuscendole ad attribuire varie sfumature e trasformala addirittura in musica (Verlaine). Vengono

applicate nuove tecniche espressive: il poeta, come un pittore che dipinge con veloci e decise

pennellate, cerca di fissare velocemente e in modo preciso, ciò che coglie dalla realtà. Il linguaggio

è perciò ricco di simbolismi (il più delle volte misteriosi), metafore, sinestesie.

Il Decadentismo in Italia

In Italia questo movimento entrò all'inizio sotto la forma della corrente denominata "Scapigliatura",

anche se questa non riuscì ad attuare un vero e proprio rinnovamento poetico, anche se ne furono i

precursori. Successivamente il Decadentismo sfocio in due importanti figure poetiche: il

D'Annunzio e il pascoli. Le caratteristiche di vita e della poetica del primo, come già detto in

precedenza, erano imperniate sui sensi e rivolte all'estetismo, sviluppando un linguaggio raffinato,

musicale, ricco di simbolismi.

Il secondo, Pascoli, invece impernierò la sua poesia sulla sensibilità delle piccole cose, sul mistero

che circonda l'uomo e sulla trasfigurazione della realtà in un sogno (spesso è presente la nebbia,

elemento che rende al paesaggio un senso di mistero e di irrazionale), sul costante utilizzo di

simbolismi (il focolare domestico e il concetto del nido), sulla musicalità della poesia, sulla

delusione per la modernità, sull'attrazione dell'irrazionale e sulla quasi continua presenza della

morte.

Molti poeti cercarono di seguire il Pascoli, trasformando però le "piccole cose" nelle "buone cose di

pessimo gusto", poetando sulle cose quotidiane, in un ambiente di bassa borghesia (i più importanti

poeti sono: Marino Moretti, Corrado Govoni, Guido Gozzano.

La poetica del Pascoli

Come già ricordato in precedenza questo scrittore interpretò la direzione più "tranquilla" del

movimento decadentista. Infatti molte delle sue poesie prendono spunto dalla "piccole cose" della

vita umile e comune, una vita avvolta nel mistero e nella sofferenza. Per il Pascoli comunque la vita

non è un dramma, ma piuttosto una ricerca del doppio significato delle piccole cose, un significato

che lo può scoprire solo un poeta, che, con la sensibilità e lo stupore di un fanciullino che scopre per

la prima volta il mondo, riesce ad intuire. Il linguaggio è molto veloce, espressivo, con ritmi

cadenza che danno alla poesia un tono musicale. Ci sono varie note impressionistiche e il

linguaggio è piuttosto ridotto all'essenziale, cosa che prelude alla letteratura del Novecento

(ermetismo). Il lessico è un'alternanza di parole dotte a parole comuni, denotando però una

profonda conoscenza in ambito botanico: infatti quando tratta di alberi e piante (ma anche di

animali), chiama per il proprio nome specifico il soggetto in questione. Ma soprattutto il Pascoli

cerca di evidenziare il doppio significato delle cose, la loro anima, adottando un linguaggio ricco di

allusioni e analogie. Cura, inoltre, molto l'aspetto fonico, anche questo presente su due livelli: il

primo livello si riferisce a quello diretto che si percepisce leggendo la poesia; il secondo, più

profondo, lo si sente immergendosi nella poesia e cogliendone ogni suono come se fosse reale,

riuscendo così a sentirsi in mezzo al contesto della poesia. Quindi ogni parola assume un significato

fonosimbolico.

Le tematiche assunte dal Pascoli sono quelle della natura e delle piccole cose (la natura, la

campagna, la poetica del fanciullino, cantati in opere come "Canti di Castelvecchio", in "Myricae",

"Primi poemetti" o in "Poemetti nuovi"), la morte e il mistero (la morte consente, al poeta, il

ricongiungimento con i propri cari morti. Vede in queste poesie l'umanità come un'ombra che vaga

smarrita sulla Terra avvolta dal mistero, come nella poesia "Nella nebbia"), il ricordo e il dolore (il

dolore nel ricordo del padre assassinato, il Male che vince nel mondo, atomo opaco del male, per

colpa degli uomini, che esorta ad essere più buoni, e non per colpa della Natura, madre buona), il

cosmo (in quanto è un mare di mistero), impressioni ("Il tuono", "Il lampo", "Il temporale").

Dopo questo elenco delle tematiche del Pascoli, si può notare come i temi del Decadentismo siano

evidenti: il ripiegamento del poeta in se stesso e nelle piccole cose, l'attrazione, mista a paura, verso

l'ignoto e il mistero, il ricordo quasi continuo alla morte e la ricerca di un qualcosa al di là di questa.

Ma vediamo un po' più in dettaglio queste raccolte di opere.

Le opere del Pascoli

La prima raccolta del Pascoli uscì nel 1891 con 22 liriche (la 4° edizione del 1897 ne conteneva ben

156) con il nome di "Myricae". Questo nome, preso dalla 4° bucolica (componimento poetico

spesso in forma di dialogo) di Virgilio. La raccolta si caratterizza dalla presenza di argomenti

semplici e modesti, che spesso ricadono sul tema della famiglia e della vita campestre (nelle opere

del Pascoli il paesaggio assume un forte significato, evidenziando anche l'animo dello scrittore

stesso. In particolare è da ricordare che le tamerici sono umili pianticelle prese come simbolo di una

poesia senza pretese. Le due poesie certamente più importanti di questa raccolta sono "X agosto" e

"Lavandare".

La prima tratta della morte del padre, avvenuta proprio il 10 agosto dove il cielo, secondo il poeta,

piange con le proprie stelle la morte di suo padre e la malvagità del mondo, atomo opaco del Male.

In questa poesia è forte la presenza del focolare domestico, della famiglia e del nido famigliare.

La seconda invece è ambientata in novembre, mese caro al poeta in quanto presenta giorni nebbiosi

avvolti nel mistero, in un'atmosfera quasi sospesa tra sogno e realtà e dove un aratro abbandonato in

mezzo a un campo mezzo arato, assume il significato simbolico di chi, come la lavandara, ha perso

l'affetto che dava un senso alla propria vita. E' chiaro che nella solitudine della donna il poeta

riflette la propria.

Nel 1897 esce la raccolta "Primi poemetti", nel 1903 quella dei "Canti di Castelvecchio" e nel 1909

una nuova raccolta, i "Nuovi poemetti". Entrambe queste raccolte sono legate ai temi trattati in

"Myricae". Infatti anche qui sono frequenti i collegamenti alla vita dei campi e alla vita trascorsa in

famiglia. In queste raccolte le impressioni e i simboli si fanno ancora più presenti, vengono

utilizzate anche forme dialettali prese dal mondo contadino e, specie nei poemetti vengono descritte

fasi importanti della vita agricola, come la mietitura e la vendemmia.


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AUTORE

luca d.

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze letterarie Prof.

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