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Italo Calvino

“Il sentiero dei nidi di ragno” (1947)

Italia, periodo della Resistenza. In un piccolo paese ligure della Riviera di Ponente, valli e boschi

dove la lotta partigiana è più forte, Pin è un bambino di circa dieci anni, orfano di entrambi i

genitori, tremendamente solo e in perenne ricerca di integrarsi con gli adulti del vicolo e dell'osteria.

Offeso per le relazioni sessuali che la sorella prostituta, la Nera di Carrugio Lungo, intrattiene con i

militari tedeschi e provocato dagli adulti a provare la sua fedeltà, Pin sottrae a Frick, l'amante della

donna, la pistola di servizio, una Walther P38, e la sotterra in campagna, nel luogo, sconosciuto a

tutti, in cui è solito rifugiarsi, dove i ragni fanno il nido. Il furto sarà poi causa del suo internamento

in prigione. Qui entra a contatto con la durezza della vita di carcerato e con la violenza perpetrata da

uomini su altri uomini. Qui incontra Pietromagro, ma specialmente Lupo Rosso, un giovane della

Resistenza, che in prigione subiva interminabili interrogatori e violenze. Quest'ultimo aiuta Pin ad

evadere dal carcere, ma una volta fuori, Lupo Rosso lascerà inavvertitamente Pin a se stesso, a

girovagare nel bosco da solo, finché non incontra Cugino. Questi lo condurrà al gruppo di militanti

partigiani a cui appartiene, il distretto del Dritto. Qui conosce personaggi dalla dubbia eroicità,

caratterizzati dai più comuni umani difetti: Dritto, Pelle, Carabiniere, Mancino, Giglia, Zena il

lungo, Kim e Ferriera. Una sera, Dritto appicca erroneamente il fuoco all'accampamento,

costringendo i compagni partigiani ad insediarsi in un vecchio casolare dal tetto sfondato. Un litigio

col capo brigata irrita Pelle a tal punto da spingerlo al tradimento dei suoi compagni: parte per il

villaggio, lungo il percorso dissotterra la P38 e se ne impossessa, e infine rivela ai tedeschi

l'insediamento partigiano. Presto la Resistenza provvede a freddarlo. Il giorno seguente i

comandanti partigiani fanno sopralluogo nel distretto del Dritto, e, venuti a conoscenza

dell'avvenuto, decidono di giustiziare il Dritto per l'accaduto, ma solo in seguito l'imminente

battaglia. Casualmente Pin viene a conoscenza della relazione adultera tra lo stesso Dritto e Giglia.

La sera arrivano vittoriosi tutti gli altri partigiani. Poiché l’accampamento non è più sicuro come

prima, si mettono tutti in cammino e raggiungono la postazione di altri partigiani. Qui, tutti iniziano

a parlare e la discussione si accende quando Pin comincia a rivelare quello che ha visto la mattina,

mordendo la mano di Dritto che tentava di zittirlo. Con quel gesto rabbioso esce dal casolare e

scappa via di corsa. Incontra di tanto in tanto dei tedeschi e dopo alcuni giorni di marcia, arriva al

suo villaggio o almeno quello che ne resta dopo il rastrellamento dei nazisti. Ancora una volta si

rifugia nel suo luogo segreto, ma vi trova tutta la terra rimossa e la pistola scomparsa: è quasi sicuro

che sia stato Pelle. Rattristato si reca dalla sorella, suo unico contatto con il mondo, molto sorpresa

di vederlo. Mentre conversa con lei, viene a sapere che lei possiede una pistola datale da un giovane

delle brigate nere sempre raffreddato. Pin capisce che si tratta di Pelle e che la pistola è proprio la

P38 che lui aveva sottratto al tedesco e aveva sotterrata al sentiero dei nidi di ragno. Se la riprende

con rabbia e gridando contro la sorella va via di casa. Si sente ancora più solo, fugge verso il

sentiero dei nidi di ragno, dove incontra nuovamente Cugino. Durante la conversazione che

intrattengono, Pin realizza che proprio Cugino è l'unico vero amico, un adulto che si interessa

persino ai nidi di ragno scoperti da Pin. Ma Cugino dice a Pin che vorrebbe andare con una donna,

dopo tanti mesi passati in montagna. Pin rimane male, proprio Cugino che era sempre stato così

ferocemente critico verso le donne. Anche lui, pensa Pin, è come tutti gli altri adulti. Parlano della

sorella prostituta, Cugino è interessato e si fa indicare la sua abitazione. Si allontana portandosi

proprio la pistola che Pin gli presta mentre tiene a guardia lo sten di Cugino. Dopo pochi minuti Pin

sente degli spari venire dalla città vecchia. Pensa che Cugino sia stato imprudente, forse ha trovato

dei tedeschi a casa della sorella, forse è rimasto ucciso. Ma ecco, invece, che ricompare: troppo

presto rispetto a quello che aveva detto di voler fare con la prostituta. Il bambino è felice: Cugino

gli dice che ci ha ripensato, che non ha voglia di andare con una donna. È probabile che abbia

provveduto ad uccidere la sorella di Pin perché complice delle truppe tedesche, ma questo fatto

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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