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Letteratura italiana moderna e contemporanea

Rapporto tra modernità e classicità

È opportuno a proposito della produzione poetica e riflessione teorica del poeta Ungaretti. Programma del corso: produzione poetica di Ungaretti dal sentimento del tempo alla terra promessa: quella parte della prassi poetica e riflessione teorica ungarettiana che normalmente non è studiata. La critica ufficiale è ferma al primo periodo della produzione poetica (Porto Sepolto e Allegria). Queste poesie sono del 1916 e lui muore nel 1972: pubblica fino al 1967-68.

Produzione che muta nell'arco degli anni con una propria consapevolezza critica nel rapporto con situazioni naturali in movimento come l’informale di Frotieu, la sperimentazione narrativa e poetica e musicale (musica di John Cage, Luigi IX, rapporto tra esecuzione, formulazione musicale e il ritmo della poesia). Sono aspetti che hanno il loro esito in una prassi poetica che muta nel tempo.

Prassi poetica e riflessione teorica

Nel programma: Meridiano, a cura di Carlo Ossola: collana che ha come modello un’altra grande collana, quella della Pleiad (collana francese che fa riferimento alle Pleiadi e che pubblica i più grandi scrittori francesi). La collana mondadoriana dei Meridiani è stata fondata dopo quella francese, nel 1969, ed il primo autore pubblicato nei Meridiani fu Ungaretti, nel 1969 esce il primo Meridiano dedicato a Ungaretti “Vita d’un uomo, tutte le poesie a cura di Leone Piccioni”.

Nel 2010, Ossola, uno dei più importanti studiosi della poesia ungarettiana, ha curato una nuova edizione per i Meridiani di Vita d’un uomo di Ungaretti, in cui è proposto un apparato di variantistica già proposto da Piccioni. Altri due Meridiani sulla riflessione teorica e l’attività didattica di Ungaretti: Meridiano Ungaretti vita d’un uomo, saggi e interventi, a cura di Mario Diacono e Luciano Rebai: raccoglie i principali saggi teorici di Ungaretti. Altro volume: Viaggi e lezioni, a cura di Paola Montefoschi. Ungaretti è stato professore di letteratura italiana moderna e contemporanea, ha insegnato in Brasile e al suo ritorno dopo la guerra ha avuto la cattedra alla Sapienza di Roma.

Rapporto tra classicità e modernità

I testi delle sue lezioni mettono particolarmente in evidenza il rapporto tra classicità e modernità, tradizione e innovazione. Alcuni e fondamentali sono i nomi di riferimento: Petrarca, Agostino, Pascal e Leopardi. Filo conduttore che a partire dalla riflessione sul tempo e sullo spazio che si svolge all’interno delle comprensioni agostiniane, passa dal testo/pensiero agostiniano alla riflessione teorica che prelude alla composizione del canzoniere petrarchesco e alla concezione del rapporto tra parola e silenzio nella prassi poetica petrarchesca e dunque in un rapporto tra silenzio e parola, infinito e finito, indeterminato e determinato, oscurità e segno che si ripropone nel pensiero pascaliano nei termini della riflessione sul rapporto tra la determinazione dell'esistenza come segmento tra l’abisso del nulla che precede la nascita e l’abisso del nulla che segue alla morte.

La dolcezza del naufragio

Riflessione tra tempo e atemporalità, tra determinazione del segno e la indeterminazione dell’infinito, tra trascorrere convenzionale del tempo e la permanenza dell’infinito che rimanda alla riflessione leopardiana in cui si esprime quella dolcezza del naufragio (e il naufragar m’è dolce in questo mare) che in Ungaretti sarebbe diventata Allegria. È attraverso questo rapporto continuo e la riflessione sul pensiero di questi poeti/filosofi e nel rapporto che essi hanno tra loro che, attraverso la riflessione, si passa alla sperimentazione di una nuova parola poetica in un percorso trentennale: dalle poesie del sentimento del tempo (‘30), fino a quelle della terra promessa (‘60).

Principi di poetica basilare

Il corso parte dalla definizione di principi di poetica basilare tenendo in considerazione l’Allegria, per poi passare al sentimento del tempo. Il titolo che raccoglie questi libri è “Vita d’un uomo”: a partire dalla prima edizione della Mondadori dell’Allegria “Lo Specchio”, collana di poesia, prosa, poesia, traduzione di cui le più importanti sono da Gongora e Blake (la sua opera di traduzione è contenuta in un Meridiano intitolato Ungaretti traduttore).

Lo Specchio

Lo Specchio era una collana importante della Mondadori perché per un periodo che va dagli anni 20-30, fino ai 70, aveva molto prestigio, dando dignità canonica ai poeti che vi venivano pubblicati. Nel procedimenti di formazione e affermazione del canone è molto importante la collana e casa editrice in cui si viene pubblicati. A cominciare dalla collana dello Specchio, che ha una diversità anche di tipo tipografico, Ungaretti definisce ogni aspetto della propria produzione sia in versi che in prosa, sia di teoria che di critica e traduzione, sotto il comune titolo di “vita d’un uomo”.

Vita e opera

Questo non è un espediente editoriale, ma collega la sua riflessione teorica alla sperimentazione: ricollega ogni aspetto della sua attività con una spia data da questo titolo che mette in evidenza il rapporto tra la vita e l’opera, o meglio tra letteratura e vita. Altro libro: Antonio Saccone, Ungaretti, dimostrare conoscenza di due opere di narrativa e due raccolte poetiche, da studiare attraverso il supporto di un saggio critico scelti da noi. Le opere devono essere del 1º novecento una poesia e una narrativa e del 2º novecento di primo e secondo novecento e devono essere di autori diversi. Per lingue: solo il sentimento del tempo e non portiamo il libro del Saccone. Viaggi e lezioni non è obbligatorio, ma è obbligatorio quello a cura di Diacono.

Biografia di Ungaretti

Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888, l’8 o 10 di febbraio (in realtà l’8, ma registrato il 10) e muore nel 1970 a Roma. Il Porto Sepolto esce nel 1916 ed è la prima raccolta poetica pubblicata a cura di Ettore Serra a pg-75 (quasi fine libro) del Meridiano: Vallecchi, Firenze, pubblica l’Allegria con poesie del Porto Sepolto e altre composte tra 1916 e 1919. Nel 1933 a Roma, presso edizioni di Novissima, esce il Sentimento del Tempo. Nel 1947, sempre edizioni Mondadori a Milano, esce il Dolore, che raccoglie componimenti scritti tra il 1937 e 1946 (il dolore costituisce in parte una parentesi, nel senso che vi si prosegue questo discorso, il quale raggiunge certi aspetti di evoluzione, ma sono poesie legate ad una situazione biografica particolare, morte fratello e figlio, che in qualche modo esulano da quello che è il discorso che costituisce il filo conduttore della poetica ungarettiana).

Opere principali

Nel 1950 a Milano da Mondadori esce la Terra Promessa, il titolo è La Terra Promessa-Frammenti. Nel 1954 esce un’altra edizione della Terra Promessa-Frammenti ancora presso Mondadori con apparato critico delle varianti a cura di Leone Piccioni. Segue nel 1952 la raccolta Un grido e Paesaggi che nel 1954 viene pubblicata dallo Specchio Mondadori sotto il titolo di tutte le opere di Ungaretti Vita di un uomo. Nel 1960 esce il Taccuino del Vecchio con poesie che vanno dal 1952 al 1960. Nel 1965 Apocalissi e 16 traduzioni e nel 1970 esce il poemetto L’Impietrito e il Velluto presso le edizioni della grafica Romero di Roma in una raccolta che contiene anche due acqueforti di Pietro Dorazio.

Biografia di Montale

Montale nasce nell’88, 8 anni dopo Ungaretti e muore nel 1980. La sua attività poetica comincia nel 1925 con la pubblicazione degli Ossi di Seppia a cui segue nel 39 la pubblicazione delle Occasione, nel 56 la Bufera, dopo un periodo di silenzio interrotto da Xeni e raccolta nel volume del 1970 “Satura”: a questo volume che dà il via al secondo tempo della poesia montale fanno seguito a distanza di due tre anni il Diario del 71-72 e il Quaderno dei Quattro Anni.

Attività poetica di Montale e Ungaretti

Con una attività poetica che come quella di Ungaretti copre l’intero secolo e anche si evolve in maniera molto forte, allontanandosi ma anche rovesciando i presupposti e accenti iniziali: la critica ha studiato soprattutto la prima parte dell’opera ungarettana, soprattutto l’Allegria e Porto Sepolto e Sentimento del Tempo e il primo tempo di Montale (Ossi, Occasioni e Bufera). Laddove minore importanza è stata data al secondo periodo di entrambi, ma anche per un problema di distanza cronologica: nel 1960 quando la critica comincia a occuparsi dei nuovi poeti, ancora il secondo tempo della poesia montale non era ancora cominciato.

Lo studio della contemporaneità è complicato in quanto richiede la conoscenza del passato e l’aggiornamento sul presente, provocando una situazione di strabismo in quanto si devono tenere in considerazione tutti questi aspetti: nel 1960 la critica letteraria doveva metabolizzare l’apporto che i versi della Bufera davano al discorso montale già avanzato con gli Ossi e le Occasioni (come cambia l’opera, il panorama poetico…) quindi, concentrati in questo studio, hanno dato meno attenzione alle altre opere che venivano pubblicate.

Maestri dell'ermetismo

Sia Ungaretti che Montale sono stati considerati i maestri dell’ermetismo, che in realtà si forma, nasce, si definisce ben dopo di loro prendendoli tuttavia ad esempio e modello come maestri della propria sperimentazione poetica: l’ermetismo nella sua accezione più corretta nasce a Firenze nel 1938 intorno a una piccola rivista “Campo di Marte” diretta da Alfonso Gatto e Vasco Pratolini: i maggiori esponenti dell’ermetismo fiorentino della generazione del 1914 Luzzi, Alessandro Parronchi, Piero Bigongiari più quelli della prima stagione di Vittorio Sereni (direttore di una rivista “Corrente di vita giovanile” e poi solo “Corrente”).

Campo di Marte dura solo un anno 37-38. Il termine ermetismo era stato usato da un critico Francesco Flora nel recensire l’Allegria di Ungaretti, mettendo in evidenza come il sistema di tipo analogico che dominava nella strutturazione delle poesie dell’Allegria la rendesse sostanzialmente incomprensibile, chiusa ermeticamente alla lettura e alla comprensione altrui.

Il linguaggio ermetico

Da questo termine che avrebbe poi interessato anche il linguaggio ricercato e incomprensibile di Montale, nasce poi la definizione di ermetismo, nascendo molto prima dell’effettivo movimento ermetista (figlia di Babilonia o barca (Luzzi) o attesa (Parronchi)). In realtà gli ermetici guardavano alla poesia di Ungaretti e Montale come un modello: soprattutto al Sentimento del Tempo e alla poesia dell’Occasione. La poesia ermetica nel suo insieme resta ai margini del discorso critico e del canone letterario fino almeno alla fine anni 60 e inizio 70 in quanto in qualche modo viene coinvolta nell’accusa di non essersi schierata/o apertamente contro il fascismo.

In contrasto con posizioni che erano state prese in ambito di scrittura di tipo neorealistico. Questo fa sì che alcuni testi vengano meno studiate nelle scuole e, soprattutto nella critica di sinistra, c’è questa obiezione di fondo che ancora persiste in maniera non giusta in quanto durante il regima fascista, o si pubblicava secondo i dettami dei ministri, o non si pubblicava. Nel 1936 viene chiusa una rivista fiorentina che durava da 10 anni “Solaria” dove pubblica Manzini, Vittorini, molti scrittori italiani e stranieri.

Ungaretti e il fascismo

L’aspetto importante di questa rivista che vive in epoca fascista tra 1926 e 1936 è quello di svegliare il provincialismo culturale artistico italiano nel costituire forti rapporti tra letteratura italiana e quella europea pubblicandone pezzi: chiude in quanto pubblica piani Proust e Jidde che erano sia ebrei che omosessuali. Gli ermetici non prendono aperta posizione contro il fascismo e portano avanti la loro sperimentazione poetica che in qualche maniera proprio in quelle che ne erano le caratteristiche vanno a rinnegare i fini e le idee del regime fascista, e vengono quindi messi da parte, così come Montale e Ungaretti ma soprattutto Ungaretti.

Montale scriveva nel Corriere della Sera, presenza intellettuale più incisiva anche perché Ungaretti aveva avuto la prima cattedra di lett ita mod e cont alla Sapienza di Roma e nelle carte dell’archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti (FI) c’è una lettera del preside della facoltà di lettere e filosofia per Ungaretti dove sospende il suo insegnamento per collisione col regime fascista. Fu solo grazie a Natalino Sapegno (scrisse storia della letteratura italiana ed era curatore delle 3 cantiche della Divina Commedia), che insegnava letteratura italiana alla Sapienza di Roma, di sinistra.

Critiche e riabilitazioni

I cristiani gli fanno pagare il fatto che si fece fare una prefazione da Mussolini nel Sentimento del Tempo e nell’Allegria: questo provocherà il disdegno di parte della critica letteraria nei confronti dell’opera di Ungaretti. (Paulhan Jean dalla 1 GM fino alla morte continua la sua forte amicizia con Ungaretti. Nel periodo subito prima della 2GM, Ungaretti sta a Sao Paolo dove insegna lett ita insieme alla moglie e ai figli, dove morirà Antonietto. Nel 1938 torna per alcuni giorni a Roma per rinnovare i passaporti e scopre –lo scopriamo nelle lettere che manda a Jean- che l’Italia sta per dichiarare guerra alla Francia. (Film tutti a casa) quando lo scopre esplode e comincia a criticare il governo e viene messo in galera per una settimana fino a quando Mussolini lo rimanda in Brasile)

A partire dagli anni 70 si riprende lo studio della sua attività, esce il libro di Ossola sulla sua produzione, che però anche questa volta ne privilegia solo la prima parte. Solo in seguito si studierà anche la seconda parte ed evidenziare il percorso evolutivo del discorso ungarettiano. Questo cambiamento del discorso poetico è qualcosa di determinante nella revisione del discorso poetico ungarettiano e più che in ogni altro autore in quanto Ungaretti gli ha dato più importanza di qualsiasi altro autore: le VARIANTI.

Importanza delle varianti

Le poesie s’inseriscono in una sperimentazione e a seconda di come le parole vengono sostituite nel processo di creazione, può cambiare anche il senso stesso della poesia. Ungaretti, tramite il lavoro portato avanti da Piccioni, ha tramandato attraverso il lavoro di Piccioni e la pubblicazione del suo lavoro, ha dato importanza a quello che era il lavoro preliminare alla costituzione definitiva di ogni poesia: ne mette in rilievo non solo il processo di elaborazione ed evoluzione, dal punto di vista linguistico e semantico, ma anche in evidenza come nell’ambito della sua stessa singola elaborazione ogni testa abbia subito delle variazioni anche radicali che lo hanno posto in rapporto con gli altri in maniera diversa a seconda di questi cambiamenti: la storia poetica viene fatta sia con il testo effettivo che con le sue varianti.

Processo di evoluzione dei testi

Ungaretti continuava a fare varianti anche dopo la pubblicazione dei testi, modificandoli magari in una edizione successiva e cambiandone anche il senso. (scriveva in penna verde). (tipo di critica letteraria “Critique Genetique” che si basa soprattutto sui processi di evoluzione dei testi.)

Due testi: Poesia "Commiato" e Saggio "Innocenza e memoria"

Rapporto dialettico che si pone nella sperimentazione poetica di Ungaretti tra innocenza e memoria. Questo rapporto dialettico non solo è alla base della sperimentazione poetica e linguistica ungarettiana, ma è anche un filo conduttore lungo il quale si svolge tutto il processo di evoluzione della stessa sperimentazione poetica ungarettiana.

Negli anni 60, nonostante la radicale evoluzione dal punto di vista formale e teorico, il discorso, la riflessione si mantiene fedele al rapporto tra questi due aspetti, poli che si costituiscono negli anni 20, gli anni di stesura dei testi che costituiscono l’Allegria. Questo rapporto di tipo dialettico, viene a esplicarsi soprattutto a partire da quella dichiarazione di poetica che non a caso si pone nell’ultima poesia della prima raccolta poetica, Il Porto Sepolto: una poesia che nell’edizione definitiva dei Meridiani s’intitola Commiato, ma il cui titolo era stato sottoposto all’opera delle varianti e variazioni, in quanto è in questo testo che Ungaretti dichiara la propria concezione di poesia.

Siamo nel 1916 e solo nel 1913 e prima nel 1912 erano stati pubblicati i manifesti futuristi sulla letteratura. Quei manifesti in cui a partire dal titolo si metteva in crisi non solo tutto l’istituto linguistico e letterario, non solo il codice linguistico tradizionale (distruzione sintassi, parole in libertà) ma anche ogni genere artistico e/o letterario: non più considerato nella propria singolarità (poesia, prosa, racconto, pittura, scultura), ma percepiti invece nella potenzialità dirompente della loro interazione quindi in che modo la parola potenziata dall’immagine e anche dalla propria immagine grafica tipografica, in che modo poteva interagire anche con la musica e come questo eludesse la prevedibilità del processo semantico del segno e della parola e contemporaneamente ne potenziasse la potenzialità semantica.

Rivoluzione dell'arte

Una delle grandi rivoluzioni apportate al concetto di arte dall’avanguardia è individuabile in questo: nella caduta dei generi. Con Ungaretti, che nomina la sua prima raccolta col titolo Poesia, lo fa perché riparte da zero, dando una definizione precisa: non ci sono più generi, sintassi, grammatica e si parte da zero per reperire il valore poetico della parola, la funzione della parola poetica verso la realtà e verso la percezione stessa di quella determinata realtà. Per questo questa parola viene recuperata nel suo valore minimale, ma anche nel massimo della propria possibilità espressiva: recuperata nella sua dimensione minimale e messa da una parte in evidenza della sua funzionalità segnica (parola come segno) e del suo rapporto già dialettico con il bianco della pagina, il silenzio da cui deriva.

La funzionalità segnica vale quando individuo quella parola come un segno, al di là del suo senso o significato, un segno che si staglia nel bianco della pagina e che quindi intraprende un rapporto con quel bianco, interrompendolo: è la parola che interrompe/interagisce il silenzio, ma è attraverso la differenza del suo...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lightside-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Papini Maria Carla.
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