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Prima lezione: l'età della Restaurazione

I Congresso di Vienna

Dopo la fine delle guerre napoleoniche e del periodo rivoluzionario, l'Europa sembra voler restaurare le strutture dell'Antico Regime: tutte le conquiste della rivoluzione francese vengono messe in discussione e ritornano sul trono il valore dell'autorità, l'uso della religione come sostegno al potere, l'aristocrazia come guida della società. Siamo nella cosiddetta età della Restaurazione, che si fa cominciare con il Congresso di Vienna e mantiene i suoi caratteri salienti fino al 1830.

Per Restaurazione si intende il movimento di reazione alle idee della Rivoluzione francese, propagandate in Europa attraverso gli eserciti napoleonici, e che in genere viene fatta coincidere con il periodo del Romanticismo letterario e dell'Idealismo filosofico.

Il Congresso di Vienna si apre nel 1814-1815 ed è guidato dalla Santa Alleanza, ovvero un’unione tra l’Impero Austriaco, la Prussia e la Russia, con l’aggiunta tardiva della Francia in cui viene restaurata la monarchia. Solo l’Inghilterra ne resta fuori e, con il suo regime costituzionale, resta l’unico luogo libero e non assolutista dell’Europa: infatti è lo stato che si impone come principale potenza mondiale.

Le linee guida per l’assegnazione dei territori europei ai vari sovrani sono essenzialmente due: quella che segue il «principio di equilibrio» ovvero di non concedere ad alcun paese la supremazia territoriale in Europa, e quella del «principio di legittimità» ovvero di riassegnare il trono ai legittimi sovrani dei loro Stati, come nella Francia del dopo-Rivoluzione riassegnata al successore di Luigi XVI.

Nel Congresso si fronteggiano due linee politiche contrapposte: quella di un puro e semplice ritorno al passato e quella di un «conservare progredendo». In effetti, viene messa in discussione la concezione della Storia di stampo illuministico, secondo cui è solo l’intelletto umano che consente di perseguire fini nobili e di condurre l’umanità verso la felicità; il secolo del Lumi era infatti tramontato nell’epoca del Terrore e nelle guerre napoleoniche, sicché la nuova ideologia dominante è quella di una Storia retta dalla Provvidenza divina che s’incarica di perseguire i fini al di là di quelli che l’uomo ingenuamente vorrebbe conseguire con le sue sole forze.

Quest’ultima posizione è propriamente quella dominante della Restaurazione, che prende spunto dalle idee di François-René de Chateaubriand (con il Genio del Cristianesimo del 1802) e soprattutto di Joseph de Maistre che con l’opera Del Papa (1819), sostiene la concezione della storia come depositaria di valori trascendentali: nel Medioevo la chiesa è stata il sostegno dell’ordine sociale e questo la rende superiore a qualsiasi altro potere.

Capitalismo e borghesia

Sebbene sia questa la tendenza dominante, la borghesia ha acquisito una nuova coscienza di se stessa come protagonista dello sviluppo economico e sociale: ha scoperto i valori nazionali e il bisogno di forme più libere di espressione politica. Per questo, proprio durante gli anni della Restaurazione, le potenze europee vedono accrescere enormemente la produzione economica e il commercio. L’agricoltura è ancora la forma di sussistenza principale, sebbene in Europa e negli Stati Uniti l’industrializzazione subisca una prima violenta accelerata.

Con l’invenzione delle navi a vapore (tra il 1807 e il 1838) e della ferrovia (dal 1825 in poi), si assiste a un incremento enorme dell’estrazione di ferro e carbone. Le iniziative industriali consentono una comunicazione molto più veloce e dunque permettono scambi continui tra i paesi. Il mutamento principale è forse quello del progresso industriale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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