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Letteratura italiana - età della Restaurazione

Appunti di Letteratura italiana per l'esame del professor Colaiacomo. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'età della Restaurazione con il Congresso di Vienna, l’Inno a Satana di Carducci (1863), i confronti con gli intellettuali italiani Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni.

Esame di Letteratura italiana docente Prof. C. Colaiacomo

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Prima lezione

L’età della Restaurazione

1. I C V

L ONGRESSO DI IENNA

Dopo la fine delle guerre napoleoniche e del periodo rivoluzionario,

l’Europa sembra voler restaurare le strutture dell’Antico Regime: tutte

le conquiste della rivoluzione francese vengono messe in discussione e

ritornano sul trono il valore dell’autorità, l’uso della religione come

sostegno al potere, l’aristocrazia come guida della società. Siamo nella

cosiddetta età della Restaurazione, che si fa cominciare con il

Congresso di Vienna e mantiene i suoi caratteri salienti fino al 1830.

Per Restaurazione si intende il movimento di reazione alle idee della

Rivoluzione francese, propagandate in Europa attraverso gli eserciti

napoleonici, e che in genere viene fatta coincidere con il periodo del

Romanticismo letterario e dell’Idealismo filosofico.

Il Congresso di Vienna si apre nel 1814-1815 ed è guidato dalla

Santa Alleanza, ovvero un’unione tra l’Impero Austriaco, la Prussia e la

Russia, con l’aggiunta tardiva della Francia in cui viene restaurata la

monarchia. Solo l’Inghilterra ne resta fuori e, con il suo regime

costituzionale, resta l’unico luogo libero e non assolutista dell’Europa:

infatti è lo stato che si impone come principale potenza mondiale. Le

linee guida per l’assegnazione dei territori europei ai vari sovrani sono

essenzialmente due: quella che segue il «principio di equilibrio» ovvero

di non concedere ad alcun paese la supremazia territoriale in Europa, e

quella del «principio di legittimità» ovvero di riassegnare il trono ai

legittimi sovrani dei loro Stati, come nella Francia del dopo-

Rivoluzione riassegnata al successore di Luigi XVI.

Nel Congresso si fronteggiano due linee politiche contrapposte:

quella di un puro e semplice ritorno al passato e quella di un

«conservare progredendo». In effetti, viene messa in discussione la

concezione della Storia di stampo illuministico, secondo cui è solo

l’intelletto umano che consente di perseguire fini nobili e di condurre

l’umanità verso la felicità; il secolo del Lumi era infatti tramontato

nell’epoca del Terrore e nelle guerre napoleoniche, sicché la nuova

ideologia dominante è quella di una Storia retta dalla Provvidenza

divina che s’incarica di perseguire i fini al di là di quelli che l’uomo

ingenuamente vorrebbe conseguire con le sue sole forze. Quest’ultima

posizione è propriamente quella dominante della Restaurazione, che

prende spunto dalle idee di François-René de Chateaubriand (con il

Genio del Cristianesimo del 1802) e soprattutto di Joseph de Maistre che

con l’opera Del Papa (1819), sostiene la concezione della storia come

depositaria di valori trascendentali: nel Medioevo la chiesa è stata il

sostegno dell’ordine sociale e questo la rende superiore a qualsiasi

altro potere.

2. C APITALISMO E BORGHESIA

Sebbene sia questa la tendenza dominante, la borghesia ha acquisito

una nuova coscienza di se stessa come protagonista dello sviluppo

economico e sociale: ha scoperto i valori nazionali e il bisogno di forme

più libere di espressione politica. Per questo, proprio durante gli anni

della Restaurazione, le potenze europee vedono accrescere

enormemente la produzione economica e il commercio. L’agricoltura è

ancora la forma di sussistenza principale, sebbene in Europa e negli

Stati Uniti l’industrializzazione subisca una prima violenta accelerata.

Con l’invenzione delle navi a vapore (tra il 1807 e il 1838) e della ferrovia

(dal 1825 in poi), si assiste a un incremento enorme dell’estrazione di

ferro e carbone. Le iniziative industriali consentono una comunicazione

molto più veloce e dunque permettono scambi continui tra i paesi. Il

mutamento principale è forse quello del paesaggio: le città e i nuovi

centri industriali crescono a ritmo vertiginoso, sventrando campagne e

installandoci mattoni e ferro. Le aree rurali si impoveriscono a favore

delle città industrializzate, dove tra l’altro cresce il peso del ceto medio

fatto di amministratori, impiegati, artigiani e piccoli commercianti. Ma

modificano anche l’immaginario: pensiamo a come gli scrittori possano

aver visto la potenza delle macchine, ora mostruose creazioni della

mente umana, ora entusiastici strumenti per lo sviluppo e il progresso.

Il treno diventa forse la figura essenziale dell’Ottocento europeo, si

pensi anche solo alle opere La bestia umana di Zola (1890) o ai romanzi

di Charles Dickens, ma anche a novelle di Verga e Pirandello, nonché

soprattutto all’Inno a Satana di Carducci (1863), in cui si legge:

Un bello e orribile mostro si sferra.

Corre gli oceani, corre la terra:

Corusco e fumido come i vulcani,

i monti supera, divora i piani.

Sorvola i baratri, poi si nasconde

per antri incogniti, per vie profonde.

Ed esce e indomito di lido in lido

come di turbine manda il suo grido...


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (letterature - linguaggi - comunicazione culturale)
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher canerabbioso di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Colaiacomo Claudio.

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