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LETTERATURA ITALIANA

ROMANTICISMO

prima metà dell’Ottocento.

Il Romanticismo è una corrente culturale che si a erma nella

Si appoggia all’Idealismo, che nasce in Germania e ha come principale rappresentante il

losofo Hegel, che a erma la coincidenza tra reale e ideale, tra azione e pensiero, tra

teoria e pratica. La conseguenza logica di questa posizione è che l’ideale non è più

qualcosa di astratto, ma qualcosa di concreto, che vediamo e proviamo. Ecco perché si

loso a della storia,

a erma la considerata una maestra di vita. La storia è vista come

un viaggio su un percorso circolare che, nonostante tutto, punta sempre al bene.

Il Romanticismo accoglie tutte queste teorie e le presenta come un’esaltazione del

sentimento e della ragione. In contemporanea nel Romanticismo troviamo valori come la

natura, morte, spiritualità, storia, popolo,

la la la il l’eroe. In questa nuova prospettiva

nazione,

nasce il concetto di vista come un insieme di persone che condividono la stessa

lingua, religione e cultura. Quando si veri ca l’esasperazione della nazione, si arriva al

nazionalismo, ideologia molto presente da ne 800 e nel 900. Il nazionalismo porta al

concetto di razza superiore e a quello che poi chiameremo razzismo.

culturale”,

Il Romanticismo si presenta come una “temperie che investe tutta l’Europa,

portandosi dietro tutte le sue dicotomie che niranno per alimentare tutta la cultura

ottocentesca e i primi anni del 900. Le prime proposte importanti le ritroviamo all’interno

Circolo di Berlino Atheneum

del e nella rivista , a cui parteciparono scrittori e loso

importanti come i fratelli Schlegel, Schleirmacher, Novalis, Goethe, Fichte, Schelling. I

spiritualità, fantasia, noia,

valori proposti sono la l’immaginazione, la ma anche la la

malinconia, disagio interiore

il che andranno a permanere nella cultura decadente e

post-decadente.

ITALIA 1816 di Madame de Staël*)

In Italia il Romanticismo arriva nel (lettera a opera

➪ Giovanni Berchet

del poeta , il quale sostiene che la letteratura debba essere popolare

e che debba esprimere i sentimenti e le esigenze della nazione, soprattutto lo spirito di

libertà e di indipendenza. A tali idee si ispirano anche i poeti e i prosatori italiani che

collaboravano alla rivista “Il conciliatore” (rivista liberale), fondata nel 1818 ma soppressa

dopo circa un anno dal governo austriaco. Il motivo principale che anima la nostra

patriottico.

letteratura romantica è l’ardore Gli esponenti più rappresentativi sono

Alessandro Manzoni Giacomo Leopardi

e . Mentre quest’ultimo è il maggior lirico

dell’epoca per la tensione eroica del suo pessimismo, Manzoni nei suoi scritti vuole un

altissimo impegno morale.

*La baronessa francese Madame de Staël pubblicò nella “Biblioteca italiana” (rivista

asburgica) un saggio che diede inizio al dibattito letterario tra Classicisti e Romantici.

“Sulla maniera e

Donna coltissima e intelligentissima, Madame de Staël nel saggio

utilità delle traduzioni” si rivolgeva speci camente agli intellettuali italiani invitandoli a

conoscere e a tradurre i testi di autori stranieri per apprendere una nuova cultura e una

nuova letteratura. L’intento era quello di dare un forte scossone alle coscienze intellettuali

degli italiani i quali restavano pur sempre chiusi in un mondo culturale troppo arretrato

rispetto alle novità letterarie del circostante panorama europeo. Il fatto che gli italiani non 1

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avevano imparato a tradurre la letteratura straniera, aveva fatto si che la loro produzione

letteraria fosse sempre statica e mai dinamica tanto da non suscitare più alcun interesse

traduzioni dei nuovi testi

nel pubblico. Madame de Staël sosteneva fortemente che le

letterari potevano essere l’unico mezzo per far circolare nuove idee: restare ancorati alla

traduzione delle opere della classicità greca e latina signi cava non stare al passo con i

tempi e di conseguenza riciclare una materia già n troppo utilizzata.

ALESSANDRO MANZONI

1785

Alessandro Manzoni nasce a Milano nel da Giulia Beccaria, glia di Cesare

Beccaria, autore del famoso trattato “Dei delitti e delle pene” contro la tortura e la pena di

morte, e da un uomo che lo abbandonò e preso in a do dal conte Pietro Manzoni.

Compiuti i primi studi in collegi religiosi (padri Somasti e padri Bernabiti), a vent’anni si

reca a Parigi raggiungendo la madre che si era separata dal marito. Gli anni parigini

(1805-1810) furono molto importanti per la sua formazione politica, morale e culturale. Nel

Enrichetta Blondel,

1808, durante un breve soggiorno a Milano, conosce e sposa di

religione calvinista. Nel 1810 avviene la conversione di Enrichetta Blondel la quale passa

dal protestantesimo al cristianesimo, e Manzoni diventa cattolico praticante*. Torna a

vivere a Milano dove si rifugiava spesso nella chiesa di San Fedele per ri ettere. Nel 1861

senatore del regno d’Italia

viene nominato e partecipò alla prima seduta del Parlamento

1873 requiem”

italiano. Morirà a Milano nel e Giuseppe Verdi gli scrisse una messa “Ad

per celebrarne la memoria e sul suo letto di morte andarono tutti i più grandi personaggi

italiani tra cui anche il re Vittorio Emanuele II.

*L’episodio che lo portò alla conversione fu quando perse la moglie e quindi si rifugia

nella Chiesa di san Rocco dove fa un promessa: qualora l’avesse ritrovata avrebbe rivisto

la fede cattolica.

Due odi: 2 tragedie:

“5 maggio” e “Marzo 1821”, “L’adelchi” e “Il conte di Carmagnola”,

poi scriverà i “Promessi Sposi”.

OPERE IMPORTANTI DI ALESSANDRO MANZONI:

• INNI SACRI (1812-1822) sono tra le prime opere che lui scrive. All’inizio il progetto

avrebbe dovuto prevedere la scrittura di 12 inni, che dovevano ricordare le principali

cinque:

festività della chiesa e del culto cattolico. Alla ne ne scrive solo “La

resurrezione”, “Il nome di Maria”, “Il Natale”, “La passione” (pubblicati nel 1815) e “La

Pentecoste” (elaborazione più lunga, dal 1817 al 1822). Per scriverli sceglie i miti della

fede cattolica perché gli consentono di costruire una grande epica collettiva perché

non vuole creare una poesia che sia solo espressione dell’io individuale. Vuole una

poesia che gli consenta di radicarsi nella cultura del popolo cristiano con una

prospettiva impersonale e oggettiva.

In particolare “La Pentecoste” (arriva dal greco) sono i 49 giorni dopo la Pasqua per

ricordare la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e quindi la nascita della Chiesa

come comunità. Essendo l’ultimo esprime una fase artistica più matura rispetto agli altri

una storia

4 inni. L’opera può essere divisa in 3 sezioni. Nella prima il poeta traccia

universale della Chiesa, dalla croci ssione sul Golgota alla predicazione apostolica.

il messaggio cristiano è davvero democratico

Poi spiega che perché, di fronte alle

ingiustizie del mondo pagano, proclama la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza di tutti

gli uomini. Le ultime strofe, organizzate come un’invocazione a Dio stesso, sottolineano

il valore

l’e etto positivo della discesa dello Spirito Santo sull’umanità e ribadiscono 2

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universale e collettivo della fede, che, per essere davvero tale, deve superare

l’individualismo.

• IL CINQUE MAGGIO (1821) è un’ode manzoniana scritta in occasione della morte di

Napoleone Bonaparte, esiliato nell’isola di Sant’Elena. L’opera venne scritta di getto in

3 giorni e mette in risalto le battaglie e le imprese napoleoniche. I temi principali sono

due: la grandezza di Napoleone e la scon tta dello stesso.

• I PROMESSI SPOSI (1823-1842) è la più grande opera di Manzoni, considerata il

romanzo popolare

primo della storia. Il romanzo, diviso in 38 capitoli, è preceduto da

nzione letteraria,

un’introduzione nella quale Manzoni, utilizzando la immagina di

aver trovato un manoscritto di uno scrittore anonimo del 1600, contenente il racconto

delle vicende di due contadini brianzoli, i promessi sposi. La storia gli appare così bella

e degna di essere conosciuta da un numero più grande di persone, che decide di

pubblicarla. In un primo tempo pensa di pubblicarla così come l’ha trovata, poi, a

causa dello stile e della lingua, decide di riscriverla più modernamente. Il romanzo è

ambientato in Lombardia nel XVII secolo quando lo Stato di Milano era dominato dagli

spagnoli e conosceva uno dei momenti più tragici della sua storia: il governo era

debole e corrotto, le leggi non venivano rispettate, il paese era attraversato da una

grande crisi economica. A peggiorare la situazione si aggiunsero la carestia e la

sommossa della popolazione (1618), la guerra del Monferrato (1618-1648, Francia vs

Spagna), che vide in Italia la discesa dei Lanzichenecchi, e in ne la peste portata da

questi ultimi che colpì Milano tra il 1629 e il 1630.

monaca di Monza

PERSONAGGI STORICI: La storicamente è Marianna de Leyva,

glia del governatore spagnolo e amante di Gianpaolo Odio, nel romanzo Egidio.

L’Innominato è Francesco Bernardino Visconti, signore di Brignano d’Adda, zona a

con ne tra Bergamo e Milano (veniva indicato come il delinquente per antonomasia).

Padre Cristoforo viene presentato con un ashback, il suo nome è Ludovico

Picenardi.

• LETTERA SUL ROMANTICISMO (1823) indirizzata a Cesare d’Azeglio, la lettera

venne scritta da Manzoni e pubblicata poi nel 1846 senza il suo consenso, per poi

essere u cialmente pubblicata nel 1870. Il marchese Cesare d’Azeglio aveva

pubblicato sulla rivista “L’amico d’Italia” la Pentecoste del Manzoni: elogia l’autore ma

comunque, essendo un classicista, non condivide a pieno il sistema romantico.

I punti programmatici dell’opera sono il VERO come oggetto, l’INTERESSE come

mezzo e l’UTILE MORALE come scopo.

Cesare d'Azeglio aveva fatto giungere a Manzoni la rivista “L’amico d’Italia”

accompagnandola con un bigliettino nel quale interveniva nella polemica tra Classicisti

e Romantici, sottolineando la debolezza delle idee romantiche. Manzoni, allora,

risponde con questa lettera nella quale difende il Romanticismo, articolata in due parti.

Nella prima parte Manzoni mette in luce soprattutto quello che ritiene sia uno dei

aver ri utato la mitologia,

maggiori meriti del Romanticismo: presente in maniera

massiccia nella poesia neoclassica. La mitologia, secondo Manzoni, è negativa da un

punto di vista letterario perché consiste nell’imitazione priva di originalità di un passato

ormai lontano che ha perso signi cato ai giorni nostri. La mitologia inoltre esprime

un’idea del mondo contraria alla religione cristiana, una morale basata sulla ricerca del

piacere e dei beni materiali e per questo voluttuosa, superba, feroce, ed egoistica. Del

concezione dell’arte,

Romanticismo invece apprezza e difende la che dichiara di

condividere a pieno. L’arte deve fornire insegnamenti morali e civili, aprire la mente e

proporre temi legati alla realtà e all’esperienza quotidiana che risultino accessibili e

interessanti a un pubblico il più ampio possibile; in sintesi, avere l’utile per scopo, il 3

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vero per soggetto e l’interessante per mezzo. In ne entra in gioco anche il

religioso, che distacca de nitivamente Manzoni dal classicismo, annullando per mezzo

della fede cristiana il paganesimo tipico cristiano.

GIACOMO LEOPARDI

Giacomo Leopardi è, insieme a Manzoni, il nostro poeta maggiore del Romanticismo ed

ebbe una vita segnata dalla malattia e dall’infelicità esistenziale. Di questa dolorosa

condizione seppe fare uno strumento per ri ettere sulla condizione umana con una

scrittore- losofo

profondità e originalità di pensiero che ne fa uno dei pochi casi di della

letteratura italiana. La sua ri essione è contraddistinta da una visione radicalmente

pessimistica e materialistica, che lo colloca in una posizione isolata rispetto alla cultura

del suo tempo, caratterizzata dal patriottismo e dalla visione religiosa della vita. È ateo e

anti-clericale, non ha un senso religioso della vita e prova un senso di empatia nei

confronti della natura, che quindi non va di pari passo con l’uomo, anzi, nel momento del

disagio di Leopardi, la natura si distacca. La sua produzione si colloca entro la prima

metà dell’Ottocento, in pieno Romanticismo. Le sue scelte poetiche, e ancora di più la

sua visione loso ca, però non sono per nulla allineate ai caratteri tipici del Romanticismo

italiano, contro il quale egli prende addirittura posizione da subito. Leopardi si presenta

coscienza critica senza tempo.

come una Il fatto che sia morto a Napoli ha un grande

valore, in quanto guardando fuori dalla nestra della sua umile casa vedeva delle ginestre,

che nonostante si trovassero vicino al Vesuvio, crescevano in numerosi numeri,

simboleggiando la speranza nel male. La sua ultima opera sarà proprio chiamata “La

ginestra” considerata il suo testamento, che si distacca dal suo pessimismo. La sua

poetica dell’in nito, lo fa diventare un classicista.

Recanati, 1798. conte Monaldo,

Nasce a nelle Marche (allora stato ponti cio) nel Il padre,

era molto attento e a ettuoso con i gli, Giacomo, Carlo e Paolina. Diversamente la

Adelaide Antici,

madre, era una donna severa, austera e non incline a gesti a ettuosi.

Leopardi ne fornisce un terribile ritratto in una pagina dello “Zibaldone”; il padre invece lo

descrive come un uomo amoroso e di grande ispirazione. Supportato dalla ricca

biblioteca di famiglia (20.000 volumi) riceve un’educazione profonda e ampia, studiando

greco, latino, ebraico, spagnolo e inglese. Spazia dalla cultura classica alle scienze tanto

di studio matto e disperatissimo”

che gli anni dal 1809 al 1816 sono chiamati “anni

che mineranno fortemente il suo stato di salute, portandolo nel tempo alla perdita quasi

completa della vista. Nel 1819 tenta la fuga, rubando dei soldi al padre, per arrivare a

Milano, ma viene scoperto e fermato dal padre, che gli da la possibilità di scappare ma

contemporaneamente manifesta un grande dolore per il fatto che il glio se ne voglia

andare da lui. Questo dolore del padre verrà descritto nello “Zibaldone” come motivo del

suo ritorno a Recanati. Nel 1822 viene ospitato dagli zii materni a Roma, dove però viene

profondamente deluso da questa grande città e quindi fa ritorno a Recanati. Dopo aver

rmato un contratto con l’editore Stella comincia a viaggiare per l’Italia: Milano, Bologna,

Pisa (qui scrive “A Silvia”), Firenze. Qui conosce Antonio Ranieri e negli anni tra il 1833 e il

1837 Napoli

1837 si trasferiscono insieme a Napoli. Nel morirà proprio a a causa di una

crisi d’asma, a soli 39 anni. Solo un anno prima aveva scritto “La ginestra”, orgoglioso

testamento di un poeta controcorrente.

TEORIA DEL PIACERE E POETICA DEL VAGO E DELL’INFINITO

perché gli esseri umani

Per tutta la vita Leopardi si pone sempre la stessa domanda:

sono infelici? Questa la risposta a cui arriva: questa condizione deriva dal desiderio di

un piacere in nito, ma l’uomo ha esperienza solo di piccoli piaceri niti e quindi in questa

4

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tensione rimane costantemente inappagato. Da qui nasce l’infelicità, il dolore, il senso di

nulla e di vuoto. “L’in nito”, composto a Recanati nel 1819, si presenta come una

straordinaria e folgorante intuizione di questa condizione e del suo superamento. Questa

RIMEMBRANZA

poetica trova nella il suo momento focale: consiste nell’a orare

inaspettato di immagini e percezioni infantili, in cui sono ancora vive la speranza e

l’illusione della felicità e soprattutto in cui si è ancora capaci di sensazioni vaghe e

inde nite. Il meccanismo della rimembranza si attiva, ad esempio, quando la vista viene

impedita da un ostacolo (una siepe, come nella poesia “L’in nito”) o da un suono che

viene da lontano. Per riassumere portiamo l’attenzione su quanto segue: nella realtà non

è possibile per l’uomo raggiungere il piacere in nito materialista a cui aspira. Ne

consegue che la realtà è infelicità e noia. Il piacere in nito si trova nell’immaginazione che

è una compensazione al dolore dell’esistenza e da essa derivano la speranza e le illusioni.

pessimismo storico

Ricordiamo brevemente in sintesi: nel la natura viene vista come

madre benigna che crea illusioni positive, che aiutano l’uomo a vivere meglio ma sono

pessimismo

distrutte dalla civiltà. Da ciò nasce l’infelicità dell’uomo, che porta al

cosmico il quale vede la natura come matrigna, che suscita nell’uomo desideri di piacere

che non posso essere realizzati. L’infelicità umana diventa una condizione esterna ed

immutabile, che riguarda tutti gli uomini in ogni tempo e in ogni luogo. Questa condizione

pessimismo eroico e titanico:

permane anche nell’ultima fase, quella del la natura è il

nostro comune nemico, contro il quale siamo tutti chiamati a combattere, usando l’arma

della solidarietà umana.

OPERE IMPORTANTI DI LEOPARDI

(1817-1832)

➤ZIBALDONE

Si tratta di un’autobiogra a intellettuale: appunti annotazione di carattere personale,

loso co, letterario, linguistico, sociale ed etico.

DI UN ITALIANO INTORNO ALLA POESIA ROMANTICA (1818)

➤DISCORSO

IDILLI (1819-1820)

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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