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CONTESTO STORICO ‘600 (17° sec)

Il ‘600 fu un secolo ricco di spinte innovative, segnato dalla volontà di differenziarsi

dal periodo precedente e dalla consapevolezza che una nuova era (l’età moderna)

prendeva avvio, ma è anche un’età di profonda crisi colpita da guerre ed epidemie. La

prima metà del secolo è dominata dalla Guerra dei Trent’anni dal 1618 al 1648,

iniziata per contrasti religiosi cattolici VS protestanti, divenne una guerra per il

predominio in Europa (fine con Pace di Westfalia 1648 stabilì un nuovo ordine europeo,

declino Asburgo di Spagna e Austria e ascesa della Francia). Il ‘600 sarà denigrato

dall’età razionalistica successiva.

IL BAROCCO: movimento culturale che nasce a Roma e coinvolge letteratura, arti e

musica. L’origine del nome ha a che fare con la bizzarria e l’irregolarità, sfarzo,

esagerazione e teatralità ne sono i canoni distintivi. Ad esempio, in architettura,

trionfano le linee curve, la ricchezza degli elementi decorativi (Bernini e Borromini).

Questo tipo di rappresentazione verrà ripresa e sfruttata dai monarchi europei per

esaltare le proprie figure di potere. In musica i virtuosismi di alcuni strumenti

(clavicembalo) catalizzano l’attenzione dei compositori (Vivaldi). In pittura si ricalca un

po’ quello che accade in architettura con particola attenzione agli studi prospettici e

agli effetti della luce (Caravaggio). Cerca nei campi dell’inedito la sua affermazione,

opta per l’insolito e lo straordinario. Marino dichiara “è del poeta il fin la meraviglia”.

Sull’impegno etico della poesia prevale il soddisfacimento, il diletto, si vuole allettare il

pubblico, la METAFORA è la figura retorica privilegiata, fa vedere insieme più cose

come scrive Tesauro crea “un teatro di meraviglia”. Poeta e lettore godono

dell’ingegno del creare o fruirne. Sulla base delle metafore si creano i CONCETTI gli

argomenti arguti prodotto di ingegno tra ragione e fantasia. IL ‘600 TRA

MANIERISMO E BAROCCO: Il ‘600 non è solo Barocco (caratteri: ricerca del nuovo e

l’effetto della meraviglia). Perdura dal secolo precedente il Manierismo, senza che si

possa tracciare una demarcazione cronologica fra i due fenomeni. Entrambi

stravolgono gli schemi e i modelli equilibrati del classicismo. Il Manierismo agisce

dall’interno delle forme classiche, stravolgendole. Il Barocco tende a una ricerca

ossessiva del nuovo, all’idea della metamorfosi, al trionfo della spettacolarità,

dall’inedito ingegnoso. C’è una nuova attenzione per il gusto del fruitore, gli scrittori

stanno attenti al giudizio del pubblico, gli autori si propongono di soddisfare i lettori,

l’arte diventa un gusto mutevole e relativo, tutto va bene purché stupisca e meravigli.

L’INGEGNO diventa la facoltà protagonista una meravigliosa forza dell’intelletto

capace di penetrare le caratteristiche degli oggetti e metterle in relazione con le

metafore, incrementando la meraviglia con le analogie accrescendo il piacere della

conoscenza. Ingegno è anche la capacità di decodificare del fruitore arguto. Il Barocco

non fu però solo ricerca artificiosa ma soprattutto smarrimento conoscitivo, nuova

architettura dell’anima che cerca il suo volto tra senso e intelletto, istinto e ragione,

immaginazione e logica, carnale e spirituale, naturale e sovrannaturale (diceva

Calcaterra).

I LUOGHI DELLA CULTURA - frammentazione e dominio della Chiesa: distrutto

l’equilibrio rinascimentale, una profonda crisi civile e spirituale caratterizza la civiltà

italiana, che vede alcuni suoi intellettuali rivolgere il loro impegno ad una nuova

ricerca del mondo fisico, attraverso gli strumenti della scienza, attraverso le

esperienze della Riforma e del cattolicesimo post-tridentino. Il Seicento fu un secolo

antitetico all’armonio luminosa del Cinquecento. Molti sono in Italia i centri propulsori

della cultura ma su tutti eccelle ROMA grazie anche al mecenatismo di alcuni papi

(età barberiniana). Tuttavia proprio Roma mostrerà i limiti della cultura italiana

(l’Indice dei libri proibiti). Index librorum prohibitorum: tra i compiti della Santa

Inquisizione vi era anzitutto la vigilanza sulle nuove pubblicazioni e la proibizione dei

libri contenenti proposizioni considerate eretiche, compito affidato a una commissione

di cardinali e collaboratori, finanziariamente indipendente della Curia romana.

L’Inquisizione era operante già dal 1559, il primo indice dei libri proibiti, l’indice

Talmud,

Paolino, conteneva 126 titoli di 117 autori e comprendeva il tutte le opere di

Il Novellino

Luciano di Samosata, di Niccolò Machiavelli, di Masuccio Salernitano, il

Decameron De Monarchia

di Giovanni Boccaccio e il di Dante Alighieri. Il secondo è

Orlando Furioso

l’indice Tridentino del 1564 e, tra i tanti, comprendeva anche l’ di

Ariosto. L’Index è stato abolito il 4 febbraio 1966. ALTRI CENTRI DI CULTURA: Napoli

e Milano vivono un intenso periodo di attività culturale anche se sotto il diretto

controllo spagnolo e, legate ad esso, ne vivranno anche la decadenza. Venezia vive

un periodo di crollo economico per l’apertura delle rotte commerciali nella direzione

dell’Atlantico, ma resiste al potere spagnolo e conosce un periodo di fioritura

soprattutto delle arti figurative, della musica e dello spettacolo. Firenze vede ancora

saldo il suo primato intellettuale alimentato dall’attività dell’Accademia della Crusca.

Prose della volgar

LA QUESTIONE DELLA LINQUA: iniziata con Dante, ripresa nelle

lingua (11525) di Pietro Bembo, vede come grande evento linguistico del Seicento la

pubblicazione del primo vocabolario dell’Accademia della Crusca. Nel 1612 uscì

in una prima edizione criticata per l’estrema selettività, nel 1623 la seconda edizione

che non introduce particolari ampliamenti invece presenti e significativi nella terza

edizione del 1691 che accoglie termini moderni e poeti come Tasso fino ad allora

escluso.

-Le corti: se la religione è uno dei poli della cultura barocca, l’altro è la politica. La

corte nell’età dell’assolutismo è cosmopolita e raffinata, irradia splendore (feste di

corte e sacre, mecenatismo) e potere, ma tra lo sviluppo della borghesia e il difficile

rapporto con un principe assoluto, le città le soppiantano come luoghi di cultura.

-Le università e le accademie: diventano le vere sedi della circolazione delle idee,

anche la più piccola città ha un’accademia dove si svolgono incontri, dibattiti e

spettacoli le più famose sono l’Acc. Degli Incogniti di Venezia, degli Umoristi e dei

Desiosi di Roma dei Gelati e della Notte di Bologna, degli Oziosi d Napoli, della Crusca

a Firenze. L’Accademia dei Lincei: gruppo di giovani studiosi della nobiltà romana

nel 1603 destinata a rinnovare il sapere nel mondo, il suo più illustre socio è Galileo

Galilei. Impone una nuova epistemologia lo spirito di osservazione e le “sensate

esperienze” sono alla base delle nuove conoscenze e soppiantano le pseudoscienze

come l’alchimia e l’astrologia. Il loro scopo e la diffusione del sapere, il rinnovamento

etico e il diventare u modello per le altre società scientifiche.

-il collezionismo privato: con raccolta e esposizione di piante, animali e oggetti, i

privati contribuiscono a migliorare le tecniche usate dai naturalisti per lo studio della

natura. Le Wunderkammern o gabinetti delle curiosità si diffondono tanto che ogni

città italiana può vantare un collezionista che si fa conoscere attraverso pubblicazioni

dei cataloghi, scambi di oggetti e lettere, vanto dell’aristocrazia cittadina. Collezionare

significa poter vedere direttamente e poter anatomizzare la natura, esaminarla,

classificarla. Il microscopio, il telescopio vengono poi perfezionare queste analisi, a

mostrar gli straordinari meccanismi del funzionamento degli esseri.

-Le biblioteche pubbliche e i teatri a pagamento, pubblico borghese per

spettacoli di alta qualità.

-La comunicazione si velocizza e espande, si intessono carteggi tra dotti, letterati e

scienziati e si stampano periodicamente avvisi e relazioni anticipi delle gazzette dei

moderni giornali.

-Il libro stampato: non più prodotto raro, ma oggetto che raggiunge il pubblico

popolare. Venezia è sempre uno dei centri più importanti del mercato librario ma

Amsterdam ormai ha il primato.

-la CHIESA: Roma è il centro propulsore della cultura e così il mondo ecclesiastico,

forte della riforma avviata con il Concilio di Trento che consente una diffusione del

cristianesimo su scala mondiale e quindi Roma torna ad essere caput mundi. Al suo

splendore contribuisce il MECENATISMO DEI PAPI come Urbano 8° (Maffeo

Barberini) che instaura un’età felice detta età barberiniana, feconda di produzioni

artistiche e letterarie. Ma Urbano 8° è anche il Papa che processa Galileo e lo

condanna per le teorie copernicane la censura grava sulla produzione libraria dopo la

promulgazione dell’Indice dei libri proibiti la chiesa è orientata verso l’ortodossia e un

nuovo dogmatismo, prevale il ritorno alla scolastica. Questo clima è sugellato dal rogo

di Giordano Bruno (1600) e dalle condanne di Galileo e di Campanella, le cui opere

vengono portate all’estero e ritornano clandestinamente in Italia. L’incontro tra gli

educatori della Compagnia di Gesù e la Curia romana modella un nuovo rinascimento

cristiano, una sintesi di virtù religiose e di cultura umanistica. Strumenti di

acculturazione divengono i SEMINARI e i COLLEGI dei vari ordini minori soprattutto

dei gesuiti. La Chiesa si impegna anche nella PREDICAZIONE il predicatore dei

seicento viene da questi ordini di gesuiti, cappuccini e costituisce l’élite intellettuale

ecclesiastica ed è un perfetto comunicatore. Le parrocchie tentano ance un

incremento della cultura dei ceti bassi attraverso le scuole della dottrina cristiana

destinate a insegnare il catechismo, allargano l’alfabetizzazione del popolo, inoltre

valorizzano l’archeologia cristiana, la filologia e la storia.

GALILEO GALILEI (1564-1642)

Padre musicologo, voleva studiare medicina che abbandonò poi per la letteratura e la

geometria che gli rivela la vocazione per gli studi matematici alla quale si sente

naturalmente predisposto. Insegna matematica a Pisa e compie studi cosmografici, poi

Le mecaniche

insegna a Padova molto più aperta e scrive un trattato sulla scienza

meccanica. Uno scienziato tra i letterati. Considerando che i testi di Galileo espongono

teorie scientifiche sui sistemi astronomici e pertanto non sembrerebbero essere

catalogabili come testi letterari, va precisato che Galilei può essere visto come il

continuatore di quella figura di letterato umanista che orienta il suo campo d’indagine

verso l’investigazione scientifica. I testi scientifici. Come quelli letterati, appartengono

al patrimonio culturale comune. I trattati di Galilei, spesso in forma di dialogo, erano

scritti in volgare per una maggior diffusione, ma contenevano termini specifici,

tecnici e scientifici. Questa interessante commistione rappresenta una peculiarità tale

da attribuire valore letterario alle sue opere. IL VOLGARE E LO STILE: nelle scelte

linguistiche dell’autore gioca la volontà di raggiungere un largo pubblico di lettori, lo

afferma lui stesso in una lettera a Paolo Gualdo (1612), giustifica la scelta dell’italiano

delineando il suo “lettore modello”: non quelli che vanno all’università solo perché

conoscono il latino ma sono poi inettissimi, ma quelli che pur non potendo vedere le

cose scritte hanno il cervello da poterle intendere e capire. Teniamo conto che Galilei è

toscano, ama la sua favella fiorentina, capace di grande duttilità, bastevole a trattare

qualunque argomento, al punto che il latino risulta una soluzione inadeguata.

IL SIDEREUS NUNCIUS (1610) l’impulso agli studi astronomici glie lo dà

l’apparizione di una nova, una stella mai vista, affermando che il cosmo non è

immutabile come sostenevano. Nel periodo padovano, affina il suo metodo

sperimentale, il cui frutto più noto è nel 1609 l’invenzione del cannocchiale, o

telescopio galileiano, l’uso del quale gli consente di scoprire quattro satelliti del

Medicea sidera

pianeta Giove (i o “pianeti medicei” in onore di Cosimo II de’ Medici), le

irregolarità della superficie della Luna, l’immensa quantità di stelle e accumula nuovi

dati sulla struttura della Via Lattea. Il tutto confluisce in questo trattatello in latino

scarno in cui l’autore, ormai un’eminenza a livello europeo, prova e dimostra la

fondatezza del sistema copernicano, a base eliocentrica, corredando il trattato

con le sue illustrazioni. L’opera suscitò subito ammirazione e aspri dissensi che non

fermarono le sue ricerche. L’anno successivo, Galilei è a Roma, ricevuto con grandi

onori da Papa Paolo V (1552-1621) e dall’Accademia dei Lincei.

IL SAGGIATORE (1623) è lo scritto che più fortemente presenta l’impronta della

personalità combattiva dell’autore, il suo stile incisivo e polemico, la sua forza di

audace innovatore della cultura. Ha la forma di una lettera scientifica rivolta al signor

Virginio Cesarini (amico di Galileo e beniamino del collegio romano) in risposta

all’opera di Grassi. La polemica tra le due lettere è già nel titolo: Libra (bilancia) da

una parte, Saggiatore (bilancia di precisione per determinare il peso esatto dei metalli

preziosi) dall’altra. Galileo era ottimista credendosi solo ammonito e proseguì

scrivendo delle maree in relazione al movimento terrestre, lo stesso accade per le

comete che pone oltre la Luna in polemica con Grassi che scrive in risposta livorosa la

Libra astronomica Il Saggiatore

sotto lo pseudonimo di Sarsi. In questo contesto scrive

Grassi/Sarsi), Adone

(risposta polemica a lo pubblica lo stesso anno dell’ di Marino e

dell’elezione di papa Urbano 8° e a lui lo dedica in quanto si era dichiarato suo

ammiratore ed era amico dei lincei. Più che un trattato scientifico è un’opera di

propaganda culturale FORMA E STILE: l’opera è formata ad ampi brani ripresi dalla

Libra, opera che era stata scritta in latino colto, a cui Galilei fa seguire commenti in

latino volgare, spesso molto ironici. Stile vivace, aneddotico, concreto, vitale e preciso.

Questo è il momento in ci si avvicina alla lingua parlata e comune e in cui stabilisce

che l

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher FUTURAfutura di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof Stasi Beatrice.
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