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Che cos’è un testo letterario

Uno dei motivi ricorrenti delle teorie letterarie del Novecento è la questione se esista qualcosa che faccia di un testo, un testo letterario.

È il problema che Roman Jakobson, linguista, poneva nel 1921 sostenendo che "oggetto della scienza della letteratura non è la letteratura, ma la letterarietà, cioè ciò che di una data opera fa un’opera letteraria".

In linguistica distingue tra valori denotativi (il concetto che essa designa: "cane" -> mammifero che abbaia) e valori connotativi della parola. Rientra nella connotazione quella sorta di alone emotivo o affettivo che accompagna la parola nella percezione dell’ascoltatore. I valori connotativi riguardano anche la sfera soggettiva, si mescolano con le associazioni mentali che ognuno costruisce nella propria mente.

L’idea che in letteratura prevalgono i valori connotativi su quelli denotativi assegna al linguaggio letterario una funzione evocativa, di sottile suggestione. La poesia si prefigge lo scopo di suggerire associazioni, aperture verso gli spazi dell’imprevisto, processi intuitivi.

Una caratteristica fondamentale della comunicazione letteraria è la possibilità di rileggere all’infinito i testi; il rivolgersi a un pubblico virtualmente infinito continuando a comunicare, avendo ancora qualcosa da dire.

Come "connotator", elementi sui quali si fonda cioè la natura connotativa del linguaggio letterario, possono essere intesi tutti quegli elementi fonici, metrici o retorici che "accompagnano" il discorso.

Il linguaggio della comunicazione ordinaria è tutt’altro che privo di valori connotativi, attingendo ampiamente a soluzioni retoriche, a figure di suono, a preferenze ritmiche. A caratterizzare un testo letterario rispetto a un testo non letterario sarebbe semmai la prevalenza di questi elementi su altri.

Il testo letterario è un atto comunicativo

e come tale prevede la presenza di:

  • un emittente
  • un destinatario
  • un messaggio
  • un canale di comunicazione
  • un codice comune ad emittente e destinatario
  • un contesto a cui fare riferimento

A questi diversi fattori della comunicazione Jakobson assegnava diverse funzioni: se cioè il messaggio è concertato sull’ emittente si comparare di funzione emotiva; se esso è concertato sul destinatario si può parlare di funzione conativa; si parla di funzione referenziale o informativa quando la funzione è concertata sul testo.

Jakobson si parla di funzione poetica quando l’atto comunicativo è concertato sul messaggio stesso; sono proprio le parole che lo compongono ad acquistare la massima significatività: è come se il messaggio si ponesse al centro dell’atto comunicativo, si prestasse all’attenzione del ricevente non solo per quello che dice, ma per come lo dice.

Che cos’è un testo letterario

Uno dei motivi ricorrenti delle teorie letterarie del Novecento è la questione se esista qualcosa che faccia di un testo, un testo letterario.

È il problema che Roman Jakobson, linguista, poneva nel 1921 sostenendo che "oggetto della scienza della letteratura non è la letteratura, ma la letterarietà, cioè ciò che di una data opera fa un'opera letteraria".

In linguistica distingue tra valori denotativi (il concetto che essa designa: "cane" -> mammifero che abbaia) e valori connotativi della parola. Rientra nella connotazione quella sorta di alone emotivo o affettivo che accompagna la parola nella percezione dell'ascoltatore. I valori connotativi riguardano anche la sfera soggettiva, si mescola con le associazioni mentali che ognuno costruisce nella propria mente.

L'idea che in letteratura prevalgono i valori connotativi su quelli denotativi assegna al linguaggio letterario una funzione evocativa, di sottile suggestione. La poesia si prefigge lo scopo di suggerire associazioni, aperture verso gli spazi dell'imprevisto, processi intuitivi.

Una caratteristica fondamentale della comunicazione letteraria è la possibilità di rileggere all'infinito i testi; il rivolgersi a un pubblico virtualmente infinito continuando a comunicare, avendo ancora qualcosa da dire.

Come "connotatori", elementi sui quali si fonda cioè la natura connotativa del linguaggio letterario, possono essere intesi tutti quegli elementi fonici, metrici o retorici che "accompagnano" il discorso.

Il linguaggio della comunicazione ordinaria è tutt'altro che privo di valori connotativi, attingendo ampiamente a soluzioni retoriche, a figure di suono, a preferenze ritmiche. A caratterizzare un testo letterario rispetto a un testo non letterario sarebbe semmai la prevalenza di questi elementi su altri.

Il testo letterario è un atto comunicativo

e come tale prevede la presenza di:

  • un emittente
  • un destinatario
  • un mes
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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