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quelli che il poeta scelse con grande cura, altre rime (extravaganti)

andarono perdute o furono incluse in altri manoscritti].

Neppure il titolo di Canzoniere è del Petrarca; le aveva egli intitolate

Rerum vulgarium fragmenta, Frammenti di cose volgari, quasi a

indicare soltanto d'una parte delle molte poesie da lui scritte. Forse anche

voleva metter le mani innanzi, con un titolo modesto che non velasse

quelle che erano credute le sue opere maggiori, affinché i posteri, ch'egli

vedeva incamminati a un ritorno alla latinità classica, non gli

rimproverassero quella concessione al gusto "volgare". Certo egli aveva

cominciato a scrivere in volgare solo per piacere alle donne e ai giovani

eleganti che ne apprezzavano la rifinita dolcezza, ma senza persuasione

che quei suoi scrittarelli ("nugellae") sarebbero rimasti accanto alle sue

cose "serie", le opere latine: finché l'ammirazione universale non lo

indusse a mutare pensiero. Allora si diede a raccogliere quelle sue "rime

sparse", a correggerle e a ricorreggerle con amore, a tentare vari

ordinamenti, onde quella dispersione si componesse in un tutto il meno

possibile frammentario.

La maggior parte delle rime del Canzoniere sono d'argomento amoroso;

una trentina sono di argomento morale, religioso o politico. Sono celebri le

canzoni Italia mia e Spirto gentil nelle quali il concetto di Patria si

identifica con la bellezza della terra natale, sognata libera dalle lotte

fratricide e dalle milizie mercenarie. Fra le canzoni più celebri ricordiamo

anche Chiare, fresche e dolci acque e tra i sonetti Solo e pensoso.

La raccolta è stata divisa dagli editori in due parti:

rime in vita

→ rime in morte di Madonna Laura.

In realtà il Petrarca curò ben nove stesure successive del Canzoniere,

includendovi rime già composte fin dalla prima giovinezza sia per Laura,

sia per altre donne (ed attribuendo queste ultime a Laura), stendendo altre

rime che finse di aver scritto quando l'amata era ancora in vita ed

aggiungendone altre ancora, in modo da rappresentare Laura come l'unico

puro amore, che riconduce a Dio il poeta (vedi Dante). Sarebbe dunque

improprio far coincidere la collocazione dei vari testi nell'opera con

l'ordine cronologico della composizione.

L'amore per Laura è il centro intorno al quale ruota la vita spirituale,

ricchissima ed originale, del Petrarca, per il quale tutto, spontaneamente,

diviene letteratura. Il racconto ripercorre le varie fasi dell'innamoramento,

soffermandosi lungamente sulle minime vicende di un amore infelice: nè il

poeta sa dichiararlo adeguatamente all'amata, nè questa si mostra disposta

ad accoglierlo e ricambiarlo. Tuttavia questa medesima situazione viene di

continuo variata e sottoposta a verifica. A volte pare anzi che un incontro

tra i due divenga possibile, come suggeriscono minimi segni del

comportamento di Laura; ma prevale sempre, infine, la negazione.

Preceduta da oscuri presentimenti si verifica a un certo punto la morte di

Laura. La reazione del poeta è dapprima di disperazione. Poi,

gradualmente, la scomparsa dell'amata apre la possibilità di rielaborare la

sua figura, esaltandone la virtù sul modello della Beatrice dantesca.

L'amore del poeta giunge quindi ad una nuova maturazione: si affermano

la coscienza dei limiti della propria passione e il rimpianto per la sua

mancata realizzazione.

Laura è una donna superiore alla quale il poeta rende omaggio, ma non ha

nulla di sovrumano; ella è modello di virtù e di bellezza, ma la sua figura

non è palpitante di vita, non ha una vera realtà, i suoi tratti umani, i begli

occhi, le trecce bionde, il dolce riso, si ripetono immutati, però Laura

costituisce il fulcro ideale intorno al quale si dispone la vita sentimentale

del poeta. Petrarca associa il nome di Laura al lauro, simbolo della

gloria poetica, ovvero della sua più grande aspirazione; e gioca sul nome

Laura scambiandolo con l'aura (come nel sonetto Erano i capei d'oro a

l'aura sparsi).

La seconda parte del Canzoniere si chiude con la canzone Alla Vergine,

nella quale il poeta implora perdono e protezione.

Il numero “sei” nel Canzoniere. Il ritorno del numero sei ne fa un

numero consacrato a Laura, così come il nove alla Beatrice di Dante. Tale

numero sei è contenuto due volte, non casualmente, nel numero totale dei

componimenti che formano l'opera (366), così come due volte esso ha

avuto una funzione decisiva nella vita di Petrarca. In tal modo tra

contenuto referenziale e struttura formale dell'opera è stabilita una

relazione di reciprocità. La struttura del Canzoniere è caricata di numerose

altre valenze simboliche. Il totale dei testi, 366, coincide con il numero dei

giorni dell'anno (escludendo il sonetto iniziale, con funzione introduttiva).

I vari testi sono dunque interpretabili come i giorni esemplari di un anno di

vita.

Il paesaggio-stato d’animo. La centralità del soggetto lirico, cioè della

voce che dice io all'interno dei testi, pone al proprio servizio ogni altro

elemento della costruzione poetica. Ciò vale innanzitutto per il paesaggio

naturale. Questo perde ogni autosufficienza e ogni possibile e residua

casualità. La sua descrizione e la sua rappresentazione non sono più il

contorno o lo sfondo della vicenda personale del poeta, ma entrano a farne

parte in modo organico e completo. Il paesaggio diviene anch'esso

un'espressione o una manifestazione della interiorità del poeta. Nasce il

paesaggio- stato d'animo: il paesaggio diviene cioè l'equivalente dello

stato d'animo del soggetto lirico, nel senso che tra condizione dell'io e

caratteri del paesaggio si dà corrispondenza. Il soggetto si specchia nel

paesaggio e vi riconosce la propria geografia interiore; ovvero: il soggetto

proietta all'esterno la propria interiorità e insegue o costruisce un

paesaggio che ne sia l'equivalente naturale.

I Trionfi

Sono un poemetto allegorico in volgare italiano.

Il testo è diviso in sei capitoli, ciascuno dedicato a un trionfo, e vuole

rappresentare in chiave allegorica la vita umana, dalla lotta contro le

passioni alla consapevolezza della fugacità delle cose terrene, alla finale

vittoria dell'Eternità.

La struttura del poemetto è la seguente:


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere classiche
SSD:
A.A.: 2009-2010

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