Medioevo: un'epoca complessa
Economia e società
Medioevo è un'epoca dall'economia debole e tutto è ancora basato sull'agricoltura. Del raccolto bisognava tenere da parte il 40/60% per la prossima semina, quindi è un metodo buono solo se il raccolto è buono, altrimenti inizia a diffondersi la povertà. Il calo di peso e le difese immunitarie si abbassano dalle scarse fonti di sostentamento, quindi ogni malattia si diffonde molto più in fretta e più facilmente (contando anche il fatto che tutti vivevano assieme e a stretto contatto in case piccole), ne deriva grande debolezza e, in molti casi, la morte. Cibo insufficiente era un grande problema per un'epoca in cui si lavorava molto ed erano necessarie tante calorie al dì.
Feudalesimo e organizzazioni religiose
Frammentazione politica e disordine portati dal Feudalesimo. In Italia ci sono sempre state molte città, in Francia prevalevano invece le aree rurali (feudalesimo più massiccio) e in Germania c'erano molte aree rurali e molte città, che si concentravano lungo i fiumi. Elementi forti che tengono unito tutto e portano avanti lo sviluppo con obiettivi comuni sono le organizzazioni religiose. La Chiesa porta avanti bonifiche territoriali (più terra coltivabile e quindi più cibo) e la lingua latina. Il Medioevo era un'epoca molto religiosa, dove si ritrovano anche molti elementi di superstizione.
Lingua latina
Medioevo non è un'età buia, oscura e chiusa come si pensa, ma un'epoca di grande vitalità.
- Latino: Lingua dell'occidente, usata dalle persone colte nel Medioevo: avvocati, notai, alcuni membri del clero e il personale universitario.
- Se si conosceva il latino si poteva viaggiare in tutta Europa (libri e lezioni universitarie erano in latino). Quindi un professore fiorentino poteva andare a insegnare a Oxford parlando sempre in latino. Il latino diventa quindi elemento di cosmopolitismo (si diffonde uno spirito cosmopolita).
- È per secoli il mezzo comune per la comunicazione (lingua franca di comunicazione internazionale, elemento veicolare nel Medioevo), anche se esistevano i volgari locali (provenzale e francese sono volgari) un libro in latino poteva essere diffuso, letto e capito in tutta Europa.
- È la scrittura in cui sono scritti i libri (come testi scientifici e tecnici) quindi è necessario conoscere questa lingua se si vuole leggere (anche libri dell'antichità come Sallustio o Cesare).
- Il Latino crea una forte pressione in Italia e non fiorirà presto come in altri Paesi la letteratura provenzale, per la presenza in Italia della corte papale.
Libri e cultura
Già nel Medioevo erano state scritte enciclopedie (la prima è quella scritta dagli Illuministi Diredote D'Alambert), ma non era facile come oggi l'accesso all'informazione. Il sapere, lo scibile, innanzitutto non era vasto come oggi, inoltre i libri non erano concentrati in un unico posto quindi bisognava viaggiare e recarsi anche molto lontano per trovare il libro e copiarlo (impegno e fatica di molte persone e di tanti anni). Inoltre alcune opere non solo in latino ma in greco ad esempio, quindi era necessario un traduttore (processo molto lungo), infine alcune opere venivano anche perdute a causa delle barbarie o altro.
Nel Medioevo i colti erano molto amanti della lettura, sia in solitaria che della lettura di gruppo di alcune opere. Importante era anche la musica (poesie recitate con un sottofondo musicale, oppure si cerca la melodiosità e la musicalità nel verso, nelle parole). Dante nella Divina Commedia dimostra di avere una cultura immensa, sembra che abbia avuto a disposizione, oppure letto e memorizzato, migliaia di libri dell'epoca. Vediamo infatti dei richiami all'Odissea di Omero ad esempio e una preparazione teologica elevatissima (che solo alcuni preti avevano all'epoca).
Divertimento e colore
Il Medioevo era un'epoca in cui si amava il divertimento. Durante il carnevale si celebrava il vescovo (vista come una figura molto importante), ma a carnevale c'era il rovesciamento e quindi nelle rappresentazioni veniva vestito da vescovo un asino, subito dopo il carnevale ritornava ovviamente tutto normale e l'autorità religiosa non veniva messa in discussione.
Il Medioevo è una delle epoche in cui si utilizzò e si amò di più il colore. Le città erano totalmente colorate, anche in modo esagerato (palazzi viola...), il colore era ovunque e quanto più possibile soprattutto nell'abbigliamento. I colori forti e vivaci erano ottenuti da tinture orientali. Richiami ai colori della natura venivano fatti nella descrizione della persona ad esempio.
Società medioevale
È un'epoca classista dove i proprietari terrieri (feudalesimo) si fanno spesso la guerra per primeggiare l'uno sull'altro (bellatores, non colti).
- Vertice della società: clero (oratores), essi erano i detentori della cultura ed erano colti, solitamente di estrazione aristocratica.
- Bellatores, sono i combattenti, i soldati che imbracciano le armi.
- Laboratores sono i lavoratori di ogni tipologia (dai contadini, ai medici, agli orafi), essi sono necessari al sostentamento di oratores e bellatores.
La nuova categoria dei mercanti scombinò il rigido ordine medioevale. Il mercante fa un lavoro di braccio (non imbraccia le armi e non è neppure un uomo di cultura), nonostante ciò sono costretti a saper leggere, scrivere, fare i conti e sapere il latino. Inoltre non è una persona statica, che risiede e lavora in un determinato posto (come invece la maggior parte delle società medioevale, soprattutto la società rurale).
Nuove invenzioni
Tra cui l'università (prima università laica a Bologna), anche se al tempo di Boccaccio le università sono ancora poche, c'erano però molte scuole di diritto e di giurisprudenza che servivano alla formazione di notai e avvocati, che avevano molte più funzioni rispetto ad oggi, ma studiavano queste materie anche i papi canonisti, quindi il clero, essi conoscevano molto bene le leggi, utile per difendersi e vincere le dispute contro re ed imperatori. In queste scuole si insegnava il latino, c'erano degli scaffali con molti fascicoli fuori dalle aule e ognuno di essi conteneva un capitolo di un'opera che gli studenti portavano a casa e ricopiavano dopo la lezione. La vita associativa nel Medioevo era molto importante e un esempio è appunto l'università. A questo proposito anche i mercanti si riconoscono in associazioni che uniscono uomini con lavori anche diversi.
Mercanti e banchieri
A metà '200 in Europa si respira un clima di benessere, è disponibile molto cibo e di conseguenza c'è un boom demografico che porta ad un aumento della domanda di abbigliamento (Firenze diventa la capitale della manifattura della lana, il che porta Firenze ad essere un centro economico molto importante dove si produce e si vende molto, è molto frequentata). È necessario quindi pensare anche alla distribuzione dei prodotti, non è infatti il produttore a muoversi con le merci, si capisce quindi che è utile e remunerativo aprire delle filiali all'estero, conviene invece che mandare le merci lontane o dover viaggiare molto e spesso per acquistare merci e materie prime ogni volta che è necessario (es. casa madre a Firenze e filiale a Lione).
Proprio per questo motivo si sviluppa anche molto la comunicazione e la cultura si mischia (lingue diverse, contatti con popoli lontani, arte fiamminga ammalia i mercanti, che portano molte tele in Italia e viceversa quella italiana finisce in Europa del Nord). I mercanti intanto anche con questi accorgimenti e contatti si arricchiscono a dismisura, quindi molto spesso utilizzano i soldi per fare dei prestiti, diventando così anche dei banchieri, così facendo è possibile lavorare di meno e guadagnare molto di più. I prestiti venivano fatti con le cambiali infatti non girava il denaro vero e proprio perché era pericoloso. Coloro che necessitavano di maggiori somme di denaro erano i re, che avevano bisogno di molto denaro per fare le guerre (anche perché le tasse non erano entrate sicure come oggi).
Il problema delle banche dell'epoca era che spesso esse prestavano più di quanto fossero i guadagni, le entrate e questo portava a molti crack bancari (prestavano con la convinzione che quella determinata persona restituisse il denaro, ma così non era). Firenze diventa così di conseguenza anche una delle città con i banchieri più grossi (la famiglia De Medici è quella che ebbe più successo in questo ambito e in questa città). Molto presente era anche la figura del cambiavalute (spesso la si vede anche nei quadri), per l'acquisto di valuta (comprare sterline, dollari ecc... già all'epoca) e per cambiare il denaro ottenuto altrove nella moneta usata in quel paese.
Il metallo della moneta corrente era l'argento, la moneta poteva essere però battuta con altri metalli oppure con basso tenore di argento. Quindi una moneta poteva valere di più o di meno in base al materiale di cui era fatta (non come oggi che 1 euro vale 1 euro), quindi se una moneta valeva di più la si scambiava con più monete di un altro soldo. Inoltre le monete a volte valevano più del loro effettivo valore, infatti una moneta con molto argento (pura) era di valore superiore a quanto valesse effettivamente l'argento, nei paesi in cui le monete avevano solitamente un basso tenore d'argento (guadagno per il cambiavalute, figura legata a quella del banchiere). Una moneta dove era concentrato un alto valore e fosse facile da trasportare valeva di più (es. 500 euro è una sola banconota facile da trasportare ma rara quindi vale di più del suo prezzo: 530 euro. Tipico della odierna criminalità organizzata, cose di oggi erano già state sviluppate nel Medioevo).
Nell'ambiente mercantile fiorentino imparano a leggere e a scrivere anche le donne, perché quando il marito era in viaggio per lavoro erano le mogli a dover tenere il magazzino, saper spostare le merci se il marito lo chiedeva e leggere le lettere del marito con i vari ordini. È in questo ambiente che nasce Giovanni Boccaccio. Se si era banchieri la città parlava ancora di più di te, tutti gli occhi erano puntati su di loro. L'usura però era considerata un peccato, gli usurai non erano assolti dai peccati e non potevano fare la Comunione, anche per questo fu inventata la vendita delle indulgenze.
L'istruzione
Molto spesso le scuole per strada erano pessime e quindi chi aveva la possibilità chiamava degli insegnanti privati in casa. All'epoca si viveva di meno e quindi era necessario studiare in pochi anni ed essere subito preparati al lavoro. Si studiava quindi tutto il giorno per essere pronti il prima possibile aiutando anche il padre mercante negli affari e iniziare a farsi conoscere, utili erano anche le raccomandazioni dei padri nei confronti dei figli a banchieri ecc. Si studiava di solito fino ai 10/12 anni, chi faceva l'università la iniziava già a 14/16 anni e si inizia così a lavorare quando si è ancora molto giovani, l'istruzione era così per lo più pragmatica, l'istruzione umanistica e filologica è riservata solamente all'élite. L'istruzione è impostata sui modelli medioevali e incentrata su quello che sarà il futuro lavoro (trivio e quadrivio), se si voleva la cultura e studiare l'unica via era diventare preti.
Le città medievali
Erano molto sporche, non salubri, spesso ripide e strette, gli spazi erano angusti e quindi si costruiva verso l'alto: torri alte e grandi litigi tra famiglie (aree interdette a causa dei litigi tra famiglie). Gli edifici erano attaccati l'uno all'altro, c'erano ampie zone vuote ed edificabili, però appartenevano a grandi famiglie e pur essendo vuote e non costruite non si poteva accedere, pena anche la morte. Si facevano cadere oggetti dall'alto per uccidere e il governo puniva i responsabili con l'obbligo di abbassare le proprie torri, questo faceva sì che ci fossero meno appartamenti e di conseguenza le condizioni di vita erano peggiori. Gli spazi angusti tra un edificio e l'altro fungevano da gabinetti e da fogna.
Il mondo era molto sporco e colmo di immondizie, si torna indietro rispetto all'igiene e alla pulizia del mondo romano. Per ritrovare la civiltà è necessaria la pulizia, non a caso il sabato la brigata (i 10 ragazzi del Decameron), si dedica alle pulizie. In questo mondo sporco e caotico, in questa gran confusione e sopraffazione, i letterati medievali riscoprono una metodicità e una precisione quasi ossessiva, in contrapposizione alla realtà. Nel Medioevo c'era anche molta superstizione e si credeva che le sventure, come la peste, fossero punizioni mandate da Dio, in ira per causa umana.
L'amor cortese
Il Decameron parla di tutti gli strati sociali e tratta dell'amore. Non solo gli aristocratici, ma tutti gli uomini provano infatti il sentimento dell'amore e l'amore nobile non è proprio solamente della componente aristocratica della società che per natura è nobile, ma di tutti gli uomini di animo nobile, che possono essere di qualsiasi classe sociale. Resta comunque un amore legato agli ideali di vita aristocratici. È un sentimento di cui si parla fino circa alla peste del 1348, anche se c'è chi parla di amor cortese fino al '400, ovviamente questo fenomeno con il tempo non rimane uguale a sé stesso ma si muta.
L'amor cortese è caratterizzato da:
- Un rovesciamento
- Un modello sociale e politico caratteristico delle società aristocratiche, ma legato al rovesciamento
Un piccolo signore feudale ha un rapporto esclusivo di dedizione e fedeltà con un grande signore feudale (feudalesimo-rapporto tra uomini). Il rovesciamento consiste proprio nel cambiamento di tale rapporto da uomo a uomo a uomo e donna. L'uomo è fedele e sottomesso alla donna, che è solitamente una grande signora feudale, ed è comunque sempre sposata. All'inizio tale amore è totalmente casto. La donna è l'oggetto dell'amore, ma l'amore è un amore a distanza in quanto la donna è sposata e di rango sociale superiore rispetto a quello dell'uomo. È possibile quindi un amore a distanza casto, in quanto non avviene l'adulterio. Gli uomini esternano i loro sentimenti scrivendo delle poesie per la donna amata, ciò non avveniva di nascosto anche perché spesso le letture erano pubbliche e accompagnate dalla musica.
L'amor cortese è quindi un amore impossibile, ma allo stesso tempo possibile. Spesso anche la donna si innamorava dell'uomo, contando anche il fatto che quasi mai amava il marito che era l'uomo che era stata costretta a sposare e che non le dedicava poesie d'amore, perché spesso neanche lui amava la moglie. Nonostante ciò il matrimonio era una cosa sacra e molto seria, l'adulterio era una cosa molto grave, la donna nel più dei casi non avrebbe mai tradito il marito, nonostante tutto. Infatti lei aveva promesso davanti a tutti e soprattutto davanti a Dio amore e fedeltà eterni al marito e non era un gioco, ma cosa serissima. L'adulterio poteva far sì che nascesse un figlio illegittimo e questo poteva essere tenuto nascosto per sempre dalla donna e il figlio avrebbe poi preso l'eredità, strappandola a chi era il legittimo ereditiere. La donna faceva così diventare erede chi non era legittimamente tale e tale situazione si aggravava in ambito aristocratico, quando c'era in ballo anche il titolo. Proprio per questo l'adulterio femminile era visto in modo molto peggiore rispetto all'adulterio maschile. Molto spesso quindi i coniugi non si amavano affatto, era rarissimo il matrimonio per amore, inoltre spesso persone non eterosessuali erano costrette a sposare una persona del sesso opposto e questa era una atroce sofferenza per tutta la vita.
Nonostante ciò l'amore doveva rimanere casto e non ci doveva essere alcun contatto intimo. Quando il marito della donna non era in casa però, i due innamorati passavano del tempo assieme e dormivano anche insieme nello stesso letto e senza vestiti, senza aver però alcun contatto intimo, questa era una grande sofferenza, ma anche un grande rispetto e una grande prova d'amore dell'uomo nei confronti della donna amata, è infatti una grande rinuncia per amore di lei, per non commettere qualcosa di sbagliato che porta al pentimento e a grandi sensi di colpa per tutta la vita. L'uomo quindi rinuncia al suo piacere e pone la donna in una posizione molto elevata. L'amore cortese quindi fa riferimento a questo innalzamento della donna per questo si pensa che potrebbe derivare da un influsso della poesia araba, gli arabi erano molto presenti in Europa (occupavano tutta la Spagna). Il "libro della scala" parla appunto di un profeta che sale nei cieli in groppa ad un uccello dal volto di donna e in ogni cielo incontra una figura importante della religione islamica (anche molto simile alla Divina Commedia di Dante). È possibile che questo libro fosse stato tradotto e diffuso. Erano molto presenti anche nelle scuole i libri arabi (Palermo-prima scuola di medicina e qui sono presenti molti libri arabi tradotti, spesso i medici arabi sono più competenti e preparati rispetto ai medici occidentali, perché hanno letto e studiato i libri giusti e mirati e non sono fermati dalla superstizione). Quindi anche la poesia araba era entrata in Europa ed era conosciuta, la poesia araba era una poesia molto sensuale e la figura della donna era esaltata, messa in primo piano e rispettata (tanto che per esempio della Madonna se ne parla di più nel Corano che nel Vangelo). Nelle donne di tutto il mondo c'è l'idea di ciò che ha fatto la Madonna: con un atto di negazione di sé stessa ha dichiarato di essere la madre di Dio, rischiando la morte.
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