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TORQUATO TASSO

Torquato Tasso: 1544-1595

1. Genesi: come nasce l’idea di un poema epico-cavalleresco sulla prima crociata

2. Stesura: fase di scrittura che ricopre circa un decennio (1565-1575)

3. Revisione: rilettura e correzione con aggiornamenti alla luce di spunti teorici (confronto con altri

letterati che danno consigli)

Tappa finale: Gerusalemme Conquistata, pubblicata nel 1593

POETICA DELL’IMITAZIONE

- Nel Rinascimento l’attività poetica di scrittura ha quasi sempre una riflessione di carattere teorico,

discorso che vale anche per Dante

- Un poeta deve tentare di essere originale, acquisire una novità di ciò che vuole dire sempre partendo

da una prassi imitatoria, cioè facendo riferimento a una serie di canoni letterari, in primis ricavandoli

dalla letteratura classica ma anche dalle letterature moderne

- Tasso si muove nell’orbita di una poetica dell’imitazione che pone sullo stesso piano i grandi modelli

della letteratura classica (greci) ma anche i classici volgari (Dante, Petrarca, Boccaccio)

- Lettera di Petrarca (Familiares) a Boccaccio sulla prassi dell’imitazione: non deve avvenire in maniera

pedissequa (come una simia, scimmia) ma come un’ape che attinge da tanti fiori per produrre il

miele, che è dotato di un sapore nuovo

- Metafora del rapporto imitante-imitato: è un rapporto padre-figlio

Ricorso di Tasso all’imitazione →

A) Canoni della poesia epica: Iliade ed Eneide imitazione di un preciso genere letterario che si

contraddistingue per registri retorici e linguistici e modalità espressive peculiari (stile/registro alto,

mediocre e umile mescidanza di registri in Tasso)

B) Romanzo nel ‘500: narrativa di tipo cavalleresco che ha i suoi modelli nell’Orlando Innamorato di

Boiardo e nell’Orlando Furioso di Ariosto, che riprende la storia di Boiardo

Epica di Tasso

- Epica moderna in volgare (NB: ci sono anche poemi cinquecenteschi in latino) che però tiene conto

dei modelli classici, scritta in quella fase di Rinascimento maturo che mostra i cenni di un’età nuova

(Barocco)

- Tema della crociata: ancora vivo nel ‘500 e ancora attuale (battaglia di Lepanto del 1571 che vede lo

scontro di Cristiani e “pagani”)

- Tema dell’inquietudine: presente anche nella biografia di Tasso, un uomo tormentato e devastato

dal dubbio nei confronti dell’autorità che è A) autorità politico-religiosa B) auctoritas dei modelli

letterari Maria Chiara Bergonzi

Bifrontismo spirituale

a) Cristiani VS pagani (forze del male)

b) Valutazione che l’io fa delle due parti: Tasso si rapporta con alcuni personaggi del male (Solimano,

Argante) con un pathos che è di diretta derivazione virgiliana

Tema della Controriforma

- Desiderio di rientrare nell’ortodossia cattolica

- Revisione del poema in cui operano scelte dovute a scrupoli sia di carattere religioso (in particolare

per quanto riguarda le parti amorose) sia di carattere poetico (regole di poetica che fanno

riferimento alla Poetica di Aristotele)

STUDI DI LUIGI POMA: l’opera rimane incompiuta, il lavoro viene abbandonato e poi recuperato con

l’approdo alla Conquistata

A) Fase alpha: manoscritti più antichi

B) Fase beta: alla vigilia del biennio 75-76

C) Fase gamma: fase ultima prima che Tasso lasciasse incompiuto il poema

Circolazione del poema

- 1579-1586: Tasso vive in un regime controllato presso lo spedale di Sant’Anna

- A partire dal ’79 comincia la fortuna editoriale del poema con la circolazione di edizioni a stampa

non controllate dall’autore

- Febo Bonnà: 4 stampe del poema (B1, B2, B3, B4) che però non sono nella forma voluta dall’autore,

anzi Poma dimostra che in alcuni punti Bonnà completa il testo dove Tasso non aveva scritto

(difficoltà nel chiudere l’ottava) →

- Queste edizioni costituiscono la vulgata del poema l’edizione critica di Caretti si fonda sulla B2

Continuo aggiornamento del testo con varianti

a) Microstrutturali: una parola o un verso

b) Macrostrutturali: struttura del poema, sequenza narrativa

Maria Chiara Bergonzi

RIFLESSIONE TEORICA

- Poetica di Aristotele (nel ‘500 circolava in traduzioni latine e volgari) con postille di Tasso

- Commenti di testi altrui

- Epistola prefatoria ai lettori del Rinaldo (poema cavalleresco giovanile, pubblicato nel ’62)

- Discorsi dell’arte poetica (opera giovanile): tre discorsi che definiscono i fondamenti della poesia

epica (incompiuti e non pubblicati, escono nell’87 senza la volontà dell’autore)

1. Inventio: trovare l’argomento

2. Dispositio: come strutturare il poema, cioè come disporre la storia principale e gli episodi

3. Elocutio: lingua e stile del poeta epico

- Discorsi del poema eroico: opera in 6 libri che riprende i 3 discorsi giovanili pubblicata a Napoli nel

1594; cambio di focus da “discorsi dell’arte poetica” a “discorsi del poema eroico”

- Lettere poetiche: lettere di poetica in cui Tasso si interroga sulle questioni di che cosa sia e come si

scriva un poema eroico (edizione di Carla Molinari, pubblicata nel 1587 in una stampa non autorizzata

da Tasso) scritte ad un comitato di lettura presieduto da Scipione Gonzaga a cui sottopone il

poema negli anni 1575-76 (revisione romana)

Apologia (1584)

- Tema delle polemiche sulle prime edizioni della Gerusalemme Liberata riguardo la superiorità di

Tasso o di Ariosto

- Camillo Pellegrino scrive “Il Carrafa, o vero dell’epica poesia” (1584) in cui afferma che Tasso e

superiore ad Ariosto la Crusca difende Ariosto, in particolare per quanto riguarda la lingua

- La lingua epica deve cercare il “peregrino” (l’inconsueto), quindi la lingua della GL è “oscura” rispetto

alla lingua cristallina del Furioso

- Lascivie: spunti in direzione della poesia amorosa all’interno del registro epico

Giudicio sopra la Gerusalemme Riformata

- Opera teorica in cui Tasso descrive i motivi per cui la Conquistata è la vera Gerusalemme

- La Gerusalemme Conquistata dopo secoli di oblio negli ultimi anni è stata ripresa dalla critica

contemporanea

Allegoria del poema

- Testo teorico in cui Tasso arriva a tracciare una vera e propria lettura allegorica della Gerusalemme

Liberata, concepita durante la revisione romana (biennio 75-76)

- Senso letterale e sovra-senso allegorico in cui ognuno dei personaggi ha un significato allegorico che

riguarda un senso morale

- Testimonianze all’interno delle lettere poetiche (edizione a cura di Carla Molinari)

- Lettera 48esima indirizzata a Scipione Gonzaga: inizialmente non aveva pensato di dare una lettura

allegorica al suo poema perché a) uno interpreta come vuole b) Aristotele non parla dell’allegoria

nella Poetica.

- Successivamente poi comincia a “sospettare della strettezza dei tempi”, cioè il timore rappresentato

dalla censura, in particolare personificata da Silvio Antoniano (che si occupava delle lascivie amorose

Maria Chiara Bergonzi

e dell’ortodossia nei confronti della fede cattolica), allora inizia a pensare alla possibilità di una lettura

allegorica, che “salva” tutte le parti lascive che possono essere lette come allegoria dell’anima

umana che prima di arrivare a Dio attraversa una fase di traviamento morale

- Allegoria morale che deriva dalla lettura di Platone e di Aristotele Tasso-filosofo: corpus di scritti

in prosa, “Dialoghi”

- Regime di sincretismo che concilia diverse visioni, da una parte la filosofia platonica e dall’altra

quella aristotelica formazione culturale all’università di Padova per studiare legge (anche se

abbandonerà gli studi giuridici per seguire quelli letterari), università dove il pensiero aristotelico era

più studiato

- L’allegoria nasce come una sorta di scappatoia per mettere in salvo il poema da questi rischi

- Allegoria come congenita al senso del poema: il poema è strutturato come un corpo umano, dotato

di una sia unità e coerenza nelle quali tutte le parti contribuiscono alla funzionalità del sistema

lettura allegorica in nuce, ad esempio Goffredo è rappresentato come la testa di questo corpo

(narrazione delle gesta della 1° crociata), mentre Rinaldo è il braccio a cui è affidata la funzione

encomiastica della GL poiché è il capostipite della discendenza degli Estensi (opera che deve

celebrale il patrono di Tasso di quel momento, la casata d’Este)

Caratteristiche dell’opera

- Obiettivo principale: celebrare storia della prima crociata e intenti encomiastici

- Dialettica tra storia principale (espugnazione di Gerusalemme e liberazione del santo sepolcro) e

tanti episodi intrecciati alla narrazione principale

- 20 canti in ottave, mentre la Gerusalemme Conquistata è scritta in 24 libri, chiamati così da Tasso

stesso nell’edizione pubblicata a Roma nel 93 (riferimento ai poemi classici dell’Iliade e dell’Eneide)

- Saggio di Ezio Raimondi: lettura fascinosa della struttura della GL, scoprendo che i 20 canti del poema

si possono leggere come i 5 atti canonici di una tragedia

Individuazione da parte di Raimondi di macro-sequenze narrative

I. Canti I-III: Tasso presenta la materia narrativa, con protasi (invocazione esordiale alla divinità),

antefatti dei momenti in cui i crociati arrivano a Gerusalemme 3 canti ancora proemiali,

sezione introduttiva

II. Canti IV-VIII: momento in cui si dà avvio all’azione, in particolare nel IV si ha la descrizione del

“concilio infernale” che Plutone tiene nella sua regge sotterranea convocando tutti i mostri

infernali e scatena le forze del male contro l’esercito crociato (dialettica bene-male che

caratterizza tutta l’opera). In particolare viene presentata la figura di Armida (nipote del signore

di Damasco) maga che si fa strumento delle forze del male per impedire ai crociati di concentrarsi

sulla spedizione, fingendosi una principessa spodestata e chiede aiuto ai crociati e molti soldati

decidono di seguirla, tra questi anche Rinaldo, che è paladino-chiave di tutta l’impresa poiché

sta scritto in cielo che senza la sua presenza Gerusalemme non potrà essere espugnata

(riferimento alla figura di Achille, mentre Goffredo ricalca quella di Agamennone). Nel canto VIII

si racconta il sacrificio di Sveno, figlio del re di Danimarca e rappresentato come alter ego di

Rinaldo, che tenta di arrivare a Gerusalemme ma viene ucciso durante un combattimento

raccontato da uno dei suoi uomini episodio che non c’entra direttamente con la storia del

poema, ma ne diventa parte integrante poiché Tasso utilizza un artificio narrativo, “la ventura

Maria Chiara Bergonzi

della spada”, poiché la spada di Sveno viene salvata e recapitata a Rinaldo che se ne servirà per

liberare Gerusalemme Sveno è come un “Rinaldo mancato”

III. Canti IX-XIII: i crociati non riescono ad espugnare Gerusalemme, a causa della partenza di alcuni

crociati tra cui Rinaldo e altri motivi, tra cui la Foresta di Saron, bosco da cui si ricavava la legna

per costruire le macchine d’assedio. L’esercito del male studia una manovra diversiva per cui ogni

albero viene posseduto da una divinità maligna incanto della selva di Saron: ogni paladino si

vede confrontato con le sue paure più profonde, ad esempio Tancredi colpisce un albero e sente

una voce che dice “io sono lo spirito di Clorinda” dopo averla già uccisa curva discendente per

l’esercito crociato. Alla fine del XIII si presenta la questione della siccità (evento anche storico)

per cui non si aveva più acqua potabile, ma poi si comincia a vedere un nuovo ordine di cose: “or

cominci novello ordin di cose”, frase pronunciata da Dio curva ascendente del poema

IV. Canti XIV-XVII

V. Canti XVIII-XX: nel XVIII si ha il ritorno di Rinaldo

- Distribuzione delle sequenze ABCBA: figura del chiasmo, una delle figure più ricorrenti all’interno

della GL, es. “gli alti monti muggir, muggir le valli” (chiasmo con iterazione)

- Lettera VI delle lettere poetiche: è allegato il X canto, che è a metà dal punto di vista quantitativo ma

non è metà della favola, cioè dell’insieme della narrazione, perché il punto di svolta è nel XIII canto,

il punto che anche Aristotele chiama “peripezia”, cioè il mutamento di sorte poiché le cose

migliorano per i crociati

- Lettura con sguardo alla tradizione dei romanzi: visione opposta al Furioso, poiché Tasso imposta una

cristallina divisione macrostrutturale per cui ogni parte tiene l’insieme

Sistema dei personaggi

- Complessa struttura all’interno della quale i principali personaggi si leggono in un’ottica di dialettica

tra il singolo e l’insieme, non esistono personaggi esorbitanti come ce ne sono tanti nel Furioso

- Interazione tra i personaggi che si traduce in uno scontro: coppie di opposti tra i personaggi, come

quella di Tancredi e Clorinda, tra i quali avviene uno scontro bellico che nasconde un rapporto

amoroso univoco; anche quella di Rinaldo ed Armida, tra i quali si svolge uno scontro che in realtà è

una dialettica d’amore Armida inizia a sentire un trasporto amoroso per Rinaldo e quindi viene

meno la sua freddezza nei confronti della storia che sta vivendo (da maga a donna)

- Triangolazione Tancredi-Erminia-Clorinda: Erminia ama Tancredi, che ama Clorinda ma non è

ricambiato

- Dualità sinergica: Goffredo e Rinaldo, entrambi finalizzati all’espugnazione di Gerusalemme

- Dialettica per cui un personaggio è la prefigurazione di un altro: Sveno e Rinaldo, il primo è una

prefigurazione negativa di quello che invece si realizzerà in modo positivo

Epos gerosolimitano (dedicato a Gerusalemme)

- Lettera dell’autunno 1565 in cui Tasso enuncia l’intenzione di scrivere due poemi epici (Tasso aveva

21 anni, ma aveva già scritto il Rinaldo, pubblicato in 12 canti in ottave a Venezia nel 1562)

- Rinaldo: poema cavalleresco che preso dall’amore per Floriana attraversa una serie di peripezie ecc,

dedicato a Luigi d’Este Maria Chiara Bergonzi

- Tasso scrive “soggetti i quali mi paiono tutti atti a ricevere la forma eroica”, cioè argomenti adatti ad

essere trattati secondo la forma epica →

- Il primo di questi argomenti e la spedizione di Goffredo contro gli infedeli e ritorno duplice idea

che riprende il doppio epos omerico (epos guerresco dell’Iliade e il nostos dell’Odissea)

- Argomenti fondati nella storia, non di fantasia né cavallereschi (come il Furioso)

- Guerra di Belisario contro i Goti: argomenti già narrati da alcuni poeti precedenti, ma non importa,

perché lui cerca di trattarli meglio e “a giudicio di Aristotele” manifesto di poetica

- Argomenti già trattati: poema epico in volgare italiano, L’Italia liberata dai Goti di Gian Giorgio

Trìssino, pubblicato in 27 canti nel 1547, scritto in endecasillabi sciolti (corrispettivo italiano

dell’esametro latino, dotato di capacità di snodarsi nella narrazione), ma è un poema “muto nel

teatro nel mondo”, cioè nessuno lo legge più

- Importanza della Poetica di Aristotele: prescrizione dell’unità di azione, cioè l’argomento deve essere

tutto fondato su un’unità di azione

- Anche Orazio nell’Ars poetica scrive simplex dumtaxat et unum, purché l’argomento sia semplice e

unico, cioè che non contempli in sé due storie principali ma una soltanto

- Tema in cui Tasso dibatte nell’epistola prefatoria del Rinaldo: dice di aver scritto questo poema di 12

canti in10 mesi

EPISTOLA PREFATORIA AL RINALDO

- Io credo che non sarà per voi fonte di fastidio il fatto che io, discostandomi dalla via dei moderni, mi

sia voluto accostare a quella degli antichi riflessione teorica di Tasso: dialettica tra antichi e

moderni ed evidente propensione per il modello degli antichi

- Però = per hoc, perciò →

- Non mi vedrete stretto (troppo vincolato) alle più rigorose leggi di Aristotele consapevolezza che

alcuni poeti (Trissino), siccome si sono tenuti troppo stretti alle leggi dell’epica, non hanno avuto il

successo del pubblico

- DILETTO: la letteratura in primis deve dilettare il lettore attraverso alcuni meccanismi

a) intrecciare divagazioni alla storia principale (episodi)

b) spogliarsi dalla persona del poeta: casi in cui i poeti narrativi troppo spesso parlano in prima

persona della propria opera, come Ariosto, la cui ironia fa sì che molto spesso parli in prima

persona

c) far sì che nascano delle peripezie (mutamenti di sorti) e agnizioni (riconoscimenti tra i

personaggi) o necessariamente o verisimilmente distinzione categorica fondamentale:

categoria del verisimile in cui un poeta tratta di argomenti storici non secondo verità ma secondo

verisimile altrimenti il poeta finisce con il coincidere con lo storico, distinzione già presentata da

Aristotele

d) espressione dei costumi e del discorso (categorie di Aristotele: ethos e dianoia, il pensiero):

cerca di raffigurare i personaggi a tutto tondo, dando loro coerenza e credibilità in modo che si

esprimano conformemente al proprio ethos

- NB: in realtà talvolta Tasso parla in prima persona, ma solo in momenti particolarmente patetici in

cui il trasporto è così forte in cui il poeta non può fare a meno di entrare nella narrazione, ad esempio

chiamando i personaggi per nome

- Il poema è presentato come unitario, anche se non strettamente in termini aristotelici

Maria Chiara Bergonzi

- Misurare la tenuta degli episodi all’interno della narrazione: episodi che devono essere giustificati

→ similitudine del corpo umano:

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mariachiarabe di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Pestarino Rossano.
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