Petrarca e il Canzoniere
Il Canzoniere di Petrarca è composto da 366 testi. All’epoca, la città di Firenze fu colpita da una terribile peste, celebre in letteratura perché è la stessa occasione che ha dato il punto di partenza anche a Boccaccio per scrivere il Decameron. Laura morì nel 1348.
Le rime in vita e in morte
In realtà, la distinzione tra “rime in vita” e “rime in morte” è anche una distinzione fittizia, una distinzione simbolica. La critica ha dimostrato che, in realtà, esistono “rime in vita” scritte e composte anche dopo la morte di Laura, così come Petrarca rifletteva sulla perdita di Laura anche quando Laura era ancora viva.
L'evoluzione del Canzoniere
Il Canzoniere di Petrarca resta sulla scrivania per oltre 20 anni, accompagna l’intero corso della vita del poeta, per cui l’officina del poeta è sempre attiva e la scrittura e la riscrittura è continua e assidua. Labor limae di Petrarca.
La storia d'amore tra Francesco e Laura
Francesco Petrarca racconta la storia dell’amore tra lui e Laura, dell’innamoramento di Francesco per Laura, una vicenda realmente accaduta, che viene però anche continuamente trasfigurata, sublimata, a livello lirico e anche a livello spirituale. La vicenda dell’amore è anche la storia dell’anima di Petrarca, un itinerario spirituale che riguarda tutte le componenti dell’animo: spirituale, fisica, civile, ecc.
Simbolismo e modernità
Questa vicenda amorosa diventa il simbolo di quella inquietudine moderna che contraddistingue l’uomo moderno, che si sente continuamente diviso e lacerato fra passioni contrapposte, tra l’attaccamento ai beni terreni, in senso lato, le passioni dei sensi, ma anche per esempio la gloria poetica, la fama, la notorietà e l’aspirazione al divino. La cultura occidentale, l’uomo occidentale si sente contrassegnato da questa marca distintiva: la lacerazione tra la dimensione terrena e l’aspirazione a qualcosa di oltre. È un tema che ritroviamo ovunque nella letteratura occidentale fino ai giorni nostri.
Poesia come terapia
Questo dissidio dell’anima nel Canzoniere si esprime nelle poesie, non ha soltanto come argomento il tema amoroso. Per Petrarca la poesia serve a moderare, a stemperare questa passione, ha uno scopo anche terapeutico, valore anche di medicazione psicologica. Petrarca dice “cantando il cuore si disacerba”, il dolore si disacerba, cioè diventa meno aspro.
Valore conoscitivo della poesia
La poesia, poi, per Petrarca ha anche valore conoscitivo, cioè scrivendo, mettendo in versi, capisco meglio, ha un valore razionale, di analisi. Non per tutti i poeti la poesia ha valore conoscitivo. Per Montale la poesia ha valore conoscitivo, cioè attinge alla conoscenza, per Ungaretti invece la poesia è canto, sono quindi due prospettive diverse.
Poesia filosofica e morale
La poesia mascherata dietro l’amore, per Petrarca è poesia filosofica, poesia conoscitiva. La poesia poi ha valore morale ed etico. Il dissidio tra le passioni terrene e l’aspirazione al divino, viene poi anche detto in chiave religiosa da Petrarca e scrivere poesia dunque ha valore anche di confessione, di mea culpa e lo dice anche nel primo sonetto del Canzoniere.
Lettura e interpretazione del testo
Qual è lo scopo che ci prefiggiamo nel momento in cui leggiamo il testo? Lo scopo è cogliere il messaggio, capire il significato del testo, avvicinarci il più possibile, con la maggior precisione possibile all’idea di partenza del poeta, quindi cogliere il senso del testo e allontanare tutte le difficoltà che la lettura immediata suggerisce.
Sonetto numero 90
RVF 90 Rerum vulgarium fragmenta, frammenti di cose reali. Questo è il titolo latino che Petrarca dà alla sua poesia volgare. Il titolo “Canzoniere” è quello vulgato, quello assegnato dalla tradizione.
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
che 'n mille dolci nodi gli avolgea,
e l' vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi, ch'or ne son sí scarsi;
e 'l viso di pietosi color' farsi,
non so se vero o falso, mi parea:
i' che l'ésca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di súbito arsi?
Non era l'andar suo cosa mortale,
ma d'angelica forma; et le parole
sonavan altro, che pur voce humana.
Uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch'i' vidi: et se non fosse or tale,
piagha per allentar d'arco non sana.
Petrarca assegnava un valore molto più alto ai suoi scritti latini, assegnava, o meglio, diceva di assegnare. Ma se fosse davvero così, Petrarca non avrebbe speso tutta la fatica per il suo Rerum vulgarium fragmenta. Sono frammenti, come se la parola “fragmenta” fosse una sorta di “understatement” fossero tessere di un mosaico. Siamo nella sezione delle rime in vita.
Il significato che è stato estratto da questo testo è il seguente: l’amore per Laura è eterno, è destinato a durare per sempre, a vincere la battaglia con il tempo che invece consuma tutto il resto. Quando la vidi -dice Petrarca- non potei fare a meno di innamorarmi, tanto era bella. Ma questo amore dura ancora oggi che lei non lo è più e durerà così per sempre. Per trasmetterci questo messaggio Petrarca ha composto il sonetto.
Come passare dal sonetto al messaggio?
Parafrasi
I bei capelli biondi di Laura erano mossi da una mite brezza che li avvolgeva in tanti morbidi riccioli (o nodi) e brillava a dismisura il seducente fulgore dei suoi occhi belli, occhi che ora invece non brillano più. E allora mi sembrava che il suo viso assumesse un’espressione di simpatia, ma non so, forse mi sbagliavo, illudendomi. Io che avevo un’intima predisposizione ad innamorarmi, io che avevo il cuore predisposto all’amore, perché stupirsi se immediatamente mi innamorai.
Il suo incedere, il suo cammino era talmente sublime da sembrare non umano ma angelico e le sue parole ugualmente risuonavano con un accento diverso da quello di una semplice voce umana. Era così bella che mi parve di vedere un angelo, anzi addirittura una dea e se anche lei ora non fosse più così come la vidi, io non smetterei di amarla, come la ferita non si rimargina solo perché l’arco si allenta.
Che cos’è la parafrasi?
Il termine parafrasi deriva dal greco e significa “riformulazione”, il termine parafrasi quindi è una riscrittura, una riformulazione. Altrimenti la parafrasi viene anche definita traduzione endolinguistica, cioè è sì una traduzione la parafrasi, ma una traduzione all’interno dello stesso codice linguistico. A livello pratico è una traduzione e noi dobbiamo convincerci, per poter fare una buona parafrasi, che la lingua che stiamo leggendo non è la nostra lingua, è un testo scritto in una lingua comune, quotidiana.
Nella parafrasi il primo passaggio obbligatorio è quello di riordinare le parole secondo l’ordine sintattico comune. L’incipit dell’inizio del sonetto recita “Erano i capei d'oro a l'aura sparsi”, le parole, quindi l’ordine comune dell’italiano odierno è un ordine che prevede soggetto, verbo, predicato, complementi, ecc… quindi riordinare la sintassi con un certo criterio, fa parte anche dell’italiano comune a volte spostare l’ordine delle parole, però fa parte delle tecniche specifiche della poesia, disordinare in maniera eccessiva le parole.
Il secondo punto è una decodifica linguistica, tradurre le parole o le espressioni desuete, le parole o le espressioni che oggi non sono più di uso comune perché la lingua è cambiata. Al primo verso abbiamo trovato “aura”, che è un termine antico che oggi non si usa più, parlando diciamo “venticello”, “brezza”, occorre proprio fare una traduzione, la lingua di Petrarca è un’altra lingua.
Un altro esempio: al verso 7, Petrarca scrive “i' che l'ésca amorosa al petto avea,”, secondo la lingua di Petrarca l’esca non è quella che si usa per andare a pescare, l’esca nel vocabolario di Petrarca era un materiale altamente infiammabile, era quel materiale che si usava per accendere il fuoco. Petrarca dice il mio cuore era un’esca, cioè era altamente infiammabile, immediatamente appena vidi Laura non potei fare a meno di innamorarmi.
Riordino e decodifica
Questi primi due punti, il riordino delle parole e la decodifica delle espressioni desuete, secondo alcuni costituirebbero la parafrasi in senso stretto. Noi facciamo un passaggio in più, la nostra parafrasi è una parafrasi un po’ più raffinata, un po’ più ricca, cioè riguarda anche il punto numero tre. Dopo aver riordinato le parole e aver tradotto i termini desueti, dobbiamo anche esplicitare i luoghi impliciti e traslarli.
Fa parte della specificità della scrittura letteraria essere altamente allusiva, la lingua letteraria è efficace se è allusiva, se dice poco piuttosto che dire troppo. Laura però non ha i capelli d’oro, ha i capelli biondi, però “Erano i capei d'oro a l'aura sparsi”, per diverse ragioni Petrarca ha preferito scrivere d’oro.
Noi dobbiamo sempre riportare il testo poetico alla lingua comune, alla lingua quotidiana, alla lingua referenziale, quella del vocabolario. Nella parafrasi abbiamo detto “i bei capelli di Laura erano mossi dalla mite brezza”, però nel primo verso del Canzoniere nel sonetto non c’è il sostantivo Laura. L’aura Laura è un luogo implicito.
Analisi e interpretazione del testo letterario
L’analisi del testo letterario poi procede oltre. Al punto 4 ci sono riferimenti alla metrica, alla retorica… L’ultimo punto è l’interpretazione: una volta analizzato il testo letterario ciascuno di noi è libero di reinterpretarlo. C’è una sottile differenza tra l’interpretazione del testo letterario e il coglimento del significato che non sono esattamente la stessa cosa.
Occorre tanta cautela nella rielaborazione del messaggio, dobbiamo limitarci il più possibile a dire quello che il testo dice, tutto il resto fa parte dell’interpretazione. L’analisi del testo letterario è scientifica e l’interpretazione è filologica. L’ermeneutica è quella disciplina che crede che il testo letterario sia veicolo di un messaggio.
I critici letterari si dividono riguardo a ciò: se sia possibile o meno cogliere il messaggio del testo letterario. Da un lato ci sono gli scettici, cioè coloro che sono convinti che il testo letterario sia assolutamente autonomo e quindi staccato dall’autore. Il testo una volta prodotto, vibra nell’aria e l’autore non ha nulla più a che fare con questo testo e dunque il lettore è assolutamente libero di cogliere il messaggio che più lo aggrada.
L’estremo opposto è invece quello di chi è assolutamente certo e sicuro di poter cogliere al 100% l’idea del poeta, cioè di potersi come incollare alla mente del poeta. Questo estremo pecca di scientismo, perché non è possibile in concreto. Di mezzo ci sono tutta una serie di varianti che nel nostro caso si allontanano molto dagli scettici, noi desideriamo credere che dietro a questo testo ci sia un messaggio che cerchiamo di cogliere.
Prospettiva ermeneutica e teoria della comunicazione
In questo senso allora la nostra prospettiva è una prospettiva di tipo ermeneutico. Quindi noi inquadriamo il testo all’interno della teoria della comunicazione: quindi è lecito parlare di un mittente, è lecito parlare di un destinatario, è lecito parlare di un codice, è lecito parlare di un contesto e di un canale. In ogni situazione comunicativa questi elementi della comunicazione cambiano a seconda del differente contesto comunicativo. Anche il testo letterario li possiede.
Destinatario e contesto
Il destinatario siamo noi che adesso stiamo leggendo questo pezzo, però dobbiamo fare alcune osservazioni. Siamo proprio sicuri che Petrarca pensasse a noi quando ha composto il sonetto? La decodifica del messaggio deve tenere conto anche del destinatario immaginato dal poeta, pena la cattiva comprensione del testo.
Facciamo alcuni esempi concreti: probabilmente Petrarca pensava a noi, era sufficientemente ambizioso e sicuro delle proprie capacità per sperare in una gloria eterna. Facciamo un altro esempio: Niccolò Machiavelli scrive Il Principe. In quel caso Il Principe è composto esclusivamente per un destinatario singolo, per una persona che è il Duca dei Medici. Ma se noi non teniamo conto di questa cosa, cioè che Il Principe non è scritto per noi, ma è scritto per il Duca Medici, non comprendiamo il significato del testo, anzi, peggio, lo interpretiamo male.
Il Principe era stato malamente interpretato nei secoli passati come un manuale per l’educazione di un sovrano crudele ma di successo. Interpretandolo in questo modo tradiremmo l’intenzione originaria dell’autore. Questo è un esempio di come la considerazione del destinatario sia una condizione necessaria per la comprensione del messaggio.
Boccaccio scrive il Decameron rivolgendosi alle donne. Per quanto riguarda il contesto invece le cose sono ancora più complicate. L’emittente e il ricevente non sono compresenti, ma c’è una separazione geografica e anche cronologica. Il contesto è cambiato con tutta una serie di conseguenze: la prima l’abbiamo già incontrata: la lingua è cambiata. In una situazione comunicativa normale il contesto è utile all’efficacia del messaggio, non è assolutamente ininfluente alla comprensione del messaggio. I testi non sono mai delle isole.
Codice e canale
Per quanto riguarda il codice: il codice letterario è un codice diverso dagli altri codici. Intanto siamo in una situazione letteraria, Petrarca non scrive nella nostra lingua, è un’altra lingua. Non solo la lingua è diversa perché sono passati dei secoli, ma Petrarca non scrive nel toscano quotidiano, questo è il fiorentino del ‘300 letterario.
Facciamo un esempio: nel primo sonetto del Canzoniere Petrarca dice: “Voi che ascoltate in rime sparse il suono…” Usa il verbo “ascoltare” che dà un tono più leggero, il verbo “cantare”, “ascoltare” è un verbo tecnico della letteratura. Il verbo “cantare”, applicato alla letteratura, ha le sue origini nel periodo in cui la letteratura aveva una dimensione orale.
Petrarca è un poeta sottile, sofisticato a tal punto da essersi creato un codice personale. Quando Petrarca scrive “l’aura”, vuole che noi condividiamo con lui questo codice, cioè che capiamo che lui stia parlando della donna, di Laura. E di esempi simili nel Canzoniere ce ne sono parecchi. Noi oggi possiamo dire che Montale ha una vena petrarchesca, usa un codice petrarchesco. Noi dobbiamo possedere il più possibile il codice di chi scrive.
Filologia e il canale della comunicazione
Si potrebbe fare un’osservazione anche riguardo al canale. Il canale è il mezzo attraverso il quale la comunicazione si sposta. Nel caso della comunicazione orale è l’aria. Nel caso della letteratura è la pagina scritta, il libro. Non è ininfluente alla comprensione del messaggio lo studio e la considerazione della conoscenza del canale. Esiste una disciplina che studia ciò ed è la filologia.
Il Canzoniere di Petrarca è un testo che si diluisce per più di 40 anni e in questi 40 anni Petrarca ha composto diversi manoscritti. Noi leggiamo un testo che è il frutto del lavoro dei filologi che hanno studiato questi manoscritti e che hanno confrontato le varianti dei testi e hanno deciso che il testo più vicino alla volontà dell’autore è quello che appunto noi leggiamo.
Per supplire alla mancanza del contesto che è portatore di informazioni necessarie, a volte il poeta, lo scrittore, viene incontro all’epoca del lettore, del ricevente e mette dentro al testo una serie di notizie che riguardano il contesto.
Esempio: I Promessi Sposi
Facciamo un esempio: I Promessi Sposi di Manzoni. Il messaggio di Manzoni è trasmetterci, attraverso il racconto delle vicende di una storia d’amore, una certa idea di Seicento. Quindi lo fa attraverso il racconto della storia d’amore travagliata tra Renzo e Lucia. Per aiutarci, Manzoni ha inserito delle digressioni riguardanti il contesto (le pagine riguardanti la peste, la carestia…) per facilitare la comprensione del messaggio.
Il testo letterario
18/10/2007 Testo letterario come testo linguistico che comunica, quindi dotato di tutte le caratteristiche di ogni situazione comunicativa elaborate per assecondare un determinato scopo.
- Funzione emotiva: attenzione polarizzata solo sull’emittente, ad esempio testi diaristici
- Funzione persuasiva: attenzione sul destinatario, ad esempio dediche
- Funzione referenziale: attenzione al contesto, ad esempio digressioni manzoniane
- Funzione metalinguistica: attenzione rivolta al codice
- Funzione fàtica: attenzione verso il canale, lo strumento attraverso il quale avviene la comunicazione
La comunicazione letteraria privilegia la funzione poetica: l’attenzione è rivolta al messaggio, nel contenuto ma soprattutto nella sua forma. In ambito poetico il messaggio è unico e qualsiasi decodifica produrrà un messaggio diverso da quello percepito leggendo il testo originale, messaggio intrinsecamente connesso alla sua codifica.
Struttura del testo letterario
Testo letterario: come una macchina strutturata precisamente e secondo l’ordine stabilito dall’autore. Testo letterario insieme di segni incontro tra significato e significante. Significato: immagine mentale dell’oggetto. Significante: resa acustica dell’oggetto.
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