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Guido Cavalcanti

Chi è questa che vèn, ch'ogn'om la mira

Chi è questa donna che giunge, che ognuno la contempla con ammirazione, che fa tremare di luminosità l'aria e conduce con sé Amore, in modo tale che nessuno può parlare e che l'unica forma espressiva rimasta è il sospiro? O Dio, a che cosa mai può essere paragonata quando gira gli occhi! Lo dica Amore che cosa sembra perché io non lo saprei cantare in versi: mi si manifesta la donna che è la più benigna e umile possibile, che ogni altra, a suo confronto, non la posso considerare che sdegnosa. Non si potrebbe esprimere la sua bellezza, che è tale che a suo cospetto si inchina ogni nobile virtù, e la bellezza la indica come sua sovrana. Le nostre capacità mentali non furono mai così profonde e non fu mai posta in noi tanta salvezza per riuscire ad averne adeguata conoscenza.

Dante Alighieri

Donne ch'avete intelletto d'amore

Donne che avete la capacità di comprendere intellettivamente che cosa sia amore, io voglio parlare in versi con voi della mia donna (signora), non perché io creda di compiere interamente la sua lode, ma ragionare per dare sfogo a quanto io ho concepito nella mia mente. Io dico che pensando alla sua virtù spirituale Amore mi si fa sentire così dolcemente, che se io allora non mi perdessi d'animo, farei innamorare la gente con il mio solo parlare. E io non voglio parlare innalzando così tanto la mia espressione da smarrire, per il timore, ogni ardimento; ma tratterò della sua condizione di nobiltà interiore rispetto a ciò che è lei leggermente, e lo farò con voi, donne e fanciulle che capite l'amore, dato che non è cosa da parlarne con altri.

Un angelo reclama di fronte al tribunale divino e dice: "Signore, nel mondo si vede una meraviglia incarnata che proviene da un'anima che risplende fin qua su." Il cielo, che non ha altra mancanza che di avere lei, la chiede al suo Signore, e ciascun santo chiede la grazia che Beatrice possa giungere in cielo. Solo la divina misericordia difende la nostra causa, perché parla Dio, che si riferisce alla mia signora: "O miei diletti, ora sopportate in pace che la vostra speranza rimanga per il tempo che a me piace là sulla terra dove c'è qualcuno che si aspetta di perderla, e che dirà nell'inferno: o dannati, io vidi ciò che gli stessi beati potevano solo sperare di vedere."

La mia signora è desiderata nel cielo empireo, dunque ora voglio farvi sapere della sua virtù. Io dico che colei che vuole apparire nobile in modo manifesto vada con lei, che quando va per via Amore getta nei cuori villani (senza gentilezza d'animo) un gelo paralizzante, per cui ogni loro pensiero viene immobilizzato e perisce, e quale di questi che hanno un cuore villano sopportasse di starla a vedere o si nobilitizzerebbe o morirebbe. E quando si trova qualcuno che sia degno di vederla, quegli fa esperienza della virtù di Beatrice, dal momento che ciò che ella gli dona riesce a lui in salvezza, e così lo umilia che dimentica ogni offesa. Dio le ha dato così tanta grazia che non può finire male chi con lei ha parlato.

Dice di lei Amore: "come può una creatura mortale essere così bella e così perfetta?" Poi la guarda nuovamente, ed esprime con assoluta convinzione che Dio voglia dare dimostrazione tramite lei di un miracolo vivente. Ha quasi colore di perle, nel modo adeguato a ciò che è proprio alla bellezza femminile, non fuori misura: ella è quanto di meglio può fare la natura; la bellezza si misura paragonandola sul suo esempio. Dai suoi occhi, non appena ella li muova, escono spiriti d'amore, che feriscono gli occhi a chiunque la guardi, e passano dentro tanto che ciascuno di questi spiriti va a colpire il cuore: voi le vedete Amore dipinto nello sguardo, laddove nessuno può guardarla fissamente.

Canzone, io so che tu andrai parlando a molte donne, non appena io ti avrò fatta conoscere. Ora ti ammonisco, perché io ti ho allevata, figliuola d'Amore giovane e dolce, che laddove tu giunga tu dica in modo cortese: "mostratemi la strada, ché io sono mandata a quella della cui lode sono adornata." E se non vuoi andare vanamente, non fermarti dove sia gente villana: cerca, se puoi, di manifestarti solo a donne e uomini capaci di intenderti, che ti indicheranno la strada più rapida per Beatrice. Tu troverai Amore con lei: raccomandati a lui come tu devi.

Tanto gentile e tanto onesta pare

La mia signora si manifesta con tale evidenza di nobiltà gentile e di decoro quando ella saluta, che ogni lingua per il tremore diventa muta e gli occhi non osano guardarla. Ella procede, sentendosi lodare, interamente atteggiata a benevolenza [non si inorgoglisce nonostante le lodi]; e appare manifestamente che sia una creatura venuta dal cielo in terra a mostrare la potenza divina. Si manifesta così bella a chi la contempla, che dà attraverso gli occhi una dolcezza al cuore, tale per cui non la può comprendere chi non ne fa esperienza; e dalla sua fisionomia muove oggettivata e fatta visibile una soave ispirazione amorosa che va suggerendo all'anima di sospirare.

Al poco giorno e al gran cerchio d'ombra

Sono giunto, ahimè, al tempo in cui il giorno è breve e la notte è più lunga [cioè l'inverno], e al biancheggiare dei colli, quando si perde il colore dell'erba, ma non per questo il mio desiderio cambia la sua freschezza, tanto è radicato nella dura pietra che parla e sente come se questa stessa pietra fosse donna. Con la stessa immutabilità questa donna giovane e mai vista in questo modo se ne sta congelata come neve all'ombra: perché non provoca in lei alcun mutamento d'animo, se non come in una pietra, il dolce tempo che riscalda i colli, e che li fa tornare verdi coprendoli di fiori e di erba.

Quando ella ha in testa una ghirlanda d'erba, trae dal nostro pensiero ogni altra donna: perché i crespi gialli e il verde si mischiano in modo così bello, che Amore viene a stare all'ombra degli occhi della donna, che mi ha serrato tra piccoli colli in modo molto più forte di quanto la calcina possa fissare la pietra. La sua bellezza ha delle qualità più straordinarie di quanto non siano quelle delle pietre preziose, e il colpo inferto dalla bellezza che fa innamorare non può essere sanato neanche dalle erbe mediche, per cui sono fuggito da tutte le parti per scappare da questa donna; ma dal suo lume non mi può fare schermo nessun riparo che sia naturale o creato dall'uomo.

Io ho già avuto modo di vederla vestita di verde, così bella che l'amore che io porto anche soltanto alla sua ombra avrebbe fatto innamorare anche una pietra: perciò io l'ho pregata che venisse in un bel prato d'erba, innamorata come mai fu una donna, chiuso intorno ad altissimi colli. Ma torneranno i fiumi ai colli che li hanno generati prima che questo legno molle e verde si infiammi, come suol fare ogni bella donna, di me; perché accetterei di dormire sulla pietra per tutta la mia vita e di andare pascolando l'erba, soltanto per vedere dove la sua veste fa ombra. Ogni qualvolta i colli proiettano l'ombra più oscura, sotto un bel verde la giovane donna la fa sparire, come un uomo fa sparire una pietra sotto l'erba.

Inferno, XXI, vv 1-30

Così venimmo di ponte in ponte, parlando di altro che la mia opera non si cura di cantare; ed eravamo sul punto più alto di questo passaggio, quando ci fermammo per vedere l'altro fossato di Malebolge e i pianti inutili dei dannati, e la vidi incredibilmente oscura. Come nel cantiere navale di Venezia d'inverno bolle la pece viscosa per riparare le loro navi danneggiate, poiché non possono navigare – intanto c'è chi costruisce la sua nuova nave e chi cura le falde della nave che fece molti viaggi, c'è chi sistema i legni da un estremo o dall'altro della nave, chi ripara i remi e avvolge le sartie, chi rappezza il terzeruolo e l'artimone – allo stesso modo, non per un fuoco ma per arte divina, bolliva laggiù una pece spessa, che invischiava i bordi della bolgia. Io vedevo la pece, ma non vedevo in essa altro che le bolle che affioravano in superficie, e la vedevo gonfiarsi per poi tornare su stessa. Mentre io guardavo laggiù attentamente, il mio maestro, dicendomi "guarda guarda", mi tirò a sé dal punto dove stavo. Allora mi voltai come colui che è impaziente vedere quello che gli è necessario fuggire e la paura gli toglie subito ogni forza d'animo, e che per vedere non indugia ad allontanarsi: e vidi dietro di noi un diavolo nero che veniva correndo su per il roccione.

Purgatorio, XXIV, 49-63

Ma dimmi se vedo io qui colui che trasse fuori (=operazione dello scrivere poeticamente a partire da un'ispirazione) le nuove rime, cominciando "Donne ch'avete intelletto d'amore". E io a lui: "Io sono uno (uno tra gli altri, umiltà) che, quando Amore mi ispira, annoto e con assoluta corrispondenza a quanto egli detta dentro, io vado esprimendo in forme sensibili". "Fratello", disse egli, "ora io vedo il nodo che trattenne Giacomo da Lentini, Guittone d'Arezzo e me al di qua del dolce stil novo che ascolto! Io mi rendo ben conto che le vostre penne se ne vanno strette seguendo il dittatore, cosa che non avvenne alle nostre; e chi si mette a procedere oltre, non vede la differenza sostanziale tra i due stili"; e, come soddisfatto della sua risposta, tacque.

Francesco Petrarca

Rerum vulgarium fragmenta, 1

Voi che ascoltate in poesie separate tra loro il suono di quei sospiri d'amore con cui io nutrivo il mio cuore, al tempo del mio primo giovanile sviamento quando ero parzialmente un uomo diverso da quello che sono ora: fra le inutili speranze e l'inutile dolore, se c'è qualcuno che per esperienza sappia che cos'è l'amore, spero di trovare compassione, e perdono, per la varietà stilistica della mia scrittura poetica che è canto e pianto. Ma ora io vedo chiaramente come per tutto il popolo sono

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