Medioevo: società, cultura, mentalità
476-1453 – caduta impero romano d’occidente/caduta dell’impero romano d’oriente, caduta di Costantinopoli. Si suddivide il Medioevo in 2 parti:
- Alto Medioevo: fino all’anno 1000;
- Basso Medioevo fino alla caduta di Costantinopoli.
L’alto è caratterizzato da fattori di crisi e instabilità, il secondo da una progressiva ripresa economica e culturale. Nel periodo altomedioevale ci sono due fattori caratterizzanti:
- Cristianesimo e Germanesimo, da cui incontro nascono nuove realtà politiche e nuove mentalità.
Chiesa e società
La Chiesa ha un ruolo importante che ricostituisce l’unità dell’antico impero romano, sbriciolatasi sotto l’urto delle invasioni barbariche, dove Dio è posto al centro. Muta la concezione della storia = processo lineare al cui centro si pone l’evento rivoluzionario della redenzione operata da Cristo mediante il suo sacrificio. La storia è vista come storia sacra e provvidenziale. Come Dio è uno e trino, così la società umana è divisa in 3 ordini rigorosamente gerarchici:
- Sacerdoti
- Guerrieri
- Contadini
Sistema degli studi
Il sistema degli studi è articolato secondo lo schema delle Arti Liberali, suddivise nei due cicli del trivio (grammatica, retorica, dialettica) e quadrivio (matematica, geometria, astronomia, musica). Fondamentale è la lettura dei testi sacri. Con l’apparizione delle prime università europee (Oxford, Parigi, Bologna) tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, si entra in un’epoca nuova che preannuncia la rinascita umanistica del XIV secolo. Nascono le letterature volgari, che, affrancandosi dalla lingua latina – sentita ormai da tempo come lingua sacra della Chiesa -, si avviano progressivamente ad imporre una nuova visione del mondo, laica e naturalistica.
Le lingue romanze e i primi documenti del volgare italiano
Con il venir meno di un potere centrale e di una compatta organizzazione scolastica imperiale, la differenza tra latino parlato e latino scritto andò man mano aumentando. La varietà degli esiti linguistici dipese da due fattori:
- L’influsso delle lingue in uso prima dell’arrivo del latino = fenomeno di substrato.
- L’influsso delle lingue germaniche dei barbari invasori = fenomeno di superstrato.
Dibattuta è la questione su quale sia la prima testimonianza scritta della nostra lingua volgare: i Placiti Cassinesi redatti in ambito notarile fra il 960 e il 963. Soltanto agli inizi del XIII secolo compaiono significativi testi letterari in lingua italiana, quasi contemporaneamente in Sicilia (scuola siciliana) e in Umbria (Cantico di San Francesco).
Società e cultura nel XIII e XIV secolo
Intorno al 1000 si registra in Occidente una decisa ripresa economica e demografica: trasformazione politica, sociale e culturale. Da un’economia di sussistenza si passa ad un’economia fondata sul guadagno, sull’investimento e sulla circolazione monetaria. Protagonista di questa rivoluzione è il nuovo ceto borghese e mercantile, attivo e dinamico, che promuove l’avvento dei liberi comuni cittadini. Protagonista assoluta in Italia è la Toscana, in particolare Firenze, agitata spesso da lotte interne, dapprima tra Guelfi e Ghibellini, poi dopo 1266, tra le fazioni dei Bianchi e dei Neri, fino alla vittoria di questi ultimi nel novembre del 1301.
Nascono nuove figure di alta professionalità, quali giuristi e notai e alti intellettuali come Brunetto Latini fiorentino. La traduzione in latino di opere del filosofo Aristotele, avvia un grande dibattito soprattutto tra domenicani e francescani, ma anche un nuovo interesse per il mondo della natura. Grande dibattito tra il XII e XIII secolo nel mondo ecclesiastico causato dalla formazione e dalla diffusione di pericolose sette ereticali, come quella valdese e catara. I due massimi poteri, Impero e Chiesa entrarono in crisi con il sopraggiungere degli stati nazionali e dei potenti liberi comuni.
La nascita della letteratura italiana. La poesia religiosa
Il primo testo canonico della letteratura italiana è considerato il Cantico di frate Sole, che Francesco d’Assisi compose nel 1224, poco prima della sua morte. È un testo scritto in volgare umbro e musicato per essere recitato e cantato in pubblico e in privato dai frati del suo ordine e dalla gente comune. In seguito la poesia religiosa in volgare si concentra su episodi della storia sacra e della vita di Cristo da una parte, dall’altra adotta una visione cupa e drammatica della fede e del rapporto tra uomo, Dio e natura.
- Diffusione delle Laudi: inni di lode, composte sul metro profano della ballata ed eseguite collettivamente da parte di comunità di preghiera o “confraternite” religiose.
- Laudario di Jacopone da Todi (1230-1306 ca.) che inclina ora verso un esasperato misticismo, descrivendo la dolcissima ma violenta esperienza del superamento dei limiti dell’umano e del mistico abbandono in Dio; ora viceversa rappresenta un sentimento doloroso del peccato, un profondo disprezzo del mondo e in particolare un vero e proprio errore del corpo, mostrando un quadro impietoso e desolato della condizione umana. A sé sta invece la mirabile Donna de Paradiso, una lauda dialogata sulla crocifissione e morte di Cristo.
La letteratura dell’età feudale in Francia
Genere epico: genere più alto e rappresentativo; πος = parola/discorso, racconto:
- L’ampiezza del componimento.
- La tendenza alla rappresentazione oggettiva.
- Il carattere narrativo.
- La predilezione per argomenti guerreschi e o avventurosi.
- La qualità eroica e sublime delle gesta narrate.
- L’interferenza del divino nelle azioni umane o il ricorso al meraviglioso e al sovrannaturale.
- L’uso di un linguaggio speciale, artificiale, elaborato e solenne, nel quale spicca l’uso di uno stile formulare, basato sulla ricorrenza di espressioni o di epiteti fissi.
Beowulf: poema anglossassone, scritto alla fine del VII secolo e pervenuto in un manoscritto del X prende il nome dal protagonista. Chanson de Roland [La canzone di Orlando]: poema romanzo, composta in lingua d’oil verosimilmente alla fine del XI secolo, in cui si celebra un episodio guerresco realmente accaduto e fantasticamente rielaborato nel 778 d.C. La critica romantica ha voluto interpretare questi poemi come espressione dello spirito nazionale al suo nascere, insistendo sull’idea che essi fossero il prodotto spontaneo della anima collettiva di un popolo.
Ci sono pervenuti circa 70 poemi in lingua d’oil, composti tra l’XI e il XIII secolo. Di origine francese, tali poemi sono chiamati Chansons de geste, poemi cantati/canzoni, nei quali si narrano le imprese (gesta) compiute da un popolo, da una stirpe o anche da un singolo personaggio. In esse si rispecchia il mondo feudale dei cavalieri e dei feudatari, di cui vengono celebrati i valori più caratteristici:
- Lo spirito guerriero, la prodezza, il culto dell’onore, la fedeltà vassallatica al signore, l’amore per la propria terra.
Nel più antico e più celebre di questi componimenti, la Chanson de Roland, tali valori sono posti al servizio della fede cristiana: Orlando, protagonista del poema, finisce per unire i caratteri tradizionali dell’eroe (forza fisica, abilità militare, coraggio, sprezzo del pericolo) alle esemplarità morale dei componimenti: è un eroe-martire, che si batte fino al sacrificio della vita per difesa della fede cristiana.
Strutture strofiche (lasse assonanzate e rimante di versi decasillabi); stile formulare del racconto, recitati da giullari itineranti con l’accompagnamento della viola. I luoghi di circolazione sono la Corte, il Sagrato della chiesa, fiere, mercati e feste religiose. La Chanson de Roland appartiene al filone del Ciclo Carolingio, il più significativo di questa produzione. Protagonisti sono i paladini (cioè comites palatini, ovvero compagni di palazzo = di Carlo Magno, in lotta contro i Saraceni per la difesa della fede cristiana. Si evidenzia il contrasto tra popolazioni cristiane e islamiche, che spiega il nuovo spirito di crociata che animò l’Europa cristiana verso la fine del XI secolo: infatti la Chanson è datata intorno al 1080, pochi anni prima della prima crociata (1096-1099).
Amore cortese
Corte opposto al termine borgo/borghese – villa/villano. Cortese è il mondo aristocratico e feudale contrapposto per modello di vita e per distinzione sociale sia a quello borghese e mercantile delle città sia a quello povero e rozzo del contado. Cortese e Villano: due modi contrapposti di essere e di comportarsi. Età Cortese: XI-XIV sec. Figura di Orlando di cui abbiamo già parlato: alle virtù feudali si sommano le virtù morali cristiane, in parte mutate dall’etica classica: magnanimità, fortezza, temperanza e misura aggiunte a quelle tipicamente ecclesiastiche di misericordia e pietà.
La cavalleria appare come l’espressione militare della nobiltà, caratterizzato dalle grandi virtù cortesi quali misura, prodezza, larghezza (liberalità nel dare e il disinteresse nei confronti dei beni materiali) e gioia.
XII secolo:
- Nuova sensibilità e nuovo modello di vita;
- L’esaltazione dell’amore sensuale;
- Culto della donna;
- Ricerca del lusso e della magnificenza;
- Importanza della dimensione estetica;
- Nuova coscienza del significato di arte e letteratura sono espressione di valori laici e modani pressoché ignoti nei secoli precedenti all’Europa occidentale cristiana.
Caratteristiche dell'amore cortese
Amore cortese: non si può dare cortesia senza amore, né si può dare amore se non in un animo cortese. Al centro di questo nuovo ideale viene posta la figura femminile della donna amata, assimilata al signore feudale, e chiamata midons (in lingua d’oc, dal latino meus dominus) ad essa si deve fedeltà e devozione: per essa si compiono le coraggiose imprese che rendono degni del suo amore. Un rapporto di tal genere può avvenire solo in un contesto extraconiugale, in quanto il matrimonio era visto come un vincolo spesso di natura politica/socio-economica. Il cavaliere-amante si rivolge dunque ad una donna già sposata, che serve con devozione assoluta. L’esperienza d’amore è un itinerario di perfezionamento dell’animo, principio di virtù e di moralità. Attraverso l’amore egli si affina interiormente: la fin’amor è l’espressione con cui i poeti provenzali, i primi ad elaborare questa concezione dell’amore, definiscono tale condizioni di armonia e di bellezza interiore che l’amore consegue al termine di un lungo processo formativo.
Amor cortese → Desiderio erotico espresso in termini diretti espliciti, spesso da parte delle donne stesse che danno voce a tale desiderio. Trattatistica d’amore: s’impegna a definire sul piano teorico e dottrinale la natura d’amore e ad analizzare i suoi effetti sugli individui e sulla vita sociale, codificando una serie di precetti di comportamento atti a dar conto di tutti gli aspetti e momenti della vicenda amorosa. Modello Ovidio – Ars Amatoria: XII secolo definito dagli studiosi moderni “età ovidiana”.
De amore di Andrea Cappellano: trattato composto in lingua latina intorno al 1185. Divisa in 3 parti: sul modello ovidiano la prima parte insegna come si possa acquistare l’amore, nella seconda come lo si conserva, nella terza come se ne possa fuggire.
- L’amore può nascere solo fuori dal matrimonio, si fonda sulla libertà del sentimento e sulla trepidazione del desiderio inappagato.
- L’amore va tenuto segreto e ben celato.
- L’amore è sempre felice anche quando non è corrisposto o si conclude dolorosamente.
- L’amore non può nascere se non in un animo virtuoso.
- L’amore è innanzitutto servizio, dedizione e contemplazione della propria donna di cui si elogiano bellezza, saggezza e virtù morali.
Movimento trobadorico
Fine XI secolo, nei castelli di Provenza → movimento trobadorico: trovatori, coloro che trovano, compongono il testo e la melodia di liriche destinate ad essere cantate con un accompagnamento musicale davanti al raffinato pubblico di corte. Il trovatore è chi compone, l’autore dei testi e delle musiche; il giullare è colui che esegue quanto composto dal trovatore. L’ambiente è sempre la corte; la lirica provenzale viene anche detta trobadorica (da trobador) o occitanica (dalla lingua d’oc nella quale si espresse).
Vidas: vite/biografie; Razos: commenti in prosa. La lirica provenzale è una poesia convenzionale, che non aspira alla diretta effusione sentimentale, né all’originalità dei contenuti. La maggior parte della produzione è dedicata all’amore; significativa risulta tuttavia la poesia di carattere morale e politico, dalle tonalità non di rado aspre e realistiche. L’amore cantato dai lirici provenzali è l’amor cortese, sublimato e codificato come si è detto: il poeta-amante si va vassallo di una donna che serve con animo devoto e tremante. L’inaccessibilità della donna, dovuta a motivi sia sociali sia morali, acuisce la tensione poetica ed esalta le virtù cavalleresche dell’innamorato.
L’amore deve essere celato dietro al senhal, nome fittizio con cui viene indicata l’amata. Viene ampiamente sviluppato il binomio primavera-amore: il canto degli uccelli è come il canto d’amore del poeta, l’attesa, il dolore della repulsione, l’amore corrisposto etc. Straordinaria ricerca formale:
- Canzone: forma metrica per eccellenza.
- Sestina: la più impegnativa e retoricamente complessa: Arnault Daniel, che Dante definirà il miglior fabbro del parlar materno.
- Ballata: che implica la presenza di un ritornello.
- Discordo: dissomiglianza delle strofe, organizzate in modo autonomo e dissonante o discordante rispetto alle altre del componimento.
Forme di scrittura e generi poetici
Questa produzione presenta due diverse forme di scrittura particolari:
- Trobar Clus: poesia chiusa, oscura e difficile, di registro elevato e di complessa tessitura sintattica e stilistica.
- Trobar Leu o Plan: una poesia di stile più leggero e piano, dalle immagini limpide e chiare.
- Trobar Ric: variante del trobar clus, stile virtuosistico, ricco di artifici retorici e di ornamenti espressivi.
Generi Poetici:
- Alba: che ha per tema la dolorosa la separazione degli amanti, che hanno trascorso la notte insieme, allo spuntar del giorno.
- Pastorella: incontro cavaliere – pastorella, forte componente erotica e sensuale.
- Canzone di Crociata: carattere politico, militare, religioso, amoroso.
- Tenzone: dibattito tra due o più trovatori.
- Planh: compianto, canzone di lamento.
- Plazer: catalogo di cose piacevoli.
- Enueg: catalogo di cose noiose.
Cicli romanzeschi di tema cortese
Cicli romanzeschi di tema cortese suddivisi in due sezioni:
- Materia classica
- Materia bretone o arturiana a cui appartiene il Ciclo di Tristano.
Diversamente dalle canzoni di gesta, che prevedevano una fruizione orale e un accompagnamento musicale, i romanzi sono destinati ad una lettura privata. Le vicende risultano meglio concatenate, la psicologia dei personaggi appare più articolata e introspettiva, le figure femminili acquistano un’importanza sconosciuta ai precedenti racconti epici. Il cavaliere carolingio combatteva entro la cornice di grandi imprese militari collettive, il cavaliere dei romanzi cortesi è invece una figura solitaria che vaga in cerca di avventure, mettendo alla prova se stesso e il proprio valore.
Siciliani e Siculo-toscani
L’inizio della letteratura italiana è databile attorno al 1224 con il Cantico di Frate Sole, che segna l’esordio della poesia Italiana. Nello stesso periodo nel Sud Italia, in particolare in Sicilia, alla corte di Federico II di Svevia, si sviluppa il primo movimento poetico coerente e unitario della nostra letteratura volgare: una poesia colta ed elitaria, d’ispirazione laica che si configura come esperienza intellettuale ed esercizio formale. Mentre nell’Italia del Nord, nelle corti signorili e nei comuni cittadini, troviamo poeti italiani che compongono nella lirica provenzale, i Siciliani trapiantano la lingua occitanica in un volgare locale nazionale.
Declino potenza sveva → declino scuola siciliana: 1266 battaglia di Benevento in cui venne ucciso Manfredi, figlio di Federico II, che vide l’avvento della dinastia angioina in Sicilia. Il periodo dunque di sviluppo della poesia siciliana è 1233/4-1266. La corte di Federico II non ebbe mai un centro stabile e fisso, in quanto egli era solito spostarsi e viaggiare circondandosi di figure di intellettuali, funzionari, giuristi, che assieme a lui costituirono una vera propria corte itinerante. Essi, accanto alla loro attività di corte, si sperimentavano l’attività poetica da dilettanti, a differenza dei poeti provenzali (della tradizione occitanica) che risultavano invece dei veri e propri professionisti e letterati. La corte viene definita Magna Curia, ambiente cosmopolita e plurilingue aperto agli influssi di civiltà diverse. In questo clima di grande fervore intellettuale si inserisce l’esperienza della poesia siciliana in volgare. L’imperatore Federico II, uomo di grande cultura e interessi che scrisse anche un trattato sulla Falconeria, si fece promotore della trasposizione in volgare siciliano della lirica trobadorica.
Politica culturale di corte – modello di poesia laica, dotta, raffinata – società aristocratica ed esclusiva. Statura e ruolo di Caposcuola affidato al Notaro Giacomo da Lentini. Persino Dante attribuisce grande valore a questa corrente poetica, in quanto iniziatrice della letteratura italiana di cui si sente discendente. I rimatori siciliani assumono ad argomento unico ed esclusivo del loro canto l’amor cortese, non inserendo in alcun modo tematiche di carattere sociale e politico.
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