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LETTERATURA ITALIANA 2
S S
TORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA DAL EICENTO
’O
ALL TTOCENTO
C : B (1610-1690)
L’
ETÀ DELLA ONTRORIFORMA IL AROCCO
L’ C va dal (1545) . È
Concilio di Trento agli anni Ottanta del 1600
ETÀ DELLA ONTRORIFORMA
suddivisibile in due fasi successive:
1. La prima fase va fino al primo secondo/ decennio del Seicento, ed è caratterizzata:
- sul piano economico, da una permanenza dello sviluppo;
- sul piano letterario, dalla resistenza dei modelli classicistici: detta appunto fase del manierismo.
2. La seconda fase è caratterizzata da una profonda crisi economica, ed è la cosiddetta fase
Barocca. 2
L S , ,
A SITUAZIONE ECONOMICA E POLITICA NEL EICENTO GLI INTELLETTUALI LA
,
RIVOLUZIONE SCIENTIFICA LA NUOVA VISIONE DEL MONDO
I “B ”;
L CONCETTO DI AROCCO LA SUA DEFINIZIONE E
’
L AREA CRONOLOGICA E GEOGRAFICA DELLA SUA DIFFUSIONE
Barocco si sviluppa soprattutto in Italia, Francia, Spagna e Inghilterra.
BAROCCO: Con il termine barocco si designa il movimento artistico, letterario e musicale
sviluppatosi nel Seicento e caratterizzato dalla tendenza alla grandiosità, al virtuosismo
formale, alla produzione di effetti sorprendenti, ma anche da un gusto stravagante ed
esuberante, artificioso e goffo. All’inizio al termine barocco è stata assegnata una accezione
negativa, in senso dispregiativo, per indicare appunto un’arte bizzarra, disarmonica e
contraria al buon gusto.
Per quanto riguarda l’origine del termine, questa risulta alquanto incerta:
• ” che significa “perla non sferica e
Deriva forse dal portoghese “ irregolare”,
barocco
perciò strana e anormale;
• Oppure dal francese “ ” nel significato di stravagante, bizzarro;
baroque
• O…. “ ” termine desunto dal latino della filosofia scolastica che indicava una
Baroco
forma di sillogismo particolarmente cavilloso.
Tuttavia oggi il termine, ha perduto ogni connotazione negativa definendo semplicemente un
periodo storico e la tendenza artistica che vi ha prevalso.
Il Barocco perché si ispira a una
respinge la tradizione di misura e di equilibrio del classicismo
nuova visione del mondo e a un nuovo modo di percepire. L’uomo è ormai solo, inquieto, in
un universo sconfinato, complicato. Può cercare di collegare le cose solo attraverso i sensi e
la ragione, con l’analogia o la metafora. Il concetto di imitazione del Rinascimento è ormai
caduto.
Le caratteristiche principali dell’arte barocca sono:
- la somiglianza inaudita fra cose lontane; 3
-la trasformazione di una cosa in un’altra;
- la rottura dei confini che separavano i diversi comparti dell’universo.
Il pubblico è sempre tenuto presente, il lettore e lo spettatore vanno continuamente conquistati
ad ogni costo, suscitando di continuo la sorpresa e la meraviglia.
L
A CRISI DEMOGRAFICA ED ECONOMICA E LA
E
SITUAZIONE POLITICA IN UROPA
Il Seicento è però anche un secolo caratterizzato da una grave crisi demografica ed economica
che investì tutti i paesi europei con l’unica eccezione dell’Olanda e dell’Inghilterra (grazie al
rinnovamento dell’agricoltura). Questa situazione provocò una nuova spirale di carestie e di
pestilenze: la popolazione malnutrita era più facilmente colpita dalle malattie e in particolare
dalle epidemie di peste. Si aprì dunque un periodo di deflazione e di stagnazione economica,
dove traffici e commerci ne risultarono indeboliti. Inoltre la nobiltà fondiaria mirava sempre
più a sfruttare le masse contadine, venendosi così a creare una distanza sempre maggiore tra
poveri e ricchi. I vari governi cercarono di far fronte alla situazione di crisi con misure
economiche ispirate al mercantilismo. Una teoria che partiva dal presupposto che il volume
della produzione e del commercio fosse stabile e che quindi esso potesse essere accresciuto
solo togliendone una quota agli stati concorrenti.
L’Italia dunque in questo periodo, subì i contraccolpi della sua posizione politica e geografica:
ormai era soltanto una provincia periferica di un impero in crisi, quello spagnolo.
L ’
A CONDIZIONE DEGLI INTELLETTUALI E L ORGANIZZAZIONE DELLA CULTURA
Per quanto riguarda invece la condizione degli intellettuali e l’organizzazione della cultura in
Italia, questi non subiscono, sostanziali mutamenti rispetto alla prima fase dell’età della
controriforma. L’intellettuale continua a trovare impegno presso le corti, ma il suo ruolo è
sempre più spesso quello di segretario (privato) del signore o di altri esponenti dei ceti alti;
gli si richiedono competenze specifiche, di carattere tecnico, che non investono più la sua
funzione civile ed ideologica. L’unico strumento superstite di auto riconoscimento e di
Esse erano sorte già numerosissime
protezione dell’identità intellettuale sono le Accademie.
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nella seconda metà del 1500. Continuarono a diffondersi nel 1600, assumendo in genere
caratteri sempre più chiusi. Spesso queste erano direttamente o indirettamente controllate dal
potere politico. Le accademie letterarie e filosofiche, più importanti furono:
• a Roma, cui aderì Galilei;
Le accademie del Lincei
• Quella del Cimento
fiorentina
• Quella degli Investiganti.
napoletana
L
E CONQUISTE SCIENTIFICHE E LA PROBLEMATICA FILOSOFICA
Il Seicento, e in particolarmente il periodo che va tra il 1610 e il 1690, si apre con:
- , che studia il movimento dei pianeti
le famose scoperte astronomiche del tedesco Keplero
intorno al sole, ;
- l’italiano Galileo Galilei
, espone le sue leggi sulle gravitazione universale.
- l’inglese Isaac Newton
Il Seicento è considerato appunto il secolo della . Nel corso di questo
Rivoluzione Scientifica
secolo giunge a maturazione il rinnovamento del pensiero avviato dall’Umanesimo italiano e
proseguito su scala europea dal Rinascimento. I più grandi pensatori dell’epoca hanno in
comune l’esigenza di ricostruire tutto il sapere dalla base, liberandosi dalla tradizione e dai
pregiudizi, ricavando dalle scienze matematiche e naturali un metodo che garantisca certezza
alla conoscenza.
L ’
A NUOVA VISIONE DEL MONDO E LE SUE CONSEGUENZE SULL IMMAGINARIO
Proprio tra fine del Seicento e inizio del Settecento si parlerà di “autonomia della scienza”,
la quale diventa sempre più indipendente dalla religione e dalla magia. Inoltre esce
completamente trasformata l’idea del mondo, che da qui in avanti comincia a essere
immaginato come una macchina di cui occorre studiare il funzionamento. Alla base di tale
rivoluzione sta un nuovo modo di concepire la sia quella filosofica che quella
ricerca,
scientifica. Decisivo diventa il della ricerca, il quale deve obbedire a un rigore
metodo
induttivo, non più deduttivo, deve seguire procedure rigorosamente scientifiche che partano
all’analisi di fenomeni concreti e non da idee precostituite. È il filosofo Cartesio a porre in
modo radicale la questione del metodo: il metodo della ricerca deve essere libero da qualsiasi
pregiudizio e da qualsiasi autorità. 5
Nel corso del Seicento vengono posti tutti i problemi fondamentali dell’epoca moderna, da
quello dell’autonomia della scienza, a quello del rapporto fra scienza e potere. Nasce appunto,
in questo secolo un campo di tensioni e di conflitti che ancora oggi è lontano dall’essere
risolto.
Ricominciare da capo, rifondare l’edificio del sapere su basi puramente razionali e umane:
questa la principale preoccupazione comune ai grandi filosofi del Seicento. Il bisogno di
trovare fondamenti nuovi e assolutamente certi li porta a porsi il problema della conoscenza,
a mettere in questione il rapporto tra il soggetto che conosce e l’oggetto conosciuto.
- : applica un dubbio metodico a tutte le certezze, comprese le più elementari, e trova
Cartesio
nel pensiero stesso un nuovo fondamento su cui procedere con un metodo deduttivo di rigore
matematico:
applica un metodo simile al campo dei fatti psicologici e morali, che vede sottoposti
- Spinoza:
a leggi rigorose come i fenomeni naturali;
- il maggiore empirista inglese, indaga criticamente i processi del pensiero per
Locke:
ricostruire la formazione delle idee a partire dall’esperienza sensibile e dalla riflessione del
pensiero su se stesso.
La rivoluzione scientifica del 1600 tende a rendere autonoma la scienza dalla religione.
Opponendosi alla cosmologia aristotelica, la concezione copernicana e quella galileiana di
fatto si opponevano alla dottrina ufficiale della Chiesa, la quale si ispirava invece alla
posizione geocentrica della tradizione aristotelica. E così nel 1616 la Chiesa sospese le opere
che sostenevano la teoria eliocentrica e diffidò Galileo dal diffondere le tesi. Galileo
inizialmente si oppose a tale posizione della Chiesa, cercando di dimostrare che quanto
scriveva la Bibbia non poteva essere preso alla lettera, e affermando che il libro della natura
e il libro di Dio rivelerebbero la stessa verità in linguaggi diversi. La Chiesa però non accettò
nemmeno questa forma di compromesso, poiché per secoli era stata essa a definire ciò che
era vero e ciò che era falso nella concezione dell’universo, la ricerca scientifica doveva
semplicemente adeguarsi a illustrare verità precostituite. Ora, invece, i ruoli cominciavano a
rovesciarsi. Questo è un passaggio decisivo: la scienza, separandosi dalla religione, diventa
. Nonostante ciò va comunque detto che in
una ricerca del tutto laica, empirica e sperimentale
questa situazione la visione del mondo barocca sarà dominata dall’idea di un universo infinito
, di una vita in cui le sorti si rovesciano di
e instabile, labirintico e confuso, incerto e precario
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continuo e le parti si modificano come in un grande teatro, e dall’idea di un’umanità folle e
cattiva, in cui gli uomini sono lupi tra loro e tuttavia vivono pervasi dal senso continuo della
morte. L B : , ’
E POETICHE DEL AROCCO IL CONCETTISMO L ACUTEZZA O
,
ARGUZIA IL GUSTO DELLA METAFORA
La nuova visione nel mondo, in campo letterario, viene tradotta come un’estetica
. Mentre il Cinquecento aveva fissato dovunque rigide
anticlassicistica e poetica della metafora
normative e aveva elaborato un’estetica precettistica, il Seicento appare più libero e vario, più
volto alla trasformazione e all’innovazione che alla codificazione. Acutezza, ingegno e
sono le vie attraverso cui si realizza la nuova poetica.
concettismo
In Italia e in Spagna, al contrario della Francia, si ha la tendenza al rinnovamento, dato che il
Seicento appare come un secolo più libero e più vario, più volto alla trasformazione rispetto
al Cinquecento.
Il maggior teoriche barocco è lo spagnolo , che nel suo trattato mette in luce
Baltasar Gracian
i termini acutezza e ingegno. Con il primo termine indica il procedimento stilistico che
concettualizza i rapporti sottili e a volte ambigui esistenti tra le cose, inoltre rivela gli
accostamenti e le disarmonie del reale; il secondo consiste nell’attività di un’intelligenza
pronta e provocatoria, che permette questa concettualizzazione.
Quindi il vero artista è colui che scopre i legami misteriosi esistenti fra i vari campi della
realtà.
In Italia e in Spagna l’ingegno è visto soprattutto come produttore di concetti. Il concetto è il
collegamento di due elementi appartenenti a campi diversi o opposti, con effetto di meraviglia
e gusto del sorprendente.
Il maggior teorico italiano è , che nel suo libro invoca Aristotele solo per
Emanuele Tesauro
giustificare quelle acutezze che in Italia erano state teorizzate qualche anno prima da
Peregrini. Esaltando la metafora, Tesauro esalta in realtà l’attività creativa del singolo, la
capacità del suo impegno; poiché è grazie alla metafora che si scoprono rapporti nuovi fra le
cose e dunque si afferma un modo non convenzionale di conoscerle.
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È B ? I B , ’ ’
ATTUALE IL AROCCO L AROCCO L ALLEGORIA E L ARTE CONTEMPORANEA
L’interesse per il Barocco si sviluppa nel Novecento, ma quali sono le ragioni di questo
interesse?
Si possono indicare tre ragioni fondamentali:
1. Una , che ha a che fare con il momento della conoscenza. Da un lato ci
ragione gnoseologica
sono i sensi, con la loro verità che nascono dall’esperienza; dall’altro il significato universale
determinato dalla fede. Ma tra di essi si è aperta una frattura come fra scienza e religione.
Quindi si viene a creare una disarmonia e una scissione, tipica anche della sensibilità
contemporanea.
2. La seconda ragione riguarda . L’arte barocca e novecentesca sono
l’estetica e l’artistica
anticlassiche; quindi essa non esprime più il bello e il vero ma il lamento di chi è condannato
alla frantumazione, al tempo storico. L’arte stessa si pone in questione: essa non nasce più
né da Dio, né dalla natura, ma esprime solo lo sforzo oggettivo dell’autore. Lo sfarzo
spettacolare del Barocco copre una sensazione di miseria, di debolezza esattamente come
l’esibizione di artifici nell’arte novecentesca nasconde l’impossibilità di attingere ai
significati universali dell’arte tradizionale.
3. Ed infine l’ultima ragione, che è quella Nell’arte barocca, al contrario di quella
formale.
rinascimentale, c’è una frattura tra la realtà e il significato universale, inoltre è priva di sintesi
e di unità. Il mondo fisico viene messo in primo piano ma appare sottomesso dallo scorrere
del tempo. I sensi colgono alcune relazioni fra particolari ormai dissociati, e il significato
può essere attribuito solo dall’esterno; ed è questo appunto il procedimento di allegoria.
L ,
A STAMPA IL PUBBLICO E IL SISTEMA DEI GENERI LETTERARI
Nel Seicento per quanto riguarda il è possibile assistere per varie
sistema dei generi letterari
cause ad una sostanziale trasformazione. Si affermano e si diffondono:
• Il che può essere considerato come un fenomeno nuovo;
romanzo in prosa,
• e
Un esigenza nuova che porta a privilegiare la satira, il capitolo, la poesia giocosa
persino a capovolgere in comico il poema epico (con Tassoni nasce poema eroicomico).
In altre situazioni, anche in tono più serio, esso subisce importanti trasformazioni (con
Marino) 8
• Con Basile si impone anche il genere della fiaba;
• Nel teatro continua la tradizione della tragicommedia, la commedia dell’arte, il
, mentre le commedie e le tragedie scritte in Italia, subiscono un periodo
melodramma
di crisi;
• Data la grande importanza della scienza, particolare rilievo ha anche il trattato
, che di solito fa ricorso alle forme umanistiche del dialogo e dell’epistola
scientifico
(Galileo, Bruno, Campanella).
La rivoluzione copernicana sconvolge l’idea millenaria di un cosmo limitato e centrato
sull’uomo, sotto il governo di Dio trascendente e garante dell’ordine del mondo; al suo posto
si spalanca un universo sterminato e privo di centro. I primi filosofi che ne accettano le
conseguenze sono gli italiani GIORDANO BRUNO e TOMMASO CAMPANELLA, i
quali sembrano presi da una specie di vertigine dell’infinito: eredi del naturalismo
rinascimentale mescolano la nuova cosmologia con residui di concezioni magiche, e vedono
la natura tutta animata da un soffio divino; si sentono profeti di un rinnovamento radicale del
sapere e della società, ed entrambi scontano duramente la repressione controriformistica.
G G B
LI SCRITTI FILOSOFICI E MORALI DI IORDANO RUNO
ritorna in parte alla magia.
Giordano Bruno
Nasce nel 1548 a Nola, giovanissimo entrò nel chiostro Domenicano di Napoli, crebbe come
un ragazzo prodigio, ma a 18 anni i primi dubbi sulla verità della religione cristiana lo posero
in urto con l’ambiente ecclesiastico e fu costretto a fuggire (Ginevra, Tolosa, Parigi,
Germania, Venezia, Roma). A Roma fu condannato dal tribunale dell’inquisizione a sette anni
di carcere ai ripetuti inviti di ritrattare le sue dottrine le sue dottrine oppose un rifiuto e il17
febbraio 1600 veniva arso vivo in campo dei fiori a Roma. Gli scritti principali di Bruno sono:
La cene delle ceneri, De l’infinito universo et mondi, lo spaccio della bestia, trionfanti e poi
degli eroici furori. Tutti gli scritti di Bruno presentano una nota comune;
L’amore della vita nella sua potenza Dionisiaca, questo amore così prorompente verso la vita
gli fece nutrire un odio così inestinguibile per tutti quelli che facevano della cultura una pura
esercitazione libresca e distoglievano lo sguardo dalla natura e dalla vita.
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Bruno considerò , tutta animata, da qui la sua predilezione per la magia. Il
la natura tutta viva
naturalismo di Bruno è in realtà una religione della natura: impeto lirico, esaltazione e furore
eroico. La religione appare a Bruno come assurda, un insieme di superstizioni contrarie alla
religione e alla natura. Di fronte a questa religiosità che Bruno deride come “Santa Asinità”
sta l’alta religiosità, quella dei teologi cioè dei dotti che in ogni tempo e in ogni nazione hanno
cercato la via per giungere a Dio. Questa religiosità e lo stesso filosofare.
Bruno parla di Dio in duplice modo; mente al di sopra di tutto e mente presente in tutte le
cose:
1. Dio fuori dal cosmo e dalla razionalità dell’uomo, e in conoscibile e ritiene vano il tentativo
di risalire dalla natura a colui che l’ha creata. Di conseguenza in quanto sostanza trascendente
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