Letteratura italiana modulo 2: Carlo Emilio Gadda
Gadda e Calvino sono 2 degli scrittori più importanti del 900, scrittori però intesi come prosatori e romanzieri, non considerando i poeti.
Gadda, come anche Calvino, è un romanziere ma nasce come saggista.
Il titolo del corso è La combinazione e il caos perché Calvino rappresenta la combinazione mentre Gadda rappresenta il caos. Anche Gadda ama la combinazione ma è principalmente lo scrittore del disordine, del groviglio e del garbuglio.
Testi che tratteremo: La cognizione del dolore e L’Adalgisa.
Ponte tra Calvino e Gadda
Nel 1964 Calvino è già editore per Einaudi e La cognizione del dolore, primo romanzo di Gadda, esce nel 1963, per la prima volta in volume, quindi sicuramente Calvino si interessò di questo romanzo.
Calvino conobbe Gadda ed esiste anche un saggio di uno studioso che descrive i rapporti tra questi due studiosi.
Calvino ammira Gadda, ammira la sua capacità virtuosistica ma lo guarda sempre con distanza e diffidenza.
Infatti, nel 1955 Calvino pubblica un saggio, “Il midollo del leone”, in cui prende le distanze dal dialetto in letteratura e prende le distanze anche da Gadda perché il dialetto è una delle caratteristiche principali della scrittura di Gadda.
Nel 1960 Calvino pubblica un altro saggio, “Il mare dell’oggettività”, che parla di quello che è il modo ai suoi occhi, di come gli appare, e utilizza un certo tipo di scrittura che vuole rappresentare il disordine del mondo attraverso il disordine sulla pagina. Parla di un individuo completamente sommerso dal mondo. Qui Calvino cita Gadda, come un qualcosa di particolare, ma c’è sempre molta distanza tra i due.
“Tre correnti del romanzo italiano d'oggi”, 1959: Calvino dice che Gadda rappresenta l’unico scrittore avanguardista in Italia.
In Lezioni americane, nella parte sulla Molteplicità, Calvino fa riferimento a Gadda perché infatti inizia con una citazione de “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”, romanzo di Gadda.
Gadda viene considerato un equivalente italiano di Joyce, la sua è la scrittura dell’entropia e del caos.
Gadda è uno scrittore molto speciale e peculiare ed è diversissimo da tutti gli altri scrittori italiani, non assomiglia a nessun suo contemporaneo e non assomiglierà neanche agli scrittori che verranno dopo e che si faranno chiamare i nipotini di Gadda.
La guerra
Tappe della sua vita, che sono quelle che lui ci ha segnalato come le più importanti nelle lettere, saggi, romanzi, interviste…
Gli scrittori, raccontandoci la loro vita, inventano molte cose allo scopo di darci delle ragioni sul perché loro scrivono così.
Le radiose giornate di Maggio del 1915 / “Il Maggio radioso” = soglia dell’entrata in guerra dell’Italia, perché in Europa la guerra c’è già da 11 mesi.
La WWI per il 900 è stata l’esperienza più traumatica e violenta, la WWII fu molto peggio ma nell’immaginario di chi la visse la prima rimase sempre nei ricordi come molto violenta perché la guerra di trincea è spaventosa.
L’Italia decide di non entrare in guerra con Germania e Austria ma in caso di vittoria ha paura di queste due potenze, quindi pensa che dovrebbe entrarci.
Nel Maggio del 1915, durante queste giornate, quando il governo in realtà ha già firmato il patto segreto con Inghilterra e Francia, per la prima volta si crea un movimento di opinione nella società che protesta, critica e distrugge.
Questo movimento di opinione vuole che l’Italia entri in guerra e dice basta al neutralismo, si parla di personaggi come Marinetti, D’Annunzio, ma in quelle piazze a Milano c’è anche Gadda.
La maggioranza degli italiani sono per la neutralità e chi voleva andare in guerra era in numero minore, ma i giovani, gli studenti e gli intellettuali erano tutti per l’entrata in guerra.
Gadda è nelle piazze e si è già candidato per essere inserito nella guardia, il 24 arriva la dichiarazione di guerra e Gadda va in guerra. Per Gadda l’esperienza della guerra è l’esperienza della vita.
La guerra ovviamente è un’esperienza terribile ma Gadda a distanza di tempo scriverà che in guerra passò alcune delle ore migliori: trema la terra ma per alcuni la guerra è anche esperienza di felicità.
Gli intellettuali credevano, alcuni, che l’uomo si realizza in guerra e questo spiega perché per alcuni di loro è anche esperienza di felicità.
Gadda, quindi, va in guerra ed è contento di essere lì, lui la considera la quarta guerra d’indipendenza contro gli austriaci.
In guerra è stimatissimo dai suoi superiori e molto affidabile, serio e responsabile, lui però ha tutt’altro pensiero sui suoi superiori ed infatti scrive malissimo su di loro.
Appena inizia la guerra inizia un diario che terrà per tutta la durata della guerra; scrive 6 quadernetti e questo verrà pubblicato nel 1955 con il titolo Giornale di guerra e di prigionia. Lì Gadda mette alla prova la sua scrittura ed è ancora molto piccolo perché non ha ancora 22 anni, nasce nel 1893.
Diario che diventa un laboratorio di scrittura e infatti il periodo di guerra è proprio il periodo in cui Gadda inizia a scrivere.
Gadda non è un socialista, non simpatizza con il popolo, è un borghese e infatti disprezza l’esercito italiano e i vari capi/colonnelli con il quale lavora; dice dell’esercito italiano che non hanno armi giuste, né cibo adeguato e non hanno organizzazione.
Gadda nel diario utilizza l’enumerazione caotica = gioco di nominare tante cose diverse che non stanno bene insieme e in ciò si sente la rabbia intellettuale che prova per ciò che per lui è illogico; infatti, il senso dell’ordine è per lui una fissazione nevrotica.
Gadda soffre molto il disordine e la disorganizzazione dell’esercito italiano, infatti per esempio Giolitti non voleva la guerra perché sapeva bene come era fatto l’esercito italiano.
24 Ottobre 1917: l’Italia vince una battaglia e va avanti di moltissimi kilometri, recupera molto terreno, a quale punto però gli austriaci si spaventano molto e chiamano i tedeschi. A Caporetto i tedeschi e gli austriaci attaccano in modo durissimo e il fronte viene completamente distrutto = la famosa rotta di Caporetto, esercito italiano va indietro di 100 km.
Gadda non vede in prima persona la catastrofe nazionale perché le prime ore del 25 Ottobre viene fatto prigioniero. La guerra, infatti, lui ormai la vivrà in prigionia, a Zellelager. Gadda viene fatto prigioniero in Germania per fortuna perché se fosse andato in Austria sarebbe stato peggio perché in Austria non avevano cibo, inoltre era un ufficiale e veniva trattato meglio rispetto agli altri prigionieri.
Si trovò nella baracca n. 15 C con due scrittori che al tempo avevano una certa fama. Erano due scrittori abbastanza conosciuti e per tutta la vita poi queste 2 persone avranno una certa importanza.
NB: lui non è uno scrittore di professione, fa l’ingegnere, e sarà sempre un po' emarginato.
Gadda torna a Milano nel Gennaio del 1919, fine della guerra, e quando torna a casa scopre che uno dei suoi fratelli, Enrico, è morto in guerra: trauma che lo accompagnerà per tutta la vita.
Ce lo racconta come uno dei dolori più forti e devastanti della sua vita.
Fu un enorme lutto per Gadda. Teoria freudiana = se covo nel mio inconscio un desiderio di morte per una persona poi quando muore sento molto il lutto perché è come se mi sentissi responsabile e Gadda prova tutto ciò perché odiava il fratello che era bello, bravo, amato da tutti ecc…
Vita
Gadda nasce a Milano da una famiglia abbastanza benestante, il padre era un piccolo imprenditore che era tendenzialmente portato a fallire, era un uomo abbastanza anziano mentre la madre aveva origini ungheresi ed era un’insegnante. Gadda aveva 2 fratelli, Enrico e Clara.
Era una famiglia borghese ma al contempo sempre un po' in difficoltà.
Il padre di Gadda ad un certo punto costruisce una casa di campagna che diventerà il luogo poi in cui sarà ambientato il romanzo “La cognizione del dolore”.
L’infanzia di Gadda per cui si svolge anche in questa casa di campagna.
Gadda vorrebbe fare lo scrittore e vorrebbe fare l’umanista, ma viene avviato a studi di ingegneria.
Gadda è molto bravo, però deve fermare gli studi durante la guerra e li riprenderà dopo.
Nel 1924 Gadda va in Argentina come ingegnere, fino al 1940 per professione sarà ingegnere e per passione lo scrittore: peculiarità perché lui è un ingegnere e questo lo rende diverso da tutti perché molti altri scrittori erano comunque umanisti e avevano studiato lettere…
Sudamerica influenza anche il suo romanzo “La cognizione del dolore”.
In Argentina non ci rimase molto, ci andò principalmente per scappare dalla famiglia, poi tornò e andò in Francia, Germania, Belgio…
In questi anni viene fuori un’altra passione che si vedrà molto nella sua scrittura: la filosofia.
Si iscrive a Milano al corso di Filosofia perché è una sua passione e studierà per anni, scriverà anche la tesi però poi non si laureerà mai, perché è una persona che lascia un le cose incompiute e si capisce anche dalla sua scrittura, però filosofia importantissima per la sua scrittura.
Cita filosofi, teorie fisiche e c’è l’uso però di un certo linguaggio.
Gadda = scrittore che vuole percorrere tutti i tipi di linguaggi: giuridico, filosofico, quotidiano, aulicismi…
Filosofia per lui è un’enorme miniera di modi di dire, di concetti da usare… perché Gadda è goloso della lingua.
Nel 1924 prova per la prima volta a scrivere davvero un romanzo.
C’è un concorso letterario per romanzi inediti di scrittori sconosciuti e se vincono vengono pubblicati dalla Mondadori.
Comincia a scrivere questo romanzo che vorrebbe chiamare “Racconto italiano di ignoto del Novecento” e noi oggi lo chiamiamo quaderno di studi. In realtà non finirà mai questo romanzo perché come scrittore è ancora alle prime armi e perché ha una formazione diversa dagli altri scrittori.
Scrive dei pezzi di questo romanzo = appunti dove parla del romanzo e si fa una serie di domande su come sia fatto un romanzo.
L’interesse di Gadda è la teoria perché si pone tantissime questioni sul romanzo, che tipo di stile linguaggio devo usare, dove devo mettere il narratore…
1924: linguisticamente la guerra aveva aiutato le persone che dovevano in qualche modo comunicare tra di loro.
Ai tempi di Gadda però il problema linguistico c’è ancora: che lingua scelgo? Mi diverto a complicare le cose? E Gadda si fa tutte queste domande.
Perché uno scrittore come Gadda, che è un uomo fissato con l’ordine ed è un uomo d’ordine, al contempo è così attratto dal caos del mondo e cerca nelle pagine di riprodurre questo caos?
La pagina di Gadda è caotica.
Alla fine Gadda decide di non partecipare al concorso, non finisce il romanzo: prima opera incompiuta di Gadda; tutte le sue opere saranno incompiute e aperte.
Racconto italiano ignoto del Novecento
Come si scrive e cosa è un romanzo.
Storia di passione e d’amore.
Gadda, come molti molto, è influenzato da D’Annunzio, che era un personaggio molto influente in quegli anni = aveva la fama delle masse.
Parla di un giovane fascista che finisce in un problema legale grosso perché un operaio viene ucciso dai fascisti in una spedizione, vengono ricercati, fugge, va all’estero, torna in Italia, si innamora e il romanzo doveva terminare, non c’è nella storia, con l’omicidio e suicidio dei due personaggi.
Storia cupa, storiaccia di cronaca, sangue e omicidi: questi temi insieme anche all’inchiesta appassionano molto Gadda.
Forte attrazione per i fatti di sangue, però familiari, tentativo di un romanzo di Gadda, che lascia incompiuto, doveva essere storia di un figlio che uccide madre e la tiene in un baule… fatto di cronaca che era successo davvero. Storie di follia e malattia mentale sono sempre spunto dei suoi romanzi.
Racconto italiano ignoto del 900: tanti pezzetti narrativi e poi molte descrizioni e suoi pensieri — ancora non è in grado di scrivere un romanzo completo perché non è ancora uno scrittore ed è alle prime armi.
In Gadda è fondamentale il tema dell’incompiutezza, tipico di fine 800 e 900, molti scrittori fanno fatica a finire romanzi.
1926 — grazie a uno dei due suoi compagni di prigionia, Bonaventura Tecchi, lo aiuta perché sta dentro al Solaria, rivista importante per quegli anni, in questa rivista per la prima volta Gadda pubblica qualcosa.
1926: esordio come scrittore a 33 anni.
In realtà è molto tardi per uno scrittore esordiente.
Pubblica “Studi imperfetti”, una serie di frammenti.
Per Gadda la letteratura deve rappresentare tutta la vita, tipo panismo d’annunziano, ma Gadda è più completo perché veramente a lui interessa tutto.
Dopo “Studi imperfetti” sta tentando di scrivere racconti ma pubblica diversi saggi.
Gadda scrittore saggista, non solo perché scrive saggi ma perché lui nella scrittura narrativa inserisce anche quel linguaggio del saggio e le pause tipiche dei saggi, anche i commenti e le note a pie di pagina.
Dal 1926 in poi scrive e a volte pubblica diversi saggi.
Scrive un’apologia Manzoniana perché a Gadda interessa molto la rappresentazione del mondo di Manzoni, gli umili contro i forti, la peste che uccide tutti; vede due cose in Manzoni che forse vede solo lui perché non ha una mentalità molto colta e aperta, perché negli scrittori di cui parla vede solo se stesso. In Manzoni vede le cose di cui lui parla = la mescolanza di ogni forma del dire perché nella vita ci sono tanti contesti diversi e ogni contesto ha una propria lingua e lui vuole usarli tutti perché in questo modo può rappresentare il mondo intero.
Ciò che interessa a Gadda è usare la lingua che viene usata anche quotidianamente ma non solo, anche l’italiano brutto e spicciolo di certe classi sociali.
Scrive altri saggi e anche uno citato importante che resta però inedito fino alla sua morte = 1928 scrive un corposo saggio di filosofia, pura filosofia = Meditazione milanese, semi incompiuta ma in realtà la scrive tutta e alla fine comincia a scrivere i capitoli per dare una stesura migliore ma si ferma al terzo. In questo saggio: come conosce il soggetto? Come avviene la conoscenza?
Questo è quello che interessa a lui, ed è un libro che resterà inedito e da qui in poi Gadda abbandona per sempre la filosofia, che resterà però nella sua testa come uno degli elementi costituenti per costruire la frase e scrivere un romanzo.
Saggio che non viene mai pubblicato, nel 1974 quando è già morto, aveva già accettato di pubblicarlo ma era molto vecchio e molto probabilmente non sapeva cosa stesse dicendo e facendo.
Nel 1929 altra cosa inedita: “La meccanica”, romanzo = tentativo di romanzo abbastanza avanzato e sviluppato, ambientato negli anni della WWI, non sul fronte ma per lo più a Milano.
Tratta la questione degli imboscati, quelli che non vanno in guerra, in questo caso è un giovane borghese appassionato di meccanica e di motori e macchine.
In questo romanzo ci sono già gli elementi di base della sua scrittura = una vicenda ottocentesca con amori, tradimenti, situazioni sentimentali difficili e poi il romanzo alla Sterne, ironico, scherzoso e dove continuamente il narratore commenta quel che succede e giudica quel che succede.
Tensione a descrivere tutti gli elementi singoli che compongono un paesaggio e noi non abbiamo visione totale e produce entropia.
1931: pubblica il suo primo libro e da lì inizia a diventare uno scrittore di professione, è una raccolta di racconti, “La madonna dei filosofi”, non è un gran libro ma l’ultimo racconto è molto importante e bello perché si vede tutto Gadda.
1934: “Il castello di Udine” = secondo libro = raccolta di prose e il testo che si ricorda di più è “Impossibilità di un diario di guerra”.
Scrive altre cose e soprattutto tra il 32 e il 36 due racconti che saranno famosi, “Incendio di Cheplero” e “San Giorgio in casa Brocchi”. Gadda è uno scrittore già più esperto e abile, li pubblicherà in una raccolta dopo la Seconda guerra mondiale = “Novelle dal ducato in fiamme”.
Fascismo
Gadda ha un rapporto con il fascismo non lineare, ma c’è un rapporto con quel mondo.
All’inizio Gadda è simpatizzante del fascismo.
Camicie nere nate perché gli operai volevano più diritti e loro li ammazzavano, camicie nere erano ammirate da Gadda.
Gadda pubblicherà degli scritti tecnici e diventerà un divulgatore scientifico sul fascismo su giornali e Arnaldo Mussolini lo loderà pubblicamente e privatamente.
Quando nel 40 l’Italia entra in guerra, molti intellettuali capiscono che forse il fascismo è la parte sbagliata anche per i fascisti più convinti: Hitler è troppo.
In quel momento inizia ad avere odio per il duce ma non per il fascismo.
Gadda scrive poi un libro chiamato Eros e Priapo = violentissima invettiva contro
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