La composizione: datazione e titolo
Nel 1512 Machiavelli viene privato di ogni incarico pubblico e confinato. Fu sospettato di aver preso parte a una congiura antimedicea e per questo passò un periodo in carcere, dopodiché si ritirò in un suo podere. In una lettera a Francesco Vettori del 10 dicembre 1513, Machiavelli scrive di aver concluso un opuscolo dal titolo De principatibus e di volerlo dedicare a Giuliano De' Medici, che reggeva Firenze. Ma dopo la sua morte (1516), il libro verrà dedicato a Lorenzo di Piero De' Medici, duca di Urbino. Il trattato assunse il titolo definitivo, De principe, solo a partire dalle prime edizioni a stampa, uscite postume.
Il genere è quello del trattato, incentrato sull'argomento del sovrano ideale. Questo genere, comune nel Medioevo, era rifiorito nel Quattrocento soprattutto nell'ambito della trattatistica politica, con gli specula principis (specchi del principe), elenchi delle virtù del principe perfetto. Ma tra questa produzione trattatistica e Il Principe di Machiavelli c'è differenza sul piano tematico, formale, teorico e ideologico. Le somiglianze riguardano alcuni tratti esteriori, come il titolo, i titoli dei capitoli in latino e l'organizzazione del trattato, che inizia con un elenco delle forme di governo e prosegue elencando precetti e qualità che un principe dovrebbe possedere.
La struttura generale del trattato
Struttura dell'opera
Il Principe è un'opera unitaria, suddivisa in 26 capitoli, ognuno dei quali con un titolo in latino. Prima di questi capitoli si trova la lettera dedicataria ad Magnificum Laurentium Medicem. È possibile individuare quattro sezioni tematiche di disuguale ampiezza.
Sezioni e nuclei tematici nel testo
- Prima sezione, cap. I-XI: diversi tipi di principato in generale e il principato di nuova acquisizione in particolare;
- Seconda sezione, cap. XII-XIV: il problema delle milizie mercenarie e delle milizie proprie;
- Terza sezione, cap. XV-XXIII: i comportamenti e le virtù che si addicono al principe;
- Quarta sezione, cap. XXIV-XXVI: l'ultimo capitolo è dedicato all'esortazione finale rivolta al casato dei Medici. Machiavelli esamina qui la situazione italiana, il problema della fortuna e del suo potere sulla vita degli uomini (XXV).
Capitoli di rilievo
- La Dedica: rivolta a Lorenzo De' Medici. Definisce la situazione dello scrittore in rapporto al potere. Contiene anche il giudizio dell'autore sul proprio testo;
- Il capitolo VI: Machiavelli analizza la questione sulla fondazione di uno Stato nuovo e avverte che farà uso di grandissimi esempi tratti dal passato;
- Il capitolo XV: Machiavelli espone le qualità necessarie al principe e la sua concreta pratica di governo. Avverte inoltre che la sua impostazione sarà del tutto diversa rispetto alla trattatistica precedente, poiché egli si allontana dalla concezione idealizzata della politica per indagarne invece la “verità effettuale”;
- Il capitolo XXVI: contiene l'Exhortatio (l'esortazione) finale, che ha come esplicito destinatario il casato dei Medici. I venticinque capitoli precedenti sono caratterizzati da un procedere logico. Nel ventiseiesimo prevale invece l'aspetto emotivo.
Il primo capitolo: tipi di principato e modi per acquisirli
Il capitolo 1 traccia una sintesi di tutta la trattazione successiva. L'esordio è di tipo classificatorio. Si distinguono le forme di governo in: Repubbliche e Principati. I principati possono essere: ereditari o nuovi. I principati nuovi a loro volta possono essere: del tutto nuovi (conquista di Milano di Francesco Sforza nel 1450) o misti (conquista del Regno di Napoli di Ferdinando il Cattolico re di Spagna nel 1503), cioè formati dall'aggiunta di nuove conquiste a un nucleo preesistente. I nuovi domini vengono a loro volta suddivisi fra: quelli già abituati a vivere sotto un principe e quelli abituati a essere liberi. Infine vengono elencati, con procedimento disgiuntivo, i mezzi per realizzare tale conquista: le armi altrui o le armi proprie, la fortuna o la virtù.
Principato nuovo e principato civile
Nei primi 11 capitoli Machiavelli svolge la materia delineata nel capitolo introduttivo. Esamina i diversi tipi di principato: ereditario, misto, nuovo, civile, ecclesiastico. Ma l'autore è attento soprattutto al principato nuovo e a quello civile.
Capitolo 2: si apre con un riferimento implicito al primo libro dei Discorsi, dove si trattava l'analisi delle repubbliche, per dichiarare che in quest'opera ci si occuperà principalmente dei principati. Si accenna agli Stati ereditari, più facilmente conservabili dei nuovi. Il principe ereditario si manterrà con più facilità.
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