Una composizione travagliata
Tasso ha lavorato alla Gerusalemme liberata per quasi tutta la sua vita, dall’età di quindici anni a quella di quarantanove. L’argomento del poema è la prima crociata. Essa fu bandita da papa Urbano II nel 1095 e si svolse tra il 1096 e il 1099 sotto la guida militare di Goffredo di Buglione. Il successo dell’esercito cristiano aveva permesso la conquista di Gerusalemme, sottratta ai musulmani. Durante la giovinezza di Tasso la minaccia turca e dei pirati saraceni avevano riproposto all’attualità il tema delle crociate, tra l’altro perfettamente in linea con il fanatismo religioso della Controriforma.
Il poema fu abbozzato tra il 1559 e il 1561. Tuttavia, il giovane poeta fu costretto ad abbandonarlo perché non era capace di portarlo avanti come meritava. Si rimise al lavoro intorno al 1565, per poi ultimare il poema nell’aprile del 1575. Il titolo iniziale era Gottifredo (o Goffredo), dal nome del condottiero cristiano protagonista. Il poeta lesse l’opera al duca Alfonso II e a sua sorella Lucrezia. Alfonso, dedicatario del poema, ne desiderava la pubblicazione immediata, ma il poeta non ne era interamente soddisfatto. Inoltre, il periodo immediatamente successivo alla stesura del poema coincide con i primi evidenti segni di un malessere psichico. Preoccupato per ragioni stilistiche, religiose e morali sulla riuscita del poema, Tasso volle che questo fosse giudicato da alcuni (otto in tutto) intellettuali tra i più prestigiosi. Le critiche dei censori furono ora accolte da Tasso con passiva accondiscendenza, ora con furiosa insofferenza. Seguirono numerosi lavori di revisione e correzione. Per questo motivo fu impossibile procedere con la pubblicazione.
Quando Tasso fu recluso nell’Ospedale di Sant’Anna, nel 1579, iniziarono a circolare numerose copie manoscritte, diverse tra loro perché elaborate in periodi diversi. Il poeta, con la carcerazione e lo squilibrio mentale, non aveva possibilità di controllo delle copie in circolazione, che trovarono da subito l’accoglienza positiva di un pubblico molto vasto. Perciò alcuni editori fornirono stampe non autorizzate del poema, grandemente scorrette per lacunosità, provvisorietà e arbitri. Nessuna di queste edizioni è da considerarsi definitiva. Tasso continuò le sue correzioni, fino a realizzare un poema rinnovato, pubblicato nel 1593 con il titolo di Gerusalemme conquistata. Critici e lettori hanno tuttavia preferito in passato (e continuano a preferire) la forma e il titolo non autorizzati dall’autore.
La struttura e la trama dell'opera
La Gerusalemme liberata è suddivisa in 20 canti. I fatti sono disposti secondo il modello della tragedia classica descritta dalla Poetica di Aristotele. I venti canti sono raggruppabili in 5 parti, corrispondenti ai 5 atti della tragedia. Rispetto al centro drammatico, cioè Gerusalemme, si sviluppano numerose forze centrifughe, messe in moto da interventi diabolici; il trionfo del bene permette ai paladini cristiani di liberare la città. Il poema quindi presenta l'impianto generale della tragedia ed è costruito secondo la tecnica della peripezia.
Rispetto all'Orlando Furioso, la trama qui è più semplice. Tasso si limita a narrare solo la fase conclusiva della prima crociata, relativa all'entrata dell'esercito cristiano in Palestina e all'assedio di Gerusalemme. I crociati sono partiti da sei anni per liberare il Santo Sepolcro. L'esercito sta attendendo in Libano la fine dell'inverno, quando appare a Goffredo di Buglione l'arcangelo Gabriele, che lo invita ad assumere il comando dell'esercito e ad attaccare Gerusalemme. I cristiani eleggono Goffredo capo supremo e si rimettono in marcia verso la città santa. Il re di Gerusalemme Aladino si prepara alla difesa. Nel quarto canto si raduna un concilio di dei infernali, presieduto da Plutone, in cui si decide di aiutare i difensori della città, stretta d'assedio dai cristiani. Si rivela efficace l'intervento della maga Armida, che con un inganno ai cristiani ottiene l'allontanamento di Rinaldo e di numerosi al.
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