Estratto del documento

Il novel e il realismo formale

Ian Watt, in The Rise of the Novel (1957), parla di realismo formale. Questo è il metodo narrativo attraverso il quale il romanzo esprime l'atteggiamento circostanziato verso la vita. Il termine realismo non si riferisce ad alcun proposito o dottrina letteraria particolare ma solo a un insieme di procedure narrative che vengono usate così spesso nel romanzo e così raramente in altri generi da poter essere considerate tipiche del romanzo.

Il romanzo è un rapporto autentico e completo su un'esperienza umana e ha quindi l'obbligo di soddisfare i suoi lettori fornendo loro dettagli sulla personalità degli attori e sulle circostanze di tempo e luogo delle loro azioni, dettagli presentati usando il linguaggio in modo ampiamente referenziale. Il realismo formale del romanzo permette una più immediata imitazione dell'esperienza individuale in un contesto di tempo e luogo rispetto a ciò che avviene in altre convenzioni narrative.

Il termine "realismo" nella storia della critica

Secondo Watt, il termine "realistico" fu usato per la prima volta in Francia nel 1835 nell'ambito della critica d'arte per designare la vérité vrai della pittura di Rembrandt in opposizione all'idéalité poétique della pittura neoclassica. In letteratura appare per la prima volta nel 1826 sulle pagine della rivista "Mercur Français" edita da Henri de Latouche. Realismo fu definitivamente consacrato come termine letterario con la fondazione della rivista "Réalisme" di Edmond Duranty. Il termine venne poi usato nelle polemiche di Flaubert e dei suoi successori (Realismo vs Idealismo).

Realismo si applica a qualsiasi forma narrativa che vuole rappresentare la vita comune. Il problema di fondo che la questione del realismo pone è quello della corrispondenza fra opera letteraria e realtà da essa imitata (problema epistemologico).

Filosofia e romanzo

Nella filosofia scolastica medievale, i realia sono le classi, gli universali, le astrazioni, non gli oggetti della percezione empirica. Nell'età moderna si afferma invece un orientamento intellettuale che si oppone alla tradizione classica e medievale, perché rifiuta o tenta di rifiutare gli universali. Il romanzo moderno è espressione di questo orientamento intellettuale.

Watt assimila Locke e Descartes entrambi come appartenenti al realismo filosofico, dove più che i contenuti è importante un atteggiamento di ordine generale, critico, antitradizionalista e innovatore; importanti sono i metodi e gli interrogativi posti, cioè lo studio dei dati dell'esperienza da parte del singolo investigatore libero da credenze tradizionali. Il romanzo è la forma letteraria che più rispecchia questo atteggiamento antitradizionalista e innovatore. Il romanzo è l'espressione di una cultura che privilegia il valore dell'originalità.

Il ruolo dell'originalità nel romanzo

A partire dal Rinascimento si afferma la tendenza a sostituire l'esperienza individuale alla tradizione come arbitro definitivo di realtà. Il termine originalità subisce uno slittamento semantico; originale non significa più "esistente dall'origine", ma "nuovo, inedito, non derivato da altro, indipendente". Nel romanzo questa istanza si manifesta per prima sul piano della trama.

Le forme narrative che precedono il novel riflettono l'andamento generale di una cultura che considerava la conformità alle pratiche tradizionali come prova di verità. Le trame si fondavano su storie passate e su miti e il criterio di giudizio estetico era il decoro, misurato sulla base dell'adesione al modello. Nel novel, che si propone di restituire la verità di un'esperienza individuale e quindi unica, per la prima volta le trame non derivano più dalla mitologia o dalla storia o dalla tradizione letteraria precedente, ma sono appunto invenzione originale, che in molti casi assumono a proprio modello la memoria autobiografica.

Caratteristiche del romanzo

Il fatto che il romanziere volesse dare l'impressione di riprodurre fedelmente l'esperienza umana è alla base di un'altra caratteristica del romanzo: la povertà di convinzioni formali. Il romanzo prova a narrare le vicende di personaggi particolari in determinate circostanze e riflette una prospettiva prevalente nel pensiero moderno, in opposizione alla tradizione classica e medievale.

Sul piano concreto della prassi narrativa, il nuovo valore attribuito alla particolarità si risolve nell'adozione di tecniche nuove:

  • Caratterizzazione dei personaggi
  • Presentazione dell'ambiente

I problemi connessi con la nozione di identità personale e individuo sono al centro del dibattito filosofico fra Sei e Settecento. Un simile interesse per l'individuo caratterizza il romanzo e si manifesta in primo luogo attraverso la tipologia dei nomi che vengono attribuiti ai personaggi romanzeschi.

I nomi nei romanzi

Nella vita sociale i nomi propri sono espressione verbale dell'identità di ogni persona. Questa funzione del nome in letteratura si afferma pienamente solo con il romanzo. I precetti della critica classica rinascimentale imponevano l'uso di nomi storici o tipici e tutte le forme di narrativa in prosa che precedono il romanzo tendono a usare nomi propri caratteristici, assolutamente non particolari, spesso irrealistici. Si tratta poi sempre di un nome singolo e mai di nome e cognome.

Il novel segna una rottura rispetto a questa tradizione perché i personaggi ricevono nomi che li definiscono in quanto individui particolari in un contesto sociale e contemporaneo. Anche quando alludono alle caratteristiche di un personaggio i nomi suonano autentici perché il personaggio si presenta come individuo particolare e non come tipo, sebbene possa assumere tratti di esemplarità. I personaggi romanzeschi possono essere individualizzati solo sullo sfondo di un particolare luogo e un particolare tempo.

Identità e tempo nel romanzo

Identità di coscienza attraverso il tempo: l'individuo è in contatto con la propria identità attraverso la memoria degli eventi passati (Locke). Dal Rinascimento in poi il tempo si impone come dimensione cruciale del mondo fisico, forza che plasma la storia individuale: il romanzo è caratteristico della nostra cultura in quanto riflette questo tipico orientamento del pensiero moderno.

Mentre nella gran parte delle forme narrative precedenti si narrano storie fuori dal tempo per dimostrare verità morali immutevoli, con il romanzo solo le esperienze passate sono la causa efficiente di quanto accade nel presente. Il tempo è la dimensione entro la quale si sviluppa il personaggio.

Nella letteratura antica, medievale e rinascimentale, il principio dell'unità di tempo equivale a negare il valore del tempo. In accordo con una visione fondata sugli universali si riteneva che la verità sull'esistenza umana potesse essere colta in un giorno così come nell'arco di una vita. Nelle forme narrative che precedono il romanzo, spazio e tempo si dispiegano lungo un continuum astratto in cui il tempo ha un ruolo marginale come fattore in grado di determinare le vicende umane.

Nei romanzi di Defoe per la prima volta i personaggi sono saldamente ancorati a una dimensione temporale e le discrepanze temporali che talvolta cogliamo stanno a indicare questa presenza concreta del tempo. In Richardson questa tendenza si accentua. Egli fu attentissimo a collocare gli eventi narrati in una precisa sequenza temporale. Grazie anche alla scelta della forma epistolare, nei suoi romanzi vengono fornite indicazioni precise del giorno e spesso dell'ora in cui ciascuna lettera è scritta e della relazione fra tempo della scrittura e tempo degli eventi raccontati.

Nelle forme narrative che precedono il romanzo, l'astrattezza della dimensione temporale trova riscontro in un'analoga astrattezza della dimensione spaziale. Defoe è il primo scrittore inglese a visualizzare e contestualizzare l'oggetto della narrazione, così da rafforzare l'effetto di realtà in relazione agli eventi narrati. L'attenzione all'ambiente è ancora occasionale, ma vividi dettagli rafforzano le implicazioni di ciò che viene narrato. Richardson porta il processo più avanti, concentrandosi sulla descrizione d'interni con un'attenzione estrema al dettaglio minuto. Fielding opta per descrizioni più convenzionalizzate ma vengono riportati nomi ed esatta collocazione geografica di molti luoghi.

Conclusione

Se lo scopo della narrazione romanzesca è quello di offrire un resoconto "autentico" di esperienze effettive di individui, è necessaria un'ulteriore rottura rispetto alla tradizione e questa rottura riguarda lo stile. La tradizione narrativa precedente non si mostra interessata alla corrispondenza fra parole e cose, ma all'abbellimento esteriore che, attraverso la retorica, si poteva conferire alle descrizioni. Nel novel, invece, assistiamo a un uso quasi esclusivamente denotativo e descrittivo del linguaggio. Necessità di ottenere immediatezza e aderenza del testo a quanto viene descritto.

Tobias Smollett

Vita

Tobias George Smollett nasce in Scozia nel 1721, da una famiglia di piccola nobiltà terriera. Tipico clima di querelle personale e di gruppo che arroventava la scena letterale londinese. Attenzione per le scienze mediche. Carriera di romanziere e poligrafo (con vocazione a sperimentare). I primi anni in cui soggiorna a Londra sono caratterizzati da tentativi testardi per far mettere in scena il suo primo lavoro, la tragedia The Regicide, sull'assassinio del re poeta di Scozia, Giacomo I; dall'altra una serie di imbarchi su navi da guerra e forse anche mercantili, in qualità di aiuto chirurgo. Tra questi imbarchi si ricorda quello sulla Chichester, destinata alla fallita impresa congiunta di marina ed esercito contro la rocca e la città di Cartagena, nella Colombia spagnola.

Questa spedizione segnò il suo ingresso nel Parnaso londinese dei pamphlets anonimi, delle risse cartacee, dei partiti politico-letterari contrapposti e infine dell'editoria, periodica e no. Gli si attribuisce un opuscolo, A Journal of the Expedition to Cartaghena, in risposta a una ricostruzione degli eventi in cui tutte le responsabilità della sconfitta venivano rovesciate sulle scadenti e disorganizzate truppe dell'armata di terra. Il tema della disfatta sarà ripreso non solo nel primo romanzo, ma anche all'interno di un'opera di compilazione storico-geografica (A Compendium of the Authentic and Entertaining Voyages, 1756).

Smollett aveva avuto il tempo di trasformarsi, da avventuroso esordiente, in un ben noto narratore e prolifico, un polemista temuto e un infaticabile poligrafo. Gli anni '55/60 sono legati alla fondazione di "The Critical Review", uno dei poli più vivaci del dibattito politico-letterario a Londra. Fonda poi la rivista "The British Magazine" (su cui uscirà a puntate il suo quarto romanzo, Launcelot Greaves, una sorta di Don Chisciotte inglese), successivamente anima un settimanale politico, "The Briton". Muore (probabilmente) in Italia nel 1771.

Opere

Gli anni della creatività narrativa e delle prime fortune editoriali si aprono, tra il '47 e il '48, sulla scia di una traduzione (Gil Blas) che ebbe buona accoglienza e gli instillò probabilmente qualche necessario stimolo e modello per un personale esordio narrativo. Sempre nel 1748 appare il suo primo romanzo, The Adventures of Roderick Random, dove esprimeva un livello di tecnica narrativa già notevole. Questa tecnica era frutto di un'ibridazione di procedimenti e stratagemmi di intreccio, in parte anche di origine teatrale, corredati tuttavia da un tangibile, sapiente tocco di vissuto, di riflessività personale e di causticità umorale inconfondibile.

La storia di Roderick Random è una sorta di autobiografia trasversale, che accoglie in sé i grandi temi del romanzo navale (peripezie, vita di bordo, naufragi), del romanzo di ambiente e di sentimenti, e del romanzo di apprendistato. È un romanzo in prima persona, che ha come protagonista un giovane energico e generoso, che ricorda Smollett stesso. Roderick è figlio di una coppia avversata dal casato paterno, la madre lontana parente decaduta dei Random, muore dopo aver tentato invano di addolcire il risentimento del capofamiglia. Il padre, disperato, sparisce nel nulla e al piccolo orfano non rimane che l'arcigna ospitalità del nonno paterno, appena alleviata dall'aiuto di un fratello della madre, marinaio, che presto però gli verrà meno per una serie di sciagure che spingono l'unico suo parente benevolo a un esilio perpetuo. Roderick dopo una serie di peripezie in una Londra cupa e pericolosa, prende il mare come medico di bordo, e superate diverse vicissitudini e vari ritorni in patria, si stabilisce in città. Il romanzo ha un lieto fine: Roderick ritrova il padre, sposa il suo grande amore Narcissa e la coppia viene sostenuta da una solida prosperità economica.

Nel 1749/50 dopo aver pubblicato la tragedia The Regicide, Smollett compì la sua prima escursione all'estero tra Francia e Paesi Bassi. Ne tornò presto deluso ed esacerbato in quella sottile xenofobia più politico-sociale che culturale, che lo accompagnò poi sempre. Infatti, nel suo secondo romanzo, The Adventures of Peregrine Pickle (1751), troviamo una grande quantità di osservazioni pungenti, soprattutto sul clima sociale e la civiltà mondana parigina. Il narratore qui è onnisciente e descrive il percorso del protagonista attraverso una serie di avventure ed errori dovuti al suo carattere ribelle e irascibile, fino al pentimento e alla felice soluzione finale, con l'immancabile matrimonio, l'eredità paterna e il ritorno alla quiete di campagna.

Anche qui sono inserite delle digressioni: Le scandalose memorie di Lady Vane e dello sfortunato poeta Mackercher, servono anche da commento e da riferimento analogico alle vicende del protagonista, secondo due modelli narrativi, quello del racconto erotico e quello della storia patetico-sentimentale, molto popolari e diffusi a quell'epoca. All'interno del romanzo c'è almeno una figura di spalla indimenticabile, il commodoro Trunnion, zio acquisito e padrino del giovane eroe, svampito e irruente, tenero di cuore e bisbetico di modi, pieno di tic e manie, con la sua casa-nave e la sua ciurma che ripete a terra tutti i riti della vita di mare come se fosse solo ferma e non in pensione. E ovviamente, anche la figura di Peregrine Pickle.

Smollett completa la trilogia con il romanzo The Adventure of Ferdinand Count Fathom (1753), il più breve e anche meno fortunato della sua produzione narrativa. Il romanzo è costruito sul modello e secondo il paradigma delle storie e biografie dei rogues, criminali molto popolari presso i lettori settecenteschi. Il protagonista è un prototipo di villain torvo, capace di misfatti da avventuriero "nero". Giocatore e truffatore, libertino e vizioso, dopo essere riuscito a raggirare e rovinare una serie di vittime ingenue e innocenti, pur mostrando qualche lieve segno di pentimento, viene alla fine punito. Il tono del romanzo è lontano dai ritmi scapestrati e irridenti del Pickle e dalle generose avventatezza del Random, quasi un preludio alle coscienze oscure e alle tribolazioni infelici che invaderanno il mercato narrativo dopo il 1770.

La carriera di romanziere di Smollett si conclude con The Expedition of Humphry Clinker (1771). Narrato in forma epistolare, il romanzo è costruito intorno ai membri di una stessa famiglia, fatta eccezione per Clinker, personaggio assolutamente marginale, pur dando il titolo al romanzo, e per lo scozzese Lismahago. La figura che si staglia sulle altre è quella dell'ipocondriaco, bizzoso, tenero Matthew Bramble. Pur non mancando di soffermarsi sugli aspetti più sordidi del quotidiano, specialmente in relazione alla vita delle classi inferiori, Smollett riesce a offrire un quadro umoristico e circostanziato degli usi e costumi inglesi e del suo tempo, soprattutto nei luoghi di villeggiatura e nelle stazioni termali. La costruzione, inoltre, a punti di vista multipli, gli consente di presentare personaggi, situazioni, oggetti in maniera sempre diversa, spezzando la superficie abitualmente lineare della narrazione in un caleidoscopio di convincenti, emozioni e sensazioni che contribuiscono a rafforzare l'impressione di un testo linguisticamente e strutturalmente composito, vario e multiforme. Uno dei capolavori della letteratura umoristica di tutti i tempi.

I travels

Nel 1766 compaiono a Londra i Travels through France and Italy, resoconto di due anni di soggiorno all'estero, sotto forma di lettere a interlocutori sconosciuti. La dimensione epistolare, che si confonde con il diario, gli concede sia la possibilità di una grande oscillazione di toni narrativi sia l'immediatezza di cui il romanzo si era già impadronito, intuendo nel racconto in prima persona la possibilità di giocare con la continua mutabilità del soggetto che scrive. Smollett trasforma il viaggio in una duplice operazione della mente: da una parte è osservatore attento della realtà che lo circonda; dall'altra non rinuncia mai a trasmettere al lettore, insieme alle informazioni, l'assoluta parzialità del suo punto di vista, lo stato profondamente reattivo con cui il dato oggettuale viene di continuo modificato dalla personalità di chi scrive. Il viaggio diventa una cronaca a volte fortemente sbilanciata, carica di risentimento e generalizzazioni, ricca di annotazioni personali, segnata da una disposizione d'animo che sembra andare contro, paradossalmente, ai precetti.

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 80
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 1 Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 80.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Letteratura inglese 3 - appunti lezioni Pag. 76
1 su 80
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher GiuliaGaspari99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Pepe Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community