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Riassunto esame Letteratura greca, prof. Susanetti, libro consigliato Il Teatro dei Greci di Susanetti capp. 1, 5, 6 Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Letteratura Greca, basato su appunti personali e studio autonomo del testo Il Teatro dei Greci (cap 1, 5, 6) consigliato dal docente Susanetti. Gli argomenti trattati sono i seguenti: le menzogne di Tespi, l’inganno dello spettacolo e la scena della politica, la menzogna nel teatro e nella poesia, la connessione tra teatro attico ed esperienza politica.

Esame di Letteratura greca docente Prof. D. Susanetti

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

- Bernabè , Pisandro : si narra che in seguito alla morte di Giocasta , Edipo avesse sposato

Euriganeia e dai lei avrebbe avuto i quattro figli . gli eredi di Edipo in questo casi non sarebbero

contaminati dalla stessa carne e macchiati dall’incesto

- Odissea , Omero : non vi è alcuna menzione dell’autoaccecamento né dell’esilio da Tebe .

Dall’età arcaica all’età classica , da un luogo all’altro della Grecia , le storie dunque si modificano e

si riplasmano in un rapporto alle occasioni e alle comunità di fruitori .

2. riorganizzazione e modificazione delle storie

il poeta nell’attingere al patrimonio tradizionale riorganizza i ruoli e i livelli di responsabilità in

rapporto all’azione che deve compiersi

- Odissea di Omero . l’iniziativa e l’esecuzione dell’omicidio di Agamennone sono attribuite

ad Egisto che avrebbe ucciso l’eroe nonostante gli ammonimenti contrari degli dei . l’infedele

Clitemnestra gli sta accanto come necessaria complice e come assassina di Cassandra , la concubina

di Agamennone

- Oreste di Eschilo . Clitemnestra è la protagonista dell’assassino di Agamennone . Eschilo

connette così il femminile alla violenza e all’inganno esibendo il massimo perturbamento

dell’ordine maschile

3. organizzazione della trama optando per le varianti già reperibili nella tradizione precedente

- Euripide , Troiane e Iliade , Omero. Elena è l’adultera che è fuggita da Troia con Paride

divenendo causa della guerra di Troia .

- Elena di Euripide e Stesicoro . Elena non si sarebbe mai recata a Troia e sarebbe dunque

innocente , Paride avrebbe ricevuto dalla dea Era un simulacro della donna fatto d’aria . la scelta di

tale versione permette ad Euripide di denunciare l’assurdità della gurra .

4. 4.versione diffusa o invenzione poetica ?

- Medea di Euripide . Medea acquista la sua fama poiché aveva assassinato i suoi figli

- Pausania , Creofilo , Bernabè . Medea non aveva ucciso i suoi figli . assassini della sua

prole erano i Corinzi che si volevano vendicare di Medea che aveva ucciso il re della loro città e la

figlia di questi

Alcune fonti tramandano che fu lo stesso Euripide che modificò la storia sotto ricco compenso dei

Corinzi

5. elaborazione di dati esterni alla vicenda principale

- Filottete di Sofocle , l’isola di Lemno in cui la storia è ambientata , viene descritta , sin

dall’inizio , come un “luogo disabitato , non calpestato da piede umano” . il particolare enfatizza

ulteriormente la sofferenza e la desolazione del protagonista , abbandonato dai Greci a causa della

sua maleodorante ferita

- Eschilo ed Euripide . descrissero l’isola come abitata e i componenti del coro erano gli stessi

cittadini di Lemno

6. 6.diversa disposizione diacronica degli episodi mitici connessi con il protagonista della

vicenda

- Eracle nella tradizione più nota . l’episodio del massacro della moglie e dei figli per effetto

della mania scatenata da Era si colloca prima delle celebri fatiche , dei ponoi che danno all’eroe la

luce della dama e il premio dell’immortalità

- Euripide , Eracle . mostra la follia come un veneto successivo alle fatiche , un coronamento

nefasto che sembra di colpo annullare e rendere vani tanti travagli

7. distanza ed adeguamento dei personaggi al ruolo che la volontà degli dei e il contenuto del

mito assegnano a loro

- Ippolito di Euripide . la vicenda prevede che Afrodite si vendichi di Ippolito facendo

innamorare di lui Fedra , sua matrigna . la drammaturgia assume la fabula tradizionale , ma esibisce

al contempo la resistenza del personaggio femminile alla figura erotica che esso dovrebbe

incarnare . Fedra rifiuta la passione di cui è vittima , e il dramma incentrato sulla violenza dell’eros

scorre sulla scena senza che Ippolito e Fedra mai si incontrino

Nocciolo immodificabile del mythos

Per ogni storia vi è un nocciolo immodificabile , cui è affidata la riconoscibilità del mythos e del

nome che ad esso di lega . Aristotele nella Poetica afferma che “ non è possibile disfare le storie

tramandate , il fatto ad esempio che Clitemnestra è uccisa da Oreste “

Il poeta sempre secondo Aristotele deve cercare di usare bene la tradizione , di delineare di volta in

volta la prospettiva attraverso cui osserva il compiersi degli eventi , badando a conservare , nelle

linee della propria rielaborazione , quel fatto , quell’azione che definiscono l’identità e il profilo

della singola storia

1. Azione

importante è dunque l’uso che il drammaturgo fa dell’azione .

- Coefore di Eschilo . Oreste deve , per necessità mitica , ripetere il suo destino ovvero

uccidere la madre Clitemnestra , ma il corso inevitabile della sua azione si apre ad una domanda che

appare altrettanto inevitabile nel passaggio dalla narrazione alla rappresentazione scenica. Quando

Clitemnestra cerca di sottrarsi alla morte , supplicando il figlio di avere rispetto per colei che lo ha

generato , Oreste si arresta un momento per domandare all’amico Pilade che cosa debba fare .

questo interrogativo nella mimesi tragica conduce a chiedere ragione e senso per ciò che si compie ,

articolando ordini di valore fra loro differenti . Pilade non manca infatti di vincolare la mano di

Oreste all’ordine del dio . nell’orizzonte teologico e drammaturgico di Eschilo , sarà poi lo stesso

Apollo a comparire sulla scena teatrale delle successive Euminidi per difendere Oreste

- Elettra di Euripide . Oreste domanda alla sorella che cosa debbono fare , se ascoltare la

parola divina o meno . le parole della sorella sono meno rassicuranti di quelle di Pilade . Oreste

infine pensa che sia stato un demone e non un dio a comandargli l’assassinio . Euripide non giunge

dunque a disfare il mito , ma certo drammatizza la massima distanza che si può avere rispetto ad

esso , consentendo perfino ai suoi personaggi di pensare ed immaginare in modo diverso

Euripide manifesta la tendenza ad una forte accentuazione delle valenze patetiche , sentimentali e

psicologiche delle vicende rappresentate inserendo così ulteriori elementi di torsione e di

trasformazione del patrimonio tradito .

Tra i due estremi rappresentati da Eschilo ed Euripide si va a contrapporre Sofocle

- Sofocle , Elettra. Il volere divino appare un orizzonte lontano , dunque la domanda venne

omessa . Oreste non esita davanti al seno materno né contesta l’oracolo , si preoccupa invece del

modo più sicuro per realizzare la sua vendetta . dopo che Clitemnestra , colpita a morte , avrà fatto

udire le sue grida dall’interno della reggia , sarà Elettra a porre una domanda al fratello, ma solo per

accettarsi dell’avvenuto omicidio . in una cornice così disegnata , ciò che domina infine la scena è il

dolore sconfinato dei soggetti tragici , chiusi nella memoria ossessiva dei loro mali e privi di ogni

soluzione .

2. Elaborazione di espliciti ed impliciti spunti di consapevolezza metateatrale

La necessità di conservare il mito e insieme di modularlo ripetutamente implica anche

l’elaborazione di impliciti o espliciti spunti di consapevolezza metateatrale che consentono di

misurare le distanze e insieme la tenuta di soluzioni drammaturgiche differenti

- Coefore di Eschilo . l’incontro i il riconoscimento tra Elettra ed Oreste è mediato da alcuni

indizi lasciati dal giovane presso la tomba del padre , una ciocca di capelli e un’impronta di piede

bastano ad Elettra per pensare che il fratello sia vicino poiché essa pensa di riavvisare in quelle

tracce una somiglianza con i propri capelli e le propria impronte . speranza che torva conferma nel

momento in cui subito dopo Oreste si mostra indossando un indumento che la stessa Elettra aveva

cucito per lui

- Elettra di Euripide. Rievoca la stessa scena eschilea in chiave critica ed ironica . Elettra

spiega che i capelli di due parenti sono comunque differenti se di uomo e di donna . Euripide

sottolinea come sia impossibile che un indumento tessuto da un bambino possa essere ancora

indossato dopo anni .

Euripide si confronta con Eschilo in maniera ironica anche in altre tragedie

- Sette a Tebe di Eschilo. Aveva fatto consistere un’ampia parte del dramma nell’elencazione

dei guerrieri schierati alle porte della città descrivendo di ognuno armatura e personalità

- Fenicie di Euripide . liquida l’intera sequenza dell’elencazione con una sola battuta per poi

dare un diverso sviluppo scenico all’azione. “menzionare i condottieri uno per uno significa perdere

tempo e i nemici sono già sotto le mura “

5.3 parole e personaggi

Le diverse opzioni che segnano la drammatizzazione del mito si accompagnano anche a differenze

che ineriscono ai registri linguistici , e alla rappresentazione dello status eroico dei personaggi

Rane di Aristofane . articolazione del diverso impianto di Eschilo e di Euripide

- Eschilo . la scena risuonerebbe di parole “ grosse come buoi , con sopracciglio e cimiero ,

una specie di spauracchi che il pubblico non è nemmeno in grado di comprendere “ . un registro alto

e solenne , irto di immagini elaborate e di termini di nuovo conio poiché per esprimere grandi

pensieri , occorrerebbe anche dar vita a parole grandi in proporzione , commisurate alla natura degli

eroi , che essendo figli di divinità , si dovrebbero esprimere con parole maestose rispetto ai comini

mortali.

- Euripide , avrebbe fatto dimagrire il genere tragico , avrebbe provveduto ad eliminare il peso

di tali espressioni per mezzo di uno stile più discorsivo e preferì avvicinare alla scena del mito

l’ambiente semplice familiare

Il confronto rende percepibile la rilevanza delle trasformazioni che segnano una prassi

drammaturgica nell’arco di alcuni decenni .

Oreste

- Umenidi di Eschilo (parte iniziale ). Oreste , con le mani ancora sporche di sangue , è posto

come supplice presso l’ompahalos di Delfi , il sacro ombelico del mondo . dinnanzi ad Oreste la

schiera orrenda e spaventosa delle Erinni che lo perseguitavano per l’omicidio della madre.

- Oreste di Euripide (parte iniziale ). Oreste giace a letto , con la bocca piena di schiuma , i

capelli disordinati e sporchi , squassato , a intermittenza , da visioni che solo lui può vedere delle

Erinni .

Euripide

Particolari di sordido realismo quotidiano contaminano l’aura degli eroi nelle sue tragedie . Sofocle

scrisse che Euripide aveva deciso di rappresentare a teatro gli uomini quali essi sono .

Elena

- Elena di Euripide . Menelao , reduce dalla conquista di Troia , giunge in scena bisognoso di

tutto , privo di cibo e vestiti , così lacero e lontano dal suo felice passato.

Elettra

- Elettra ,figlia di re, compare con la brocca per attingere acqua sul capo : umile lavoro servile

come umile è la sua dimora con il soffitto annerito dal fumo

Eracle

- Eracle nel finale del dramma può misurare tutta la distanza che intercorre tra il suo presente

scenico e il luminoso passato che la tradizione gli aveva assegnato , come lo stesso dialogo

sottolinea . il personaggio euripideo non è più glorioso

I miti come esempi all’interno delle tragedie

1. Effetto consolatorio : Talora i miti vengono introdotti come elemento di consolazione poiché

il destino che il personaggio patisce sulla scena non sembra dissimile da quello che gli altri hanno

patito prima di lui , l’aver sorte comunque con altri figli di dei nobilita ed allevia il dolore.I miti si

compongono così in serie di sventure parallele che riverberano l’una sull’altra , dalla narrazione alla

scena , dalla parola all’azione .

- Antigone . quando sta per essere sepolta viva , il coro reagisce ricordando la figura di Danae,

che pure soffri di “mutare la luce del cielo co n una dimora di bronzo “ .

- Licurgo , che fu rinchiuso da Dioniso in una prigione di sasso , un destino simile a quello di

Niobe

2. Enfatizzare negativamente .: talora i miti vengono citati per enfatizzare , in via negativa , la

sciagura del personaggio la cui azione o la cui sorte è così grave da non trovare alcun effettivo

confronto . ma i mali ricordati dei miti finiscono per essere respinti come paragoni imperfetti : il

folle gesto di Eracle li “oltrepassa” in larga misura ( vedi in seguito)

- Eracle , dopo aver massacrato moglie e figli , il coro ricorda il crimine delle figlie di Danao

che trucidarono i loro mariti e il caso di Procne che uccise il suo unico figlio .

5.4 prospettive temporali

Le coordinate temporali danno luogo , sulla scena tragica , a complesse e variegate intersezioni tra

passato e presente .

- i personaggi appartengono ad un tempo lontano e diverso ;eppure le loro parole , i loro

gesti , i loro schemi mentali si colorano , durante lo spettacolo , di tonalità e di tratti del tutto

contemporanei all’esperienza del pubblico .

- sulla scena , ora , gli eroi rivivono la loro storia , come se fosse la prima volta : rivivono quel

passato che li determina , che ne fissa il destino e che talora riemerge , nel tempo del dramma ,

come un ricordo rimosso , per travolgerli ancora una volta

1. teatro e democrazia

nelle tragedie , il paradigma delle antiche sovranità possa convivere ed ibridarsi con le istituzioni e

le forme caratteristiche della più “moderna” polis democratica

esempio:

- supplici di Eschilo. Pelasgo nonostante fosse re e detentore del kratos ( il potere su Argo)

può accordare protezione e rifugio alle figlie di Danao solo dopo aver consultato la città . spetta

dunque al popolo , demos, riunito in assemblea , sancire l’accoglienza delle supplici . l’orgoglio per

l’ordine democratico della città risuona nella parole del re Teseo , che appare un rappresentante

mitico delle qualità positive ed ideali della stessa poleis di Atene . sulla scena teatrale della città

democratica , le figure della sovranità finiscono così per muoversi sul filo di un’alternativa ovvero

incarnare il volto ordinato e l’ideologia trionfante della poleis o evocare lo spettro di un agone

politico in cui il prevalere di singole figure fonda un controverso principio di differenza e di

disparità in seno ad una comunità basata sull’uguaglianza .

2. teatro ed attualità

dinanzi alle figure e alle vicende degli eroi antichi gli spettatori potevano anche scorgere il riflesso

di eventi e di personaggi del presente .

esempio:

- Supplici di Eschilo(463) . Danao che cerca riparo ad Argo poteva ricordare al pubblico la

parabola negativa di Temistocle , che si era rifugiato proprio in quella città peloponnesiaca dopo

essere stato ostracizzato da Atene nel 471/470 a.C.

- Filottete di Sofocle (409) . Filottete , l’eroe che i greci devono riavere con sé per vincere la

guerra di Troia , poteva allusivamente riferirsi a quel clima politico che da più parti sollecitava il

ritorno di Alcibiade ad Atene .

3. Teatro e morale

In altri casi il gioco delle coordinate temporali sembra svilupparsi attraverso un provvisorio

distanziamento dei personaggi dall’orizzonte arcaico ed inquietante cui appartenevano i loro mythoi

. nel tempo dello spettacolo , gli eroi potevano così agire e motivare le loro scelte , facendo

riferimento a valori , modelli di pensiero e paradigmi di razionalità messi a puto dalla

contemporanea cultura ateniese .

Ma spesso proprio questo orizzonte contemporaneo che si innestava nelle loro figure risultava

soccombente rispetto al riaffiorare di ciò che si credeva debellato o semplicemente trascorso .

- Edipo di Sofocle . Edipo è l’eroe che un tempo ha saputo sciogliere l’enigma della sfinge ,

che ha liberato Tebe dalla minaccia del mitico mostro , però ora sulla scena di Sofocle egli deve

nuovamente salvare la città di cui è sovrano . per salvare la città Edipo non adotta tuttavia le armi di

un arcano e mitico sapere , ma modelli di indagine della ricerca filosofica e medica avevano

elaborato quali la capacità di reperire indizi , di interpretare segni , di congetturare l’invisibile dal

visibile . un metodo rigoroso che conduce tuttavia Edipo alla rovina ovvero alla scoperta del suo

passato .

4. Teatro e magia

- Trachinie di Sofocle . Deianira giovane bellissima , desiderata un tempo da una divinità

fluviale dalle sembianze teriomorfe , era divenuta sposa di Eracle e poi fatta oggetto di violenze del

centauro Nesso. Quando la giovane prende ad agire sulla scena di Sofocle il suo passato diviene una

sorta di memoria dolorosa , ma facente parte di un passato che non riesce a mettere a fuoco bene .

ora nella tragedia di Sofocle , Deianira è solo una donna in ansia per il marito lontano , una moglie

desiderosa di riconquistare lo sposo che si scopre esser preso dal folle desiderio per una giovane

vergine . la sua pacata ragionevolezza di donna matura ( tollera il folle amore del marito ) non le

impedisce di ricorrere imprudentemente ad un filtro ovvero il sangue di Nesso di ignota potenza

che pensava essere d’amore e . Deianira comprende troppo tardi che il filtro è mortale , il mondo dei

mostri ritorna sulla scena .

- Medea di Euripide . la straordinaria sapienza di Medea sembra essere più che un’occulta arte

magica , in un’intelligenza astuta che sa manipolare interlocutori e circostanze con lucida

determinazione . Medea sulla scena può persino discettare sull’ostilità e sulla cattiva fama che la

sapienza può procurare : un’analisi che richiama i termini di un dissidio contemporaneo tra le città e

i soggetti che introducevano in esse nuovi saperi in contrasto con la tradizione . nel finale , dopo

aver compiuto la sua vendetta, essa recupera appieno lo status che il suo passato mitico le

attribuiva , Medea è una discendente del dio Sole , una sorte di creatura sovraumana , che si

allontana su un carro alato

5. Progressione diacronica

il passato del mito sembra essere definitivamente oltrepassato , superato o riassorbito in un nuovo e

diverso ordine di realtà

- Oreste di Eschilo . la saga cruenta degli Atridi trova la sua conclusione ad Atene

,risolvendosi in una sorta di evento fondante il kosmos politico della città

6. teatro e poleis

in alcuni contesti scenici , gli eventi che determinano la rovina e la scomparsa degli eroi paiono

coincidere , per altri versi , con un gesto simbolico che denunzia la programmatica incompatibilità

di tali figure con l’universo di equilibri e di mediazioni che salvaguardano l’esistenza civica. Il

teatro riplasma continuamente il passato ad uso della città attraverso una sorta di duplice

movimento : esibisce allo sguardo e alla pietà dei cittadini le figure della saga eroica come un

monumento , ma allo stesso tempo denunciandone l’inattualità , ne rappresenta il devastante

tracollo , esorcizzando la radicalità di quelle forme assolute che gli eroi incarnano e che la realtà

della vita , la quotidianità della polis non possono , in alcun modo , sostenere : la fine del mondo

eroico , consumata in scena , apre la via ad altre più demotiche e malleabili virtù.

- Aiaice di Sofocle .il campione riconosciuto per la sua bravura in battaglia viene trasformato

da Sofocle in un uomo violento , la sua forza diventa un eccesso di furia omicida che minaccia di

scuotere l’assetto della comunità e le gerarchie del potere riconosciuto . l’intervento della divinità

provvede a stornare i suoi colpi dal loro reale obiettivo , così al posto di far strage degli Atridi e di

Odisseo i quali gli avevano sottratto l’onore di ricevere le armi di Achille , egli massacra gli

armamenti . il fallimento della vendetta e l’ombra del ridicolo conducono Aiace alla strada del

suicidio e solo una stretta di famigliari potrà piangere il cadavere di un glorioso eroe del tempo

.Aiace , il massacratore di animali resta in lontananza come lo spettro di un valore aristocratico che

prevarica gli equilibri civici , che turba il gregge politico.

7. Teatro ed ironia

Le coordinate del passato possono essere rimesse in gioco come consapevole ed ironico controcanto

di tutto ciò che la tradizione ha trasmesso , denunciando , in forma teatrale , della menzogne e delle

finzioni su cui si regge l’immaginario collettivo .

- Eracle , Ifigenia in Tauride , Elena di Euripide

5.5 nodo e scioglimento

Molto importante nel lavoro del drammaturgo è la systasis ton pragmaton ovvero la composizione

dei fatti . la strutturazione di una trama organica e coerente consente infatti agli eventi di dipanarsi

fino alla prevista conclusione .

Primi drammi : la tradizione ha conservato dei drammi antichi in cui è percepibile il problema e

anche la difficoltà di produrre , con le parole , azioni e fatti

- Persiani di Eschilo . pressochè nulla accade sulla scena , l’intera tragedia infatti gira intorno

ad un discorso di annunzio , alla notizia del disastro che ha travolto l’esercito barbaro. . partendo da

questa notizia le scene si sviluppano in sequenza mostrando i vari stati emotivi ( trepida attesa ).

- Sette a Tebe di Eschilo . l’evento sulla scena si produce con le grida di terrore del coro , ma

gran parte della scena è occupata dal dialogo fra il re e il messaggero che annunziano minutamente i

guerrieri schierati l’uno contro l’altro alle porte della città. Sono le parole che raccontano , che

descrivono e che commentano prima ancora del comporsi in avvenimenti .

Con il tempo il teatro riuscì a trovare dei modi efficaci per tramutare le parole in azioni

Ampia produzione ateniese : Aristotele , nella Poetica , distingue in :

a) Trama semplice , che conduce con linearità al mutamento della sorte dei personaggi

b) Trama complessa ove il passaggio da una condizione all’altra ( dalla felicità alla sventura)

avviene attraverso la mediazione della peripeteia o dell’anagnorisis ( del rovesciamento e del

riconoscimento) .

- Peripeteia : il volgersi in senso opposto dell’azione che si sta compiendo .

Edipo re di Sofocle : il messo di Corinto , credendo di liberare Edipo dal timore dell’incesto ,

finisce al contrario , per confermargli l’atroce fondatezza della sua paura

- Anagnorisis : passaggio dall’ignoranza alla conoscenza , al disvelamento di identità , di

eventi e di relazioni inizialmente celate ai personaggi

Edipo re di Sofocle : il rovesciamento che travolge Edipo , quando all’apparenza , i fatti

sembravano mettersi al meglio coincide con la terribile scoperta della sua origine

c) Pathos , ingrediente della trama ovvero il prodursi di un evento traumatico , un fatto esiziale

e luttuoso , come l’esibizione di morti , ferimenti , gravi sofferenze o altre situazioni consimili . la

scena cruenta e la morte non hanno luogo di norma dinnanzi lo spettatore , i quali devono solamente

in un momento successivo contemplare il pathos stesso ovvero i cadaveri inanimati degli sventurati

eroi .

- Alcesti ed Ippolito di Euripide . due personaggi , già consegnati alla morte , chiudono la loro

esistenza sulla scena offrendo alla vista del pubblico gli ultimi istanti della loro agonia .

Nell’elaborazione della trama , elementi di struttura si innestano così sui temi e modelli narrativi

che vengono ripetutamente declinati da una tragedia all’altra come il ritorno dell’eroe in patria , la

vendetta per atti di violenza e di usurpazione , il diritto dei supplici , la contesa del potere ,

l’infedeltà delle donne , la follia , la guerra.

La drammaturgia dei tragici ateniesi si muove su due direzioni , rispetto alle trame tradizionali :

1) Immettere in canovacci collaudati personaggi di maggiore complessità e sofisticazione

2) Coinvolgere i consueti eroi in elaborati e movimentati intrecci , ricchi di macchinazioni e di

colpi di scena . in questo secondo caso va a delinearsi la tipologia della tragedia ad intrigo.

- Ione , Ifigenia in Tauride di Euripide

- Elettra di Sofocle

La dinamica dell’intrigo dà luogo talora a situazioni di teatro nel teatro o più semplicemente di

finzione nella finzione , per realizzare i loro intenti , i personaggi devono infatti mettere in scena

una fallace quanto disinvolta rappresentazione della realtà, fare della menzogna uno spettacolo .

- Elena di Euripide . il falso funerale

- Ifigenia di Tauride di Euripide . il falso rito purificatorio

- Elettra di Sofocle . lo spettacolo della presunta morte di Oreste , con l’effetto finale di un

sudario che si alza mostrando non il cadavere del figlio, ma quello della madre trucidata

La trama , che sia lineare o complessa , provvede ad organizzare :

a) Il nodo nella sua prima parte

b) Scioglimento , lysis , a partire dal momento in cui la sorte dei personaggi prenderà a

capovolgersi , determinando la loro fine e insieme quella del dramma .

Sofferenza ed emozioni

l’evidenza della sventura e della morte , il mutamento della sorte cui il finale conduce vengono

tradotti scenicamente in espressioni di dolore e in gesti rituali che dovrebbero dar sfogo alle

emozioni . il pianto e le lacrime possono assumere :

a) La forma tradizionale del cordoglio , del lamento antifonale , il threnos

- Persiani di Eschilo . il re , con le vesti strappate , guida il coro nel prolungato gemito della

sconfitta

- Troiane di Euripide . Ecuba e le donne destinate alla schiavitù fanno risuonare la sofferenza

dei vinti piegando le membra e percuotendo il suolo con le mani

I sopravvissuti della katastrophe tragica devono prendersi cura dei defunti , assicurare loro le giuste

esequie , compiere i riti che possano allontanare da luoghi e persone la contaminazione del sangue e

della morte .

- Eracle di Euripide . il vecchio Anfitrione spetta così il compito ingrato di seppellire i

famigliari massacrati da Eracle

- Andromaca . Peleo dovrà predisporre un corte funebre per il defunto Neottolemo

- Elettra . Elena e Menelao dovranno occuparsi del cadavere di Clitemnestra

Continuum

Figure autorevoli ed epifanie divine si manifestano talora sulla scena al fine di portare soccorso o

per imporre un esito all’azione drammatica . ai personaggi travolti dal dolore e dalla violenza

vengono indicati i luoghi ove dovranno recarsi ed espiare le loro colpe , città dove potranno trovare

un rifugio o conforto . grazie al loro sapere, le divinità , interloquendo con i mortali , profetizzano le

vicende che i personaggi dovranno ancora affrontare al di fuori della cornice del dramma , le prove

e i percorsi della loro successiva biografia eroica . l’azione rappresentata sulla scena viene

ricondotta al continuum narrativo della tradizione mitica , alla dimensione del puro racconto .

Nella forma della promessa o della profezia , la parola degli dei può inoltre anticipare l’istituzione

di culti o di gesti rituali che, per il tempo a venire , dovranno serbare vivo il nome e la memoria dei

personaggi della vicenda . il passato assoluto si intreccia così , in un modo ancora diverso , con il

presente degli spettatori , richiamando attraverso l’eziologia , l’orizzonte di pratiche religiose e di

istituzioni sacre di cui il pubblico è ancora partecipe e testimone .

- Ippolito di Euripide . la dea Artemide assicura all’eroe morente la ricompensa della gloria

postuma e il privilegio di un rito che sarà a lui dedicato ma Artemide richiede anche che le traversie

dei soggetti umani si chiudano con un gesto di conciliazione : prima di spegnersi , Ippolito dovrà

perdonare il padre per aver provocato , nell’ira , la sua morte .

Il pubblico cittadino , accogliendo la parola dei coreuti , può fare sua la pietà per quegli eroi

sventurati sciogliendosi in lacrime ed osservare quella fragilità umana .

- Edipo Re di Sofocle . “cittadini di Tebe , guardate questo è Edipo fu l’uomo più potente ed

ora è precipitato in un gorgo di sventure “

- Medea di Euripide .

- Antigone di Sofocle . “ l’essere saggi è la prima condizione di felicità : non si deve mai

commettere empietà verso gli dei “

Sofferenza dei personaggi

Le considerazione pensose e convenzionali del coro tragico sono tuttavia solo una debole morale

rispetto alla sofferenza dei personaggi , rispetto ai mali che non lasciano loro effettive soluzioni .

- Antigone di Sofocle. Creonte invocò solo la morte gridando di “ non essere più nulla “ a

dispetto dalla saggezza richiamata dal coro

- Edipo Re di Sofocle . Edipo scopertosi parricida e incestuoso supplica di essere cacciato ed

espulso da ogni consesso umano

Le richieste dettate dal dolore a volte possono concludere le storie e le tragedie in maniera più

problematica

- Edipo re di Sofocle . al termine della tragedia Edipo viene ancora trattenuto a Tebe ,

nell’attesa che un dio si pronunci sulla sia sorte

- Medea di Euripide . Giasone vorrebbe almeno piangere e seppellire i suoi figli uccisi da una

madre infanticidia , ma lo sfogo del cordoglio rituale gli viene negato dalla donna che fugge

sottraendogli i cadaveri

- Elettra di Euripide . Elettra ed Oreste si sono ricongiunti dopo molti anni e di nuovo , per

ordine divino , sono costretti alla separazione

Fine del dramma

La chiusura del dramma a volte sembra giungere come un gesto di meccanica brutalità che arresta

lo spettacolo , elidendo ogni ulteriore prospettiva di reazione o di commento

- Elettra di Sofocle . la fine coincide con il momento in cui Egisto viene condotto nella reggia

per essere trucidato

Vi sono drammi che esibiscono il lieto fine , ma che comunque non sono esenti da dubbi

- - Alcesti di Euripide . la moglie di Admeto risorge , ma sulla scena finale essa rimane una

presenza muta ed inquietante

- - Filottete di Sofocle . l’eroe accetta infine di recarsi a Troia , piegandosi all’odrine di Eracle

, ma il suo animo non appare affatto riconciliato con i suoi compagni di un tempo

Parte sesta

Da Eschilo a Euripide

6.1 la rovina della stirpe

Sulla scena tragica deflagra il conflitto tra istanze opposte , tra inconciliabili orizzonti di valore .

nella contesa che oppone i personaggi , uno stesso nome viene impiegato da soggetti diversi per

disegnare realtà nei fatti antitetiche .

- Coefore di Eschilo . “ Ares lotta contro Ares , Giustizia contro Giustizia “. Il principio della

reciprocità violenta abita l’universo arcaico dei gene , delle stirpi gentilizie. Dike , Giustizia , è qui

norma di equilibrio distributivo e retributivo .

- Oreste di Eschilo ( saga degli Atridi ). Dike diviene legge cruenta , diviene spazio di crisi e

si sovversione quando la violenza non è rivolta all’esterno della comunità , ma si installa all’interno

del focolare domestico della città . l’uccione dei figli di Tieste , il sacrificio di Ifigenia , gli assassini

di Agamennone e Clitemnestra . la catena si interrompe solo quando Oreste , per iniziativa divina ,

viene condotto ad Atene ove verrà sottoposto ad un processo. Atena fonda per la prima volta un

istituto di giustizia , un tribunale per i delitti di sangue . il processo di Oreste si conclude con

l’assoluzione del matricida . Eschilo rappresenta Atena nell’atto di difendere e privilegiare il

maschio , la giustizia del padre e dello sposo contro la madre adultera . affinche avvenga ciò la

stessa TENA deve pronunciarsi a favore di Oreste

- Eumenidi di Eschilo . l’orrore che ha abitato una stirpe di assassini si trasforma così in un

ordine fondante la città . le Erinni , le antiche figure ctonie che incarnavano lo spirito di vendetta

per i delitti tra consanguinei , divengono le protettrici della città grazie ad Atena .

Dalle sventure della famiglia si dispiega così un orizzonte politico che , secondo le

raccomandazioni di Atena , deve tenersi lontano tanto dall’anarchia quanto dal dispotismo ,

conservando sempre il giusto mezzo

Ordine democratico

L’universo gentilizio , le arcaiche sovranità devono dunque estinguersi e risolversi nell’equilibrio

dell’ordinamento democratico perché la poleis possa vivere ed evolversi .

- Sette a Tebe di Eschilo . l’oracolo delfico disse al re tebano Laio “ salverai la città se morrai

senza prole “ . ma Laio aveva trasgredito la parola dell’oracolo richiamando il castigo su di sé e

sulla sua Prole . il percorso della punizione divina si compie alla terza generazione quando Eteocle

e Polinice si uccidono a vicenda , chiudendo in tal modo il destino della stirpe .

Rovina delle famiglie

La rovina della famiglie è assunta , nello spazio teatrale della tragedia come un evento compiuto

che apre la possibilità ad un futuro di pace e di prosperità. E tuttavia il sangue che scorre in quei

palazzi è allo stesso tempo un fantasma che può tornare ad incarnarsi infinite volte nella realtà

contemporanea .

Platone nel Messero scrisse che nell’immaginario mitico , gli Ateniesi si rappresentano come

autoctoni , come figli della madre terra , questa come origine li rende fratelli . e come i fratelli

assassini del mito tragico , anche i cittadini di Atene conoscono i risvolti cruenti della lotta per la

supremazia , conoscono la divorante philotimia , l’ambizione del potere e dell’onore , che gli spinge

a rompere il principio cosmico dell’uguaglianza

- Ippolito di Euripide . Euripide descrive il delirio di sovranità e di dominio come soggetto

che divide i soggetti e ne distrugge la ragione ,

- Fenicie di Euripide . l’isotes è invece il principio che lega l’amico all’amico , la città alla

città, gli alleati agli alleati

Le violenze degli eroi tragici possono adombrare , sulla scnea , lo spettro della sovversione

politica : il disordine che regna tra i personaggi consanguinei del mito traduce e prefigura , nella

dimensione dello spettacolo teatrale , l’esperienza drammatica della stasis , della guerra civile che

può insanguinare la città nello scontro di opposte fazioni , come mostrano i racconti storiografici di

Tucidide o di Senofonte .

Atene V secolo

Il nome e la forma degli istituti democratici possono convivere con l’inusitato potere e il prestigio di

singoli soggetti . Plutarco nella Vita di Pericle sostiene che in una comunità che si voleva composta

da uguali , il governo di Pericle sembrava recuperare , nei fatti , i modi e l’autorità di un regime

aristocratico e monarchico .

Nello spazio della politica reale individui ed si compongono in fragili equilibri la scena tragica

reagisce , mostrando il pericolo di derive violente . secondo i giusti auspici e la prospettiva etico-

didattica dell’Atena eschilea , i cittadini di Atene devono dunque stare ben attenti a non aizzare

“come galli “ , i loro cuori alla zuffa ( Eumenidi di Eschilo ).

Polemos

Se la distinzione tra interno ed esterno è indispensabile al buon funzionamento della politica ,

l’universo di polemos , della guerra , non è tuttavia meno doloroso e problematico . nell’orizzonte

del mito attraverso il reiterato paradigma della guerra di Troia , la scnea dei drammi non manca di

denunciare l’alto prezzo del successo militare , il carico di distruzione e di morte che ogni conflitto

bellico , anche quello più ingiustificato dalla difesa si un diritto o di un principio , reca

immancabilmente con sé .

- Agamennone di Eschilo .” Ares , cambiavalute di cadaveri , regge la bilancia nella mischia

della battaglia e rimanda ai parenti polvere grave di lacrime , cenere d’uomini che riempie i vasi “

(…) “ sui sovrani e governanti pesa la responsabilità del sangue versato da entrambi le parti

- Ifigenia in Aulide di EURIPIDE . trascinare un intero popolo in guerra è tanto più

riprovevole quanto l’iniziativa è dettata dall’ambizione personale di chi tutto osa pur di non perdere

il comando e la bella gloria .

Il dolore della città vinte e distrutte viene spesso focalizzato ( vedi le Troiane e l’Ecuba di

Euripide ) attraverso il destino delle donne che vengono strappate al loro talamo nuziale e costrette

al gioco dell’odiosa schiavitù

- Andromaca , Ecuba e Cssandra divengono schiave

In un universo ripetutamente stremato dalla guerra il teatro tragico si assume anche il compito di dar

voce , attraverso i cori e i personaggi , al desiderio di pace , indicando possibilità di ricomposizione

che prescindano dalle armi

- Elena di Euripide . “ pazzo cloui che vuole acquistare fama in guerra , von impetuoso assalto

di lance , pensando da stolto di por fine ai travagli dei mortali (…) se le decisioni sono affidate alla

gara del sangue mai la lotta lascerà le città degli uomini (…) quando invece è possibile comporre la

contesa con il dialogo.

6.2 il potere e la città

il sovrano nella tragedia

i sovrani tragici spesso articolano , durante la tragedia , i sani e condivisibili principi che

dovrebbero sostenere una felice arte del governo

- Sette a Tebe di Eschilo. Eteocle sostiene che colui che governa la città dovrebbe essere

sempre in grado di dire le “ parole opportune “ in rapporto alle circostanze

- Antigone di Sofocle . Creonte ammette che il sovrano dovrebbe fare ricorso

immancabilmente alle “decisioni migliori ! , senza farsi intimidire da nulla , senza privilegiare

affetti o legami famigliari , distinguendo con chiarezza chi è amico della patria e chi è invece

nemico . il sovrano deve far rispettare le leggi poichè non esiste “male peggiore dell’anarchia” , la

quale rovina le città.

- Aiace di Sofocle . Menelao ribadisce che la polis ove regna l’arroganza e dove vige

l’anarchia è destinata nel tempo a “precipitare nell’abisso “.

Dunque sono ben espliciti in molte tragedie i principi guida che dovrebbe assumere il buon

sovrano , ma il difficile è applicare , con savia discrezione , tali leggi alla vita pratica. La tragedia

fa emergere tutta la fallibilità del potere e dei soggetti umani che lo detengono .

- Antigone di Sofocle . Creonte disse che “ non è possibile conoscere fino in fondo l’animo , il

pensiero e la mente di un uomo prima che questi sia stato messo alla prova nell’esercizio del

governo “, inconscio dei mali che si sarebbe abbattuti su di lui.

Il dramma dunque esplora le situazioni che fanno vacillare l’ordine civico della città , i punti di

rottura e di estrema dissociazione che si producono tra il governate e il suddito . a volte all’interno

di una rappresentazione tragica capita che suddito e regnante coincidano in un medesimo soggetto .

1) Il sovrano può essere colui che è causa stessa del male della sua città

- Edipo re di Sofocle . Edipo è contemporaneamente il re adorato e l’assassino per i suoi

concittadini.

2) La scena tragica evoca anche lo spettro brutale della tiranniade che ossessiona i cittadini di

Atene . il tiranno è una figura che la tradizione demonizza in un assommarsi di tratti etici negativi

quali l’avidità , la lussuria , l’empietà , il sospetto , l’abuso della forza , il ricorso alla paura e

all’intimidazione .

- Eracle di Euripide. Lico , figura detestabile e poi sconfitta.

3) Alla rappresentazione di un potere ambivalente , i percorsi della drammaturgia associano la

focalizzazione critica degli istituti democratici nei loro aspetti costitutivi e nei loro esiti deteriori ,

quali i rischi di una fraudolenta retorica assembleare , i danni di una politica demagogica radicale .

un pericolo per la polis di Atene erano coloro che abusavano della parola per convincere il popolo a

fare il proprio interesse personale .

- Ecuba di Euripide. Odisseo è il maestro nel compiacere il popolo

- Supplici di Euripide Odisseo è in grado di trascinare qua e là la folla a seconda del suo

interesse personale ed a nascondere i suoi fallimenti con l’arma della calunnia

4) Al fine di scongiurare le possibili catastrofi riferite al potere regio sarebbe necessario

giungere a provvedimenti più giusti ed utili per la città e dunque ricorrere , ogni volta , ad una

immersione .

- Supplici di Eschilo . Pelasgo disse che bisognerebbe ricorrere ad “ un profondo salvifico

pensiero che come un palombaro si immerga nell’abisso “ .

questa immersione è per la maggior parte delle volte negata al protagonista della tragedia , costretto

a restare prigioniero di strutture ove soggetti opposti ineriscono ad una medesima sostanza senza

possibilità di risolversi .

nodi tematici

la drammaturgia esperisce , nel tempo dello spettacolo ,alla possibilità di un discorso duplice sul

nomos , ma anche alla drastica disgiunzione tra le iniziative legislative umane e l’orizzonte della

trascendenza da cui esse dovrebbero essere fondate

- Antigone di Sofocle. Scontro di Antigone e di Creonte. Polinice , fratello maggiore di

Antigone , è morto combattendo contro la propria Patria , a causa di un insostenibile paradosso , il

suo cadavere è allo stesso tempo quello di un philos ( persona cara ) e di un echthros ( odioso

nemico). Antigone sostiene che sia più importante considerare Polinice una persona cara e dunque

degna di sepoltura al contrario Creonte lo considera un nemico della Patria e lo condanna

all’insepoltura vietando a chiunque di onorarlo dei riti sacri. Sia Creonte sia Antigone sostenitori di

due differenti posizioni invocano l’autorità del nomos , della legge. Il problema è che per nomos

intendono autorità differenti . per Antigone è la legge divina , non scritta ed imperitura che impone

di onorare i defunti , per Creonte è la difesa della polis da tutto ciò che ne minaccia l’equilibrio.

Infine Polinice verrà sepolto , ma i contendenti vanno incontro ad un’evitabile rovina . Antigone è

condannata a morire perché ha trasgredito la legge dello Stato , Creonte paga l’offesa alla pietà dei

defunti con la rovina della sua famiglia .

Nel trattare di tali problematiche , la scena riecheggia di dibattiti intellettuali innescati dal pensiero

di Sofocle.

- Antigone di Sofocle. Nel primo stasimo dell’Antigone , le conquiste del progresso imano

trovano una distesa celebrazione , resta tuttavia il problema di coniugare la potenza e l’autonomia

dell’intelletto umano con le istanze dell’etica e del sacro .

Le parole e gli scritti dei sofisti avevano revisionato i contenuti tradizionali della cultura e delle

credenze religiose e dei costumi . la stessa messa in discussione dei valori etici porta a porre la

questione del relativismo dei costumi e della corrispondenza tra parole e cose , aprendo la

possibilità di sviluppare tesi antitetiche in relazione ad ogni concetto . la riflessione sofista arriva ad

affermare l’uguaglianza degli uomini come un dato di natura attribuendo alla legge , frutto di

convenzione , l’istituzione di gerarchie e differenze come quelle che separano Greci da barbari .

Soluzioni differenti

1) Ione di Euripide . un vecchio pedagogo discetta sulla condizione di schiavo dicendo che c’è

una sola cosa infamante per un servo ovvero il nome e che per il resto uno schiavo non è affatto

meno di un uomo libero. Un affermazione simile non mette in seria discussione le strutture sociali

della città , gli stessi soggetti che le pronunciano , non mancano di sottolineare la loro fedeltà nei

confronti dei padroni , il loro desiderio di ricambiarli per il cibo .

- Ecuba di Euripide. La condizione degli schiavi è differente. Il peso della schiavitù emerge

con durezza che non ammette edulcorazioni retoriche . Polissena ammette che il solo nome di

schiava basta per far desiderare la morte.

2) Distinzione tra barbari e greci . presso i barbari regnerebbe lo scompiglio totale

- Medea di Euripide . Giasone ammette che vivere in Grecia anziché in suolo barbaro

significherebbe conoscere la giustizia , fare ricorso alla legge , anziché alla forza bruta , ma lo

stesso Giasone è uno spergiuro che abbandona la propria donna per un più conveniente matrimonio

- Andromaca di Euripide .Ermione , figlia di Menelao, disse che tra i barbari i padri

giacciono con le figlie e le sorelle con i fratelli ,ma la stessa Ermione non si perita di attentare alla

vita di una supplice e di dare lezione di buoni costumi coniugali , lei che è figlia dell’adultera Elena

ed appartiene ad una stirpe di assassini

Crisi politica ad Atene del 540 a.C.

La crisi politica che caratterizza Atene in quegli anni venne rappresentata sulla scena teatrale, con

riflessi differenti.

1) Ricerca delle tensioni che lacerano il corpo civico e dei soggetti che potrebbero garantire

l’unità e la conservazione di un equilibrio

- Supplici di Euripide. La salvezza della polis appare affidata alla classe media

- Oreste di Euripide. La classe degli autourgoi , dei contadini che lavorano il fondo di loro

proprietà è l’unica garante della salvezza della città

2) Distacco con l’orizzonte civico e focalizzazione su altri soggetti, quali i valori famigliari ed i

rapporti padre e figlio

- Fenice di Euripide

- Baccanti di Euripide

- Edipo a Colono di Sofocle

Oltre che ad una diversa focalizzazione , emergono anche desideri di fuga , sogni di evasione che

evocano spazi lontani

- Elena di Euripide

- Ifigenia in Aulide di Euripide

Declino di Atene nel 404 a.C.

Negli ultimi anni del secolo quando la potenza di Atene si stava definitivamente declinando , nel

404 a.C. la città dovrà capitolare dinanzi la forza di Sparta . il tramonto di quell’epoca felice sembra

riassumersi in due differenti fantasie drammaturgiche

1) Edipo a Colono di Sofocle . si individua tutta la nostalgia di Sofocle per quella che un

tempo fu la più grande potenza Atene e patria delle più grandi virtù nella rappresentazione del

sovrano di Tebe mentre chiude la sua esistenza mortale nel suo attico : per volontà divina , il

vecchio Edipo si trasforma in un eroe protettore della città che difenderà Atene

2) Baccanti di Euripide . Euripide mostra una visione della situazione ateniese disincantata ,

reale . lo stesso Dioniso , nella tragedia , entra sulla scena e distrugge Penteo , re di Tebe . il castigo

inflitto dal dio sembra il simbolico azzeramento dell’immaginario tragico da cui la maschera di

Penteo deriva, un terremoto divino agita il palazzo regale , la cui facciata costituisce la più

tradizionale facciata teatrale. Il corpo di Penteo viene dilaniato dalle menadi impazzite . Tebe

vacilla sotto i colpi del dio . nel frattempo le menadi addita come unico orizzonte di felicità

possibile una gioia da carpire giorno per giorno e la beatitudine è quella inconsapevole di un

animale che si gode la verde gioia di un prato .

6.3 il letto delle donne

La stirpe delle donne ha una cospicua e significativa presenza nella drammaturgia tragica .

l’ordinamento della polis androcratica e la politica dei corpi che da esso discende propone

l’adeguamento ad un “giusto “ femminile che la scena non manca di ribadire attraverso la voce di

alcuni personaggi :


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petra128

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Corso di laurea: Corso di laurea in cooperazione allo sviluppo (Facoltà di Agraria, di Lettere e Filosofia, di Scienze della Formazione, di Scienze Politiche e di Scienze Statistiche)
SSD:
Università: Padova - Unipd
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher petra128 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Padova - Unipd o del prof Susanetti Davide.

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