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Madame Recamier

Madame Recamier era una donna molto bella, di spirito e di grande sensibilità, che utilizzava tecniche ben studiate per ammaliare gli uomini e ottenere da loro favori. La sua arte era la seduzione, seduceva anche senza parlare, solo con lo sguardo. Mentre parlava si celava il viso con un fazzolettino di merletto, il che evidenziava lo scintillio del suo sguardo.

Candida nella pelle e nel vestiario (vestiva spesso alla greca, con tuniche in mussolina), e nei gioielli (portava solo perle). Sposò Jacques per scampare alla ghigliottina e per ottenere l’eredità; si diceva che Jacques Recamier fosse suo padre naturale. Fu ritratta da Gerard, Canova e David.

Riceveva sdraiata sul letto e le sue performance non si limitavano solo a cantare e suonare l’arpa, ma erano famose per i suoi balli sensuali con lo scialle di cachemire indiano che, fasciandola, rivelava tutte le sue forme. Alla fine del ballo si scioglieva la folta capigliatura nera e rimaneva ferma prima di scomparire nel boudoir.

Relazioni e reazioni

Si invaghì di lei Benjamin Constant; erano entrambi giocatori d’azzardo. Non erano indenni al suo fascino nemmeno le donne, tra le quali la stessa amante di Constant, Madame de Staël, Lady Webb e la regina Hortense.

Non era sensibile al potere, infatti non cedette a Napoleone Bonaparte, né a Carolina Bonaparte. Chiese al marito consigli su cosa fare delle avance di Napoleone e il marito, stranamente (rispetto ai modi dell’epoca), non la spinse fra le braccia del sovrano sapendo che l’avrebbe così pagata cara, infatti il re le bloccò un prestito.

Il rapporto fra Juliette e Benjamin era particolare. Lei lo riceveva raramente, gli incontri erano brevi, non rispondeva alle lettere o se rispondeva erano risposte brevi che mostravano indifferenza. Benjamin alternava momenti di lucidità a momenti di perdizione che gli annebbiavano la vista e lo spingevano a giustificarla in ogni modo e a pensare solo a lei. Quando si allontanava poi ci ricadeva, lei lo illudeva e poi lo riallontanava; pensò anche al suicidio.

Per compiacerla scrisse anche un attacco a Napoleone (lei era una figura chiave nell'opposizione al regime) ma non ottenne nulla. Dopo l’abiura a favore dell’impero, tornò a frequentare il suo salotto e ricadde nel vortice. Durante la lettura del suo romanzo L’Adolphe, scoppiò in lacrime e realizzò di aver perso ogni speranza.

Amore e tradimento

L’unico a farla innamorare fu René de Chateaubriand; lui ricambiava con meno ardore e la umiliò tradendola con una ragazza più giovane. Partì per l’Italia dove riceveva comunque le lettere di René. Si unirono solo quando la ragazza più giovane non volle intrattenere pi&ugr...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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