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Letteratura francese Appunti scolastici Premium

Appunti di letteratura francese della professoressa Craveri Benedetta.
Gli appunti su letteratura francese mostrano un'analisi di personaggi importanti nel panorama letterario francese, tra cui:
Madame de Staël, Benjamin Constant, François - René de Chateaubriand, Alphonse... Vedi di più

Esame di Letteratura francese docente Prof. A. Craveri

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ESTRATTO DOCUMENTO

l’intenzione di scandalizzare i lettori. La vita di Germinie Lacerteux non mette in

evidenza la struttura della società ma rappresenta un fenomeno isolato.

Il prodotto letterario e artistico deve costituire un documento scientifico della

realtà, tanto accurato da non trascurare il brutto, il deforme e il patologico.

Paul Verlaine.(1844-1896)

Nato in una famiglia della piccola borghesia, compie a Parigi i suoi studi scoprendo il

suo interesse per la letteratura. Frequenta i caffè e i salotti letterari parigini, nel

1866, e pubblica i “Poèmes saturniens”, dove si sente l’influenza di Baudelaire e del

Parnassianesimo.

Fa la conoscenza di Rimbaud e comincia con lui una relazione fortemente intima e una

vita di vagabondaggio. Verlaine lascia allora la moglie e il figlio, per seguire il giovane

poeta e compagno di vita in Inghilterra e in Belgio. Questa relazione tumultuosa

termina dolorosamente: nel 1873. quando Rimbaud vuole lasciarlo, Verlaine lo ferisce

leggermente con una pistola e viene incarcerato. In prigione si converte al

cattolicesimo e scrive la “Sagesse”. Una volta uscito di prigione, cerca di condurre una

vita decorosa; diventa insegnante ma ricade vittima dell’alcool e della violenza. Nel

1894 viene eletto principe dei poeti, muore due anni più tardi.

I primi versi di Verlaine sono legati alla scuola parnassiana, man mano le composizioni

si arricchiscono di una malinconia inquieta, di ispirazione baudleriana, e introducono

un’estetica della suggestione e dell’impressione. I versi non sono più una

rappresentazione della passione e di un dramma; ma ogni elemento diventa il simbolo

autentico dell’anima sognante del poeta.

In “Romaces sans paroles” Verlaine mette l’accento sulla melodia, componente

essenziale della sua poesia. La romanza, una canzone sentimentale e semplice,

trasfigura dei temi autobiografici, legati alla sua relazione con Rimbaud.

Arthur Rimbaud.(1854-1891)

Viene incoraggiato alla poesia dal suo insegnate, e esprime, in versi, la repulsione che

prova per la borghesia ostile agli slanci della sensualità nascente. A partire dai 17 anni,

la sua natura ribelle lo spinge a intraprendere numerosi viaggi. Dopo le “Illuminations”,

dove le descrizioni affiancano delle evocazioni fantastiche e Rimbaud fa prova di

originalità adottando il verso libero, Rimbaud termina di scrivere.

Bisogna piazzare la personalità complessa di Rimbaud sotto il segno della rivolta

contro la società e la cultura del suo tempo. Il silenzio seguito alle Illuminations si

spiega col fatto che Rimbaud ha preso coscienza che nessuno può cambiare il mondo e

bisogna accettarlo così com’è.

In “Poésies”, Rimbaud si prende gioco di Napoleone III, denuncia la guerra, celebra la

Comune e critica la religione. una

Una stagione all'inferno, testimonianza della sua relazione con Verlaine, è

biografia del suo percorso. La scrittura caotica è attraversata da una molteplicità di

voci interiori. Rimbaud vi grida la sua sofferenza, il suo dolore, la sua esperienza

intima.

Stéphane Mallarmé.(1842-1898)

Mallarmé subisce l’influenza del Parnassianesimo e di Baudelaire ed è convinto che il

solo strumento per accedere all’assoluto sia la poesia pura. La poesia è un’avventura

spirituale e lo scopo della letteratura ha lo scopo do creare un mondo ideale. Lo

scrittore deve evocare il mistero attraverso un linguaggio poetico. Il poeta deve

catturare i legami segreti che uniscono le cose le une con le altre e cancellare il reale

per fare posto all’assoluto, dove ogni elemento è simbolo del mistero al quale rinvia.

Mallarmé è fortemente influenzato dalla lettura dei “Fleurs du mal”,di Baudelaire, da

cui trae il tema del dramma del poeta: diviso tra le costrizioni di una realtà ignobili e il

sogno di un ideale inaccessibile. L’uso dei simboli rende i suoi versi affascinanti e al

tempo stesso oscuri.

Dal 1886 inizia il progetto di “Le Livre”, una sintesi impersonale di tutti i libri possibili

per esprimere in maniere definitiva e totale il significato del mondo.

Honoré de Balzac.(1799-1850)

Balzac nasce in una famiglia della borghesia. Degli avvenimenti segnano il suo futuro di

autore: l’indifferenza della madre e il destino tragico della sorella, costretta a un

matrimonio felice. Studia legge a Parigi, ma si entusiasma per la filosofia e la

letteratura. Importante è l’incontro con dei giovani scrittori che redigono romanzi di

avventura; è così che inizia a imitare i romanzi di Walter Scott, imparando a

controllare le varie tecniche di narrazione. Il successo viene da un saggio critico “La

Physiologie du mariage” e i suoi racconti danno una descrizione precisa dei costumi

dell’epoca. Mentre il pubblico accoglie calorosamente le sue opere, la critica giudica

severamente la sua intenzione di rappresentare l’insieme della società. Il tema

dell’argento domina gran parte dei suoi romanzi. Nei romanzi di Balzac vengono

rappresentate le classi e le professioni più varie e ci si interroga su problemi

psicologici.

Balzac ha cercato di donare a tutta la sua opera dei fondamenti filosofici solidi. La sua

visione della natura nasce da una sintesi tra la scienza del suo tempo e il misticismo.

Esiste una sola realtà, attraversata da una corrente continua di energia. In virtù di

questa, l’umanità è trascinata in un movimento di evoluzione cosmica. Ogni individuo

dispone, alla nascita, di una certa quantità finita di energia che spenderà nel corso

della sua vita.

Il realismo di Balzac si manifesta attraverso un esame minuzioso della società dove

vive e delle lunghe descrizioni estremamente dettagliate. Balzac è fortemente

convinto dell’osmosi tra il luogo, la psicologia e le azioni dei personaggi. Il suo realismo

è tuttavia mitigato da un’immaginazione frenetica e da un interesse romantico per

tutto quello che tocca il fantastico. Le storie che racconta e i personaggi che crea non

sono mai una copia esatta della realtà ma una sintesi efficace fondata su

un’osservazione attenta.

Per legare i suoi romanzi e i suoi racconti tra loro e formare un insieme coerente,

Balzac riprende gli stessi personaggi di cui il lettore potrà così conoscere l’ esistenza

in epoche e luoghi differenti: l’insieme potrebbe intitolarsi “Études sociales”. Nel 1841

questo progetto si concretizza con il titolo “La Comédie humaine” per sottolineare

l’intenzione dell’autore di abbozzare il ritratto del mondo moderno.

Con questa raccolta Balzac si propone di stabilire una lista delle varietà umane. Gli

uomini sono condizionati non solo dall’ambiente ma anche dal sesso, dal livello di

istruzione e le condizioni economiche. “La Comédie” si organizza in sezioni: studio dei

costumi che rappresenta gli effetti sociali e i differenti tipi umani; studi filosofici

che mostra le cause o le ragioni, istinto,passioni, vizi, che determinano i sentimenti e i

comportamenti umani; studi analitici che riguardano i principi fondamentali, ovvero le

istituzioni, le leggi e gli usi sulle quali si fonda la società.

Tutto nella “Comédie humaine” sembra convergere su Parigi, il cuore stesso della vita

intellettuale, politica e mondana. Ma da una parte c’è la Parigi ricca ed elegante e

dall’altra quella pericolosa e oppressiva. Ed è proprio su questo contrasto che si fonda

“Père Goriot”, un romanzo di formazione, di educazione parigina di un giovane

provinciale. Nel dicembre 1834 appare sulla “Revue de Paris” escono i primi capitoli di

questo romanzo, in cui intorno a un forte sentimento paterno prende forma una Parigi

dominata dall’egoismo e dall’interesse.

Il tema del padre che si è spogliato dai propri beni in favore delle figlie ed è stato

ripagato dalla più desolante ingratitudine era già il tema del “Re Lear”. In Francia, sin

dai fabliaux erano presenti vicende di padri troppo generosi trascurati che però si

concludevano sempre con un lieto fine. Goriot, oltre a essere vittima delle figlie

viziate è vittima della propria passione paterna e della società del suo tempo, che non

conosce altra legge se non quella dell’egoismo.

Per la prima volta, in “Père Goriot” viene introdotta la tecnica del ritorno dei

personaggi: si tratta di rimettere in scena figure già apparse nei romanzi precedenti;

di presentarle in circostanze diverse, in diversi momenti della loro vita. Questo mondo

romanzesco non si offre al lettore in un’esposizione sistematica e ordinata: la sua

cronologia viene percorsa dal romanziere avanti e indietro, con estrema libertà. Per

sconcertante che fosse la tendenza di Balzac a raccontare la vita dei suoi eroi

anticipandone la conclusione, l’universo di Père Goriot acquista una singolare

profondità: la finzione ingloba il futuro dei personaggi che, nei romanzi, si perde in

un’oscurità indeterminata.

Il rapporto con Parigi segna l’intera educazione del giovane provinciale Rastignac, che

passa dall’ammirazione all’invidia. Il suo desiderio per la Parigi elegante si fa

imperioso, urgente, rabbioso. Vautrin e madame de Beauséant si incaricheranno, per

motivi diversi e con diverso linguaggio, ma con pari disincanto, di rivelargli il vero volto

del mostro parigino. È necessario che Rastignac impari il “diritto parigino” di cui non si

parla, benché costituisca un’alta giurisprudenza sociale che conduce dappertutto. Il

diritto parigino è il codice non scritto che regge i rapporti sociali nell’alta società

della capitale. Chi ne ha ben assimilato le regole, non si metterà mai in una posizione di

debolezza, non esporrà mai agli attacchi altrui i propri sentimenti segreti. Il diritto si

acquisisce sotto il pungolo di un’esasperata rivalità che costringe alla rapida

identificazione delle debolezze altrui, alla fulminea elaborazione di strategie di difesa

e di attacco. Rastignac imparerà che la rivalità si insinua anche nei rapporti stessi tra

gli amanti. Infatti, nel mondo governato dal diritto parigino l’amore si modella sulla

forma della sopraffazione. Quest’immagine dell’amore come religione segna il punto

estremo della disumanizzazione.

Le reazioni della critica non furono positive. Il romanzo venne accusato di immoralità,

di esagerazione: c’era qualcosa in quei personaggi, che vivevano le loro passioni,

qualcosa che sconcertava, di mostruoso. L’ambizione spregiudicata di Rastignac e la

devozione paterna sembrano offendere le tranquille certezze della morale

comunemente accettata. Là dove l’osservatore ben educato volgerebbe gli occhi per

non vedere quel che eccede i canoni del buon gusto, Balzac fissa lo sguardo

spavaldamente, senza ritrarsi, come se il mostruoso fosse il suo elemento naturale.

Balzac usa la parola “éducation” per definire il processo attraverso cui Rastignac

perde l’illusione della giovinezza e si libera di ogni residuo di provinciale ingenuità. Il

termine educazione evoca il romanzo di formazione della seconda metà del

Settecento. Nel classico romanzo di formazione l’individuo che ha conosciuto errori e

illusioni è maturato,pronto a mettere al servizio dell’umanità tutto il proprio sapere.

Ma in Père Goriot l’educazione di Rastignac ha esiti diversi. Dopo la Rivoluzione e

l’affermarsi del capitalismo la sola educazione possibile consiste nell’imparare a farsi

strada in un mondo dominato dalla caccia al profitto. Rastignac impara ad adeguarsi al

mondo e a metterne al profitto e scopre la vera essenza delle classi superiori

dominate da egoismi spietati.

Stendhal(1783-1842)

Stendhal nasce da una famiglia borghese e sogna una vita all’insegna della gloria

militare. Nel 1800 è sottotenente nell’esercito italiano,ma la sua carriera militare

s’interrompe con la caduta dell’impero. Volendosi allontanare dalla Francia della

Restaurazione, Stendhal si reca in Italia, un paese che lo colpisce profondamente. Per

l’autore,la natura del paesaggio italiano corrisponde alla spontaneità degli abitanti che

non smette di opporre ai francesi, guidati dalla vanità e l’amor proprio. È così che

forgia un mito romantico, l’italiano, individualista, anarchico e ribelle per natura si

rifugia, quando oppresso da un governo autoritario, nell’amore e nelle arti.

A causa dei legami con i liberali italiani è costretto a rientrare a Parigi, dove pubblica

“De l’amour”(1822). In questo saggio l’autore si propone di comprendere e analizzare

metodicamente il sentimento amoroso. Il libro è importante per comprendere il

cammino intellettuale di Stendhal che ha voluto decifrare il meccanismo amoroso

prima di rappresentarlo nelle sue opere. Il clima, il sistema polito e l’educazione

influiscono sul modo d’amare. Il processo amoroso evolve in differenti casi:

ammirazione, piacere di baciare,la speranza e la nascita dell’amore;a questo processo

viene dato il nome di “cristallizzazione”. Stendhal s’interroga sull’educazione delle

donne. Infatti è l’educazione del suo tempo che ha modificato l’intelligenza e il

carattere delle ragazze facendone delle donne docili e sottomesse. Secondo Stendhal,

coltivare l’intelligenza delle donne non vuol dire corromperle.

Dopo la salita al trono di Luigi Filippo,Stendhal è nominato console a Trieste,ma il

governo austriaco si oppone e ritorna a Civitavecchia,una città che lo delude. In questo

periodo si reca spesso a Roma,dove negli archivi delle biblioteche legge fatti di

cronaca italiani risalenti al XVI secolo. È proprio un fatto di cronaca del Cinquecento

all’origine di “La certosa di Parma”. Gli avvenimenti si svolgono a Parma e il clima

morale della città rappresenta quello degli stati italiani dopo la caduta dell’Impero

Napoleonico. Il racconto è una critica discreta al torpore culturale della Francia della

Restaurazione.

Stendhal approfondisce la realtà sforzandosi di arrivare all’essenziale,alla verità pura

e semplice;si parla perciò di realismo soggettivo. L’autore si pone sempre nella

prospettiva di una caccia alla felicità, di una ricerca ardente e appassionata dell’amore

e della gloria.

“Le Rouge et le Noir”(1830) si basa su fatti di cronaca ed è la prima volta che un

romanziere dell’Ottocento si appoggia su aneddoti dell’attualità. Il lettore scopre la

realtà attraverso gli occhi del protagonista: il mondo esteriore è filtrato dalla

soggettività dell’eroe che apre anche la sua coscienza personale. Il rosso, colore

dell’uniforme della cavalleria, rappresenta l’energia, la libertà, la rivoluzione. Il nero,

colore dell’abito da precettore, rappresenta la Restaurazione. Inoltre, il rosso e il

nero sono i colori della roulette, ovvero del rischio.

“Lamiel” è un romanzo rimasto incompleto, ma l’eroina ribelle anticonformista e il

quadro sarcastico della vita provinciale ne fanno un documento letterario importante.

Stendhal investe la sua opera della sua esistenza, infatti è difficile fare una

distinzione tra il vissuto e la letteratura. Nelle sue opere si mescolano la caccia alla

felicità e l’energia vitale che rifiuta la menzogna e l’ipocrisia, e dominano l’intelligenza

e la passione.

“Armance” (1827) è un romanzo psicologico, lo studio di un caso, un romanzo

dell’allusione e dell’insuccesso. Octave è un personaggio doppio,è il luogo di tensioni e

scontri, vive in un ambiente e in una società che lo soffocano. Si caratterizza per una

propensione alla solitudine, il desideri odi tenersi lontano dal mondo. E’ prigioniero

della sua psicosi.

All’origine il romanzo doveva chiamarsi “Octave”, ma Stendhal cambia titolo perché il

personaggio energico, orgoglioso, coraggioso, che sa ciò che vuole è la protagonista

femminile. In questo caso, Stendhal rielabora il romanzo “Olivier” di Madame de

Duras.

Temi del romanzo sono la passione infelice, forse l’impotenza, l’ostacolo che impedisce

all’individuo di realizzarsi e porta a una duplice tensione, che tende verso la felicità e

verso la tragedia.

In questo romanzo l’impotenza è un segreto che non viene mai svelato. La possiamo

intuire da dati paratestuali, al di fuori del testo; in questo caso una lettera di

Stendhal a Merimée.

L’impotenza non è solo fisica, simboleggia le condizioni psicologiche, morali e storiche

in cui vive Octave. Egli rifugge dalla vita sociale, vorrebbe scappare dagli obblighi che

gli impone la società ma non può farlo. Non può realizzarsi professionalmente a causa

degli obblighi familiari.

Armance è fiera, soffre per la sua condizione di parente povera, intelligente, non ha

illusioni, disprezza la società, i pregiudizi,la meschinità.

Stendhal situa l’azione del romanzo in una durato di 15 mesi, facendo allusione a

questioni storiche contemporanee. Inoltre fa la satira del misticismo dei salotti e

dell’ordine morale, mostrando l’influenza dei soldi sull’aristocrazia.

Claire de Duras (1777-1828)

Nasce nel 1777 da padre bretone e madre creola, originaria della Martinica. Allo

scoppio della Rivoluzione il padre si schiera a favore della rivolta. Si schiera contro la

condanna a morte di Luigi XVI e ciò rende inevitabile la partenza della moglie e della

figlia per la Martinica. Nel 1795 Madame de Duras si reca a Londra,dove impara la

lingua,le abitudine e matura una prima esperienza dei conflitti e pregiudizi che

caratterizzeranno la Restaurazione. Il persistere dei pregiudizi,secondo Claire de

Duras, può incidere sul destino degli individui. Nel 1797,sposa il duca de Duras che non

riteneva che l’amore e la fedeltà rientrassero nei suoi doveri coniugali. Claire,

invece,amava suo marito fortemente. Il suo rifiuto di rinunciare al sogno di essere

amata dal marito sarà per lei un’inesauribile fonte di dolore. Rientrata a Parigi nel

1808, grazie all’amicizia con Chateaubriand, entra nei migliori ambienti letterari.

L’amicizia con Chateaubriand le aveva ridato fiducia in sé stessa strappandola

all’infelicità in cui il disamore del marito l’aveva precipitata, ma Claire esige di avere

con lui un rapporto preferenziale. Ciononostante si rende conto che solo nell’amicizia

poteva non avere rivali. La sua possessiva, gelosa amicizia continuava a essere simile

all’amore. Dopo la caduta di Napoleone, i Duras ebbero un ruolo di primo piano nella

società francese della Restaurazione. Il salotto di Madame de Duras divenne uno dei

più importanti e si difendevano tutte le libertà legali. Madame de Duras cercava

d’imporsi sulla scena mondana per sopportare le delusioni della vita privata.

Con ognuno dei frequentatori del salotto Claire intratteneva un rapporto personale

che andava al di là delle condizioni sociali e delle convinzioni politiche. Altro motivo di

sofferenza fu la rottura definitiva con la sua primogenita, dal quale potette

riprendersi più tardi grazie alla scoperta della scrittura.

Nel 1825, Madame de Duras pubblica il suo secondo romanzo “Édouard”, dove si

affronta il tema dell’inferiorità sociale, dei pregiudizi implacabili che impediscono di

oltrepassare le barriere sociali. Nel terzo romanzo “Olivier ou le secret”, il segreto

era l’impotenza sessuale del protagonista. Anche questo romanzo prende spunto da 2

avvenimenti reali: il caso del giovane Charles de Simiane, suicidatosi perché impotente

e il caso del fidanzato della figlia Clara, fuggito prima delle nozze perché omosessuale.

Nelle sue opere, la duchessa affronta il tema della solitudine interiore,di una

situazione senza via di uscita.

A partire dalla sua intensa esperienza di vita, Madame de Duras matura la conoscenza

della passione amorosa ch’è al centro delle sue opere.

Per scrivere Ourika, Madame de Duras s’inspira a un fatto di cronaca: la vita di una

bambina senegalese portata in Francia dal cavaliere di Boufflers e affidata al

maresciallo di Beauvau. Ourika conosce la sofferenza di un sentimento non ricambiato,

ha bisogno di sentirsi indispensabile per vivere e concepisce l’amicizia come un

sentimento esclusivo. Alcuni critici hanno visto nell’amore infelice della protagonista

per Charles il riflesso del sentimento appassionato che la duchessa aveva provato per

Chateaubriand.

Il bisogno di Ourika di amare,di vivere in funzione degli altri riflette certamente un

legittimo slancio del cuore, ma denota anche l’incapacità di dominarsi e di bastare a sé

stessa. Messa brutalmente, di fronte all’ostacolo della differenza di razza, manca dell’

energia morale necessaria per assumersi la responsabilità del proprio destino. Anziché

combattere il proprio dolore se ne lascia sopraffare fino a morirne. L’inferiorità

razziale di Ourika è resa ancora più drammatica dalla fragilità della condizione

femminile del tempo. Proibendole il matrimonio e la maternità, la società le nega la sola

forma d’identità,la sola prospettiva di vita a cui una donna possa aspirare.

La storia di Ourika viene raccontata da Claire durante un incontro nel suo salotto e la

duchessa viene incoraggiata a trasformare la vicenda in un romanzo. Si tratta di un

racconto nel racconto(le voci narrative sono 2), un romanzo breve, che si può definire

anche Nouvelle. La presa di coscienza della protagonista di essere diversa fa muovere

il romanzo. Ourika si presenta come un oggetto che subisce la volontà degli altri.

Ourika si rende conto che non si può fare nulla contro i pregiudizi sociali e

razziali,quindi per lei non ci sarà mai riscatto. Lo stile narrativo è classico,Duras

inserisce delle massime e delle riflessioni, utilizzando un linguaggio epurato e

un’impostazione di tipo psicologico.

Prosper Mérimée (1803-1871)

Figlio di un segretario dell’ “École des beaux arts”, Mérimée si appassiona sin da

bambino alle arti figurative. L'influenza della madre gli fece scoprire la letteratura,

principalmente inglese, e lo scozzese Walter Scott. Terminati gli studi di diritto,

scopre la passione per la letteratura e decide di dedicarsi alla carriera letteraria,

conducendo una vita da bohemien. Nel 1822, conosce Stendhal e, nonostante una prima

impressione negativa, diventano amici. Nel 1834, fu nominato ispettore generale dei

monumenti storici e questa funzione lo fa viaggiare tanto. Tra il 1829 e il 1860, redige

una ventina di novelle, tra cui Colomba(1840), Carmen(1845) e La Vénus d’Ille(1837)

sono le più celebri.

La creazione letteraria per lui non è un impegno totale,ma un semplice esercizio,un

divertimento che l’osservatore attento pratica con distacco e ironia. Egli vuole

assicurare al libro la sua realtà, attraverso una descrizione oggettiva del mondo vuole

restituire al soggetto l’oggettività della sua conoscenza.

Mérimée, uomo dei Lumi, pensa che si ha accesso al reale solo se il reale esiste,ciò che

esula dalla realtà è frutto della menzogna.

L’autore si specializza in racconti oggettivi, in cui si concentra sull’elemento della

violenza, sul tema dell’onore e della vendetta. La morte violenta e il suicidio

corrispondono a un istinto di distruzione.

In La Vénus d’Ille l’autore unisce l’elemento fantastico all’amore per il dettaglio

realista. Il narratore-testimone raccoglie gli indizi e li sottomette inseguito ad

un’analisi, al termine della quale appare il soprannaturale.

Scrive per il semplice piacere di raccontare e abbozza tratti di personaggi, curiosità

di un luogo, dettagli che ha conosciuto in qualità di osservatore durante i suoi viaggi.

Romantico per la scelta dei soggetti e il gusto del colore locale, è classico per la

sobrietà del suo stile.

Per quanto riguarda la Carmen, Mérimée prende ispirazione da un fatto di cronaca di

cui è venuto a conoscenza grazie a un racconto della contessa di Montijo. L’idea di

evocare una storia di passione e di sangue risale all’epoca del suo primo viaggio in

Spagna. La curiosità dell’autore nei confronti della Spagna è in sintonia con il gusto del

tempo. La Spagna rappresenta per Mérimée un elemento costitutivo della sua cultura

e della sua personalità; infatti, ne studia la storia e la letteratura,visita

minuziosamente le città e ne segue le vicissitudini politiche. La Spagna rappresenta

per lui un antidoto contro il conformismo francese. L’opera rappresenta il conflitto

fra una forza primitiva, selvaggia e le regole del mondo civilizzato.

L’autore si limita a registrare una serie di comportamenti senza prendere posizione,

né emettere giudizi. Ad esporre l’accaduto è un narratore estraneo alla vicenda, un

osservatore lucido, consapevole della propria superiorità culturale. Sul piano

narratologico, Don José risulta il personaggio principale del racconto, ma è Carmen

che ne determina il comportamento e le scelte. La debolezza dell’uomo civilizzato che

incontra la forza selvaggia e irrazionale di una zingara. Carmen è un essere primitivo e

misterioso che ha come obbiettivo l’affermazione di sé e il perseguimento del proprio

piacere. Non è un caso la scelta di far rivestire all’eroina i panni di una gitana,il tema

degli zingari era di grande attualità all’epoca. Nel 1873, Bizet ha l’idea di ricavarne un

libretto musicale.

Mérimée non agisce direttamente sul lettore, l’effetto inizia quando la lettura è

terminata. È a questo punto che l’immaginazione inizia a ricostruire il racconto, tanto

che ci sembra di collaborare con l’autore inventando dettagli, che in realtà erano già

inclusi o c’erano già stati suggeriti a nostra insaputa.

Gustave Flaubert(1821-1880)

Nato a Rouen nel 1821 da una famiglia dell’alta borghesia, trascorre gli anni

adolescenziali dedicandosi alla lettura di tutte le opere romantiche. Ben presto si

lancia egli stesso nella redazione di piccoli testi romantici, finché nel 1834 una crisi

nervosa l’obbligherà ad una vita più tranquilla in provincia. Tuttavia questa solitudine

non l’isolerà completamente, egli intraprenderà una lunga corrispondenza con gli amici.

Tra il 1834-35 concepisce e redige da solo una rivista “Art et Progrès”, composta di

notizie, informazioni e recensioni ricopiate e di testi suoi.

Tra il 1849-’51 intraprende un lungo periplo in Medio Oriente,Italia e Grecia, alla

ricerca di un mondo lontano dalla stupidità che regna nell’Occidente borghese.

È inseguito a questo periplo, che l’autore si dedica alla redazione di Madame

Bovary(1857). Gli ultimi anni della sua vita sono segnati da problemi finanziari.

L’opera di Flaubert e soprattutto il suo romanzo Madame Bovary sono spesso stati

considerati come l’espressione più completa del realismo. Attenendoci alla sua

corrispondenza, Flaubert stesso si sente molto legato alla generazione romantica.

Possiamo però legarlo ai “parnassiens” per il suo culto della forma e dello stile preciso.

Dopo Madame Bovary Flaubert tenta di evadere dal quotidiano per rifugiarsi in un

opera lontana nello spazio e nel tempo, Salammbô (1862). Questo romanzo unisci tre

aspetti fondamentali del suo stile: il gusto realista per il dettaglio e la

documentazione, l’ossessione parnassiana della forma e il quadro esotico caro ai

romantici.

Tra il 1864 e il 1869 Flaubert si dedica alla scrittura di L’ Éducation sentimentale,

dove evoca un ricordo di gioventù: l’amore che a 15 anni ha provato per una donna

sposata. L’adulto getta uno sguardo disilluso sul sogno d’adolescente:l’impossibile

passione diventa l’emblema dell’insuccesso di speranze, ambizioni di un’intera

generazione.

Diversamente dai romantici Flaubert non redige prefazioni o manifesti, convinto che

l’artista non debba mai indirizzarsi direttamente al suo pubblico. Le sue opinioni sulla

vita, l’arte e i metodi di lavoro sono noti grazie ad una lunga corrispondenza. Nelle sue

lettere descrive il mestiere di romanziere e ne racconta le angosce e la difficoltà di

vivere più a contatto con le parole che con le persone.

La modernità di Flaubert consiste nelle tecniche che utilizza per esporre temi che non

sempre sono nuovi. Flaubert impiega per primo la focalizzazione interna e il discorso

indiretto libero, per confondere il punto di vista del narratore con quello del

personaggio. Per lui, principale compito dello scrittore è quello di esplorare a fondo

tutti i segreti della lingua. L’importanza dello stile va aldilà del soggetto trattato.

Per quanto riguarda Madame Bovary, Flaubert prende ispirazione da un fatto

d’attualità, l’ affare Delamare. La signora Delamare è morta in circostanze misteriose

dopo aver tradito suo marito ed è probabile che si sia suicidata. La pubblicazione di

Madame Bovary avviene alla fine del 1856 in 6 puntate sulla “Revue de Paris”. Nel

1857, l’opera provoca una protesta generale e l’autore viene citato in giudizio per


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Appunti di letteratura francese della professoressa Craveri Benedetta.
Gli appunti su letteratura francese mostrano un'analisi di personaggi importanti nel panorama letterario francese, tra cui:
Madame de Staël, Benjamin Constant, François - René de Chateaubriand, Alphonse de Lamartine, George Sand, Alfred de Musset, Théophile Gautier, Victor Hugo, Alfred de Vigny.


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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Craveri Adele Benedetta.

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