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Letteratura francese Appunti scolastici Premium

Appunti di letteratura francese della professoressa Craveri Benedetta.
Gli appunti su letteratura francese mostrano un'analisi di personaggi importanti nel panorama letterario francese, tra cui:
Madame de Staël, Benjamin Constant, François - René de Chateaubriand, Alphonse... Vedi di più

Esame di Letteratura francese docente Prof. A. Craveri

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state un punto di riferimento per molti movimenti letterari successivi come il

Parnassianesimo.

Nel racconto fantastico “La Morte amorosa” Gautier affronta temi come il

vampirismo, lo sdoppiamento della personalità e il sonnambulismo.

Gautier espone le sensazioni dei personaggi e gli avvenimenti facendo emergere dal

racconto l’elemento fantastico, con l’imparzialità di uno scrittore realista. Il

soprannaturale e l’irrazionale sono considerati il volto nascosto della realtà.

Victor Hugo.(1802-1885)

Hugo è un monumento della letteratura francese e ha conosciuto sei regimi politici:

inizia la carriera sotto la Restaurazione, si afferma durante il regno di Luigi Filippo,

gioca un ruolo importante per la Repubblica del 1848, si esilia volontariamente sotto il

II Impero, ritorna a Parigi durante la Comune del 1870 prima di diventare il poeta

officiale della III Repubblica.

Durante la sua infanzia segue il padre durante la campagne militari di Bonaparte. Dopo

il divorzio dei suoi genitori, ritorna a Parigi dove riceve un premio di poesia per il suo

elogio della monarchia,

scrive opere storiche,secondo il modello di Walter Scott, la raccolta di poesia “Odes

et ballades” lo avvicinano alla sensibilità romantica che egli adotta definitivamente

nella prefazione di “Cromwell”, diventando il capo fila incontestato del Romanticismo.

Scrive per il teatro e i suoi versi sono epici, drammatici, satirici o lirici; pubblica

anche due opere polemiche contro la pena di morte.

Le vendite dei suoi libri gli procuravano importanti risorse finanziarie, ma nel 1843 la

fortuna sembra abbandonare lo scrittore.

A partire dagli anni ’40 partecipa sempre più attivamente alla vita politica. Rifiuta il

colpo do Stato nel 1851 di Napoleone III, che soprannomina “Napoléon le petit”. A

questo punto decide di esiliarsi volontariamente. Rifiuta di ritornare in Francia

quando l’imperatore gli concede l’amnistia. Questo rifiuto ne fa il simbolo dell’integrità

poetica, che non vuole compromettersi con la mediocrità borghese. L’esilio favorisce la

sua attività di scrittore. Infatti, in questo periodo, Hugo pubblica “Les Châtiments”

dove manifesta la su indignazione contro la dittatura di Napoleone III, “Les

Contemplations” ispirate alla morte di sua figlia, “La Légende des siécles” che designa

il destino dell’umanità. Durante l’esilio si sviluppa anche l’inclinazione di Hugo per il

misticismo e l’occultismo.

Dopo la caduta di Napoleone III, rientra a Parigi. Racconta in versi (L’année terrible)

il periodo della Comune.

Secondo Hugo,sotto il mondo reale esiste un mondo ideale che si nasconde nelle cose,

e durante la sua esistenza Hugo non smette di esplorare questo mondo ideale.

“Les Orientales” (1829) sono il primo vero successo di Hugo. L’oriente era molto alla

moda all’epoca e sebbene non ci sia mai andato, il poeta si sforza di ricreare le

atmosfere esotiche. Nella prefazione difende la libertà di ispirazione.

Nel 1840 Hugo nella raccolta “Rayons et ombres” introduce la figura del poeta

visionario, i cui sogni anticipano l’avvenire e il poeta si pone al servizio della comunità

per guidarla verso questo avvenire. Il poeta quindi si fa carico di una missione politica

e sociale. Hugo fa del poeta un’autorità spirituale, un profeta e la scrittura, riflette la

forza creatrice del linguaggio e diventa un atto quasi divino.

Hugo vuole creare un teatro semplice, vario, nazionale per la storia, popolare per la

verità umana, umano,naturale, universale per la passione. Bisogna innanzitutto

abbattere le regole di Aristotele e avvicinarsi al modello di Shakespeare.

Il dramma Cromwell (1827) è importante per la sua prefazione, che espone la

concezione romantica dell’arte romantica e offre una visione nuova della letteratura.

Nella storia dell’umanità, Hugo offre tre età che si esprimono ognuna attraverso un

certo genere letterario. L’infanzia della specie umana è dominata dalla poesia lirica

che traduce i sentimenti; la seconda età,che corrisponde all’Antichità greco-latina,

utilizza l’epopea, infine ci sono i tempi moderni che comunicheranno attraverso il

dramma. In quest’ultimo si mescoleranno generi e soggetti diversi per formare un

testo unico.

Hernani (1830) è la prima realizzazione francese delle teorie romantiche: come

risultato delle trasformazioni subite dalla tragedia classica. L’azione è unitaria e

divisa in 5 atti, ma gli avvenimenti si svolgono in luoghi diversi in un arco di tempo

abbastanza lungo. L’eroe è diviso tra la ricerca della felicità e il desiderio di vendetta,

è pieno di energia ma è anche affascinato dalla morte.

dopo una serie di successi, Hugo nel 1843 mette in scena “Burgraves”, un dramma

ambientato in un Medioevo oscuro e inquietante. L’opera non ha successo e Hugo

abbandona per sempre il teatro.

“Les Châtiments”(1853) contengono canzoni, testimonianze personali, grandi affreschi

storici. si tratta per lo più di invettive contro Napoleone III, definito un personaggio

volgare,puerile, vano e teatrale. Queste composizione, dove abbondano le allusioni

all’attualità costituiscono una testimonianza storica. Il poeta si indigna contro la

miseria, il sacrificio dei soldati e la tirannia.

Con le “Contemplations”(1856) Hugo affronta la sua vita privata. Tutti i componimenti

ruotano intorno a un avvenimento cardine: la morte di sua figlia. L’opera è divisa in due

sezioni “Autrefois”, ricordi di giovinezza, episodi risalenti alla sua formazione

intellettuale; e “Aujourd’hui” dove dominano i temi del lutto, della memoria, della

meditazione sulla morte e il dolere dalla lontananza.

Mentre le “Contemplations” offrono ai lettori le emozioni più segrete del poeta, la

“Légende des siécles” (1859) ha per ambizione rintracciare tutta la storia dell’umanità

a partire dalla creazione del mondo.

I romanzi sono sempre stati apprezzati dal pubblico e costituiscono la parte più

conosciuta della sua produzione.

In “Notre-Dame de Paris”(1831) Hugo accorda una grande importanza ai dettagli

pittoreschi e al colore locale. Attraverso il personaggio di Quasimodo, Hugo fonde

un’emozione pungente con la caricatura e mette in pratica la poetica del sublime e del

grottesco. Ma il personaggio principale della storia è la cattedrale, attorno alla quale

si organizza l’intrigo di un romanzo melodrammatico. Infatti, Hugo, con quest’opera, ha

contribuito a riabilitare l’arte gotica.

A partire dal 1845; Hugo intraprende un affresco della società francese sotto la

Restaurazione e il regno di Luigi Filippo. L’opera appare con il titolo “Les misérables”

nel 1862. I Miserabili è un romanzo umanitario, dove Hugo denuncia le ingiustizie

economiche, politiche e sociali della sua epoca.

Alfred de Vigny.(1797-1863)

Appartiene a una famiglia nobile e cresce nel culto delle armi e dell’onore. Abbandona

gli studi all’inizio della Restaurazione per arruolarsi nell’esercito. Deluso

dall’esperienza militare si consacra alla letteratura e si trasferisce a Parigi dove

pubblica un romanzo storico (il 5 Marzo) e si consacra al teatro, diventando uno dei

maestri della scuola romantica.

Dopo la rivoluzione del 1830 abbandona temporaneamente la poesia e inizia a

raccontare la triste condizione del soldato e del poeta, un vero rifiuto della società.

A partire dalla morte della madre Vigny abbandona gli ambienti letterari e inizia una

vita di eremita.

Vigny non cede all’esotismo o al folklore locale, perché il suo scopo è esprimere una

visione del mondo disincantata e tragica.

Dalla fine della Restaurazione Vigny si interessa al teatro, mettendo in scena il

personaggio dell’artista schiavo e vittima della società.

Nell’opera “Les Destinées” Vigny si interroga sulla condizione umana,sull’esistenza del

male e sulla possibilità di una libertà morale e spirituale per l’uomo. Les pièces sono il

percorso della coscienza che abbandona poco a poco l’ignoranza e la miseria per

raggiungere la spiritualità e il progresso. Les Destinées dipingono un’umanità

sottomessa a una fatalità cieca,che non dà alcuna speranza per l’avvenire. Vigny

attribuisce un ruolo consolatore alla natura,che rimane imperturbabile di fronte alla

sofferenza.

Gerard de Nerval.(1808-1855)

Nato a Parigi, dove compie i suoi studi e frequenta la “bohème litteraire”. Come tutti i

romantici, è attirato dalla cultura tedesca, ne parla perfettamente la lingua al punto

di tradurre il “Faust” di Goethe.

Si reca in Oriente, dove si appassiona a ricerche esoteriche, piene di mitologia e

misticismo, che marcheranno le sue opere. A partire dal 1841, inizia a soffrire di

problemi mentali. E’ in questo periodo, in cui il sogno si confonde con la realtà, che

Nerval compone le sue opere più celebri.

Denominatore comune di tutte le sue opere è il sogno sotto tutte le sue forme. Il

sogno costituisce una seconda esistenza, che possiede una verità propria e non è per

niente inferiore alla realtà. Nerval cerca di rendere, sia in prosa sia in poesia,

l’attività onirica per rapportarsi alle leggende orientali e alla fede cristiana.

“Les filles du feu” sono delle novelle, composte tra il 1839 e 1853, ognuna delle quali

evoca una donna sorta dal passato. L’attrice Jenny Colon, grande amore perduto del

poeta, è al centro della sua opera.

“Sylvie”, prima di essere inserita ne “Les filles du feu”, era considerata come un

poema in prosa e molti critici la considerano il capolavoro di Nerval.

Con Sylvie, appare per la prima volta l’ossessione del tempo: il ricordo cerca di

dominare la fuga degli avvenimenti. Nerva rinuncia alla tradizionale successione

cronologica a favore di una successione d’immagini emotive,che ricrea l’atmosfera

atemporale del sogno. Il sogno e la memoria sono un sollievo dalle sofferenze della

realtà.

“Les Chimères”, sono composte tra il 1843 e il 1854. La raccolta forma un itinerario:

ovvero la ricerca d’identità del poeta perso tra sogno, memoria e il desiderio di una

serenità diventata impossibile. Questa ricerca si compie tra miti e leggende sulle quali

Nerval si interroga o nella quali si ritrova.

Più di tutte le altre opere, Aurélia (1855) è marcata dalla follia. Poco prima della sua

morte, la “Revue de Paris” ne pubblica l’inizio, mentre la fine è pubblicata dopo il

suicidio di Nerval. “Aurélia” è al tempo stesso un’autobiografia, un’osservazione

attenta del sonno e della follia, una ricerca della pace e un itinerario spirituale.

Aurélia trasforma la storia d’amore in un’esperienza mistica.

Charles Baudelaire.(1821-1867)

Nato a Parigi, la sua infanzia è marcata dall’amore per l’arte e la bellezza; suo padre lo

inizia al culto delle immagini. Alla morte del padre, instaura un forte legame con la

madre, in cui Baudelaire vede un idolo e un’amica. Il rapporto tra i due si incrina

quando la madre si risposa. Il patrigno lo mette prima in collegio e poi in un severo

liceo; da cui B., ribelle e malinconico,si farà espellere. Si consacra alla poesia e si fa

attirare dalla bohème litteraire. I genitori, preoccupati gli impongono un tutore.

Questo sarà un duro colpo per B.,che sarà diviso tra un sentimento di rivolta contro la

famiglia e il desiderio di vedere sua madre riconoscere il suo talento di poeta.

Malgrado un’esistenza primaria scrive, alternando versi a saggi di critica d’arte e

letteraria e traduce il poeta e scrittore Edgar Allan Poe, che considera una sorta di

fratello spirituale per il suo culto di una forma poetica trasparente e corretta.

Nel 1857 vengono pubblicati “Les fleurs du mal”, opera che viene condannata come

oltraggio alla religione e alla morale. B. è costretto a cancellare sei poemi giudicati

immorali, mentre l’accusa di oltraggio alla religione cade.

Nel 1860 pubblica “Les Paradis articifiels” delle riflessioni sull’inutilità delle droghe

per ricercare l’infinito. B., non è mai stato un’alcolista o un tossicomane; ma gli effetti

dell’oppio e dell’ hashish l’hanno molto interessato e li ha esaminati con molta

precisione e lucidità. Secondo Baudelaire i suoi contemporanei cercano nelle droghe

un’illusione momentanea sui loro propri doni: lo specchio incantato delle droghe rinvia

l’immagine d’un genio, della perfezione, danno l’illusione di potenza.

La sua salute declina, le difficoltà finanziare aumentano, ma B. continua a fare delle

osservazioni sulla sua esistenza e sull’epoca crudele in cui vive; queste osservazioni

confluiscono in “Mon coeur mis à nu”. In quest’opera fa prova di un disprezzo

sferzante verso le donne,che sono troppo vicine alla natura e rappresentano l’esatto

contrario della perfezioni che ricerca il poeta. Ma ciononostante tre donne hanno

influenzato profondamente la sua opera e la sua vita.

Jeanne Duval, la cui bellezza sensuale e esotica lo affascinano malgrado la sua

mancanza di cultura e il suo carattere difficile. Marie Daubrun, una seducente attrice

che gli ispira dei versi malinconici. Apollonie Sabatier, che diventa l’oggetto del suo

amore platonico e segreto, B. l’idealizza e vede in lei una Musa.

Baudelaire è convinto che l’ispirazione non dipenda da un istinto irrazionale, ma da una

meditazione cosciente e lucida. L’artista deve decifrare la natura, rilevarne i

significati nascosti e le armonie nascoste, guidato dall’immaginazione. L’immaginazione

suggerisce all’uomo la nostalgia dell’infinito, del sogno e di un altrove che non può

essere raggiunto.

Baudelaire ha una visione pessimista e grandiosa. Il mondo moderno è dominato dalla

ricerca dell’utile e dal denaro e tende a rifiutare la bellezza, a considerarla inutile.

Tuttavia, l’artista isolato e incompreso scopre delle forme singolari di bellezza, la cui

componente principale è la melanconia. La bellezza moderna è marcata dalla

sofferenza.

Il titolo “Fleurs du mal” suggerisce che bellezza può nascere anche dal male. Questa

nascita miracolosa è l’opera del poeta; B. trasforma in un materia preziosa ed eterna,

la poesia, una realtà che l’esperienza umana ha reso dolorosa ed impura.

A partire dal 1855 inizia il progetto di una raccolta di prose poetiche, che si sarebbe

dovuto intitolare “Le Spleen de Paris”. Ma il progetto viene portato a termine dopo la

sua morte con il titolo “Petits poèmes en prose”.

Émile Zola.(1840-1902)

Trascorre la sua infanzia e adolescenza a Aix-en- Provence. Alla morte di suo padre,

torna a Parigi dove lavora per la casa editrice Hachette. Questo lavoro gli permette di

entrare a contatto con un gran numero di scrittori. Inizia la carriera giornalistica,

scrive dei romanzi d’ispirazione romantica prima di dirigersi verso il realismo.

Nel 1880, pubblica “Il romanzo sperimentale” dove Zola espone la dottrina naturalista.

Il successo arriva con l’”Assommoir”; Zola si installa in una grande villa alle porte di

Parigi, dove si riuniscono gli scrittori naturalisti. Nel 1880, il gruppo pubblica “Les

Soirées de Médan”, che diventa il manifesto del naturalismo.

Si schiera a favore di Dreyfus, per questo viene imprigionato per un anno. Riuscito a

scappare si rifugia in Inghilterra.

Nella seconda metà del secolo la filosofia dominante è il positivismo, che esalta il

valore della sperimentazione. Zola, sulla base della teoria dell’evoluzione di Darwin,

afferma che la società,come la natura, si basa sul principio della selezione naturale e

che le azioni umane sono determinate dalle leggi dell’eredità. Nel Romanzo

sperimentale (1880) Zola afferma che lo scrittore è sia osservatore che

sperimentatore.

“Les Rougon – Macquart” (1871-1893) studia matematicamente l’evoluzione di una

malattia ereditaria che divide le due branche di una stessa famiglia, i cui membri si

trovano in tutta la società contemporanea. L’opera si compone di 20 romanzi e ogni

libro può essere letto indipendentemente. Ma, i libri sono legati dallo stesso intrigo: le

due branche discendono dalla stessa donna, la cui malattia determina, a seconda degli

ambienti, in ciascun personaggio i sentimenti, i desideri e le passioni.

Quando nel 1877 viene pubblicato “L’Assommoir” suscita uno scandalo, in quanto

l’autore sceglie come protagonisti gli opeari. Dopo le critiche arriva il successo; i

lettori apprezzano il vigore e l’impressione di verità che emergono da questo romanzo

che usa la lingue del popolo e che mette in scena due problemi della Parigi del tempo:

l’alcolismo e la condizione operaia.

Nel romanzo “Nana” (1880) la protagonista evolve sotto l’influenza del denaro e dei

piaceri carnali. Zola non la giudica mai e non prova pietà nei suoi confronti.

Nel 1885, Zola pubblica “Germinal”: una testimonianza delle prime lotte operaie e dei

drammi quotidiani dell’umanità. Fedele al suo metodo sperimentale, l’autore ha

accumulato una documentazione minuziosa sugli scioperi dei minatori che anno segnato

gli ultimi anni del secondo Impero. Per scrivere il libro,Zola si reca nelle miniere e si

informa sulle malattie, gli incidenti e i salari. “Germinal” è un romanzo politico e un

atto di accusa contro la borghesia.

Edmond(1822-1896) e Jules(1830-1870) de Goncourt.

Proveniente da una famiglia nobile, frequentano i migliori saloni della capitale e si

interessano alla nuova tendenza realista. Insieme redigono romanzi, articoli, saggi di

storia dell’arte, fino alla morte di Jules. In seguito. Edmond continua da solo a

redigere il loro giornale e destina una parte della sua fortuna alla fondazione di una

società letteraria, che attribuisce il cosiddetto premio Goncourt a un giovane

romanziere.

I romanzi dei fratelli Goncourt segnano il passaggio dal realismo al naturalismo e

descrivono i bassi fondi della capitale francese. Precursori delle inchieste naturaliste,

i due romanzieri spingono l’osservazione scientifica, perfino clinica, a dei casi

patologici spesso legati a personaggi femminili. Le crisi di isteria, la follia, l’emotività

malsana e le ossessioni sessuali sono i temi dei loro romanzi.

I fratelli Goncourt, osservatori spietati e sfiorando talvolta il pettegolezzo, hanno

saputo raccontare senza falso pudore la loro esistenza, permettendo alle generazioni

successive di scoprire la vita culturale e letteraria della seconda metà del secolo. Le

Journal dei Goncourt si interessa soprattutto all’arte e alle letteratura e dà

l’impressione di essere più un affresco sociale che di un approfondimento intimo.

In “Germinie Lacerteux” i due fratelli, partendo dalla doppia vita della loro

domestica, introducono per la prima volta il proletariato in un romanzo, con

l’intenzione di scandalizzare i lettori. La vita di Germinie Lacerteux non mette in

evidenza la struttura della società ma rappresenta un fenomeno isolato.

Il prodotto letterario e artistico deve costituire un documento scientifico della

realtà, tanto accurato da non trascurare il brutto, il deforme e il patologico.

Paul Verlaine.(1844-1896)

Nato in una famiglia della piccola borghesia, compie a Parigi i suoi studi scoprendo il

suo interesse per la letteratura. Frequenta i caffè e i salotti letterari parigini, nel

1866, e pubblica i “Poèmes saturniens”, dove si sente l’influenza di Baudelaire e del

Parnassianesimo.

Fa la conoscenza di Rimbaud e comincia con lui una relazione fortemente intima e una

vita di vagabondaggio. Verlaine lascia allora la moglie e il figlio, per seguire il giovane

poeta e compagno di vita in Inghilterra e in Belgio. Questa relazione tumultuosa

termina dolorosamente: nel 1873. quando Rimbaud vuole lasciarlo, Verlaine lo ferisce

leggermente con una pistola e viene incarcerato. In prigione si converte al

cattolicesimo e scrive la “Sagesse”. Una volta uscito di prigione, cerca di condurre una

vita decorosa; diventa insegnante ma ricade vittima dell’alcool e della violenza. Nel

1894 viene eletto principe dei poeti, muore due anni più tardi.

I primi versi di Verlaine sono legati alla scuola parnassiana, man mano le composizioni

si arricchiscono di una malinconia inquieta, di ispirazione baudleriana, e introducono

un’estetica della suggestione e dell’impressione. I versi non sono più una

rappresentazione della passione e di un dramma; ma ogni elemento diventa il simbolo

autentico dell’anima sognante del poeta.

In “Romaces sans paroles” Verlaine mette l’accento sulla melodia, componente

essenziale della sua poesia. La romanza, una canzone sentimentale e semplice,

trasfigura dei temi autobiografici, legati alla sua relazione con Rimbaud.

Arthur Rimbaud.(1854-1891)

Viene incoraggiato alla poesia dal suo insegnate, e esprime, in versi, la repulsione che

prova per la borghesia ostile agli slanci della sensualità nascente. A partire dai 17 anni,

la sua natura ribelle lo spinge a intraprendere numerosi viaggi. Dopo le “Illuminations”,

dove le descrizioni affiancano delle evocazioni fantastiche e Rimbaud fa prova di

originalità adottando il verso libero, Rimbaud termina di scrivere.

Bisogna piazzare la personalità complessa di Rimbaud sotto il segno della rivolta

contro la società e la cultura del suo tempo. Il silenzio seguito alle Illuminations si

spiega col fatto che Rimbaud ha preso coscienza che nessuno può cambiare il mondo e

bisogna accettarlo così com’è.

In “Poésies”, Rimbaud si prende gioco di Napoleone III, denuncia la guerra, celebra la

Comune e critica la religione. una

Una stagione all'inferno, testimonianza della sua relazione con Verlaine, è

biografia del suo percorso. La scrittura caotica è attraversata da una molteplicità di

voci interiori. Rimbaud vi grida la sua sofferenza, il suo dolore, la sua esperienza

intima.

Stéphane Mallarmé.(1842-1898)

Mallarmé subisce l’influenza del Parnassianesimo e di Baudelaire ed è convinto che il

solo strumento per accedere all’assoluto sia la poesia pura. La poesia è un’avventura

spirituale e lo scopo della letteratura ha lo scopo do creare un mondo ideale. Lo

scrittore deve evocare il mistero attraverso un linguaggio poetico. Il poeta deve

catturare i legami segreti che uniscono le cose le une con le altre e cancellare il reale

per fare posto all’assoluto, dove ogni elemento è simbolo del mistero al quale rinvia.

Mallarmé è fortemente influenzato dalla lettura dei “Fleurs du mal”,di Baudelaire, da

cui trae il tema del dramma del poeta: diviso tra le costrizioni di una realtà ignobili e il

sogno di un ideale inaccessibile. L’uso dei simboli rende i suoi versi affascinanti e al

tempo stesso oscuri.

Dal 1886 inizia il progetto di “Le Livre”, una sintesi impersonale di tutti i libri possibili

per esprimere in maniere definitiva e totale il significato del mondo.

Honoré de Balzac.(1799-1850)

Balzac nasce in una famiglia della borghesia. Degli avvenimenti segnano il suo futuro di

autore: l’indifferenza della madre e il destino tragico della sorella, costretta a un

matrimonio felice. Studia legge a Parigi, ma si entusiasma per la filosofia e la

letteratura. Importante è l’incontro con dei giovani scrittori che redigono romanzi di

avventura; è così che inizia a imitare i romanzi di Walter Scott, imparando a

controllare le varie tecniche di narrazione. Il successo viene da un saggio critico “La

Physiologie du mariage” e i suoi racconti danno una descrizione precisa dei costumi

dell’epoca. Mentre il pubblico accoglie calorosamente le sue opere, la critica giudica

severamente la sua intenzione di rappresentare l’insieme della società. Il tema

dell’argento domina gran parte dei suoi romanzi. Nei romanzi di Balzac vengono

rappresentate le classi e le professioni più varie e ci si interroga su problemi

psicologici.

Balzac ha cercato di donare a tutta la sua opera dei fondamenti filosofici solidi. La sua

visione della natura nasce da una sintesi tra la scienza del suo tempo e il misticismo.

Esiste una sola realtà, attraversata da una corrente continua di energia. In virtù di

questa, l’umanità è trascinata in un movimento di evoluzione cosmica. Ogni individuo

dispone, alla nascita, di una certa quantità finita di energia che spenderà nel corso

della sua vita.

Il realismo di Balzac si manifesta attraverso un esame minuzioso della società dove

vive e delle lunghe descrizioni estremamente dettagliate. Balzac è fortemente

convinto dell’osmosi tra il luogo, la psicologia e le azioni dei personaggi. Il suo realismo

è tuttavia mitigato da un’immaginazione frenetica e da un interesse romantico per

tutto quello che tocca il fantastico. Le storie che racconta e i personaggi che crea non

sono mai una copia esatta della realtà ma una sintesi efficace fondata su

un’osservazione attenta.

Per legare i suoi romanzi e i suoi racconti tra loro e formare un insieme coerente,

Balzac riprende gli stessi personaggi di cui il lettore potrà così conoscere l’ esistenza

in epoche e luoghi differenti: l’insieme potrebbe intitolarsi “Études sociales”. Nel 1841

questo progetto si concretizza con il titolo “La Comédie humaine” per sottolineare

l’intenzione dell’autore di abbozzare il ritratto del mondo moderno.

Con questa raccolta Balzac si propone di stabilire una lista delle varietà umane. Gli

uomini sono condizionati non solo dall’ambiente ma anche dal sesso, dal livello di

istruzione e le condizioni economiche. “La Comédie” si organizza in sezioni: studio dei

costumi che rappresenta gli effetti sociali e i differenti tipi umani; studi filosofici

che mostra le cause o le ragioni, istinto,passioni, vizi, che determinano i sentimenti e i

comportamenti umani; studi analitici che riguardano i principi fondamentali, ovvero le

istituzioni, le leggi e gli usi sulle quali si fonda la società.

Tutto nella “Comédie humaine” sembra convergere su Parigi, il cuore stesso della vita

intellettuale, politica e mondana. Ma da una parte c’è la Parigi ricca ed elegante e

dall’altra quella pericolosa e oppressiva. Ed è proprio su questo contrasto che si fonda

“Père Goriot”, un romanzo di formazione, di educazione parigina di un giovane

provinciale. Nel dicembre 1834 appare sulla “Revue de Paris” escono i primi capitoli di

questo romanzo, in cui intorno a un forte sentimento paterno prende forma una Parigi

dominata dall’egoismo e dall’interesse.

Il tema del padre che si è spogliato dai propri beni in favore delle figlie ed è stato

ripagato dalla più desolante ingratitudine era già il tema del “Re Lear”. In Francia, sin

dai fabliaux erano presenti vicende di padri troppo generosi trascurati che però si

concludevano sempre con un lieto fine. Goriot, oltre a essere vittima delle figlie

viziate è vittima della propria passione paterna e della società del suo tempo, che non

conosce altra legge se non quella dell’egoismo.

Per la prima volta, in “Père Goriot” viene introdotta la tecnica del ritorno dei

personaggi: si tratta di rimettere in scena figure già apparse nei romanzi precedenti;

di presentarle in circostanze diverse, in diversi momenti della loro vita. Questo mondo

romanzesco non si offre al lettore in un’esposizione sistematica e ordinata: la sua

cronologia viene percorsa dal romanziere avanti e indietro, con estrema libertà. Per

sconcertante che fosse la tendenza di Balzac a raccontare la vita dei suoi eroi

anticipandone la conclusione, l’universo di Père Goriot acquista una singolare

profondità: la finzione ingloba il futuro dei personaggi che, nei romanzi, si perde in

un’oscurità indeterminata.

Il rapporto con Parigi segna l’intera educazione del giovane provinciale Rastignac, che

passa dall’ammirazione all’invidia. Il suo desiderio per la Parigi elegante si fa

imperioso, urgente, rabbioso. Vautrin e madame de Beauséant si incaricheranno, per

motivi diversi e con diverso linguaggio, ma con pari disincanto, di rivelargli il vero volto

del mostro parigino. È necessario che Rastignac impari il “diritto parigino” di cui non si

parla, benché costituisca un’alta giurisprudenza sociale che conduce dappertutto. Il


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Appunti di letteratura francese della professoressa Craveri Benedetta.
Gli appunti su letteratura francese mostrano un'analisi di personaggi importanti nel panorama letterario francese, tra cui:
Madame de Staël, Benjamin Constant, François - René de Chateaubriand, Alphonse de Lamartine, George Sand, Alfred de Musset, Théophile Gautier, Victor Hugo, Alfred de Vigny.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Craveri Adele Benedetta.

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