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Letteratura francese - Baronessa Deslandes

Appunti di Letteratura francese sulla vita della Baronessa Deslandes per l'esame del professor Scaraffia. La sua vita inoltre è documentata anche dai ritratti che si fece fare negli anni da Burne-Jones. La sua stranezza la condusse ad avere diversi soprannomi nel corso degli anni, al punto che lo stesso D'Annunzio la definì "donna... Vedi di più

Esame di Letteratura francese docente Prof. G. Scaraffia

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La BARONESSA DESLANDES era tedesca, la madre si era tolta la vita alla sua

nascita e lei, nel clima dell’antisemitismo soffriva di essere ebrea da parte di madre.

Era bella, minuta e magra, aveva mani e piedi minuscoli perfetti e un grande seno.

un appartamento con l’ingresso tappezzato da pelli di capra bianche e una

Viveva in

pelle di orso sul pavimento. Molti suoi ritratti erano appesi per casa, fu Wild a

convincere Burne-Jones a farle un ritratto. Wild passava ore dalla Deslandes,

suscitando il pettegolezzo che i due fossero amanti.

I mobili della casa erano bianchi e con numerose sculture in pietra e metallo di

animali. Si era autonominata principessa delle rane, in omaggio al malinconico rospo

di maiolica che era convinta avesse un’anima e che per consolarlo di una simile

disgrazia gli aveva fatto ingoiare una perla. Era molto strana e così gli venivano

attribuiti numerosi soprannomi, come la regina dei pipistrelli viola( bestia araldica dei

per farlo. Scrive “Le

decandenti). Voleva sempre stupire e si inventava cose da dire

figaro”. “Ilse”, titolo di un suo romanzo, destinato ad omaggiare le sue discendenze

germaniche, diventerà il suo soprannome ufficiale.

Riceveva con un aria languida e stanca, giocando distrattamente con la sua palla di

cristallo, la sua posa preferita era quella di starsene in piedi vicino al camino in un

espressione sensuale. D’Annunzio la definiva

abito dalla scollatura abissale con un’

“donna di cera”. Era un esteta, molto civetta, che collezionava ammiratori cui

lasciava sperare possibili cedimenti. La camera da letto riproduceva esattamente il

motivo della Nascita di Venere di Botticelli: la stanza era tappezzata con una stoffa a

roselline bianche. Riceveva gli intimi su quel letto con i capelli sciolti e una vestaglia

scollata, alla testa del letto era posto un Cristo in avorio. Si era fatta fare un vaso da

notte d’alabastro che il maggiordomo riempiva ogni mattina con delle rare orchidee

bianche. Sosteneva di essere vergine e poi ammetteva di essere stata violata,

nonostante avesse avuto un figlio dal primo marito diceva di non sapere come si

procreasse. La prima notte di nozze, vedendo il marito Fleury eccitato, lo rimproverò

dicendo che avrebbe dovuto avvisare la nonna che aveva tale malattia.

dopo. Il papa Leone XIII l’aveva insignita

Il matrimonio venne annullato 10 anni

della Rosa d’oro che lei puntualmente esibiva. Barrès la corteggiò per 3 anni, poi

rinunciò. La ricopriva di regali giustificando le spese alla moglie con menzogne.

D’Annunzio tentò di farla capitolare, ma alla sua resistenza proclamò “la stuprerò

nella tomba”. Sposò Robert de Broglie, 14 anni più giovane, bellissimo, lo vestiva

con fantasiose versioni bianche delle divise da zuavo o da spahi, e lo ricopriva di

collane e anelli. Lui fumava una pipa d’oro. Fecero il viaggio di nozze in Italia.

Qualche mese dopo lui se ne andò con auto e gioielli. A Roma fece credere ad un

duca 17enne, di avere 25 anni, e di essere vergine, il loro rapporto durò finché il

padre di lui non lo scoprì e lo chiuse in monastero. Non ci furono solo uomini nella

sua vita: fra le sue amanti Colette, con cui aveva un rapporto contrastato. Faceva

spesso sedute spiritiche con baronesse tedesche, conti italiani e nobiluomini russi. I

menù erano scritti su grandi petali di rosa di cartone. Non vedeva molto bene ed

usava un monocolo tempestato di diamanti. Durante la prima guerra mondiale aveva

vissuto dei prestiti che le facevano i grandi sarti. Dopo la guerra, tornata ricca, dissipò

tutto il suo patrimonio in capricci. Morì povera assistita da poche amiche.


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Letteratura francese sulla vita della Baronessa Deslandes per l'esame del professor Scaraffia. La sua vita inoltre è documentata anche dai ritratti che si fece fare negli anni da Burne-Jones. La sua stranezza la condusse ad avere diversi soprannomi nel corso degli anni, al punto che lo stesso D'Annunzio la definì "donna di cera". La Baronessa Deslandes era molto legata all'apparenza e aveva anche numerosi ammiratori.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Scienze della moda e del costume
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura francese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scaraffia Giuseppe.

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