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Dal simbolismo alle avanguardie

Con Baudelaire e poco dopo con la nascita del simbolismo si apre una forbice che dividerà la letteratura in:

  • Letteratura tradizionale, che continuerà a seguire come modello la letteratura del passato;
  • Letteratura sperimentale, si ha una crisi della “poesia che racconta”, rifiuto dei modelli del passato e si pone come obiettivo il rinnovamento, che successivamente riguarderà tutti i campi dell’arte.

Il ruolo di Baudelaire

Per motivi temporali e stilistici Baudelaire non può essere considerato un membro del simbolismo, ma è da una sua opera “Corrispondenze” che il movimento deve il nome (foreste di simboli). Di fondamentale importanza è anche la sua rivoluzione dell’estetica. Inizia la fase di “concentrazione”, sua attenzione non è più sull’opera intera ma sul singolo componimento.

Ma a questa rivoluzione non ne è seguita una sul piano della forma, questa è la grande pecca che Rimbaud nella “Lettera del veggente” gli rimprovererà: “Baudelaire è il primo veggente, il re dei poeti, un vero Dio. Tuttavia egli è vissuto in un ambiente troppo artistico; e la forma tanta vantata in lui è meschina: le invenzioni d’ignoto richiedono forme nuove”.

Caratteristiche del simbolismo

  • Importanza dell’io;
  • La figura del poeta maledetto, solitario e incompreso;
  • L’attenzione alla musicalità del verso;
  • La volontà di raccontare l’indicibile, attraverso termini che rimandano ad altro;
  • L’utilizzo della prosa poetica;
  • La pratica del gioco (scherzo);
  • L’importanza del sogno.

Le maggiori opere: Una stagione all’inferno (Rimbaud), I poeti maledetti (Verlaine) e Gli amori gialli (Corbière).

Influenza dei simbolisti

Anche i simbolisti si riuniranno in vari gruppi (Zutiste, Hydropaut, Banda Verlaine) ma a differenza delle avanguardie nei loro scritti rimanevano molto isolati tra loro.

In Verlaine l’attenzione è rivolta al singolo verso (e tutto il resto è letteratura). Importante la sua opera “I poeti maledetti” uscita in una prima edizione nel 1884 con gli scritti di Tristan Corbière, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé ed in una seconda edizione ampliata nel 1888 con l’aggiunta dei suoi scritti e quelli di Marceline Desbordes-Valmore, Villiers de l'Isle-Adam. Egli stesso nella prima edizione decide di mettere poeti che al tempo erano sconosciuti e non includere i più famosi come Cros.

In Mallarmé l’attenzione passa alla parola, nei suoi scritti la musicalità è la cosa più importante, questo però porta inevitabilmente a carenze nel contenuto del componimento.

Rimbaud è ritenuto la figura più rilevante ma soprattutto un precursore a tutto quello che verrà poi, dai suoi spunti i poeti successivi riprenderanno le loro ricerche, l’attenzione è rivolta alla singola lettera (il colore delle vocali; la forma e il movimento).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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