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Lingua e letteratura italiana 05.10.17

‘800: ‘il secolo della società di massa’

Ha come presupposto una serie di innovazioni tecnologiche che fanno aumentare la popolazione. Si creano le metropoli e si svuotano le campagne → marxismo sulle disuguaglianze nelle grandi fabbriche.

Perdita dell’importanza delle culture locali, la quale è a vantaggio di una unità nazionale. Preludio della globalizzazione.

→ La società di massa avrà a disposizione mezzi di comunicazione come: quotidiani (dal ’700), telefono, cinema, radio e dal secondo ‘900 anche la televisione.

Il ‘900 si apre con una serie di eventi che lo connotano come un secolo di crisi e di fatture.

‘Il tramonto nell’occidente’ designa il senso di una fine imminente o già avvenuta, questa fine è l’assetto politico che ha caratterizzato tutti i secoli precedenti.

Dopo la Prima Guerra Mondiale si verificarono una serie di eventi come la rivoluzione bolscevica, la quale mette fine a un sistema secolare come quello dello Zar, il crollo della borsa di Wall Street con la grande depressione (prima crisi economica).

Tra le 2 guerre mondiali assistiamo al tramonto delle 2 democrazie liberali; nel 22 sale al potere il fascismo in Italia e nel 33 il nazismo in Germania e poi la guerra civile in Spagna.

Avviene poi una progressiva perdita di importanza dell’Unione Europea a vantaggio degli Stati Uniti d’America, i quali avranno un ruolo rilevante nella Seconda Guerra Mondiale.

Altro evento che segna la frattura è la Seconda Guerra Mondiale e anche il fatto che in questi 50 anni ci sia il crollo di 2 imperi.

Dopo la liberazione sembra esserci un boom economico, ma in realtà si pongono subito nuove tensioni come la guerra fredda tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America.

All’interno di questa guerra ci furono fatti come la corsa al nucleare, la quale mise a rischio l’esistenza dell’umanità stessa e la rincorsa alla conquista dello spazio. Gli intellettuali ebbero un ruolo importante durante questi eventi.

A questo quadro va aggiunta anche la questione ecologica.

Viene messa in crisi la tradizionale via di sviluppo e di progresso, un evento che può unire la questione nucleare ed ecologica è quello dell’Ucraina.

L’avvento della società dei consumi (sistema economico dove vengono soddisfatti su alta scala i bisogni secondari), pone altri interrogativi agli intellettuali. Si inizia a riflettere sulla massificazione e sull’omologazione, i quali frenano l’entusiasmo verso il periodo della liberazione.

Citazioni

→ ‘La folla solitaria’ di David Riesman: il nuovo tipo umano, il quale viene definito l’individuo eterodiretto (diretto dall’esterno; dai mezzi di comunicazione e dall’emulazione verso i propri simili).

‘L’uomo ha una dimensione’ di Herbert Marcuse del 1964, fa una critica radicale alla società dei consumi, denuncia la così detta tolleranza repressiva, la società dei consumi ha indotto dei falsi bisogni, l’individuo è convinto che il soddisfacimento di questi bisogni sia un simbolo di libertà, secondo lui il sistema sociale è un sistema autoritario.

Riflessione sui media; i nuovi media hanno imposto una nuova organizzazione del pensiero, prima sequenziale e logico-causale, ora simultaneo ed emotivo.

Marcovaldo/le stagioni: Calvino, con In città, vuole dimostrare come si siano modificate le città nel 2^ dopoguerra, cambia anche il paesaggio.

Pasolini, con un tono perentorio e quasi apocalittico, parla di mutazione neoborghese, antropologica. La creazione di un nuovo tipo di individuo. Il conflitto di classe viene diminuito nel secondo dopoguerra. Prima l’operaio protestava contro il padrone, ora l’operaio vuole essere il padrone, non riuscendoci a causa del reddito diverso.

Denuncia anche la sparizione delle culture particolari (dialetti), a vantaggio delle città. Il provincialismo scompare a vantaggio di una cultura uniforme.

Secondo Pasolini il totalitarismo della società dei consumi è molto peggio di quello fascista.

Riflette sull’effetto che questa società ha sui corpi, con un’omologazione che arriva fino ai vestiti.

Tramonto della civiltà contadina, la quale aveva caratterizzato quasi tutta l’Italia. Poi dopo il 2^ dopoguerra, anche grazie agli aiuti del piano Marshall, l’Italia diventa un paese industrializzato.

La questione meridionale

Già dopo l’unificazione nel 1861, si può notare come l’Italia non sia uniforme ma ci sia una netta differenza tra Nord e Sud.

‘Brigantaggio’: termine che cerca di infamare qualsiasi forma di resistenza verso il regno e le truppe sabaude, quindi verso il governo centrale.

Serie di migrazioni da Sud a Nord, le quali sono il preludio di quelle che avvengono tutt’ora tra Sud e Nord del mondo. (Da zone povere più ricche).

Decolonizzazione; richiesta da parte dei paesi che erano stati colonizzati dai paesi europei della propria indipendenza (Libia, Marocco, Tunisia e India nei confronti della GB).

Con la liberazione vengono resi noti gli orrori dei campi di sterminio, si affermeranno idee radicali come quella di Adorno il quale dice che dopo questi eventi non è più possibile fare poesia, fallimento della cultura, la quale non è stata capace di arginare il regime fascista in quanto molti intellettuali collaborarono con il regime sia creando armi di distruzione di massa sia con le proprie idee.

‘Banalità del male Anna Arendt’; si reca a Gerusalemme per assistere al processo di uno dei generali nazisti. Assistendo al processo realizzerà come a compiere il male non fossero dei criminali impazziti, ma persone con l’aspetto da impiegato i quali si difendevano dicendo che loro stavano semplicemente svolgendo il proprio lavoro.

Questo testimonia che il nazismo è ripetibile perché è avvenuto all’interno della società e attraverso la parcellizzazione, in modo da non poter comprendere il male nella sua complementarietà. Veniva estremizzata la burocrazia.

‘Modernità e olocausto’ di Bauman → vede i risvolti utilitaristici dei campi di sterminio, ad esempio le stanze dei capelli, i quali non venivano gettati ma servivano a produrre guadagno, come molte altre cose. Quest’orrore non è da vedere come un’eccezione ma come qualcosa di ripetibile.

Giorgio Bassani; mette in luce come in Italia non ci sia stata giustizia per coloro che avevano subito dei torti.

Unione Sovietica: con la morte di Stalin, vengono diffusi gli orrori del suo regime autoritario, le certezze di molti intellettuali iniziano a vacillare. In seguito a una rivolta popolare in Ungheria, il governo sovietico entra in Ungheria e reprime violentemente questa rivolta. Calvino ‘Una pietra sopra’.

Questione culturale

Capire come gli intellettuali hanno recepito la nascita della società di massa.

‘L’albatro’ e ‘Perdita d’aureola’ di Baudelaire; mette in luce la frattura tra la società borghese e il poeta.

Nell’albatro l’autore paragona la condizione del poeta con quella dell’albatro, che appare grande e maestoso mentre vola ma che appare goffo e sgraziato appena atterra sul pontile. Anche il poeta che dovrebbe rappresentare una guida spirituale per la società non viene in realtà compreso e viene deriso. La società borghese non riconosce l’intellettuale e lo fa perché l’intellettuale non è produttivo, in quanto produce solamente la propria arte.

Gli autori sono portatori di un non-senso della storia, appartengono ad un’epoca dove l’intellettuale ha perso d’importanza.

‘Perdita d’aureola’; poemetto in prosa, con un tono paradossale e ironico.

Dialogo tra 2 personaggi che si incontrano in un bordello dove uno dei quali si configura come un poeta. Il quale si è recato nel bordello in borghese e non è quindi riconoscibile. Andando nel bordello ha perso l’aureola la quale verrà presa da qualche ‘poetastro’. L’intellettuale si ritiene parte attiva del processo di degradazione che ha contaminato la società moderna.

L’intellettuale è condannato ad avere un ruolo marginale della società del profitto.

Les poètes maudits, Poeti maledetti; si sentono votati alla rivolta contro questo ordine sociale.

Movimento della scapigliatura; sul versante narrativo e non poetico. Gruppo che mette in discussione il nuovo assetto borghese. Questo movimento mescola i temi dei poeti maledetti con il genere gotico e fantastico → molti romanzi trattano il delirio, la malattia, gli incubi.

Intellettuali si trovano divisi tra la cultura umanistica e scientifica. Prima dialogavano senza antagonismo, ora però questi 2 aspetti si ritrovano divisi.

‘Scuola del sospetto’; etichetta in cui vanno fatte rientrare quelle filosofie che minano quella borghese. La letteratura italiana accoglie queste filosofie con ad esempio Italo Svevo dicendo che Freud è più utile agli scrittori che ai malati.

Le avanguardie del ‘900; vena politica antiborghese. Futurismo, l’espressionismo, dadaismo e il surrealismo.

Surrealismo; quella che avanza la critica più feroce e satirica nei confronti della società borghese. Si esprime anche a livello cinematografico.

‘Io sono l’impero alla fine della decadenza’.

Decadentismo; Verlaine, consapevolezza di vivere in un’epoca di declino.

Estetismo: movimento sotto il quale si celano esperienze letterarie diverse, le quali hanno in comune l’idea che l’arte debba fuggire da un impegno morale, non deve pretendere di rappresentare il reale. Rompe con il movimento parallelo del verismo e naturalismo. Visione estetica della vita e dell’arte (Oscar Wilde). ‘L’artista è il creatore delle cose belle’, tutta l’arte è completamente ‘inutile’. Sganciata dalla logica del profitto e utile economico e morale.

D’Annunzio: nei suoi romanzi proclama il disprezzo per le masse da parte dell’intellettuale. Si appropria delle idee del superuomo in una forma semplificata, il quale disprezza la morale.

Nella realtà è un uomo attento alla vita editoriale per incrementare le vendite. Poeta vate.

→ Diventa un modello da imitare e da superare. Poeti crepuscolari, i quali si vergognano di essere poeti, in aperta polemica con D’Annunzio.

08.10.18

D’Annunzio è la 3^ punta di una triade di autori con Carducci e Pascoli, i quali riescono a collocarsi organicamente nella società. Perseguono idee diverse ma sono accomunati dalla fiducia nella persona dell’intellettuale. I 3 non hanno avvertito la crisi fra poeta e società. Questa frattura inizia ad essere avvertita dalle generazioni successive, i quali iniziano a porsi il problema su quale ruolo dovesse ricoprire l’intellettuale.

La corrente dei crepuscolari è la prima ad opporsi a D’Annunzio. Indica un gruppo di letterati, attivi tra Roma e Torino, che cercano di dare una risposta alla poetica dannunziana, andando nella direzione opposta. Se D’Annunzio si pone come poeta inimitabile con una poesia estetizzante e sublime, i crepuscolari uniscono il linguaggio comune a quello poetico. Leggendo le poesie non si avverte un distacco marcato tra prosa e poetica. Abbassamento di tono rispetto a quello che proponeva D’Annunzio. I crepuscolari mettono in discussione il ruolo del poeta all’interno della società, anche con toni ironici o stucchevoli.

Gli scapigliati; hanno biografie decadenti, muoiono giovani. Lo stesso avviene per i crepuscolari.

Sergio Corazzini: figura tra i crepuscolari che fa capire meglio come stia cambiando la società moderna (2^ metà ‘800), letterato che non fa solamente il letterato ma è costretto a fare un altro mestiere per sopravvivere. Corazzini muore a 21 anni di tisi.

‘Piccolo libro inutile’; il titolo della sua raccolta torna il termine dell’inutilità, come nel ritratto di Dorian Gray. La poesia più nota è ‘Desolazione del povero poeta sentimentale’, l’inizio fa capire il senso della direzione contraria rispetto a D’Annunzio. Tono autocommiserevole, versi liberi. Inizia a venire meno la barriera fra lingua e poetica.

Guido Gozzano; muore anche lui di tisi. Anche lui proclama la vergogna di essere poeta nella ‘Signorina Felicita’ e ‘Le buone cose di pessimo gusto’ → sorta di catalogo ironico di tutti gli arredi tipici di un salotto di metà ‘800.

‘Chi sono’; Palazzeschi: si domanda “Sono forse un poeta?” E la risposta è “No, certo”. È uno statuto di cui ormai vergognarsi.

Marino Moretti: fa ‘il verso’ alla poesia di D’Annunzio ‘La pioggia nel pineto’. Nella poesia ‘Cesena’, esordisce con ‘Piove, è mercoledì, sono a Cesena…’

I crepuscolari sono in un certo senso gli apripista di tutte le altre voci dopo D’Annunzio.

Montale; non c’è una vera vergogna per essere poeta e non c’è un tono autocommiserevole. Ma è presente una critica verso D’Annunzio e il ruolo sociale del poeta. L’esperienza di Montale si affianca per certi anni a D’Annunzio.

‘Non chiederci la parola’: Montale si rivolge ai lettori e dice di non pretendere che la poesia possa dare loro la ricetta per vivere e possa in un certo senso costituirsi come guida per chi legge.

Secondo Montale la poesia può esprimere delle certezze e delle verità in negativo.

Rispetto ai crepuscolari non c’è una completa negazione del ruolo sociale del poeta. Il poeta deve riuscire a guardare in faccia la realtà senza cadere nell’illusione. Il valore che la poesia può esprimere è un atteggiamento di certezza al negativo.

‘La mia musa’; fa indossare alla musa i panni dello spaventacchio (panni decisamente umili: abbassamento di tono rispetto alla poesia dannunziana.) Oggi la musa può indossare soltanto dei brandelli, i quali vanno a comporre una poesia con un tono estremamente modesto.

‘I limoni’; si apre con un contrasto verso La pioggia nel pineto ‘Taci/ascoltami’. L’espressione poeta laureato, richiama Petrarca.

Il vero cambiamento avverrà nel 2^ dopoguerra. I letterati sono spesso costretti ad affiancare un secondo mestiere alla letteratura.

Calvino; vivrà solo dei propri libri, ma anche lui in una prima fase lavorerà per una casa editrice che lo colloca all’interno del mercato editoriale.

Svevo; nasce prima di Calvino, la condizione del letterato come ad es. Trieste. Lui pubblicherà i suoi primi romanzi a proprie spese, i quali non avranno nessun seguito. Sente di avere un talento per la scrittura ma non ha riscontro nei lettori. Joyce aiuterà Svevo nel lancio del 3^ romanzo, ‘La coscienza di Zeno’, il quale sarà l’unico ad avere successo.

Beppe Fenoglio; condizione sociale modesta, figlio di macellai. Proseguirà gli studi, ma senza concluderli. Esempio perfetto del cambiamento del ruolo dello scrittore.

Consapevolezza che la poesia non potrà più svelare il misero dell’universo o dare la chiave di lettura della realtà.

Resistenza contro il fascismo, inizierà ad essere condotta non solo sul piano politico ma anche sul piano culturale. Per questo si schierano contro D’Annunzio, il quale era legato al fascismo.

Neorealismo: al quale Calvino dedica una riflessione nel ‘Sentiero dei nidi di ragno’, lunga prefazione in cui lui finge di pensare a quello che lui deve scrivere nel momento in cui lo sta scrivendo. In questo testo riflette sul clima culturale da cui è nato anche il suo romanzo.

Nato sotto gli anni della resistenza, trasporta una sua esperienza autobiografica trasportandola sull’esperienza di Pin, un bambino, con un tono antiretorico.

Definisce il neorealismo non come una scuola ma un clima, un insieme di voci periferiche (non esiste più un centro letterario, come Firenze, ma anche scrittori provenienti da zone periferiche possono esprimersi: questo porta alla scoperta di Italie prima sconosciute).

Nasce il vero e proprio romanzo italiano. Viene sentito come il genere che può realmente raccontare le esperienze straordinarie del secolo.

Ci si pone l’interrogativo di come raccontare le esperienze vissute da loro in prima persona. Cercano strumenti per fissarli nella memoria collettiva.

Calvino dice: come trasformare in opera letteraria quel mondo che per noi era il mondo. Calvino dice che quando qualcuno è testimone di una realtà complicata, si sente responsabile di trasmettere le sue esperienze.

Scrivono dalla Storia, creando delle storie spesso inventate.

Il tempo di uccidere: sfondo della Guerra di Etiopia. Flaiano partecipò come ufficiale.

Il romanzo dà una visione antiretorica e negativa del colonialismo italiano e non può dunque uscire negli anni del fascismo. Storia che estremizza una serie di tecniche romanzesche, intreccio serrato.

Tomasi di Lampedusa con il Gattopardo è l’unico che non ha vissuto i fatti che racconta, ma li racconta perché il risorgimento è ancora una ferita aperta nel secondo 900 nel Sud. Parlerà del declino della nobiltà siciliana nel passaggio dai Borboni ai Savoia. Si sottrae agli imperativi della storiografia ufficiale.

‘Ragazzi di vita’ di Pasolini; utilizza uno sguardo simile a quello di Calvino il quale utilizza un bambino per dare alla narrazione un punto di vista non

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AGiuli98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e cultura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Trovato Sonia.
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