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,J. FONTAINE

LA LETTERATURA CRISTIANA LATINA

LA GENERAZIONE DI TERTULLIANO

Il cristianesimo diffuso inizialmente nelle comunità giudaiche ellenizzate, appare

anche in Occidente, anche qui legato inizialmente alla lingua e alla cultura greca.

Ancora nel II secolo, l’autore romano autore del Pastore di Erma scrive in un greco

infarcito di latinismi.

L’adozione del latino sarà dunque legata alla diffusione del cristianesimo in ambienti

sociali che ignorano il greco, ma anche all’estinzione del greco in Occidente che

cresce nel III sec.

LE PiU’ ANTICHE TRADUZIONI DELLA BIBBIA

E DI OPERE GRECHE

La letteratura latina cristiana comincia ad esistere come letteratura di traduzioni, per

sopperire ai bisogni delle comunità cristiane che parlavano solo il latino.

La storia di queste prime traduzioni appare oggi molto complessa, e negli studi in

questo campo inizialmente si isolava una Vetus Afra da Vetus Itala e da Vetus Latina

Vetus latina = gruppo di diverse traduzioni bibliche, fatte da vari autori in vari ambiti, dal

secondo al V secolo, sempre però dal testo greco. La loro qualità è perciò molto variabile. Si

sa che Sant'Agostino sperimentò un vero disgusto a causa della loro rozzezza.

traduzioni bibliche provenienti dall’Africa Latina

Vetus Afra= dall’Europa.

Vetus Itala=

L’espressione vetus latina va considerata come un valore collettivo, e per

convincersene basta aprire una delle edizione di “Resti della Bibbia latina antica”,

pazientemente pubblicati dall’abbazia di Beuron, qui sotto il testo di un versetto greco,

si elencano i testi latini, che però presentano molte varinti reciproche, e più si tenta di

di risalire ad unità o “monogenismo”

risalire le origini più è fallimentare ogni tentativo

di una vetus latina… “In realtà, quelli che hanno tradotto le

come disse Agostino nel De doctrina cristiana

Scritture dall’ebraico in greco possono contarsi, mente quelli che le hanno tradotte dal

sono innumerevoli.”

greco in latino

Quindi inizialmente sussitono tentativi di traduzione diversi per qualità estensione e

localizzazione geografica, poi con il consolidarsi dell’organizzazione gerarchica della

Chiesa, fenomeno del III secolo, si impostarono delle “versioni autorizzate” a delle

Veteres Latinae.

La Prima Clementis è un esempio di primissima traduzione latina cristiana che risale

alla metà del II secolo; è probabile che anche le versioni larine più antiche del Pastore

e della DIdachè siano ugualmente anteriori al III secolo. Tuttavia la Chiesa di Roma

abbandonò definitivamente l’uso del greco come lingua liturgica, solo nel corso della

seconda metà del IV secolo, ma traduzioni latine di testi sacri sono presenti già dal

170-180, come il Canone Muratoriano (nome dello scopritore che lo individuò in un

manoscritto del VIII conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano).

IL GIUDEO-CRISTIANESIMO LATINO

E LA SUA ESPRESSIONE IN AFRICA

L’uso del latino nel cristianesimo è forse avviato da comunità giudaiche nelle grandi

metropoli del Nord Africa, in quanto i giudei della diaspora in genere traducevano la

Thorah nelle lingue locali (in occidente quini in latino). Questa ipotesi non è però

dimostrabile dato che le distruzioni sistematiche degli archivi delle Chiese e delle

scritture ivi conservatevi operate dalle persecuzioni hanno disperso questi documenti.

Tuttavia ad avvalere questa ipotesi assurgono alcuni frammenti delle opere di un

primo cristianesimo africano latino di affinità giudaiche, pervenuti in alcuni opuscoli

pseudo-ciprianei.

Gli opuscoli sono così denominati per:

1) i frammenti sono inseriti nel corpus delle opere ciprianee;

2) alcuni frammenti presentano con le opere ciprianee caratteristiche comuni.

I frammenti riguardano due sermoni:

1) De monti bus Sina et Sion;

2) De centesima, sexagesima, tricesima;

qui partendo dalla parabola del buon seminatore del Vangelo secondo Matteo,

si stabilisce la ricompensa fissata da Dio rispettivamente a martiri, vergini, e ai

cristiani che rimangono illibati anche dopo il matrimonio.

I tratti arcaici di questi frammenti convergono:

1) citazioni bibliche di forma, raggruppamento o di contenuto insolito;

2) esegesi di affinità rabbinica nel procedimento o encratia nei precetti (ostilità

completa nei confonti della carne, ebrei legati a tabù alimentari dettati dal

Vecchio Testamento);

3) cristologia molto primitiva (il Verbo è definito settima luce o settimo angelo);

4) antropologia dualista e gusto per una teologia espressa in visioni.

Contro molte di queste dottrine e metodi reagisce, all’inizio del III sec. Tertulliano.

PRIMI “ATTI DEI MARTIRI”

Prima del 313, anno del suo riconoscimento legale, il cristianesimo è sopravvissuto nel

segno della minaccia, della persecuzione. Durante la crisi dell’Impero, vari imperatori

cederanno alla tentazione di trovare nella persecuzione dei cristiani il capro espiatorio,

e risentimenti del popolo, e l’ostilità da fondata divenne poi

che soddisfi sospetti

endemica.

Quindi nn c’è da sorprendersi se le più antiche opere letterarie in latino siano

martirologi:

1) Acta martyrum Scillitanorum, che raccontano il dramma delle persecuzioni,

prima riporta il dialogo tra i martiri e il proconsole Saturnino (che condanna

questi martiri e li fa uccidere nel 180, siamo in Africa), che tenta di intimidirli,

ma con una fermezza serena i due mariti danno testimonianza pubblica e

serena della loro fede; di qualche anno più tarda dell’acta,

2) Passio ss. Perpetuae et Felicitatis, di cui

ci perviene anche una versione greca, è un’opera ben più ampia e di una più

dotta elaborazione letteraria.

L’autore usa una lingua e uno stile poco corretto, ciò indica che nn è di mano

tertulliana, ma lo scopo moralistico ed edificante dell’autore è nello stesso

tempo romano e cristiano. La testimonianza comincia con il monologo di

Perpetua in carcere, seguito dalle visione del compagno della martire, Saturo; e

la passione delle due martiri nell’anfiteatro di

poi il redattore descrive

Cartagine.

Nel’opera sono presenti due grandi orientamenti della letteratura religiosa:

l’Ascesi, nel distacco dal mondo e dalle sofferenze sopportate per la fede e le

Rivelazioni private ricevute in visioni mistiche.

Gli elementi narrativi dell’opera mostrano le peculiarità della tradizione

romana:

l’umanità dei protagonisti e la loro esaltazione morale, il realismo del

massacro. Questa Passione africana è tra le migliori per la profonda

impressione religiosa che lascia.

TERTULLIANO

Quinto Settimo Fiorente Tertulliano (Cartagine 160-220)

Teologo africano, dopo ave esercitato l’avvocatura a Roma, di convertì al

cristianesimo in età adulta, nel 195, e fece ritorno in Africa. Comincia qui

l’attività di teologo e controversista, rivolgendo la sua polemica prima alla

cultura classica e alla sapienza mondana e poi contro la Chiesa cattolica.

L’APOLOGISTA

Tertulliano scrisse 31 trattati che formano il primo monumento alle lettere

il primo prosatore d’arte del cristianesimo latino.

latine cristiane, fu anche

Nel 197 scrive:

1) Ad martyros, breve esortazione;

2) Ad nationes, primo saggio e violento attacco al paganesimo, ove ritorce

contro gli dei pagani la teologia varroniana del politeismo;

l’Apologeticum,

3) il suo capolavoro, che mostare il carattere superstizioso

delle pratiche religiose pagane e vengono difese le virtù civili dei cristiani,

L’opera insite su un Dio

difendendo la fede ed illustrando il cristianesimo.

parola e ragione supreme, concetto affine col logos stoico. Tertulliano

adopera immagini emanatiste (secondo cui l’universo è un emanazione di

Dio) in consonanza col platonismo, per presentare la processione del

Verbo; inoltre sottolinea le immagini della resurrezione, e il tema della

cristiana ricorda il “senso comune” degli stoici.

testimonianza del’anima

Opera poi completata dal De testimonio animae, appendice più breve.

Il trittico Ad nationes, Apologeticum, De testimonio animae, in lingua latina apre il

dibattito tra cristianesimo e paganesimo e inaugura la trasformazione romana di un

genere letterario, quello apologetico, già illustrato in greco da Giustino, Taziano,

Atenagora.

Il genere dell’apologetica, è inteso come discorso di difesa (in senso oratorio e

giudiziario) discendendo dalle apologie antiche, e come tale per difendere il

cristianesimo da ingiuste accuse e mostrare la veridicità della fede cristiana, ricorreva

alle risorse della dialettica e della filosofia, soprattutto stoica.

Tertulliano fu apologista accanito contro i pagani, eretici e giudei, fu testimone

e censore severo della Chiesa cristiana di Cartagine. Nelle sue opere apologiste

adatta il genere alla cultura e alla sensibilità latina dei magistrati cui si rivolge.

Inoltre Tertulliano condisce di “acero italico” l’orazione ricorrendo alla satira,

al comico e all’invettiva, elementi tipici della letteratura romana (che

prediligeva ed era più brillante nelle commedie e nella retorica, che non nelle

tragedie, genere ove erano stati i greci a brillare).

l’attenzione dalle idee ai fatti con uno spirito

Tertulliano tende a spostare

realista, lo stesso che Cicerone mostrava nel De oratore, ove accordava

importanza alla storia, al diritto e ai testimonia.

UN TEOLOGO POLEMISTA

Tertulliano, combattè anche le dottrine eretiche, sentite a Cartagine in quanto porto di

fondazione semitica aperto a tutte le correnti religiose dell’Oriente.

La più temibile era l’eresia gnostica.

Tertulliano definiva i filosofi “patriarchi degli eretici”, e nei dibattiti egli fondava e

costruiva una riflessione razionale sui punti ove gli avversari interpretavano

erroneamente la Rivelazione giudeo-cristina. Così partendo dalla polemica da vita ad

una teologia.

1) De praescptione haereticorum scritto del 200, rivela come già facevano le

opere apologetiche, lo spirito giuridico ove si impostava il processo dottrinale.

Tertulliano ritiene “necessario stabilire a chi risalga la proprietà delle

Scritture”, quindi alla Chiesa che ne può definire il significato

l’interpretazione esatta. Così Tertu rigetta tutte le eresie che hanno definito il

cristianesimo come stoico, platonico, dialettico, rifiutando queste culture in

nome della verità assoluta. Ma questo rifiuto è costantemente smentito dallo

stesso metodo e stile oratorio di Terulliano, che mette al servizio della fede

cristiana la cultura filosofica.

La disputa sulla proprietà delle scritture lo porta a sbozzare una teologia della

tradizione ecclesiale che rende omaggio all’autorità della Chiesa di Roma.

2) Adversus Valentinianos, opera che usa il genere burlesco deridendo le

disavventure degli “eoni” (nei sistemi gnostici sono le varie emanazioni di Dio,

l’uno, la monade, l’aion teleos, bhytos, charis..);

3) Advertus Hermogenem, opera che mette in luce le aporie della dottrina

platonica, caratterizzata dal dualismo tra idee e realtà, nel sistema platonico la

causa del male si individuava nella materia eterna, che rendeva imperfetta il

mondo.

Sempre qui Tertulliano fa esempio di esegesi ortodossa sul primo capitolo

della Genesi (poi definita letteratura esamerale, cioè commenti esegetici

sull’opera dei 6 giorni della creazione);

4) Advertus Praxean, tardo trattato ove Tertulliano pone le basi della teologia

L’opera è rivolta contro il patrissiano Prassea

trinitaria in Occidente.

1

(modalismo ) e Tertulliano espone la propria dottrina trinitaria, per definire le

1 Modalismo= eresia dei primi secoli cristiani II e III, che afferma che la distinzione delle persone della

trinità è transitoria, e che le persone di cui è composta sono dei “modi” di essere di unico Dio. Si tratta

di una forma di “monarchismo” (cioè unità di principio). Tertulliano polemizzava contro quei

movimenti teologici che enfatizzavano l’unità divina a rischio di sminuire la funzione autonoma del

Figlio. Esponenti del modalismo furono Noeto, Sabellio e Prassea, q quest’ultimo Tertulliano rinfacciò

relazioni esistenti fra Padre Figlio e Spirito Santo adotta i concetti di trinità e di

persona, usando anche la formula “una sostanza e tre persone”.

5) Adversus Marcionem, opera in 5 libri (207-212) antignostica. Marcione era un

ricco armatore del Ponto, scomunicato dalla Chiesa di Roma nel 144 e la cui

eresia era ancora fiorente a Cartagine all’inizio del II secolo. L’opera si

configura come una summa teologica ove Tertulliano usa i temi della bontà del

l’identità di Cristo con il Messia annunciato dall’Antico

creatore del mondo,

Testamento e la continuità tra i 2 testamenti.

Contro Marcione Tertulliano devi dimostrare l’unicità di Dio, e ridefinire i

rapporti tra le persone della trinità al fine di ristabilire la validità del canone

tradizionale del Nuovo testamento. L’opera è il più potente sforzo teologico di

Tertulliano e nell’insieme egli giunge a creare un metodo Teologico.

IL DIBATTITO CON LA FILOSOFIA

trattato ove esplica una riflessione filosofica e teologica sull’uomo.

1) De anima,

Il trattato usa la forma tipologica della trazione platonica, cioè si divide in 4

Nell’opera Tertulliano tenta di individuare una propria posizione

sezioni.

autonoma, sottolineando però i punti di incontro tra i filosofi ed il

cristianesimo, come ad esempio Seneca, moralista. L’avversario maggiore di

Tertulliano è Platone che definisce “fornitore degli eretici”, ma attacca anche i

sofisti professionisti della “curiosità” e responsabili dell’introduzione della

dialettica.

Tertulliano confuta i filosofi mettendoli in contraddizione e getta un anatema

sulla dialettica che è incerta perché ricerca umana, contrapponendola

all’autorità della Scrittura. Nonostante la condanna aperta della dialettica,

Tertulliano se ne serve per argomentare.

Tertulliano contrappone la sacra scrittura alla ricerca razionale, in un modo

che appare oscurantista, ma che per l’epoca appare comprensibile, in quanto la

formula di Tertulliano “credo

rivelazione religiosa aveva grande prestigio. La

indica come all’epoca il dogma andava sostenuto con tanta

quia absurdum”,

più convinzione quanto più era incomprensibile alla ragione, e tale formula

poggia su un modulo di ragionamento che risale ad Aristotele.

Tertulliano tenta di rinnovare il pensiero filosofico con una sorta di ritorno ai

dati dell’esperienza:

-analizza la nozione di testimonianza;

attenzione su esperienze umane privilegiate, quali il sogno, l’estasi e

-pone

l’esperienza amorosa.

Questa fenomenologia delle più strane esperienza psichiche è un tentativo di

ritorno al reale come reazione all’idealismo platonico.

IL TESTIMONE DELLA VITA DI CARTAGINE

aver crocifisso il padre: tale è infatti la conseguenza logica del modalismo, donde anche l’appellativo

di

di patrissiani ai suoi rappresentanti.

La parte pastorale dell’opera di Tertulliano è importante come quella del teologo e

dell’apologista.

Scrisse alcuni opuscoli sui sacramenti dai quali possiamo evincere la vita liturgica

della Chiesa di Cartagine:

-De baptismo;

-De penitentia;

-De oratione, trattato che offre un primo esempio occidentale di meditazione personale

sul Pater Noster. Tertulliano incoraggia i membri della comunità a relazionarsi

personalmente con Dio; qui difende l’esercizio rigoroso del digiuno contro il

-De ieiunio ad versus psichico,

lassismo dei cattolici;

- 4 trattati sul tema della preparazione spirituale al martirio. 2

Intorno al 207 Tertulliano si avvicinò al rigorismo dei Montanisti , entrando in

polemica contro la chiesa cattolica e volgendo sempre più verso una posizione

estremista. Negli scritti questa sua adesione si rivela nella sempre maggiore esigenza

nei confronti dei martiri, ai quali giungerà a rifiutare il diritto di rifugiarsi altrove

espresso nel De fuga in persecutione del 213, opera che segna una rigorosa adesione al

montanismo.

Tertulliano mostra una visione militante e tragica della vita cristiana, e lo stesso

vocabolario che usa è carico di risonanze romane. militari e antiche…ad esempio

l’espressione è intesa da Tertulliano sia nell’accezione greca (cioè senso

sacramentum

di un nascosto disegno do Dio sull’uomo)

romana

che nell’accezione (cioè che deriva dal pensiero romano e che intende il

sacramentum come un impegno solenne contratto dal fedele al momento del battesimo

e che paragona il fedele a soldato di Dio).

Questo alto senso della fede e la passione di Tertulliano lo spingono verso il rigorismo

dell’eresia montanista.

Tertulliano, sulle orme di San Palo, tentò di definire un’etica cristiana con una serie di

trattati che si orientano nella successione cronologica verso un moralismo sempre più

rigoroso e disumano.

Sono 3 serie di trattati:

1) Sui compromessi con le liturgie idolatriche;

2) sulla condotta delle donne;

3) sul matrimonio e sulle seconde nozze:

I trattati del primo periodo (198-206) sono:

1) De spectaculis ove è ostile agli spettacoli teatrali;

2 Montanismo= movimento ereticale cristiano sorto per iniziativa del prete Montano in Asia Minore

nella seconda metà del II secolo. Il movimento si diffuse presto in occidente ed aderì

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/06 Letteratura cristiana antica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cristiana antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Pollastri Alessandra.
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