Endecasillabi e innovazione di Dante
I versi in endecasillabi, rimati in terzine a rima incatenata ABABCBCDC, sono un'invenzione di Dante, poiché nessuno prima aveva usato una rima del genere. Questo tipo di rime suggerisce già come proseguirà il testo, creando curiosità e una sfida continua. La lingua di Dante e la nostra sono simili, mentre l’inglese e il tedesco sono cambiati molto. Ad ogni modo, la distanza linguistica da Dante ad oggi esiste. Dante, Petrarca e Boccaccio sono alla base del recupero dell’italiano (Petrarca: lirica, Boccaccio: prosa).
1 Canto Inferno
Dante ci dà informazioni sulla situazione storica. Personaggi che per noi sono mitologici, per Dante erano storici (es. Ulisse). La scrittura letteraria e storica sono vicine; quindi, Virgilio per Dante era uno storico fondatore dell’impero romano. La Terra era considerata il centro dell'universo, circondata da sfere. Per Dante, Paradiso, Inferno e Purgatorio erano una realtà. Dante analizza l’aldilà cristiano, cosa che non aveva mai fatto nessuno prima. La Bibbia era più vaga perché i cristiani non avevano un'idea chiara dell'aldilà. Il Paradiso era visto come un giardino edenico, un luogo paradisiaco nella cultura araba. Per i cristiani, il modo per raggiungere il Paradiso non era chiaro.
Il "Libro della Scala" è un testo che si sostiene che Dante potesse conoscere, il quale presentava visioni di Maometto (cultura araba) e descrizioni sistematiche di Paradiso, Inferno e Purgatorio. Il mondo arabo aveva visioni particolari dell'aldilà (Purgatorio: nel mondo australe). Ci sono due anticipatori: Enea (analogie) e San Paolo (2 Epistola ai Corinzi, dove dice di essere portato fino al terzo cielo, la sfera più alta dell'aldilà).
Non si tratta solo di vedere cosa c’è nell’aldilà, ma di andarci in carne ed ossa. Il lettore non può distanziarsi troppo; il lettore deve essere in grado di capire che questo testo è in grado di insegnare. Dante in cuor suo sa che è tutto invenzione, ma crede che sia un'invenzione voluta da Dio e che quindi sia un testo ispirato e religioso.
Canto 1 Inferno
Nel primo canto, Dante fa prevalere l’allegoria rispetto alla realisticità. L'annominatio è un vocabolo latino che si basa sul gioco di parole sull’etimologia (selva-selvaggia). Selva e selvaggia possono indicare anche il suo carattere. "Essere immersi nel sonno" significa andare verso l’errore abbandonando la verace via. Colle rappresenta la salvezza e la via d’uscita.
Il colle ha le spalle, uso metaforico che implica un'analogia. "Il pianeta che mena dritto altrui per ogni calle" si riferisce al Sole (ritenuto un pianeta perché brillasse e avesse luminosità propria: un fatto culturale basato sul metodo del tempo aristotelico tolemaico). Al verso 21, "pieta" senza accento indicava l’angoscia dell’anima (fisicità turbata).
Al verso 24 c’è concreticità, come se veramente fosse riemerso dal mare. Esempio di rima incatenata: vv22 e /co/me /quei/ che/ con/ le/na af/fa/nna/ta. "Na af" è una sinalefe.
Divina Commedia e distanze storiche
Ci sono molte metafore, come "le spalle del collo", e metafore concettuali che non sappiamo sostituire, ad esempio "la vita è un cammino". Si cerca di giustificare un'analogia fra "io" e "leone" – un processo a grado zero – intuizione/analogie non giustificate utili per creare sempre nuove immagini. Il bleeding è la fusione di elementi presi da diversi domini semantici di partenza.
L'allegoria offre la possibilità di interpretare in modo più ampio quello che leggiamo, come la "selva oscura" che distrugge Dante. Le tre fiere rappresentano allegorie di peccati. La lupa agisce contro Dante e l'umanità. Un altro esempio di allegoria moderna è "La metamorfosi" di Kafka.
Noi moderni abbiamo più difficoltà a comprendere rispetto ai lettori medievali, come la selva oscura-peccato (A-B). Dante non faceva così e forniva nuove chiavi interpretative, uscendo dai limiti.
Canto 1
Ci sono Dante personaggio e Dante autore. La lonza è un animale simile al ghepardo maculato, elegante, che si lega ai peccati di lussuria e volontà di piacere, prima oppositrice allegorica del cammino. L'annominatio, in questo caso più precisamente paronomasia, accosta parole di suono simile ma significato diverso per creare uno spiazzamento (traduttore, traditore).
Al verso 37, è il 25 marzo 1300. Al verso 45, "la vista che m’apparve di un leone" significa che appare ciò che si vede di un leone. Il leone rappresenta i peccati di superbia, con testa alta (atteggiamento superbo) e è un peccato più pesante rispetto alla lonza. In questi versi, Dante è ancora abbastanza contratto, con elevato linguaggio.
La lupa è magra e aggressiva per la fame: cupidigia, brama di possedere qualcosa, l’avversario più terribile di tutti. Metonimia/sineddoche sono basate su vicinanza/contiguità di tipo materiale o logico (es. "altezza" invece di "posto più alto", "astratto" invece di "concreto").
Si estesi a: fusione di sensi diversi. Basso loco: bassura: negatività. All’inizio c’è figura evanescente/fioca e poi più chiara: Virgilio. "Miserere" si dice in chiesa. Parenti è usato per genitori (che sono dell’Italia settentrionale dove erano stati i longobardi).
Virgilio e allegoria
Virgilio non conobbe il Cristianesimo e quindi la salvezza e si trova nel Limbo. Virgilio è un'allegoria della ragione ma non solo. È un personaggio storico a tutto tondo che informa su fatti storici. La domanda di Dante è di conferma del ruolo di Virgilio nei suoi confronti, essendo un po’ vergognoso di fronte a un poeta come Virgilio. Dante si confronta solo con Virgilio.
Come si capisce se è un verso in italiano: Conteggio metrico: A/ te/ con/vien/ te/ne/re al/tro viag/gio. Sinalefe: "re al". Dieresi: "via/g/gio" divide in due sillabe quello che in una parola normale è una sillaba (dittongo). Verso endecasillabo può essere:
- Verso ancipite: 6/10 — a maiore
- Verso sinalefe: 4/7/8/10 — a minore
Dante e la costruzione dell'aldilà
Dante (1265) inventa la zona del Limbo e propone un aldilà Cristiano completo. Dante è autore di poesia lirica; "Vita Nova" (1292-93) è un prosimetro: combinazione di testi in prosa (attraverso i quali trasmette continuità) e in versi. Dante era amico di Guido Cavalcanti che lo ispirò per scrivere la "Vita Nova".
Guelfi bianchi (Dante) perdono vs neri vincono, portando all'esilio di Dante. "Convivio" (volgare, incompleto, 1304/06, tenta di coinvolgere tutto il popolo), "De vulgari eloquentia" (latino, incompleto, 1304/06, analizza i dialetti di tutte le zone d’Italia). Dante si interroga sulle forme e lo stile da avere per ottenere forme elevatissime. Nel 1307 ricomincia a scrivere.
La "Divina Commedia" è sicuramente un testo narrativo dalla struttura più semplice attribuibile a quell’epoca. Ha una valenza di costruzione, un Io autobiografico che si distingue dal Dante autore. Virgilio riprende molte caratteristiche della tradizione precedente ma è un tipico personaggio dantesco. Questo doveva essere un poema sacro (es. non sono tenuta a credere a un testo fantasy).
Valenza politica di Dante
Dal verso 91 (canto 1), la belva sarà uccisa dal cane da caccia. Al verso 101, "peltro" è un metallo (metonimia/sineddoche). Enjambement: veltro, verrà. Veltro, peltro, feltro rima in -eltro è già una sfida. "Feltro" è una stoffa umile, volontà di non avere possesso.
Al verso 105, personaggi dell'Eneide sono nominati come eroi. Veltro ha caratteristiche allegoriche, potrebbe essere Cristo o Cangrande della Scala. Anfibologia: la frase può assumere un secondo valore (es. Feltro e Feltro: località nord Italia, Feltre: località del Veneto). È nei paesi del nord dove si era rifugiato durante l’esilio e dove poteva nascere un personaggio che avrebbe potuto salvare l’Italia. Con "Feltro", Dante pensa a un condottiero fedele che stava conoscendo nel 1907 nel nord Italia.
La tradizione classica e Dante
Virgilio discende all’Averno (Inferno) come nell’Eneide. Erich Auerbach ha scritto molti saggi sulla figura. Auerbach, Erich era un critico e filologo tedesco (Berlino 1892 - Wallingford, Connecticut, 1957), professore di romanistica all'università di Marburgo, ove fu successore di Leo Spitzer. Costretto ad abbandonare la Germania, insegnò presso l'università di Istanbul dal 1936 al 1947, da dove si recò negli Stati Uniti, dove dal 1950 prestò la sua opera presso l'università di Yale.
Al verso 112, nel 20 canto dell’Inferno al verso 3, "canzone" anziché "cantica". "Cantica" si riferisce all’ambito liturgico anche se Dante lo usa in modo innocuo. Dante usa "canzone" perché vuole intendere un insieme di parti (es. "Chanson de Roland").
Temi comici e sacri nella Divina Commedia
Canti totali: 1+33. Purgatorio: emisfero australe agli antipodi. Metafora → analogia. Metonimia → contiguità. Es.: "e io/ a/lui/ po/e/ta /io/ti/ri/ché/ggio". Sinalefe: due vocali contigue. 4 sillaba: "poe" (a minore), 6 sillaba: "ta" (a Maiore).
"E io": dialefe. "oe": sineresi: due vocali dovrebbero essere separate e invece sono considerate una sola. Ancipite: deve essere possibile sia la scansione a minore che a maggiore. A maiore: MO.
Gianfranco Contini → "Fiore" ; [protagonista: Durante (=Dante)]/ Detto d’Amore. 3 canzoni: "Convivio". 4 trattati: volgari. 2 libri: "De vulgari eloquentia" (latino: volgare illustre).
"Convivio": incompiuto. 1306/07: ripresa della scrittura del poema. Dante e i Malaspina in Lunigiana. Boccaccio → "Trattatello in laude di Dante". Dino Frescobaldi (inizio 1300) fa riferimento in un componimento ad alcuni canti dell’Inferno (fino al 7) e ne parla con Gino da Pistoia (amico di Dante in esilio). Ipotesi: alcuni canti scritti prima dell’esilio e poi rielaborati e se così fosse Dante avrebbe scritto l’Inferno con molti intenti politici.
Dante incontra molti personaggi fra cui Ciacco (personaggio fiorentino), Farinata degli Uberti (ghibellino), Pier delle Vigne (canto 13, fedele all’imperatore) = tutti hanno fondamento politico. Canto 6 Purgatorio: si parla della situazione politica attuale del tempo; nello stesso periodo scrive il "De Monarchia" (trattato). Inizio poema: 1301-1307. Inferno: 1307/08. Purgatorio: 1309-1312 → 515 DUX (D 500, U 5, x 10). Paradiso: 1313-1321. Canto 33 Purgatorio = profezia = DUX che due personaggi allegorici ma verificati il re di Francia (Filippo il bello) e il papa (Clemente 5) saranno ambientati da un 50010e5 (nemici del suo imperatore).
Dante profetizza vittoria prima della morte dell’imperatore Enrico 7 che muore, ma Dante scrive la profezia prima di descrivere la sua morte. Inferno canto 19 si profetizza la morte del papa (Clemente 5). Inferno e Purgatorio hanno valenza politica e Dante pensa di poter tenere testa al papa e sostenere l’imperatore. "Commedia": lettera a Cangrande dove spiega il perché. "Commedia" nel 500 da solo sembrava un titolo un po’ strano. "Divina": anche Boccaccio ritiene strano questo titolo ("Commedia"). Fa riferimento a 2 canti dell’Inferno: Canto 16 vv128 e inizio Canto 21.
"Comedia": opera scritta in stile comico perché viene dal basso Inferno ma non tutta l’opera sarà comica, solo una parte. In due passi del Paradiso 23 e 25, usa l’espressione "poema sacro" per descrivere la Divina Commedia in intero. "Poema sacro": espressione che ha riferimenti classici, stile sempre più alto (da Inferno a Paradiso). Il comico non va bene per parlare di Dio e quindi "Commedia" non è un titolo complessivo, mentre "poema sacro" lo indica meglio.
Giustificazioni del 900 sulla Commedia
Due grandi giustificazioni del 900-Auerbach: comico = Sermo Humilis dei vangeli. Dante scrive in volgare ma scrive in quello che potrebbe essere il linguaggio umile se rapportato ai vangeli (linguaggio basso ma parlano di cose elevate = Cristo). Dante direbbe che il suo comico è il Sermo Humilis dei vangeli. MA ci sono punti dove Dante volgarizza i vangeli e quindi non combacia con il Sermo Humilis.
Joyce: il comico può parlare di temi elevati. Joyce si abbassa alla vita di Dublino.
Canto 26
Apostrofe, ironia, litote: sarcasmo → Dante politico intrecciato con la profezia. Hybris: andare oltre le cose che si possono fare come Ulisse.
Vv.1-12 incipit. Vv.13 in poi: iniziò racconto. Vv.19 Dante autore aiuta a capire cosa per succedere. Vv.25-30 similitudine: condizione del villano e della mosca. Curiositas: la volontà di conoscere sempre e comunque e di andare a indagare (Ulisse). #Studiositas: volontà di indagare con dei limiti e con la consapevolezza che non si può andare oltre un certo livello (caratteristica del Cristiano).
Canto 33
Purgatorio: Si forma nel momento in cui si capisce che non ci sono solo i dannati (Lucifero). Posto in maniera simmetrica. Dante si immagina un universo ultraterreno in funzione della sua perfezione. Qui Dante deve fare uno sforzo maggiore di invenzione poetica rispetto all’Inferno.
Canto 1
Il proemio si può dividere in:
- Propositio → argomento
- Invocatio → richiesta a muse, ecc.
Vv.1,2 anastrofe. Paesaggio autentico: topos (campo metaforico): immagine/luogo ricorrente. Vv. 7 Poesì viene da Poesis (in greco: ogni cosa che si fa) → la poesia infatti è qualcosa che si deve fare. Enallage: figura retorica per cui si attribuisce a un aggettivo qualcos’altro. Lui dovrebbe dire che "la poesia tratta della narrazione" e invece dice che "la poesia è morta". Dante chiede l’aiuto delle muse (vuole essere nel giusto).
Vv. 13 inizio descrizione spazio-tempo. Bachtin → Ronototo. Costellazione dei Pesci: stagione che precede quella primaverile. Lui è nell’emisfero antartico. 4 stelle: 4 virtù cardinali uno può seguirle ma deve metterci del suo e grazie ad esse può raggiungere la felicità terrena raggiungibile scalando il colle del 1 canto dell’Inferno e successivamente quello del Purgatorio.
Vv. 31 veglio: vecchio degno di rispetto. Barba e capelli lunghi: saggezza. Vv. 40 il vecchio parla incazzato perché non capisce cosa ci facciano lì. Virgilio risponde cautamente giustificando il motivo del loro arrivo. Vv.94 fare rito di purificazione per passare al Paradiso: cingere qualcuno con un giunco. Vv.133 si rifà a inferno 26. Il giunco strappato, ricresce subito: gli orrori dell’inferno sono passati definitivamente. Es. scansione ultimi versi.
Paradiso
(33 inf. + 6 purg.)
Canto 1
Dante sottolinea l’importanza della nuova cantica. Periodo del 1314-15, il purgatorio è finito nel 1313, in questo periodo ha soggiornato in Lunigiana e si avvicina poi a Cangrande della scala (probabilmente il veltro), vicario dell’imperatore, e soggiornò nella sua corte a Verona per vari anni. Nel 1318-19 si trasferisce a Ravenna (ultima sua dimora) dove viene protetto da Guido Novello da Polenta. Egloghe (bucoliche) in latino scambiate con Giovanni del Virgilio nel 1319-21, quest’ultimo scrive a Dante che avrebbe dovuto scrivere in latino anziché in volgare ed egli gli risponde in latino. Fanno quindi un’opera che riprende le bucoliche virgiliane e dice a Guido che vuole l’incoronazione poetica dalla sua opera: quando sarà noto → il Paradiso, vorrà l’alloro poetico da quello (nel 19-20 non lo aveva ancora terminato) dice che la sua opera è un poema sacro. Vorrebbe l’incoronazione poetica nel battistero di S. Giovanni, luogo dove era stato battezzato (nel canto 25). Nell’ultima egloga che Dante manda a Guido dice che stava per divulgare il Paradiso, ma morirà poi dopo un mese. → Gloria domini = beità di Dio, ciò che è Dio nella sua essenza concetto che gli arriva dalla religione ebraica (la luce della gloria è ciò che si "vede" solo nell’empireo). La potenza di Dio arriva fino all’inferno anche se in gradazione diversa, la capacità di raccogliere la luce di Dio si azzera nell’inferno, dall’empireo diminuisce sempre di più man mano che si scende.
Nell’epistole a Cangrande Dante non riesce a spiegare questo punto del Paradiso, quindi, probabilmente, non è stato lui a scriverla. L’ultimo stadio della visione di Dio è andare oltre la visione della mente e quindi la memoria (ciò che l’intelletto comprende) si ferma. vv. 13 si riferisce ad Apollo e compare l’alloro poetico (riferimento a Dafne, che quando viene catturata da Apollo si trasforma in alloro, pianta usata per incoronare i poeti). L’argomento viene introdotto perché nel 1315 si ricomincia a dare l’alloro poetico, consegnato per primo ad Albertino Bussato, che aveva scritto in latino, e Dante lo voleva per il volgare. vv. 19 Dante chiede una forza poetica come quella di Apollo quando scuoia il suo rivale. → vv.23 Beato regno = alloro vuole essere degno dell’alloro poetico. Dante si pone il problema su come uscire dalla condizione terrestre, inizia il passaggio alle sfere ultraterrene fino a Saturno ed all’empireo (un cielo non cielo). vv. 37 perifrasi → Dante e Beatrice devono passare dal Purgatorio alla condizione ultraterrena. Beatrice guarda il sorgere del sole assorbendo la sua forza e Dante la sostiene guardando il sole.
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