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PRINCIPI COSTITUZIONALI RIVOLTI AL TURISMO

> Turismo nella Cost. vigente non è citato in modo sostanziale.

> gli stati delle regioni speciali ci fanno capire a quelli aspetti del turismo si da la precedenza

- Sardegna e Friuli: turismo collegato l’industria alberghiera => turismo= attività economica

- Trentino: turismo legato all’industria alberghiera e alle attività di natura sportiva

- province di Trento e Bolzano hanno il potere di fare le leggi su turismo e industria

alberghiera e su professioni turistiche anche quelle legate allo sport

- Sicilia da meno spazio al tema dell’industria alberghiera per concentrarsi su paesaggio e

conservazione antichità e opere artistiche => turismo come tutela paesaggio

- Valle d’Aosta > tutela paesaggio

> turismo coinvolge una seria ampia di interessi e diritti fondamentali costituzionali:

COS’È IL TURISMO?

un’attività economica

è espressione della libertà di impresa > Art. 41 Cost.: «L’iniziativa economica privata è libera».

Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla

sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Turismo come attività di impresa. Turismo come

rapporto contrattuale tra impresa e consumatore. Dà luogo a un rapporto contrattuale tra

consumatore e impresa turistica + tutela del consumatore che ha diritto a essere informato,

risarcito nel caso di inadempimento del contratto di un’impresa turistica. La tutela del

consumatore è un valore fondamentale della costituzione e diritto europeo (trattato di Lisbona:

necessità che gli stati membri dell’UE assicurino un livello elevato di tutela del consumatore)

> per l’imprenditore e per gli scopi di sviluppo economico del paese emerge la centralità

della libertà d’impresa

É legato alla tutela del paesaggio (art 9) e valorizzazione dei beni culturali e ambientali, tali

beni sono le mete turistiche classiche.

> per le mete turistiche emerge l’interesse pubblico alla conservazione e valorizzazione

beni culturali e ambientali

Libertà di circolazione dei turisti > Art. 16 Cost.: «Ogni cittadino può circolare e soggiornare

liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in

via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinate da

ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi,

salvo gli obblighi di legge». Turismo come espressione della libertà di circolazione = turismo

legato al viaggio.

> per il turista emerge la libertà di circolazione (art 16), protezione del rapporto contrattuale

(tutela giuridica del consumatore da parte delle imprese turistiche in riferimento al rapporto

contrattuale)

> bisogna bilanciare i diritti in conflitto: come tutela paesaggio (art 9) e libertà di iniziativa

economica privata (art 41)

=> diritto regola i conflitti fra diritti che non concordano => per stabilire chi prevale bisogna vedere i

casi pratici su cui intervenuta la Corte Costituzionale > stabilire come deve operare il

bilanciamento tra libertà di impresa e tutela dei beni culturali e del paesaggio (sentenze n.

388/1992, 96/2012, 171/2012, 88/2007) = la libertà di impresa deve piegarsi al valore

costituzionale del paesaggio.

Nei Paesi di elevata industrializzazione il patrimonio naturale e paesaggistico è aggredito da tre

fattori: 1) processi di urbanizzazione;

2) abbandono delle attività primarie;

3) fenomeno del turismo di massa.

1) Sentenza 1992: tutela paesaggio e libertà d’impresa

> Corte Costituzionale sentenza n 388 del 1992: divieto di insediamento di determinate

attività commerciali (Mc Donald’s a Roma) perché ritenute incompatibili con i caratteri

tradizionali di una zona = tutela delle tradizioni locali.

> Impresa ha citato in giudizio il comune di Roma che non diede la licenza ad aprire perché

vi era questa legge di difendere il centro storico.

Legge dello Stato viola la libertà di iniziativa economica privata (art 41 Cost.)?

=>

La legge statale ha il compito di tutelare le tradizioni locali e l’idea di centro storico

“ tentativo del legislatore di assicurare la tutela delle tradizioni locali e delle aree di particolare interesse site

nei territori comunali, caratterizzati da un nucleo edilizio e abitativo riconducibile al concetto di centro storico

il quale rappresenta l’immagine della città ed esprime anche l’essenziale della nostra storia civile e artistica e

della cultura”

> porre un freno al degrado dei centri storici => impedendo la proliferazione di attività

commerciali che sostituiscono quelli storici => danno all’idea di proteggere aree di lunga

tradizione

> la libertà d’impresa non deve violare l’utilità sociale= tutela di aree tradizionali dei territori

comunali:

1) tutela aree tradizionali/culturale/ambientale =>

2) turismo di massa per queste attività commerciale

prevale la 1).

La Corte cost. afferma che la legge in questione non viola la Costituzione perché vi sono i

fini di utilità sociale da realizzare e cioè la tutela di aree di particolare interesse dei territori

comunali per lo sviluppo ordinato della società civile, la tutela delle tradizioni locali,

l'incremento culturale ai sensi dell'art. 9 della Costituzione.

Gli interessi che si tutelano trovano fondamento nell'art. 9 della Costituzione che

impegnano la Repubblica ad assicurare, tra l'altro, la tutela del patrimonio culturale

nazionale e dell'ambiente, ad assecondare la formazione culturale dei cittadini e ad

arricchire quella esistente, a realizzare il progresso spirituale e ad acuire la sensibilità dei

cittadini come persone (sent. n. 118 del 1990).

> Non viene violata la costituzione: non si viola l’art 41, primo e secondo comma. Esso pur

affermando la libertà di iniziativa economica privata, consente l’apposizione di limiti al suo

esercizio subordinandola a una duplice condizione; richiedendo, cioè, sotto l’aspetto

sostanziale, che essi corrispondono alla utilità sociale e, sotto quello formale, che si effettui

la disciplina ad opera della legge. Anche la libertà di commercio soggiace ai limiti connessi

all’utilità sociale così come alle sue esigenze è subordinata anche la libertà di concorrenza.

> libertà di impresa piegata alla tutela del paesaggio

2) sentenza del 2012 n.96: conflitto tra il valore del paesaggio e l’attività imprenditoriale

(attività agrituristiche) = divieto di edificazioni nuove.

> agriturismo= parte del turismo rurale = complesso di attività ricettive, extralberghiere,

artigianali, enogastronomiche, ristorazione, servizi ricreativi, didattiche, in zona di

campagna o cmq lontane da centri urbani. Riserva in favore dell’imprenditore agricolo

attività strettamente collegata a quelle di coltivazione del fondo, silvicoltura e allevamento le

quali devono essere prevalenti sull’agriturismo.

> turismo serve in funzione all’attività agricola => la rende più redditizia

> art 2135 codice civile = ogni prestazione connessa alla coltivazione del fondo, silvicoltura,

a allevamento del bestiame, attività destinata a estendere e rendere più redditizie le

attività agricole mediante più complete utilizzazione dei prodotti. La prestazione agrituristica

deve essere in funzione dell’ottimale esercizio dell’impresa agricola

> Attività strumentali = trasformazione e vendita di prodotti agricoli; migliore utilizzazione

delle attrezzature aziendali e del fabbricato rurale ma anche la vendita di prodotti

dell’impresa agricola in uno spaccio allestito dalla stessa in un luogo lontano dall’azienda

agricola e dotato di un’organizzazione distinta dall’azienda agricola.

Legge statale sull’agriturismo n. 96/2006 = sul turismo incidono materie trasversali come la

protezione dell’ambiente, dei beni culturali, della concorrenza tra imprenditori agricoli e fra

gli stessi e agli altri soggetti che operano nel mondo rurale come albergatori, affittacamere,

bed and breakfast, ristoratori, artigiani. Vi è anche la materia del governo del territorio.

Nel rispetto dei principi posti dalla legge statale intervengono poi leggi regionali per

regolare il dettaglio.

> Per agriturismo si intende l’attività di ricezione e di ospitalità esercitata esclusivamente

dagli imprenditori agricoli, singoli e associati, e dai loro familiari, attraverso l’utilizzazione

della propria azienda in rapporto di connessione e complementarietà rispetto alle attività di

coltivazione e allevamento. L’agriturismo si caratterizza per le seguenti attività: ospitalità in

alloggi dell’azienda o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori; somministrazione

agli ospiti di pasti e bevande costituiti prevalentemente da prodotti propri e da prodotti di

aziende agricole della zona, compresi i prodotti a carattere alcolico e superalcolico, con

preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOCG;

degustazioni di prodotti aziendali; organizzazione, anche all’esterno dei beni fondiari nella

disponibilità dell’impresa, di attività ricreative, culturali, didattiche (c.d. fattorie didattiche); di

pratica sportiva, nonché escursionistiche e di ippoturismo.

> Vi sono profili di materia di competenza concorrente in cui lo Stato incide sulla materia

turistica: alimentazione, tutela della salute, elementi che influenzano le attività di ricezione e

di somministrazione di alimenti e di bevande dell’operatore turistico.

> Le Regioni possono dettare criteri, limiti ed obblighi amministrativi per lo svolgimento

dell’attività agrituristica in funzione delle particolari caratteristiche del territorio.

> legge regionale dell’Umbria prevede che per fare agriturismo in Umbria si possono usare

gli immobili esistenti nell’azienda agricola prima dell’entrata in vigore della legge stessa

(1997) => non si possono costruire nuovi edifici

> agriturismo è regolato da una legge del 2006 dello stato che pone dei principi= requisiti

per aprirlo. Le leggi regionali intervengono per regolare il dettaglio. Legge stabilisce

che per fare agriturismo possono essere usati solo gli edifici già esistenti nel fondo dove c’è

l’azienda agricola => no edifici nuovi che non esistono nel fondo

Tale principio pone un limite rigoroso, escludendo che possano essere destinati ad attività

agrituristiche edifici costruiti ad hoc, non «già esistenti sul fondo» prima dell’inizio delle

attività medesime. Si vuole in sostanza prevenire il sorgere ed il moltiplicarsi di attività

puramente turistiche, che finiscano con il prevalere su quelle agricole, in violazione della

norma del codice civile per la quale nell’agriturismo l’attività di coltivazione del fondo e di

allevamento del bestiame deve prevalere sull’attività turistica e con l’effetto pratico di uno

snaturamento del territorio, usufruendo peraltro delle agevolazioni fiscali previste per le

vere e proprie attività ricettive connesse al prevalente esercizio dell’impresa agricola.

=> NON VIOLA LA LIBERTÀ D’IMPRESA

> No interventi sul territorio che vadano a snaturarlo: Secondo i giudici della Corte

Costituzionale deve essere difeso l’interesse primario, sia della comunità nazionale, sia di

quella regionale, a che le campagne non diventino luoghi di edificazioni massicce, che

facciano ad esse perdere la loro intrinseca natura, per trasformarle in parchi turistici, nei

quali l’attività agricola non sarebbe già reale e operante, ma solo fittizia e subalterna ad

attività alberghiere. Ciò determinerebbe l’attrazione del paesaggio, che deve essere invece

tutelato e mantenuto, pur nella cura e nel rinnovamento delle strutture esistenti, nella sua

essenziale natura agreste.

> La norma in esame prescrive, piuttosto, che ogni attività di agriturismo, vecchia o nuova,

si avvalga di fabbricati esistenti sui fondi rustici in data anteriore all’entrata in vigore della

legge regionale. Non è impedito in tal modo che nuovi soggetti possano avviare attività

agrituristiche, avvalendosi degli edifici di cui sopra, purché sia rispettato il criterio di

prevalenza dell’attività agricola, ex art. 2135 cod. civ., al quale è strettamente legato il

divieto di adibire ad agriturismo edifici costruiti appositamente per tale scopo.

3) problema dell’attività d’impresa all’interno di aree naturali protette. Sentenza n 171 del

2012= tutela di aree naturali protette

> Corte Costituzionale dichiara incostituzionale l’art 2 della legge della Regione Lazio n 14

del 2011 che consente l’installazione di prefabbricati sotto forma di bungalow, capanni,

gusci, case mobili all’interno di aree naturali protette

> La disciplina delle aree protette rientra nella tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei

beni culturali (art. 117, comma 2, lett. s Costituzione), settore di competenza legislativa

esclusiva statale.

> La tutela ambientale non configura una materia in senso tecnico, perché la tutela

ambientale è da intendere come valore costituzionale protetto, che delinea una materia in

senso trasversale.

> Corte Costituzionale utilizza le materie trasversali (competenza esclusiva dello Stato che

tagliano e incidono sulle materie di competenza regionale) => Stato annulla la legge

regionale. Tutela aree protette naturali/beni culturali/ecosistema

> Regioni anche sulle questioni di turismo possono intervenire ma sono obbligate a non

introdurre regole/leggi che su questo settore vadano a peggiorare rispetto alla tutela che

fissa lo stato. Legge statale n 394 del 1991 sulle aree naturali protette: nei parchi naturali

sono vietate tutte quelle attività/opere che possono alterare l’ambiente naturale rispetto

anche al ciclo vitale della flora/fauna protette

=> Corte annulla la legge regionale nella parte in cui prevede la costruzione di queste

opere

Tutela dell’ambiente come materia trasversale= competenze statali come le competenze

dello Stato relative alla tutela della concorrenza, alla tutela dei livelli essenziali delle

prestazioni pubbliche, alla tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali che

vanno a incidere su numerose materie di competenza regionale. Le materie trasversali

tagliano più materie di competenza regionali, sfilandole e accentrandole in capo allo Stato.

> Materie trasversali= fra le competenze esclusive in capo allo Stato ve ne sono diverse il

cui ambito non è circoscrivibile, non è delimitatile perché rappresentano piuttosto degli

obiettivi, fini, scopi, valori. Esse tagliano le materie di competenza regionale. La corte cost,

le chiama materie trasversali perché le leggi statali che perseguono tali obiettivi possono

incidere anche in materie riservate alle Regioni.

Le materie trasversali inseguono obiettivi che spingono il legislatore statale a dettare norme

che ricadono su materie tipicamente regionali. Per tutelare l’ambiente si possono regolare

l’edilizia abitativa, l’uso del territorio, il sevizio di smaltimento dei rifiuti, la circolazione nei

centri storici, l’impiego dei concimi, il taglio dei boschi ecc.

Ciò provoca e ha provocato una frequente sovrapposizione fra le leggi dello Stato e le leggi

delle Regioni, un intreccio di interessi, alcuni perseguiti dallo Stato, altri dalle Regioni.

Per evitare che così si giustifichi che lo Stato invada ogni materia regionale, la Corte ha

affermato che in questi casi lo Stato deve cercare l’intesa con la Regione (leale

collaborazione).

La Corte costituzionale cerca di risolvere i conflitti valutando di volta in volta l’interesse

prevalente.

Anche tra le competenze legislative concorrenti vi sono materie trasversali come tutela

della salute, governo del territorio ecc.

> casi dove non vi è conflitto: tutela dell’ambiente, ecosistema non va contro la libertà

d’impresa:

4) equilibrio tra esigenze impresa e tutela ambiente

Corte costituzionale sentenza n. 88 del 2007 = quando non vi è conflitto ma vi è equilibrio

tra esigenza economica e tutela ambientale: consentire la costruzione di villaggi turistici per

recuperare e bonificare aree dello Stato (aree demaniali marittime) che dal punto di vista

ambientali erano dismesse

1) valorizzazione dell’attività turistica sotto l’aspetto economico nazionale e

internazionale

2) riqualificazione paesaggistica di aree degradate, secondo il principio dello

sviluppo sostenibile

La necessità di un intervento unitario del legislatore statale nasce dall’esigenza di

valorizzare al meglio l’attività turistica sul piano economico interno ed internazionale,

attraverso misure di varia e complessa natura. Queste ultime, nel caso in esame, vanno dal

recupero di aree demaniali marittime non ancora sfruttate o di insediamenti e impianti non

più produttivi, ad un regime speciale dei canoni di concessione riservati a tali insediamenti,

alla realizzazione di un elevato livello dei servizi erogati capaci di «attrarre flussi turistici

anche internazionali» e di favorire consistenti incrementi dell’occupazione nel settore, al

recupero ed alla bonifica di aree compromesse sotto il profilo ambientale, all’applicazione di

agevolazioni sia sul piano dei contributi di costruzione che dell’imposta comunale sugli

immobili.

La Corte cost. afferma in proposito che, allorché sia ravvisabile un’esigenza di esercizio

unitario a livello statale di determinate funzioni amministrative, lo Stato è abilitato a

disciplinare siffatto esercizio per legge, e ciò anche se quelle stesse funzioni siano

riconducibili a materie di legislazione concorrente o residuale. In tal caso, i principî di

sussidiarietà e di adeguatezza, in forza dei quali si verifica l’ascesa della funzione

normativa, dal livello regionale a quello statale, convivono con il normale riparto di

competenze contenuto nel Titolo V della Costituzione e possono giustificarne una deroga.

Sempre che, naturalmente, la valutazione dell’interesse pubblico sottostante all’assunzione

di funzioni regionali da parte dello Stato sia proporzionata, assistita da ragionevolezza alla

stregua di uno scrutinio stretto di costituzionalità e sia previsto un coinvolgimento della

Regione interessata. POMPEI

governo emergenziale del territorio e degli scavi - dichiarazione dello stato di emergenza

dall’11 luglio 2008 al 30 luglio 2009.

Lo stato di emergenza può essere dichiarato al verificarsi o nell’imminenza di calamità

naturali, oppure per eventi connessi all'attività dell'uomo, che per intensità ed estensione

devono essere fronteggiati con immediatezza di intervento con mezzi e poteri straordinari.

Può essere dichiarato anche in caso di calamità naturali o gravi eventi all’estero. La durata

dello stato di emergenza non può superare i 180 giorni e può essere prorogata di altri 180

giorni, con ulteriore deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Agli interventi per affrontare l’emergenza si provvede con ordinanze in deroga alle

disposizioni di legge, ma nei limiti e secondo i criteri indicati con la dichiarazione dello stato

di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Le ordinanze

sono emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, se non è diversamente

stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza. L’attuazione delle ordinanze è

curata, in ogni caso, dal Capo del Dipartimento. L’emanazione richiede l’acquisizione

preventiva delle regioni territorialmente interessate. Nella prima ordinanza viene nominato il

Commissario delegato, responsabile degli interventi da realizzare per superare la

situazione criticità. Allo scadere dello stato di emergenza viene emanata un’ordinanza “di

chiusura” che disciplina e regola il subentro dell'amministrazione competente in via

ordinaria e individua il soggetto responsabile, d'intesa con la stessa amministrazione.

> Tutela scavi archeologici spetterebbe al governo e alle strutture territoriali che dipendono

da questo. Gestione del turismo sul turismo in quest’area sotto uno stato di emergenza:

uomo non ha cura di certi territori => mezzi e poteri straordinari per gestire il territorio =>

commissario straordinario che gestisce il territorio con ordinanze (provvedimenti) che può

adottare senza rispettare le leggi vigenti.

> non è obbligato a indire un appalto + può adottare tutti i provvedimenti che ritiene

opportuni in ambito commerciale => commissario ha poteri straordinari, l’unico

obbligo è ottenere il consenso del sindaco

TIPI DI TURISMO

tempo libero

t. lavorativo= congressuale/affari

t. culturale

t. gastronomico

t. sportivo

t. folcloristico

t. dedicato ai bambini

t. … anziani

t. religioso

> Codice del turismo= realizzazione dei circuiti nazionali di eccellenza previsti dal codice del

turismo (art. 22 decreto legislativo 79 del 2011). Circuiti nazionali di eccellenza individuati in base a

contesti omogenei. Fornire un’offerta turistica che sia legata alle attrattive specifiche del territorio

nazionale. Distinguere il turismo (offerta e promozione) rispetto alle caratteristiche del luogo

(territoriali, economiche, culturali) => richiamano un certo tipo di turismo. Atto del governo adottato

con il consenso delle regioni.

ART. 22

Circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta turistica e del sistema Italia

1. Al fine di superare la frammentazione della promozione e della strutturazione dell’offerta per

promuovere circuiti virtuosi, in grado di collegare tutta l’Italia e di contribuire strategicamente a

creare un’offerta tematica idonea a soddisfare le molteplici esigenze dei turisti nazionali e

internazionali, sono realizzati i circuiti nazionali di eccellenza a sostegno dell’offerta e

dell’immagine turistica dell’Italia, corrispondenti ai contesti turistici omogenei o rappresentanti

realtà analoghe e costituenti eccellenze italiane, nonché veri e propri itinerari tematici lungo tutto il

territorio nazionale.

2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato, di concerto con i

Ministri degli affari esteri, dell’ambiente della tutela del territorio e del mare, dello sviluppo

economico, per i beni e le attività culturali, delle politiche agricole alimentari e forestali, della

gioventù e per le politiche europee, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo

s

Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, i definiscono i circuiti nazionali di

eccellenza, i percorsi, i prodotti e gli itinerari tematici omogenei che collegano regioni diverse lungo

tutto il territorio nazionale, anche tenendo conto della capacità ricettiva dei luoghi interessati e della

promozione di forme di turismo accessibile, mediante accordi con le principali imprese turistiche

operanti nei territori interessati attraverso pacchetti a condizioni vantaggiose per i giovani, gli

anziani e le persone con disabilità, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Essi sono individuati:

a) turismo della montagna

b) mare

c) laghi, fiumi

d) cultura

e) religioso

f) natura, faunistico

g) enogastronomia

h) termale e benessere

i) sport, golf

j) congressuale

k) giovanile

l) made in Italy e attività industriale e artigianale

m) arti e spettacolo

3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro delegato promuove i circuiti nazionali di

eccellenza nel contesto nazionale ed internazionale, anche con la partecipazione degli enti locali,

delle regioni, delle associazioni di categoria e dei soggetti pubblici e privati interessati che

concorrono alla formazione dell’offerta.

SCOPI DEL TURISMO

- benessere psicofisico;

- arricchimento culturale.

Interessi toccati dal turismo:

- libertà di circolazione e di soggiorno art. 16 Cost.;

- diritto alla salute (art. 32 Cost.)= vacanze termali, sostenute con contributi pubblici come

prevede la legge n. 323 del 2000;

- diritto all’istruzione (art. 34 Cost.) = viaggi studio inclusi nei programmi formativi scolastici.

- Turismo = bisogno sociale (Fondo buoni vacanze).

ART 24

incentivazione di iniziative di promozione turistica finalizzate alla valorizzazione del

patrimonio storico, artistico, archeologico, architettonico paesaggistico italiano

1: nel rispetto dell’articolo 9 della Cost. e del codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al

decreto legislativo 22 gennaio 2004, n 42, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il ministero

delegato, di concerto con il Ministero per i beni e le attività culturali, promuove la realizzazione di

iniziative turistiche finalizzate a incentivare la valorizzazione del patrimonio storico-artistico,

archeologico, architettonico e paesaggistico presente sul territorio italiano, usando le risorse

umane e strumentali disponibili, senza nuovi e ulteriori oneri per la finanza pubblica

> Per l’immenso patrimonio storico – artistico che possiede, l’Italia è una meta esclusiva per

quanto riguarda il turismo culturale, settore in grado di incidere direttamente sull’economia del

Paese. L’immagine dell’Italia, culla di immense bellezze storico artistiche, è legata profondamente

al concetto di cultura intesa anche come patrimonio gastronomico, artigianale, folkloristico ecc., il

cosiddetto patrimonio immateriale.

> L’Italia attualmente detiene il maggior numero di siti inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità

(47 siti), seguita dalla Spagna (44) e dalla Cina (43), su un totale di 962 siti presenti in 157 Nazioni del

mondo (di cui 745 beni culturali, 188 naturali e 29 misti).

> le iniziative non devono prevedere nuove spese

> movimenti di persone motivate da scopi culturali + piacere di immergersi nello stile di vita locale

ART. 25

Strumenti di programmazione negoziale

Ai fini del perseguimento degli obiettivi di cui all’articolo 22, le amministrazioni interessate, statali,

regionali e locali, promuovono ed utilizzano gli strumenti di programmazione negoziale di cui

all’articolo 2, comma 203, della legge 23 dicembre 1996, n. 662. In sede di Conferenza Stato-

regioni vengono stabiliti i tempi per la conclusione degli accordi, che devono comunque essere

stipulati entro i successivi sessanta giorni.

> accordi stipulati= strumenti di programmazione negoziale > servono per valorizzare questi

territori + realizzare gli obiettivi dei circuiti nazionali di eccellenza. Accordi tra enti pubblici o tra

pubblici e privati (suss. orizzontale). Obiettivi devono essere realizzati in modo coordinato (i

soggetti devono coordinarsi)

Devono prevedere delle misure che promuovono la valorizzazione del patrimonio

attenzione ai borghi, piccoli comuni, realtà minori che non hanno ancora conosciuto una

adeguata valorizzazione del proprio patrimonio a fini turistici

garantire ai fini dell’incremento dei flussi turistici, in particolare all’estero, il predetto

patrimonio sia completamente accessibile al pubblico dei visitatori anche al fine di

incrementare gli introiti e di destinare maggiori risorse al finanziamento degli interventi di

recupero e restauro dello stesso

assicurare la effettiva fruibilità, da parte del pubblico dei visitatori, in particolare di quelli

stranieri, del predetto patrimonio attraverso le predisposizione di materiale informativo redatto

obbligatoriamente nelle lingue inglese, francese e tedesco e preferibilmente in lingua cinese

Strumenti della programmazione negoziata sono:

- intesa istituzionale di programma: accordo di collaborazione tra diversi livelli

dell’amministrazione (Stato, Regione e provincia autonoma)

- accordo di programma quadro: accordi tra enti locali, e soggetti interessati (stakeholders) allo

sviluppo locale, promosso in base all’intesa istituzionale di programma.

> un accordo è stato stipulato tra lo Stato e alcune regioni e gli enti locali di queste

(Sardegna, Molise, Liguria) che ha come obiettivo quello di promuovere i borghi di

eccellenza, identità locali, cultura e tradizioni popolari. I borghi possono conseguire dei

marchi di qualità (es: bandiera arancione per i borghi eccellenti). Prevedono l’obbligo

gravante di realizzare degli interventi di tipo materiale (ristrutturazioni per riqualificare i

centri storici) o assicurare delle campagne assicurative di informazione. I soggetti

cooperano in modo armonico => sistema a rete. Stato assegna delle risorse agli enti locali

e ai privati per promuovere l’attività che avrebbe la funzione di rafforzare la qualità dei

borghi. Un budget che serve anche per l’attività di marketing, azioni pubblicitarie. Esempio

di sussidiarietà orizzontale.

Veneto: riqualificazione dei monumenti

Sicilia: riqualificazione dei siti di interesse religioso => offerta turistica in quest’ambito

- patto territoriale: accordo stilato nell’ambito dell’accordo di programma quadro, tra enti locali,

parti sociali e soggetti interessati (sia publicci che privati)

- contratto di programma: contratto che lega l’amministrazione statale, le grandi imprese, i

consorzi di PMI, nonché i rappresentanti dei distretti industriali, stipulato per il perseguimento

degli scopi della programmazione negoziata

- contratto di area: intervenire in aree giudicate di crisi con l’obiettivo di aumentare l’occupazione

Codice del turismo

ART 27

buoni vacanza e interventi di solidarietà => turismo sociale: turismo che dovrebbe essere garantito

a chi per ragioni di disagio economico/sociale non è in grado autonomamente di godere del

turismo

fondo buoni vacanze=

- fondo nel quale affluiscono delle risorse.

- Si trova presso un ufficio del governo.

- Le risorse sono risparmi costituiti da: imprese, istituzioni, associazioni private come circoli

aziendali, associazioni non-profit, banche, società finanziarie. Derivanti da finanziamenti,

donazioni e libertà erogati da soggetti pubblici e privati.

- Dovrebbe garantire interventi di solidarietà nei confronti delle classi sociali più deboli.

erogazione di buoni vacanza da destinare ad interventi di solidarietà in favore delle fasce sociali

più deboli, anche per la soddisfazione delle esigenze di destagionalizzazione dei flussi turistici ed

anche ai fini della valorizzazione delle aree che non abbiano ancora conosciuto una adeguata

fruizione turistica.

Sono dei titoli di pagamento che possono essere spesi nei confronti di imprenditori

(albergatori) che hanno concluso un contratto di convenzione con lo stato.

Limiti di reddito annuale: nucleo familiare di 3 persone: non più di 20 mila € lordi => 1030€

DIRITTO SOCIALE= a una prestazione da parte dello stato

diritto alle vacanze per tutti.

Tutti i fornitori possono aderire al sistema Buoni Vacanze Italia: basta compilare il form (nella

sezione “Per gli Operatori Turistici”); soddisfano tutte le sfumature delle necessità di chi viaggia

per turismo sociale e quindi, oltre ai servizi di prima necessità quali il vitto e l’alloggio, punta ad

offrire la gamma completa dei servizi alla persona: Sono assicurati i servizi di natura pratica

come ristoranti, centri sportivi, servizi di trasporto e noleggio, e servizi di natura culturale come

musei, servizio di guida, centri culturali e centri di produzione e vendita di prodotti tipici; possono

circolare solo in Italia; sono utilizzabili solo fuori dal Comune di residenza; hanno una scadenza

riportata su ogni buono; garantiscono al possessore la possibilità di scegliersi la vacanza

utilizzando centinaia di strutture alberghiere, extralberghiere, di ristorazione, di turismo familiare

e all’aria aperta, di servizi al turismo (comprese agenzie e tour operators) alle migliori condizioni

economiche con uno sconto variabile a seconda delle stagionalità.

Hanno diritto ad ottenere il contributo statale i nuclei familiari, composti da cittadini italiani e

dell’Unione Europea, regolarmente residenti in Italia, e extracomunitari con regolare permesso di

soggiorno e di residenza, che alla data della richiesta di emissione dei buoni vacanze rientrano

nelle previsioni socio-economiche (riferimento ISEE in corso di validità nell’anno corrente) in

base alla composizione familiare ed alle fasce di reddito di cui alla successiva. La richiesta

avviene attraverso una procedura on line sul sito www.buonivacanze.it ed è possibile solo se vi

sono i fondi, i quali vengono stanziati dall’apposito Ministero.

ART 28:

TURISMO TERMALE E DEL BENESSERE

1) turismo termale è disciplinato dalla legge 24 ottobre 2000, n 323 (legge statale) e

successivamente modificazioni

2) turismo del benessere segue la disciplina prevista dal titolo III del presente Codice

benessere termale= prestazioni termali, generalmente convenzionate con il servizio sanitario

nazionale, sia quelle propria-mente del benessere, anche quando non usano una base termale,

purché siano effettuate in ambiente termale

> turismo inteso come diritto sociale= diritto a una prestazione da parte dei pubblici poteri

> Per prestazioni o cure tradizionali si intendono le cure da sempre praticate presso le terme,

riconosciute dal Servizio Sanitario Nazionale.

> Per benessere in ambiente termale si intendono i trattamenti benessere, dai massaggi, al fitness

ed alle terapie orientali e innovative (percorsi sensoriali, terapia dell’uva ecc.) prestate in ambiente

termale.

COLONIE ESTIVE altro esempio di diritto sociale

- Esempio storico di turismo sociale

- strutture situate presso località marine o montane destinata al soggiorno di bambini e

adolescenti che vi svolgono attività ludiche e ricreative.

- Durante il Fascismo le colonie vengono intensificate e rivolte a bambini e ragazzi allo scopo di

sostenere le famiglie meno agiate e offrire un periodo di attività fisica e ludica per le future

generazioni.

- Una delle colonie marine più grandi ed importanti realizzate durante questo periodo fu quella

edificata a Gaeta, sulla spiaggia di Serapo, intitolata alla memoria di Alessandro Italico

Mussolini, nipote del Duce e dirigente dell'Opera nazionale balilla, deceduto all'età di

vent'anni. La colonia fu distrutta durante la Seconda Guerra mondiale dai tedeschi, che

temevano lo sbarco alleato sulla spiaggia di Gaeta piuttosto che su quella di Anzio dove in

realtà avvenne.

- Dopo la Seconda guerra mondiale viene riconosciuto il carattere formativo ed emancipante

delle colonie, le quali non saranno più rivolte alle sole fasce svantaggiate.

- Già a partire dagli Anni 1970, esse passano di competenza alle amministrazioni (Comunali,

alle Comunità Montane) e agli Enti pubblici.

TURISMO COME BISOGNO SOCIALE

contribuisce al pieno godimento dei diritti sociali => turismo come esigenza fondamentale per lo

sviluppo dell’individuo => servirebbero degli interventi pubblici che soddisfino quest’interesse della

collettività. Politiche del territorio con finalità turistiche come:

sviluppo di zone a vocazione turistica

garantire il servizio

obbligare i pubblici poteri a dare il servizio

obblighi politici che valorizzino le risorse artistiche-paesaggistiche

interventi pubblici per razionalizzare l’offerta turistica

incrementare le strutture ricettive

strumento di affermazione dei diritti sociali

problemi: uno stato che ha obblighi di bilancio stretti => tagli ai servizi pubblici

Turismo viene inteso alla pari di altri fenomeni (sport e spettacolo) => una preferenza di vita del

singolo individuo che non esprime una esigenza fondamentale dell’essere umano. Lo stato non ha

un obbligo giuridico di dare il servizio turismo ma solo un dovere di promuovere le attività legate al

turismo nei limiti di disponibilità finanziaria. Il fondo buoni vacanza non viene assicurato.

Sentenza n.50 1998: turismo è una libertà sociale= comportamenti che sono espressione della

socialità della persona.

> corte intervenuta per cancellare una legge regionale della Liguria che prevedeva una

multa per chi organizzava dei viaggi senza scopo di lucro

> organizzazione di viaggi senza fini di lucro è una libertà sociale

Due diverse visioni.

1) Forma di stato democratico-sociale = dimensione solidaristica che implica forme di intervento

delle istituzioni pubbliche per assicurare i diritti e l’eguaglianza: combinazione fra gli art. 2

principio personalista (diritti inviolabili della persona umana) e art. 3, commi 1 e 2 Cost.

(eguaglianza formale ed eguaglianza sostanziale) che prevede che i poteri pubblici

intervengano direttamente per rimuovere gli ostacoli alla libertà e all’eguaglianza (diritti sociali

all’istruzione, alla salute, alla previdenza, all’assistenza ecc.). Riequilibrio delle disparità

sociali = Stato sociale che interviene per rimuovere le diseguaglianze, assicurando i diritti alle

prestazioni. Turismo = strumento di promozione della personalità umana. Diritto al turismo =

diritto sociale = diritto ad un servizio; diritto all’erogazione di un servizio da parte dei pubblici

poteri.

2) Secondo altri = turismo come l’arte, lo sport e lo spettacolo è una preferenza di vita del singolo

individuo e non costituisce una esigenza fondamentale per lo sviluppo dell’individuo. Pertanto,

lo Stato avrebbe solo un semplice dovere promozionale delle attività legate al turismo, ma non

è previsto alcun obbligo di erogare servizi.

3) Altri ancora = turismo è uno strumento volto a dare spessore, consistenza a tanti diritti

fondamentali.

Codice del turismo (decreto legislativo n. 79 del 2011): art. 24 attribuisce al turismo culturale un

compito sociale quello di arricchire culturalmente la popolazione; turismo sociale = principio

solidaristico; art. 27 = buoni vacanza per interventi di solidarietà in favore delle fasce più deboli.

Sono promosse forme di turismo accessibile mediante pacchetti a condizioni di vantaggio per

giovani, anziani, persone con disabilità.

Ciò garantisce la realizzazione di forme di promozione sociale e culturale come la gioventù (art. 31

Cost.); gli anziani o gli inabili (art. 38 Cost.).

Art. 28 decreto legislativo n. 79/2011 = turismo termale e del benessere finalizzato alla tutela della

salute (art. 32 Cost.) - Legge n. 323/2000 di riordino del settore termale = le prestazioni termali

sono finalizzate ad assicurare il mantenimento ed il ripristino dello stato di benessere psico-fisico

degli individui.

Art. 81 Cost. pone il principio di equilibrio di bilancio.

È necessario operare un bilanciamento fra diritti e stabilire una scala di priorità dei diritti.

FUNZIONI AMMINISTRATIVE NEL TURISMO

> rapporto tra poteri centrali e territoriali

> esigenza di assicurare da un lato la libera iniziativa dei singoli e delle associazioni e dall’altro di

garantire forme adeguate di intervento pubblico a sostegno e in vista della regolazione delle attività

turistiche

> coordinamento stato-regioni per gli interventi nel campo del turismo

> assetto delle competenze amministrative nel settore del turismo= come i poteri pubblici si

atteggiano nei confronti del turismo, come il potere pubblico interviene nel campo dell’attività

economico privata (rapporto tra intervento pubblico e libera iniziativa privata)

> primi interventi di natura privatistica

1) PRO LOCO: associazioni locali che promuovono lo sviluppo del territorio.

La prima è del 1881 in Alto Adige a Pieve Tesino (territorio dell’impero austro-ungarico)

• Gli anni terribili che seguirono, con l'intero continente spazzato dal letale ciclone della

• IIa Guerra mondiale, non alimentarono di certo il turismo e le iniziative legate ad esso,

come la nascita o l'attività delle Pro Loco, ma con la fine del conflitto e la ricostruzione

queste Associazioni ripresero la loro costante proliferazione ed il movimento recuperò

corpo e coraggio anche se dallo Stato non arrivarono cenni positivi. Un timidissimo

segnale ci fu molti anni dopo con uno pseudo tentativo di finanziamento: l'art. 2b della

Legge 174 del 4 marzo 1958, il quale stabiliva che i Comuni, con i proventi dell'imposta

di soggiorno, dovevano provvedere anche al sostentamento delle Pro Loco, ma

l'imposta fu motivo di infinite discussioni: si argomentava sulle modalità di applicazione,

sull'opportunità di tassare i turisti, sui termini di riscossione. Tranne qualche eccezione

(le nove Pro Loco operanti nelle frazioni del Comune di Roma ricevevano negli anni

ottanta, per la realizzazione delle loro iniziative, una cinquantina di milioni a testa

derivanti dalla tassa di soggiorno) anche questi finanziamenti stentarono ad arrivare a

destinazione. Con il 1° gennaio del 1989 i denigratori del balzello ottengono

l'annullamento dell'imposta, scompare una delle pochissime forme di finanziamento

delle Pro Loco.

fino al 1989 venivano finanziate attraverso le entrate pubbliche; da una tassa=

• imposta di soggiorno. I proventi di quest’imposta venivano devoluti alle pro loco

=> esempio di suss. orizzontale.

Oggi non riescono più a finanziarsi con queste.

• Vengono inserite in un albo regionale.

• In Italia, attualmente, le Pro Loco sono migliaia e le attività che svolgono afferiscono a

• diverse sfere d'intervento turistico, sociale, culturale, Ecologico e sportivo. Di norma,

hanno sede in comuni e in frazioni, le Pro Loco possono avere come sede la frazione di

appartenenza e mantenere la propria competenza nell'intero Comune.

Tendenzialmente, si tratta di un fenomeno associativo che riguarda in prevalenza i

centri medio-piccoli. Accade che non essendo la denominazione Pro Loco tutelata in

tutte le Regioni, in taluni comuni e frazioni italiane possono essere presenti più Pro

Loco di cui solitamente la più anziana (ma è un'usanza che non sempre viene

applicata) viene iscritta nell'albo regionale con validità annuale per l'ottenimento di

contributi.

Come nasce una Pro Loco

• Nella maggioranza dei casi, le Pro Loco nascono per, ovviare al bisogno di cittadini ed

• operatori turistici di avere a disposizione uno strumento valido per tutelare e

possibilmente migliorare la qualità della vita nella propria località. Difendere il

patrimonio culturale, ambientale e storico del paese e promuoverne la conoscenza

diventano così gli scopi principali dei soci che, in questo modo, innescano un

meccanismo di potenziamento delle attività legate al turismo.

Il "lavoro" effettuato a favore del luogo ha quindi un doppio benefico effetto, perché le

• iniziative per migliorare la città e la vita dei cittadini sono anche quelle che creano le

basi indispensabili per un turismo di qualità. Proprio per questo sono nate le

interminabili discussioni sul ruolo principale delle nostre Associazioni (turistiche,

culturali, sociali, umanitarie, ambientalistiche etc.).

Spesso da un gruppo di amici o da una comunità parrocchiale, da un'associazione o

• un comitato già funzionanti che sentono il bisogno di qualificare ancor di più la loro

attività con il riconoscimento ufficiale ed i crismi nobiliari derivanti dall'immagine e

dalla storia delle Pro Loco. In alcuni casi, non molti per la verità, sono le stesse

Amministrazioni comunali che stimolano la nascita di una Pro Loco nella speranza

che la stessa risolva, con la sua versatilità e con la passione dei suoi componenti, le

pastoie burocratiche in cui si impantanano spesso gli Enti pubblici nella realizzazione

di un’iniziativa, in particolare, se questa non è programmata con largo anticipo e con

dovizia di particolari. Nel peggiore dei casi, la Pro Loco viene fatta nascere come

strumento politico e soprattutto partitico, in questo caso avrà vita breve e travagliata

perché le Amministrazioni comunali cambiano spesso e anche se non cambiano

colore politico, cambiano gli uomini di riferimento o gli accordi programmatici. In

questi casi se la Pro Loco non ha dimostrato nel tempo una certa equidistanza dai

partiti viene etichettata e messa all'indice con conseguenze disastrose, se al contrario

avrà dimostrato di voler operare comunque per il bene della propria comunità, al di là

degli schieramenti, allora, probabilmente, non solo gli amministratori intelligenti e

lungimiranti si avvarranno della sua collaborazione, ma l'Associazione sarà sostenuta

anche dalla maggioranza della popolazione, che identificherà in essa un punto di

riferimento sociale importante e da tutelare.

Le attività

• Particolare rilievo rivestono per lo sviluppo delle attività turistiche, in particolare per

• quel che concerne i prodotti tipici dell'enogastronomia e dell'artigianato locale, le

tradizioni popolari, la tutela e la salvaguardia dei patrimoni storico- artistici,

architettonici, culturali e ambientali. Propaganda di attrattive turistiche anche in

ambito di tradizioni popolari

Gli organi

• L'organo rappresentativo è l'assemblea dei soci composta da tutti i soci.

• L'assemblea elegge il presidente e ha funzioni di rappresentanza e la responsabilità

gestionale ed amministrativa. L'organo deliberativo principale è il Consiglio Direttivo

eletto dall'assemblea dei soci tesserati e rinnovato secondo le direttive dello statuto

sociale. Gli altri organi sono rappresentati dai revisori dei conti e dal collegio dei

proibitivi.

2) CLUB ALPINO ITALIANO (1919):

Conclude contratti con altri soggetti e ha un proprio patrimonio separato da quello dei

• soci.

Sono leggi specifiche che lo regolano e c’è un controllo dello Stato su questo.

• Gestisce 700 strutture alpine e ha un’attività fondamentale di formazione e un’attività

• didattica con scuole e istruttori.

La guida alpina è una figura professionale regolata da leggi statali.

• Campagne informativa per prevenire incidenti in montagna

• è un ente pubblico che fa parte dello stato e svolge una funzione fondamentale di

• sicurezza => cura la manutenzione e la segnaletica dei sentieri di montagna,

aggiornando il catasto dei sentieri che è il registro contenente i sentieri sicuri in

montagna.

Da associazione privata e diventato ente pubblico > è dotato di personalità giuridica di

• diritto pubblico

Sono più di 700 le strutture alpine gestite dal CAI. L'associazione gestisce 433 rifugi

• alpini, 224 bivacchi, 65 capanne sociali, 26 punti d'appoggio e 15 ricoveri per un totale

di oltre 23500 posti letto. Lo scopo di queste strutture è quello di fungere da base di

partenza per le ascensioni della zona (soprattutto in quei casi in cui sarebbe difficile o

impossibile effettuare l'ascensione in una sola giornata), da punto di arrivo finale o

intermedio di traversate o da ricovero d'emergenza in caso di condizioni avverse. Tali

strutture vengono inoltre utilizzate come punto d'appoggio per lo svolgimento di attività

sociali (corsi, convegni ecc.) e per iniziative culturali.

l CAI si impegnano per promuovere e consentire una frequentazione sicura della

• montagna e una pratica sicura degli sport di montagna e affini. L'attività volta alla

sicurezza comprende la formazione e la didattica, con le scuole, gli accompagnatori e

gli istruttori; la pubblicazione di manuali riferiti ai vari aspetti dell'andare in montagna

(come "Alpinismo su roccia" o "Medicina e montagna"); la campagna permanente per la

prevenzione degli incidenti in montagna "sicuri in montagna", curata principalmente e il

sito web Montagna Amica e Sicura. Il CAI inoltre cura la manutenzione e la segnaletica

dei sentieri e delle vie ferrate e mantiene e aggiorna il catasto sentieri.

3) TOURING CLUB ITALIANO (1894 a Milano):

associazione privata senza scopo di lucro che promuove lo sviluppo del turismo

• informando sulla scoperta delle bellezze artistiche e paesaggistiche meno note e

frequentate

funzione di tutela del patrimonio

• funzione di consulenza/ricerca sui piani di sviluppo turistico locale.

• Stampo nazionale.

• Associazione turistica con più iscritti (oggi 300 000)

• Sorto con il nome di Touring Club Ciclistico Italiano (TCCI) per iniziativa di un gruppo di

• 57 ciclisti, tra cui il primo presidente Luigi Vittorio Bertarelli, il cui intento principale era

la diffusione della bicicletta, vista come nuovo mezzo alla portata di tutti, simbolo di

modernità e motore di diffusione del turismo in tutta la penisola, il Touring Club Italiano

si distingue nel corso della sua storia ultracentenaria per il forte impegno nello "sviluppo

del turismo, inteso anche quale mezzo di conoscenza di paesi e culture, e di reciproca

comprensione e rispetto fra i popoli. In particolare il T.C.I. intende collaborare alla tutela

ed alla educazione ad un corretto godimento del patrimonio italiano di storia, d'arte e di

natura, che considera nel suo complesso bene insostituibile da trasmettere alle

generazioni future”. (Dal primo articolo dello Statuto del Touring Club Italiano)

Come mezzo di conoscenza di un turismo inteso come valore da trasmettere anche alle

• generazioni future.

Da oltre cent'anni il Touring Club Italiano si fa portavoce di valori incentrati al rispetto

• dell'ambiente culturale e naturale e persegue obiettivi che vanno in questa direzione.

Nonostante l'associazione sia nata sul finire del XIX secolo, i valori che ne costituiscono

le fondamenta sono di estrema attualità e possono essere riassunti come segue:

Sviluppo del turismo in ogni angolo della penisola, incentivando e sostenendo in

• particolar modo la scoperta delle bellezze artistico-paesaggistiche meno note e

frequentate soprattutto dell'entroterra.

Salvaguardia del vastissimo patrimonio italiano di storia, arte e natura, educando il

• turista ad una sua responsabile e corretta fruizione e rendendolo consapevole della sua

insostituibilità e importanza per le generazioni future.

Conoscenza di paesi e culture e diffusione di uno spirito di reciproca comprensione e

• rispetto fra i popoli che porti ad una crescita umana e culturale di ciascun individuo.

Estraneità dell'associazione a qualsiasi manifestazione politica o religiosa e ad alcuno

• scopo di lucro.

Svolge funzioni di grande rilievo soprattutto editoriale > carte geografiche > pubblica

• libri e opuscoli.

Interviene sul territorio => promuove conoscenza e sicurezza dei luoghi. Sviluppo

• concreto delle strade e miglioramento rete viaria.

La promozione del valore turistico attribuisce marchi di qualità, es:

• > bandiere arancioni= marchio di qualità turistico ambientale

- Rivolto ai comuni con meno di 15 mila abitanti e quelle località che

soddisfano certi requisiti

- 250 criteri: tipo di accoglienza, qualità strutture, qualità ambientale

svolge un’attività di consulenza nei confronti dei poteri pubblici/enti locali

• - attività di indagine e ricerca su problemi di carattere culturale turistico ambientale

- esempio di sussidiarietà orizzontale

- anche attività di impresa. Attraverso una società del gruppo è entrato nel mercato

dei tour operator => villaggi turistici espressione del TCI

SLIDES TCI ENIT

> Crescita della presenza dello Stato con ENIT > Dimensione nazionale

> la promozione turistica era svolta dallo stato: ENIT (1919)= Ente centrale che promuoveva il

turismo italiano all’estero + province erano articolazioni del governo centrale, enti periferici del

governo.

> non esisteva/esiste un ministero del turismo = organo centrale del governo che svolga l’attività di

promozione del turismo (regolazione e coordinamento a livello centrale)

> Nel 1959 ministero del turismo (sport e spettacolo) che aveva la funzione di svolgere l’attività di

promozione del turismo + stabilire le direttive centrali. Turismo era ancora materia concorrente.

> 1970 sono state istituite le Regioni ordinarie e attraverso decreti legislativi del governo, lo stato

centrale trasferisce le funzioni amministrative e il personale dallo stato alle Regioni. Attraverso

questi dlgs lo stato si spoglia delle funzioni amministrative, mantenendo poteri di coordinamento

delle attività regionali nonché le competenze nel campo dei rapporti internazionali.

> questo decentramento => pensare che il ministero del turismo non serva a niente

> 1993 referendum abrogativo del ministero del turismo => il popolo decide se cancellare o

no la legge => si cancella il ministero del turismo => dal 1999 non c’è più un ministero

autonomo che si occupi della materia turismo

> vi furono poi leggi e decreti legge sul turismo dopo il referendum abrogativo.

> Legge n. 233 del 2006 riporta alla competenza del Presidente del Consiglio le funzioni in tema di

turismo avvalendosi della struttura del Ministero per i beni e le attività culturali.

> Legge n. 286 del 2006 = istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri del

Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo

> Nel 2009 fu istituito un nuovo ministero del turismo senza portafoglio (c’è un ministro che non ha

un ministero ossia una struttura amministrativa di supporto => svolge funzioni su quella materia

senza questo apparato)

> Oggi le funzioni in tema di turismo a livello centrale sono svolte dal “Dipartimento per gli affari

regionali" preso gli uffici del capo del governo (dipartimento= complesso di uffici con le stesse

funzioni. Uffici sono strutture collocate presso i singoli dipartimenti e dotati di autonomia

funzionale).

• Svolge a livello nazionali: promozione del sviluppo e valorizzazione del turismo, politiche di

sostegno a progetti strategici relativi all’offerta turistica, regolazione delle imprese turistiche,

programmazione e gestione di fondi strutturali, indirizzo e vigilanza su ENIT, ACI, CAI.

• Le svolge in collaborazione con le regioni attraverso la conferenza stato-regioni= strumento

che collega lo stato alle regioni nella definizione delle politiche sul turismo (principi e

obiettivi di valorizzazione e sviluppo del turismo) => tutte le decisioni che a livello centrale

vengono assunte sul turismo => devono avere l’intesa delle regioni. In questa conferenza vi

è il capo del governo e i presidenti delle regioni => principio di leale collaborazione tra enti

> Un ente importante per l’incremento del turismo è l’ENIT= Ente pubblico* non economico (no

scopo di profitto) che è la vera struttura a livello centrale che promuove l’immagine turistica

dell’Italia verso l’estero.

> * ENTE PUBBLICO= persona giuridica del tutto autonoma. Ha un personale che dipende da

esso e non è mai dello stato, ha un patrimonio del tutto distinto da quello dello Stato e ha un

bilancio proprio separato da quello dello Stato. Lo Stato interviene con poteri di nomina e revoca

dei dirigenti degli enti pubblici.

> Lo fa rispettando le politiche decise dal governo insieme alle regioni in sede di conferenza stato-

regione.

> Decreti legislativi n. 6/1972 e n. 616/1977 = per la propaganda all’estero delle iniziative e delle

attività turistiche e alberghiere le Regioni devono avvalersi dell’ENIT.

> Legge di riforma 11 ottobre 1990 n. 292 dell’ENIT.

> Le Regioni possono svolgere attività promozionali all’estero autonomamente nell’area

comunitaria europea senza avvalersi dell’ENIT.

> Nel 2005 c’è stato un decreto legge che ha modificato la natura dell’ENIT, diventa un’agenzia è

una struttura pubblica, amministrativa che svolge un’attività tecnica/pratica/concreta. Ha piena

autonomia e è sottoposta al potere di indirizzo e vigilanza di un ministro. Funzioni come:

- promuovere all’estero l’immagine turistica unitaria italiana

- realizzare strategie di promozione e sostegno alla commercializzazione dei prodotti

turistici italiani

- assistere Stato e Regioni per promuovere sui mercati esteri prodotti italiani

- sviluppare il turismo culturale e congressuale

- valorizzazione all’estero del brand italiano

> collabora con le ambasciate, uffici diplomatici e consolari del ministero degli affari esteri

> Legge 80 del 2005 affida all’Enit compiti per lo sviluppo e cura del turismo culturale e

congressuale

> Svolge anche sondaggi sulle tendenze di vendita della destinazione Italia => promuove interviste

a tour operator internazionali affinché si forniscano indicazioni sulle destinazioni del turismo

organizzato + organizza eventi culturali

> ‘Campagna Made in Italy ’ finalizzata a promuovere l’Italia turistica come destinazione in grado di

suscitare e soddisfare le aspettative di ciascun turista straniero; molteplici i prodotti rappresentati

(Cultura e Benessere, Mare e Laghi, Città d’arte, EXPO 2015, Montagne e parchi, Vacanza attiva,

Borghi e Enogastronomia).

> Ulteriori iniziative: eventi culturali in Giappone, promozione italiana in Austria, nuova sede in

Cina.

> Il Brand Italia anche nel turismo è abbinato alle eccellenze della moda, dell' enogastronomia,

della cultura, del nostro "life style". E' per tali ragioni che il mondo del turismo e quello del Made in

Italy sono strettamente connessi e sinergici.

> ENIT intende offrire, quindi, alle Aziende del Made in Italy l'opportunità di accrescere la propria

visibilità sui mercati esteri attraverso la condivisione del Brand Italia Turismo, rafforzando

contestualmente l'efficacia della nostra attività di promozione all'estero della produzione artigianale

e industriale italiana.

> Grazie ad un fitto calendario di eventi internazionali organizzati dall'Agenzia nel mondo, i Marchi

italiani avranno la possibilità di garantirsi elevata visibilità presso il grande pubblico, gli

stakeholders locali e i media presenti alle manifestazioni o alle iniziative collaterali collegate alla

valorizzazione dell'Italia.

> Progetto BRIC: per promuovere l'immagine dell'Italia l'ENIT ha lavorato su diversi progetti. Nel

2011 su mandato del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo della presidenza

del Consiglio dei ministri, ha avviato una iniziativa di grande impatto promozionale e mediatico

finalizzata al consolidamento dell’immagine dell’Italia quale destinazione turistica nei Paesi

dell’area BRIC (Brasile – Russia – India – Cina). Carattere distintivo dell’evento e suo principio

ispiratore è costituito dall’idea creativa “L’Italia vista dagli artisti stranieri” attraverso l’esposizione

delle opere di artisti locali, realizzate a seguito di un precedente soggiorno in Italia appositamente

organizzato per stimolare e favorire la migliore ispirazione artistica. La mostra evento costituisce

un'importante occasione di incontro, confronto e momento di notevole richiamo per le imprese, gli

operatori della domanda turistica, le istituzioni territoriali e nazionali, nell’ambito di un proficuo

sviluppo delle relazioni commerciali tra l’Italia e i Paesi interessati.

> Italian friends for Japan “Italian friends for Japan” è il Progetto che vuole mettere a disposizione

di mamme e bambini, che ne volessero usufruire, attualmente residenti nelle località interessate

dalla fuga radioattiva della centrale nucleare di Fukushima, di un periodo di permanenza di 6 mesi

in Italia. Il Progetto di amicizia nei confronti del popolo giapponese, è stato presentato a Roma,

promosso e messo a punto da Advantage Financial e dall'ENIT con la partecipazione del ministro

del Turismo, vuole essere un tangibile e concreto segno del legame di vicinanza tra la popolazione

italiana e quella giapponese.

> Stoccolma in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Svedese ha partecipato con uno

stand espositivo "ITALIA" all ́iniziativa enogastronomica "Smaka på Stockholm" dal 5 al 9 giugno

presso Kungsträdgården nel cuore di Stoccolma. Circa 400.000 persone hanno visitato l'evento

durante le cinque giornate di apertura. Presso lo spazio ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, i

visitatori hanno potuto trovare idee ed ispirazioni per un prossimo viaggio in Italia, soprattutto

incentrato alla scoperta del buon cibo ed i migliori vini nostrani. Era presente anche un

rappresentante dell'associazione" I Borghi più belli d ́Italia" che ha potuto presentare la realtà dei

piccoli borghi italiani al pubblico svedese.

> Durante le varie giornate, si sono succeduti ogni giorno un tour operatore svedese diverso che

hanno avuto così la possibilità di presentare i propri pacchetti di viaggio incentrati sempre sul tema

enogastronomico. In Svezia il "brand Italia" è fortemente radicato, con una profonda conoscenza

del nostro Paese e curiosità per le numerose prelibatezze culinarie nostrane e gli eccellenti vini

italiani. L'Italia continua ad essere identificata dai svedesi quale Paese con uno stile di vita

altamente qualitativo. Con la partecipazione a Smaka På Stockholm ENIT Stoccolma ha inteso

raggiungere proprio quel segmento di mercato, con un reddito medio-alto, interessato alla nostra

enogastronomia sia attraverso la distribuzione di materiale promozionale, sia ospitando operatori

svedesi partner che hanno offerto proprie proposte di viaggio incentrate sulle molteplici potenzialità

della variegata cultura enogastronomica italiana. Per il prodotto "food & wine" le destinazioni più

richieste in Italia dalla clientela svedese sono l'area del Chianti, le Langhe, la Valpolicella e la

Provincia di Parma.

Come? Partecipando con propri corner espositivi in spazi fieristici in esclusiva merceologica

mondiale o per singolo mercato di interesse dell'Azienda.

Con quali vantaggi? Legare il proprio Brand a quello di ENIT, quindi dell'Italia.

Raggiungere attraverso la propria comunicazione ampi target di clienti esteri con elevata capacità

di spesa.

Ridurre notevolmente i costi del contatto, beneficiando di ENIT quale volano di attrazione.

Le manifestazioni di interesse verranno valutate da ENIT tenuto conto delle specifiche

merceologiche dei beni e dei servizi commercializzati dalle Aziende unitamente alla qualità ed al

prestigio degli stessi e saranno selezionate ed accettate ad insindacabile giudizio dell'Ente.

> Promozione, informazione e accoglienza turistica = compiti amministrativi in materie in cui per le

Regioni speciali la competenza legislativa è primaria o esclusiva e per le Regioni ordinarie è ora di

tipo esclusivo con la riforma costituzionale del titolo V.

> Prima della riforma costituzionale del titolo V il turismo era materia di competenza legislativa

concorrente e le funzioni amministrative spettavano alle Regioni che le esercitavano delegandole

agli enti locali o valendosi dei loro uffici.

> Dopo la Riforma costituzionale del titolo V, lo spazio per l’amministrazione statale in tema di

promozione, informazione e accoglienza turistica o non dovrebbe esistere o dovrebbe concernere

solo compiti che non possono essere adeguatamente gestiti nell’ambito delle autonomie territoriali

regionali e locali.

> Prime norme di trasferimento delle funzioni amministrative alle Regioni ordinarie (decreto

legislativo n. 6 del 1972) le Regioni ereditano quelle strutture statali decentrate per la promozione

e l’informazione turistica (enti provinciali per il turismo nati nel 1935 e costituiti presso ogni

capoluogo di provincia come enti che dipendevano dallo Stato) = diventano enti dipendenti dalle

Regioni.

> Anche le aziende di cura, soggiorno e turismo (nate nel 1926) diventano enti dipendenti dalle

Regioni.

> Legge cornice n. 217 del 1983 = scioglimento degli enti provinciali del turismo e delle aziende

autonome di cura, soggiorno e turismo = prefigura quali nuovi enti funzionali dipendenti dalle

Regioni le aziende di promozione turistica da istituire con legge regionale.

> Aziende di promozione turistica dovevano individuare gli ambiti territoriali turisticamente rilevanti.

> Enti Provinciali per il Turismo, Enti Di diritto pubblico istituiti con R.D. 1425/1935, riordinati con

D.P.R. 1044/1960; controllati dal Ministero, poi abrogato; aboliti dalla L. 217/1983, ma ancora

esistenti di fatto in alcune Regioni (Molise, Campania, Sardegna, Sicilia). Compiti:

promuove il turismo;

incentiva il flusso turistico straniero;

realizza iniziative e manifestazioni;

coordina l’attività di altri enti;

raccoglie ed elabora dati statistici;

collabora con altri operatori per affrontare i problemi del turismo.

(Organi: Presidente, Consiglio di Amministrazione, Comitato esecutivo, Collegio dei Revisori).

> Aziende Autonome di Cura, Soggiorno e Turismo, istituite nel 1926 nelle più importanti località,

controllate dal Ministero, poi abrogato; riordinate con D.P.R. 1042/1960, abolite dalla L. 217/1983,

ma ancora esistenti di fatto in alcune Regioni (Molise, Sardegna, Sicilia). Compiti:

Gestire i luoghi di soggiorno e cura.

> Aziende di Promozione Turistica, Enti di diritto pubblico istituiti con L. 217/1983, art 4; Enti

strumentali, controllate dalle Regioni; Compiti:

Promuovere e propagandare le risorse turistiche locali

Informare e accogliere i turisti nelle aree di rilevante interesse turistico

Valorizzare e promuovere il patrimonio turistico, artistico, archeologico e

paesaggistico (non all’estero). Per questo;

Organizzano e promuovono attività turistiche;

Istituiscono gli I.A.T.;

Compilano materiale informativo e illustrativo;

Danno assistenza tecnica a Enti locali e operatori turistici;

Raccolgono ed elaborano dati statistici;

Danno consulenza su classificazione di strutture ricettive e autorizzazione agenzie.

(Organi: Presidente, rappresenta l’Ente e presiede il C.d.A.; Consiglio di Amministrazione, delibera

e gestisce l’Ente; Comitato esecutivo, solo in alcune Regioni, funzioni tecniche; Collegio dei

Revisori dei conti, vigila sulla regolarità amministrativa e contabile).

Costituzione del 1948 = vecchio art. 117 Cost. = l’assegnazione alle Regioni delle competenze

amministrative in tema di promozione e accoglienza turistica era conseguenza del principio del

parallelismo tra funzioni legislative e funzioni amministrative = alle Regioni spettano le funzioni

amministrative in ordine alle materie per le quali hanno competenza legislativa.

Tuttavia, le Regioni potevano esercitare le funzioni amministrative delegandole agli enti locali

(provincie e comuni) o avvalendosi dei loro uffici.

Aziende locali “soggiorno e turismo” che sono esistite fino a 15 anni fa, erano enti provinciali che

dipendevano dalle regioni: le funzioni vengono date alle regioni, poi queste le affidano agli enti che

stanno sotto e nella maggior parte dei casi erano le province. Le province svolgono queste attività

di informazione e accoglienza. Oggi non esistono più, tuttavia le funzioni promozione sono svolte a

seconda dei casi dagli enti territoriali sulla base di che cosa decide la singola regione => ogni

regione stabilisce a chi affidare queste funzioni => decide in piena autonomia sulla base del

principio di sussidiarietà => ente che può svolgere questa funzione.

Legge Bassanini = legge n. 59 del 1997 e decreto legislativo n. 112 del 1998 = introduzione del

principio di sussidiarietà = conferimento alle provincie, ai comuni e agli altri enti locali tutte le

funzioni amministrative che non richiedono l’esercizio unitario a livello regionale.

Riforma cost. del titolo V del 2001 = art. 118 Cost. costituzionalizza il principio di sussidiarietà.

> Veneto > legge regionale n 11 del 2011 ha deciso di affidare alle province l’attività di

promozione, informazione e accoglienza/assistenza turistica

> Puglia > accoglienza turistica in capo ai Comuni

> Regione Toscana = legge regionale n.87 del 1998: le province hanno le funzioni

amministrative di accoglienza, promozione e informazione turistica locale; i comuni hanno

le funzioni di accoglienza, informazione e promozione della conoscenza sulle

caratteristiche dell’offerta turistica del territorio comunale.

> Regione Lazio con legge regionale n. 14 del 1999 aveva mantenuto alle dipendenze

della Regione le aziende di promozione turistica come prevedeva le legge statale quadro di

principio n. 217 del 1983. Poi con legge regionale n. 13 del 2007 le funzioni di promozione

turistica sono affidate alle Provincie.

nella maggior parte dei casi le funzioni sono svolte dalle province (es: Toscana, Lazio*)

le province non lo svolgevano adeguatamente => crea una società per azione e partecipazione

* pubblica e svolge questa funzione = agenzia regionale per la promozione turistica che si articola

in uffici territoriali del turismo uno per ciascuna provincia.

Regioni possono decidere a chi affidare e in che modo gestire le funzioni amministrative. es: dalla

provincia o comune o come nel Lazio che le funzioni siano svolte da una azienda speciale con un

proprio patrimonio distinto rispetto a quello della regione. O un consorzio di comuni che si mettono

insieme per svolgere quest’attività in comune. O una società 1/2 pubblica 1/2 privata => anche le

imprese turistiche. Si vuole stimolare il dialogo tra enti e privati => offerta turistica sia il frutto di un

dialogo fra enti pubblici e soggetti privati.

Legge regionale Veneto n. 11 del 2013 ha modificato il sistema di informazione e di accoglienza

turistica nella Regione. L’indirizzo e il coordinamento spetta alla Giunta regionale e la gestione

viene affidata a soggetti pubblici e privati anche associati fra loro. La Regione stabilirà gli standard

minimi di accoglienza e di informazione.

Trento Provincia autonoma = legge provinciale n. 8 del 2002 modificata dalla legge prov. n. 14 del

2010 ha istituito 14 aziende per il turismo in altrettanti ambiti territoriali omogenei individuati dalla

Giunta provinciale. Si tratta di soggetti misti che assumono la forma o di società per azioni o di

cooperative o di consorzi. Nelle zone che non rientrano Negli ambiti territoriali delle Aziende la

promozione è affidata a consorzi turistici di associazioni pro loco.

Le funzioni amministrative quando vengono conferite agli enti locali senza vincoli di natura

organizzativa possono essere eserciate nelle forme decise dagli enti locali in piena autonomia.

Decreto legislativo n. 267 del 2000 (testo unico sugli enti locali) = individua le forme organizzative

con le quali possono essere esercitate le funzioni amministrative in tema di turismo da parte degli

enti locali (istituzione, azienda speciale, società a capitale misto pubblico-privato o interamente

pubblico, consorzio, conferimento ad organizzazione privata).

Le forme di gestione per l’esercizio dei compiti di promozione, accoglienza, informazione turistica

sono diverse:

1) possono essere lasciate all’autonoma decisione degli enti locali (comuni e province);

2) possono essere già stabilite dalla legge regionale che trasferisce le funzioni agli enti

locali;

3) la Regione può trattenere la competenza.

STL= Sistema Turistico Locale

Legge n. 135 del 2001 e decreto legislativo n. 79 del 2011= stimola il dialogo fra enti locali, enti

funzionali, soggetti privati e singoli con lo scopo dell’aggregazione e del coordinamento

dell’offerta nella promozione e nell’informazione turistica = sistema turistico locale.

STL (già previsto dalla legge statale quadro di principio n. 135 del 2001 all’art. 5) = i contesti

turistici omogenei o integrati che comprendono ambiti territoriali, che possono appartenere anche

a Regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni

turistiche inclusi i prodotti agricoli tipici, dell’artigianato locale , e dalla presenza diffusa di

imprese turistiche.

La legge n. 135 del 2001 stabiliva che per la creazione di un sistema turistico locale fosse

necessario un provvedimento della Regione.

Codice del turismo (decreto legislativo n. 79 del 2011 all’art. 23 parlava di sistema turistico

locale). La Corte cost. con la sent. n. 80 del 2012 ha detto che tale materia spetta alle Regioni. Il

turismo era materia concorrente all’epoca

STL = area che ha un flusso turistico in modo che le diverse strutture organizzative possano

coordinarsi per la promozione e l’informazione.

D evono essere fissati dalle Regioni = materia di competenza legislativa esclusiva.

É elemento di promozione turistica

É un’area omogenea => un particolare tipo di turismo su questo territorio. Sono fissati dalle

regioni. Può riguardare una zona di una provincia però ci possono essere STL che riguardano

territori di province diverse e danno luogo a un STL proprio. Anche regioni diverse

Deve esservi un’offerta turistica specifica/particolare. Offerta integrata di attrazione turistica

Diverso tipo e devono appartenere una determinata offerta (balneare, lago…).

Spetta alla regione classificare i territori per STL

Regione Veneto = sistema turistico locale richiama l’area turistica o i temi turisticamente rilevanti

(Legge regionale Veneto n. 33 del 2002 e n. 11 del 2013).

Lombardia = insieme di programmi, progetti e servizi orientati allo sviluppo turistico del territorio e

all’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici

della produzione e dell’enogastronomia locale = attività, azioni (erogazione di servizi), atti di

programmazione(legge regionale n. 15 del 2007).

Liguria punta invece sulla forma organizzativa = il sistema turistico locale è il soggetto che

realizza la collaborazione fra pubblico e privato nella formazione di un prodotto turistico a livello

territoriale sulla base di un piano di sviluppo complessivo e di progetti specifici = legge regionale

n. 14 del 2004. Soggetto che realizza la collazione fra pubblico e privato nella formazione di un

prodotto turistico a livello territoriale sulla base di un piano di sviluppo complessivo e di progetti

specifici. STL= è una persona giuridica che promuove l’offerta turistica come persona giuridica.

Provincia autonoma di Bolzano ha dato vita con legge provinciale n. 33 del 2013 ai Consorzi

turistici locali.

Le leggi regionali prevedono forme organizzative diverse mediante le quali si uniscono soggetti

pubblici (enti pubblici ed enti funzionali) e privata (imprenditori del settore turistico, associazioni di

categoria ecc.) con scopi non solo di promozione turistica.

Legge Regione Puglia n. 1 del 2002 = i sistemi turistici locali hanno il fine di favorire

l’integrazione armonica e compatibile tra le politiche del turismo, quelle del governo per il

territorio e quelle dello sviluppo economico.

Legge reg. Lombardia n. 15 del 2007 = realizzazione di interventi infrastrutturali e di

riqualificazione urbana e del territorio, sostegno all’innovazione tecnologica, crescita della

professionalità degli operatori e sviluppo delle competenze manageriali. Attenzione al

programma degli interventi. L’amministrazione deve essere disposta a rinnovarsi, a cambiare le

forme organizzative in riferimento ai programmi da attuare. Lombardia è una delle regioni

all’avanguardia sui STL= insieme di programmi/progetti e servizi orientati allo sviluppo turistico

del territorio e all’offerta integrata di beni culturali, ambientali, e attrazioni turistiche, compresi i

prodotti tipici della produzione e enogastronomia locale

> impone, per dare vita a STL, che vengano adottati interventi infrastrutturali e

riqualificazione urbana => responsabilizza i soggetti che danno vita al STL altrimenti i

finanziamenti non arrivano. Anche imponendo al crescita della professionalità degli

operatori e delle loro competenze giuridiche

Legge reg. Sicilia n. 10 del 2005 = distretti turistici come contesti omogenei e integrati

comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a più provincie e caratterizzati da offerte

qualificate di attrazioni turistiche e di beni culturali, ambientali, ivi compresi i prodotti tipici

dell’agricoltura e dell’artigianato locale. Costituzione di organizzazioni promosse da enti pubblici,

enti territoriali e soggetti privati che intendono concorrere allo sviluppo turistico del proprio

territorio o di più territori appartenenti anche a province diverse, mediante la predisposizione e

l’attuazione di specifici progetti.

La Regione Veneto ha istituito i STL con Legge Regionale n. 33/2002: al fine di sviluppare i STL

il territorio della regione è suddiviso in ambiti territoriali a tipologia di offerta turistica omogenea.

Sono 14 gli ambiti territoriali gestiti da strutture associate di promozione turistica a composizione

pubblico-privata. Di fatto 6 di questi ambiti corrispondono a capoluoghi di provincia, attuando in

sostanza, una sovrapposizione tra confine amministrativo e STL.

I STL sono 14: Dolomiti, Belluno-Feltre-Alpago, Treviso, Bibione e Caorle, Jesolo e Eraclea,

Venezia, Chioggia, Padova, Terme Euganee, Vicenza, Altopiano d’Asiago, Garda, Verona e

Rovigo.

S i configurano per continuità territoriale e per tipologia di prodotto turistico prevalente.

Prodotti: balneare, città d’arte, termale, montagna.

STL = si tratta di un distretto industriale che nasce per lo sviluppo e la valorizzazione coordinata

delle risorse turistiche locali e che risponde alla necessità di aumentare la competitività turistica

di un’area territoriale: esaltazione della dimensione territoriale dell’offerta turistica e integrazione

necessaria fra le diverse componenti del sistema e in particolare fra gli attori pubblici e privati,

non sono nella gestione ma anche nell’elaborazione progettuale.

I soggetti pubblici e privati predispongono i progetti di sviluppo. Spetta alle Regioni definire le

modalità e le misure del finanziamento e l’erogazione dei finanziamenti stessi.

> Strutture associate di promozione turistica (interventi in ambito di commercializzazione,

eventi e iniziative promozionali, consulenza e assistenza tecnica alle imprese associate);

> Conferenza permanente provinciale del turismo (per assicurare in ogni provincia la

partecipazione e il collegamento con gli enti locali) Uffici provinciali di informazione e

accoglienza turistica (IAT) ( informazione e accoglienza turistica nei propri ambiti);

> Associazioni pro loco (strumenti per la tutela dei valori naturali artistici e culturali elle

località e promozione dell’attività turistica e culturale)

Legge statale quadro di principio n. 135 del 2001 art. 5 comma 4 = Sostenere attività e processi di

aggregazione e di integrazione fra le imprese turistiche, attuare interventi per la qualificazione

dell’offerta turistica, riqualificare le località turistiche, sostenere l’innovazione tecnologica degli uffici

e dell’accoglienza dei turisti, sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche e promuovere il

marketing telematico dei prodotti tipici.

Promozione e programmazione grazie all’incontro pubblico-privato.

Scopi del sistema turistico locale:

1) Realizzazione di progetti di sviluppo rivolti alla valorizzazione delle risorse turistiche, alla

creazione di nuovi prodotti o servizi, all’incremento dell’offerta turistica locale anche attraverso i

servizi di informazione e accoglienza dei turisti;

2) Promozione dell’offerta turistica e attività di marketing in favore del territorio;

3) Commercializzazione del prodotto turistico locale.

vengono costituiti tramite accordi fra:

enti locali (comuni/province)

enti funzionali:

- ente pubblico che sta a metà tra lo stato e enti territoriali => comuni

e province

- hanno il compito di rappresentare determinati interessi

- diversi dagli enti territoriali perché questi hanno come elemento

fondamentale il territorio=> tutelare gli interessi di chi risiede in quel

territorio

- scuole, camere di commercio*

- * associazioni che raggruppano le imprese e ne promuovono gli

interessi

soggetti privati (organizzazioni che rappresentano le imprese turistiche)

che si aggregano per promuovere e coordinare l’offerta turistica

> un consorzio fra pubblico e privato nel gestire e elaborare lo sviluppo del turismo in quel

determinato luogo

RUOLO DELLE REGIONI E RICONOSCIMENTO REGIONALE DEI STL

Alle regioni spetta il compito del riconoscimento dei STL per favorire l’integrazione tra politiche del

turismo e politiche di governo del territorio, anche ai fini dell’attribuzione dei finanziamenti

necessario per il sostegno dei progetti di sviluppo dei STL.

Alla Regione è quindi affidato il ruolo di programmazione e pianificazione delle scelte da realizzare

attraverso l’identificazione di linee di indirizzo cui i STL saranno chiamati ad attenersi per poter

accedere ai finanziamenti e agli altri benefici previsti dalla legge.

la Sardegna ha indicato come dimensione di riferimento un’estensione territoriale pari almeno ad

una provincia e che ha previsto un numero massimo di S.T.L. non superiore a otto.

Veneto > forme organizzative: enti pubblici con la partecipazione delle camere di commercio e

delle pro loco.

Lago di Garda sponda veronese è stato istituito un consorzio “lago di Garda e Baldo”=

• unione di comuni (14 della provincia di VR) che si sono messi insieme per dar vita al

consorzio ossia un STL e struttura di promozione turistica. É una gestione associata di

funzioni, ogni comune partecipa con una propria quota di finanziamento in base al proprio

bilancio. Organizza eventi promozionali, partecipa all’organizzazione di manifestazioni di

promozione e attività di marketing distribuendo opuscoli e informazioni. Possono mettere a

disposizione la propria organizzazione per pubblicizzare i pacchetti turistici + mettendo a

disposizione i propri siti per la conclusione di contratti. Anche marketing telematico per i

prodotti locali. É struttura di promozione turistica in forma associata costituito ai sensi dell’art.

7 Legge regionale Veneto n. 33/2002 al fine di promuovere il sistema turistico locale

dell’ambito territoriale Garda-Baldo.

Ci sono forme di responsabilizzazione: regioni danno dei soldi e il STL per avere i finanziamenti

deve essere responsabilizzato attraverso l’obbligo di promuovere e realizzare progetti di sviluppo

=> c’è il controllo della regione e devono periodicamente presentare dei progetti di sviluppo per

valorizzare le loro risorse e incrementare l’offerta turistica. In cambio di questo vengono erogati i

finanziamenti.

Le regioni devono fare attenzione a istituire le aree. Ci sono stati esempi di STL istituiti su aree,

territori che non hanno ancora avuto uno sviluppo turistico => STL creato per sviluppare una

certa area che non è ancora sviluppata dal punto di vista dell’offerta turistica. Es: l’Abruzzo ha

individuato nel proprio territorio due possibili tipologie di S.T.L.:

1) quelli legati ad aree turisticamente sviluppate e con diffusa presenza di servizi

turistici (di cui la relativa D.G.R. fornisce anche l’elenco)

2) quelli relativi ad aree a vocazione turistica, che presentano un grado di sviluppo non

ancora soddisfacente;

Organizzazioni permanenti costituite per la realizzazione di opere e la gestione di servizi di

interesse comune ai consociati, che possono essere dotate di personalità giuridica e di una

struttura associativa.

Consorzi sono forme associative, dotate di personalità giuridica. I consorzi sono creati per

assolvere a compiti propri di tutti i soggetti partecipanti, e pertanto, si pongono come una

struttura strumentale all’espletamento dei medesimi compiti. Tra i consorziati esiste un vincolo

associativo che può derivare da un contratto (c. volontari) o da un provvedimento di natura

autoritativa (c. obbligatori).

Tra le varie forme associative degli enti pubblici hanno acquisito una notevole rilevanza i c. tra

enti locali, costituiti per la gestione associata di uno o più servizi e disciplinati dalla l. 142/1992 e

dal decreto legislativo n. 267/2000.

Il consorzio tra enti locali si presenta come un ente polifunzionale, la cui configurazione varia in

relazione all’attività svolta. La sua diffusione risponde all’esigenza di correggere gli eccessi del

municipalismo e di ridurre i rilevanti squilibri tra i comuni italiani, in favore soprattutto dei comuni

più sfavoriti sul piano delle risorse umane e materiali. Il decreto legislativo 267/2000 (art. 31) ha

previsto, pertanto, che possa addivenirsi alla costituzione dei consorzi tra enti locali con

l’approvazione, a maggioranza assoluta dei componenti dei rispettivi consigli, di una

convenzione e di uno statuto ( c. volontari).

La convenzione disciplina le nomine e le competenze degli organi consortili, mentre lo statuto

determina l’organizzazione e le funzioni del consorzio.

Associazione fondazioni per la promozione turistica:

- Touring club italiano;

- Centro turistico studentesco e giovanile;

- Fondo ambiente italiano;

- Club alpino italiano

> consorzi fra enti locali sono molto incentivati anche dalle nostre leggi: deve esserci

l’approvazione dei consigli comunali => nasce una convenzione e uno statuto

> forma organizzativa più diffusa è quella dei consorzi

> si rapporta con i pubblici poteri come se fosse un soggetto di diritto anche per avere i

finanziamenti per riqualificare territorio e offerta

> sviluppare insieme il prodotto turistico

> le regioni assegnano dei finanziamenti, se hanno delle risorse, per interventi sulle infrastrutture e

finanziare le imprese turistiche che vogliono riqualificarsi

=> purtroppo ci sono molte pressioni anche di organizzazioni criminali per avere la qualifica

di STL

> consorzio= unione di comuni o province anche con soggetti privati per esercitare insieme la

funzione

> Le funzioni di promozione e informazione/accoglienza vengono svolte dalle province

> oggi le province= enti ad area vasta. Esistono e hanno un personale e funzionano come enti ma

se passa la riforma costituzione provincia non ha più un fondamento costituzionale => non è più un

ente necessario

STRUTTURE LEGATE ALLE ZONE COSTIERE

> Promozione turistica : accordo tra pubblico e privato

> es: distretti turistici nei territori costieri per ragioni economiche, fiscali e amministrative

> create per eliminare una serie di passaggi burocratici

> decreto legge n.70 del 2011 convertito in legge 106 del 2011: distretti turistici nei territori costieri

> servono per riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale…

> Obiettivi dei distretti turistici nei territori costieri:

- riqualificare e rilanciare l’offerta turistica a livello nazionale e internazionale;

- migliorare l’efficienza nella organizzazione e nella produzione di servizi,

- garantire certezza giuridica alle imprese per investimenti,

- accesso al credito,

- velocità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.

> sono creati su richiesta delle imprese nel settore di quel territorio > agenzie, albergatori,

ristoratori, stabilimenti balneari

> creati dalla regione assieme al ministero dell’economia e della finanza e con i comuni, i quali

devono dare il consenso per la creazione del distretto

> la delimitazione dei territori è effettuata dalle Regioni d’intesa con il Ministero dell’economia e

delle finanze e con i Comuni interessati previa conferenza dei servizi a cui deve partecipare

l’agenzia del Demanio

> viene costituito con decreto del presidente del Consiglio dei ministri previa intesa con le regioni

interessate

> per aprire l’attività dobbiamo soddisfare degli interessi che sono coinvolti => permessi da parte di

più amministrazioni

> conferenza dei servizi= convocata quando i permessi devono essere dati da più uffici =>

la pubblica amministrazione ossia il comune la convoca e quindi tutti gli uffici che

intervengono nel procedimento => tutti gli interessi vengono discussi contestualmente.

Il comune può chiedere un parere per istituire il distretto e lo chiede ad esempi all’ufficio

ambiente del territorio coinvolto; se nn risponde entro 30gg > il silenzio è considerato come

un’approvazione “silenzio assenso” => è un modo per semplificare e velocizzare il

processo amministrativo. Partecipa alla conferenza anche l’agenzia del demanio= strutture

amministrativa che ha il compito di gestire il patrimonio demaniale. Le spiagge sono di

proprietà pubblica

> Agevolazioni fiscali e burocratiche: sono zone a burocrazia zero => ci sono agevolazioni come il

fatto di essere una persona giuridica => intrattiene i rapporti con le pubbliche amministrazioni; per

avere accesso ai finanziamenti (contributi regionali, nazionali e europei) è il distretto che li chiede.

Ed è il distretto che chiede i finanziamenti alle banche => stipula accordi di prestito alle banche.

L’impresa ha il distretto per accedere a finanziamenti e prestiti. Una serie di passaggi burocratici

vengono saltati/evitati. Tutti i procedimenti amministrativi necessari per aprire una nuova attività nel

distretto, saranno gestiti da un ufficio locale nel governo al quale il distretto chiede il permesso.

L’ufficio è preso la prefettura. Se trascorrono 30 giorni senza che l’ufficio locale del governo

autorizzi l’attività c’è il silenzio assenso => imprenditore può avviare l’attività. I distretti hanno dei

fondi che derivano dai contributi + agevolazioni fiscali.

> contratto di mandato= soggetto stipula facendo cadere gli effetti giuridici su un altro. Stipulati dal

distretto per le imprese che ne fanno parte.

> sono raggruppamenti di imprese articolate su un determinato territorio con l’obiettivo di

accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori di riferimento, di migliorare l’efficienza

nell’organizzazione e nella produzione secondo il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale,

individuano le modalità di collaborazione con le associazioni imprenditoriali.

> Istituzione del Distretto costiero “costa di Amalfi”

> Cilento Blu

> Distretto costiero e balneare di Roma Capitale (è stato il primo. 2013)

> Distretto turistico costiero viene adottato con decreto Presidente del Consiglio dei ministri

Agevolazioni amministrative per i distretti turistici costieri

Le imprese aderenti al distretto possono intrattenere rapporti con le pubbliche amministrazioni e

con gli enti pubblici e dare avvio a procedimenti amministrativi per il tramite del distretto di cui esse

fanno parte; l’intervento del distretto permette alle PP.AA. e agli enti pubblici di provvedere senza

altro accertamento nei riguardi delle imprese, velocizzando e semplificando così le procedure;

La facilitazione all’accesso ai contributi regionali, nazionali e comunitari per le imprese aderenti è

permessa dalla possibilità di presentare istanze e avviare procedimenti amministrativi mediante un

unico procedimento collettivo, per il tramite dei distretti che possono anche arrivare a certificare il

diritto per l’accesso ai citati contributi; i distretti possono inoltre stipulare convenzioni anche

collettive con gli istituti di credito per la prestazione di garanzie in relazione a tali contributi;

I distretti possono stipulare, per conto delle imprese, negozi di diritto privato secondo le norme del

mandato, come previste dagli articoli 1703 e segg. del Codice Civile.

In un periodo di crisi come quello attuale è importante che la Pubblica Amministrazione agevoli dal

punto di vista sostanziale chi intende avviare una nuova impresa. In pratica i vantaggi delle Zone a

burocrazia zero consistono nel fatto che i procedimenti amministrativi necessari per

l’autorizzazione ad aprire una nuova attività saranno gestiti dall’ufficio locale del Governo, istituito

presso la Prefettura, e i provvedimenti devono necessariamente essere adottati entro trenta giorni.

Il trascorrere dei trenta giorni senza provvedimenti, comporta il “silenzio-assenso” e l’imprenditore

potrà automaticamente avviare l’attività.

Ora le Pubbliche amministrazioni hanno a disposizione uno strumento concreto per aiutare i

cittadini che hanno voglia di fare, e devono quindi accantonare scetticismi, diffidenze, rimpalli di

responsabilità

E’ importante, quindi, che, per beneficiare dei vantaggi amministrativi e fiscali di cui sopra, si

istituisca quanto prima l’ufficio locale del Governo, su richiesta della Regione, d’intesa con gli enti

interessati e su proposta del Ministro dell’Interno, con decreto del Presidente del Consiglio dei

Ministri.

Il suddetto ufficio (art. 14, terzo comma, Legge n. 183/2011): è presieduto dal Prefetto; è composto

da un rappresentante della Regione, da uno della Provincia e da uno del Comune interessato.

RICERCA & SVILUPPO

al fine di accrescere la capacità competitiva delle piccole e medie imprese e dei distretti, attraverso

la diffusione di nuove tecnologie e relative applicazioni è costituita l’Agenzia per la diffusione delle

tecnologie per l’innovazione.

Nei distretti sono attivati sportelli unici di coordinamento delle attività delle agenzie fiscali e

dell’INPS, che permettono alle imprese del distretto di risolvere qualunque questione di

competenza di tali enti, presentare istanze, ricevere provvedimenti...

La nascita del distretto turistico-alberghiero permette pertanto la creazione, la nascita, di un

soggetto autonomo, una nuova figura giuridica legalmente riconosciuto che può lavorare in

autonomia per lo sviluppo turistico degli organismi pubblici e privati che ne fanno parte. Questi non

saranno più obbligati a difficili trattative tra loro, a riunioni, conferenze tra gli stessi, ma potranno

istituire “il distretto”, un organismo snello, che avrà la delega ad operare sulle iniziative individuate,

con tutte le agevolazioni di cui sopra.

La promozione del turismo all’estero.

Azione regionale per la promozione all’estero:

Art. 117, comma 9 Cost. = potere estero delle Regioni che può essere esercitato nei casi e con le

forme disciplinate da leggi dello Stato.

Art. 6, comma 3 legge n. 131 del 2003= Le Regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano

nelle materie di loro competenza legislativa possono concludere con altri Stati accordi di natura

tecnico-economica o di natura programmatica finalizzati a favorire il loro sviluppo economico,

sociale e culturale previa comunicazione al Ministero degli affari esteri.

Le Regioni mediante sistemi turistici interregionali costituire forme di promozione turistica all’estero

riguardanti anche l’immagine complessiva del paese, o caratteri di vasta area, o elementi culturali,

storici, ambientali diffusi.

Ciò può mettere in crisi il ruolo dell’ENIT.

ATTESTAZIONI DI ECCELLENZA

Codice del turismo prevede le attestazioni al merito turistico

> “Maestro di cucina italiana” : attribuito ogni anno alle imprese della ristorazione italiana che, con

la propria attività, abbiano contribuito in modo significativo e protrattosi nel tempo, per l’alta qualità,

la ricerca e la professionalità, alla formazione di un’eccellenza di offerta tale da promuovere

l’immagine dell’Italia favorendone l’attrattiva turistica nella caratterizzazione e tipicità della relativa

offerta.

> “Maestro dell’ospitalità italiana” : eccellenza impresa alberghiera italiana. Chi lo ottiene ha il

diritto di usare quest’attestazione per almeno due anni. Gli serve per motivi pubblicitari. tuttavia

l’albergatore conserva dopo i 2 anni il diritto di esclusiva di indicarlo nel proprio logo/insegna

specificando a quale biennio fa riferimento la premiazione. Viene dato agli imprenditori italiani che

opera all’estero che abbia illustrato il made in Italy in modo esemplare attraverso la qualità del suo

servizio. Da attribuire, ogni anno, alle imprese alberghiere italiane che, con la propria attività,

abbiano contribuito in modo significativo e protrattosi nel tempo, per l’alta qualità, la ricerca e la

professionalità, alla formazione di un’eccellenza di offerta tale da promuovere l’immagine

dell’Italia favorendone l’attrattiva turistica nel mondo e la caratterizzazione e tipicità della relativa

offerta.

> “Medagliato al merito per la valorizzazione dell’immagine turistica italiana all’estero”: destinata a

tributare un giusto riconoscimento alle persone operanti all’estero che per il loro impegno e valore

professionale, nonché per la qualità e durata dei servizi resi hanno illustrato il “Made in Italy” in

modo tanto esemplare da divenire promotori turistici.

Finanziamenti erogati alle imprese turistiche

> legge 1 del 2013 prevede una serie di interventi pubblici in favore delle imprese turistiche con

attenzione alle imprese ricettive. Varie forme di finanziamento delle imprese turistiche, contributi a

piccole e medie imprese, interventi per il turismo accessibile, interventi per il turismo sostenibile,

fondo di rotazione del turismo

> finanziamenti per spese di investimento > nel caso in cui l’impresa turistica voglia fare degli

investimenti. La legge regionale dice che sono ammesse a questo fondo, nei limiti del 70% della

spesa, le strutture di accoglienza/ricettive alberghiere e extra alberghiere

> finanziamenti per un albergo di dotarsi di pannelli fotovoltaici

DIRITTO DEL TURISMO

Nasce come branca del diritto pubblico anche se tocca anche il diritto privato => d.t. un diritto

INTERDISCIPLINARE. È un diritto italiano ma è influenzato dal diritto europeo.

> Riguardo ai contratti di viaggio

• Decreto legislativo n 111/1995, di attuazione della direttiva europea 13 giugno 1990 n 314,

• NON è presente nel codice civile e ha trovato la sua disciplina a livello europeo e inserito

quindi nel codice del turismo.

• Il contratto di viaggio turistico organizzato ha trovato la sua disciplina nella Convenzione

internazionale relativa al Contratto di viaggio firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970 resa

esecutiva in Italia con legge di esecuzione 27 dicembre 1977 n. 1084.

• Poi è regolato anche dalla direttiva europea n. 314 del 1990, attuata in Italia con decreto

legislativo n. 111/1995.

• É anche previsto dal codice del turismo, decreto legislativo n. 79 del 2011 art. 32-51.

• Contratto di viaggio = pacchetto turistico che ha per oggetto viaggi, vacanze, circuiti tutto

compreso.

• Combinazione di almeno due dei tre elementi: trasporto, alloggio, servizi venduti ed offerti ad

un prezzo forfettario.

• É strutturato come contratto misto. 2 elementi seguenti: trasporto, alloggio, servizi.

• La finalità turistica caratterizza la causa concreta del contratto. Scopo di piacere, scopo

ricreativo, culturale, di conoscenza ecc.

• Diritto del turismo europeo va a modificare il diritto privato italiano.

• È un contratto atipico (non regolato dal nostro codice civile) e esiste perché esistono i

contratti misti=> si far riferimento a 3 elementi: contratto di trasporto, alloggio e servizi

ulteriori (attività di tipo ricreativo, piacere, svago).

• Perché ci sia un contratto di viaggio organizzato è necessario che ci siano almeno 2 dei 3

elementi.

• La causa del contratto (= interesse preminente del contratto, la finalità) è il turismo => scopo

di piacere, ricreativo, culturale, conoscenza.

• Il diritto del turismo ha dato origine a un nuovo tipo di contratto e degli illeciti civili (quando

violiamo un contratto => risarcimento danni o all’obbligo che la prestazione non eseguita,

venga eseguita) come:

il risarcimento danno morale/esistenziale ossia la sofferenza psicologica che si soffre

perché il contratto non è stato eseguito oppure vi è stata una cattiva esecuzione della

prestazione in occasione di un viaggio => non si è potuto godere della vacanza come

occasione di piacere. Es: danno da vacanza rovinata > generalmente connesso a un

evento irripetibile ed è compreso nel codice del turismo. Es: luna di miele, ossia

un’occasione unica e irripetibile; poi è stato esteso a altri eventi unici ma anche altri casi. É

un danno morale/psicofisico per la mancata esecuzione del contratto. Quando stipuliamo

un contratto sulla base di un presupposto che è il vero motivo per il quale lo concludiamo

=> modifica il nostro diritto privato. Il danno da vacanza rovinata (direttiva n314 del 1995 e

sentenza della Corte di giustizia 12 marzo 2002). Danno patrimoniale > bagaglio smarrito.

Obbligo di risarcimento per l’inadeguatezza del luogo di soggiorno, oppure per il mare

inquinato e non era inserito nel prospetto informativo del contratto. Art 47 del Codice del

Turismo (d.lgs. 79/2011) definisce il "danno da vacanza rovinata" come "un risarcimento del

danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso ed all'irripetibilità dell'occasione

perduta", a patto che l'inadempimento sia "di non scarsa importanza" (art. 47). Trattasi di

voce di danno non patrimoniale (nelle sue declinazioni biologiche, morali ed esistenziali) da

distinguersi dal vero e proprio danno patrimoniale. Quest'ultimo si traduce in una perdita

economica: ad esempio, mi hanno perso il bagaglio, il mio bagaglio ha un valore

economico che mi deve essere risarcito; oppure: a causa di un ritardo del volo aereo, ho

perso la coincidenza e ho dovuto comprare un altro biglietto aereo / ho dovuto pagare una

notte in hotel ed ho pertanto diritto al rimborso. Il danno da vacanza rovinata invece

consiste proprio nella perdita di un'occasione di relax.

Cosa deve fare il turista che conclude il contratto e vive questa situazione spiacevole?

- risponde sia l’agenzia che il tour operator.

- Il consumatore è obbligato a provare l’inadempimento del contratto > onere della prova

incombe su quello che fa il danno. Entro 10 gg dal rientro deve fare il reclamo

all’agenzia di viaggio o al tour operator => si risolve il tutto amichevolmente. In caso

non presentassimo il reclamo possiamo comunque agire in giudizio per il risarcimento

MA non presentando il reclamo => c’è un concorso di colpa => anche il turista

danneggiato per il fatto di non aver presentato il reclamo entro 10 gg non avrà diritto al

risarcimento integrale perché non ha messo nelle condizioni l’agenzia e il tour operatori

per risarcire i danni.

Tribunale Milano, Sez. XI, 15/05/2014, n. 5036

"In tema di danno non patrimoniale 'da vacanza rovinata', inteso come disagio psicofisico

conseguente alla mancata realizzazione in tutto o in parte della vacanza programmata, la

raggiunta prova dell'inadempimento esaurisce in sé la prova anche del verificarsi del

danno, atteso che gli stati psichici interiori dell'attore, per un verso, non possono formare

oggetto di prova diretta e, per altro verso, sono desumibili dalla mancata realizzazione della

'finalità turistica' (che qualifica il contratto) e dalla concreta regolamentazione contrattuale

delle diverse attività e dei diversi servizi, in ragione della loro essenzialità alla realizzazione

dello scopo vacanziero".

Sentenza di 2 anni fa: obbligo di risarcimento danni nei confronti di un tour operator int

tanto l’hotel che era stato presentato come un hotel a 5 stelle, non presentava le

caratteristiche pubblicizzate + scarse condizioni igieniche => turista ha contratto una

malattia infettiva

“Class session” > nel caso di gruppi organizzati dove si uniscono e chiedono il

risarcimento

Mancata esecuzione del contratto + violazione degli obblighi informativi che dovrebbero

informare il cliente di tutti i contenuti della prestazione, qualità dei servizi, natura delle

strutture. L’informazione è il presupposto per esercitare un qualsiasi tipo di diritto e il

presupposto sul quale un consumatore stipula un contratto è l’informazione.

> agriturismo: Codice civile modificato all’articolo 1235: si è previsto la possibilità che

l’imprenditore agricolo, ossia colui che svolge l’attività di coltivazione fondo, bosco e allevamento,

possa svolgere una limitata attività turistica => un’attività che ha le caratteristiche previste dal

codice civile: offrire ospitalità, somministrare pasti e bevande, organizzare attività ricreative come

degustazione e vendita prodotti aziendali attraverso l’uso dell’azione agricola. Codice è stato

modificato nel senso che l’attività di ricezione e ospitalità deve essere svolta dall’imprenditore

agricolo e in funzione dell’attività agricola => incrementare il fondo. Legge statale n96 del 2006 in

tema di agriturismo.

> Contratto di albergo= contratto atipico (non previsto dal Codice civile). É un contratto con una

serie di prestazioni che assomiglia al contratto di locazione => l’albergatore si obbliga a fornire

all’ospite alloggio e altri servizi. Trova disciplina nel codice civile solo negli spetti che riguardano il

deposito in albergo e la responsabilità dell’albergatore.

> Contratto di Prenotazione alberghiera=

contratto atipico (non previsto dal codice civile)

rapporto giuridico preparatorio (preparatorio rispetto a quello definitivo)

contratto consensuale (consenso da entrambi le parti)

unilaterale (crea un obbligo su una sola parte: albergatore tiene libero l’alloggio per il

periodo per il quale è stato prenotato, in favore del consumatore)

gratuito (la prenotazione è un contratto che serve al turista per bloccare beni o servizi che

non hanno un grande valore economico. Dipende dal rischio economico > se è di lieve

entità la prenotazione è gratuita. Oltre il rischio di impresa, l’impresa alberghiera rinuncia

alla prenotazione e ricorre al contratto preliminare)

In cui l’albergatore si obbliga a tenere a disposizione di un viaggiatore prenotato un alloggio alle

condizioni previste. Acquistiamo un diritto a concludere il contratto definitivo di albergo che avverrà

nel momento in cui entriamo nella struttura.

Non esisteva prima dei contratti di turismo

Assomiglia ai contratti preliminari= contratto che obbliga le parti a concludere entro un certo tempo

il contratto definitivo. Se una delle parti non vuole più concluderlo, noi possiamo andare da un

giudice e avere una sentenza che produce gli effetti del contratto non concluso.

> Contratti di locazione con finalità turistiche (case vacanza). Per un certo tipo di durata che

però sono al di fuori del contratto d’albergo.

Fenomeno delle sovraprenotazioni ( overbooking aereo/hotel ) > il diritto è intervenuto.

> Overbooking aereo= le compagnie aeree accettato più prenotazioni del numero di posti

disponibili sull’areo. Lo facevano per limitare il danno che può essere economico, causato

dai viaggiatori che hanno prenotato o acquistato il biglietto e che non si presentano

all’imbarco => sfruttare le capacità di trasporto e per motivi economici. É intervento il diritto

europeo > regolamento europeo n 261 del 2004: sui diritti dei viaggiatori nei confronti delle

compagnie aeree

> Overbooking alberghiero= nel caso di strutture di accoglienza che accolgono e accettano

un numero di prenotazioni superiori alla disponibilità delle stanze. Questo non è lecito

perché viola il contratto di prenotazione alberghiera => l’obbligo dell’albergatore di tenere

libera la stanza. Può esserci il danno da vacanza rovinata + obblighi come se succede

questo => risarcimento del danno + obbligo di eseguire comunque la prestazione e

svolgere la prestazione di facere. Se la prestazione può ancora essere eseguita, noi

cerchiamo di eseguirla comunque ma se non viene rispettata (albergo 5 stelle in realtà 1)

l’albergatore deve collocare il turista presso una struttura vicina della stessa qualità

stipulata nel contratto

> diritto del turismo ha creato una nuova forma di impresa che è l’impresa turistica che ha delle

regole particolari. Le leggi statali n217 del 1983 e n 135 del 2001 hanno creato le imprese

turistiche= imprese che esercitano attività economica, organizzata per la produzione,

commercializzazione, intermediazione e gestione di prodotti e servizi, tra cui gli stabilimenti

balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli della somministrazione facenti parte die

sistemi turistici locali, che concorrono alla formazione dell’offerta turistica.

LE INFRASTRUTTURE DEL TURISMO

> sono dei beni pubblici destinati alla navigazione= beni di proprietà pubblica intesi come strumenti

per il perseguimento da parte dello Stato o enti territoriali di interessi pubblici connessi con

l’esercizio della navigazione e con le altre attività che nel mare o in prossimità del mare si svolgono

> utilizzo diretto del bene demaniale o affidamento ad altri soggetti pubblici o privati del loro uso.

> beni pubblici destinati alla navigazione= beni del demanio marittimo che fanno parte del demanio

necessario e dei beni del demanio aeronautico, chiamato demanio accidentale, perché ne fanno

parte beni che possono appartenere ai privati

> L’amministrazione ha il compito di tutelare i beni del demanio e di esercitare le facoltà dominicali

(proprietà), utilizzando quando è necessario gli ordinari mezzi a difesa della proprietà e del

possesso ai sensi dell’art. 823 codice civile.

> demanialità dei beni= beni che per la loro natura sono idonei a essere impiegati per la

navigazione, per la pesca, il diporto, la balneazione, l’elioterapia. Rivestono un interesse pubblico

sono inalienabili => non può essere trasferita la proprietà o il possesso. Posso trasferire però

il godimento del bene.

ha un uso pubblico

comune: uso comune ossia tutti ne godono a titolo gratuito

• oppure

uso speciale (uso del bene è riservato a alcuni soggetti con titoli/permessi speciali,

• licenze, autorizzazioni, condizionati al pagamento di una tassa come la tassa di

ancoraggio). Oppure

uso particolare (il bene pubblico è sottratto all’uso comune per essere attribuito in

• godimento esclusivo a un soggetto tramite lo strumento della concessione, che ne

permette l’utilizzo per un periodo di tempo determinato e per specifiche finalità in cambio

del pagamento di un canone, il corrispettivo)

> Comuni=funzioni amministrative sul demanio marittimo che non siano riservate allo Stato in base

ai principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione.

> Federalismo demaniale = decreto legislativo 28 maggio 2010 n. 85 = la proprietà dei beni

demaniali dovrà essere trasferita a Regioni, Provincie, Comuni e città metropolitane ad eccezione

di quella sui porti di rilevanza nazionale ed internazionale.

> Concessione = strumento giuridico che attribuisce ad un soggetto, pubblico o privato, l’uso di un

bene demaniale.

> Concessionario = chi ha la concessione per usare il bene demaniale = diritto privato di

godimento.

> Se il diritto comprende quello di edificare sull’area demaniale = diritto di superficie.

> Si può edificare sul demanio marittimo nel rispetto delle norme urbanistiche. Bisogna anche

rispettare i vincoli paesaggistici (decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42).

> D.P.R. n. 616/1977 = delega alle regioni delle funzioni amministrative sul litorale marittimo e sul

mare adiacente alle coste. Allo Stato invece le competenze in tema di navigazione marittima,

sicurezza nazionale, polizia doganale.

> Legge n. 494 del 1993 attività turistiche e ricreative: gestione di stabilimenti balneari, esercizi di

ristorazione e somministrazione di bevande e cibi, noleggio di imbarcazioni e di natanti, gestione di

strutture ricettive ed attività ricreative e sportive, esercizi commerciali ecc.

> Fino al 1996 la delega alle regioni non è stata operativa e le funzioni amministrative relative al

demanio marittimo hanno proseguito ad essere esercitate dall’autorità marittima.

> Decreto legislativo n. 112 del 1998 = conferimento generale alle regioni ed agli enti locali delle

funzioni amministrative riguardanti il rilascio di concessioni di beni del demanio della navigazione

interna, del demanio marittimo e di zone del mare territoriale.

> Riforma costituzionale del Titolo V = nuovo riparto di competenze fra Stato e regioni, attribuendo

agli enti locali le funzioni amministrative secondo il principio di sussidiarietà verticale.

1) Stato ha il diritto di proprietà: fissazione dei limiti, delimitazione, fissazione dei canoni e

riscossione, poteri di indirizzo, di programmazione e di coordinamento da esercitarsi in

concorso con ciascuna Regione. Proprietà dei beni e amministrazione finanziaria esercitata

attraverso l’agenzia del demanio

2) il comune rilascia la concessione, la rinnova e ha degli obblighi come assicurazione di pulizia

spiagge e servizio di salvataggio

3) uso del litorale è gestito dalla regione.

4) Ai Comuni e alle Regioni= gestione e amministrazione dei beni ma non la loro proprietà.

- Regioni = compiti di programmazione e di indirizzo generale.

- Comuni = competenza al rilascio e al rinnovo delle concessioni, rilascio dei provvedimenti

relativi all’utilizzo temporaneo del demanio marittimo con finalità turistico-

ricreativa, assicurare la pulizia delle spiagge, servizio di salvamento ecc.

L’uso del litorale balneare è riservato al potere regolamentare delle Regioni (ordinanza balneare).

=> imprenditore deve interloquire con tutti questi enti

Concessioni comunali e regionali

> dal 2007 si è previsto che le concessioni non sono inferiori a 6 anni e non superiori a 20. Un

tempo le concessioni date agli imprenditori turistici su questi beni era rinnovabili senza procedure

formali. Con la direttiva europea del 2006 n 123 Bolkenstein (liberalizzazione dei servizi e

imprese balneari)

si è previsto che gli stati membri devono adottare procedere di selezione tra i candidati che

presentino garanzie di imparzialità e trasparenza + accompagnate da forme adeguate di

pubblicità riguardante l’avvio della procedura al suo svolgimento.

le autorizzazioni rilasciate per tempi limitati e divieto assoluto di meccanismi automatici di

rinnovo

contrasto con il diritto di insistenza previsto dall’art 37 del codice della navigazione che

prevede che l’amministrazione contendete attribuisca la preferenza in sede di rinnovo della

concessione al titolare della vecchia concessione scaduta, rendendo a tempo indeterminato le

concessioni demaniali marittime

in Italia vi sono invece proroghe delle concessioni fino al 2020: applicare una direttiva in modo

così tardivo è come violarla => Diritto europeo con i suoi principi sta modificando il diritto

europeo andando a incidere su una serie di dirti acquisiti.

solo dopo tale data le amministrazioni potranno procedere all’affidamento delle nuove

concessioni con gare d’appalto

garantisce la libertà di circolazione e stabilimento => tutti in condizioni di parità hanno il diritto

di poter impiantare la propria attività economica in uno degli stati membri dell’EU sulla base del

principio della libertà di concorrenza.

SECONDA PARTE

inizio ‘900 > turismo elitario > viaggi, lunghi, impegnativi

Secondo dopoguerra > intensificazione t. massa

=> uniformare un settore che prima non era stato considerato.

> Prima convenzione che disciplina questo settore: CONVENZIONE DI BRUXELLES NEL 1970,

convenzione internazionale, aperta a tutti gli stati che volevano aderirvi. => è un contratto i cui

effetti possono ricadere nei singoli ordinamenti solo nella misura in cui lo stato interessato aderisca

alla convenzione stessa con i meccanismi ordinativi. L’Italia aderì e con la legge di ratifica del

22dicembre 1973 n 1084. Convenzione relativa al contratto di viaggio che viene definita come

CCV = contratto di viaggio. Convenzione prevede delle norme le quali disciplinano la nuova figura

(organizzatore di viaggio, intermediario di viaggio) e il regime di responsabilità di questi. Vuole

favorire il settore turistico => è a favore dell’impresa turistica => ci sono delle norme che

incoraggiano l’apertura delle agenzie di viaggio. É esaustiva su tutti i profili => è efficace. Ha avuto

successo nell’uniformare il settore turistico, e avere quindi più stati aderenti che accettassero le

regole? dipende dal numero di stati aderenti => è stata fallimentare. In EU solo 2 stati aderirono

ossia l’Italia e Belgio. Pochi stati extracomunitari e non avevano un’attrattiva turistica. Prevede un

articolo che rimette ai singoli stati la decisione se la si applichi ai viaggi nazionale o anche

internazionali > Italia decise solo per i viaggi internazionali.

esito fallimentare =>

DIRETTIVA COMUNITARIA DEL 1990 n’314 => lo stato comunitario è tenuto a recepirla. É un

meccanismo che conferiva l’uniformità a livello turistico perché gli stati erano tenuti a rispettare la

direttiva. Ha un effetto obbligatorio ma non è immediatamente efficace nello stato comunitario.

Vengono fissate in alcuni articoli quelle che erano le indicazioni normative che avrebbero dovuto

essere seguite dai singoli stati comunitari con riguardo alle figura citate. Attenzione rivolta al

TURISTA/cliente.

L’Italia emana un DECRETO LEGISLATIVO 1995 n’ 111 > sulla base della direttiva comunitaria.

Non è lo stesso testo oggi in vigore. Viene abrogato e inserito nel codice di consumo del 2005.

Non ci sono differenze tra i due decreti perché le norme vengono trasferite all’interno del

codice di consumo. Operazione di traslazione perché il turista= consumatore => lo si inserisce in

un codice tutelato dove vi è anche la materia del sistema turistico e del consumatore.

Parte più turistica del codice del consumo viene traslata nel Codice del turismo 2011

Che destino ha la convezione internazionale?

É ancora in vigore => operatore giuridico deve far conto a due fonti normative che disciplinano la

stessa materia e capire quando interviene una o l’altra ossia la convezione o il codice del turismo.

Si è capita la difficoltà di avere 2 fonti => l’ordinamento italiano può abrogare al convenzione

internazionale e fintanto che non la abroga dobbiamo far conto alla CCV. Si decide in base alla

disposizione più favorevole al cliente e generalmente è quella contenuta nel codice del turismo.

Quali erano i problemi prima delle fonti normative per la figura dell’organizzatore (tour operator) e

l’intermediario di viaggio?

Prima della CCV non erano figura disciplinate ma atipiche => in presenza di un danno causato da

queste al cliente che disciplina si applica se nel codice civile non si regola questa figura??

Si analizza cosa fanno e sulla base delle affinità che dimostrano con le figura presenti nel codice

civile si disciplinava la materia.

TOUR OPERATOR/ORGANIZZATORE DI VIAGGIO

Organizzatore è un soggetto che unisce nello stesso contratto almeno 2 prestazioni: viaggio o

trasporto => offre una combinazione di prestazioni a fronte di un corrispettivo. É un contratto

sinallagmatico (a fronte di una prestazione complessa vi è un corrispettivo) si richiede da parte del

tour operator una prestazione complessa costituita da almeno 2 prestazioni => ci aspettiamo che il

t.o realizzi ciò che ci aspettiamo => la realizzazione del risultato che è in nostra aspettativa una

volta stipulato il contratto => nasce un’obbligazione di risultato (volo che ho programmato con

quella compagnia, quell’albergo) => se ciò non succede => inadempimento del contratto =>

risarcimento del danno per risultato non rispettano. Se è inadempiente che disciplina applichiamo

visto che il codice civile non dice niente di questa figura?? Si cerca una figura fine così da

recuperare la disciplina per intervenire sul nostro organizzatore di viaggio che è affine

all’appaltatore di servizi. INTERMEDIARIO DI VIAGGIO

Quando entriamo in un’agenzia di viaggio > scegliamo un pacchetto realizzato dall’organizzatore di

viaggio il quale può venderlo direttamente oppure andando nell’agenzia. Mette a contatto il cliente

con l’agenzia turistica che ha realizzato il viaggio stesso => svolge una funzione di mandatario =>

si limiti a porre in essere tutti gli atti giuridici necessari per concludere un contratto avente per

oggetto un viaggio organizzato da un’organizzatore di viaggio. É un mandatario con

rappresentanza che si distingue da quello senza rappresentanza: AGISCO IN NOME E PER

CONTO DEL MIO CLIENTE=> spendo il nome del cliente stesso. (Se agisco senza

rappresentanza agisco per conto del cliente ma in mio nome). Normalmente nel settore turistico

l’intermediario soprattutto per la CCV è un mandatario CON rappresentanza.

La CCV definisce il contratto di organizzazione di viaggio= qualunque contratto tramite il quale

una persona si impegna a suo nome per procurare ad un’altra, per mezzo di un prezzo globale, un’

insieme di prestazioni comprendenti il

1) trasposto

2) soggiorno separato al trasporto

O qualunque altro servizio che ad essi si riferisca.

=> Doppia prestazione. Per la CCV si ha un contratto di organizzazione di viaggio solo se è

presente il trasporto. Se chiediamo un albergo e un’escursione ma il trasporto è escluso ed è a

nostro carico => per la CCV questo non è un contratto di viaggio.

Prezzo forfettario determinato dal tour operator che non è proprio al somma aritmetica delle

prestazioni considerate, ma è un prezzo globale inferiore alla somma aritmetica per rendere più

alettante l’acquisto del pacchetto turistico. Non è un elemento necessario il prezzo forfettario ma la

determinazione del corrispettivo e una decisione del t.o

La CCV definisce il contratto di intermediazione: contratto tramite il quale una persona si

impegna a procurare a un’altra per mezzo di un prezzo sia un contratto di organizzazione di

viaggio sia uno con dei servizi separati che permettono di effettuare un viaggio e un soggiorno

qualsiasi e non sono considerati contratto di intermediazione gli interrail o simili.

É un contratto di mandato che possiamo conferire per la stipulazione di un contratto che ha per

oggetto un contratto di organizzazione ma anche di servizi disaggregati. Es: vado in agenzia e

prenoto un viaggio internazionale.

Qualunque persona che assuma l’impegno di organizzatore di viaggio/intermediario deve farlo in

modo abituale anche se non professionale. Non si richiede un provvedimento autorizzatorio che

disciplini l’attività stessa. Definire l’abito di attività di uno o dell’altro.

Art 34 definisce il pacchetto turistico= viaggi, vacanza, circuiti tutto compreso, crociere turistiche

risultanti dalla combinazione da chiunque e in qualunque modo realizzata di almeno 2 degli

elementi di seguito indicati, venduti o offerti in vendita a un prezzo forfettario. Gli elementi sono

trasporto, alloggio, servizi turistici non accessori al trasporto o alloggio che costituiscano per la

soddisfazione delle esigenze ricreative del turista parte significativa del pacchetto turistico stesso.

La fatturazione separata degli stessi elementi del pacchetto turistico non sottrae l’organizzatore o il

venditore agli obblighi del presente capo => si applica la disciplina del codice del turismo.

Almeno 2 elementi: trasporto o alloggio o servizio non accessorio al trasporto o alloggio. Il

trasporto può anche non esserci, basta che ci siamo almeno 2 servizi. Pacchetti senza trasporto

=> organizzatore può fare i pacchetti senza il trasporto => la tutela del cliente aumenta > una volta

vi era l’obbligatorietà del trasporto ora che il trasporto è facoltativo => si amplia l’ambito di

applicabilità della disciplina e si comprendono ipotesi prima escluse.

PRIMA I PACCHETTI TURISTICI:

Art 2 del 1995: pacchetti turistici hanno ad oggetto i viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso risultati

dalla prefissata combinazione di almeno 2 elementi venduti o offerti in vendita a un prezzo

forfettario di una durata superiore alle 24 ore oppure che si estendono per un periodo di almeno

una notte.

Definizione più dettagliata => meno favorevole al turista.

Rientravano in questo ambito di applicazione solo i pacchetti prefissati dall’operatore turistico.

La fatturazione separata degli elementi di uno stesso pacchetto turistico non sottrae l’organizzatore

o il venditore agli obblighi del presente decreto => sia che l’organizzatore o l’intermediario di

viaggio determino i prezzi in modo forfettario o in altri modi, queste figure sono consapevoli che a

loro si applicherà sempre la disciplina sul contratto di viaggio. Come potevano sottrarsi dal

contratto? Falsificando la fattura, fatturazione diversa rispetto al prezzo forfettario => fattura

determinata in altro modo e non a forfait.

Un servizio non accessorio al trasporto o albergo, è un’attività che fuoriesce la campo

organizzative alle soggetto preso in considerazione esempio le escursioni.

Si estende la tutela del cliente perché cade il limite temporale, consente al possibilità di disciplinare

il pacchetto su misura e si ha una connotazione particolare del turista: i servizi non accessori:

1) devono costituire una parte significativa del pacchetto: entrambi le parti devono essere

consapevoli che per il turista quel servizio è molto importante: escursioni)

2) servizi che soddisfino le esigenze ricreative del turista: no viaggio per studio, ma turista che

vuole divertirsi.

Cosa che invece la CCV prevedeva in quanto comprendeva 2 servizi: albergo e trasporto.

Per il Codice del turismo:

ORGANIZZATORE DI VIAGGIO: soggetto che si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo

forfettario a procurare terzi pacchetti turistici realizzando la combinazione degli elementi di cui

all’art 34 o offrendo al turista anche tramite un sistema di comunicazione a distanza la possibilità di

realizzare in modo autonomo e di acquistare varie combinazioni.

Deve consentire la realizzazione di un risultato utile programmato. É assimilato all’appaltatore di

servizi

INTERMEDIARIO: soggetto che anche in modo non professionale senza scopo di lucro vende o si

obbliga a procurare a terzi pacchetti turistici realizzati seguendo l’art 34 verso un corrispettivo

forfettario o singoli servizi disaggregati.

É la prima volta che in un teso nazionale che l’intermediario può vendere anche servizi

disaggregati: o concludere un contratto con un pacchetto turistico o uno con un servizio

disaggregato. Paragonato al mandatario con rappresentanza.

TURISTA: Acquirente, cessionario di un pacchetto o qualunque persona da nominare purché

soddisfi tutte le condizioni richieste per la fruizione del servizio per conto della quale il contraente

principale si impegna a acquistare senza remunerazione un pacchetto turistico.

Non si parla di provvedimento autorizzatorio per l’esercizio del t.o. o intermediario. Nel 1995 era

richiesto il provvedimento autorizzatorio. Attualmente il contratto di viaggio prevede

l’autorizzazione. VI É UNA DISCREPANZA TRA QUESTE DEFINIZIONI rispetto a ciò che compare

nel codice del turismo sul contratto di acquisto del pacchetto turistico => non è stata una svista del

legislatore ma quando vi era una riforma dell’art 117 della costituzione che stava ridisciplinando la

materia turistica

Come si stipula un contratto di organizzazione di viaggio?

> organizzatore= colui che pone in essere 2 servizi ma non è lui che eseguisce la prestazione.

Terzo prestatore del servizio= colui che esegue il trasporto/alloggio; giuridicamente parlando è

sempre colui che stipula il contratto di trasporto/albergo con t.o ma no ha rapporto contrattuale con

il cliente perché a questo interessa la realizzazione dei suoi servizi nelle modalità stipulate dal t.o

che è suo responsabile. Se il cliente subisce un sinistro durante il trasporto/albergo, potrà mai il

terzo agire nei confronti dell’albergatore o trasportatore => si rivolge al tour operator perché non ha

stipulato un contratto con il tour operator. Non contro l’intermediario perché è un mandatario che

offre un servizio disaggregato posto in essere dal t.o.

tour operator è l’unico responsabile nei confronti del cliente

intermediario che perché è un mandatario

Contratto di viaggio

> versamento obbligatorio di una caparra (“anticipo”) del 25% del prezzo complessivo =>

conclude il contratto

> nel codice civile si parla di contratto preliminare= contratto da cui nasce un’obbligazione che

impone alla parte obbligata di stipulare il contratto definitivo => verso una caparra così da

obbligare la controparte a stipulare il contratto definitivo? NO non funziona così => non si può

considerare il versamento della caparra come elemento per stipulare un contratto preliminare.

Siamo all’interno di un atto che costituisce insieme agli altri il contratto definitivo => ATTO

ENDOPROCIDIMENTALE per la stipulazione del contratto di viaggio.

> secondo il diritto civile: proponente che fa una proposta che deve pervenire al destinatario. Chi

riceve la proposta mi deve dire se la accetta o meno. Si conclude quando io proponente ricevo il

consenso e la manifestazione di volontà del destinatario della proposta stessa

> Contratto di viaggio: Tour operator e cliente. Tour operator fa la proposta, cliente valuta la

proposta (ossia il pacchetto turistico) => da comunicazione al tour operator. Usando lo schema del

diritto civile il contratto sarebbe concluso. Perché si possa definire concluso il contratto di viaggio il

t.o deve dimostrare il suo consenso => deve valutare la disponibilità dei servizi contenuti nel

pacchetto. Per concludere il contratto si chiede anche il versamento della caparra (non da vita a

un contratto preliminare: non si dice io verso la caparra e da questo contratto nasce l’obbligo di

stipulare il contratto) MA è una fase endoprocedimentale ossia all’interno del procedimento che io

devo seguire per stipulare il contratto.

> Si chiede una particolare forma per stipulare il contratto? SI = libertà di forma. Possiamo

stipulare il contratto in forma orale o scritta se non vi è una norma che impone un tipo di forma.

Viene preferita la forma scritta. Eccezioni > forme particolari che avvengono per atti pubblico:

compravendita immobiliare, non è sufficiente la forma orale o scritta, dobbiamo andare dal notaio e

redigere l’atto secondo i requisiti previsti per la stipulazione del contratto.

> Ostacoli per il contratto stipulato in forma orale?NO ma ovviamente ci sarebbero dei

problemi per il cliente.

Codice del turismo è prevista la forma scritta, ma era già richiesto anche dalla CCV:

Capitolo III: contratto di organizzazione di viaggio art 5:

“organizzatore di viaggio è tenuto a rilasciare un documento di viaggio portante la sua firma che

può essere sostituita da un timbro dell’agenzia di viaggio”.

> Con i punti fondamentali del contratto di viaggio. Si parla di documento non di contratto.

> non si richiede la forma scritta ma solo la presenza di un documento con i punti

fondamentali. Non si richiede sempre la firma del tour operator ma anche solo il timbro. É

diverso da un atto scritto deve essere quello che sarà il contratto vero e proprio con tutti gli

elementi del contratto stesso. É necessaria sempre la sottoscrizione di chi lo redige (t.o e

intermediario).

l’art. 6 del d. dgs. n° 111/95

contratto di vendita di pacchetti t. è redatto in forma scritta in termini chiari e precisi. Al

consumatore deve essere rilasciata una copia del contratto stipulato, sottoscritto o timbrato

dall’organizzatore o venditore.

- Non si parla di documento ma di contratto di viaggio

- Parliamo della forma che il contratto di viaggio deve avere

- contenuto chiaro e preciso: tutte le clausole ambigue devono essere risolte in favore del

turista stesso

- non è un contratto orale ma neanche una vera e propria definizione di un contratto scritto.

> Se non stipuliamo per iscritto, e la prestazione è disattesa, qual’è la sanzione?

- forma scritta ab substantiam/pena di nullità => se non rispetto questo requisito, il

contratto è come se non fosse mai esisto => parliamo di obbligazioni che non troverebbero

ragione di essere nel contratto perché il contratto non esiste. Obbligazioni e diritti nascono

dal contratto; il contratto deve essere scritto => chiedo una forma a pena di nullità. Se non

lo rispetto => il contratto non esiste => non hanno diritto a esistere allora neanche

obbligazioni e diritti. Forma molto severa, usata quando si vuole sanzione comportamenti

che l’ordinamento ritiene particolarmente gravi.

- forma scritta ad probationem/mezzo probatorio > prevista da una norma, in sede di

giudizio avendo questa prova della forma scritta non si possono usare altre prove. Non

rientra in un atteggiamento di tutela che il legislatore voleva garantire al turista.

CCV prevede che il documento deve essere redatto in forma scritta e se vi è la violazione di

elementi formali il cliente può agire e ottenere un risarcimento del danno quando questo avesse

provato il nesso di derivazione causale tra il danno e il mancato riferimento scritto.

Difetto di forma scritta= non ci sono tutti gli elementi previsti dal contratto. Es: mettere per iscritto la

necessità della vaccinazione per alcune località. Esempio di danno che deriva dalla mancata

indicazione per iscritto nel contratto di viaggio.

Nel codice del turismo: contratto di vendita di pacchetti t. è redatto in forma scritta in termini chiari

e precisi. Al turista deve essere rilasciata una copia del contratto stipulato che è sottoscritto dal

rivenditore (t.o) o organizzatore.

- Forma scritta.

- Non vi è come nel dlg 95 la possibilità che la sottoscrizione del contratto fosse sostituita

con il timbro dell’organizzatore o intermediario

La dottrina tende a aderire a una sanzione grave. Il contratto deve rivestire la forma scritta e

contenere tutti gli elementi che sono previsti all’art 36 e che costituiscono il contratto. L’assenza di

uno di questi elementi => la nullità (totale o parziale)

- Nullità totale: travolge l’intero contratto => deve essere fatta valere da entrambe le parti

- Nullità parziale: difetto di forma su alcuni elementi che può essere fatta valere soltanto

dal cliente. Più “gettonata”

In alcuni casi è sanzionata con la nullità, per altri è una forma informativa che continua a essere

sanzionata come faceva la ccv ossia con un semplice risarcimento. Forma informativa= richiesta

di forma scritta con lo scopo di informare il cliente sulle sue modalità di viaggio => offrendo la

massima tutela al turista stesso. La giurisprudenza tende a usare la forma della nullità.

ART. 36 codice del turismo: Elementi del contratto di vendita di pacchetti turistici

1. Il contratto contiene i seguenti elementi:

a) destinazione, durata, data d'inizio e conclusione, qualora sia previsto un soggiorno frazionato, durata del medesimo

con relative date di inizio e fine;

b) nome, indirizzo, numero di telefono ed estremi dell'autorizzazione all'esercizio dell'organizzatore o dell'intermediario

che sottoscrive il contratto;

c) prezzo del pacchetto turistico, modalità della sua revisione, diritti e tasse sui servizi di atterraggio, sbarco ed imbarco

nei porti ed aeroporti e gli altri oneri posti a carico del turista;

> parla del pacchetto t., del prezzo e la modalità della sua revisione deve essere previsto nel contratto di

acquisto. Il contratto di viaggio si basa su un rapporto sinallagmatico => ossia è bilaterale: una parte offre una

prestazione verso il pagamento di un corrispettivo. Contenuto del contratto prevede un corrispettivo a fronte di

un erogazione di un servizio. Il prezzo è fondamentale che sia indicato perché è un elemento per decidere se

acquistare o meno il pacchetto.

Il tour operator può modificare il prezzo difronte all’aumento di certe voci. In assenza di una clausola

contrattuale il t.o non potrà mai aumentare il prezzo.

d) importo, comunque non superiore al venticinque per cento del prezzo, da versarsi all'atto della prenotazione,

nonché il termine per il pagamento del saldo; il suddetto importo e' versato a titolo di caparra ma gli effetti di cui

all'articolo 1385 del codice civile non si producono qualora il recesso dipenda da fatto sopraggiunto non

imputabile, ovvero sia giustificato dal grave inadempimento della controparte;

=> ipotesi di recesso legale ossia prevista da una norma. Si menziona il 1385 che disciplina la caparra

confirmatoria:

“Se al momento della conclusione del contratto [1326 ss.] una parte dà all'altra, a titolo di caparra, una somma

di danaro o una quantità di altre cose fungibili, la caparra, in caso di adempimento, deve essere restituita o

imputata alla prestazione dovuta. Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra può recedere dal

contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal

contratto ed esigere il doppio della caparra. Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare

l'esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali”

> ipotesi in cui uno dei due contraenti versa la caparra: es il contraente A verso una somma di 100€ a B, nel

caso in cui il contratto è inadempiuto, la caparra è un anticipo di quanto dovuto => non viene ridata. Se il

contraente è inadempiente => B trattiene la caparra confirmatoria. Se è inadempiente B, allora il contraente A

deve ricevere il doppio della caparra.

CODICE DEL TURISMO

> Questo sistema si applica anche per il codice del turismo ed è chiamata ipotesi di recesso legale: non si

applica la caparra confirmatoria nell’ipotesi in cui vi sia un’impossibilità sopravvenuta del turista o un grave

inadempimento a carico del t.o. Il turista dice che la norma ha un’impossibilità oggettiva sopravvenuta: il t.o non

ha diritto ha trattenere la caparra confirmatoria => il turista può recedere dal contratto e richiedere la

restituzione della caparra e se ha pagato il saldo anche la restituzione di questo.

es: turista si ammala, si rompe la gamba => non può fare il viaggio. Recede dal contratto e chiede la

restituzione.

> nel caso di inadempimento del contratto da parte del t.o il turista può sempre recedere dal contratto e chiede

la restituzione della caparra confirmatoria (non il doppio come nel codice civile => tutela meno forte nel codice

del turismo).

PRIMA vi era solo la CCV con art 9

“Il viaggiatore può annullare il contratto in qualsiasi momento, totalmente o parzialmente, a condizione di

indennizzare l’organizzatore di viaggi conformemente alla legislazione nazionale o secondo le disposizioni del

contratto”

> il cliente può in qualsiasi momento di recedere dal contratto purché corrisponda una penale al t.o. Penali

progressive diverse a seconda del tempo in cui recedevamo prossimi alla partenza o prima (al 15gg paghi tot, 3

giorni prima paghi tot). Se 2 giorni prima, la caparra penitenziale era di un importo quasi uguale al costo del

viaggio.

Risoluzione per impossibilità sopravvenuta, l’evento che impedisce l’esecuzione della prestazione deve

rientrare nella sfera del t.o => il t.o deve essersi trovato impossibilitato a realizzare il contratto => paga il danno.

Nel caso in cui fosse successo da parte del turista questo => era impossibile che il viaggiatore chiedesse la

risoluzione per impossibilità perché era il t.o non idoneo a accettare la prestazione. Prima perché la prestazione

del t.o. fosse realizzabile era necessaria la collaborazione del turista.

> Clausole vessatorie: nei contratti standard (contratti predeterminati rivolti a un certo numero di persone)

viene richiesta la sottoscrizione della parte che aderisce al contratto. Sono clausole che, se stipuliamo un

contratto di assicurazione, sono a pie di pagina e si richiede da parte del cliente la sottoscrizione. Secondo

l’intento della norma l’aderente deve prendere piena consapevolezza del contenuto delle clausole. Erano una

tutela formale che veniva assolta con la nostra sottoscrizione alla quale spesso non veniva accompagnato un

pieno grado di consapevolezza rispetto a ciò che si firma.

Siamo in presenza di queste? => si può recedere con un risarcimento se il datore di lavoro non gliele ha fatte

notare.

ART 33 Codice del consumo:

1.Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che,

malgrado la buona fede, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli

obblighi derivanti dal contratto. 2. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno

per oggetto, o per effetto, di:

a) escludere o limitare la responsabilità del professionista in caso di morte o danno alla persona del

consumatore, risultante da un fatto o da un’omissione del professionista;

b) ….

> è vessatoria quando determina un disequilibrio tra i diritti e doveri che incombono su una parte e sull’altra. Se

inserite nonostante la loro vessatorietà vengono considerate nulle di diritto

ART 34

1. La vessatorietà di una clausola è valutata tenendo conto della natura del bene o del servizio oggetto del

contratto e facendo riferimento alle circostanze esistenti al momento della sua conclusione ed alle altre clausole

del contratto medesimo o di un altro collegato o da cui dipende.

> Ci sono alcune clausole vessatorie (elencate nell’art 32 del codice del consumo).

> nell’ipotesi in cui fosse vessatoria => sono clausole nulle => Dobbiamo valutare: è possibile che il t.o

inserisca nel contratto delle caparre penitenziale che aumentano avvicinandoci alla partenza o devono essere

considerate vessatorie?

> se sono vessatorie lo capisco perché sono quelle in cui il professionista impone una somma di

denaro nel caso di recesso

> guardo il contratto per capire se sono vessatorie: se è prevista un’ipotesi di recesso assistito da

caparra penitenziale a carico del cliente => questa clausola può essere legittima se dovesse

incombere sul t.o. Quando anche il t.o può recedere come il cliente => anche lui dovrà essere gravato

da caparra penitenziale a favore del turista. Se il contratto rispetta i diritti e doveri di entrambi la

clausola può essere ritenuta legittima. Ci saranno sempre contratti in cui la caparra penitenziale è

prevista solo a scarico del cliente. Quando l’impedimento non è imputabile al t.o (sciopero dei voli) =>

il t.o deve comunicare e lasciare libero il t.o di accettare o meno la variazione => T.o deve sempre

proteggere il cliente se il cliente non accetta allora il t.o deve trovare una soluzione.

> OGGI il nostro viaggiatore può recedere fino a quando non parte.

e) estremi della copertura assicurativa obbligatoria e delle ulteriori polizze convenute con il turista;

f) mezzi, caratteristiche e tipologie di trasporto, data, ora, luogo della partenza e del ritorno, tipo di posto assegnato;

g) ove il pacchetto turistico includa il trasporto aereo, il nome del vettore e la sua eventuale non conformità alla

regolamentazione dell'Unione europea;

h) ove il pacchetto turistico includa la sistemazione in albergo, l'ubicazione, la categoria turistica, il livello, l'eventuale

idoneità all'accoglienza di persone disabili, nonché le principali caratteristiche, la conformità alla regolamentazione dello

Stato membro ospitante, i pasti forniti;

i) itinerario, visite, escursioni o altri servizi inclusi nel pacchetto turistico, ivi compresa la presenza di accompagnatori e

guide turistiche;

l) termine entro cui il turista deve essere informato dell'annullamento del viaggio per la mancata adesione del numero

minimo dei partecipanti eventualmente previsto;

m) accordi specifici sulle modalità del viaggio espressamente convenuti tra l'organizzatore o l'intermediario e il turista al

momento della prenotazione;

n) eventuali spese poste a carico del turista per la cessione del contratto ad un terzo;

o) termine entro il quale il turista deve presentare reclamo per l'inadempimento o l'inesatta esecuzione del contratto;

p) termine entro il quale il turista deve comunicare la propria scelta in relazione alle modifiche delle condizioni contrattuali

di cui all'articolo

quando e in che modo possiamo svolgere un’analoga attività che rispetti l’ambito di applicazione

del codice di turismo?

> la regione ha competenza esclusiva sul turismo => decide come meglio aprire le agenzie

turistiche => non compare più nell’articolo relativo al t.o e intermediario la parte relativa al

provvedimento autorizzatorio. La regione decide se scegliere o meno il provvedimento

autorizzatorio.

ART. 37: Informazione del turista

1. Nel corso delle trattative e comunque prima della conclusione del contratto, l'intermediario o

l'organizzatore forniscono per iscritto informazioni di carattere generale concernenti le

condizioni applicabili ai cittadini dello Stato membro dell'Unione europea in materia di

passaporto e visto con l'indicazione dei termini per il rilascio, nonché gli obblighi sanitari e le

relative formalità per l'effettuazione del viaggio e del soggiorno. => trattative prima della

conclusione. Siamo nella fase in cui stiamo trattando per dare al nostro contratto un

determinato contenuto

2. Prima dell'inizio del viaggio l'organizzatore e l'intermediario comunicano al turista per iscritto le

seguenti informazioni:

a) orari, località di sosta intermedia e coincidenze;

b) generalità e recapito telefonico di eventuali rappresentanti locali dell'organizzatore o

dell'intermediario ovvero di uffici locali contattatili dal turista in caso di difficolta';

c) recapito telefonico dell'organizzatore o dell'intermediario utilizzabile in caso di difficolta'

in assenza di rappresentanti locali;

d) per i viaggi ed i soggiorni di minorenne all'estero, recapiti telefonici per stabilire un

contatto diretto con questi o con il responsabile locale del suo soggiorno;

e) la facoltà di sottoscrivere un contratto di assicurazione a copertura delle spese sostenute

dal turista per l'annullamento del contratto o per il rimpatrio in caso di incidente o malattia.

=> fase antecedente al viaggio ma dopo la conclusione del contratto

SE viene violato un obbligo prima della conclusione del contratto la violazione di questa

obbligazione non potrà dare vita a una responsabilità contrattuale perché il contratto non è stato

ancora stipulato. Danno precontrattuale. Esempio quando il cliente non ha il tempo utile per fare il

visto e quindi non pul fare il viaggio.

Le obbligazioni del 2° comma nascono dopo la stipulazione del contratto => responsabilità

contrattuale: danno emergente per mancato inadempimento dell’obbligazione.

> art 38 è strettamente legato all’opuscolo informativo dove si dice la destinazione, mezzo,

alloggio, attrazioni, standard qualitativi offerti, itinerario e info generali applicabili al cittadino

membro dell’EU. Opuscolo informativo è il primo documento che incontriamo quando entriamo e

scegliamo il nostro viaggio. Nel dlgs 95 e codice del consumo era a facoltà del tour operator di

usarlo o no. Nel codice del turismo è obbligatorio per sottolineare la minuziosità del contratto; il

contenuto del contratto individuale deve essere coerente con il contenuto dell’opuscolo

informativo? SI. Ho già la visione del viaggio organizzato nei suoi minimi particolari. Posso

prevedere delle modifiche nel mio contratto individuale rispetto a quanto stabilito nell’opuscolo

informativo? opuscolo ha un contenuto vincolate per le due parti secondo le rispettive

responsabilità. Le modifiche devono essere messe per iscritto, o comunicate prima della

conclusione o anche apportate successivamente alla stipulazione se concordate dalle parti e in

forma scritta.

LE POSSIBILI MODIFICHE DEL CONTRATTO:

ART. 39 (Codice del Turismo)

Cessione del contratto

1. Il turista può sostituire a sé un terzo che soddisfi tutte le condizioni per la fruizione del servizio, nei

rapporti derivanti dal contratto, ove comunichi per iscritto all'organizzatore o all'intermediario, entro

e non oltre quattro giorni lavorativi prima della partenza, di trovarsi nell’impossibilità di usufruire

del pacchetto turistico e le generalità del cessionario.

2. Il cedente (= turista) ed il cessionario (= terzo) sono solidamente obbligati nei confronti

dell'organizzatore o dell'intermediario al pagamento del prezzo e delle spese ulteriori eventualmente

derivanti dalla cessione.

Cessione del contratto = uno dei due soggetti cede la sua posizione contrattuale ad un terzo, che subentra

con gli stessi obblighi e con i medesimi diritti nella posizione contrattuale del soggetto cedente.

In caso di cessione del credito = si cede la posizione creditoria (il terzo diventa, per cessione del credito, il

titolare del credito, ma non ha le obbligazioni e i diritti che riguardano la posizione creditoria).

> nella posizione creditoria, il terzo che subentra diventa titolare del credito, ma non ottiene

obbligazioni e diritti legati alla posizione che riceve.

1) Cedente A (parte che cede)

2) Ceduto B (deve acconsentire alla cessione: cioè che al posto del cedente subentri il cessionario)

3) Cessionario C (parte che subentra)

In relazione al contratto di viaggio:

1) Cedente Cliente (A)

2) Ceduto Tour Operator (B): parte debole in questa cessione di contratto: non può opporsi alla

cessione e rischia, economicamente parlando, mettendosi in mano ad un terzo che non sia il cliente

originale. A tutela del Tour Operator, entra in gioco un’obbligazione (comma 2) fra cedente e

cessionario ‘solidamente obbligati’ = in caso di insolvenza economica, il Tour Operator può rivalersi

sia su cedente che su cessionario in modo eguale. Nel Diritto Civile, invece, quando il cedente cede

la sua posizione contrattuale al cessionario, il cedente è libero da ogni responsabilità. Nel Codice del

Turismo, contrariamente, sono entrambi responsabili in caso di qualsiasi insolvenza.

3) Cessionario Terzo (C): deve avere determinate caratteristiche affinché avvenga la cessione, in linea

con quanto stabilito dal contratto.

Affinché avvenga una cessione, per il Codice del Turismo, deve esistere una impossibilità sopravvenuta (es.

il cliente, turista originale si rompe una gamba e decide di cedere ad un cessionario il pacchetto turistico). La

cessione deve avvenire entro e non oltre quattro giorni lavorativi prima della partenza e deve essere

comunicata per iscritto al Tour Operator (=ceduto); il ceduto può negare il proprio consenso alla cessione

che il turista originale intende realizzare? No, il Tour Operator non può rifiutare la cessione che il cedente fa

ricadere sul cessionario.

> La cessione, nel Codice del Turismo, è un rapporto bilaterale: coinvolge il cedente (= cliente

originale) ed il cessionario (= terzo), senza che il ceduto (= Tour Operator) possa opporsi.

Questa cessione impone solamente un obbligo di informazione (entro quattro giorni lavorativi,

deve essere comunicata la scelta al Tour Operator per iscritto, che però NON può opporsi).

> La cessione, nel Codice Civile, è invece un rapporto trilaterale: interessa il cedente, il cessionario

ed anche il ceduto (= che deve quindi mostrare consenso o dissenso).

Era così anche nella CCV?

Art. 8 (CCV):

Salvo accordo contrario delle parti, il viaggiatore potrà farsi sostituire da un’altra persona per la esecuzione

del contratto, a condizione che questa persona soddisfi le esigenze particolari relative al viaggio o al

soggiorno e che il viaggiatore indennizzi l’organizzatore di viaggio di tutte le spese causate da questa

sostituzione, incluse le somme non rimborsabili dovute a terzi.

- Il turista è libero di cedere il contratto ad un terzo cessionario, salvo accordo contrario delle parti (=

più libertà di scelta);

- Anche in questo caso, il ceduto non può opporsi alla cessione: si richiede solamente che il

cessionario abbia determinate caratteristiche coerenti a quanto stabilito da contratto.

ART. 40 Codice del Turismo

Revisione del prezzo

1. La revisione del prezzo forfetario di vendita di pacchetto turistico convenuto dalle parti è ammessa solo

quando sia stata espressamente prevista nel contratto, anche con la definizione delle modalità di

calcolo, in conseguenza della variazione del costo del trasporto, del carburante, dei diritti e delle tasse quali

quelle di atterraggio, di sbarco o imbarco nei porti o negli aeroporti, del tasso di cambio applicato. I costi

devono essere adeguatamente documentati dal venditore.

2. La revisione al rialzo non può in ogni caso essere superiore al dieci per cento del prezzo nel suo

originario ammontare.

3. Quando l'aumento del prezzo supera la percentuale di cui al comma 2, l'acquirente può recedere dal

contratto, previo rimborso delle somme già versate alla controparte.

4. Il prezzo non può in ogni caso essere aumentato nei venti giorni che precedono la partenza.

- Per revisionare il prezzo, il Tour Operator deve essere LEGITTIMATO dal cliente;

- Come può essere aumentato il prezzo? L’aumento del prezzo deve essere giustificato (e.

comunque deve essere previsto alle voci del contratto): il Tour Operator deve indicare il

metodo di calcolo di aumento del prezzo nella clausola contrattuale, qualora accettata dal

cliente (aumento del costo del trasporto, tasse di imbarco e sbarco nei porti e/o negli

aeroporti);

- Scopo del tutto: ridurre il libero arbitrio del Tour Operator;

- Il prezzo non può essere aumentato oltre al suo 10%. E se il prezzo è superiore in aumento al

suo 10%? Il cliente può, di sua spontanea volontà, accettare o recedere dal contratto e il Tour

Operator, in caso di recessione, deve restituire quanto ricevuto dal cliente. E se il prezzo è

inferiore al suo 10%? Il cliente può comunque recedere dal contratto? Teoricamente no, ma

praticamente sì: se però il cliente recede e il prezzo è aumentato a meno del suo 10%, il

cliente NON ha diritto al rimborso da parte del Tour Operator;

- Nei venti giorni che precedono la partenza però, il prezzo non può essere più modificato.

È così anche per la CCV?

Art. 11 (CCV)

1. L’organizzatore di viaggio non può aumentare il prezzo globale se non in conseguenza di variazioni

del corso dei cambi o delle tariffe dei vettori e a condizione che questa possibilità sia stata prevista

nel documento di viaggio.

2. Se l’aumento del prezzo globale eccede il 10 per cento, il viaggiatore può annullare il contratto

senza indennizzo né rimborso. In questo caso, il viaggiatore ha diritto al rimborso di tutte le somme

da lui pagate all’organizzatore di viaggio.

- Si parla sempre di revisione del prezzo previa clausola contrattuale accettata dal cliente;

- Il limite di aumento è sempre posto al 10%: se il prezzo aumenta a più del suo 10%, il cliente può

recedere e avere il rimborso; in caso contrario, può solo recedere, ma non avere il rimborso;

- Non si pone il limite dei venti giorni prima della partenza per non poter più alzare il prezzo.

=> Minor tutela del cliente

ART. 41 Codice del Turismo

Modifiche delle condizioni contrattuali

1. Prima della partenza l'organizzatore o l'intermediario che abbia necessità di modificare in modo

significativo uno o più elementi del contratto, ne dà immediato avviso in forma scritta al turista,

indicando il tipo di modifica e la variazione del prezzo che ne consegue, ai sensi dell'articolo 40.

=> Prima della partenza, il Tour Operator si può trovare a modificare parte di quanto concordato

contrattualmente: ad esempio, si modifica l’orario di partenza a seguito di uno sciopero che ha

colpito il vettore di riferimento. Sulla base di questo sciopero, ad esempio, il volo parte due giorni

dopo; al Tour Operator non può essere imputato nulla, ma ci sono alcuni casi in cui il Tour Operator

può avere delle responsabilità (dal punto di vista legislativo però, il procedimento non cambia): si

deve dare un immediato avviso al turista, indicando la modifica e la plausibile modifica del

prezzo riportando tutti gli elementi significativi coinvolti nella modifica.

2. Ove non accetti la proposta di modifica di cui al comma 1, il turista può recedere, senza

pagamento di penali, ed ha diritto a quanto previsto nell'articolo 42.

=> Qualora ci siano delle modifiche, il turista è sempre libero di accettare o meno, recedendo quindi dal

contratto senza pagamento di penali (in quanto non è imputabile al cliente se, ad esempio, il volo fa

ritardo o ci sono scioperi o simili).

3. Il turista comunica la propria scelta all'organizzatore o all'intermediario entro due giorni lavorativi

dal momento in cui ha ricevuto l'avviso indicato al comma 2.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliabonamin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione del turismo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Tincani Chiara.

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