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Le basi del Diritto Legislazione = insieme di leggi.

Diritto = leggi, principi, modalità.

Il Diritto si divide in:

soggettivo: è collegato alle persone (es: Diritto di proprietà);

 oggettivo: insieme di regole, ovvero atti normativi, dettate dall'ordinamento giuridico.

Gli atti normativi possono essere di tipo giuridico o scientifico. I primi variano a seconda dello

Stato, ovvero di luogo ed ambiente; questi dovrebbero corrispondere alla necessità di un mo-

mento e sono, per lo più, regole prescrittive. I secondi sono di tipo descrittivo e, poiché descri-

vono dei fenomeni, non variano a seconda di luogo e tempo. Sono, quindi, imposi-

Le norme giuridiche possono essere violate e, se questo avviene, incorre zioni. Lo Stato prescri-

una sanzione che può essere penale o pecuniaria. ve il comportamento

del cittadino indican-

do obblighi e divieti.

Il Diritto si distingue tra:

privato, che contiene le regole per i rapporti tra soli soggetti privati e si divide, a sua

 volta, in Diritto civile, commerciale e del lavoro;

pubblico, per disciplinare i rapporti tra soggetti pubblici e privati e si divide, a sua volta,

 in Diritto costituzionale, penale/processuale ed amministrativo (tra enti comunali, Pro-

vinciali e regionali). Quest'ultimo si occupa, principalmente, di edilizia, lavori pubblici

ed ambiente. Fonti/atto sono atti giuri-

dici che creano il diritto.

Fonti del Diritto: Diritto Oggettivo

Sono ogni atto, o fatto, idoneo a produrre regole secondo l'ordinamento giuridico. Gerarchica-

mente la struttura della fonte italiana si compone di:

Costituzione: atto fondamentale del nostro stato, in vigore dal 1948, affiancata dalle

1. Leggi Costituzionali. Si compone di una prima parte in cui si indicano: diritti, doveri e li-

bertà e di una seconda in cui sono indicati regolamenti generali e l'organizzazione degli

organi costituenti lo Stato;

legge: il potere legislativo è assegnato al Parlamento;

2. regolamenti;

3. consuetudine.

4.

2. Una legge si indica con data – numero oppure numero – anno, tenendo conto che la nume-

razione riparte dal principio ogni anno. Il Codice Civile è tra i principali volumi contenente non

leggi, ma articoli che si suddividono in Comma. È in vigore dal 1942, e le sue leggi sono indica-

te con la sigla RD, ovvero Decreto Regio, poiché al tempo dell'entrata in vigore l'Italia era, al-

meno formalmente, una monarchia. Il Codice Penale, invece, risale al 1930. Ci sono, però, al-

cuni casi in cui è il Governo a poter fare le leggi; queste prendono il Nel passaggio da monar-

nome di Decreti Legge. chia a Repubblica le nor-

Il Decreto Legge è un atto della Fonte del Diritto emanato dal

 me precedentemente in

vigore non sono andare

Governo, ha la stessa forza di una legge ordinaria, ma ha una du- perse. Il RD indica, ancora

rata di sessanta giorni. Questo tempo si considera sufficiente per oggi, il valore della legge. 1

dare copertura ad interventi urgenti. Entro sessanta giorni, infatti, si ritiene che dovreb-

be essere convertito in legge ordinaria dal Parlamento, altrimenti la sua non conversio-

ne in legge ne implica la decadenza.

I Decreti Legislativi o Decreti Delegati: il Parlamento, attraverso una

 L'Ambiente è un

Decreto Delegato.

legge ordinaria (legge di delega), delega il Governo alla stesura di una

legge per via preventiva. Il Parlamento indica, semplicemente, tem- Es: Codice dei contratti

po, materia e principi. pubblici, è un regola-

3. I regolamenti sono emanati dal Governo, oppure da singoli Ministri, per mento di esecuzione.

integrare (con specifiche, o concrete) le leggi.

La Fonte primaria, quindi, è data dalle leggi ed è seguita dai regolamenti. Oltre alle leggi statali

sono anche presenti leggi regionali e, solo per le province autonome di Trento e Bolzano, leggi

Provinciali. Questo fatto comporta una complicazione all'interno del Sistema: come si fa a ge-

stire il rapporto tra differenti Fonti? Generalmente all'emulazione della successiva Fonte, la

prima decade; ma se si verifica incompatibilità tra le due leggi?

Per prima cosa è necessario valutare il grado delle fonti, quindi, può avvenire un'abrogazione

(tacita o implicita) in cui, generalmente, la legge successiva abroga la precedente; ovvero rego-

la il fenomeno della successione delle leggi nel tempo, prevedendo che la nuova legge abroghi

quella previgente qualora:

abrogazione espressa: vi sia un'espressa previsione in tal senso da parte del legislatore;

✔ abrogazione implicita: vi sia incompatibilità tra le nuove norme e quelle precedenti

✔ abrogazione tacita: la nuova legge disciplini l'intera materia prima regolata dalla legge

✔ previgente.

L'interpretazione delle leggi:

La disposizione è data dal “testo che leggo” o “testo scritto”, mentre la norma, ovvero il “testo

interpretato”, è conseguente ad un significato preciso assegnatogli partendo dal testo. Que-

st'ultimo, però, spesso, non è univoco. Nasce, quindi, l'esigenza di capire e defini- Art. 2170,

re il linguaggio; riducendo, così, al minimo i fraintendimenti tra gli enti coinvolti. Codice Civile

Norma: regole estratte dal testo. Dalla stessa disposizione si possono ge-

 nerare norme differenti in base all'interpretazione che gli si dà.

L'interpretazione può essere: teleologica, ovvero finalistica, o rigorosa, ovvero letterale. Il se-

condo caso crea molti sotto casi (es: Divieto di portare cani nel parco). Teleos = fine

La stessa legge, quindi, può essere interpretata in modi diversi; è questo il caso dell'Art. 2043,

Codice Civile: fino al 1999 se l'Amministrazione cagiona un danno ad un Art 2043, Codice Civi-

Privato, questa non è responsabile del risarcimento. Questa legge, infatti, le: se causi ad un al-

era valida solo tra enti privati. Dal 1999 la Cassazione ha deciso di espan- tro un danno ingiusto

dere la suddetta legge anche alla Pubblica Amministrazione. DEVI risarcire il sog-

getto danneggiato.

Ne conseguono altri tipi di interpretazione: 2

interpretazione sistematica: la disposizione è inserita tra tante altre disposizioni al fine

 di comprenderla al meglio;

interpretazione dottrinale: la disposizione è analizzata dagli esperti della dottrina in

 questione;

interpretazione giurisprudenziale: si arriva a dei filoni interpretativi;

 interpretazione autentica: lo stesso organo che emana la legge ne indica la più corretta

 interpretazione.

Il più delle volte è la giurisprudenza a dare la corretta interpretazione, ma, a volte, avvengono

delle correzioni (a legge succede legge per specificare la precedente).

Inoltre, con il passare del tempo, può variare l'interpretazione: chiave di lettura diacronica.

Quindi, le antinomie (contrasti) tra le fonti dello stesso livello si risolvono, prima di tutto, rico-

noscendo l'incompatibilità; successivamente si ricorre alla giurisprudenza che emette sentenze

e ne consegue l'abrogazione. Se, invece, le leggi sono di diverso livello si applica un criterio ge-

rarchico (es: legge ordinaria vs legge costituzionale).

Composizione del Governo e votazione:

Camera: 630 rappresentanti.

 Senato: 315 senatori + senatori a vita.

Per votare una legge ordinaria serve la maggioranza relativa (la metà più uno dei votanti pre-

senti in aula al momento del voto).

Per votare una variazione su una Legge Costituzionale serve la maggioranza assoluta (la metà

più uno degli aventi diritto al voto). A distanza di tre mesi è necessaria una seconda votazione.

Inoltre, se ritenuto necessario, si può chiedere un referendum con maggioranza qualificata (i

2/3 degli aventi diritto al voto). Con l'annullamento si

In seguito la Corte Costituzionale controlla se atti e leggi rispettano la Co- può presentare una

stituzione. Se la Costituzione non è rispettata può conseguire la Sentenza modifica, ovvero ha ca-

di Annullamento o Abrogazione. rattere retroattivo.

Esempio: se nel 2010 si deve applicare una data legge si guarda

il periodo di tempo a cui la legge si riferisce: poiché sono nel

periodo di tempo in cui è in vigore L2, applico la suddetta leg-

ge; ma, se il soggetto richiedente si riferisce ad un atto avvenu-

to in un periodo di tempo tra il 1998 ed il 2006, si procede in modo diverso a seconda che L1

sia stata abrogata o annullata.

L'abrogazione: il giudice applica la legge che era in vigore al tempo di fatti ed atti;

 l'annullamento: il giudice applica la L2 a tutti i fatti ed atti passati e che seguiranno ( ca-

 rattere retroattivo).

Generalmente, quindi, si può dire che l'ordinamento opera con retroattività. Come si gestisce

il contrasto tra atto regolamentare e legge:

ci si rivolge ad un giudice di primo grado chiamato Giudice Amministrativo, ovvero al

 3

TAR, se la sentenza emessa non soddisfa il soggetto coinvolto, TAR: è un complesso giuri-

questo si può rivolgere al giudice di secondo grado; sdizionale ed ogni ragione

ne possiede uno o due (fan-

si ricorre, quindi, in Appello, ovvero ci si rivolge al Consiglio

◦ no eccezione le Province

di Stato. Autonome di Trento e Bol-

zano in cui si chiama TRGA).

I criteri per risolvere i contrasti tra le fonti, quindi, sono di tipo gerar-

chico e per competenza.

La Costituzione, Art. 117, indica i criteri di riparto competenze tra Stato e Regioni, ovvero indi-

ca la ripartizione legislativa sul territorio.

Comma2 : potestà legislativa statale esclusiva (emanare norme è una prerogativa dello

 Stato).

Comma3 : competenza concorrente tra Stato e Regioni; questo non genera un'antino-

 mia, poiché lo Stato indica i principi fondamentali, mentre la Regione indica le regole

operative.

Comma4 : potestà esclusiva regionale.

Per i commi 3 e 4, ci si ricollega al Comma 2 in cui sono elencati gli ambiti (materie) di compe -

tenza.

Può, però, sorgere un conflitto; in questo caso si interviene per ambiti di competenza. Per ri-

solvere l'antinomia si cerca di capire se comporta l'illegittimità della fonte in questione; se è

verificata ne consegue che l'atto normativo è illegittimo ed è, quindi, seguito dall'annullamen-

to tramite la Corte Costituzionale:

ex tunc (da allora), implica l'annullamento a carattere retroattivo;

➔ ex nunc (da ora), implica l'annullamento senza carattere retroattivo.

Hanno, però, influenza (riscontro/applicazione) sul Sistema Giuridico italiano anche le norma-

tive europee, o comunitarie. Le fonti comunitarie principali sono: trattati, principalmente TUE

e TFUE, da cui si originano direttive e regolamenti:

regolamenti: fonte diretta applicabile al Sistema Legislativo Nazionale di ogni membro

 della Comunità. Quindi, se una legge è in vigore in Europa, allora è anche in vigore in

Italia;

direttive: fissano degli obiettivi, ma lasciano liberi i singoli Stati membri di raggiungerli

 nel modo che ritengono migliore. Quindi, se una legge è in vigore in Europa, allora po-

trebbe non essere ancora in vigore in Italia. Le direttive, però, contengono una data en-

tro cui la suddetta va recepita dal Sistema Legislativo Nazionale in questione. Se uno

Stato non attua la direttiva in tempo, ovvero si verifica il mancato recepimento, ne con-

segue:

1. l'aver violato il Diritto Comunitario;

se si tratta di una directive self-executing, ovvero la direttiva è accuratamente

2. dettagliata, questa si applica al Sistema Legislativo

del Paese. Conflitto tra Fonte Interna e Costi-

tuzione: durante un processo ci si

rivolge ad un altro, o allo stesso,

Nel caso si verifichi un contrasto tra la Fonte Comunitaria e la Giudice che può decidere di so-

spendere la sentenza e chiedere

un parere alla Corte. Conseguente-

4

mente, il Giudice deve applicare la

legge che la Corte ritiene giusta.

Fonte Interna:

si crea un contenzioso che rinvia alla Corte;

 (inizialmente) nel periodo di sospensione, persiste la normativa dello Stato in questione

 seppur illegittima;

successivamente, il Diritto Comunitario prevale sul Diritto Interno, quindi, nell'immediato, la

legge illegittima deve essere disapplicata a favore del Diritto Comunitario (questo ha influenza

sul giudizio finale). Anche in questo caso, se non si è soddisfatti della sentenza si può consulta-

re (appellarsi) un Giudice di grado superiore. Questo avviene differen-

temente per Stato e Re-

gioni che possono rivol-

NB: i cittadini non possono accedere direttamente alla Corte. Il cittadi- gersi direttamente, o per

no deve rivolgersi ad un Giudice, che svolge un processo. Il Giudice in via principale, alla Corte.

questione, su richiesta delle parti, o di ufficio (di sua iniziativa), può so-

spendere il giudizio e chiamare in causa la Corte. A questo punto si possono rilevare due casi:

giudizio incidentale, il Giudice ad quo (da cui si parte), dopo aver verificato, può defini-

 re il contrasto in questione:

rilevante;

◦ non manifestamente infondato, ovvero è sufficiente che non sia una cazzata;

◦ il suddetto contrasto giunge ad un Giudice ad quem (a cui arriva), ovvero un Giudice

◦ della Corte;

giudizio per via principale: un Giudice ad quo, manda ad un Giudice ad quem, che in-

 terpella la Corte.

Pluralità delle giurisdizioni: i Giudici del Sistema italiano

Il Sistema italiano si compone non solo di Giudici per grado, ma anche per ambito.

Giudice Ordinario:

➔ Giudice Civile gestiste i rapporti tra privati; si rifà al Diritto Privato, ovvero tra sog-

◦ getti allo stesso livello (parità):

Giudice di Pace (I grado) con associato il Tribunale di Pace, che opera a livello lo-

▪ cale;

Corte d'Appello (II grado), su base regionale;

 Corte di Cassazione (III grado), su base nazionale;

Giudice Penale, rappresenta la pretesa punitoria da parte dello Stato:

◦ Corte d'Assise

▪ Diritto Oggettivo → Diritto

Corte d'Appello

 Pubblico → Diritto Amministra-

tivo: procedimento amministra-

Corte di Cassazione

◦ tivo a livello comunale che si oc-

cupa di edilizia, urbanistica, ap-

Giudice Amministrativo

➔ palti, ambiente attraverso deci-

TAR, o TRGA (I grado), su base regionale sioni comuni che prendono il

◦ nome di atti amministrativi.

Consiglio di Stato (II grado), su base nazionale

▪ Corte di Cassazione, ma si ricorre ad essa in modo limitato, poiché non inter -

 viene sullo stesso argomento giuridico (riparto delle giurisdizioni); 5

Giudice Contabile si occupa di pensioni e danni alla Pubblica Amministrazione (danni

➔ che dipendenti pubblici fanno alla cosa pubblica):

Corte dei Conti che si articola in sezioni regionali (I grado) e sezioni centrali (II gra-

◦ do);

Tribunale Militare, riguardante reati dei membri delle Forze Armate;

➔ Tribunale delle Acque;

Cassazione, ha il compito di dare unità al sistema.

Negozio giuridico e contratti

Il negozio giuridico è un atto giuridico rivolto a produrre effetti riconosciuti e garantiti dall'or-

dinamento giuridico. L'elemento costitutivo del negozio è la volontà di chi colui che lo pone in

essere. I negozi possono essere: dichiarazioni e comportamenti; inoltre:

unilaterali: riguardano un solo soggetto, sono ad esempio: testa-

 Il testamento non è un

contratto poiché è unila-

mento, accettazione di eredità, procura diretta; terale, ma non lo è nem-

bilaterali: riguardano due soggetti, sono ad esempio: contratti,

 meno il matrimonio, poi-

ché è un negozio (non è

matrimonio; in funzione dei soldi).

plurilaterali: riguardano più di due soggetti, sono ad esempio:

 contratti di/tra società, cooperative.

Inoltre possono essere: inter vivos (tra vivi) o mortis causa (a causa di morte).

Il contratto, Art. 1321, Codice Civile

È l'accordo tra due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridi-

co patrimoniale. La funzione del contratto:

effetti reali: modo di acquisto della proprietà (compravendita, mutuo, donazione);

 effetti obbligatori: fonte di obbligazioni (locazione (affitto), deposito, comodo).

Questa diversità, però, non è così netta.

Contratto come strumento dell'autonomia privata, Art. 1322, Codice Civile:

le parti non possono essere in alcun modo obbligate a firmare e gli obblighi contrattuali

 sono solo successivi alla firma del contratto stesso;

agli accordi si può dare qualunque contenuto, non ci sono, infatti, vincoli esterni agli in-

 teressi (se non la legge).

Si possono utilizzare contratti atipici (regole generali per i contratti, Art. 1322) con l'implemen-

to di regolazioni specifiche. Compravendita: da

Art. 1470 a Art.

1498, Codice Civile.

Elementi essenziali del contratto, Art. 1325, Codice Civile

1. accordo tra le parti;

2. causa;

3. oggetto;

4. forma, ove prescritta. 6

1. Accordo tra le parti, Art. 1326, Codice Civile

tacito: comportamento concludente;

 espresso: dichiarazione sia scritta che orale;

 simultaneo: davanti al notaio;

 successivo: per posta.

2. Causa: scopo oggettivo, concreto e immediato che le parti vogliono raggiungere per poter

stipulare il contratto. La causa sufficiente è il trasferimento di un bene per un prezzo fissato,

questo avviene indipendentemente dai motivi, ovvero dalle ragioni che spingono le parti a fir-

mare un contratto. Ne consegue che vi è un contrasto tra il valore oggettivo e soggettivo del

bene in questione.

Secondo l'Art. 1345, Codice Civile, il contratto può essere illecito se viola le norme imperative

di ordine pubblico e buon costume. Questi, per&ogr

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ValeFranchetto di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Ferrazzi Paola.
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