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Politiche di immigrazione e asilo nell'Unione Europea

Macchi Federica

Numero di matricola: 887****

Introduzione al Sistema Schengen

Nel 1985 viene firmato l’Accordo di Schengen, un trattato che abolisce i controlli alle frontiere interne dei Paesi aderenti. L’accordo è considerato uno dei più grandi avanzamenti dell’Unione Europea e attualmente include 26 Stati, di cui 22 membri dell'Unione e altri 4 non membri (Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). Non ne fanno parte Bulgaria, Cipro, Croazia e Romania, poiché il trattato non è ancora entrato in vigore, e Irlanda e Regno Unito, che non hanno aderito alla convenzione esercitando la cosiddetta clausola di esclusione (opt-out).

Il trattato prevede la libera circolazione di cittadini e merci all’interno dell’area Schengen, il rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne e la cooperazione tra le forze di polizia degli stati membri. Tuttavia, le regole di Schengen, stabilite dall’articolo 29, consentono la reintroduzione dei controlli in circostanze eccezionali che mettono a rischio l’intera area e per motivi di ordine pubblico.

Crisi del Sistema Schengen nel 2015-2016

Dall’estate 2015, diversi membri dell’Area di Schengen, a causa delle crescenti pressioni migratorie, degli effetti della globalizzazione e degli attacchi terroristici, sono ricorsi alla reintroduzione di controlli, muri, barriere e vari gradi di misure repressive. Tra questi troviamo Germania, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Danimarca, Ungheria e altri Paesi.

Nell’anno 2015, infatti, si registrò uno scenario di crisi sistemica che mise a rischio l’area Schengen. Le cause furono molteplici: innanzitutto, la pressione migratoria causata dall’apertura della rotta balcanica (2015) fu il primo segnale di allarme, poiché determinò un vero e proprio flusso di migranti in marcia verso i paesi europei. Questa rotta fu sostenuta dalla politica di wave through (lasciar passare) adottata da Stati come Grecia, Macedonia, Serbia e Ungheria, con l’obiettivo di facilitare il loro spostamento verso l’Europa settentrionale.

Una seconda causa della pressione migratoria insistente fu la politica di accoglienza che la Germania adottò nell’agosto 2015, con l’idea di sospendere il funzionamento del Sistema di Dublino, consentendo ai profughi di stanziarsi in Germania. L’eccessivo numero di richiedenti asilo e migranti, soprattutto dalle popolazioni siriana, irachena e afghana, che ottennero alti tassi di riconoscimento per presentare richieste di asilo, preannunciò un collasso del sistema di gestione migratoria.

Strategie per il ripristino del Sistema Schengen

Le istituzioni europee hanno approntato strategie per riportare Schengen alla normalità. Questi piani si concentrano sui seguenti punti principali:

  • Rafforzamento dei controlli alle frontiere esterne.
  • Miglioramento della cooperazione tra forze di polizia dei vari stati membri.
  • Riabilitazione e potenziamento delle regole di Dublino per una più equa gestione dei richiedenti asilo.

Queste misure mirano a stabilizzare l’area Schengen e a garantire la sicurezza e la libera circolazione di cittadini e merci.

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Scienze politiche e sociali SPS/04 Scienza politica

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